15 July, 2026
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Centinaia di persone in piazza ieri sera a Is Urigus per dire ancora una volta “NO” al progetto della discarica nella cava nel sito di Su Giri de sa Murta

Il pronunciamento con il quale l’assessorato regionale dell’Industria ha comunicato all’Amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu l’archiviazione del procedimento di avvio di decadenza dell’autorizzazione di cava nel sito di Su Giri de sa Murta, non ferma la mobilitazione della popolazione di Is Urigus e San Giovanni Suergiu. Centinaia di persone si sono ritrovate in piazza ieri sera a Is Urigus per dire ancora una volta “NO” al progetto della discarica da realizzare nella cava. presentato dalla società Ekosarda. Al fianco dei cittadini che dallo scorso anno sono mobilitati coordinati dal locale “Comitato NO alla discarica” e della sindaca di San Giovanni Suergiu Elvira Usai, c’erano i rappresentanti di diversi Comitati provenienti da diverse località della Provincia del Sulcis Iglesiente e della Città Metropolitana di Cagliari, l’ex presidente della Regione e parlamentare Mauro Pili e Davide Fadda, rappresentante del Presidio permanente del Popolo sardo.
La sindaca Elvira Usai ha ribadito quanto giù dichiarato a caldo dopo il recente pronunciamento dell’assessorato regionale dell’Industria, ovvero che «i tecnici si sono assunti la grossa responsabilità di accertare e confermare che le difformità contestate sono state colmate ma ancora una volta non si considera fra le inadempienze della società Ekosarda la mancata comunicazione di inizio lavori nei 60 giorni successivi al rilascio autorizzativo del 2018, fattore che per legge fa decadere l’autorizzazione di cava. Si tratta di una violazione più volte rimarcata dal Comune e dalle osservazioni dei cittadini ma di cui evidentemente non si vuole tenere conto».
Davide Fadda ha ribadito la validità della battaglia portata avanti dal Comitato e dall’Amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu, che si unisce a quelle presenti in altre realtà della Sardegna, presa di mira sempre più da progetti speculativi destinati a devastare il territorio.
L’intervento più atteso era quello di Mauro Pili che ha indicato quella che ritiene sia la strada da percorrere per opporsi al progetto, ad iniziare dalla presentazione di un «ricorso immediato al TAR contro l’archiviazione della procedura di decadenza,
il provvedimento dell’Assessorato regionale dell’Industria che ha chiuso definitivamente i rilievi sulla cava costituisce il primo atto amministrativo definito e compiuto dalla Regione si tratta, dunque, del primo atto impugnabile davanti al Tar Sardegna. Un provvedimento gravato da gravi illegittimità proprio perché, dopo aver verificato alcune difformità circoscritte, ha omesso il nodo centrale del recupero integrale dell’area previsto dall’autorizzazione, della fideiussione e dell’incompatibilità tra il progetto di ripristino e quello della discarica! Il ricorso deve chiedere l’annullamento dell’archiviazione per difetto di istruttoria, insufficienza della motivazione e mancata valutazione di tutti i fatti sopravvenuti!»
I passi successivi da compiere, secondo Mauro Pili, sono le richieste di «sospensione immediata del PAUR della discarica», «riapertura del fascicolo della cava e verifica completa dello stato dei luoghi», «rivalutazione radicale della fideiussione da 305.000 euro perché quella garanzia deve coprire il costo reale del ripristino morfologico e ambientale dell’intera cava, fino alle quote previste dal progetto!», «accesso totale agli atti e trasparenza su ogni firma», «bilancio regionale delle discariche e dei rifiuti industriali nel Sulcis», «valutazione sanitaria e ambientale cumulativa dell’intero Sulcis».
Al termine dei lavori ho intervistato Mauro Pili e la sindaca di San Giovanni Suergiu Elvira Usai.
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