Il pianeta non è un portacenere: appuntamento a Vallermosa




Una giornata di impegno e determinazione quella vissuta sulla spiaggia di Plagemesu, a Gonnesa, nel Sulcis Iglesiente, dove i volontari di Plastic Free Onlus, coordinati dalla referente Nicole Murroni, sono intervenuti per un’attività di pulizia ambientale nonostante le condizioni meteo incerte. Presente anche il referente di Vallermosa, Alberto Garau.
Alla raccolta hanno partecipato 22 persone, affiancate anche da alcuni passanti che, incuriositi dall’iniziativa, si sono uniti spontaneamente al gruppo, contribuendo alle operazioni di pulizia.
Il bilancio dell’intervento è stato significativo: sono stati rimossi circa 250 chilogrammi di rifiuti, con una forte prevalenza di plastica. Tra i materiali raccolti, ha destato particolare preoccupazione la presenza diffusa di microplastiche, che hanno richiesto pazienza e attenzione da parte dei volontari per essere rimosse il più possibile.
Tra i rifiuti rinvenuti, numerose anche le buste di plastica trasparenti, particolarmente pericolose per la fauna marina, che spesso le scambia per cibo con conseguenze gravi per la sopravvivenza degli animali.
Le alte onde e il mare agitato non hanno scoraggiato i partecipanti, che hanno portato avanti l’attività con grande spirito di collaborazione, dimostrando come la volontà di prendersi cura dell’ambiente possa superare ogni difficoltà.
L’iniziativa ha evidenziato ancora una volta quanto sia urgente intervenire contro l’inquinamento da plastica, soprattutto nelle aree costiere, e quanto il contributo dei cittadini possa fare la differenza nella tutela del mare e del territorio.


Un Carnevale all’insegna del divertimento, dei colori e della partecipazione, ma anche della consapevolezza ambientale. In occasione dell’evento in programma a Vallermosa domenica 22 febbraio, dalle ore 17.00, in piazza San Lucifero, il neo referente locale di Plastic Free, Alberto Garau, rivolge un appello alla cittadinanza affinché la festa si svolga nel segno del rispetto degli spazi pubblici e della natura.
L’iniziativa, che richiamerà famiglie, bambini e visitatori, rappresenta uno dei momenti più attesi del calendario degli eventi locali. Proprio per questo, secondo Garau, è importante che il clima di allegria e condivisione non si traduca in comportamenti dannosi per l’ambiente.
«Festeggiamo, divertiamoci, coloriamo le nostre strade, ma evitiamo di disperdere coriandoli nell’ambiente – invita -. Per quanto possano sembrare innocui, i coriandoli, soprattutto quelli in plastica o metallizzati, rappresentano una forma di micro-rifiuto difficile da raccogliere e da smaltire. Una volta dispersi, restano a lungo sul suolo o vengono trascinati via dal vento e dalla pioggia.»
«Il problema – spiega – non riguarda soltanto il decoro urbano ma anche l’impatto sugli ecosistemi. «Molti coriandoli finiscono nei tombini e quindi nei corsi d’acqua, contribuendo all’inquinamento e mettendo a rischio animali e habitat naturali. È un effetto che spesso non vediamo, ma che esiste ed è concreto.»
Un aspetto poco considerato riguarda anche i coriandoli tradizionali in carta.
L’appello è rivolto in particolare ai più piccoli e alle famiglie, protagonisti della manifestazione: «Educare al rispetto dell’ambiente anche nei momenti di festa è fondamentale. I bambini imparano dall’esempio degli adulti: rendere il Carnevale più sostenibile significa trasmettere valori importanti».
