14 April, 2021
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Ad un mese dall’organizzazione del primo corso di rianimazione BLSD, svolto il 23 gennaio dalle 9.00 alle 14.00, ed organizzato dall'”Accademia del Soccorso”, il comune di Iglesias organizza per venerdì 26 febbraio, alle ore 11.00, presso il Centro Direzionale in via Isonzo, un incontro con la stampa per presentare il progetto “Iglesias Cardio Protetta” e l’installazione di due defibrillatori, il primo nella centralissima Piazza Sella, il secondo nella frazione di Nebida.

“Iglesias Cardio Protetta” è un progetto portato avanti dall’assessorato delle Politiche Sociali e Giovanili, in collaborazione con l’Associazione Alberto Riccaboni, e nasce in continuità con il progetto #benesserekm0, che ha visto medici e professionisti locali collaborare per l’ideazione della prima vera campagna di sensibilizzazione dedicata al tema della salute pubblica.

«L’obiettivo di questi progetti afferma Angela Scarpa, assessore delle Politiche socialiè quello di informare e formare i cittadini, al fine di ridurre i rischi e promuovere una cultura della prevenzione.»
Per quanto riguarda la Regione Sardegna, infatti, i dati del 118 identificano ogni anno circa 800 arresti cardiaci in luogo pubblico e nei luoghi di lavoro.
«I numeri sono rilevantiaggiunge il sindaco Mauro Usai – e ci spingono a programmare e potenziare gli interventi legati alla prevenzione della salute.»

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Ha patteggiato la pena di tre anni il giovane che l’11 marzo 2018 causò il tragico incidente che alle porte di Gonnesa costò la vita al 20enne Alberto Riccaboni. Nulla e nessuno potranno mai restituire al papà Enrico Riccaboni, luogotenente dei carabinieri, e a mamma Rosanna il loro unico figlio Alberto, strappato loro quasi tre anni fa da un tragico incidente stradale, a soli vent’anni, ma ora si è arrivati a una condanna. Oggi, venerdì 20 novembre 2020, in Tribunale, a Cagliari, davanti il giudice per le indagini preliminari, dott. Giorgio Altieri, Alessandro Zedda, 24 anni, di Iglesias, colui il quale ha causato quel “maledetto” sinistro, con l’aggravante di essersi posto alla guida sotto l’effetto di stupefacenti, oltre alle altre sanzioni amministrative del caso, ha patteggiato tre anni, pena per la quale non è prevista la sospensione condizionale: in fase esecutiva chiederà comunque misure alternative alla detenzione in carcere

Lo schianto fatale si è verificato l’11 marzo 2018, una domenica, in pieno giorno, alle 11.30. Alberto, che risiedeva anche lui con la sua famiglia a Iglesias, assieme ad altri tre compagni di squadra stava rientrando a casa da una partita di calcetto su una Nissan Note condotta, appunto, da Zedda, che procedeva lungo la Statale 126 in direzione Iglesias quando all’improvviso il conducente, al km 30+200, nel territorio comunale di Gonnesa, in prossimità di una curva a visuale libera, ha invaso la corsia opposta scontrandosi frontalmente, a una velocità di circa 80 km/h, con una Citroen Xsara che sopraggiungeva nella direzione contraria di marcia, condotta da un quarantaseienne di Gonnesa e con a bordo la figlioletta che all’epoca aveva dieci anni. Purtroppo, il violento impatto è costato la vita ad Alberto Riccaboni, che si trovava sul sedile posteriore della Nissan e che ha riportato un trauma cranico con frattura esposta fronto-parietale destra: il giovane è stato trasportato in condizioni disperate all’ospedale Brotzu dove però l’indomani, 12 marzo, il suo cuore ha cessato di battere. Anche tutte le altre persone coinvolte hanno riportato seri traumi e fratture, in particolare i due occupanti della Xsara, con prognosi anche pesanti, ma loro, almeno, si sono salvati.

Ad aggravare la posizione dell’imputato, gli esami tossicologici a cui è stato sottoposto che hanno dato esito positivo: dunque, il Pubblico Ministero titolare del procedimento, il dott. Marco Cocco, lo ha indagato per omicidio stradale con l’aggravante di aver causato la morte di una persona mettendosi alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Il suo legale già nell’aprile 2018 aveva già chiesto di patteggiare due anni ma la pena non era stata ritenuta congrua dall’allora Gup che aveva invitato a rivalutarne il calcolo. Successivamente, l’avvocato dello Zedda aveva chiesto di rinunciare alla richiesta di patteggiamento, il giudice aveva rigettato l’istanza e ritrasmesso il fascicolo al Sostituto Procuratore il quale, con atto del 27 maggio 2019, ha quindi chiesto il rinvio a giudizio del ventiquattrenne per i reati di cui all’art. 589-bis commi 1 e 2 c.p. “perché, conducendo con imprudenza e imperizia il suo autoveicolo, che recava il battistrada degli pneumatici anteriori gravemente usurato e trovandosi in stato di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti ai sensi dell’art. 187 D. Lgs. 282/1992, cagionava per colpa la morte di Alberto Riccaboni, trasportato nello sesso veicolo”, nonché il ferimento di altre quattro persone. In relazione alla richiesta il Gup aveva fissato l’udienza preliminare del processo che però è stata rinviata più volte, praticamente quasi per un anno, causa Covid.

I familiari della vittima, per essere assistiti, attraverso il responsabile della sede di Cagliari, dott. Michele Baldinu, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, e nel frattempo sono stati integralmente risarciti dalla compagnia di assicurazione della Nissan. Oggi si è definitivamente chiuso anche il capitolo penale con la nuova richiesta di patteggiamento. La mamma ed il papà di Alberto, nel loro immenso dolore, dopo la sentenza si sono astenuti da qualsiasi commento.

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Giovedì 18 giugno, alle ore 11.00, presso la Sala riunioni del Centro Direzionale del comune di Iglesias, in via Isonzo 7, verrà presentato il progetto “BenEssere a KM 0”, realizzato per promuovere stili di vita, sani, grazie ad una alimentazione corretta e ad una regolare attività fisica.
Il progetto, ideato dall’assessorato delle Politiche sociali, è realizzato con coinvolgimento delle Istituzioni del territorio, dei professionisti dell’Azienda sanitaria, e del mondo dell’associazionismo, tra i partner del progetto figurano infatti associazioni come la Fondazione Cammino di Santa Barbara, il Circolo Acli Iglesias, la Consulta Anziani Iglesias, l’associazione VDS Volontari della Solidarietà, l’associazione “Alberto Riccaboni” e l’associazione “Blue Sardinia ASD”.
Secondo i promotori, “BenEssere a KM 0” vuole essere la risposta a chi cerca di cambiare le proprie abitudini, ma non sa come fare o è in cerca di una motivazione. Un cambiamento che passa attraverso la riscoperta di se stessi e del proprio territorio, con una visione del contributo medico in un’ottica di prevenzione e di educazione sanitaria accessibile e comprensibile a tutti.
Tra gli obiettivi specifici dell’iniziativa, promuovere la visione dello spazio urbano come occasione di crescita personale, valorizzando le specificità del territorio da un punto di vista gastronomico, sociale, turistico e sportivo, sensibilizzare le persone sulle cattive abitudini alimentari e sui rischi per la salute, ed educare alla conoscenza del proprio corpo e delle buone pratiche in campo di prevenzione.
Il tutto dando spazio all’utilizzo delle nuove reti sociali, sperimentando le competenze digitali e esplorando le possibilità fornite dalle piattaforme di condivisione digitale e dai social network.
“BenEssere a KM 0” si compone di 8 cortometraggi documentaristici, della durata tra i 3 e i 5 minuti, pubblicati a cadenza settimanale nella pagina Facebook istituzionale dell’assessorato delle Politiche sociali del comune di  Iglesias, nei canali social dei partner del progetto e nel relativo canale Youtube (creato in occasione del progetto stesso).
Il progetto partirà ufficialmente il 22 giugno, alle ore 12.00, sotto forma di rubrica del benessere attraverso i canali multimediali, e terminerà nel mese di agosto.
I filmati seguono un percorso di miglioramento della propria persona da un punto fisico e mentale. Un percorso monitorato da nutrizionisti, cardiologi, psicologi, psichiatri, nefrologi, medici sportivi, medici esperti in scienza dell’alimentazione e dentisti, esperti in campo medico e sportivo che hanno scelto di condividere la propria esperienza a titolo gratuito.
Ogni cortometraggio, realizzato in luoghi simbolici del territorio, porta avanti un tema ben preciso, che va dalle motivazioni per le quali mettersi in forma, ai disturbi alimentari più o meno comuni, dagli esami clinici da eseguire agli specialisti a cui rivolgersi, dall’inizio di un regime dietetico alla scelta del tipo attività fisica ideale per ogni persona.
«La scelta del nome, “BenEssere a KM 0”, ha una doppia accezione di significato: una personale e una ambientalesottolinea l’assessore delle Politiche sociali Angela Scarpa il cambiamento per prima cosa deve nascere da noi stessi, dalla nostra volontà di ripartire, di essere il nostro KM 0. E questo è possibile farlo nel nostro territorio. Il progetto è rivolto a tutti, Vogliamo affrontare ogni tema con rigore scientifico, basandoci sulle diagnosi e sui pareri degli esperti, dando tuttavia un taglio leggero a ogni episodio. Tutti devono poter fruire e trarre ispirazione dal contenuto dei video. Abbiamo pensato a un pubblico di riferimento ampio, senza distinzione d’età, genere o status socialeconclude Angela Scarpa -. Tutti possono cambiare il proprio stile di vita, e tutti possono trarre insegnamento e ispirazione da questa iniziativa.»

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E’ trascorso circa un mese da quando il Coronavirus è entrato nella nostra vita costringendo l’intera popolazione a modificare il proprio stile di vita, causando paura, distanziamento sociale, e purtroppo in alcuni casi sofferenza e malattia.
La dovuta e conseguente riorganizzazione del sistema sanitario ha riguardato anche la nostra Area, con la necessità di concentrazione di forze verso la (possibile) gestione dell’emergenza, con
approvvigionamento di sistemi di protezione non sempre facili da reperire, con uno sforzo enorme da parte degli operatori sanitari e dei cittadini per adattarsi a queste nuove regole.
In una situazione così difficile la nostra luce e il nostro conforto è stata la solidarietà: in questi giorni, infatti, si sono moltiplicate le iniziative di sostegno e donazioni  nei confronti delle nostre strutture ospedaliere da parte di aziende, associazioni e semplici cittadini che hanno voluto far sentire la propria vicinanza con un abbraccio virtuale a chi sta lavorando in prima linea e si prende cura di tutti noi.
Le donazioni hanno riguardato, soprattutto, l’acquisto di DPI (dispositivi di protezione individuale), quantomai utili per il personale dei nostri ospedali, ma non sono mancati tanti piccoli gesti di affetto con l’invio nei reparti di pizze, dolci e fiori per ringraziare gli operatori sanitari coinvolti nell’emergenza.
La Direzione dell’ASSL di Carbonia in una nota diffusa stamane ringrazia tutti indistintamente per tutto ciò che è stato donato… GRAZIE non dimenticheremo mai la vostra straordinaria generosità  di questi giorni.
Associazione Riccaboni Alberto
Società RWM Italia SpA:
Donazione fondi da parte del sig. Loris Bacchis e più
Donazione fondi da parte della sig.ra Veronica Vincis e più
Donazione fondi da parte del sig. Zicconi e più
Comune di Villamassargia
Ditta AbbVie Italia srl, dr. Franco Fois
Ditta “Sos Makers pro Sa Sardigna”
Ditta “Portovesme srl
Rotary Club Carbonia
Opi (Ordine delle Professioni Sanitarie) Carbonia Iglesias

Comune di Carloforte

 

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Sono risultati vani tutti i tentativi dei medici del reparto di Rianimazione dell’ospedale Brotzu di Cagliari, di tenere in vita Alberto Riccaboni, il ventenne studente di Ingegneria di Iglesias, coinvolto domenica nel terribile scontro tra due auto verificatosi sulla strada statale 126, all’altezza del km 30, nel tratto compreso da Gonnesa e Iglesias. Il giovane stava rientrando a casa con tre compagni di squadra, a bordo di una Nissan, dopo aver giocato una partita di calcio a cinque con la squadra Under 21 di Gonnesa.

L’auto si è scontrata con una Citroen condotta da un uomo di 44 anni che viaggiava insieme alla figlia di 11 anni.

Sul posto si sono recati i carabinieri di Iglesias e Gonnesa che hanno effettuato i rilievi ed avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Le condizioni di Alberto Riccaboni, che viaggiava su un sedile posteriore, sono apparse subito gravissime ai soccorritori (sono intervenuti anche l’ambulanza del 118 ed i vigili del fuoco), tanto che, dopo un breve passaggio al CTO di Iglesias, è stato trasferito al reparto di Rianimazione dell’ospedale Brotzu di Cagliari. Tutti i tentativi dei medici, purtroppo, come già sottolineato, sono risultati vani.

Una volta che i medici hanno accertato la morte cerebrale, i genitori del giovane, figlio unico, hanno dato il consenso alla donazione degli organi.

Alberto Riccaboni. Fonte: Facebook.