13 May, 2026
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«Sider Alloys via!!! Adesso basta!! Urso convochi! Invitalia complice!!!» E’ il durissimo messaggio che ha accolto all’alba i partecipanti all’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori organizzata dalle segreterie FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL davanti ai cancelli dello stabilimento della Sider Alloys, a Portoscuso, dopo gli negativi sviluppi dell’infinita vertenza. Presenti, sotto la pioggia che è caduta abbondante a tratti, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, i consiglieri regionali di Sinistra Futura Luca Pizzuto e di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, alcuni sindaci del Comuni del Sulcis guidati dal primo cittadino di Portoscuso Ignazio Atzori, don Antonio Mura, responsabile della Pastorale Sociale e Lavoro della Diocesi di Iglesias e parrocco delle chiese di Portoscuso e Paringianu. Al termine dell’assemblea una delegazione delle organizzazioni sindacali s’è recata a Cagliari, per l’incontro organizzato dall’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.

Allegati l’intervento di Emanuele Cani registrato nel corso dell’assemblea, e le interviste con i segretari di FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL, Roberto Forresu, Giuseppe Masala e Renato Tocco.

 

 

Domani, martedì 7 gennaio 2025, alle 7.00 saremo presenti, io e alcuni dell’equipe UPSL, come spesso ci sta capitando, ai cancelli della Sider Alloys, per un’assemblea con le lavoratrici ed i lavoratori Sider Alloys, in conseguenza dello slittamento imposto dall’azienda della ripresa lavorativa, nonché il ritardo nei pagamenti della 13ª e della retribuzione di dicembre. Poi alle 8.00 ci sposteremo in Portovesme srl per un’assemblea con i lavoratori SKV, in considerazione delle sempre maggiori difficoltà in cui versa il territorio, per mantenere viva l’attenzione.

Don Antonio Mura

Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Iglesias

«Quando qualche giorno fa ho annunciato la mia intenzione di venire qui a Portovesme oggi, non avrei mai potuto pensare di trovare una così straordinaria unità di intenti tra tutte le parti in causa: il Governo, con la ministra del Lavoro Marina Calderone e la sottosegretaria Fausta Bergamotto, la presidente della Regione con la sua Giunta, le parti politiche senza distinzione di colore, tutti i sindaci, le organizzazioni sindacali. Insieme sono certo che raggiungeremo l’obiettivo.»

Il titolare del ministero delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, lo ha detto stamane, nell’incontro tenutosi nello stabilimento della Portovesme srl, nel corso del quale è stata esaminata la gravissima situazione venutasi a determinare con la decisione della Glencore di fermare definitivamente la linea zinco.

«Chiederemo alla multinazionale Glencore di rivedere le decisioni prese, con la ripresa della produzione di piombo, unitamente a quella dello zinco e, qualora decidesse di restare ferma sulle sue posizioni, di tenere lo stabilimento nella condizione di poter ripartire con il coinvolgimento di un altro soggetto imprenditoriale, per il quale ci siamo già messi in moto con grande fiducia – ha aggiunto il ministro Adolfo Urso – che ha rimarcato anche l’impegno del Governo teso a favorire l’insediamento nell’area industriale di Portovesme, di nuove iniziative imprenditoriali in grado di dare una boccata d’ossigeno al territorio, con la creazione di nuove opportunità lavorative.»

L’incontro è iniziato poco dopo le 11.00 nella sala riunioni dello stabilimento di Portovesme. I lavoratori, intanto, sono rimasti in attesa davanti ai cancelli.

Prima dell’intervento del ministro Adolfo Urso, ho intervistato la presidente della Regione, Alessandra Todde, e il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini. La Giunta era rappresentata anche dagli assessori dell’Industria Emanuele Cani e del Lavoro Desirè Manca.

Il ministro Adolfo Urso, prima di addentrarsi nelle vicende della Portovesme srl, ha ricostruito nel dettaglio tutti gli interventi fatti dal Governo in altre realtà industriali, conclusi con risultati positivi e s’è detto certo che anche nel Sulcis verrà raggiunto l’obiettivo prefissato di tenere in piedi, rafforzare e rilanciare il sito industriale.

Dopo il ministro Adolfo Urso, è stata la volta della collega del Lavoro Marina Calderone.

Alle durissime parole del ministro del Lavoro, sono seguite quelle altrettanto dure di Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna.

Per le organizzazioni sindacali sono intervenuti il segretario generale della CGIL Sardegna Fausto Durante, il segretario generale della COSL Sardegna Pier Luigi Ledda e la segretaria nazionale della UILTEC UIL Daniela Piras. Il loro è stato un coro unanime, con una sollecitazione al Governo e alla Regione di chiamare la Glencore alle sue responsabilità, perché il territorio e i suoi lavoratori meritano rispetto e se non ha più intenzione di operare nel Sulcis, favorisca il passaggio verso un nuovo soggetto imprenditoriale che ha intenzione di dare continuità produttiva.

Sono seguiti gli interventi del sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori, di don Antonio Mura, responsabile della Pastorale sociale e il lavoro della diocesi di Iglesias, Don Antonio Mura, e di Andrea Lai, segretario organizzativo UIL Sardegna.

Al termine degli interventi, le conclusioni sono state affidate al ministro Adolfo Urso, che ha esposto il piano di lavoro che il Governo seguirà fin dalle prime settimane del nuovo anno.

La giornata di lavoro è proseguita all’esterno dello stabilimento, per le comunicazioni ai lavoratori.

Davanti ai cancelli, hanno ripreso la parola il ministro Adolfo Urso, la ministra Marina Calderone e la presidente della Regione Alessandra Todde.

Giampaolo Cirronis

      

E’ durissima la reazione dei sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente alla decisione annunciata da Glencore sulla fermata anticipata a lunedì 23 dicembre della produzione della linea zinco. Stamane un’ampia delegazione di primi cittadini s’è riunita davanti all’ingresso dello stabilimento di Portovesme, presenti anche rappresentanze sindacali dei chimici, dei metalmeccanici, i consiglieri regionali Luca Pizzuto, Alessandro Pilurzu e Gianluigi Rubiu e l’assessora regionale della Cultura e della Pubblica istruzione Ilaria Portas, e don Antonio Mura, parroco delle chiese di Portoscuso e Paringianu e responsabile della Pastorale Sociale per il Lavoro della diocesi di Iglesias. Quello che è emerso è un “NO” unanime alla fermata della produzione che metterebbe sulla strada 1.200 lavoratori con le loro famiglie e un intero territorio, e l’appello a Regione e Governo a chiamare Glencore alle proprie responsabilità, percorrendo tutte le strade possibili, se come ha annunciato la multinazionale non ha alcuna intenzione di tornare indietro dalla decisione assunta, per giungere al coinvolgimento di un nuovo soggetto imprenditoriale disponibile a continuare le produzioni a Portovesme.
Nel corso della manifestazione abbiamo alcune interviste, con i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu, Luca Pizzuto e Gianluigi Rubiu; l’assessora regionale della Cultura e della Pubblica istruzione Ilaria Portas; don Antonio Mura; sindaci di Portoscuso Ignazio Atzori, di Iglesias Mauro Usai, di Gonnesa Pietro Cocco; i sindacalisti Emanuele Madeddu (segretario Filctem Cgil della Sardegna Sud Occidentale, e Roberto Forresu, segretario regionale della Fiom Cgil; l’intervento dei sindaci di Nuxis Romeo Ghilleri e di Portoscuso Ignazio Atzori, che hanno spiegato le motivazioni che hanno portato i sindaci a riunirsi stamane a Portovesme, che vi proponiamo.

Domenica 22 dicembre, dalle 19.00, nella chiesa Santa Maria d’Itria di Portoscuso, si terrà il concerto “CHRISTMAS INSIDE”, organizzato dal coro polifonico femminile di Portoscuso con la preziosa collaborazione di don Antonio Mura.

Rassegna corale nazionale

Coro FEMMINILE DI PORTOSCUSO
direttore M° Nadia Fois
Coro CONCORDIA VILLA ECCLESIAE
Direttore M° Paolo Autelitano
Collegium C. MONTEVERDI
direttore M° Angelina Figus

L’evento è patrocinato da: FEDERCORI – Federazione Cori italiani Chorus inside – Associazione CHORUS INSIDE SARDEGNA.

Sale il clima della protesta e della mobilitazione tra i lavoratori degli appalti della Portovesme srl. Questa mattina hanno operato un blocco ai cancelli e poi si sono messi in marcia per incontrare il sindaco di Portoscuso Ignazio Atzori e don Antonio Mura, parroco delle due chiese di Portoscuso e della chiesa di Paringianu e responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Iglesias. Dopodiché hanno occupato la sala consiliare del comune di Portoscuso.

La segreteria della FIOM-CGIL Sardegna Sud-Occidentale ha diffuso una nota nella quale esprime pieno sostegno alle lavoratrici ed i lavoratori degli appalti della Portovesme srl, in sciopero ed in occupazione al comune di Portoscuso.

«La FIOM-CGIL sostiene totalmente l’iniziativa odierna messa in campo dal coordinamento appalti della Portovesme srl e dalle delegate ed i delegati degli appalti. Affiancano le lavoratrici ed i lavoratori che dopo l’assemblea in sciopero di ieri hanno oggi proseguito la protesta presso l’incrocio dello stabilimento e dei cancelli del bilico sud (ingresso mezzi pesanti), per poi mettere in piedi un corteo, che dallo stabilimento ha visto i lavoratori raggiungere la Chiesa di Santa Maria D’Itria dove sono stati accolti da Don Antonio, per poi recarsi al comune di Portoscuso e incontrare il sindaco dottor Ignazio Atzori e la Giunta. Le lavoratrici ed i lavoratori dopo aver relazionato sulle problematiche che hanno portato alla protesta e sentito le considerazioni prima del parroco don Antonio, e poi del sindaco, al termine dell’incontro hanno deciso di occupare la sala consigliare per l’intera giornata. Le azioni messe in campo tendono a mettere al centro la gravissima situazione in cui si trovano le lavoratrici ed i lavoratori degli appalti, i quali rischiano di vedersi stravolta la loro vita, in conseguenza delle scelte della Glencore che vede cessare gran parte degli appalti il 31/12/2024. Situazione che a breve potrebbe vedere ricevere il licenziamento per 2/3 delle lavoratrici e lavoratori in forza fabbrica (circa 1000 unità). La FIOM CGIL condivide la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori, sostiene con ogni mezzo le iniziative che le delegate ed i delegati o il Coordinamento appalti intraprenderanno a difesa dei loro diritti e dei posti occupazionali, messi in discussione dall’ennesima delocalizzazione che il governo non può assolutamente permettere.»

Circa 7.000 pratiche per il riconoscimento dell’invalidità ferme per la paralisi delle commissioni competenti alla Asl Sulcis Iglesiente. E’ gravissima l’emergenza, denunciata a più riprese ma ancora oggi irrisolta ormai da alcuni anni, che ha determinato una situazione insostenibile e inaccettabile. Stamane, davanti agli uffici della Asl Sulcis Iglesiente siti in via della Costituente, a Carbonia, si è svolta l’ennesima manifestazione di protesta pacifica di alcune decine di cittadini provenienti da diversi Comuni del territorio, alla quale ha partecipato anche don Antonio Mura, responsabile dell’Ufficio della Pastorale sociale e il lavoro della diocesi di Iglesias.

Al termine della manifestazione di protesta, una delegazione è stata ricevuta dai rappresentanti della Asl, che hanno assunto l’impegno a concordare un incontro con la direttrice dott.ssa Giuliana Campus per un esame della situazione che viene seguita con grande attenzione anche dai sindaci dei comuni del territorio, che hanno incontrato a più riprese i vertici della Asl..

Vediamo la interviste con uno dei manifestanti, Nicola Piras, rappresentante del Comitato di Buggerru, e don Antonio Mura, responsabile dell’Ufficio della Pastorale sociale e il lavoro della diocesi di Iglesias.

 

 

«La Portovesme srl deve continuare a produrre piombo e zinco, materiali strategici per il Paese, con o senza la Glencore.»

E’ questo il messaggio emerso stamane, a Portovesme, nell’assemblea dei lavoratori convocata dalle organizzazioni sindacali FIOM-CGIL, FSM-CISL e UILM-UIL, a tre giorni dall’incontro svoltosi al MIMIT, che ha visto la multinazionale Glencore confermare la sua decisione di fermare la produzione di zinco e la disponibilità a tenere in attività solo i forni Waelz per il trattamento dei fumi di acciaieria, in attesa degli sviluppi della proposta di riconversione delle produzioni, che sarà esaminata il 9 e 10 ottobre nell’incontro fissato con il Governo.

Tra i lavoratori c’è grande preoccupazione ma, al tempo stesso, è forte la volontà di non arrendersi. Dai vari interventi, è emerso chiaro anche un appello a tutti i lavoratori, a restare uniti, per difendere tutti insieme i 1.200 posti di lavoro attualmente garantiti dalle produzioni tra lavoratori diretti e lavoratori delle imprese d’appalto (circa 500). Sia la Regione Sardegna sia il Governo nazionale hanno assicurato il loro pieno sostegno ai lavoratori, respingendo i piani di disimpegno della Glencore, ma quella che si prospetta in questi giorni è una vertenza molto difficile.

Al termine dell’assemblea, alla quale ha partecipato anche don Antonio Mura, direttore dell’Ufficio della Pastorale per il Sociale e il Lavoro della diocesi di Iglesias e parroco delle chiese di Portoscuso e Paringianu, che ha portato ai lavoratori il saluto del cardinale Arrigo Miglio, abbiamo intervistato il segretario regionale della FIOM-CGIL Roberto Forresu e il segretario territoriale della UILM-UIL Renato Tocco.

 

     

“Glencore” e tutte le società industriali del territorio, chiariscano, unitamente a tutte le istituzioni politiche, il futuro per le nostre cittadine e cittadini. Non sarà un autunno sereno quello che vivranno le famiglie sospese sul baratro dei licenziamenti o al meno peggio dei “cerotti”- elemosina delle “casse integrazioni”. Sono centinaia e centinaia, uomini e donne, con i loro figli, che hanno paura perché senza lavoro non c’è vita e non c’è futuro. L’UPSL facendosi voce di tutta la chiesa diocesana iglesiente, sentiamo il dovere di inviare ai responsabili delle aziende e alle istituzioni pubbliche un forte appello perché non ci si trinceri nel manifestare le difficoltà dei mercati, per dare ragione delle varie chiusure e della drastiche e gravi riduzioni dei livelli occupazionali. Si faccia di tutto per conservare le produzioni e i posti di lavoro. La crisi industriale viene da lontano ed anche alcuni imprenditori ne sono vittime, ma davvero non possiamo rassegnarci … Stiamo parlando di vite umane. Desidero osservare che l’emergenza delle piccole e medie aziende del Sulcis Iglesiente, rientra, da decenni in una crisi di sistema, originata primariamente dalla contrazione dei comparti di lavorazione di prodotti primari, che a cascata hanno prodotto e producono chiusure e ridimensionamenti nell’indotto, anello più debole degli attuali modelli industriali. Quasi nulla inciderà, in termini di occupazione, l’apertura di prospettive per il riciclo delle batterie esauste delle auto elettriche, nulla inciderà nel favorire l’occupazione i grandi appetiti delle società che vogliono occupare e colonizzare i nostri territori e i nostri mari per produrre energia con tecnologie fotovoltaiche e eoliche. Per questo ci rivolgiamo con fiducia insistente verso i responsabili delle dirigenze delle industrie del territorio perché partecipino con giustizia e solidarietà alla vicenda del Sulcis Iglesiente, offrendo innanzitutto un chiarimento sui loro progetti e comunque, ottemperando alle direttive concordate. Alle istituzioni che a vario titolo governano e hanno responsabilità di amministrazione politica, il dovere di partecipare in modo unitario, con totale vicinanza alle vicende del territorio e in modo coraggioso e tenace, lottando per il bene dei cittadini e cittadine e per la salvaguardia del nostro amato Sulcis Iglesiente.

Sono da condannare decisamente tutti gli interessi per garantire pingui guadagni…personali, di lobby nascoste nei nostri territori, di ogni azionista che gioca le sue fortune nelle borse internazionali e di coloro che pensano di avere poteri elettorali per le prossime campagne elettive…nessuno ci abbandoni e nessuno si macchi del grave peccato di schiacciare la dignità delle cittadine e dei cittadini del Sulcis Iglesiente.

Stiamo vivendo, tragicamente, per l’ennesima volta, un’altra grave crisi occupazionale che sconvolge il nostro territorio… ma forse è la stessa crisi che attraversa in modo continuativo e progressivo il Sulcis Iglesiente, da alcuni i decenni. Noi cristiani non possiamo arrenderci, ma nella speranza che ha la radice nel Dio Provvidenza che in Gesù Cristo ha manifestato per l’umanità la sua Misericordia, desideriamo, tutte e tutti, agire secondo le proprie responsabilità sociali e tutte e tutti, desideriamo pregare …. Nell’occasione della Memoria liturgica del “Santissimo Nome di Maria”. Giovedì 12 settembre 2024, alle ore 22,00, presso Chiesa “Vergine d’Itria” Portoscuso Santo Rosario meditato seguendo il percorso dei Misteri gaudiosi. Sentitevi tutte e tutti invitati a stare insieme Le risorse sociali, politiche e spirituali, unitariamente, si impegnano a camminare per far risaltare la dignità di ogni persona e favorire il “Bene comune” per tutto il Sulcis Iglesiente.

Don Antonio Mura, parroco in Portoscuso e responsabile UPSL Iglesias

Il Sulcis Iglesiente unito contro la decisione annunciata dalla Glencore sulla fermata della linea zinco nello stabilimento di Portovesme. E’ quanto ha fatto emergere stamane l’assemblea generale dei lavoratori, svoltasi davanti all’ingresso dello stabilimento, alla presenza di numerosi sindaci, del consigliere regionale Alessandro Pilurzu, del direttore dell’ufficio della pastorale sociale e il lavoro della diocesi di Iglesias do Antonio Mura, in concomitanza con lo sciopero di 24 ore proclamato dalle organizzazioni sindacali.

Nel corso degli interventi, sono stati durissimi i giudizi nei confronti dell’Azienda ed è stata sollecitata un’azione forte da parte della Regione Sardegna e del Governo nazionale, per contrastare il disegno di disimpegno portato avanti chiaramente dalla Glencore, che se portato a termine, infliggerebbe un colpo mortale all’economia dell’intero territorio, già messo a durissima prova dalle altre grandi vertenze industriali, ad iniziare da Eurallumina ed ex Alcoa oggi SiderAlloys .che si trascinano rispettivamente da 15 e 12 anni, per finire alla Centrale Enel Grazia Deledda, destinata alla fermata in attuazione del programma di decarbonizzazione.

Allegate le fotografie della giornata di protesta e le interviste realizzate con il consigliere regionale del Pd Alessandro Pilurzu; don Antonio Mura, direttore dell’ufficio della Pastorale per il sociale e il lavoro della diocesi di Iglesias; i sindaci di Portoscuso Ignazio Atzori, Carbonia Pietro Morittu, Iglesias Mauro Usai, Gonnesa Pietro Cocco, Carloforte Stefano Rombi; di Roberto Forresu segretario regionale della Fiom Cgil e Renato Tocco segretario della Uilm Uil del Sulcis Iglesiente.