14 April, 2021
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I portavoce del “Comitato riconversione RWM” Cinzia Guaita ed Arnaldo Scarpa hanno partecipato alla Settimana Sociale dei Cattolici italiani, invitati dal vescovo di Iglesias, in quanto impegnati per la dignità del lavoro.

Giovedì il comitato organizzatore ha ascoltato per oltre un’ora Cinzia Guaita sulla questione della RWM e delle ipotesi di riconversione.

Papa Francesco nel messaggio inviato al convegno nel pomeriggio ha detto testualmente: «Non tutti i lavori sono “lavori degni”. Ci sono lavori che umiliano la dignità delle persone, quelli che nutrono le guerre con la costruzione di armi, che svendono il valore del corpo con il traffico della prostituzione e che sfruttano i minori» ed il presidente della Settimana sociale Filippo Santoro, vescovo di Taranto, ha ripreso il discorso del Papa, facendo riferimento alla fabbrica di Iglesias.

«Il comitato organizzatore del convegno – dice Arnaldo Scarpa – ha fatto a Paolo Gentiloni 4 proposte a nome dell’assemblea ma in nessuna figura la questione delle armi o del modello di difesa. Con un gruppo variegato di delegati alla Settimana Sociale abbiamo allora pensato di scrivere una lettera aperta al presidente Paolo Gentiloni con una chiara condanna dell’operato del Governo e del Parlamento e con la richiesta di adoperarsi per l’interruzione della produzione e dell’invio di armi ai sauditi. Verrà firmata ancora all’interno della Settimana Sociale alla Fiera di Cagliari e poi verrà diffusa sui media.»

Di seguito il testo integrale.

SETTIMANA SOCIALE DI CAGLIARI 2017 – LETTERA APERTA AL PRESIDENTE GENTILONI

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha fatto visita sabato 28 ottobre 2017 alla Settimana Sociale dei Cattolici Italiani di Cagliari, dedicata al lavoro libero, creativo, solidale e partecipativo, prima di partire per un viaggio che lo condurrà, fino al primo novembre, in India, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar.

Il lavoro di progettazione, di produzione di vendita e anche di supporto logistico delle armi e in particolare delle bombe d’aereo prodotte in Sardegna, a pochi chilometri dalla sede del convegno e vendute proprio ai sauditi che il premier incontrerà nei prossimi giorni, non è un lavoro libero, anzi viene nascosto. Non è per niente creativo, lontano da chi ne intasca i profitti ed indifferente verso chi ne subisce gli effetti. E’ un lavoro che non può essere partecipativo ma può essere scaricato facilmente sui territori più poveri e ricattabili. Ed è un lavoro violento, di una violenza inaudita, ingiusta e distruttiva anche  delle relazioni civili.

Quanto di più distante da tutto ciò che si può definire solidale… quanto di più lontano dal dettato costituzionale dell’art. 11 e dagli impegni necessari per la salvaguardia della Repubblica e della democrazia.

Il Governo italiano e la maggioranza del Parlamento hanno espresso finora una imbarazzante indifferenza verso la banalità del male ma esiste una coscienza che resiste nella società e che chiede una riconversione integrale dell’economia. Voce che ha bisogno di sostegno per non cedere al ricatto di chi oppone bombe al lavoro e alla vita.

Come ci ha ricordato Papa Francesco, «ci sono lavori che umiliano la dignità delle persone, quelli che nutrono le guerre con la costruzione di armi, che svendono il valore del corpo con il traffico della prostituzione e che sfruttano i minori».

Il mercato disumano da lui denunciato produce la globalizzazione dell’indifferenza ponendo in collegamento il territorio del Sulcis Iglesiente, costretto a subire gli effetti di politiche industriali disastrose, con il Paese più povero del Golfo Persico dove la guerra colpisce la popolazione civile con bombardamenti che non si fermano neanche davanti agli ospedali.

A partire dal ripudio della guerra affermato nella Costituzione, come cittadini della Repubblica e partecipanti alla Settimana sociale, in linea con il metodo di accompagnare la denuncia alla proposta, in un percorso che comincia da Cagliari riteniamo doveroso adoperarci per chiedere l’applicazione integrale della legge 185/90, frutto della lotta dei lavoratori che, nel nostro Paese, si sono opposti alla produzione e vendita di armi alle Nazioni in guerra e che vieta il trasferimento e la vendita di armi ai paesi in guerra.

Crediamo che il massimo rappresentante del Governo italiano sia in grado di poter ricevere, oltre le istanze già presentate, una nostra esplicita richiesta pubblica di adoperarsi per fermare immediatamente l’invio di quegli ordigni, impiegati dai sauditi nella guerra in Yemen, definita dall’Onu la più grave emergenza umanitaria dal 46 ad oggi ed un’altrettanto immediata azione del Governo per la riconversione della fabbrica a produzioni civili, con piena salvaguardia dell’occupazione.

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Nuova presa di posizione del comitato riconversione RWM contro l’ampliamento dello stabilimento di Domusnovas. In relazione alle notizie di stampa su un’eventuale autorizzazione all’ampliamento dello stabilimento Rwm di Domusnovas Iglesias concessa dal SUAPE del comune di Iglesias, valutati gli atti pubblicati all’Albo Pretorio dello stesso Comune, il Comitato sottolinea che «gli atti recentemente pubblicati non riguardano solo la conferma dell’AUA (Autorizzazione Unica Ambientale); si tratta anche della “Realizzazione di un nuovo deposito denominato D256 in Località San Marco” (autorizzato nel settembre scorso) e di n. 2 nuove costruzioni “da adibirsi a ufficio del personale direttivo addetto alle lavorazioni ed a locale di temporanea sosta degli operai”, denominate E208, E209, oltre che di un deposito di materiali infiammabili localizzato nell’area di “Sa Stoia”.»

«Le costruzioni anzidette, anche se distinte dall’ampliamento relativo alla costruzione di un nuovo poligono / campo prove per materiali esplodenti – scrivono i portavoce Cinzia Guaita ed Arnaldo Scarpa, sono da ricondurre, secondo il Comitato, al progetto di investimenti per 40 milioni di euro annunciato dalla stessa Rwm in più occasioni e giustificabile economicamente solo con la forte espansione del mercato delle armi da guerra determinato dall’aggravamento delle varie crisi mediorientali ed africane. E’ appena il caso di richiamare che la presenza sul territorio comunale della Rwm Italia Spa ha sollevato e continua a sollevare forti preoccupazioni di natura ambientale, sociale e soprattutto etica, dato che le bombe d’aereo da essa prodotte in migliaia di unità l’anno, sono, per la maggior parte, utilizzate dalla coalizione saudita per bombardare abitazioni, ospedali, convogli umanitari, pozzi e condutture idriche in Yemen, come confermato anche dall’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, e stanno causando, in quel Paese, un’emergenza umanitaria senza precedenti.»

Il Consiglio comunale all’unanimità, nella seduta del 19 luglio scorso, ha votato un documento in cui dichiara:

«l’assoluta contrarietà alla fabbricazione di armi e materiale destinato ai paesi in conflitto;

l’assoluta priorità da riservare alla promozione di azioni e progetti per la realizzazione di concrete ed effettive politiche di disarmo e di pace;

La volontà della Città di Iglesias di porsi come luogo di costruzione di rapporti internazionali di pace e solidarietà;

e impegna   

l’Amministrazione comunale a Sollecitare lo Stato italiano a mettere in atto tutti i meccanismi utili alla verifica del rispetto dei Trattati internazionali, i principi costituzionali e la normativa nazionale sulla commercializzazione degli ordigni fabbricati nel territorio italiano; richiedere allo Stato e alla Regione Sardegna un impegno concreto affinché vengano poste in essere tutte le azioni atte a creare le necessarie precondizioni funzionali alla possibile riconversione nell’assoluta garanzia ed auspicabile ulteriore implementazione degli odierni livelli di occupazione.»

«Quello del Consiglio comunale di Iglesias – rilevano Cinzia Guaita ed Arnaldo Scarpa – è stato un atto di grande coraggio e senso di responsabilità, col quale si è individuata la strada per liberare i suoi cittadini ed i lavoratori Rwm dal condizionamento occupazionale che porta a pensare che tutti i lavori siano ugualmente validi, anche quelli che provocano morte e distruzione e, in ultima analisi, non producono sviluppo, bloccando o condizionando pesantemente prospettive differenti. Ora, come Comitato Riconversione Rwm, insieme ai tanti cittadini rappresentati dalle 25 associazioni che lo compongono, ci aspettiamo che alle dichiarazioni di principio seguano i fatti e che l’amministrazione proceda con atti concreti al perseguimento degli obbiettivi che il Consiglio comunale cittadino si è posto.»

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Il comitato riconversione RWM ha convocato una nuova riunione per lunedì 25 settembre, alle 18.00, nella saletta del Cuore Immacolato, in via XX Settembre, a Iglesias.

All’ordine del giorno figurano i seguenti punti:

1. – Esame situazione attuale dopo il voto alla Camera (Regione, ev. azione di sensibilizzazione durante la Settimana Sociale, 22-29 ottobre)

2. – Programmazione Convegno locale su Nonviolenza, Sviluppo, Disarmo e Riconversione (organizzazione dei gruppi di lavoro)

3. – Partecipazione del Comitato ad iniziative varie (Covegno MeM 4 ottobre, Marcia della Pace, ecc,)

4. – Accoglimento nuove adesioni

5. – Varie ed eventuali

Saluti di Pace, Arnaldo Scarpa – Cinzia Guaita

Oltre ai soci, possono partecipare alla riunione, senza diritto di voto, anche altre persone interessate alle attività del Comitato.

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Il Comitato per le riconversione dello stabilimento della RWM di Domusnovas è stato convocato per martedì 27 giugno, dalle ore 18.00 alle ore 20.00, presso “I Giardini della Biodiversità” – Chiesa altomedievale del Salvatore, in via Leonardo da Vinci 2, a Iglesias, per l’esame del seguente ordine del giorno

  1. Accettazione nuove adesioni.
  2. Aggiornamenti sulla conferenza stampa del 21 giugno
  3. Intervento del geofisico dott. Marco Manca
  4. Preparazione intervento scritto e mozione per il Consiglio comunale di Iglesias
  5. Prossime iniziative del Comitato
  6. Varie ed eventuali.

Porteranno saluti di pace, Arnaldo Scarpa e Cinzia Guaita.

Lunedì 26 giugno, nel pomeriggio, è previsto un incontro con un giornalista dell’agenzia di stampa tedesca “Deutsche Press Agentur” sulla questione RWM.

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Lunedì 15 maggio è stato costituito ilCOMITATO RICONVERSIONE RWM per la pace, il lavoro sostenibile, la riconversione dell’industria bellica, il disarmo, la partecipazione civica a processi di cambiamento, la valorizzazione del patrimonio ambientale e sociale del Sulcis Iglesiente”.

Ne fanno parte ad oggi 23 soggetti, di sensibilità culturali diverse, che hanno aderito o a titolo personale o in rappresentanza delle proprie associazioni, ma la possibilità di adesione rimane aperta a quanti condividono i principi ispiratori e il regolamento del Comitato stesso.

Sono stati eletti portavoce, in continuità con l’esperienza che lo ha originato (la Run4unity del 7 maggio ad Iglesias), Arnaldo Scarpa e Cinzia Guaita, Umanità Nuova-Movimento dei Focolari.

Il Comitato ha presentato istanza di partecipazione alla conferenza dei servizi del 18 maggio per esprimere, quale portatore di interessi collettivi, la propria posizione in merito all’ampliamento della RWM e in generale al pericolo che l’economia del territorio possa andare nella direzione di un rafforzamento dell’industria bellica.

Il Comitato ha effettuato l’accesso civico agli atti per avere elementi certi di analisi della situazione e si riserva di partecipare, chiedendo di intervenire, ad un auspicabile Consiglio comunale sull’argomento.

Si propone, infine, di mantenere i contatti con le reti nazionali e internazionali sul disarmo e di fungere da stimolo per i politici di tutti gli schieramenti e a vario livello, che saranno invitati ad esprimere una chiara e pubblica posizione sul tema.