16 October, 2021
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Cresce l’ottimismo su una positiva conclusione delle trattative per la cessione dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda oggi ha incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e domani incontrerà i rappresentanti della Giunta regionale per fare il punto della situazione. Il ministro ha manifestato fiducia, anche se mantiene una doverosa prudenza, per la delicatezza della fase delle trattative.

Fiducia è stata espressa anche dal ministro per la Coesione territoriale, Claudio De Vincenti, che segue molto da vicino la vertenza Alcoa, fin da quando, nella veste di sottosegretario, il 13 novembre 2012 partecipò alla Grande Miniera di Serbariu, alla storica giornata in cui venne sottoscritto il Piano Sulcis.

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L’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu rappresenta la Regione Sardegna al convegno dal titolo ‘Sud – Le nuove opportunità per i giovani’, in programma oggi a Castel dell’Ovo a Napoli. Promosso dal ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, che aprirà e concluderà i lavori, l’incontro ha al centro le ultimissime misure prese dal Governo a favore dei giovani meridionali. In programma anche l’intervento del ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.
Nel corso della sessione pomeridiana, dedicata al tema delle ‘Terre abbandonate’, l’assessore Erriu, anche a nome dell’assessore dell’Agricoltura Pierluigi Caria, porterà la buona pratica del bando ‘Terre ai giovani’ ideato e finanziato dalla Regione. Il modello, individuato dagli uffici del ministero per la Coesione territoriale, è quello della società agricola Il Mandorlo Srl, che ha proposto un piano di valorizzazione dei terreni del lotto di Is Figus tra i comuni di Serramanna e Villasor. La società è amministrata dal coltivatore diretto Francesco Matta, laureato in Scienze zootecniche presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Sassari, che insieme al socio Dino Pontis (anche lui laureato in Agraria) ha suddiviso il terreno in tre parti: una destinata a mandorleto, un’altra alla coltivazione super intensiva di asparagi e infine la terza dedicata alla produzione di colture ortive. L’asparagiaia prevede la dimora di 44mila piante. Un’area, infine, è stata adibita a vivaio/ombraio, già esistente ma in parte compromesso dallo stato di abbandono.
«La Regione – sottolinea Cristiano Erriu – ha messo a disposizione di giovani under 40 una serie di appezzamenti di sua proprietà, sparsi nell’Isola. Erano abbandonati da anni, oggi danno lavoro a decine di agricoltori e ad altre persone dell’indotto. Il bando ‘Terre ai giovani’ è non solo un incentivo per tornare alla terra in un periodo di crisi di altri settori produttivi, ma anche un tentativo di salvare il paesaggio delle aree rurali a rischio di spopolamento. Il successo dell’iniziativa dimostra che, anche tra i giovani sardi, si guarda di nuovo con interesse al lavoro nelle campagne, magari con tecniche innovative e nuove colture da proporre sui mercati locale e nazionale. Allo stesso tempo favoriamo lo sviluppo della cultura d’impresa tra i giovani e la creazione di start-up.»

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Il Comitato di indirizzo e di controllo per la gestione del Patto per la Sardegna, che ha il compito di verificarne lo stato di attuazione, ha fatto il punto ieri sera, a Roma, su avanzamenti, riprogrammazione, azioni realizzate e lavori in corso.
Al tavolo di lavoro, il presidente della Regione Francesco Pigliaru ed il ministro della Coesione Territoriale Claudio De Vincenti, insieme ai responsabili tecnici. Del Comitato, che lo scorso febbraio si era riunito a Villa Devoto, hanno infatti preso parte rappresentanti della Agenzia per la coesione territoriale, del Dipartimento per le politiche di coesione e del Dipartimento per la programmazione ed il coordinamento della politica economica e per la Regione Sardegna il Direttore Generale Alessandro De Martini.
Per accelerare le azioni e la spesa delle risorse è stata proposta una riprogrammazione del Patto su diversi interventi importanti. A partire dal progetto per la messa a norma antincendio, l’efficientamento e la funzionalità delle strutture sanitarie, per il quale sono stati previsti 100 milioni di euro e che rafforzano e migliorano la rete ospedaliera appena approvata.
Due milioni e mezzo sono stanziati per favorire l’accesso e la fruizione dei servizi digitali nelle scuole; la valorizzazione dei beni culturali, campagne di scavi, emergenze archeologiche e restauri, contano su 4 milioni di euro; riprogrammati 3 milioni per l’impiantistica sportiva, e 1,2 milioni per l’innovazione dell’offerta formativa degli istituti tecnici superiori. Il trenino verde potrà contare infine su 5,3 milioni di euro. Sono soggetti a riprogrammazione delle risorse anche gli interventi di approvvigionamento idropotabile relativamente alla progettazione del secondo e terzo lotto dello schema 39 (3,5 milioni); per l’eliminazione degli svincoli a raso sulla Strada Statale 554 (23,5 milioni); relativi al Piano di edilizia scolastica Iscol@ 2015-2017 (66,8 milioni); per gli studentati universitari di Cagliari e di Sassari con rispettivi 15,7 e 20 milioni di euro. Riprogrammate le risorse pari a 50,6 milioni anche per la riqualificazione, l’ampiamento e l’efficientamento dei porti principali della Sardegna.
Questi gli avanzamenti registrati rispetto al comitato di indirizzo del febbraio scorso: 68 milioni per la riduzione delle perdite sul sistema idrico, 90,12 milioni per la messa in sicurezza delle aree a rischio dissesto idrogeologico e ulteriori 56,17 milioni per l’edilizia scolastica.
Diversi gli interventi conclusi, in stato di attuazione e in progettazione. Tra questi è realizzata l’azione di concessione degli ammortizzatori sociali 2014 per 40 milioni di euro, è in corso di esecuzione il revamping del termovalorizzatore dei rifiuti urbani di Macomer per 42,1 milioni. Tutti appaltati per 23,5 milioni i sei interventi per il riammodernamento della Strada statale 554. Aggiudicata la gara ai primi di novembre, entro la fine dell’anno ci sarà la consegna dei lavori del tratto Piazza Repubblica- Piazza Matteotti della metropolitana di Cagliari per un importo pari a 22,5 milioni. Sul programma per l’edilizia scolastica Iscol@ da 66,8 milioni, si registrano 10 milioni di spesa. Infine sono già state impegnate risorse pari a 38,4 milioni di euro, su 50 milioni complessivi, nei confronti dei soggetti attuatori per interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle strade.
Il Patto per lo sviluppo della Sardegna dispone di oltre 2,8 miliardi di euro per colmare il ritardo infrastrutturale, ambientale ed economico della regione. Contiene interventi finanziati e cofinanziati da risorse proprie del Patto, da risorse derivanti dal Piano operativo FSC Infrastrutture e dal Piano operativo FSC Ambiente.

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«Ancora non sono a disposizione i testi definitivi del decreto legge per il Mezzogiorno, approvato ieri dal Consiglio dei ministri con la formula “salvo intese” (significa che su alcuni dettagli tecnici si devono pronunciare alcune amministrazioni), il quale contiene norme per l’istituzione in Italia di Zone Economiche Speciali. Dall’interlocuzione diretta con il ministro Claudio De Vincenti, posso affermare che esse saranno individuabili anche in Sardegna.»

Lo scrive in una nota il deputato del Partito democratico Francesco Sanna.

«Il decreto stabilisce l’ossatura e la cornice normativa delle ZES, aree in cui saranno possibili pacchetti combinati di vantaggi fiscali all’investimento, incentivi all’insediamento ed al funzionamento delle imprese, esenzione da dazi, forte semplificazione burocratica ed amministrativa.  In esse potrà essere attivata una Zona Franca e dovrà essere ricompresa almeno una significativa infrastruttura portuale – aggiunge Francesco Sanna -. Le ZES saranno individuate, su proposta delle Regioni al Governo, una volta notificato il provvedimento all’Unione Europea, ed all’esito del negoziato che verifichi la coerenza dello strumento con i trattati comunitari.»

«Nel decreto legge, le regioni istituibili alla presenza di una Zona Economica Speciale – conclude Francesco Sanna – sono tutte quelle italiane ricomprese negli obiettivi “convergenza” e “transizione” e, dunque, a pieno titolo, anche la Sardegna, che ha il vantaggio della previsione nel proprio Statuto Speciale, della creazione di “punti franchi” sul suo territorio.»

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I Rossomori attaccano la Giunta sulla Manovra finanziaria 2017 e sulla gestione complessiva del bilancio della Regione. In una lunga conferenza stampa il presidente del partito Gesuino Muledda e il consigliere regionale Emilio Usula hanno bocciato senza mezzi termini l’operato dell’assessore alla Programmazione Raffaele Paci e la politica economica della Giunta Pigliaru.

I rappresentanti dei Rossomori hanno espresso forte preoccupazione per la decisione assunta ieri dalla Conferenza dei capigruppo di rinviare l’approdo in Aula della manovra 2017, previsto per la prima decade di marzo. «L’impugnazione da parte dello Stato della Finanziaria regionale 2016 ha di fatto determinato una paralisi – ha detto il presidente Muledda – il Consiglio oggi non è in grado di dire quando potrà iniziare la discussione della Manovra 2017, prima occorre intervenire per rimettere in pristino la contabilità 2016 giudicata illegittima dalla sentenza della Corte Costituzionale». Secondo i Rossomori, non si tratta di un solo fatto tecnico come sostenuto dall’assessore Paci: «Il Governo ha impugnato la finanziaria 2016 e, successivamente, l’atto sanatorio adottato dal Consiglio su proposta della Giunta – ha aggiunto Muledda – siamo tornati indietro di un anno. Il rischio è che i tempi si allunghino ancora».

Duro il giudizio dei Rossomori anche sulla gestione della vertenza entrate. «La Regione ha deciso di rinunciare unilateralmente ai ricorsi nei confronti dello Stato. Le conseguenze dell’accordo firmato dalla Giunta nel 2014 sono drammaticamente evidenti: quell’intesa – ha affermato Muledda – ha prodotto uno squilibrio finanziario di circa 3 miliardi di euro».

Secondo il presidente dei Rossomori, l’accordo sottoscritto da Stato e Regione contiene clausole “eversive” anticostituzionali e anti Statuto. «Come definire altrimenti un accordo nel quale la Giunta decide di rinunciare agli effetti positivi di sentenze passate in giudicato come quelle che hanno premiato altre amministrazioni regionali – ha aggiunto Muledda – nessuno può rinunciare all’esecutività di una sentenza. Con quell’intesa la Sardegna ha inoltre accettato di rinunciare alla partita sugli accantonamenti pregressi contestando solo l’allungamento del prelievo statale al 2020». Accordi che hanno svuotato le casse regionali, secondo i sovranisti, producendo un inevitabile irrigidimento della spesa. «Andiamo verso il 4 mese di esercizio provvisorio, ciò determina il rallentamento dei pagamenti di un anno. Così si spiegano le lamentele delle Comunità di recupero dei detenuti per la mancata erogazione dei fondi regionali o dell’Associazione della Stampa per i ritardi nei pagamenti alle tv private delle provvidenze della legge n. 3 del 2015. Stesso discorso per i mutui: finora è stato speso solo il 18% dei 700 milioni per le infrastrutture».

Se la vertenza entrate è da rivedere, non meno critico è il giudizio dei Rossomori sugli effetti prodotti dal Patto per la Sardegna. «Il ministro Claudio De Vincenti nei giorni scorsi è venuto a dirci che lo stato erogherà i primi 267 milioni di euro dei 3 miliardi pattuiti – ha sottolineato ancora Muledda – per il resto deciderà il Cipe sulla base delle disponibilità finanziarie dello Stato. Sui fondi futuri non c’è dunque certezza e, vista la situazione delle casse nazionali, nemmeno una buona prospettiva».

Il consigliere Usula si è invece soffermato sui contenuti della manovra finanziaria 2017 licenziata dalla Commissione Bilancio nei giorni scorsi:  «E’ questa la terza finanziaria della legislatura – ha detto Usula – come le altre non ha un’anima. Mancano del tutto le risorse destinate allo sviluppo, lavoro e lotta alle povertà la nostra proposta, presentata anche lo scorso anno, di sbloccare i fondi Sfirs (circa 300 milioni di euro) per destinarli agli investimenti e alle politiche di sviluppo è stata ancora una volta rispedita al mittente. In questa Finanziaria la massa manovrabile è ridotta a 25 milioni di euro: 14 serviranno per il ritiro del pecorino romano dal mercato, altri 11 andranno invece a coprire le solite marchette».

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Si è riunito questa mattina a Villa Devoto, a Cagliari, con il presidente della Regione Francesco Pigliaru e il ministro della Coesione territoriale e del Mezzogiorno Claudio De Vincenti, in qualità di referente del Governo, il Comitato di indirizzo e di controllo per la gestione del Patto per la Sardegna, che ha il compito di verificarne lo stato di attuazione. Del Comitato fanno parte rappresentanti dell’Agenzia per la coesione territoriale, del Dipartimento per le politiche di coesione e del Dipartimento per la programmazione ed il coordinamento della politica economica e per la Regione Sardegna il Direttore Generale Alessandro De Martini.
Il Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna, firmato lo scorso 29 luglio tra il presidente Francesco Pigliaru e l’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi, prevede uno stanziamento complessivo di 2miliardi e 905 milioni di euro. Un miliardo e 509milioni provengono dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020 riprogrammato per rispondere alle reali esigenze del territorio. Le altre risorse disponibili ammontano acirca un miliardo mentre i rimanenti 385milioni fanno parte di finanziamenti già assegnati.
Per l’anno in corso sono immediatamente disponibili 277,6 milioni di euro, con un profilo di spesa previsto per tutto il 2017 di circa 263milioni e 757mila euro. Il Patto prevede investimenti suddivisi in sei macro-aree tematiche: Infrastrutture; Ambiente; Sviluppo economico e produttivo; Turismo, cultura, valorizzazione delle risorse naturali; Occupazione, inclusione sociale e lotta alla povertà, istruzione e formazione; Rafforzamento della Pubblica amministrazione.
L’accordo ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico-sociale della Sardegna e di migliorare la qualità dei servizi e della vita per i cittadini.
Le infrastrutture sono l’ambito in cui si concentra circa il 50% della spesa prevista per il 2017: circa 134milioni e 543mila euro, su un totale di 738 milioni 202 mila sino al 2020. Priorità va agli investimenti sull’edilizia scolastica con 63,763milioni per interventi destinati alla riqualificazione e all’ammodernamento. Con 23,5milioni si punta su potenziamento, ammodernamento tecnologico e razionalizzazione della rete infrastrutturale e dell’offerta di servizi sanitari. Altri 15milioni vanno al completamento e al miglioramento della rete ferroviaria della Sardegna. Quasi 20 milioni sono invece destinati alla rete stradale e ai servizi di mobilità. Per l’anno in corso sono poi finanzianti progetti in campo agricolo, universitario, delle energie rinnovabili e della mobilità elettrica con le Smart City.
Il profilo di spesa per il 2017 dedicato all’Ambiente è di circa 56milioni di euro (454 milioni e 397 mila sino al 2020), con 34 milioni rivolti agli interventi sul sistema del trattamento dei rifiuti, 14,9 milioni vanno invece alle infrastrutture idriche multisettoriali, mentre oltre 7milioni sono disponibili per l’efficientamento nella distribuzione dell’acqua per il consumo umano, per gli interventi di bonifica dei siti contaminati e per la riduzione del rischio ambientale.
Dieci milioni, equamente divisi al 50%, vanno invece alla ricerca e agli interventi a favore dello sviluppo economico e produttivo.Sono 45 i milioni previsti sino al 2020.
Lo sviluppo locale per la promozione del territorio ha a disposizione 15milioni, mentre altri 2 sono indirizzati alla salvaguardia e alla valorizzazione delle zone umide. Il totale, sino al 2020, è di 220 milioni.
I 45 milioni di tutta l’area tematica sono già disponibili per il finanziamento degli ammortizzatori sociali.
Chiude il profilo di spesa disponibile per il 2017 il rafforzamento della Pubblica amministrazione attraverso azioni di assistenza tecnica, sviluppo capacità e competenze, informazione, divulgazione, con una disponibilità di 1milione e 163mila euro su un totale di 7 milioni sino al 2020.

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Silvio Lai (senatore PD) – Foto del profilo facebook di Silvio Lai.

Il senatore del Partito Democratico Silvio Lai interviene sull’incontro di stamane tra il governatore della Sardegna Francesco Pigliaru e il ministro della Coesione Territoriale e del Mezzogiorno Claudio De Vincenti.

«Avrei voluto che l’incontro con Claudio De Vincenti per la verifica dell’attuazione del patto della Sardegna fosse l’occasione per allargare la valutazione alle altre questioni che sono aperte con il governo sui temi dell’agroalimentare – scrive Silvio Lai in una nota -. Tra questi le colture necessarie alla chimica verde, la pesca e la crisi del latte. Sul primo il Governo ha un andamento variabile, talvolta sostiene la chimica verde e le politiche colturali necessarie, talvolta favorisce i consorzi delle plastiche usate. Serve una linea chiara altrimenti Matrìca non ha futuro. Sulla pesca non si intravede ancora un’apertura concreta alla possibilità che le barche sarde siano autorizzate alla pesca del tonno, visto che sono tutte escluse a vantaggio delle barche siciliane e campane e nonostante in questi tre anni si sia passato da 2000 tonnellate autorizzate all’Italia a 3.500, concesse solo alle stesse imbarcazioni già attive. Anche la Regione dovrebbe richiedere formalmente una soluzione a questo tema.  

«Tema principale per dimensione, la crisi del comparto ovino, che tocca la gran parte delle esportazioni regionali, migliaia di nostre aziende e molto della nostra identità – aggiunge Silvio Lai -. Su questo occorre dire che mentre la regione sta facendo un passo avanti con i 14 milioni disponibili e vincolati all’aumento de prezzo del latte, messi a disposizione del bando indigenti, il Governo sta mettendo allo stesso bando un tetto di 4 milioni all’acquisto di pecorino romano.»

«Noi diciamo che le regole debbano restare le stesse degli altri anni: quando il parmigiano costava meno non si metteva un tetto all’acquisto di quel formaggio, ora che il pecorino romano ha un prezzo basso porre un tetto al suo acquisto appare una ingiustizia inaccettabile. Per questo un appello al presidente Francesco Pigliaru – conclude il senatore del Partito Democratico -: nel confronto con il governo si chiarisca che la Sardegna deve essere trattata come le altre regioni anche nell’agroalimentare.»

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La RSU Eurallumina questa mattina ha incontrato il ministro della Coesione territoriale e del Mezzogiorno Claudio De Vincenti, a Cagliari, come annunciato venerdì scorso durante la visita del presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni, per verificare lo stato di attuazione del Patto per la Sardegna. All’incontro, ha partecipato anche il prefetto di Cagliari, Giuliana Perrotta.

I rappresentanti dei lavoratori hanno illustrato al ministro, con il quale hanno avviato continue interlocuzioni fin dalla visita a Carbonia, alla Grande miniera di Serbariu, per la firma del Piano Sulcis, quando ricopriva l’incarico di sottosegretario di Stato del ministero dello Sviluppo economico, le ultime fasi e l’attuale stato del percorso autorizzativo del progetto di riavvio produttivo dello stabilimento Eurallumina di Portovesme, dopo la conferenza dei servizi, conclusasi con 23 pareri favorevoli e uno contrario, quello del soprintendente del Mibact, dichiarato non vincolante, e gli hanno consegnato un documento al riguardo.

La RSU ha ribadito al rappresentante del Governo che tutti gli accordi, protocolli e impegni ufficiali, sottoscritti a tutti i livelli istituzionali, rafforzati da 23 pareri favorevoli in conferenza dei servizi «devono portare al definitivo via libera autorizzativo, per la ripresa produttiva del primo anello della strategica filiera dell’alluminio». 

«Il ministro Claudio De Vincenti – sottolinea la RSU in una nota -, nel pieno rispetto delle competenze di chi esercita un mandato pubblico, ha confermato quanto già espresso dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, nel recente  incontro con la regione, assessore regionale dell’Industria Maria Grazia Piras e il rappresentante della Rusal Yakow Itskov, sulla confermata volontà di sostenere la prospettiva del riavvio.»

 

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«Nel lungo incontro di questa mattina con il presidente del Consiglio ho discusso alcune questioni urgenti e fondamentali per la Sardegna. Abbiamo parlato del cantiere dell’Arsenale a La Maddalena, di alcune importantissime vertenze industriali a cominciare da quella di Porto Torres che coinvolge l’Eni e le prospettive della chimica verde, per continuare con gli accantonamenti e le servitù militari. Sono molto soddisfatto della disponibilità dimostrata dal Presidente del Consiglio ad approfondire operativamente ognuna di queste. Abbiamo perciò concordato di portare ad un unico tavolo a Palazzo Chigi tutte le principali vicende in via di soluzione o in attesa di soluzione. La prima riunione tecnica a Roma è già fissata per venerdì e seguirà a breve un incontro politico, per definire tutte le questioni entro qualche settimana.» 

Lo ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, questa mattina, nella sala dell’aeroporto di Elmas. Dopo la riunione a due, durata circa mezz’ora, Pigliaru e Gentiloni hanno incontrato insieme i segretari regionali di CGIL, CISL e UIL. «Per quanto riguarda La Maddalena, a proposito della quale avevamo scritto al Presidente del Consiglio lo scorso 2 febbraio, è stata fortemente condivisa la necessità di uscire urgentemente dall’attuale e non più accettabile situazione di stallo e sbloccare i cantieri – ha proseguito Francesco Pigliaru – e anche su questo punto avremo un incontro nei prossimi giorni. Gentiloni, poi, ci ha dato garanzia del fatto che Palazzo Chigi sta seguendo le questioni di finanza pubblica trattate dall’assessore del Bilancio Raffaele Paci a Roma con il sottosegretario Gianclaudio Bressa. Ho rappresentato le ragioni che inducono la Regione a richiedere con la massima determinazione un taglio deciso degli accantonamenti e l’accesso ai Fondi per gli enti locali e al Fondo nazionale per i farmaci innovativi. Il Capo del Governo concorda sul fatto che è arrivato il momento di fare un tagliando dopo l’accordo sulle entrate del 2014».

Prese in esame anche le vertenze industriali più complesse e simboliche, che riguardano i siti produttivi caratterizzati dalla dismissione delle Partecipazioni statali, a cominciare dall’Eni di Porto Torres per poi proseguire con Ottana e il Sud Sardegna. «Paolo Gentiloni ha confermato che il Governo è presente e collaborativo – ha sottolineato Francesco Pigliaru -, e si è soffermato in particolare sulla chimica verde, condividendo la necessità di spingere Eni a confermare gli investimenti a Porto Torres.»

Tra gli argomenti trattati, infine, la legge regionale sulla stabilizzazione dei precari, «per la quale abbiamo concordato come definire i passaggi per armonizzare la normativa con quella statale», e le servitù militari, «su cui la Regione ha lavorato molto in questi ultimi anni, aprendo una nuova stagione – ha concluso Francesco Pigliaru – dalla quale ora ci aspettiamo risultati concreti».

L’interlocuzione con il governo proseguirà lunedì. Con il ministro della Coesione territoriale Claudio De Vincenti, a Villa Devoto, si farà la prima verifica sullo stato di attuazione del Patto per la Sardegna e in particolare delle numerose e importanti misure lì disegnate e finanziate per contrastare gli effetti negativi della condizione di insularità.

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Eurallumina 15 settembre 2016 5

Si è svolto ieri, 17 novembre, in una sala riunioni dell’aereoporto di Elmas, un incontro tra il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, presente il presidente della Regione, Francesco Pigliaru ed alcune delegazioni dei lavoratori impegnati nelle più difficili vertenze industriali in Sardegna e del resto d’Italia. Antonello Pirotto, a nome della RSU Eurallumina, ha illustrato lo stato attuale del percorso autorizzativo, che si concluderà come annunciato dall’assessore dell’Ambiente, Donatella Spano, indicativamente entro il 20 dicembre 2016, con una nuova conferenza dei servizi, per il progetto di ripresa produttiva del primo anello della filiera dell’alluminio. Antonello Pirotto ha chiesto la «conferma ed un ulteriore impulso al sostegno istituzionale già espresso, in concorso con la Regione Sardegna», per la conclusione positiva che – si legge in una nita della RSU Eurallumina – «ratifichi gli accordi, il protocollo d’intesa ed il contratto di sviluppo, obiettivi raggiunti con anni di lotta e sacrifici dai lavoratori in tuta verde  e possa consentire lo sblocco degli investimenti da parte della RUSAL, che ammontano a oltre 200 milioni di euro e che avranno ricadute occupazionali come da piano industriale, per 357 lavoratori diretti (circa 100 saranno nuove assunzioni) 270  lavoratori degli appalti per 36 mesi (150 poi stabilizzati), 200 nell’indotto (mense, trasporti, servizi, fornitori), che con il moltiplicatore economico statistico per l’area di crisi del Sulcis Iglesiente 1 a 3 (ogni busta paga ne ingenera altre due), supera le 1.500 persone, e che con i nuclei familiari arrivano a 5.000».

Al presidente Renzi, ai sottosegretari Claudio De Vincenti e Luca Lotti e al capo della segreteria Nicola Centrone, la RSU Eurallumina, ha consegnato un documento aggiornato e dettagliato sugli ultimi passaggi dell’iter procedurale in corso di svolgimento.

Come annunciato e messo in atto, si moltiplicano le iniziative della RSU e dei lavoratori Eurallumina, con l’approssimarsi delle scadenze dettate dalle norme previste dall’iter autorizzativo.

Nuovo presidio stamane, in via Roma, a Cagliari, davanti all’assessorato dell’Ambiente della Regione Sardegna, titolare del procedimento in carico al Servizio Valutazioni Ambientali della Regione Sardegna, insieme al settore Ambiente dell’ex provincia Carbonia Iglesias, avviato ufficialmente il 29 settembre 2016, che si concluderà nei termini normativi dei 60 giorni, il 28 novembre 2016.

La manifestazione è inserita nel programma tracciato dall’avvio dell’iter autorizzativo con una mobilitazione permanente , la tredicesima a partire dal 1° settembre scorso, la ventiquattresima nel corso del 2016, a cui vanno sommate le iniziative messe in atto a Roma verso le altre componenti istituzionali.