22 March, 2026
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Si sono conclusi ieri, a Carbonia, nella sala convegni della Sotacarbo, gli incontri promossi dalla presidente della regione, Alessandra Todde, per confrontarsi con le rappresentanze locali e raccogliere indicazioni e le proposte di sviluppo sostenibile e innovazione energetica. All’incontro nella città mineraria hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori Francesco Spanedda, Emanuele Cani, Rosanna Laconi e Ilaria Portas e una vasta rappresentanza di sindaci, amministratori e tecnici dei comuni del Sulcis Iglesiente.

Tra le piccole e grandi realtà della provincia del Sud Sardegna, com’è avvenuto in mattinata anche a Villacidro per la provincia del Medio Campidano, è emersa la preoccupazione per le sorti di territori già molto trasformati da attività estrattive e industriali, ma anche un interesse delle comunità per l’autoproduzione. Quest’ultimo è un elemento che, come confermato dall’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, sarà centrale nel nuovo Piano Energetico Regionale.

«Siamo tutti d’accordo sul fatto che dobbiamo andare verso un mondo più pulito e decarbonizzare le nostre società. Avanzo due proposte che non vogliono essere provocatorie, ma concrete, che dipendono un po’ dal punto di osservazione di questo momento che stiamo vivendo. La transizione energetica può essere una grande opportunità, oppure un’ennesima servitù. Se si tratta di avere 6,2 GW di servitù energetica, togliamo la servitù militare al poligono di Quirra, mettiamo i pannelli in un territorio già compromesso e chiudiamo la partita. Se invece non è una servitù ma un’opportunità, questa deve essere vissuta e partecipata dalle comunità e dagli enti locali e deve avere un riflesso sulla vita dei cittadini e sulle imprese. Anche i Comuni potrebbero essere sostenuti e finanziati per realizzare impianti FER a beneficio delle proprie comunità e contribuire a raggiungere buona parte di quei 6,2 GW», ha dichiarato a Villacidro il sindaco di Serramanna, Gabriele Littera.

«Oggi è stata una giornata molto importante per il nostro territorio, che ha già dato tantissimo in termini di energie rinnovabili. A breve la legge arriverà in aula, è quindi importante capire le esigenze dei territori. La strada giusta è quella della collaborazione per la transizione energetica, che sia a favore delle comunità e a tutela della Sardegna», ha dichiarato sempre a Villacidro il consigliere regionale Emanuele Matta.

«L’effetto cumuloha precisato l’assessore degli enti locali, Francesco Spanedda è uno degli effetti che dobbiamo considerare all’interno del testo di legge. Ecco perché per noi è importante valutare le informazioni che abbiamo richiesto ai rappresentanti locali attraverso il questionario che è stato distribuito. Non ci interessa favorire alcun tipo di colonialismo. Proprio per questo pensiamo che pianificare il territorio significhi governare e gestire il nostro futuro energetico, secondo modalità di transizione energetiche che siano utili alla popolazione della Sardegna.»

Rosanna Laconi, assessora della difesa dell’ambiente, si è detta «a favore di una transizione energetica rispettosa, prima di tutto, della salute delle persone e dell’ambiente».

Gli incontri con i territori riprenderanno a breve per la condivisione della prima bozza del disegno di legge sulle “Aree idonee”.

Vediamo l’intervista realizzata con l’assessore dell’Industria, Emanuele Cani.

 

       

La presidente della Regione, Alessandra Todde, a Carbonia in serata per partecipare alla festa di Sinistra Futura, al parco di Villa Sulcis, nel pomeriggio ha partecipato ad un incontro con i lavoratori della Portovesme srl, organizzato nella sala riunioni dello stabilimento.

«Con la presidente della Regione Alessandra Todde abbiamo incontrato i lavoratori della Glencore a Portovesme – ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani -. Nel corso dell’incontro abbiamo ribadito la nostra posizione: Glencore ha disatteso tutti gli accordi e gli impegni presi. Non accetteremo in alcun modo che venga fermata la linea zinco lasciando attivo solo il sito della discarica. Non lo permetteremo. Glencore aveva assunto l’impegno di tenere attiva la linea zinco sino alla transizione delle nuove iniziativeha concluso Emanuele Cani -. Ci batteremo in tutte le sedi e con le azioni opportune per difendere produzione e lavoratori.»

 

L’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, ha incontrato i vertici della Glencore, i quali hanno illustrato il piano che prevede il ridimensionamento dello stabilimento della Portovesme srl nel polo industriale di Portovesme.

«Per quanto riguarda la Regioneha detto l’assessore dell’Industria -, non possiamo accettare in alcun modo il ridimensionamento dello stabilimento e una declassificazione che lascia in essere solo la parte minore. Da una multinazionale come Glencore ci saremmo aspettati un atteggiamento differente e propositivo, anche alla luce della disponibilità esplicitata, in più occasioni, dalla Regione. È chiaroha aggiunto l’assessore dell’Industria -, che si sta creando un problema che riguarda non solo i livelli occupazionali, ma anche la prospettiva di sviluppo della Sardegna che, proprio in questi ultimi mesi, si sta spendendo per trovare soluzioni alle problematiche che sono presenti in campo. A questo punto, e alla luce della posizione manifestata dall’azienda, lo scenario cambia. Il problemaha precisato Emanuele Canisarà portato ai massimi livelli istituzionali. Chiediamo subito l’apertura di un tavolo di confronto con lo Stato, e quindi il Governo e il ministero del Made in Italy per affrontare il caso. Non è accettabile in alcun modo un comportamento di questo genere. Saremo pronti a fare valere le nostre ragioni e chiediamo sin da subito che le aziende rispettino gli impegni sottoscritti», ha concluso l’assessore dell’Industria Emanuele Cani.

«Oggi a Buggerru per onorare la memoria di chi si è battuto per il diritto a un lavoro e a una vita dignitosa. Sono passati 120 anni dal 4 settembre del 1904 di Buggerru, quando morirono i 4 minatori dopo gli scontri con l’esercito. Felice Littera e Salvatore Montixi caddero subito, Giustino Pittau e Giovanni Pilloni, feriti gravemente, qualche giorno più tardi. Ricordare questi lavoratori, e il loro sacrificio, è un dovere. Oggi molte cose sono cambiate, ma si continua a parlare di sfruttamento e di morti bianche. Dal sacrificio dei minatori di Buggerru, che hanno poi aperto la strada alle rivendicazioni e alle altre battaglie per il diritto a condizioni umane, si deve partire per garantire qualità, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. E in questo percorso ognuno deve fare la sua parte: imprese e istituzioni. Lo si deve a quei minatori e alle generazioni future.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, in occasione della cerimonia per ricordare i fatti di dell’eccidio del 4 settembre 1904.

L’avvocato Salvatore Mattana è il nuovo amministratore unico di Igea. Nato a Carbonia l’8 aprile 1961, è residente a Sarroch, comune nel quale è stato sindaco per ben 19 anni, prima dal 1997 al 2006, poi dal 2011 al 2021. Nel 2004 è stato eletto consigliere regionale nella lista dei Democratici di Sinistra e dal 2014 al 2021 è stato presidente del Consorzio Industriale provinciale di Cagliari per due mandati. E’ stato per molti anni giudice sportivo della Federazione Italiana Pallacanestro.

«Possiamo dire che oggi inizia un nuovo corso che guarda al futuro della Sardegna e dei territori e che vuole tenere conto delle numerose professionalità che sono all’interno. Da parte dell’assessorato dell’Industria – spiega l’assessore Emanuele Canici sarà il massimo supporto, perché attraverso una puntuale programmazione e interlocuzione con il management ci siano le condizioni per un vero e concreto rilancio di questa azienda che possiamo considerare strategica per lo sviluppo della Sardegna. Uno degli aspetti su cui si dovrà lavorare è quello delle bonifiche ambientali dei siti dismessi. Poi sarà necessario effettuare una ricognizione sul patrimonio e quindi decidere quali strategie adottare. Non meno importante il riutilizzo di gallerie e pozzi per nuove iniziative anche all’insegna dei big data. Non si può poiconclude Emanuele Cani – dimenticare la partita dei materiali critici dove la Sardegna deve essere protagonista partendo dallo studio e recupero di quanto presente nelle discariche minerarie. Settore in cui l’Igea dovrà essere protagonista.»

«Per continuare a fare chiarezza smentendo chi cerca di costruire narrazioni distorte: la legge numero 5, approvata dal Consiglio regionale della Sardegna blocca la realizzazione di tutti gli impianti che non hanno iniziato i lavori. Qualsiasi progetto presentato concernente gli impianti eolici e fotovoltaici, in qualsiasi fase procedimentale essi si trovino (VIA, ecc. ecc.) anche in presenza di un’autorizzazione già rilasciata, non potrà trovare effettiva realizzazione. Ad eccezione, come ampiamente e più volte spiegato, dei progetti che alla data del 3 luglio hanno avviato “effettivamente” i lavori.»
Lo scrive in una nota Emanuele Cani, assessore regionale dell’Industria.
«Se ci sono cantieri in corso sono solo legati ad autorizzazioni rilasciate dai nostri predecessori – aggiunge Emanuele Cani -. A questo punto, poniamo noi un quesito: qual è l’obiettivo di chi dice, non volendolo ammettere, che tutti i progetti sono bloccati? E di chi invece continua a dire che la legge non serve a nulla? Quali interessi portano coloro che continuano a negare l’evidenza? E perché se non serve a nulla la nostra legge il governo ha deciso di impugnarla chiedendo la sospensione immediata? Il lavoro della Giunta non si ferma e continueremo a smentire ogni singola bugia che viene raccontata o scritta.»

«Si attivino tutte le procedure per dare immediatamente corso al finanziamento dell’Igea e, quindi, al pagamento degli stipendi.»

È il monito che arriva dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu sullo stato di crisi della società in house della Regione. Un ente impegnato nelle attività di messa in sicurezza, ripristino ambientale e bonifica di aree minerarie abbandonate o in via di dismissione. Il rischio è che si alimentino incertezze e preoccupazioni tra i 200 lavoratori operanti nei diversi progetti.

«Si tratta di una societàspiega Gianluigi Rubiu che è stata abbandonata dalla politica, lasciata nella più assoluta indifferenza, con bilanci non approvati da anni, bonifiche ambientali bloccate e programmi lasciati nel dimenticatoio. In tutto questo scenario, l’Igea può contrare su un personale efficiente e competente, che però è stato ignorato.»

Gianluigi Rubiu ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.

«L’Igea al momento blocca le attività dei Comuni che vorrebbero avere più autonomia nell’utilizzo dei siti archeologici minerari di enorme pregio, grotte, siti minerari archeologia industriale e mineraria. Non è più il tempo di interventi a spot. È arrivato il momento di una rimodulazione delle attività dell’ente, con l’aggiornamento delle competenze e, soprattutto, l’eliminazione dei vincoli che bloccano qualsiasi sviluppo del territorio ove governa Igea. L’auspicioconclude Gianluigi Rubiuè che siano salvaguardati i lavoratori affidando loro un nuovo ruolo nella società regionale, dalle bonifiche alla salvaguardia dei siti minerari e archeologici.»

Si è tenuto mercoledì 7 agosto l’incontro dei Sindaci dell’Unione dei Comuni del Sulcis con l’assessore dell’Industria Emanuele Cani, sulle problematiche relative alla situazione delle “Energie Rinnovabili”. I sindaci hanno espresso le loro posizioni ed illustrato le preoccupazioni delle comunità che rappresentano e che quotidianamente si confrontano con loro, in merito ad un argomento particolarmente sentito come quello dell’installazione, senza criterio, di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

L’assessore Emanuele Cani ha rappresentato l’attuale situazione sul territorio sardo, partendo dalla normativa di riferimento europea, nazionale e regionale. In particolare ha illustrato la “moratoria sulle rinnovabili” approvata dal Consiglio regionale e, soprattutto, come si stia procedendo in merito all’individuazione delle aree idonee.

Alcuni dei Sindaci presenti hanno evidenziato l’importanza che può avere la possibile approvazione della cosiddetta “Legge di Pratobello”, che esprime una forte volontà popolare e rafforza le decisioni politiche. Inoltre, l’assessore, supportato dalle richieste dei sindaci, ha posto l’accento sull’assoluta necessità di una condivisione con i territori e con il sistema enti locali per quanto concerne l’individuazione delle aree idonee, per dotare la Regione Sardegna di un Piano energetico innovativo e partecipato quale indispensabile strumento di programmazione e di vera transizione verso fonti di energia alternative rispetto a quelle fossili.

Le modalità e le quantità di energia da produrre nella nostra isola potranno essere diversificate: fonti fossili, rinnovabili, idroelettriche e metano.

«La visione d’insieme è importante in tema di energiaha ribadito l’assessore Emanuele Canie anche la ripresa del polo industriale di Portovesme deve inserirsi nel Piano energetico regionale e anche nella costituzione di un’Agenzia sarda per l’energia.»

L’incontro ha consentito all’assessore di conoscere meglio l’umore dell’opinione pubblica rispetto ad un tema particolarmente sentito come quello della preservazione e della tutela del paesaggio. Al termine, è stato concordato un nuovo appuntamento per il mese di settembre, nel corso del quale dovranno essere affrontati anche altri temi legati allo sviluppo socio economico del Sulcis.

All’incontro con l’assessore dell’Industria Emanuela Cani hanno partecipato i sindaci dei comuni di Carbonia, Giba, Masainas, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Sant’Anna Arresi, Santadi, Tratalias e Villaperuccio.

«La decisione del Governo di impugnare la nostra legge necessaria a fermare la speculazione energetica bloccando la realizzazione di tutti gli impianti è un fatto molto grave. Perché quella che abbiamo approvato è una legge voluta dai sardi e votata in consiglio regionale che prevede che tutte le installazioni di nuovi impianti di energie rinnovabili, siano fermate. Adesso si comprende ed è più chiaro chi sta combattendo contro le speculazioni e chi invece vuol favorirle. Il governo vuol disarmare la Regione con la conseguenza di rendere più deboli i limiti che si stanno ponendo alla enorme quantità di richieste di impianti FER. Si vuole impedire alla Regione di avviare una programmazione energetica seria dopo anni di immobilismo.»

Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, assessore regionale dell’Industria, dopo l’impugnazione decisa dal Governo alla legge approvata dalla Giunta regionale sulla speculazione energetica.

«Anche la politica sarda tutta dovrebbe mobilitarsi per chiedere al governo di aiutare la Sardegna nel gestire la giusta transizione energetica anziché ostacolarla aggiunge e conclude Emanuele Cani -. I leader nazionali del centrodestra che hanno urlato la loro solidarietà alla lotta “contro le speculazioni” spieghino ai cittadini e al Governo nazionale di cui fanno parte che ci servono iniziative nazionali per sostenere il percorso avviato dalla Regione. Invece il Governo ha deciso di schierarsi contro qualsiasi possibilità di programmazione energetica della nostra regione, non ci fermeremo ma andremo avanti convinti di essere nel giusto nel tutelare la Sardegna.»

Si è svolto il 15 luglio, nello stabilimento della Portovesme srl di Portovesme, l’incontro tra l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani e le organizzazioni sindacali assieme alla neoeletta Rsu. L’incontro si è svolto a valle della riunione dell’assessore con la Direzione Aziendale. Le organizzazioni sindacali hanno fatto il punto della situazione che al momento vede un utilizzo massivo di Cassa Integrazione sia per il sito di Portovesme sia per quello di San Gavino Monreale Nel 2023, ha riavviato temporaneamente gli impianti di San Gavino per effettuare un test per la produzione di una lega piombo-bismuto. Il test ha avuto risultati positivi andando ben oltre gli obiettivi iniziali ma la Società non ha fatto sapere nulla sulla fattibilità economica dello stesso progetto e sulle sue intenzioni future, se non la possibilità di un eventuale ulteriore test nel prossimo futuro. Per il sito di Portovesme, la società ha dichiarato di avere in corso uno studio di fattibilità per il progetto litio ma i termini per la presentazione dei risultati dello studio sono slittati per diverse volte e ancora oggi non vengono indicati i tempi. La Glencore ha dichiarato che con l’energia a 70 euro per MWh, avrebbe fatto ripartire la linea zinco sino al cambio di produzione con il litio. A oggi il tavolo tecnico insediato al Mimit non ha prodotto nessun risultato tangibile sul tema energetico per superare il problema. Le organizzazioni sindacali, tenuto conto del quadro normativo comunitario e recepito dal Governo italiano attraverso il Decreto legge sulle materie critiche, hanno espresso la disponibilità per un percorso che porti verso le nuove produzioni, nel rispetto delle normative vigenti, ma in continuità con le produzioni attuali e lo stop da effettuarsi solo al momento dello switch tecnico da zinco litio. Non sono accettabili altre soluzioni che portino ad ulteriori riduzioni di personale diretto e indiretto. Sul versante del sito di San Gavino resta la convinzione che, viste le professionalità importanti che si sono consolidate nel tempo, lo stabilimento possa diventare un hub europeo per la raffinazione di preziosi o altri materiali critici. I sindacati e l’assessore Emanuele Cani nell’affrontare le criticità del momento hanno condiviso la necessità di ristabilire, anche alla luce delle novità legislative, un tavolo con il governo finalizzato a superare il periodo di crisi guardando verso le nuove produzioni in un percorso ordinato e con gli impianti in marcia.
Segreterie Territoriali: Filctem-CGIL Emanuele Madeddu – Femca-CISL Vincenzo Lai – Uiltec-UIL Pierluigi Loi
RSU Portovesme SRL