16 September, 2021
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“Quando siete felici fateci caso” è il titolo della sesta edizione de La Fiera del Libro Iglesias – Gonnesa – Portoscuso – Zeddiani, in programma dal 29 settembre al 4 ottobre 2021. La Fiera del Libro è un progetto dell’Associazione Argonautilus, progettazione a cura di 011solution; direzione Artistica di Maurizio Cristella, coordinamento generale di Eleonora Carta.

“Quando siete felici fateci caso” è una citazione di una frase di Kurt Vonnegut, tratta da una serie di conferenze che il geniale autore di distopie fantascientifiche come “Mattatoio n. 5” e “Ghiaccio nove” ha voluto dedicare al motore universale delle nostre vite: la felicità.

Il tema della Fiera del 2021 diviene un invito da mettere in pratica immediatamente: questa frase evocativa ha il potere di riportare l’attenzione sulla somma di piccole cose che – pur in momenti complessi e indecifrabili come quelli che ci troviamo a vivere – devono orientare il nostro agire ed il nostro essere su tutta la bellezza da cui siamo circondati. Come dice Vonnegut, «quando le cose vanno bene e tutto fila liscio, fermatevi un attimo, per favore, e dite a voce alta: Cosa c’è di più bello di questo».

Alla “Felicità” saranno orientati gli incontri con gli autori de La Fiera del Libro Iglesias – Gonnesa – Portoscuso – Zeddiani.

I partner della Fiera sono: Regione Sardegna, Fondazione di Sardegna, Arma CarabinieriComune Gonnesa, Comune Iglesias, Comune Portoscuso, Comune di Zeddiani, Università degli Studi di Cagliari.

Il programma de La Fiera del Libro si svolge dal 29 settembre al 4 ottobre con “Le colazioni d’Autore”, gli appuntamenti di RadioFiera, le Masterclass e gli incontri serali con gli Autori. Ci saranno mostre, approfondimenti, tavoli tecnici, laboratori e workshop per le scuole.

Gli ospiti di questa edizione saranno: Marcello Fois, Piergiorgio Pulixi, Annarita Briganti, Francesco Abate, Carlo Augusto Melis Costa, Ciro Auriemma, Mariangela Pira, Matteo Giusti, Eugenio Proto, Vindice Lecis, Marco Belli, Aldo dalla Vecchia, Bianca Garavelli, Roberto Van Heughten, Daniela Palumbo, Daniele Mocci, Luca Usai, Luigi Sanciu, Mario Boccia.

 Gli ospiti delle tavole rotonde e relatori saranno: Stefano Lamorgese, Matteo Colombo, Alessio Pavarallo, Fiorella Carta, Massimo Lumini, Rosario Russo,  Cristina Marra, Marco Belli, Mara Facchetti, Francesca Spanu.

Iniziative. “I raccoglitori di felicità”, evento per bambini a cura di Enrica Ena, formatrice e docente; “Il villaggio di Coda di Castoro” evento per bambini a cura di Argo Circolo Letterario; “La ricerca della Felicità” Istituto IPIA a cura di Betty Medde, formatrice e docente; “Laboratorio Altavoce – tecniche espressive per lettura consapevole con esibizione finale”.

La fiera si conclude tutti gli anni con una favola sinfonica che quest’anno sarà “il soldatino di piombo” di Andersen a cura del Circolo musicale “G. Verdi” di Iglesias.

I luoghi de La Fiera del Libro 2021 sono il centro storico di Iglesias, l’Antica Tonnara su Pranu di Portoscuso, S’Olivariu di Gonnesa e Zeddiani.

La Fiera si avvale delle seguenti partnership: Salone internazionale del Libro di TorinoElba Book Festival, Festival GialloGarda, Sicilia Niura, Festival Letterario del Monreale, e delle collaborazioni delle Biblioteche di Portoscuso, Masullas, Gonnesa e dei Sistemi Bibliotecari Rete Biblioteche Civiche TorinesiSBIS (Sulcis), Sistema Bibliotecario Joyce Lussu. E, ancora, in collaborazione con le Scuole: Istituto Comprensivo Angius Portoscuso Gonnesa, Istituto IPIA G.Ferraris Iglesias, Istituto Linguistico e delle Scienze Umane Baudi di Vesme Iglesias, Liceo Scientifico Asproni – Artistico Branca Iglesias, Istituto comprensivo Eleonora d’Arborea Iglesias; gli Editori: Graphe.it, Condaghes, S’Alvure, Scrittura Pura, WUM, SEM; le attività produttive: Consorzio Turistico per l’Iglesiente, Onda Service, S’Art; le librerie: Libreria Duomo Iglesias, Libreria Mondadori Iglesias, Libreria Le Nuvole Barcellona, Libreria StoryTelling Gonnesa; le associazioni: Argo Circolo Letterario, Associazione Elda Mazzocchi Scarzella, Casa Emmaus, Chine Vaganti, Circolo Gramsci Torino, Circolo Musicale Verdi, Circolo Sant’Efisio Torino, FASI Federazione Associazioni Sarde Italia, FIDAPA, Gruppo Teatrale Su Pranu Portoscuso, Museo dell’Arte Mineraria / Associazione Periti Minerari, Museo Genoni, Museo Masullas, Associazione Sa Fabrica Portoscuso, Hoppipolla Portoscuso; le Realtà Formative: Premio Morrione, Scuola Dante Norimberga, Scuola Baskerville Cagliari; i Media Partner: Radio Arcobaleno, FilmtheLife; RetePYM di Fiere e Festival.

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RUAS – Rete Unitaria Antifascista Sulcis-Iglesiente, in occasione della Festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, ha organizzato la quarta edizione della giornata Antifascista “Ieri Partigian* Oggi Antifascist*”, che si svolgerà sabato 25 aprile, all’insegna della socialità e del divertimento.

Quest’anno, a causa dell’emergenza Covid-19, l’evento si svolgerà con modalità diverse rispetto alle scorse edizioni e per questo abbiamo deciso di aggiungere al titolo il nome di “Streaming Resistente”.
Per noi Resistere vuol dire non fermarsi anche di fronte a situazioni di questo tipo, ma trovare comunque il modo, sperimentando nuovi strumenti e modalità, per festeggiare insieme, ricordare e costruire un futuro migliore.

Non ci incontreremo in un luogo fisico, ma il tutto verrà trasmesso attraverso una diretta streaming che potrete seguire da casa vostra, su qualsiasi dispositivo. Vi invitiamo a collegarvi e ad interagire, supportando con commenti ed emoticon, quanti interverranno alla diretta.

L’evento è organizzato in collaborazione con ANPI – Sezione di Carbonia, La Cernita Teatro, ASCE – Associazione Sarda Contro l’Emarginazione, Circolo Arci La Gabbianella Fortunata, Casa del Popolo Carbonia, Associazione Albeschida, ISSASCO – Istituto Sardo per la Storia dell’antifascismo e della società contemporanea.

Progframma

Primo blocco – Narrazioni e incontri

Mattina

– ore 11.20 Intervento di RUAS e ANPI Carbonia

– ore 11.30 “La nostra nuova normalità” Enrica Ena, insegnante, fondatrice del movimento “Il cambiamento nasce da dentro”

– ore 11.40 NarrAzioni: Omaggio a Luis Sepúlveda

– ore 11.45 “BAS per l’emergenza” Franco Mereu, coordinatore ASCE Carbonia [ Asce Sardegna ]

– ore 11.55 “I sardi nella Resistenza: il contributo del Comandante partigiano, Nino Garau” Walter Falgio, giornalista e ricercatore ISSASCO
– ore 12.05 NarrAzioni: Odio gli indifferenti” Lettura collettiva di Antonio Gramsci
– ore 12.10 “La salute tra responsabilità e solidarietàAntonello Murgia, presidente del Coordinamento provinciale ANPI Cagliari [ ANPI provincia Cagliari ] e Gisella Trincas, Presidente Unasam

– ore 12.25 “#iorestoacasa e… mi reinvento” La Cernita Teatro & Gruppo Teatro Albèschida

– ore 12.30 “Rinascere il 25 aprile” Vincenzo Calò, coordinatore ANPI Area Sud

Pomeriggio

– ore 16.30 “25 Aprile: una memoria solida. Un futuro incerto da costruire.”2Una chiacchierata con Francesco Filippi, storico dell’Associazione Deina

Secondo blocco – Musica resistente

– dalle ore 18.00, musica con:

Donato Cherchi

Hola la Poyana

– dalle ore 19.00, musica con:
Kento
Signor K.
Bakis Beks
Zeta Tilt
ill Nano

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E’ iniziata oggi la quarta edizione della Fiera del Libro di Iglesias.

Una quattro giorni dedicata al libro e alla promozione della lettura, in cui alla parte fieristica – con un crescente numero di stand di editori e librai diffusi per tutto il centro storico di Iglesias, piazza Pichi e LaMarmora – si affiancheranno incontri, approfondimenti, mostre dedicate, dibattiti, tavole rotonde, che si succederanno per tutti e quattro i giorni dalle 9.00 della mattina alle 20.00 della sera, e saranno incentrati sul tema della Fiera che quest’anno è “Quid est Veritas?”: alla ricerca della verità nella comunicazione, nell’informazione e nella realtà storica.

Quest’anno sono 6 i comuni partner della Fiera: Iglesias, Gonnesa, Portoscuso, Santadi, Tratalias, Zeddiani; molte le associazioni di rilevanza nazionale, tra cui la FASI Federazione Associazioni Sarde in Italia, Circolo Sardo Sant’Efisio di Torino, Associazione LeNuvole Barcellona, Fidapa, Casa Emmaus e l’Associazione Elda Mazzocchi Scarzella, i Musei di Monte Arci e il Parc dei Cavallini della Giara, la Caserma Allievi “Trieste”, il Consorzio turistico per l’Iglesiente e l’Associazione Trevessu, presenti fin dalla prima edizione.

Tra gli ospiti: Gianluca Ales (SkyTG24), Daniele Aristarco (Autore Einaudi Ragazzi), Annarita Briganti (giornalista di Repubblica), Deborah Brizzi (Ispettore di Polizia di Milano e autrice), Riccardo Cavallero (direttore editoriale Società Editore Milanese SEM, già direttore editoriale di Mondadori International), Gianmichele Lisai (Autore, Editor NewtonCompton), Antonio Maccioni (Autore NewtonCompton), Piergiorgio Pulixi (Autore E/O).

Ospite di eccellenza, il professor Cristiano Galbiati, dottore di ricerca in Fisica all’Università di Milano, full professor presso il Physics Department della Princeton University e professore ordinario di Particle Astrophysics presso il Gran Sasso Science Institute (L’Aquila), protagonista nel tardo pomeriggio del 25 della lectio magistralis dal titolo “Gli Argonauti alla ricerca della materia oscura” sul progetto Darkside che tanto da vicino coinvolge il nostro territorio.

Domani, 23 aprile, giornata mondiale del Libro e del diritto d’autore, la seconda giornata della Fiera vedrà tra gli altri eventi, la tavola rotonda degli assessori alla Cultura dei Comuni partner, per fare il punto, a distanza di un anno, sullo stato della promozione della lettura e degli eventi culturali sul territorio. Il Coro di Iglesias di esibirà in modalità estemporanea per le vie della città.

Il giorno 24, la tavola rotonda “Quid est Veritas?”: una riflessione sulla comunicazione nell’epoca della disinformazione, con protagonisti di rilievo nazionale del mondo del giornalismo e dell’editoria: tra cui Gianluca Ales, Daniele Aristarco, Riccardo Cavallero.

Appuntamento anche con l’Archivio Storico di Iglesias, presso la Biblioteca Comunale, alla ricerca della verità tra documenti e antiche carte.

La serata si concluderà con “Il gatto con gli stivali”: favola sinfonica per voce narrante e orchestra, a Cura del Circolo Musicale Verdi di Iglesias, con la partecipazione della Banda Musicale Santa Cecilia di Villacidro.

Il giorno 25, oltre alle celebrazioni della Giornata della Liberazione, spazio alle scuole e all’esposizione dei progetti di Alternanza Scuola Lavoro degli Istituti cittadini e #ALTAVOCE: iniziativa che al termine di un percorso laboratoriale, consentirà a tutti coloro che vorranno, di leggere ad alta voce dal palco del Teatro Electra davanti a un vero pubblico.

Si terrà inoltre l’inaugurazione della mostra “Le madri della Repubblica” in collaborazione con l’Associazione FIDAPA.

L’area tematica Graphic Novel, con numerosi stand e workshop dedicati, diretta da Daniele Mocci, vedrà la partecipazione delle Chine Vaganti (storica associazione di San Gavino, presente alla Fiera fin dalla prima edizione) di Antonio Lucchi (sceneggiatore Sergio Bonelli), Emiliano Longobardi (titolare della libreria AZUNI di Sassari e sceneggiatore di graphic novel), Luca Usai (Illustratore per Walt Disney Italia e International), oltre a Don Alemanno, celebre e dissacrante blogger e autore di famose strisce a fumetti.

L’area tematica Letteratura Outdoor, curata da Stefano Vascotto, vedrà la partecipazione di sportivi ed esperti, con attenzione particolare allo sviluppo delle potenzialità turistiche dell’Outdoor per il territorio: tra tutti Roberto “Massiccione” Zanda, divenuto noto alle cronache per la straordinaria esperienza vissuta tra i ghiacci del Canada.

Uno spazio speciale sarà riservato quest’anno alla poesia nella “Casa dell’Anima” luogo di incontro, confronto, lettura e creazione estemporanea a cura di Gianluca Lindiri e Stefania Congiu.

Altra novità dell’anno: le “Tavole rotonde imbandite”: anche i momenti di convivialità diverranno occasione di dialogo e confronto sui temi della Fiera.

Crescono i gemellaggi con altri Festival Nazionali. “Ormeggi Festival” di Lamezia Terme, e “GialloGarda”, che insieme a ElbaBooks, nella persona dei rispettivi rappresentanti Ylenia Bagato e Marco Belli (direttore artistico) sigleranno con la Fiera del Libro di Iglesias la nascita della Rete PYM.

Per tutti i giorni della Fiera: laboratori e workshop gratuiti, per bambini e ragazzi, curati da professionisti di importanza nazionale. Appuntamenti particolari il 23 e il 24, tra cui “Letture per dire le cose da dire” con gli alunni della IA della Scuola di Via Roma e la maestra Enrica Ena, e laboratori di riciclo creativo con il gruppo Panda degli Scout Iglesias1.

Anche quest’anno, la naturale prosecuzione della Fiera del Libro di Iglesias sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove sarà Festival Partner del Superfestival, che riunisce in un unico luogo tutte le grandi manifestazioni culturali d’Italia.

La Fiera del Libro di Iglesias® è un progetto dell’Associazione ArgoNautilus, realizzato grazie al contributo della Regione Sardegna, del Comune di Iglesias, dei Comuni Partner e della Fondazione di Sardegna.

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Una quattro giorni dedicata al libro e alla promozione della lettura, in cui alla parte fieristica – con un crescente numero di stand di editori e librai diffusi per tutto il centro storico di Iglesias, piazza Pichi e LaMarmora – si affiancheranno incontri, approfondimenti, mostre dedicate, dibattiti, tavole rotonde, che si succederanno per tutti e quattro i giorni dalle 9.00 della mattina alle 20.00 della sera, e saranno incentrati sul tema della Fiera che quest’anno è “Quid est Veritas?”: alla ricerca della verità nella comunicazione, nell’informazione e nella realtà storica.

Quest’anno sono 6 i comuni partner della Fiera: Iglesias, Gonnesa, Portoscuso, Santadi, Tratalias, Zeddiani; molte le associazioni di rilevanza nazionale, tra cui la FASI Federazione Associazioni Sarde in Italia, Circolo Sardo Sant’Efisio di Torino, Associazione LeNuvole Barcellona, Fidapa, Casa Emmaus e l’Associazione Elda Mazzocchi Scarzella, i Musei di Monte Arci e il Parc dei Cavallini della Giara, la Caserma Allievi “Trieste”, il Consorzio turistico per l’Iglesiente e l’Associazione Trevessu, presenti fin dalla prima edizione.

Tra gli ospiti: Gianluca Ales (SkyTG24), Daniele Aristarco (Autore Einaudi Ragazzi), Annarita Briganti (giornalista di Repubblica), Deborah Brizzi (Ispettore di Polizia di Milano e autrice), Riccardo Cavallero (direttore editoriale Società Editore Milanese SEM, già direttore editoriale di Mondadori International), Gianmichele Lisai (Autore, Editor NewtonCompton), Antonio Maccioni (Autore NewtonCompton), Piergiorgio Pulixi (Autore E/O).

Ospite di eccellenza, il professor Cristiano Galbiati, dottore di ricerca in Fisica all’Università di Milano, full professor presso il Physics Department della Princeton University e professore ordinario di Particle Astrophysics presso il Gran Sasso Science Institute (L’Aquila), protagonista nel tardo pomeriggio del 25 della lectio magistralis dal titolo “Gli Argonauti alla ricerca della materia oscura” sul progetto Darkside che tanto da vicino coinvolge il nostro territorio.

Il 22 aprile, lunedì dell’Angelo e Giornata Mondiale della Terra, vedrà celebrazioni particolari con un incontro di Associazioni vicine ai temi dell’ecologia e della biodiversità, (tra cui i Giardini della Biodiversità e la Scuola Civica di Politica) accompagnati da reading, dall’inaugurazione di due Mostre: “Libri di Miniera” in collaborazione con l’Associazione Mineraria Sarda e dal Museo dell’Arte Mineraria, e “M’Arregordu” una toccante retrospettiva sul tema dell’emigrazione sarda verso Torino e il Piemonte, a cura di Matteo Mereu del Circolo Sardo Sant’Efisio di Torino, con la partecipazione del presidente Mario Sechi e dell’esecutivo FASI Renzo Caddeo.

Il giorno 23, giornata mondiale del Libro e del diritto d’autore, vedrà tra gli altri eventi, la tavola rotonda degli assessori alla Cultura dei Comuni partner, per fare il punto, a distanza di un anno, sullo stato della promozione della lettura e degli eventi culturali sul territorio. Il Coro di Iglesias di esibirà in modalità estemporanea per le vie della città.

Il giorno 24, la tavola rotonda “Quid est Veritas?”: una riflessione sulla comunicazione nell’epoca della disinformazione, con protagonisti di rilievo nazionale del mondo del giornalismo e dell’editoria: tra cui Gianluca Ales, Daniele Aristarco, Riccardo Cavallero.

Appuntamento anche con l’Archivio Storico di Iglesias, presso la Biblioteca Comunale, alla ricerca della verità tra documenti e antiche carte.

La serata si concluderà con “Il gatto con gli stivali”: favola sinfonica per voce narrante e orchestra, a Cura del Circolo Musicale Verdi di Iglesias, con la partecipazione della Banda Musicale Santa Cecilia di Villacidro.

Il giorno 25, oltre alle celebrazioni della Giornata della Liberazione, spazio alle scuole e all’esposizione dei progetti di Alternanza Scuola Lavoro degli Istituti cittadini e #ALTAVOCE: iniziativa che al termine di un percorso laboratoriale, consentirà a tutti coloro che vorranno, di leggere ad alta voce dal palco del Teatro Electra davanti a un vero pubblico.

Si terrà inoltre l’inaugurazione della mostra “Le madri della Repubblica” in collaborazione con l’Associazione FIDAPA.

L’area tematica Graphic Novel, con numerosi stand e workshop dedicati, diretta da Daniele Mocci, vedrà la partecipazione delle Chine Vaganti (storica associazione di San Gavino, presente alla Fiera fin dalla prima edizione) di Antonio Lucchi (sceneggiatore Sergio Bonelli), Emiliano Longobardi (titolare della libreria AZUNI di Sassari e sceneggiatore di graphic novel), Luca Usai (Illustratore per Walt Disney Italia e International), oltre a Don Alemanno, celebre e dissacrante blogger e autore di famose strisce a fumetti.

L’area tematica Letteratura Outdoor, curata da Stefano Vascotto, vedrà la partecipazione di sportivi ed esperti, con attenzione particolare allo sviluppo delle potenzialità turistiche dell’Outdoor per il territorio: tra tutti Roberto “Massiccione” Zanda, divenuto noto alle cronache per la straordinaria esperienza vissuta tra i ghiacci del Canada.

Uno spazio speciale sarà riservato quest’anno alla poesia nella “Casa dell’Anima” luogo di incontro, confronto, lettura e creazione estemporanea a cura di Gianluca Lindiri e Stefania Congiu.

Altra novità dell’anno: le “Tavole rotonde imbandite”: anche i momenti di convivialità diverranno occasione di dialogo e confronto sui temi della Fiera.

Crescono i gemellaggi con altri Festival Nazionali. “Ormeggi Festival” di Lamezia Terme, e “GialloGarda”, che insieme a ElbaBooks, nella persona dei rispettivi rappresentanti Ylenia Bagato e Marco Belli (direttore artistico) sigleranno con la Fiera del Libro di Iglesias la nascita della Rete PYM.

Per tutti i giorni della Fiera: laboratori e workshop gratuiti, per bambini e ragazzi, curati da professionisti di importanza nazionale. Appuntamenti particolari il 23 e il 24, tra cui “Letture per dire le cose da dire” con gli alunni della IA della Scuola di Via Roma e la maestra Enrica Ena, e laboratori di riciclo creativo con il gruppo Panda degli Scout Iglesias1.

Anche quest’anno, la naturale prosecuzione della Fiera del Libro di Iglesias sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove sarà Festival Partner del Superfestival, che riunisce in un unico luogo tutte le grandi manifestazioni culturali d’Italia.

La Fiera del Libro di Iglesias® è un progetto dell’Associazione ArgoNautilus, realizzato grazie al contributo della Regione Sardegna, del Comune di Iglesias, dei Comuni Partner e della Fondazione di Sardegna.

 

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Anche quest’anno la Fondazione “Giuseppe Dessì” di Villacidro promuove una serie di corsi di alta formazione per insegnanti delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, volti a progettare e a diffondere spunti di lavoro e di approfondimento su varie tematiche legate al mondo della scuola. 

La nuova proposta formativa, che prende il via mercoledì 20 febbraio a Villacidro per andare avanti fino a maggio con una fitta serie di appuntamenti, si muove non solo sull’asse linguistico-letterario, caro alla Fondazione intitolata al grande scrittore sardo, ma anche su quello logico-scientifico, partendo dall’assunto che nel dialogo tra i saperi si sviluppano la capacità di pensare e lo spirito critico.

Il programma si articola in quattro moduli formativi su più ambiti di approfondimento e rivisitazione metodologica.

Il primo, allestito in collaborazione con la Libreria per ragazzi Tuttestorie di Cagliari e rivolto ai docenti dei tre ordini scolastici, prevede diciotto ore complessive di formazione, distribuite in sei diversi incontri. Apre la serie – con due appuntamenti consecutivi, mercoledì 20 e giovedì 21 febbraio – Nicoletta Gramantieri, responsabile della Biblioteca Salaborsa Ragazzi di Bologna (una delle realtà più attive in Italia nella promozione della lettura), che tratterà delle difficoltà e delle possibilità nel proporre libri ai giovanissimi lettori dai sette agli undici anni.

 A cosa e a chi servono le fiabe oggi? Perché è importante narrare fiabe classiche? I bambini di oggi le conoscono ancora? Ruota intorno a questi quesiti l’incontro del 6 marzo con Sonia Basilico, lettrice per bambini e cantastorie, attiva nella formazione per adulti nel campo dell’orientamento bibliografico e dell’utilizzo dei testi nelle attività scolastiche. Per lei altro impegno l’indomani (giovedì 7 marzo), stavolta sul tema della parola sonora, un viaggio dentro la poesia e la filastrocca, e sugli strumenti utili per rientrare in contatto con questo mondo, fra silenzio e canto, caro ai bambini ma spesso dimenticato dagli adulti, poco confidenti con il linguaggio metaforico e fantastico della rima.

Come le letture incidano sulla costruzione delle competenze necessarie a provare il piacere di leggere, è invece l’argomento al centro di un nuovo, doppio appuntamento con Nicoletta Gramantieri, in programma il 14 e il 15 marzo. Partendo dall’analisi di romanzi, fumetti, poesie, albi illustrati, il corso indagherà il ruolo che chi legge assume di fronte a un testo, i movimenti di cooperazione, l’utilizzo di esperienze che appartengono ad ambiti diversi dalla lettura, la capacità di assemblare in modo significativo, narrativo, parole, eventi, azioni, e di rispondere all’articolarsi di sequenze temporali.

Tutto all’insegna delle pratiche di animazione alla lettura il secondo modulo del corso di formazione villacidrese, anche questo proposto in collaborazione con la Libreria Tuttestorie, con il workshop a cura di Emanuele Scotto (maestro di scuola elementare e tutor coordinatore nel Corso di laurea in Scienze della formazione primaria all’Università di Cagliari) dedicato agli insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria: quattro incontri, per sedici ore complessive, riservati a due distinti gruppi di docenti (il 20 e 21 marzo, e il 3 e 4 aprile) con l’obiettivo di esplorare terre di confine tra parole e immagini, sperimentare azioni di sconfinamento fantastico, confrontare punti di vista, attraverso le suggestioni offerte da alcuni albi illustrati scelti per questa proposta di animazione che mette insieme diverse discipline.

Sale in cattedra la matematica negli altri due moduli del corso. A tenere il primo (riservato ai soli docenti che lo scorso anno abbiano già frequentato il corso “La matematica della vita”) sarà Enrica Ena, insegnante dell’Istituto Comprensivo “Pietro Allori” di Iglesias, e assertrice (anche attraverso un blog personale e un gruppo di lavoro costituito da insegnanti e genitori) di una scuola capace di restituire centralità alla persona, basata sul protagonismo degli alunni e sulla responsabilità. Fare matematica tra anticipazioni cognitive, ricorsività e percorsi di senso: questo l’oggetto dei suoi quattro incontri (ognuno di tre ore) in programma a marzo: il 7, il 14, il 21 e il 28.

Specificamente dedicato al rinnovamento dell’insegnamento dell’area aritmetico-algebrica, il progetto ArAl è al centro del quarto e ultimo modulo. Il progetto si colloca all’interno di quella cornice teorica denominata early algebra, un’area di ricerca nell’ambito dell’educazione matematica che promuove l’insegnamento dell’aritmetica in una prospettiva algebrica sin dai primi anni della scuola primaria o persino dell’infanzia. A differenza di ciò che avviene nell’insegnamento tradizionale della matematica, in cui lo studente incontra l’algebra alla fine della scuola secondaria di primo grado, l’early algebra vuole dimostrare come sia possibile e efficace iniziare l’avvio al pensiero algebrico molto prima per favorire negli alunni la costruzione di solide basi per la comprensione del significato degli oggetti e dei processi algebrici. A trattare la materia in quattro incontri (ognuno di tre ore) in programma a maggio (il 16, 17, 30 e 31), il coordinatore nazionale del progetto ArAl Giancarlo Navarra ed Elena Marangoni, dell’Associazione Rally Matematico Transalpino e del progetto ArAl.

73 i docenti iscritti ai corsi, provenienti dalle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado di Arbus, Guspini, San Gavino, Serramanna e Villacidro. Tutti gli appuntamenti sono in programma nella Casa Dessì a Villacidro, già dimora di famiglia di Giuseppe Dessì e oggi sede dell’omonima Fondazione attiva nella ricerca e nella divulgazione dell’opera dello scrittore sardo e organizzatrice del premio letterario a lui intitolato, che il prossimo settembre taglierà il traguardo della sua trentaquattresima edizione.

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Per le celebrazioni del Giorno della Memoria, il 26 e 27 gennaio, per la FieraOFF della Fiera del Libro di Iglesias, l’associazione ArgoNautilus ospiterà l’autrice Daniela Palumbo in due appuntamenti presso il comune di Gonnesa ed il comune di Iglesias, partner della Fiera del Libro di Iglesias.

Sabato 26 gennaio ore 18.00, sala consiliare del comune di Gonnesa

Presentazione in anteprima nazionale del libro di Daniela Palumbo “A un passo da un mondo perfetto” Il battello a Vapore – Piemme Edizioni. 

Dialogherà con l’autrice Enrica Ena

Interverranno il sindaco di Gonnesa Hansel Cabiddu, e gli assessori Olla e Franceschi

Con la partecipazione della Libreria StoryTelling di Gonnesa.

Domenica 27 gennaio, ore 18.00, Sala conferenze della Biblioteca comunale di Iglesias

Presentazione del libro “Fino a quando la mia stella brillerà” (Piemme Edizioni), a cura dei bambini della ex 5ª A della Scuola Primaria di via Roma, con il contributo della coautrice Daniela Palumbo; a seguire: presentazione in anteprima nazionale del libro “A un passo da un mondo perfetto” Il Battello a Vapore – Piemme Edizioni

Dialogherà con l’autrice Enrica Ena. 

Interverrà l’assessore della Cultura del comune di Iglesias dottoressa Claudia Sanna 

Con la partecipazione del Mondadori Bookstore Iglesias.

Daniela Palumbo (Roma, 1965) è un’autrice e giornalista italiana. Come giornalista è redattrice del mensile Scarp’de tenis, storico giornale di strada nato da un progetto della Caritas Ambrosiana, nel 1996.

Il suo primo libro  Il mio migliore amico (1998, Edizioni Paoline) tratta il tema della disabilità ed è giunto finalista al premio di Letteratura per Ragazzi “Il battello a vapore”:

Nel 2010 ha vinto lo stesso premio con Le valigie di Auschwitz, le storie di quattro ragazzini che, in un’Europa dilaniata dalle leggi razziali, vivono sulla loro pelle l’orrore della deportazione.

Nella sua ricchissima produzione per editori quali: Giunti, Mondadori, Einaudi Ragazzi, Edizioni San Paolo, segnaliamo:

Dalla parte dei Bambini. La rivoluzione di Maria Montessori (2004)  

Il Volo del Falco nel mio Destino (2012), un romanzo di formazione, avventura e amore al tempo del medioevo giapponese.

Sotto il cielo di Buenos Aires (2013), un libro generazionale che racconta quando a emigrare eravamo noi.  

Dall’Argentina a Roma. La vita di Papa Francesco (2016)

Noi ragazze senza paura (2017) dedicato a donne importanti che hanno saputo dire NO.

A questi, aggiungono i titoli che consideriamo particolarmente importanti:

Fino a quando la mia stella brillerà (2015) scritto con Liliana Segre, di cui ha curato anche l’edizione del libro Scolpitelo nel vostro cuore (2018) 

L’evento è parte della FieraOFF della Fiera del Libro di Iglesias (22-23-24-25 aprile 2019) che avrà come tema: “Quid est Veritas?”, alla ricerca della verità nella comunicazione, nell’informazione e nella nostra realtà storica. 

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Terza edizione a Villacidro per i corsi di formazione per insegnanti promossi dalla Fondazione e dall’Associazione Centro Studi Internazionale intitolate a Giuseppe Dessì. Un’iniziativa, questa, che corre in parallelo con l’organizzazione del premio letterario intitolato allo scrittore sardo, alla sua edizione numero trentatre dal 17 al 23 settembre prossimi nella cittadina del Medio Campidano, di cui è imminente la pubblicazione del bando di partecipazione. 

Il programma formativo, tra letteratura, narrazione e logica matematica, ha preso il via ieri (lunedì 29 gennaio) e coinvolge settantacinque insegnanti delle scuole con sede nei comuni del Parco storico culturale Giuseppe Dessì – Villacidro, Arbus, Buggerru, Fluminimaggiore, Guspini, San Gavino Monreale – e degli istituti di Serramanna e di Samassi.

«Il progetto – spiega il presidente della Fondazione Paolo Lusci – è finalizzato a contribuire alla crescita del patrimonio metodologico dei partecipanti, e alla diffusione di strumenti didattici che si avvalgono dell’arricchimento del bagaglio bibliografico che i nostri corsi mettono a disposizione di ogni singolo docente». Ad oggi le iniziative formative hanno già coinvolto settanta docenti.

Tre i corsi del programma di quest’anno. Due sono di carattere letterario, a cura dell’esperta di letteratura per ragazzi Mara Durante, con l’intervento di autori e la realizzazione di laboratori: il propedeutico “Cercatori di Meraviglie” e un corso di secondo livello dal titolo La narrazione come pratica dell’aver cura, Educare lo sguardo, aver cura del pensiero”.

Novità di quest’anno è il corso di indirizzo logico matematico dal titolo “La matematica della vita”, con un team di docenti composto dal professor Francesco Paoli e dalle dottoresse Enrica Ena e Laura Pinna e con gli interventi del professor Paolo Scopettani e di Giovanni Biggio.

 

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Sentir parlare di bullismo ha sempre il potere di scatenare dentro di noi una vera e propria tempesta… emozioni forti e contrastanti si impossessano della ragione e lasciano poco spazio alla serenità… alla voglia di capire… di comprendersi e di raccontarsi.

A questo però ci ha pensato, e lasciatemelo dire, ci è anche riuscito, il regista Cristian Castangia, che ha disegnato una storia, una delle tante che danza indisturbata tra le vite dei giovani, spesso baluardi vulnerabili di situazioni destabilizzanti.

Il video “Io bullo”, porta delle immagini molto forti, apre delle pagine ancora da scrivere ed invita alla riflessione. La sua visione non passa certo indifferente, così come non sono rimasti indifferenti le persone che in qualche modo si sono ritrovate spettatori durante le riprese.

Cristian racconta l’esperienza della visione del video e conseguente conferenza, intitolata “Anime ferite e parole non dette. Confrontarsi dentro e fuori della scuola“, presso la sala Alcoa di Portoscuso, sabato 12 marzo, davanti ad un pubblico attento, numeroso proprio a testimonianza dell’importanza del problema del bullismo.

Due situazioni verificatesi lo hanno colpito: l’intervento da parte dei passanti in difesa di un ragazzo preso di mira con atti di bullismo e l’incitamento delle famiglie residenti nei palazzoni dove è stata girata la scena dello stupro… “Solleva la gonna! Fai vedere di più!”

Parole forti che riecheggiano nell’immaginario di chi non ha vissuto, ma facilmente può comprendere i traumi che una vittima di bullismo porterà sempre con sé!

La dottoressa Marta Cappai, psicologa e psicoterapeuta, prende la parola e dal suo intervento colgo una frase «Se una palla è scivolata in un buio passaggio, un bambino può essere spaventato nell’andare a recuperarla, ma se io dico – Guarda, sto venendo con te! – Egli sarà più sicuro!»

A questo punto prende la parola la professoressa Valentina Zini per raccontare quanto sia difficile per i genitori del bullo, trovare il modo giusto per intervenire. Spesso il bullo viene allontanato da scuola per qualche giorno, ma farlo non rappresenta una soluzione, infatti al suo rientro farà peggio di prima, perché è più arrabbiato di prima.

Tra l’altro spesso il contesto da cui viene il bullo non è disagiato, ma magari solo saturo di una situazione familiare pesante.

Certo noi docenti possiamo “lavorarci”, continua la docente, magari riducendo la distanza fra noi e gli alunni, dovremmo essere autorevoli, lasciandoli liberi di esprimersi nella loro individualità, promuovendo magari qualche ora in più per loro, anche a discapito di una lezione di storia.

E dopo la professoressa Zini è la volta della “docente-attrice” Enrica Ena che non ha certo bisogno di presentazioni… un’insegnante camaleontica, dalle mille sfaccettature e dalle riflessioni sorprendenti.

«Il volto della scuola deve essere in posizione di ascolto, nel corto c’è molta scuola». Ci siamo interrogati, abbiamo riflettuto, mi piace l’insegnante che si chiede cosa può fare… Le storie differenti sono tante, occorre dare delle priorità, un docente non può pensare solo al programma, deve anche vedere chi ha di fronte. Dentro ogni ragazzo c’è un terremoto… pensiamo all’adolescente che spesso viene calpestato, le scadenze del programma impongono un ritmo, ma i ragazzi spesso necessitano di tempi più lenti. La scuola è l’unico luogo che li trova insieme in presenza e per questo deve essere capace di creare collaborazione e cooperazione. La scuola è “l’altro posto” dove il ragazzo può trovare un adulto di riferimento. Ma il problema si presenta, oltre che a scuola, anche nelle associazioni sportive e culturali, negli oratori ed in tutti quegli altri luoghi dove si possono creare situazioni di conflitto.

Ad una domanda del pubblico interviene Cristian per rispondere che il bullismo non è solo maschile, ma al contrario è portato avanti da molte ragazzine che non si pongono il minimo problema a “calcare la mano”.

Enrica riprende la parola con un frase che solo a sentirla «la dice tutta!» E prosegue… «A scuola come dappertutto serve tempo, siamo sempre sui social, non ci ascoltiamo più, è necessario rallentare per cercare e trovare nuove forme di comunicazione da accompagnare ad altre. Recuperiamo la voglia di stare insieme».

Alla domanda provocatoria della docente relatrice Orietta Mura ” Ma come si combatte il bullismo?” risponde il dottor Alessio Santus… A scuola il bullo deve sedersi al primo banco, magari un attimino lontano dal suo gregario. Il bullismo va bloccato sul nascere perchè più si diventa grandi, più il bullo è aggressivo.

La docente Enrica Ena ribatte dicendo che «organizzare lo spazio in quel modo mortifica l’autonomia, occorre invece dare spazio alle emozioni,  capire le priorità delle cose e gestire meglio il tempo. Occorre fare un lavoro di prevenzione».

L’assistente sociale Lucia Sireus fa un breve intervento e con rammarico dichiara che il ruolo dei servizi sociali non esiste e prende vita solo nel momento in cui il reato è già stato commesso. A volte nelle scuole esiste uno sportello d’ascolto per prevenire il problema bullismo, occorrerebbe monitorare determinate situazioni.

Sono intervenute anche due operatrici sociali del comune di Portoscuso, Alessandra Masala e Maria Cristina Pisu.

Il giornalista editore Giampaolo Cirronis, prende la parola dietro invito della relatrice che gli domanda come si pone l’informazione nei confronti di questo fenomeno…

«Ciò che ci deve far preoccupare è quello che si tiene nascosto, l’isolamento dei ragazzi più timidi, purtroppo la famiglia è sempre più in crisi ed erroneamente pensa di poter delegare i docenti di prerogative che non dovrebbero essere scaricate, ma più intelligentemente seguite. C’è chi non viene coinvolto, chi non viene considerato sino ad avvertirlo come un peso tale da arrivare ad incancrenire la situazione. Se un ragazzo non riesce a trovare il proprio equilibrio a casa o a scuola, forse potrebbe trovarlo nello sport. Questa sera sono state sviscerate le problematiche del fenomeno sempre più crescente del bullismo, ma di certo le soluzioni non sono facili da trovare.»

Dichiararle e non sottovalutarle è già un passo avanti e la conferenza-convegno di questa sera aveva proprio il compito, l’obiettivo di invitare alla riflessione e a questo proposito mi sento di abbinare a questo articolo un pezzo di storia pubblicata sul sito www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com e sul numero 291 del giornale cartaceo “La Provincia del Sulcis Iglesiente” del 15 marzo 2016 e, in ultima analisi, anche una lettera aperta di un giovane di Carbonia che, dopo aver letto il mio articolo, ha voluto dare la sua testimonianza.

Il coraggio di raccontare, di far sapere, di condividere, di incontrarsi per parlare di persona può aiutare a superare un trauma, in vista di un equilibrio della persona più sereno e più armonico.

Nadia Pische

nadiapische@tiscali.it

Come tutte le sere, anche oggi dopo cena, ho aperto la mia casella e mail e scorrendo la posta ho deciso di aprirne qualcuna… una in particolare mi ha provocato un tuffo al cuore…

Cara Nadia… e la leggo tutta d’un fiato… è Roberto che mi scrive… ha letto il mio articolo sull’ultimo numero de “La Provincia del Sulcis Iglesiente”… lì parlo di bullismo… lo stesso argomento di cui narra lui…

Mi racconta la sua esperienza e mi autorizza a pubblicare…

Non aggiungo altro se non un grande grazie a Roberto per avermi scelto come amica a cui raccontare la sua triste esperienza.

Di seguito il mio articolo e subito dopo la sua lettera…

A voi vittime di bullismo e/o mobbing, leggete e fate tesoro del mio racconto…

Certo che la vita è strana… e a volte quando meno te l’aspetti ti ritrovi ad aver una voglia improvvisa di scrivere per raccontare qualcosa che in passato ti ha fatto tanto male e che forse oggi può aiutare qualche ragazza a stare un pochino meglio… Stamane, all’alba, mentre chattavo di bullismo con una cara amica, perché una tosse tremenda non mi faceva dormire, mi sono improvvisamente resa conto che dovevo dar voce alle mie sofferenze… Mi rivolgo a tutte le persone che, in qualche modo, vengono vessate, umiliate, prese in giro per un qualcosa e, anziché riuscire a reagire, magari dando poca importanza alla cosa, subiscono e soccombono sotto angherie che le segneranno per sempre nell’intimo e che mai dimenticheranno… Ero bambina, avevo solo sette anni, e a quel periodo risale il mio primo ricordo di violenza psicologica. Papà lavorava come operaio, mamma faceva la casalinga ed io avevo un tenero e fantastico fratellino. Purtroppo, per continui problemi di salute dei miei genitori, parte dello stipendio se ne andava via… Mamma, abile sarta, confezionava gli abiti su misura apposta per me ma, purtroppo, non era una firma famosa e mi vestiva da bambina, con tanto di gonna lunga sino al ginocchio, calzettoni o pantaloni larghi… di contro le mie compagnette indossavano minigonne, calze velate e pantaloni stretti. Vittima di risatine e di indici puntati contro, ho cercato di andare avanti e sono arrivata alla prima media… Le mie compagne tutte truccate, fighette nella loro minigonna o nel vestitino firmato e io con abiti cuciti da mamma… A sedici anni due amiche gemelle fecero una festa e mi dissero, ridacchiando, che non potevano invitarmi perché per andare avrei dovuto indossare jeans Fiorucci, scarpe da tennis Superga in tela bianca e maglietta bianca Fruit of the loom… che io ovviamente non avevo… Quanto piansi, ragazze, non ne avete un’idea… Sono passati più di trent’anni, ma ricordo ancora quanto mi bruciavano gli occhi colpa delle lacrime… Volevo fare la maestra e mi iscrissi alle Magistrali… mamma continuava a cucire i miei vestiti con una perfezione disarmante, a volte indossavo anche abiti cuciti da una sua amica sarta… purtroppo però la linea non aveva niente a che fare con la moda del momento… ed io continuavo a ritagliare le foto per evitare che si vedessero i vestiti che indossavo… Ancora oggi le guardo e potrei descrivere gli abiti che indossavo, nonostante il pezzettino della foto manchi ormai da anni… In terza magistrale, poi, raggiunsi forse il massimo della disperazione, tanto da pregare mio padre di ritirarmi da scuola… una mia compagna di classe in particolare mi prendeva in giro quotidianamente chiedendomi perché mi vestissi così male… io non sapevo che dire e al rientro a casa piangevo, piangevo e mi disperavo, non avevo voglia di studiare, mangiavo poco ed ero magrissima… questo faceva di me una vittima di scherno ancora più appettibile… perché sei così magra? Perché non hai la brioss del Mulino Bianco? Come mai non ti compri il panino da Ardau? E giù a ridere… io stavo zitta e poi a casa piangevo… Un giorno mamma, per “farmi stare meglio”, mi comprò un paio di tronchetti da Tronci calzature… io, al colmo della felicità, le indossai per andare a scuola ignara di quel che da lì a poco mi sarebbe successo… non feci in tempo a salire sul pullman che mi avrebbe portato a scuola che fui aggredita dalla famosa compagna di classe… vi starete chiedendo… come mai? Semplice… mamma mi aveva comprato, senza saperlo, le scarpe uguali alle sue… persino dello stesso colore: rosa antico con la pelliccetta che fuoriusciva color beige… Apriti cielo! Tra le tante cose che mi gridò ricordo ancora una frase in particolare… Come ti sei permessa? Al rientro a casa ero disperata e non volevo più andare a scuola… Mio padre e mia madre, genitori con la g maiuscola… provarono a farmi ragionare ma… io persi l’anno… ebbene sì, mi bocciarono… non avevo voglia di studiare… Di questi esempi ve ne potrei fare tantissimi ma voglio farli facendo un salto nel tempo. Tra una lacrima e l’altra, mi sono poi diplomata e sono diventata un’insegnante soddisfatta, appagata, svolgo dal 1991 un mestiere che amo, adoro i miei bambini a cui dico sempre che sono brutti, monelli, ma anche bravi e belli… chiedo ai miei alunni che indossino sempre il grembiule e vigilo anche in ricreazione che nessuno prenda in giro un compagnetto o una compagnetta… Appena passata in ruolo, ebbi la sfortuna di dover usufruire della legge 104 per mio figlio e, da vittima di bullismo, diventai vittima di mobbing… Un dirigente arrivò a dirmi che non potevo chiedergli niente, visto che mio figlio era iscritto alla scuola materna in un istituto diverso da quello dove insegnavo, poco accorto a ricordarsi che lo dovetti iscrivere in un’altra scuola perché loro non facevano l’accoglienza ed io dovevo essere puntuale a scuola! Una responsabile di plesso mi chiamava tutti i giorni mentre mio figlio era ricoverato in ospedale ad un passo dalla rianimazione per ricordarmi che i miei problemi creavano problemi alla scuola… Una dirigente qualche anno più tardi non nominava, preciso che parlo di anni in cui poteva farlo, non come oggi, e quando io mi assentavo in 104 si portava parte dei bambini in ufficio e divideva gli altri… L’elenco sarebbe lungo… credo basti così… per far riflettere chi si riconosce nelle persone nominate… ma, soprattutto, per aiutare tante vittime come me ad essere forti e a non subire le angherie in silenzio, a non lasciare che diventino traumi, a reagire difendendosi, a superare le paure, le paure di parlare, di raccontare, di confidarsi con qualcuno… Voglio lasciarvi con un’ultima piccola riflessione che vi sarà utile per guardarvi intorno e tirar le somme… Mamma e papà non mi hanno fatto mai mancare nulla… non mangiavo le brioss del Mulino Bianco ma la ciambella di mamma, il paninetto me lo preparava lei, non avevo abiti firmati ma andavo sempre al mare o in campagna, avevo cose diverse da quelle che avevano loro… avevo le cose migliori, le più belle… ma non lo sapevo… Ora sono grande… sono diventata una donna forte che difende i deboli dai soprusi… un’insegnante attenta ed una giornalista che crede fermamente nella potenza dei mass media quale veicolo portante di informazioni e formazioni utili e necessarie a vivere meglio. Mio papà da cinque anni non c’è più, leggere questa lettera forse gli avrebbe fatto male, mamma non so se la leggerà, nel caso, forse, «la farà stare un pochino male», ma io oggi ho sentito l’esigenza di scriverla nella speranza che possa aiutare qualche adolescente in difficoltà. La vita è un dono prezioso… pertanto è un nostro dovere viverla appieno come preferiamo, senza indici puntati contro, non abbiate timore… Buon tutto a tutti, cari lettori! Ops scusate… Vi starete chiedendo che fine abbia fatto quell’adorabile compagna… la vedo spesso e mi saluta guardandomi con fare sprezzante… sarà perché non vesto ancora griffato? Ah, ah, ah…

Nadia Pische

nadiapische@tiscali.it

 

Carissima Nadia, il mio nome è Roberto, ho 23 anni e abito a Carbonia. Vorrei farti i complimenti per l’articolo che ho letto su “La Provincia” devo dirti che non è facile che qualcuno possa comprendere e capire cosa si prova in quelle tristi occasioni ma, credo che, solo chi ha vissuto giorno per giorno quei momenti, potrà dire o dare una parola di conforto e di aiuto a chi si trova oggi in quelle circostanze.

Avrei tanto da dirti ma vorrei soffermarmi su momenti poco piacevoli che possono essermi capitati durante questi anni di studio. Ho frequentato le scuole medie in privato, una scuola dove i poveri non possono andare o meglio dove i poveri per dare qualcosa in più si privano del pane, perché i propri figli possano vivere in un ambiente che credono sano. Nella mia scuola a soli 12 anni qualche bambina veniva con le calze a rete e scarpe all’ultimo grido senza parlare dei telefonini e orecchini d’oro più grandi delle orecchie. Io andavo con un cappottino stretto con la pellicceria sul collo anni ’60 (ti parlo del 2003) con scarpette da tennis e jeans sempre rattoppati sulle ginocchia. Tutti cara Nadia, avevano uno o più computer a casa mentre io e mio fratello una vecchia macchina da scrivere. Non ti nascondo che ci lamentavamo con il mio povero babbo che guadagnava 1.100.000 lire al mese e Lui ci rispondeva che tutte quelle cose erano superflue e senza nessun senso, che potevamo vederle, toccarle, ma che per ciò che serviva per il nostro futuro non servivano.

Posso essere sincero con Te cara Nadia, oggi capisco che mio padre aveva ragione, a soli quindici anni con la vecchia macchina da scrivere scrissi assieme a mio fratellino il mio primo libro e lo dedicai a il mio Grande BABBO, ne pubblicai 5.000 copie, e a soli sedici anni andavo a parlare nei carceri minorili con i ragazzi meno fortunati, a 17 anni ero in grado di aiutare e rendere felici dei ragazzi disabili regalando loro attrezzature sportive senza le quali non avrebbero mai potuto montare su un cavallo. A un’età in cui potevo avere io bisogno di quei soldi che ricavavo dalla vendita di quei libri, avevo scoperto che dare era mille volte più gratificante che ricevere, il privarsi per dare a chi ha veramente bisogno è una sensazione d’amore che ti gratifica e ti insegna a capire ciò che nessuna scuola e nessuna ricchezza potrà mai farti felice.

Oggi sono laureato al secondo anno della specialistica, ringrazierò sempre mio padre per ciò che mi ha potuto dare ma, ricorderò sempre lo sguardo indifferente nei nostri confronti, di quei compagni che in quel tempo avevano tanto e, a distanza di pochi anni, oggi non hanno più nulla.

Con Osservanza, e un caloroso abbraccio per chi la pensa come Te.

Roberto D.

Se Vuoi posso anche darti il consenso di pubblicarla, ciao.

Carbonia, lì 16.03,2016

 

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