31 January, 2023
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Franco Marras, 59 anni, dal 2019 presidente regionale delle ACLI in Sardegna è stato rieletto con 34 voti a favore e 2 astensioni da un consiglio regionale rinnovato per oltre il 50%. Insieme a Mauro Carta, nuovo vicepresidente delegato, Salvatore Sanna e Daniela Masia, saranno i 4 rappresentanti sardi nel Consiglio Nazionale delle Acli che questo venerdì in modalità a distanza, eleggerà la presidenza e la direzione nazionale.

La candidatura di Franco Marras è stata proposta da numerosi dirigenti regionali e rappresenta la prosecuzione di un forte lavoro di rilancio e riorganizzazione dell’associazione e dei suoi servizi che sono stati messi a dura prova dalla pandemia e dalle forti innovazioni legislative degli ultimi anni. Anche nei mesi di lockdown le Acli non hanno mai chiuso ma lo sforzo di innovazione e modernizzazione rappresenta la strada maestra per i prossimi anni.

Il bilancio sociale dell’ultimo anno racconta le Acli sarde come un movimento capace di organizzare quasi 30.000 iscritti tra l’associazione madre e le associazioni specifiche, US Acli, AcliTerra e FAP le più diffuse, e da servizi ogni anno a 100.000 persone nelle 30 sedi associative e dei servizi nell’isola.

Il consiglio regionale eletto in Sardegna da 30 componenti e 7 di diritto, è composto da Silvia Angioi, Antonello Caria, Mauro Carta, Valeria Casu, Gianluca Chelo, Silvia Chelo, Cristian Fancello, Giuseppe Fresu, Carlotta Loi, Stefania Matta, Fabio Meloni, Francesco Micillo, Franca Monni, Domenico Murgioni, Fabiola Nucifora, Giuseppe Pintus, Francesco Pisano, Bastiana Pischedda, Claudia Puddu, Simone Pusceddu, Umberto Ruggiu, Franco Sabatini, Luca Sannio, Fabrizio Satta, Luca Sechi, Brunilde Sini, Luciano Turini, Gianfilippo Veneruso, Giacomo Carta, Salvatore Floris, Daniela Masia, Salvatore Sanna, Benedetta Iannelli (Ipsia), Enrica Orrù (Us Acli) Sebastiano Sanna (Fap Acli). Sono inoltre invitati permanenti in qualità di past president Ottavio Sanna, Silvio Lai e Valter Piscedda.

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A seguito dell’approvazione, in via preliminare, della delibera che stabilisce le linee guida per l’applicazione del Reis, l’assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, ieri pomeriggio ha incontrato nella sede dell’assessorato, il Tavolo per l’Alleanza contro le povertà e l’Anci.
Nel corso dell’incontro è stato deciso di far funzionare nei tempi più brevi e con le migliori modalità lo strumento del Reis, favorendo la collaborazione fra competenze, attraverso un sistema informativo che garantisca la trasparenza e la condivisione di un catalogo delle buone pratiche.
Il presidente dell’Anci, Emiliano Deiana, ha sottolineato la necessità che la fase di transizione sia gestita dai Comuni, aprendo a una prospettiva di revisione globale delle politiche sociali; Fabio Meloni, portavoce dell’Alleanza, ha dichiarato soddisfazione per il confronto con la Regione, auspicando che continui al fine di sviluppare una misura efficace.

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L’Alleanza contro le povertà contesta le linee guida sul Reddito di Inclusione sociale approvate ieri dalla Giunta Pigliaru.

«Le nuove linee guida sul Reddito di Inclusione sociale non saranno efficaci e rischiano di far naufragare il percorso di contrasto alle povertà – denunciano Michele Carrus, Franco Marras, don Marco Lai, Ignazio Ganga, Federica Ticca, Emiliano Deiana, Anna Melis, Alfio Desogus, Fabio Onnis, Giorgio Vargiu, presidenti e segretari delle organizzazioni aderenti all’Alleanza –. Nonostante i ripetuti richiami dell’Alleanza, l’assessore alla Sanità ha portato in Giunta un nuovo documento di linee guida per l’attuazione del Reddito di Inclusione Sociale (REIS) che manca di molti degli elementi necessari a rendere efficaci gli interventi pensati dalla nuova legge regionale e coerenti con la nuova misura nazionale REI.»

Il documento non considera il necessario gradualismo tra vecchie misure e nuovi meccanismi e rischia di escludere molti poveri dal sostegno – aggiungono -. Ci si stà ponendo rispetto ad una novità rilevante di politica sociale in atteggiamento di forte distacco dalle reali necessità dei poveri e degli attori che devono accompagnare le persone e le loro famiglie verso l’autonomia. Il Reis potrà funzionare solo se le comunità locali saranno in grado di progettarne ed attuarne le azioni con il sistema dei servizi del lavoro, della formazione, dell’istruzione e della sanità, con un’azione sinergica di tutte le sue componenti e non come misura calata dall’alto.»

«Nulla di tutto questo è definito e pertanto la strada così tracciata non potrà che portare al fallimento della misura. Ci appelliamo al Presidente della Giunta regionale – dichiara Fabio Meloni, portavoce dell’Alleanza contro le povertà – affinché ritiri la delibera adottata il  28 marzo e si faccia promotore della riapertura del confronto con il Tavolo dell’Alleanza nell’interesse dei poveri della Sardegna.»

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Franco Marras foto

Franco Marras è il nuovo presidente delle Acli della Sardegna. È stato eletto ad Oristano dal Consiglio regionale dell’Associazione. Succede a Fabio Meloni, entrato a far parte da alcuni mesi dell’ufficio di presidenza nazionale.

«Guidare le Acli, soprattutto in una fase così delicata, è un compito non facile ma che mi riempie di orgoglio e responsabilità – ha detto il neo presidente -. Voglio prima di tutto ringraziare Fabio Meloni per l’ottimo lavoro svolto in questi anni ed il Consiglio per la fiducia che ha scelto di accordarmi e che spero di ricambiare aiutando le Acli a radicarsi sempre di più nella nostra regione. C’è sempre bisogno di Acli e di un’associazione nata con l’obiettivo di stare dalla parte dei più deboli. Lo dicevo prima come semplice iscritto lo dico con più forza oggi assumendo un impegno che deve guardare con sempre maggiore attenzione a chi sta indietro, a chi vive con maggiori difficoltà le problematiche e i cambiamenti di questi anni. La nostra associazione è da sempre un punto di riferimento costante per i cittadini e per le istituzioni. È presente nel territorio ed offre servizi di grande importanza ed utilità che devono continuare ad essere uno dei nostri punti di forza e di orgoglio. Dobbiamo far valere sempre di più la nostra cultura della solidarietà rimanendo al passo coi tempi e intercettando i bisogni e le esigenze di tutti. Il mio obiettivo principale sarà proprio cercare di far sì che le Acli della Sardegna facciano sentire la propria presenza nella nostra società e diano un sempre maggior contributo alla crescita sociale e allo sviluppo della nostra isola. Siamo consapevoli di essere portatori di una grande tradizione da difendere ma anche di avere grandi risorse umane e tutti gli strumenti necessari per proporre progetti innovativi per il terzo settore. La nostra vera sfida – ha concluso Marras – è proprio questa: riuscire a mantenere inalterati i principi e i valori da cui sono nate le Acli ma adeguando le modalità di intervento alle esigenze del nostro presente e cercando di essere pronti per il futuro.»

   

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Gentile Assessore Firino,

lo scorso 25 luglio, la Giunta regionale, accogliendo una Sua proposta, ha approvato una delibera di «Sostegno alle testate giornalistiche on line», con uno stanziamento di 200mila euro per l’anno 2016, riconoscendo finalmente, come scritto nel documento, «pari dignità con gli altri media dell’informazione».

L’iniziativa era stata accolta con entusiasmo dai ‘piccoli editori’ del web che, seppure con pochissimi mezzi, da anni si cimentano nel mercato dell’informazione sarda. Avendo fatto immaginare un aiuto che potesse servire a ‘reggere il peso’ di un’attività entusiasmante, ma allo stesso tempo onerosa e faticosa e, finora, mai considerata dalle Istituzioni regionali. Un «sostegno» per contribuire alla crescita, al consolidamento e ad un progressivo miglioramento.

Purtroppo, pur riconoscendo il Suo merito nell’aver intrapreso una nuova strada, la pubblicazione dei requisiti (circa un mese dopo la delibera, con scadenza mercoledì 21 settembre) si è trasformata in una ‘doccia fredda’. Infatti, l’impostazione del contributo come rimborso delle «spese ammissibili sostenute» nell’anno precedente alla delibera, rischia di vanificare l’intenzione di aiutare questi piccoli editori, che spesso devono fare i conti con una struttura organizzativa ancora in fase embrionale e che quindi contavano sul «sostegno» con l’obiettivo di far crescere e migliorare la propria attività editoriale.

Fatti salvi i necessari criteri burocratici e le caratteristiche (per esempio, l’aggiornamento periodico) che consentono di distinguere una testata giornalistica da altri siti generici (blog, aggregatori di notizie, ecc.), pochissimi editori, finora, si sono potuti concedere il lusso di assumere giornalisti applicando i «contratti nazionali» (come indicato nei requisiti), anche perché in tante situazioni la figura dell’editore corrisponde a quella di un giornalista che, facendosi imprenditore di se stesso, diventa direttore della sua testata on line, contribuendo così certamente ad implementare l’occupazione, ma non i ‘contratti’ o le ‘buste paga’. Spesso, agevolando, con la loro ‘supervisione’, l’inserimento nel mondo del giornalismo di alcuni giovani che intendono affacciarsi alla professione e compiono il percorso obbligatorio verso l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti in queste piccole testate.

Pochi editori decidono di sostenere i «costi per gli abbonamenti ai notiziari delle agenzie di stampa» (una delle quattro voci di spesa ammesse), sia per il costo, sia perché le stesse testate sono piccole ‘agenzie’ nei territori, fonti primarie di notizie. Inoltre, le «spese per la manutenzione ordinaria della rete e del sito web» sono veramente poca cosa nel bilancio generale di una testata.

Se poi si considera che le «spese generali» riferite alla sede redazionale della testata non possono superare il «10% del costo totale delle attività», si escludono in buona parte le ulteriori voci di spesa certe e certificabili.

Alla luce di queste brevi, e necessariamente sintetiche, considerazioni, il rischio è che possa essere estremamente ridotto il numero delle testate ammesse a contributo, rispetto a quelle effettivamente operative, con ulteriore pericolo di perdere parte dello stanziamento previsto e di vanificare le lodevoli intenzioni del Suo provvedimento.

Se ci è permesso fare una proposta, almeno per i primi tre anni, certamente sperimentali, sarebbe opportuno puntare su un reale «sostegno», così da consentire alle testate on line di avviare un percorso di crescita dell’organizzazione e di miglioramento del prodotto giornalistico, rendendole maggiormente competitive nel difficile mercato editoriale. Quindi, per sfruttare al massimo lo stanziamento previsto sarebbe preferibile ripartirlo in almeno tre forme di finanziamento: una forfettaria ai possessori dei requisiti burocratici e delle minime caratteristiche; una per incentivare la regolarizzazione di qualche collaboratore; una sotto forma di contributo per l’aggiornamento tecnologico.

Confidando nella possibilità di incontrarLa a breve per illustrare meglio queste righe, Le inviamo distinti saluti.

AD MAIORA MEDIA  (admaioramedia.it) – Fabio Meloni

BUONGIORNO ALGHERO (buongiornoalghero.it) – Gianni Olandi

CRONACHE NUORESI (cronachenuoresi.it) – Sonia Meloni

ISOLA 24 SPORT (isola24sport.it) – Ignazio Caddeo

LA DONNA SARDA (ladonnasarda.it) – Francesca Columbu

OLBIA NOTIZIE (olbianotizie.it) – Davide Mosca

OLBIANOVA (olbianova.it) – Mauro Orrù

LA PROVINCIA DEL SULCIS IGLESIENTE (laprovinciadelsulcisiglesiente.com) – Giampaolo Cirronis

Claudia Firino copia

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Gli ultra 65enni non devono rappresentare un problema ma una preziosa risorsa per ogni comunità. In particolare in una regione come la Sardegna, che invecchia a ritmi da record e in cui, secondo le ultime proiezioni, già nel 2030 un abitante su tre avrà più di 60 anni. È questo il ragionamento che ha spinto le Acli sarde e la Fap (Federazione anziani e pensionati Acli) a elaborare una proposta di legge per la “Promozione della cittadinanza attiva e  del servizio civile delle persone anziane in Sardegna”, che sarà presentata sabato 11 giugno 2016, a partire dalle 10.30, nella sala convegni dell’Hotel Flora, in via Sassari 45 a Cagliari.

L’iniziativa delle Acli nasce dai numeri, chiari e allarmanti, sul futuro demografico della nostra Isola. In Sardegna, secondo l’elaborazione dei dati Istat realizzata da Iares (Istituto Acli per la ricerca e lo sviluppo), nel 2030 gli over 60 anni saranno il 33,8% della popolazione totale, e saliranno al 38,6% nel 2065. Nel frattempo, se non cambierà la tendenza in corso, andrà fuori controllo l’indice di dipendenza strutturale, cioè il rapporto tra la popolazione in età non attiva (da 0 a 14 anni e oltre i 65 anni) e la popolazione in età attiva (15‐64 anni): in Sardegna, nel 2011, il “peso” dei non attivi sugli attivi era del 46%, mentre nel 2030 sarà del 67,7% e nel 2065 salirà addirittura al 96,7%. Si consideri che valori dell’indice di dipendenza strutturale superiori al 50% sono un segno evidente di una situazione di squilibrio generazionale.

La Sardegna, dunque, è destinata a diventare sempre più vecchia e “squilibrata” nel rapporto tra le generazioni, soprattutto per merito dell’allungamento dell’aspettativa di vita e per colpa della denatalità e dell’emigrazione giovanile. Bisogna allora ripensare la “questione anziani” e accelerare sulle politiche per l’invecchiamento attivo. La proposta di legge delle Acli, in particolare, punta a promuovere fortemente la cittadinanza attiva e il servizio civile degli anziani sardi, nell’ambito della programmazione delle azioni del welfare locale e attraverso il più ampio coinvolgimento delle organizzazioni del terzo settore (soggetti sociali e solidali).

I possibili ambiti di applicazione della proposta sono molteplici: si pensi all’innovativo filone degli orti sociali, finalizzati al recupero dell’autoproduzione alimentare, oppure alla collaborazione degli ultra 65enni nell’ambito sociale e sociosanitario, fino al sostegno in campo educativo e formativo.

La proposta di legge verrà presentata sabato 11 giugno nel corso di un convegno dal titolo “Anziani Risorsa Sociale”. Parteciperanno all’iniziativa il presidente delle Acli della Sardegna, Fabio Meloni, il segretario regionale di Fap Acli, Gaetano Tufariello e il segretario nazionale di Fap Acli, Serafino Ziglio.

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Sabato 11 giugno 2016, alle ore 10.30, a Cagliari presso l’Hotel Flora in via Sassari 45, le Acli della Sardegna presenteranno la proposta di legge su “cittadinanza attiva e servizio civile anziani”. 

La proposta verrà presentata nel corso del convegno “Anziani Risorsa Sociale”. Interverranno Fabio Meloni – presidente regionale delle Acli, Gaetano Tufariello – segretario regionale di Fap Acli, e Serafino Ziglio – segretario nazionale di Fap Acli.

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Il Consiglio nazionale delle Acli, riunito a Roma lo scorso sabato 28 maggio, ha eletto Fabio Meloni, presidente delle Acli sarde, quale membro della nuova presidenza nazionale, il massimo organo esecutivo dell’associazione. Si tratta di un importante riconoscimento per le Acli della Sardegna.

Fabio Meloni, al quale è stata attribuita la delega alla Comunicazione, entra dunque a far parte della squadra di Roberto Rossini, eletto presidente nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani nel corso dell’ultimo congresso, che si è tenuto ai primi di maggio in Toscana. Oltre a Meloni, fanno parte della presidenza nazionale anche Emiliano Manfredonia (vicepresidente vicario), Erica Mastrociani (Formazione e 5 per mille), Antonio Russo (Welfare), Santino Scirè (Lavoro), Stefano Tassinari (Terzo settore), Paola Vacchina (Enaip, Iref, Ufficio studi), Andrea Luzi (presidente del Caf), Marco Galdiolo (presidente dell’Us Acli), Agnese Ranghelli (Coordinamento donne) e Matteo Bracciali (Giovani delle Acli).

«L’ingresso della Sardegna nel massimo organo di governo delle Acli è un onore per tutta l’Isola – ha commentato Fabio Meloni -. Si tratta di un riconoscimento del lavoro fatto in questi anni dalle Acli sarde, soprattutto sui temi della povertà e dell’inclusione sociale. Ora – ha concluso Meloni – il nostro impegno sarà ancora più forte e non si limiterà ai confini regionali.»

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E’ in corso di svolgimento, nella sede del Seminario Arcivescovile di Cagliari, in via Mons. Cogoni 9, il 13° Congresso regionale delle Acli della Sardegna.

La giornata si apre con i saluti dell’arcivescovo di Cagliari, mons. Arrigo Miglio, ed entrerà nel vivo con la relazione del presidente delle Acli sarde Fabio Meloni. Seguiranno gli interventi dei rappresentanti istituzionali e dei delegati. E’ prevista, in particolare, la partecipazione del sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, dell’assessore regionale della Sanità e dell’assistenza sociale, Luigi Arru, dell’assessore regionale del Lavoro, Virginia Mura, del senatore Silvio Lai e della deputata Romina Mura.

Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

I rappresentanti del terzo settore hanno aperto questo pomeriggio le audizioni della Commissione Bilancio sulla manovra finanziaria.

Il portavoce del Forum del terzo settore, Giampiero Farru, ha manifestato in premessa la condivisione del documento contabile e delle priorità individuate dalla Giunta, soprattutto sul fronte del lavoro e dell’occupazione. Farru ha però chiesto che siano meglio specificate le risorse destinate al terzo settore. «Da una lettura veloce della legge finanziaria sembrerebbe che ci vengano destinati quasi 15 milioni di euro – ha detto Farru – in realtà quella cifra rappresenta la copertura finanziaria di una miriade di interventi, molti dei quali riferibili ad altri ambiti».

Il portavoce del Forum ha quindi chiesto alla Commissione l’attivazione della legge 10 del 2007 sul servizio civile sardo finora mai attuata. «Rappresenterebbe un’importante opportunità dal punto di vista educativo e formativo – ha detto Farru – bisogna capire che fine hanno fatto i soldi stanziati, e non spesi, nelle precedenti manovre finanziarie». Dal mondo del volontariato e della cooperazione sociale è poi arrivata la richiesta di istituzione dell’Osservatorio regionale sulle povertà, previsto dalla legge 23 del 2005. «La nascita di questo organismo – ha spiegato Farru – non comporta oneri finanziari ma rappresenterebbe un presidio forte per lo studio di un fenomeno in costante aumento in Sardegna».  I rappresentanti del Forum, infine, hanno auspicato un impegno più stringente sul fronte dell’educazione alla legalità e la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, circa 200, che potrebbero essere messi a disposizione di associazioni e cooperative.

Fabio Meloni, presidente regionale delle Acli, ha invece chiesto il ripristino dei contributi ai patronati e l’incremento del fondo per la promozione sociale. Secondo le Acli, la prossima manovra finanziaria dovrebbe inoltre prevedere un sostegno per le imprese gestite fuori dalla Sardegna da emigrati sardi. «Il fenomeno migratorio è in ripresa – ha detto Meloni – sostenere queste imprese, con l’aiuto dei circoli degli emigrati, darebbe più opportunità di lavoro a chi lascia la nostra isola».

Alfio Desogus, presidente della Fish Sardegna, ha chiesto più attenzione per i disabili. «Vogliamo creare una rete con le associazioni del terzo settore – ha detto Desogus – per questo è necessario spendere le risorse delle leggi 20/2002 e 7/2002 che consentirebbero alle associazioni dei disabili di siglare accordi con la cooperazione sociale e favorirebbero l’accesso dei portatori di handicap nel mondo del lavoro».

Antonello Pili di Federsoldidarietà-Confcooperative, che raccoglie 240 cooperative sociali con oltre 6.000 addetti, ha proposto l’incremento da 1,3 a 1,5 milioni di euro dei contributi per favorire l’occupazione delle categorie protette e il ripristino delle risorse, tagliate nel 2013, per lo sviluppo dei consorzi sociali.

Andrea Pusceddu, presidente regionale di Federconsumatori, ha chiesto chiarimenti sul mancato trasferimento alle associazioni dei fondi provenienti dalle sanzioni comminate dall’Antitrust per frodi ai danni dei consumatori. «Se questi soldi non verranno assegnati dalla Regione – ha detto Pusceddu – torneranno nelle casse dello Stato impedendoci di garantire servizi migliori e assistenza puntuale ai consumatori sardi».