12 August, 2026
HomePosts Tagged "Giuditta Sireus"

Il Dicembre Letterario porta un mese nel nome e ormai attraversa tutto l’anno.
Prima dell’inverno entra nelle scuole, apre i circoli di lettura, porta gli autori nei paesi, costruisce rassegne con biblioteche e amministrazioni. Il festival arriva a dicembre con una storia già piena: libri letti insieme, ragazzi incontrati, pubblico che torna, territori che scelgono la letteratura come forma di presenza civile.
Da febbraio a oggi il Club Jane Austen Sardegna ha realizzato sedici laboratori dei circoli letterari, dieci percorsi dedicati a Grazia Deledda tra scuole e festival, incontri con gli autori che hanno coinvolto circa settecento persone, sessantacinque partecipanti a
Passeggiando con Gabriele D’Annunzio e una prima parte delle Anteprime estive capace di raggiungere circa milletrecento persone in cinque città.
Il primo fronte è quello dei circoli letterari. A Cagliari, Nuoro, Sassari e Galtellì circa quattrocento lettori si sono ritrovati attorno ai romanzi. Il dato racconta una pratica semplice e forte: leggere insieme cambia la temperatura di un libro. Un classico torna nel presente, un romanzo contemporaneo apre domande sul tempo che viviamo, una pagina già nota prende voce diversa quando passa attraverso chi la legge accanto a noi. A settembre i circoli ripartiranno, con nuovi lettori e con una comunità che negli anni ha dato continuità al progetto.
La scuola è l’altro luogo decisivo. Il percorso dedicato a Grazia Deledda ha raggiunto duecentocinquanta ragazze e ragazzi con laboratori realizzati a Cagliari, Villacidro, Arbus, L’Aquila, Iglesias e al Salone Internazionale del Libro di Torino, ai quali. si sono aggiunti gli appuntamenti di Ussaramanna e Rebeccu. Portare Deledda tra gli studenti significa restituirle corpo: paesaggio, conflitto, desiderio, colpa, libertà, destino. La letteratura funziona quando una voce lontana arriva dentro una domanda di oggi.
Gli incontri con gli autori hanno dato sostanza alla stessa direzione. Piergiorgio Pulixi, Giovanni Floris, Bibbiana Cau, Dario Urigu e Claudia Sarritzu hanno incontrato i lettori in diversi centri della Sardegna. Accanto a loro, il Giardino della Poesia e Passeggiando con Gabriele D’Annunzio hanno ampliato il perimetro del lavoro culturale. Qui si vede una cosa precisa: il pubblico segue il progetto, si sposta, riconosce un appuntamento e lo cerca ancora.
L’estate ha aperto la prima parte delle Anteprime del Dicembre Letterario con otto incontri con gli autori, due spettacoli e appuntamenti in cinque città. Il nome resta Dicembre
Letterario, il progetto ha preso spazio ben oltre il calendario.
Accanto al festival cresce anche il lavoro di progettazione culturale nei territori. Giuditta Sireus, direttrice artistica e manager culturale del Club Jane Austen Sardegna, è stata chiamata negli ultimi anni da amministrazioni comunali, biblioteche e associazioni per ideare, accompagnare o dirigere nuove rassegne. Il Venerdì Letterario, Letture in Chiostro, Aperitivo con l’autore i progetti sviluppati con Tortoli, Villasor e Sant’Antioco raccontano un metodo preciso: partire dal luogo, capirne il passo, costruire un programma con una ragione, una voce, un pubblico.
«I numeri contano quando mostrano un movimento realeosserva Giuditta Sireus -. Dietro ogni dato ci sono scelte molto concrete: un ragazzo che cerca un’autrice dopo un laboratorio,
un lettore che cambia paese per seguire un incontro, un’amministrazione che investe sui libri per dare qualità alla vita culturale. Il nostro lavoro è dare struttura a questa energia. Farla crescere, città dopo città, incontro dopo incontro.»
Il bilancio dei primi sei mesi racconta un festival già attivo, con una rete che tiene insieme scuole, circoli, autori, lettori, biblioteche, realtà culturali e amministrazioni. Il Dicembre Letterario 2026 arriverà con una base già costruita: luoghi coinvolti, pubblico in movimento e un progetto culturale che ha imparato ad allargare il proprio tempo.

Entra sempre di più nel vivo la XV edizione del Festival Culturale LiberEvento. Dal 10 al 18 luglio prende il via una nuova settimana di appuntamenti che porterà nel Sulcis Iglesiente e nel Sud Sardegna alcuni tra gli autori e i divulgatori più apprezzati del panorama culturale italiano. Un cartellone che attraversa narrativa, psicologia, educazione e riflessione civile, offrendo al pubblico occasioni di confronto e approfondimento sui grandi temi della contemporaneità attraverso il linguaggio dei libri.

Ad aprire la settimana, venerdì 10 luglio, sarà Viola Ardone, una delle voci più significative della narrativa italiana contemporanea. Alle 21.30, nel suggestivo Chiostro di San Francesco di Iglesias, presenterà “Tanta ancora vita” (Einaudi, 2025), in dialogo con Giuditta Sireus. Dopo il successo internazionale dei suoi romanzi, tradotti in numerosi Paesi, Viola Ardone torna con una storia intensa e delicata che affronta i temi della memoria, delle relazioni e della possibilità di rinascere anche dopo le prove più difficili. Un romanzo che conferma ancora una volta la sua capacità di raccontare con profondità le fragilità dell’animo umano, intrecciando emozioni, speranza e desiderio di riscatto. L’evento è realizzato in collaborazione con il Club Jane Austen Sardegna.

Nella stessa giornata il Festival farà tappa anche a Sarroch, dove alle 19.30, nel Parco di Villa Siotto, sarà ospite Stefania Andreoli, psicoterapeuta e scrittrice, punto di riferimento nella divulgazione sui temi dell’età evolutiva e delle relazioni familiari. In dialogo con la giornalista Sara Vigorita, presenterà “Un’ottima famiglia” (Rizzoli, 2026), un libro che affronta le trasformazioni della famiglia contemporanea, il rapporto tra genitori e figli e la necessità di costruire relazioni fondate sull’ascolto, sull’autenticità e sull’educazione emotiva. Con il suo stile diretto e coinvolgente offrirà al pubblico spunti concreti per comprendere le sfide educative della società contemporanea.

Sabato 11 luglio Stefania Andreoli incontrerà nuovamente il pubblico, questa volta a Gonnesa, dove alle 21.30, nello scenografico Parco S’Olivariu, porterà ancora il suo ultimo lavoro editoriale, in dialogo con Claudia Sanna.

Il trittico di appuntamenti dedicati all’autrice si concluderà domenica 12 luglio, all’Airport Library dell’aeroporto di Cagliari-Elmas, dove alle 11.30 incontrerà lettori e viaggiatori in un appuntamento speciale dedicato ai temi della famiglia e delle relazioni educative. Un incontro che conferma la volontà di LiberEvento di portare la cultura anche nei luoghi del quotidiano, trasformando uno spazio di passaggio in un’occasione di dialogo, confronto e condivisione.

 

Nel maggio del 1882 Gabriele D’Annunzio arrivò a Villacidro, affascinato da storia e leggende, tra le sue esplorazioni, vide la cascata di Sa Spendula e ne rimase affascinato tanto da dedicarle una poesia. Il 2 giugno si ripercorrono gli stessi passi – e quella cascata è ancora lì. È questa la scommessa del Club di Jane Austen Sardegna: restituire al paesaggio la voce di chi lo ha attraversato e amato, trasformando la letteratura in un’esperienza che si sente sotto i piedi. Con “Passeggiando con Gabriele D’Annunzio”, un itinerario di circa 2,5 km e tre ore di durata, Villacidro torna a essere quella che D’Annunzio chiamò ‘l’isola della magia’.

Il percorso, inserito nella iniziativa Viviverde: speciale rosso del Comune di Villacidro, prende il via dal Lavatoio Pubblico e attraversa il centro storico fino alla cascata di Sa Spendula: gli stessi luoghi che il poeta visitò in compagnia degli scrittori Edoardo Scarfoglio e Cesare Pascarella, ospiti del professor Todde. Lungo il cammino, un gruppo di rievocatori e una voce narrante danno corpo a figure storiche e leggendarie, alternando narrazione, letture poetiche e momenti teatrali. Emergono i miti della “bidda de is cogas” – il paese delle streghe – e le suggestioni che ispirarono al Vate uno dei suoi sonetti più celebri. A chiudere, una degustazione in collaborazione con Murgia Liquori. La visita guidata è affidata alla dott.ssa Roberta Carboni, guida turistica iscritta all’albo.

«Non volevamo fare una lezione di letteraturadice la direttrice artistica Giuditta Sireus -. Volevamo fare qualcosa che si ricorda. D’Annunzio non è solo un nome sui libri di scuola: è un uomo che camminò questi stessi vicoli, rimase senza parole davanti a quella cascata e poi le parole le trovò e le scrisse. Riportare le persone in quei luoghi, con lui come guida, è il modo più onesto e allo stesso tempo sorprendente e coionvolgente che conosciamo di fare cultura.»

«Villacidro merita di essere raccontata aggiunge la presidente Gabriela Podda -. E questa passeggiata è un modo vincente per farlo: partendo da una storia vera, da un poeta che arrivò qui e non riuscì a dimenticarla. Quando un luogo lascia il segno nella letteratura, significa che ha qualcosa di straordinario. Noi lo portiamo allo scoperto.»

La passeggiata fa parte delle Anteprime Estive del Dicembre Letterario 2026, l’undicesima edizione del festival promosso dal Club di Jane Austen Sardegna che dal 2 luglio al 18 settembre animerà Cagliari, Sassari, Nuoro, Galtellì, Villacidro e Buggerru con incontri, laboratori, reading e spettacoli sul tema «I libri sono tutto, i libri sono la vita». Il festival è sostenuto dalla Fondazione di Sardegna.

Dal 28 aprile al 26 maggio il Club Jane Austen Sardegna porta il laboratorio “Abitare Grazia” in tre tappe tra L’Aquila e la Sardegna – Villacidro, Guspini -, costruendo intorno alla scrittura di Grazia Deledda un percorso interattivo e non convenzionale che lega il centenario del Premio Nobel a contesti vivi, diversi, capaci di riceverla. Tre appuntamenti pensati come spazi da attraversare: non l’analisi di un’opera, ma l’incontro con una voce che, a cento anni dal riconoscimento più alto, continua a generare domande. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti per i partecipanti; il ciclo viene realizzato senza alcun costo per gli istituti coinvolti.

Il ciclo è già avviato: il primo appuntamento si è tenuto il 14 aprile al Convitto Nazionale di Cagliari, aprendo il lavoro con gli studenti dell’isola. Il secondo il 20 aprile all’IIS Asproni di Iglesias – un incontro riservato agli studenti, costruito intorno alla formula #sfidaconGrazia, che mette la scrittura di Deledda al centro di un confronto diretto, partecipato, senza mediazioni.

Il laboratorio – nato all’interno del festival Dicembre Letterario e diventato nel tempo una linea di lavoro autonoma del Club – si muove attraverso strumenti e modalità non ordinari: non la spiegazione di un testo, ma l’esperienza di entrarci. Un passaggio umano, un’immagine che resta, un punto in cui riconoscersi. «Scegliere un libro, leggerlo, e poi entrarci dentro – sintetizzano la direttrice artistica Giuditta Sireus e la presidente Gabriela Podda -: Fare della lettura un’esperienza capace di lasciare qualcosa di umano, di vivo, di condivisibile. È questo che cerchiamo ogni volta».

Martedì 28 aprile – CONVITTO NAZIONALE DELL’AQUILA

Apre il ciclo la tappa aquilana, la prima fuori dall’isola. “Abitare Grazia” arriva a L’Aquila in una congiuntura precisa: il centenario del Nobel a Grazia Deledda incontra una città che si prepara a essere Capitale italiana della Cultura 2026, in un luogo che guarda alla cultura come pratica e non come vetrina. Il laboratorio non entra qui per lavorare sul dramma, ma per portare la forza della lettura: la sua capacità di creare incontro, immaginazione, movimento. «Portare Grazia a L’Aquila significa inserirla in un contesto importante e restituirla come autrice pienamente contemporanea, capace di parlare fuori dall’isola con energia nuova», osservano Sireus e Podda. Una voce che attraversa l’isola e continua a parlare, oltre ogni confine. Non una figura da celebrare: un’autrice che entra nelle vite.

Sabato 23 maggio – LICEO CLASSICO E LINGUISTICO DI VILLACIDRO

Martedì 26 maggio – IIS VOLTA DI GUSPINI

Le due tappe sarde completano il ciclo dentro le scuole dell’isola: contesti diversi, stesso metodo. Il laboratorio non entra nelle aule come lezione aggiuntiva, ma come passaggio – “un luogo in cui le parole incontrano l’esperienza e diventano domanda”. Il percorso viene portato avanti senza alcun costo per gli istituti, come parte di un impegno che il Club Jane Austen Sardegna ha scelto di assumere con continuità: portare Grazia Deledda ovunque le venga chiesta, dentro situazioni nuove, con la freschezza e la sorpresa che la lettura può ancora generare.

Cristina Caboni scrive come chi conosce il peso delle pietre. Ogni suo romanzo è una mappa di ritorni, una geografia sentimentale dove la Sardegna non è sfondo ma protagonista assoluta. Domenica 14 dicembre alle ore 18.30, all’Auditorium Santa Barbara di Villacidro, presenta La rotta delle stelle (Garzanti), e non è un caso che lo faccia qui, dove il Club di Jane Austen Sardegna è nato dodici anni fa da un femminicidio e dalla necessità di opporsi attraverso la letteratura.

La rotta delle stelle è un romanzo che parla di destini scritti nel cielo e riscritti sulla terra. Di donne che navigano a vista, che si perdono e si ritrovano, che scoprono che le stelle non indicano una direzione: la confermano. Cristina Caboni fa quello che sa fare meglio: intreccia storie di vite parallele, costruisce ponti tra passato e presente, usa la Sardegna come lingua madre. I suoi romanzi non raccontano l’isola: la incarnano.

A dialogare con lei, Giuditta Sireus, direttrice artistica del Club di Jane Austen Sardegna e custode di quella grammatica di resistenza che trasforma la letteratura in comunità. Perché leggere Cristina Caboni insieme significa riconoscersi, capire che certe ferite appartengono a tutte, che certe forze le abbiamo ereditate da chi è venuta prima.

C

Successo, a Sant’Antioco, per la rassegna “Aperitivo con l’Autore 2025”. Simone Tempia, Piergiorgio Pulixi, Bibbiana Cau, Franco Arminio e Cristina Caboni hanno portato storie molto diverse tra loro. Eppure tutte hanno fatto la stessa cosa: hanno aperto spazi dove riconoscersi. Dove scoprire che le domande che ti tieni dentro le hanno anche altri. Dove capire che non sei solo.

«Volevamo provare qualcosa di diversoracconta Giuditta Sireus, direttrice artistica del Jane Austen Sardegna Club -. Non presentazioni di libri, ma conversazioni vere. Usare le storie per parlare di noi, di quello che ci attraversa, di quello che non sappiamo dire. E la risposta è stata sorprendente: le persone hanno una fame incredibile di questo. Di poter pensare insieme, di sentirsi meno sole nelle proprie domande.»

Le serate si sono riempite non solo di presenze, ma di attenzione. Domande che cercavano risposte vere. Silenzi pieni mentre qualcuno parlava. Discussioni che continuavano tra i tavolini. Libri comprati e prestati subito a qualcun altro. Quella generosità che nasce solo quando una cosa ti ha toccato davvero.

«Una cosa importantecontinua Giuditta Sireusè la sinergia che si è creata tra tutti noi: club, uffici, polizia municipale, biblioteca comunale, pro loco, associazioni e Libreria Giornaland. La comunità che ha partecipato, questo è il segreto di fare le cose bene.»

«Quando abbiamo scelto Piazza De Gasperi sapevamo cosa stavamo facendodice il sindaco Ignazio Locci -. Questo luogo è il cuore simbolico di Sant’Antioco: la basilica, la storia della città si incontrano qui. Ospitare un festival che ha puntato sulla profondità in questo spazio significa dire chi siamo. E la risposta del pubblico ci dice che avevamo ragione: le persone vogliono sostanza, non intrattenimento vuoto. Vogliono bellezza che significhi qualcosa.»

«Ho visto qualcosa che non mi aspettavoaggiunge l’assessore della Cultura Luca Mereu -. Ho visto generazioni diverse parlare tra loro. Ho visto persone che non si conoscevano mettersi a discutere. Ho visto la cultura fare quello che dovrebbe sempre fare: creare comunità. Sant’Antioco ha dimostrato di avere un’identità culturale forte, e questo festival lo conferma. Vogliamo una città dove la bellezza e il pensiero siano davvero per tutti.»

 

Le mani di una levatrice sanno riconoscere il momento esatto in cui la vita decide di venire al mondo. Sanno aspettare, accompagnare, sostenere. E sanno anche quando è il momento di lottare perché quella vita abbia un futuro degno di essere vissuto. Lunedì 29 settembre, alle ore 19.00, Piazza De Gasperi accoglierà Bibbiana Cau e il suo romanzo d’esordio “La Levatrice” (Fiera Editrice).

«Bibbiana ha saputo dare voce a chi voce non avevaspiega Giuditta Sireus, direttrice artistica del Club di Jane Austen Sardegna -. La sua Mallena rappresenta tutte le donne che hanno lottato per il riconoscimento del proprio valore. È una storia di solidarietà femminile che attraversa i secoli e arriva fino a noi. In questi tempi maledettamente difficili per le donne, quando i diritti conquistati sembrano sabbie mobili sotto i piedi, quando la violenza diventa cronaca quotidiana, la storia di Mallena è un pugno nello stomaco che risveglia. È il grido di chi sa che ogni conquista è stata pagata col sangue, ogni diritto strappato con le unghie. Le mani che aiutano a nascere sono le stesse che devono continuare a combattere perché nascere donna non sia una condanna.»

Come sempre, le attività di Piazza De Gasperi accompagneranno l’incontro con degustazioni a tema, intrecciando parole e sapori in un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

 

 

Lunedì 15 settembre, alle ore 19.00, Piazza De Gasperi, a Sant’Antioco, diventerà il giardino naturale delle narrazioni di Cristina Caboni. Nei romanzi di Cristina Caboni la natura non è mai solo sfondo: è linguaggio, è memoria che si deposita sulle pagine come polline sui petali. Le sue protagoniste attraversano paesaggi interiori dove ogni fiore custodisce un segreto, ogni profumo risveglia una verità nascosta. Sono donne che imparano a riconoscere la propria voce nel vento che muove le fronde, che trovano la forza nelle radici e la speranza nei germogli che spuntano anche dalla terra più arida.

L’incontro si annuncia come un dialogo intimo tra l’autrice e chi l’ascolterà, momenti speciali che recuperano alcuni degli elementi chiave della narrazione di Cristina Caboni. A moderare sarà la sensibilità di Giuditta Sireus che sa riconoscere nelle parole degli scrittori i semi di conversazioni più ampie. Non una semplice presentazione, ma un percorso condiviso dentro universi narrativi che sanno parlare al cuore prima che alla mente.

Piazza De Gasperi non è scelta casuale: circondata dalla biblioteca e dalla Basilica, custodisce la memoria del paese e si apre al futuro. È il luogo dove Sant’Antioco riconosce se stessa, dove la comunità si raduna quando c’è qualcosa di importante da condividere.

 

C’è un inizio che ritorna e, già, sa di appartenenza. Piazza De Gasperi riapre il suo cerchio di ascolto, fino al 18 settembre, con la seconda edizione di “Aperitivo con l’Autore”. A inaugurare la rassegna sarà Simone Tempia con Vita con Lloyd. Il giardino del tempo (Rizzoli Lizard), in dialogo con Ciro Auriemma: una conversazione capace di tenere insieme ironia e delicatezza, per trasformare la quotidianità in sguardo condiviso.

Tra gli ospiti di questa edizione figurano anche Cristina Caboni, Piergiorgio Pulixi, Bibbiana Cau e Franco Arminio: voci diverse che riportano la letteratura dentro la vita di comunità, tra identità, natura e immaginazione.

Ogni incontro sarà accompagnato da un aperitivo a tema curato dai locali della piazza: non un semplice contorno, ma un piccolo rito che dà sapore all’ascolto e rende l’esperienza più intima e memorabile.

«Sant’Antioco ha un’identità culturale molto forte che si connota ad esempio per la ricchezza del suo patrimonio archeologico, dei luoghi di culto della cristianità sarda e chiaramente attraverso i festival di letteratura anche con ospiti di caratura nazionale. Ci aiuta a sottolineare questi aspetti e li rafforza», sottolinea il sindaco Ignazio Locci.

«Piazza De Gasperi non è certamente una scelta casuale – aggiunge l’assessore della Cultura Luca Mereu dove insiste il nostro tempio per la cultura di eccellenza che è la biblioteca ed è un luogo identitario formidabile per noi antiochensi, dove c’è anche la Basilica di Sant’Antioco Martire e quindi anche dal punto di vista simbolico collocare il festival in questo posto è una scelta molto significativa.»

«Aperitivo con l’Autore è prima di tutto un atto di comunitàspiega la direttrice artistica Giuditta Sireus, fondatrice del Jane Austen Sardegna Club –. La letteratura non resta confinata nei libri ma diventa voce, dialogo, possibilità di riconoscersi. L’aperitivo non è solo un contorno conviviale, ma un modo per dire che la cultura è anche piacere di stare insieme, scambio di sguardi e parole che ci appartengono. Questo festival è l’espressione della nostra missione: dare alla letteratura spazi nuovi e vitali, restituendola alla quotidianità delle persone.»

Il Jane Austen Sardegna Club è un’associazione culturale che da anni lavora per diffondere la lettura e costruire momenti di condivisione attraverso i libri: festival, incontri, gruppi di lettura e progetti che uniscono scrittori e lettori, con attenzione al valore sociale della letteratura come luogo di incontro e crescita collettiva.

In caso di maltempo, gli eventi si svolgeranno nell’Aula consiliare del Comune, con la stessa intensità e lo stesso calore: perché la letteratura non conosce confini.

 

Continua con successo la rassegna Villacidro CulturArte: Emozioni tra cinema, musica, teatro e tradizione, un evento promosso dal comune di Villacidro con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e l’organizzazione dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e dello Spettacolo.

La serata di ieri, martedì 29 luglio, ha regalato al pubblico un evento suggestivo e coinvolgente con lo spettacolo “Cogas Blue’s – Racconti stregati in dodici battute”, andato in scena nel Parco di Lacuneddas. Tra narrazione teatrale, musica dal vivo e leggende popolari, lo spettacolo dell’associazione culturale Artecetra ha unito le figure ambigue e affascinanti delle cogas alla forza evocativa del blues afroamericano, trasportando gli spettatori in un viaggio emozionante tra passato e presente, magia e memoria collettiva.

Dopo il difficile fine settimana segnato dall’emergenza incendi, la serata ha rappresentato un momento importante di ritrovo e sollievo per la comunità. «Era fondamentale regalare a Villacidro una serata di spensieratezza e bellezza dopo i giorni durissimi che abbiamo vissuto, e ci siamo riusciti» ha commentato l’amministrazione comunale per voce dell’assessore della Cultura del comune di Villacidro Cristian Balloi.

Questa sera, mercoledì 30 luglio, alle ore 18.00, si terrà presso l’Aula Consiliare “Salvatore Angelo Spano” un appuntamento istituzionale di grande valore: la cerimonia ufficiale di consegna delle Benemerenze Civiche.

«Il lavoro che ci ha portato oggi alla prima cerimonia di consegna delle Benemerenze Civiche – dichiara la presidente della Commissione Cultura del comune di Villacidro, Giuditta Sireus – è iniziato lo scorso anno, con l’elaborazione di un regolamento dedicato ai riconoscimenti ufficiali del comune di Villacidro. Partendo da alcune linee guida già proposte da precedenti amministrazioni, abbiamo voluto costruire un documento chiaro, condiviso e strutturato, che definisse con precisione criteri e modalità di candidatura. È stato un percorso partecipato, che ha visto coinvolta l’intera Commissione Cultura, composta da rappresentanti sia della maggioranza che della minoranza. Le tre benemerenze assegnate questa sera sono frutto di un lavoro collegiale, trasparente e democratico. Dopo un’attenta valutazione delle proposte arrivate, la Commissione ha espresso un consenso unanime sui nomi individuati, che sono poi stati sottoposti all’approvazione della Giunta comunale, che li ha confermati con apposita delibera. Oggi conferiamo i riconoscimenti a tre cittadini che rappresentano esempi concreti di impegno, passione e dedizione verso la comunità.»

Per la prima volta nella storia del Comune, verranno premiati i cittadini che si sono distinti per meriti in ambito lavorativo, scolastico, sportivo e sociale, grazie a un nuovo regolamento approvato nei mesi scorsi. Un’iniziativa simbolica ma fortemente significativa, nata per valorizzare l’impegno, la passione e il senso civico di chi contribuisce con il proprio esempio al benessere della comunità.