24 March, 2026
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Le commissioni Ambiente ed Attività produttive del Consiglio regionale, riunite in seduta congiunta sotto la presidenza di Piero Maieli (Psd’Az) e con la partecipazione dell’assessore dell’Industria Anita Pili, hanno audito il sindaco di Portoscuso Ignazio Atzori ed il vice Giorgio Alimonda sul progetto presentato dalla Snam per la sistemazione della gasiera da 140.000 metri cubi sulla banchina Est del porto di Portoscuso.
Sul progetto il comune di Portoscuso ha da tempo espresso una posizione contraria, «non per motivi ideologici hanno precisato Ignazio Atzori e Giorgio Alimonda -, quanto perché, anche dal punto di vista tecnico, appare irrealizzabile ed aggraverebbe la già difficile situazione del porto».
«Infatti hanno sostenuto -, l’area portuale non sarebbe praticabile per navi gasiere di quelle dimensioni, senza un radicale intervento di dragaggio dei fondali (occorrerebbe scendere dagli attuali 4 ai 12 metri di pescaggio) per il quale, a fronte di un costo ipotizzato superiore ai 40 milioni di euro, non c’è copertura finanziaria né viene indicato il soggetto attuatore. Il porto inoltre, hanno ricordato sindaco e vice sindaco di Portoscuso, avrebbe poi bisogno di altre opere molto consistenti (dai 20 ai 24 milioni di euro), per quanto riguarda il banchinamento e le infrastrutture di servizio.»
«E’ vero che le aziende del territorio, come Eurallumina e Sider Alloys, hanno necessità di energiahanno aggiunto Ignazio Atzori e Giorgio Alimonda -, ma questo problema può essere risolto con la realizzazione di un piccolo deposito costiero, non certo con un mega impianto che alla fine determinerebbe un livello del prezzo del gas fra i più alti d’Italia.
C’è poi da considerare la questione ambientale, per l’impatto del nuovo impianto sulla sicurezza e la salute dei cittadini, in un territorio che ha già pagato un prezzo molto pesante agli insediamenti industriali, con vaste aree contaminate dalla presenza di metalli pesanti e non ancora bonificate. Chiediamo perciò più attenzione alle istituzioni regionali – hanno concluso Ignazio Atzori e Giorgio Alimonda -, ed appena possibile presenteremo precise richieste anche al nuovo governo nazionale, per la ricerca condivisa di soluzioni alternative.»
Sui rapporti col Governo si è soffermata anche l’assessore Anita Pili, che ha ribadito il parere contrario della Regione al Dpcm, parere espresso con chiarezza anche al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel confronto istituzionale che ha preceduto il varo del decreto. A nostro giudizio, ha affermato Anita Pili, al Sulcis servono un progetto compatibile con il territorio e la revisione del decreto: su questo, saremo sempre al fianco degli Enti locali interessati, auspicando che il nuovo governo tenga conto delle nostre buone ragioni.
Nel successivo dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Alessandro Solinas (M5S), Maria Laura Orrù (Progressisti), Valter Piscedda (Pd) e Michele Ennas (Lega).
La commissione ha poi deciso di avviare un ciclo di audizioni e di effettuare un sopralluogo a Portoscuso.

Questa mattina il sindaco di Portoscuso Ignazio Atzori sarà sentito dalla commissione Ambiente del Consiglio regionale sul progetto della SNAM rete gas che prevede l’installazione di una gasiera FRSU da 140.000 metri cubi nella banchina Est del porto di Portovesme, insieme al vicesindaco Giorgio Alimonda ed al responsabile Energia di Legambiente Vincenzo Tiana. Al termine dell’audizione è prevista una conferenza stampa.

Si fa sempre più critica la situazione alla Portovesme srl dopo l’annunciata fermata della linea del piombo a partire dal prossimo mese di novembre, confermata ancora una volta questa mattina dalla direzione aziendale, nel corso dell’assemblea dei lavoratori.

Mercoledì pomeriggio è in programma una nuova riunione al Mise, alla presenza del Mite, nel corso della quale le organizzazioni sindacali chiederanno di migliorare il Dpcm sull’Energy Release «per eliminare tutti gli eventuali alibi sul fronte occupazionale».

In lavoratori sono pronti a combattere per difendere i posti di la voro ed è assai probabile che la mobilitazione sfoci in una giornata di sciopero generale con marcia su Cagliari.

Al fianco dei lavoratori scende in campo il sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori, con tutta l’Amministrazione comunale.

«A seguito dell’incontro con la direzione della Portovesme srl, avvenuto nei giorni scorsi, abbiamo avuto conferma dell’intenzione dell’azienda di procedere alla fermata della linea piombo, con la conseguente messa in cassa integrazione altri 200 lavoratori, tra diretti ed indirettidice Ignazio Atzori. L’Amministrazione comunale è consapevole delle difficoltà a cui vanno incontro le aziende e le famiglie per il vertiginoso aumento dei costi energetici, tanto è vero che siamo ormai da circa un anno e mezzo che denunciamo l’inadeguatezza delle scelte energetiche nazionali previste anche per DPCM che porteranno il nostro territorio in particolare ad un graduale deserto industriale, senza neanche la possibilità di impiantare nuove attività produttive sostitutive.»
«Nel contempo, anche le nuove opportunità normative in tema di fonti di energia rinnovabili hanno già da tempo impegnato il comune di Portoscuso a valutare eventuali ulteriori spazi pubblici e privati per l’incremento delle fonti rinnovabili da dedicare alle aziende del territorio ed alle famiglie anche con la costituzione di apposite comunità energeticheaggiunge il sindaco di Portoscuso -. Tali disponibilità avanzate da oltre 6 mesi non sono state fino ad ora compiutamente valutate dall’azienda. In ogni caso, conoscendo ormai le lavorazioni che da anni sono insediate sul nostro territorio, ci sorprende la decisione aziendale che in questo momento di grande difficoltà anticipi la chiusura della linea piombo, la cui componente energetica risulta essere non così determinante come altri tipi di lavorazioni, peraltro, queste si, già sospese da tempo dall’azienda.»
«Pur continuando a dare la massima ma condizionata disponibilità all’azienda per il proseguio e la diversificazione dell’attività produttiva, non vorremmo che il sacrificio richiesto da una annunciata crisi energetica che ricada solo sui lavoratori, le loro famiglie e sulle imprese d’appaltoconclude Ignazio Atzori -. Nei prossimi giorni della settimana, si terrà a Portoscuso un incontro con i Sindaci del territorio per fare fronte comune rispetto a una situazione sociale non sostenibile che si determinerebbe.»

Questa mattina, nella sala riunioni dello stabilimento di Portovesme srl, l’amministratore delegato ingegner Davide Garofalo ha presentato il Report di Sostenibilità dell’azienda, la cui stesura è stata avviata nel marzo del 2021 con una consultazione pubblica, avente come fine ultimo la definizione di un percorso funzionale alla realizzazione di una serie di valori compartecipati, che si potessero tradurre in benefici utili, non solo per l’Azienda, ma anche per le Comunità Locali ed il Territorio regionale che ospita le attività. Stamane erano presenti, tra gli altri, i sindaci di Portoscuso Ignazio Atzori e di San Gavino Monreale Carlo Tomasi. Abbiamo intervistato l’amministratore delegato della Portovesme srl, ingegner Davide Garofalo.

Domani, sabato 10 settembre, alle 19.00, sotto la Torre di Portoscuso, si terrà una nuova manifestazione per dire NO alla gasiera rigassificatore della Snam dentro il porto, con assemblea dibattito che prevede la partecipazione di associazioni, comitati ed Amministrazione comunale. Stamane, intanto, il sindaco di Portoscuso, Ignazio Salvatore Atzori, e Vincenzo Tiana, rappresentante di Legambiente, si sono ritrovati al porto di Portovesme, all’arrivo del traghetto Delcomar da Carloforte, per rafforzare il No alla Gasiera.

Abbiamo intervistato il sindaco di Portoscuso, Ignazio Salvatore Atzori.

E’ arrivato ieri a Portopaglietto, accolto da un folto pubblico e dal sindaco di Portoscuso, Ignazio Atzori, Corrado Sorrentino, il nuotatore impegnato nel Giro di Sardegna, organizzato per raccogliere fondi necessari a dotare il reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Microcitemico di Cagliari di un sofisticato macchinario di monitoraggio multiparametrico che consenta ai medici di seguire a distanza i bambini ricoverati, nel ricordo della piccola figlia Amelia, mancata nel 2018 a soli 7 anni, a causa di una rara patologia.
Corrado Sorrentino era accompagnato e sostenuto dalla famiglia e dagli amici.
Il sindaco Ignazio Atzori ha accolto il nuotatore a nome di tutti i portoscusesi e ha mostrato apprezzamento per la grande iniziativa sportiva organizzata per solidarietà. E ha ringraziato l’Associazione nuoto e pallanuoto Portoscuso ed i tanti appassionati per l’indispensabile supporto e partecipazione.

A Portoscuso è un testa a testa tra Rossano Loddo (lista Portoscuso rinasce) ed Ignazio Atzori (lista Portoscuso insieme 2022). Nella frazione di Paringianu s’è imposto Rossano Loddo con uno scarto di 10 voti, a Portoscuso lo scrutinio va avanti con le due liste e i rispettivi candidati alla carica di sindaco praticamente alla pari. Presumibilmente si deciderà tutto sul filo di lana delle ultime schede…

Mercoledì 27 aprile scorso, nell’Ufficio del sindaco di Santadi Massimo Impera, la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara ha sottoscritto una convenzione con i signori Ignazio Atzori, Bruno Atzori Langiu e Giorgetto Sais che consentirà di garantire il transito dei pellegrini/escursionisti presso i terreni di loro proprietà con l’impegno della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara di assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria dei percorsi.

Con il positivo contributo dell’Amministrazione comunale di Santadi, i proprietari dei terreni attraversati dal Cammino Minerario di Santa Barbara hanno consolidato la crescente consapevolezza e sensibilità nei confronti del Cammino Minerario di Santa Barbara che viene sempre più percepito come una grande opportunità per lo sviluppo dei territori attraversati.

Anche a seguito dell’ottenimento delle necessarie autorizzazioni amministrative, la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara potrà ora dare avvio agli interventi di manutenzione dei percorsi che consentiranno in pochi mesi di rendere fruibile un itinerario di straordinaria bellezza paesaggistica finora impercorribile che consentirà di ammirare a passo lento la Tomba dei giganti di Barrancu Mannu, una delle più belle ed imponenti della Sardegna.

Si è potuto arrivare a questo risultato grazie alla disponibilità dei proprietari dei terreni, ma anche grazie all’impegno dedicato dal Sindaco e dell’assessore del Turismo del comune di Santadi Veronica Impera, anche nel suo ruolo di vice presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.

 

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Sono iniziate stamane, all’ospedale Sirai di Carbonia, le vaccinazioni degli over 85. L’accordo sottoscritto con l’ATS, ha consentito di mettere a disposizione dell’Unione dei Comuni del Sulcis, 12 Comuni per circa 60.000 abitanti, i primi…96 vaccini Pfizer. D’intesa con i medici di base, sono stati individuati gli over 85 da vaccinare nel corso di due giorni. Dalle 8.30 alle 12.30, le operazioni si sono svolte regolarmente, senza intoppi, esattamente come programmato. Mentre all’interno si effettuavano le vaccinazioni, all’esterno, davanti alla Hall del Sirai, erano presenti il presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis, Andrea Pisanu, sindaco di Giba, ed il sindaco ed i vicesindaco del comune di Portoscuso, Giorgio Alimonda ed Ignazio Atzori.

 

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Monta la protesta per il nuovo parco eolico marino, al largo delle coste tra Portoscuso e Carloforte. I sindaci del territorio dicono no ed il diniego si alza alto e compatto. La proposta, avanzata dall’azienda Ichnusa Wind Power srl., vuole il posizionamento di 42 pale eoliche, alte 285 metri ciascuna, a 35 chilometri dalle coste sulcitane. Il costo totale dell’intera operazione si aggirerà intorno al miliardo e mezzo di euro, mentre il ricavo sarebbe intorno ai 150 milioni all’anno grazie agli incentivi per l’eolico offshore. L’intero parco sarà in grado di sviluppare una potenza di 504 megawatt: 12 megawatt per torre. La costruzione della struttura, che sulla carta dovrebbe produrre energia pulita, in realtà, dicono i sindaci in una corale unitaria, non produrrebbe alcuna ricaduta positiva sul territorio. Anzi, sarebbe un disastro in termini di impatto ambientale, imponendo nel contempo un mutamento non indifferente nello sfruttamento delle acque marine territoriali. La pesca in primis, quindi, ma anche il traffico marittimo verrebbero stravolti da questa nuova e rivoluzionaria proposta energetica.
«Di fronte ad un progetto simile non possiamo che essere assolutamente contrariafferma Ignazio Atzori, vicesindaco di Portoscuso -, perché finirebbe per distruggere quel poco che ancora ci resta nel territorio. Il mare è la risorsa che, per noi, significa futuro e senza questo futuro la situazione diventa veramente triste. Questo parco eolico non prevede per noi ricadute economiche e questo è ovviamente uno degli aspetti che hanno il loro impatto. Però, il problema di fondo è che c’è un grosso danno all’economia di tutto il territorio. Alla pesca, prima di tutto, ma anche al turismo, perché si va a sminuire il valore del nostro paesaggio e del nostro mare. Questo è un punto cruciale che non può essere ignorato, né dal territorio, che è il primo a subirne le conseguenze negative, né dalla Regione e dallo Stato italiano. Mentre invece è proprio lo Stato che sta finanziando, con soldi pubblici, un’opera che porta solo danni alla nostra economia e nessun reale beneficio. Questo è assolutamente inaccettabile.»
Salvatore Puggioni, sindaco di Carloforte, punta l’attenzione sul fatto che le istituzioni centrali non abbiano messo al corrente quelle periferiche: del progetto, i comuni dei territori interessati hanno saputo a cose già fatte.
«Le amministrazioni devono essere interessate in un progetto così epocale. È assurdo che veniamo a leggerlo dai giornali. Non c’è stato nessuno, da parte del Ministero o delle società che hanno gestito questa fase preliminare, che abbia interessato le amministrazioni. Parliamo di un cambio epocale, di un progetto che cambierebbe anche le nostre tradizioni, per i riflessi negativi che avrebbe anche sulla pesca del tonno. Per non parlare dell’impatto ambientale. Si tratta di una discussione che dovrebbe essere portata in un tavolo di concertazione. È stato un fulmine a ciel sereno ed è stato recepito negativamente dalla comunità, dall’amministrazione di Carloforte. Mi auguro sia fatta luce subito su questa cosa perché non siamo a conoscenza di nulla. È una cosa che si può sempre concertare.»
«Il problema dell’energia ce lo trasciniamo da decenniconclude il vicesindaco di Portoscuso -. Ma l’eolico offshore non può essere assolutamente la soluzione. Mentre invece in questo periodo di abbandono del carbone, la soluzione potrebbe essere un transitorio col gas. Le energie alternative hanno senso se, oltre a fornire l’energia, non aggravano i costi sull’energia stessa, sul territorio, sulla collettività. Quindi, ben venga uno sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili ma deve nascere nel territorio, con tutta una serie di infrastrutture che dovrebbero partire dalla realizzazione degli impianti fino alla installazione e manutenzione. In questo progetto noi ci vediamo calare tutto dall’alto e scippare le risorse che questo può comportare.»
Federica Selis