5 February, 2026
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«Le misure contro lo spopolamento promosse dalla Regione Sardegna a guida Solinas, funzionano? Quali sono i numeri che ci dicono quanto siano state utili fino a oggi? Perché sappiamo per certo che la Camera di Commercio gestisce una quantità importante di milioni di euro per attuare una serie di strumenti atti a contrastare il fenomeno dello spopolamento ma, considerate le cifre del continuo calo demografico e della crescente denatalità, sarebbe opportuno capire se hanno ancora senso o se forse è il caso di valutare strade alternative.»

Il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, interviene sul tema dello spopolamento, argomento di vecchia data in Sardegna – che tuttavia riguarda ogni comune italiano e più in generale il continente europeo, se ci si attiene all’indice della natalità – facendo un appello alla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde e all’assessore all’Artigianato, Commercio e Turismo Franco Cuccureddu, affinché si proceda a un’analisi ancora più attenta del fenomeno e alla verifiche delle misure attualmente in vigore, al fine di capire se sia opportuno cambiare registro. Tra gli obiettivi delle misure annunciate dalla Regione Sardegna nel 2022, infatti, figuravano: incentivare i residenti a non abbandonare il territorio e rilanciare economia e consumi attraverso un approccio che coniuga interventi di tipo infrastrutturale con interventi a sostegno dei servizi sociali e alla persona, nonché azioni ad hoc finalizzate ad incrementare le opportunità lavorative, anche attraverso la creazione di nuova impresa. «Tutti presupposti validi e meritevoliaggiunge Ignazio Loccima qual è stato il ritorno reale?».

Il sindaco del comune di Sant’Antioco, come ogni primo cittadino, fa i conti con una curva che segna un calo demografico costante, cui si sommano la denatalità e, in termini economici, anche le cosiddette “serrande abbassate”, un triste fenomeno che non lascia indenne nemmeno Sant’Antioco, benché cittadina turistica che, se durante l’estate produce numeri costantemente in crescita e picchi di prodotto interno lordo non indifferenti, a conclusione della stagione turistica fa i conti con attività commerciali che faticano a restare in piedi, strozzate dagli aumenti del costo dell’energia elettrica e delle materie prime, che si sommano ai tributi comunali, come Imu e Tari.

«Io credo che la soluzione sia a portata di manoconclude Ignazio Locciconosco molto bene i problemi che vive il commercio della mia città, e presumo siano gli stessi che riguardano anche quello delle restanti comunità sarde, e sono convinto che la Regione Sardegna, in vista di un probabile aumento del Fondo Unico da destinare agli Enti locali, debba riservarne una fetta a favore del piccolo commercio, per quelle vetrine che faticano a rimanere accese. Ma non solo: occorre che dica quanto intende investire, perché sappiamo bene che i commercianti hanno bisogno di aiuto per pagare Imu, Tari ed energia elettrica. Questo è un intervento concreto che si può e si deve fare. Mi appello alla Presidente Alessandra Todde e all’assessore Franco Cuccureddu affinché valutino seriamente di investire risorse del Fondo Unico per le misure di sostegno, piuttosto che misure spot che, come abbiamo visto in passato, lasciano cittadini e commercianti con un pugno di mosche in mano.»

La Prefettura di Cagliari oggi ha celebrato Il “Giorno del Ricordo” a Sant’Antioco, nella palestra del Liceo Scientifico Emilio Lussu, tra centinaia di studenti, autorità politiche e militari. Una cerimonia solenne e partecipata, scandita da numerosi interventi e dalle note musicali della Scuola Civica di Musica di Sant’Antioco e San Giovanni Suergiu, “Don Tore Armeni”. Il momento più toccante della commemorazione di questa mattina è stata la consegna delle medaglie alla memoria ai parenti di Andrea Serra, vicebrigadiere della Guardia di Finanza, in servizio presso la caserma di Campo Marzio a Trieste, catturato il 2 maggio del 1945 da truppe titine, deportato verso chissà quale destinazione e probabilmente infoibato i giorni successivi alla cattura.

La mattinata è stata aperta dalle bimbe e i bimbi della scuola primaria di Sant’Antioco, che hanno intonato l’inno nazionale con in mano le bandierine dell’Italia, sventolate a conclusione dell’esibizione. Successivamente si è proseguito con gli interventi della dirigente scolastica dell’Istituto Globale di Sant’Antioco, Tiziana Meloni, del Sindaco Ignazio Locci e dell’assessore regionale all’Industria, Emanuele Cani, in rappresentanza della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. Hanno poi preso la parola il prefetto Giuseppe Castaldo e a seguire si è proceduto con la consegna delle due distinzioni onorifiche ai famigliari del vicebrigadiere. Infine, altra sessione di interventi: del comandante della Guardia di Finanza in Sardegna, generale Claudio Bolognese, e del direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani. A chiudere, le rappresentazioni a tema dei ragazzi del liceo: altro momento intenso, particolarmente sentito dagli ospiti in sala.

«Per il comune di Sant’Antioco è stato un vero privilegio ospitare le celebrazioni del “Giorno del ricordo” promosse dalla Prefettura di Cagliari nello storico Liceo Emilio Lussucommenta il sindaco Ignazio Locci -. Per l’occasione sono state consegnate due medaglie ai parenti di Andrea Serra, vicebrigadiere della Guardia di Finanza originario di Thiesi, infoibato dalle truppe titine nel maggio del 1945. La figlia del vicebrigadiere, Maria Domenica Serra, rimasta orfana, ha sempre vissuto a Sant’Antioco con la sua famiglia. Oggi, lei e la figlia, Emma Fois, hanno ricevuto le distinzioni onorifiche alla memoria del padre e del nonno. Ed è stato bellissimo vedere bimbe e bimbi della scuola primaria aprire l’evento con l’intonazione dell’inno nazionale e, al termine, sventolare le bandiere italiane. Così come è stato emozionante assistere alla chiusura della manifestazione con le toccanti messe in scena degli elaborati di ragazze e ragazzi del Liceo Lussu. Gli studenti, ai quali è affidato il compito di perpetuare il ricordo, protagonisti assoluti, dunque, di questa mattinata, per un’esperienza altamente formativa. Ringrazio quanti hanno partecipato e in particolare la Prefettura per avere scelto Sant’Antioco e la Dirigenza dell’Istituto Globale di Sant’Antioco per avere accolto questo importantissimo evento.»

 

Una nuova tribuna, meno capiente ma coperta e con gli spettatori al riparo dalle intemperie. Nuovi spogliatoi e nuovi spazi, sia per le società sportive, sia per il pubblico. E ancora: sistemazione degli accessi, delle uscite di sicurezza e in generale delle aree libere da dedicare agli allenamenti. Lo stadio comunale di Sant’Antioco del Lungomare Amerigo Vespucci va incontro ad un programma di riqualificazione e adeguamento che lo rimetterà completamente a nuovo, dopo la recente sostituzione del manto in erba sintetica e delle torri faro. Nei giorni scorsi si è conclusa la gara d’appalto per l’affidamento dei lavori con l’individuazione della ditta che si occuperà di dare corso alle opere da 1 milione e 240mila euro, di cui 1 milione frutto della partecipazione al bando regionale rivolto agli Enti locali della Sardegna per la realizzazione di interventi di riqualificazione degli impianti sportivi e 240mila di cofinanziamento comunale.

«Siamo estremamente soddisfatti del grande lavoro svolto fin qui e dall’impegno degli ufficicommenta il sindaco Ignazio Loccimettere mano sul nostro storico stadio comunale era un obiettivo che ci eravamo posti già da tempo e che in parte avevamo realizzato con la sostituzione del manto e delle torri faro. Anche in quel caso si era trattato di un investimento importante. Adesso siamo in grado di riqualificare il resto della struttura per restituire alla città e alle associazioni sportive uno stadio moderno e sempre più accessibile. Con le somme stanziate, siamo inoltre in grado di intervenire  sulle coperture dei bagni e degli spogliatoi dei campi da tennis e calcetto poco distanti, che saranno alimentati da un impianto fotovoltaico. Naturalmente ci siederemo al tavolo con le associazioni sportive per cercare di limitare il più possibile i disagi concordando tempi e modalità di esecuzione dei lavori. Ma sono certo che saremo in grado di scegliere le finestre temporali migliori e di vigilare affinché le operazioni si svolgano in tempi congrui.»

L’assessore dei Lavori pubblici Francesco Garau spiega nel dettaglio il progetto: «Innanzitutto, le operazioni prevedono la demolizione della tribuna in cemento armato attualmente presente dalla capienza di oltre 1000 posti e in gran parte inibita, sotto la quale sorgono gli spogliatoi e altri locali e servizi in parte chiusi perché in stato di degrado e con impianti obsoleti e non più a norma. Successivamente si procederà con il posizionamento di una nuova tribuna di ridotta capacità, sino a 500 spettatori, coperta e in struttura metallica. Mentre nella restante area libera, dopo la demolizione delle vecchia tribuna, verranno realizzati nuovi spogliatoi e, inoltre, nasceranno aree giochi all’interno degli spazi dedicati al pubblico mentre un impianto fotovoltaico alimenterà il complesso sportivo. Infine, chiuderemo con la sistemazione degli accessi e delle uscite di sicurezza. Presto saremo in grado di avere un cronoprogramma in mano e di dare avvio ai lavori sui quali vigileremo per ridurre all’osso i disagi».

Arianna Sabiu è stata confermata segretaria della Cisl Scuola del Sulcis Iglesiente, al termine del congresso “Diamo forma al futuro” svoltosi stamane nella sala riunioni dell’Hotel Perda Rubia, al km 2 della strada provinciale 75, a San Giovanni Suergiu. Hanno partecipato ai lavori il segretario nazionale della Cisl Scuola Roberto Calienno, la segretaria generale della Cisl Scuola Sardegna Maria Luisa Serra, il segretario generale Ust Cisl del Sulcis Iglesiente Antonello Saba e i sindaci dei comuni di San Giovanni Suergiu Elvira Usai, di Carbonia Pietro Morittu e di Sant’Antioco Ignazio Locci.

Con Arianna Sabiu sono state elette le altre due componenti della segreteria, Cosetta Pambianco ed Ombretta Falqui.

In serata pubblicheremo le interviste con il segretario nazionale della Cisl Scuola Roberto Calienno e la confermata segretaria della Cisl Scuola del Sulcis Iglesiente Arianna Sabiu.

 

Una pinna nobilis in acciaio corten, a simboleggiare in forma artistica uno degli elementi identitari di Sant’Antioco e, in particolare, della laguna. Ci sono tutti i richiami alla cultura del mare antiochense, dal bisso ai maestri d’ascia, all’educazione ambientale e alla sostenibilità, nell’opera realizzata dalle mani dell’artista sardo Giorgio Casu, installata ieri mattina (29/01) nel lungomare Cristoforo Colombo, lì dove si suggella lo stretto legame tra la laguna, la pinna nobilis e Sant’Antioco. Proprio quel lungomare che poco distante ospita un’altra installazione in acciaio creata ancora una volta da Giorgio Casu: “Le vele”, altro elemento che caratterizza la storia più profonda di Sant’Antioco e il suo legame interiore con il mare.

«Ho voluto ricreare la pinna nobilis in grande scala con segni grafici semplici e decorativiracconta l’autore Giorgio Casui  suoi tagli daranno all’alba di Sant’Antioco contorni e prospettive nuove proprio nel mezzo, tra la piazza Ferralasco, le barche e il mare. Al suo fianco ho sognato uno scudo, un compagno, quasi un protettore bianco che le farà compagnia per tanti anni. Per me è un grande onore essere parte degli scorci che rappresentano questa terra unica con una seconda opera in acciaio. Mi sento particolarmente responsabilizzato, impegnato a dare sempre il meglio perché per me quest’isola occupa un posto speciale e intimo del mio cuore.»

Il progetto rientra nell’ambito delle attività di collaborazione tra il Comune e il Centro di educazione ambientale e alla sostenibilità di Sant’Antioco ed è stato finanziato grazie all’annualità 2023 del Bando per il supporto di progetti finalizzati alla cura e valorizzazione di beni comuni, destinato agli enti pubblici titolari di Ceas. Il Ceas di Sant’Antioco ha una sede non casuale, il MuMa del Lungomare, museo del mare che custodisce gli antichi saperi antiochensi annodati con il mare, tra i quali appunto le vele delle imbarcazioni costruite dai maestri d’ascia e la pinna nobilis, detta anche “nacchera”, il bivalve che offre il bisso, il pregiato filamento setoso, l’oro del mare apprezzato in tutto il mondo. Il MuMa è dunque anche punto di “raccordo” delle due opere di Giorgio Casu, posizionate poco distanti.

«La collaborazione ormai stabile con l’artista di fama internazionale Giorgio Casu è un orgoglio per tutta la comunitàdice il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci -. Quest’opera è l’ulteriore dimostrazione della sua capacità di saper raccontare Sant’Antioco e le sue tradizioni attraverso un’espressione artistica contemporanea che riesce a guardare nel più profondo dell’animo antiochense. Confido possano esserci ulteriori occasioni per consentire all’artista sardo, amico di Sant’Antioco, di poter raccontare la nostra isola attraverso la sua arte.»

Con questa ulteriore creazione, il Museo diffuso di Sant’Antioco annovera una nuova attrattiva che arricchisce i molteplici circuiti culturali urbani ed extraurbani: «L’ormai consolidato progetto “Museo Diffuso – Isola di Sant’Antioco” è uno strumento culturale fondamentale per la nostra cittadina perché permette di valorizzare, coordinare e integrare l’insieme delle risorse archeologiche, culturali e ambientali presenti a Sant’Antioco – commenta l’assessore della Cultura Luca Mereu -. Un concetto che si estende anche all’arte figurativa in tutte le sue forme e declinazioni, con una predilezione naturale per le tradizioni, il retaggio culturale e l’identità di Sant’Antioco. E la millenaria arte della tessitura del bisso, meravigliosamente rappresentata dalla creatività di Giorgio Casu, non poteva certamente fare eccezione.»

 

Nel 2025 è impensabile continuare a proporre un modello di confronto tra l’Esercito, quindi il Ministero della Difesa, il Comipa e gli Enti locali territoriali, secondo le vecchie logiche in cui tengono banco i soliti temi di dibattito: servitù militari e aperture da quanto a quando; ritorno economico nel territorio; consumo del suolo; indennizzi. Tutti argomenti, per carità, dai quali non si può prescindere ma che tuttavia devono anche lasciare spazio alla discussione sugli investimenti e sui nuovi progetti nazionali, ovvero sulle novità del modello di difesa Europeo e sui grandi investimenti in alta tecnologia con il progetto di revisione e ammodernamento delle infrastrutture militari.

E lo dico a maggior ragione alla luce del documento proposto dal Ministero della Difesa sulla servitù del Poligono di Capo Teulada e sulle relative dichiarazioni dei rappresentanti del Comipa, Comitato misto Paritetico sulle servitù militari. Se il documento fa passi in avanti ad ampie falcate, il Comipa resta saldamente ancorato a posizioni stantie che nel 2025, in ragione dell’avanzamento realizzato anche in ambito militare, appaiono fuori luogo.

Occorre guardare a modelli come joint venture che hanno come obiettivo primario lo sviluppo industriale. Se qui, in questo angolo di Sardegna, si porta la sperimentazione (e ci sono tutte le condizioni) significa anche attrarre aziende che orbitano attorno a queste prospettive e mirano a potenziare la comunicazione tra le varie forze militari. E su questi progetti ci sono impegni dello Stato Italiano per i prossimi 15 anni che ammontano a 23 miliardi con una prospettiva che guarda a 59 miliardi di euro. Un tema caldo che anche recentemente, in occasione di un incontro tra i sindaci e la Regione Sardegna (Assessorati alla Programmazione e all’Industria), è emerso in tutta la sua complessità: questo territorio, è stato ribadito, non riesce ad attrarre investimenti di una certa levatura. La Presidenza della Regione Sardegna e gli Enti locali devono orientare il proprio sguardo verso le nuove frontiere.

Riuscire a far approdare certi programmi di sviluppo nel Sulcis, infatti, significherebbe portare questo territorio al centro dell’interesse nazionale, garantendo un ritorno economico – l’agognato ritorno economico – senza precedenti. Ci vuole più coraggio, prendendo atto dell’evidente necessità di calamitare investimenti tecnologici anche su questi settori, andando oltre le solite posizioni preconcette che di fatto portano a un mero scontro, più che a un confronto, a un braccio di ferro, più che a una stretta di mano.

Ignazio Locci

Sindaco del comune di Sant’Antioco

Nella foto di copertina, il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci con il Generale di Brigata Stefano Messina, Comandante della Brigata Sassari

 

Il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, interviene sull’inaugurazione del Centro Accoglienza Servizi “CAS”, struttura aziendale della ASL 7 deputata alla presa in carico dei pazienti con sospetto/prima diagnosi di patologia oncologica, attivata presso l’ospedale CTO di Iglesias.

«Accogliamo con fiducia questo nuovo servizio che va a inserirsi nel “deserto” sanitario locale, potenziando una delle poche eccellenze territoriali: la struttura semplice di Oncologia guidata dal responsabile, dott. Francesco Atzori. Un modello organizzativo che ha tutte le carte in regola per rallentare la migrazione verso altri lidi sanitari, un triste fenomeno che aggrava la già fragile condizione dei pazienti affetti da patologie oncologiche. È un grande risultato, per i cittadini del Sulcis-Iglesiente, poter fare affidamento su una struttura che si propone di organizzare tutti gli esami necessari per la stadiazione dei tumori in tempi rapidi e in modo coordinato. La presenza di un’equipe multidisciplinare consente inoltre il supporto al paziente dal punto di vista sanitario, socioassistenziale e psicologico e quando necessario questo tipo di sostegno è esteso anche ai familiari e ai caregiver. L’avvento del CAS conclude il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locciè la dimostrazione che anche in questo territorio i servizi sanitari possono funzionare, se ci sono la volontà e soprattutto i medici valenti che si pongono a disposizione della comunità».

Il paziente viene inviato al CAS dal medico di medicina generale o dagli specialisti ospedalieri, ambulatoriali o privati. Il gruppo multidisciplinare studia e pianifica il percorso personalizzato in base al quale il paziente inizia, prosegue o completa l’iter diagnostico terapeutico.

Il CAS è operativo il martedì, il mercoledì e il giovedì dalle 10.00 alle 12.00.

Per qualsiasi informazione è possibile contattare il servizio al numero di telefono 0781.3922745 o tramite e-mail all’indirizzo: cas.oncologico@aslsulcis.it

Nel porto di Sant’Antioco ieri l’Amministrazione comunale di Sant’Antioco guidata dal sindaco Ignazio Locci ha incontrato i funzionari dell’assessorato dei Lavori pubblici della Regione Sardegna per approfondire le problematiche relative all’impiego del finanziamento di 1,7 milioni di euro ottenuto per la “rifioritura” della diga, nota come la “scogliera”, ovvero un programma di manutenzione straordinaria delle opere di sopraflutto e dei banchinamenti per il quale si procederà in tempi brevi alla progettazione per poi giungere fino alla gara d’appalto e all’avvio del cantiere. Si tratta di opere in capo alla Regione Sardegna, che detiene la titolarità dell’infrastruttura portuale. Il finanziamento è il frutto della partecipazione della Regione Sardegna al bando per “proposte progettuali di prevenzione del rischio sismico su edifici ed infrastrutture pubblici insistenti sul territorio delle «Isole minori». 

Ma questi non sono gli unici fondi disponibili per l’esecuzione di opere indispensabili nello scalo antiochense: da tempo, infatti, risultano a disposizione 12 milioni di euro per l’escavo dei fondali portuali ma il progetto resta inspiegabilmente fermo.

«Siamo molto soddisfatti dell’incontro con i funzionari dell’assessorato dei Lavori pubblici e il nuovo responsabile del procedimento, funzionario tecnico della Società OIS (Opere e Infrastrutture della Sardegna)commenta il sindaco Ignazio Loccil’occasione è stata utile per toccare con mano la volontà di sbloccare lavorazioni ferme da troppo tempo, senza le quali non può certo essere programmato il rilancio del porto. Un’infrastruttura della Regione Sardegna che merita maggiori attenzioni, viste le condizioni in cui versa. Mi auguro sia la volta buona. Così come auspico che possa essere ripreso il procedimento dell’escavo del porto, per il quale sono stati stanziati ben 12 milioni di euro ma che risulta in stop, senza alcuna apparente motivazione, da oltre cinque anni. Confidiamo in questo nuovo “attivismo” degli uffici regionali e ci auguriamo di vedere presto l’avvio dei cantieri.»

L’Amministrazione comunale di Sant’Antioco avvia un programma di bitumazione di strade. È stato approvato recentemente il progetto esecutivo degli interventi di “messa in sicurezza e manutenzione straordinaria del manto stradale in ambito urbano ed extraurbano”, che fa affidamento, per questa prima serie di lavorazioni, su uno stanziamento di 669mila euro, sufficiente per rifare il tappeto bituminoso a un buon numero di vie. Le restanti, già inserite nel progetto approvato, rientreranno in una prossima gara d’appalto che verrà bandita nel momento in cui si otterranno ulteriori somme da investire nella piena realizzazione del programma.

«Il tessuto urbano ed extraurbano è particolarmente estesocommenta il sindaco Ignazio Locci e le arterie che necessitano di interventi sono sicuramente maggiori di quelle che riusciremo a trattare con questo finanziamento. Abbiamo tuttavia individuato quelle con le maggiori criticità che rientreranno in questa prima fase. La parola d’ordine è sicurezza dei pedoni e del traffico e, sulla scorta di questo presupposto, abbiamo individuato le urgenze. E sempre alla luce di ciò, constatato il buon funzionamento dei passaggi pedonali rialzati, ne abbiamo previsti in alcune strade cittadine. Quindi non ci limiteremo a rifare solo il manto, ma interverremo anche con i cosiddetti “dossi rallentatori”. Adesso attendiamo l’esito della gara d’appalto e successivamente dell’avvio dei lavori, che partiranno a breve, riprendendo così il programma di bitumazione avviato anni fa dalla nostra amministrazione.»

«In questi ultimi anni si è giustamente data priorità ai sottoservizi, come ad esempio l’inserimento della fibra ottica o l’interramento di nuove condotte fognarie, per evitare di procedere con asfalti che poco dopo sarebbero stati riaperti per lavorazioni promosse da soggetti terzi spiega l’assessore dei Lavori pubblici, nonché vicesindaco, Francesco Garau -. Nel frattempo, diversi interventi sono stati comunque realizzati, indipendentemente dal programma redatto dal nostro Ufficio Tecnico nel progetto esecutivo fresco di approvazione (che ricalca quello già varato nel 2022 e lo aggiorna anche alla luce del nuovo Codice degli appalti), come viale Trento, via Logudoro o ancora via Carloforte, per citare alcuni esempi. Ora, però, siamo pronti per intervenire con maggiore decisione e proseguire nel cammino già segnato».

Sant’Antioco si conferma “Città che legge” (per il biennio 2025-2027) e adesso punta a ottenere nuovi finanziamenti che consentiranno di proseguire nel già fruttuoso programma di promozione e valorizzazione della lettura, che in questi anni ha visto importanti investimenti nella biblioteca, la realizzazione di eventi dedicati, nonché la concretizzazione di considerevoli progetti tra i quali “Biblioteca Diffusa”, un mix di incontri letterari e investimenti strutturali che hanno consolidato le basi del progetto di valorizzazione del libro e della lettura. Il riconoscimento è il risultato della partecipazione all’avviso promosso dal Ministero della Cultura e dal “Centro per il libro e la lettura”, d’intesa con l’Anci.

«L’attività di promozione della lettura è uno dei cardini delle politiche culturali della nostra Amministrazione, strumento indispensabile per esercitare un accesso consapevole alla cultura e all’informazione, per divenire elemento di coesione e inclusione socialecommenta l’assessore della Cultura Luca Mereu -. La conferma della qualifica nazionale di “Città che legge” è la prova che le politiche messe in atto sinora stanno andando nella direzione giusta, anche grazie al fondamentale contributo delle realtà locali (la biblioteca comunale, le associazioni culturali, tutte le scuole di ordine e grado, i singoli cittadini) da sempre in prima fila contro la povertà educativa: una rete di collaborazione permanente, grazie al “Patto di Sant’Antioco per la lettura” stipulato nel 2022, che permette azioni congiunte, condivise e attivamente partecipate attraverso le quali avvicinare alla lettura i non lettori, con una particolare cura per le famiglie in cui si registra un basso livello di consumi culturali.»

«Confermiamo il nostro vivo interesse verso la diffusione del valore della lettura e dell’importanza del libro, da cui derivano lo sviluppo intellettuale, sociale ed economico di ogni comunitàcommenta il sindaco Ignazio Locciabbiamo promosso diversi investimenti sulla biblioteca e sul tema della lettura e la conferma della qualifica di “Città che legge”, frutto della partecipazione al bando che ci aveva già visto nella lista dei vincenti per lo scorso biennio, prima volta in cui la nostra città  raggiungeva l’obiettivo, ci dà gli stimoli per proseguire nel nostro cammino e per andare a caccia di nuovi finanziamenti per garantire sempre più attenzione, sotto tutti i punti di vista, verso la lettura da intendersi come valore universale.»