30 March, 2026
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Lo spettacolo, in scena da dieci anni, riconosciuto come uno dei titoli più apprezzati del panorama nazionale, torna sul palco a Carbonia, con una promozione dedicata al pubblico. Fino al 29 marzo, tutti i posti numerati, in qualsiasi settore, saranno disponibili al prezzo unico di 13 euro. Un’iniziativa pensata per rendere ancora più accessibile un appuntamento che continua a coinvolgere spettatori di ogni età e avvicinarsi a un titolo che ha saputo rinnovarsi nel tempo dimostrandone la sua attualità.

Il Teatro Centrale di Carbonia ospiterà martedì 19 maggio 2026, alle ore 20.30, lo spettacolo “Uno Nessuno Centomila” basato sul celebre omonimo libro di Luigi Pirandello e interpretato dall’attore Enrico Lo Verso, con regia di Alessandra Pizzi.

Dopo dieci anni di tournée, centinaia repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 500mila spettatori, lo spettacolo continua a imporsi come uno dei successi più longevi e amati dal panorama teatrale contemporaneo: un successo raro, capace di attraversare l’Italia e confini nazionali con centinaia di sold out, coinvolgendo teatri, festival, scuole e migliaia di spettatori. Con questo lavoro, l’attore siciliano rende omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi, portando in scena la sua opera chiave.

Nel 2026 ricorrono due anniversari significativi: i cent’anni della pubblicazione di Uno Nessuno Centomila di Luigi Pirandello e i dieci anni dello spettacolo che, con la regia di Alessandra Pizzi e l’interpretazione di Enrico Lo Verso, ha riportato sul palcoscenico la modernità, l’ironia e la profondità del romanzo.

Lo spettacolo ha debuttato dieci anni prima, inaugurando un percorso che lo avrebbe portato a ottenere importanti riconoscimenti, tra cui il premio Franco Enriquez (ed. 2017) e il Premio Delia Cajelli per il teatro (ed. 2018) ha continuato a conquistare l’attenzione del pubblico e della critica.
Merito di una riscrittura “minimal” ed essenziale (curata da Alessandra Pizzi, anche regista dello spettacolo) che è riuscita a “ridare vita” ai personaggi del romanzo in forma nuova ed attuale, tutti inseriti nel racconto delle vicende di un solo uomo, che è poi tutti. È riuscita così a convincere un Enrico Lo Verso, ormai assente dalle scene teatrali da oltre un decennio, a dare corpo e voce a tutta la vicenda.

Sold out ieri, 19 febbraio, al Teatro Centrale di Carbonia, per la prima in Sardegna dello spettacolo “La moglie fantasma” di Davide Tristram, inserito nel cartellone del CeDAC/Circuito Multidisciplinare dello spettacolo dal vivo in Sardegna, stagione di prosa 2025/2026. In scena Maria Grazia Cucinotta, Pino Quartullo, Gianmarco Petrozzi, Giorgio Verduci, Roberta Petrozzi e la partecipazione di Alessandra Faiella, per la regia di Marco Rampoldi.

Una commedia spumeggiante, in bilico tra l’ironia ed il mistero, dove fili di William Shakespeare, Luigi Pirandello e Agata Cristhie si intrecciano in una trama dai continui colpi di scena, resi ancora più rocamboleschi e palpabili perché realizzati con una scenografia e degli effetti veramente spettacolari. Una regia curata nei minimi particolari che, unita alla magistrale recitazione degli attori ed attrici, ha trascinato il pubblico in uno scenario surreale, dove il fantasma di una donna torna sulla terra per reclamare giustizia per la sua morte definita erroneamente suicidio. Un botta e risposta degli attori che ha fatto divertire, ha creato suspense e ha portato a “recitare” “dentro” “la stessa recita”. Una commedia che ha messo in luce la profondità, la rivalità, e le contraddizioni del mondo teatrale. Una realtà intricata fatta di simpatie, ma anche di antipatie nascoste da una falsa cortesia che rende i rapporti in continuo bilico tra il fidarsi e la paura di mostrare le proprie fragilità.

Una pièce con un finale inaspettato che tiene tutti col fiato sospeso, che tra una risata e l’altra lascia il sapore della riflessione.

Nadia Pische

Un giallo “dietro le quinte” con “La moglie fantasma” di David Tristram con Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo, e con  Giorgio Verduci, Giorgio Centamore e Roberta Petrozzi e la partecipazione di Alessandra Faiella, con scenografie di Lucio Diana, costumi di Laura Liguori, disegno luci di Andrea Lisco e musiche di Diego Maggi, per la regia di Marco Rampoldi, co-produzione CMC/Nidodiragno e RARA. Una trama sul filo della suspense, con la pièce – in cartellone in prima regionale oggi giovedì 19 febbraio, alle 20.30, al Teatro Centrale di Carbonia; venerdì 20 febbraio, alle 21.00, al Teatro Comunale di San Gavino Monreale; sabato 21 febbraio, alle 20.30 al Teatro “Antonio Garau” di Oristano; domenica 22 febbraio, alle 21.00, al Teatro “Tonio Dei” di Lanusei, sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 del CeDAC Sardegna – per una riflessione sul gioco delle maschere, nella vita oltre che sulla scena.

Tra echi shakespeariani e rimandi ai romanzi di Agatha Christie, ma anche al teatro di Luigi Pirandello, “La moglie fantasma” accende i riflettori su un delitto: la vittima è una celebre attrice, morta suicida (apparentemente) al termine di una trionfale tournée il cui spettro, come nell’“Amleto”, riappare tra i vivi per chiedere vendetta. La defunta si presenta, in spirito, all’ex marito che, dopo le prime reazioni di sconcerto e sgomento, accetta di organizzare le prove di uno spettacolo ispirato all’omicidio, così da smascherare il/la colpevole e restituire finalmente all’anima inquieta la sua pace.

Una commedia nera, che racconta la realtà intricata, fatta di istintive simpatie e antipatie e acerrime rivalità, nascoste dietro la cortesia ed il cameratismo del mondo dello spettacolo: tuttavia, a dispetto dello stratagemma della falsa commedia, attrici e attori, capaci per professione e per vocazione di fingere e dissimulare i propri sentimenti al punto da creare l’illusione della verità, non dovrebbero incontrare difficoltà nel mostrare il volto dell’innocenza. La fatidica “prova” comunque ha inizio ed è subito un susseguirsi di situazioni paradossali e surreali, comiche e grottesche, in cui tutti gli artisti «mettono in luce le ‘piccolezze’ e fragilità di chi fa questo mestiere, e gli aspetti affascinanti di un gioco di scatole cinesi in cui non si capisce più dove finisca la realtà e inizi la finzione, tra continui colpi di scena, fino al parossistico finale».

Battute finali a Iglesias alla quarta edizione di “Sulcis in fundo”. Sabato, 1° novembre, la stagione teatrale dell’associazione Quinte Emotive al Teatro Electra si conclude con l’adattamento di Stefano Ledda del testo pirandelliano ‘O di uno o di nessuno’. In scena alle 19.00, nello spettacolo prodotto dal Teatro del Segno, Roberto Loddo, Rosellina Lo Nardo, Stefano Carta, Francesco Cittadini, Gorgio Piano, Massimo Pruna e Stefano Ledda.

Un dilemma morale nell’Italia degli anni Venti prende corpo in scena con ‘O di uno o di nessuno’, uno dei testi più feroci e attuali di Luigi Pirandello. Due amici, colleghi ministeriali e complici da sempre, decidono di condividere l’affetto di una donna pur di non rinunciare all’illusione dell’amore e di una famiglia che la loro condizione economica non permetterebbe. L’espediente funziona finché la realtà irrompe con forza: la giovane resta incinta e nessuno può dire chi sia il padre.

Il fragile equilibrio crolla. L’incanto segreto del ménage à trois si trasforma in una trappola di gelosie, silenzi e menzogne. La donna, remissiva ma onesta, non sceglie e proclama la verità: il figlio è di entrambi o di nessuno. La soluzione che i due trovano è crudele: affidare il nascituro all’anonimato di un orfanotrofio, sacrificando l’amore e la responsabilità in nome di una presunta rispettabilità sociale. Lo spettacolo è a ingresso gratuito.

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Successo di partecipazione per la quarta edizione de “La Scuola Torna in Parlamento Europeo”, bando ad evidenza pubblica predisposto dall’eurodeputato eletto nella circoscrizione Isole che ha offerto la possibilità a 32 giovani delle scuole superiori di secondo grado di Sicilia e Sardegna di andare a Bruxelles per visitare il Parlamento europeo.

«I nostri studenti rappresentano il presente e il futuro della società. Far conoscere loro da vicino il funzionamento e il ruolo delle istituzioni, crea la consapevolezza della partecipazione attiva. Ecco perché da quattro anni porto avanti questo progetto. Sono felice di aver dato la possibilità a decine di studenti siciliani e sardi di conoscere le istituzioni europee, di far loro capire come funzionano e in che modo queste sono determinanti per la vita di ogni giorno.»

A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao che ha accolto in queste ore a Bruxelles la delegazione composta da 32 studenti delle scuole superiori di secondo grado di Sicilia e Sardegna e dei loro 8 docenti accompagnatori che hanno vinto il bando predisposto dallo stesso europarlamentare e denominato “La Scuola Torna in Parlamento Europeo” giunto alla sua IV edizione. La delegazione è composta dagli studenti di 8 scuole siciliane e tre scuole sarde che hanno dapprima partecipato al bando ideato da Ignazio Corrao e inviato agli uffici scolastici territoriali delle due regioni e superato un sorteggio. La scelta degli studenti è stata affidata ai vari istituti che hanno selezionato i partecipanti a livello discrezionale, a sorteggio on in base al rendimento scolastico dei ragazzi. Le scuole che hanno avuto accesso al bando predisposto da Ignazio Corrao sono l’Istituto Scolastico I.I.S. Mazzini di Vittoria (Ragusa), l’I.I.S.S. Don Calogero Di Vincenti di Bisacquino (Palermo), l’Istituto Tecnico Commerciale “S. Satta” località Biscollai (Nuoro), il Liceo Scientifico Statale “Leonardo” di Agrigento, l’Istituto di Istruzione Superiore Minerario Asproni Fermi di Iglesias (Carbonia Iglesias), il Liceo Scientifico L.B. Alberti di Cagliari, il Liceo Artistico Catalano di Palermo e l’Istituto Superiore Luigi Pirandello di Bivona (Agrigento).

«Ogni volta – spiega Corrao – ospitare questi ragazzi e i loro docenti accompagnatori è un vero piacere. Mi fanno domande molto pertinenti che denotano una curiosità verso l’Europa che è davvero incoraggiante. Di quello che facciamo in questo parlamento però si sa ancora troppo poco, perchè i media ci raccontano spesso soltanto di quello che fa la Commissione Europea, mentre per il Parlamento che peraltro è l’unico organo democraticamente eletto dai cittadini europei, italiani compresi, non si fa menzione nelle cronache quotidiane. Questa – conclude Ignazio Corrao – è una delle ragioni per le quali ho avviato questa iniziativa che rinnovo con interesse di anno in anno.»

Questi i nomi degli studenti e dei docenti accompagnatori che hanno preso parte alla delegazione in visita a Bruxelles dall’11 al 13 novembre 2019.

Gli studenti: Valentina Pischedda, Viviana Laconi, Lucia Mele, Gaia Zola, Ylenia Maria Boccellato, Alessandro Sciortino, Arianna Cutrò, Gabriele Trapani, Giulia Quagliana, Sara Castrogiovanni, Simone Greco, Gabriele Martella, Gianluca Congiu, Matteo Secci, Anna Marongiu, Alessandra Pitzalis, Alessia Ragusa, Matilde Cannuscio, Salvatore Colletti, Rosario Giammalva, Anna Longobardo, Benedetta Frasca, Lorenzo Termini, Rosario Arancio Febbo, Milena Leandri, Michela Cannas, Lorenzo Angotzi, Gabriele Abis, Giulia Alfano, Maeva Butticé, Laura Colletto, Federica Messina.

I docenti accompagnatori: Mariangela Barca,  Rosetta Morreale, Lucia Corsaro, Antonio Michele Pantaleo, Biagio Cutropia, Fausto Senia, Nicoletta Aste, Maria Fortunata Casimiro.

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Un incontro con la giornalista Rai Silvia Rosa Brusin per parlare di donne impegnate nella scienza e nella ricerca, e lo spettacolo “Ogni bellissima cosa” dei drammaturghi inglesi Duncan Mcmillan e Johnny Donahoe per scandagliare con ironia il senso della vita. Si chiude con questi due appuntamenti domenica 2 giugno all’ExArt di piazzetta Dettori a Cagliari la quinta edizione del Family Festival della compagnia Lucidosottile, che per dieci giorni ha affrontato con spettacoli, incontri e conferenze il tema “Wo.Men: gli uomini raccontano di donne supreme”.

Popolarissima conduttrice di programmi televisivi come “Leonardo” e “Tg Scienza e Ambiente”, la giornalista Silvia Rosa Brusin, dialogherà a partire dalle 18.00, con Susi Ronchi, coordinatrice di Giulia Giornaliste Sardegna, sul tema “La scienza non discrimina”. L’appuntamento, organizzato in collaborazione con Giulia Giornaliste, toccherà le questioni riguardanti l’apporto che le donne danno alla ricerca scientifica ed alla sua divulgazione, in un mondo che per troppo tempo è stato ad esclusivo appannaggio del genere maschile.

La chiusura del Family Festival sarà invece affidata al teatro. Alle 21.00 (ingresso 10 euro) va in scena “Ogni bellissima cosa”, un testo di Duncan Mcmillan e Johnny Donahoe, tradotto e diretto da Monica Nappo e interpretato da Carlo De Ruggieri. Lo spettacolo, prodotto da Nutrimenti Terrestri, è stato definito dal Guardian “un monologo interattivo”, e laddove l’argomento potrebbe sembrare la depressione e il suicidio, lo spettacolo diventa invece, affrontando questi temi, un gioioso, unico, potente inno alla vita, un gioco per bambini che serve anche agli adulti per apprezzare la vita.

Attrice e regista, Monica Nappo ha introdotto nel nostro paese molti testi di drammaturgia contemporanea ed è stata la prima attrice italiana ad interpretare opere come “Psicosi delle 4:48” di Sarah Kane e a dirigere e recitare testi di Dennis Kelly e Tony Kushner. Ha partecipato a numerose tournée europee, lavorando con, fra gli altri, Carlo Cecchi, Mario Martone, Tony Servillo. Ha lavorato anche per il cinema, con registi come Ferzan Ozpetek, Woody Allen, Peter Greenaway, Paolo Sorrentino e Matteo Garrone.

Conosciuto dal grande pubblico televisivo per avere interpretato il ruolo di Lorenzo nella serie tv “Boris” e nella pellicola “Boris – Il film”, Carlo De Ruggieri ha lavorato nel cinema con registi del calibro dei fratelli Taviani (“Il sole anche di notte” e “Fiorile”), Silvio Soldini (“Agata e la tempesta”) ed Ettore Scola (“Che strano chiamarsi Federico”). A teatro ha partecipato, fra gli altri, agli spettacoli “Tutto a posto” e “L’ufficio” di Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre, “Blues” di Tennessee Williams con la regia di Pierpaolo Sepe, “Il giuoco delle parti” di Luigi Pirandello con la Compagnia di Umberto Orsini, ed è interprete dei monologhi “Stare meglio oggi” di Giacomo Ciarrapico.

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Verrà messa in scena sabato 9 marzo, alle 20.45, al Teatro Centrale di Carbonia, la produzione Quinte Emotive “Il berretto a sonagli”, di Luigi Pirandello, con Cristina Pillola, Giusy Fogu, Gisella Biggio, Leonardo Pani, Efisio Deiola, Manuela Perria, Andrea Zucca, musiche dal vivo di Pinuccio Pumoni, costumi di Rosa Pinna, regia di Paolo Angioni.

“Il Berretto a Sonagli” mette in scena le vicende di Ciampa, un impiegato di mezza età alle dipendenze del ricco Cavalier Fiorica. Ciampa vive con la giovane moglie Nina in una piccola città siciliana dove tutto scorre tranquillo in un clima di generale indifferenza.

Gli avvenimenti prendono una piega diversa quando la moglie del suo datore di lavoro, Beatrice, si convince che il marito sia divenuto amante della moglie di Ciampa. La donna denuncia la coppia alle autorità, immaginando di avere la famiglia al suo fianco.

Questo gesto sconvolge il paese; di conseguenza, i personaggi della commedia si danno da fare per manipolare Beatrice e disinnescare la vicenda per paura che questo possa distruggere lo status quo.

Per acquistare i biglietti venerdì 8, dalle 17.00 alle 19.00 e sabato 9 marzo, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 18.30 alle 20.40, prenotazioni al 328 1719747.

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Tra ironia e pathos con la Stagione de La Grande Prosa e Danza 2018-2019 al Teatro Centrale di Carbonia organizzata dal CeDAC – con il patrocinio e il sostegno del comune di Carbonia – nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna. Dieci i titoli in cartellone tra gennaio e aprile – tra divertenti commedie e drammi moderni, ricchi di spunti di riflessione sui temi cruciali del presente – dalle ingiustizie sociali ai confini dell’etica e della morale, dalla passione per il gioco al ruolo degli anziani, dal potere della ricchezza alle storie degli “invisibili” che abitano le nostre città.

Focus sulla drammaturgia contemporanea – con testi originali accanto ai grandi classici della storia del teatro, oltre a affascinanti racconti sulle punte e coreografie d’autore – per una programmazione pensata per gli amanti della prosa e della danza ma anche per attrarre nuovi pubblici specialmente tra le giovani generazioni e rispondere alle istanze di spettatori attenti e curiosi.

Tra i protagonisti Andrea Giordana e Galatea Ranzi con Luchino Giordana, Ascanio Celestini, Marina Massironi e Roberto Citran, Nunzia Antonino e i Solisti della Compagnia di Daniele Cipriani. Spazio ad alcune tra le più interessanti realtà della scena contemporanea – come la Compagnia Gank ed il coreografo Emiliano Pellisari – che firma il visionario “Comix” per NoGravity Dance Company – e ensembles isolani come le Quinte Emotive con “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello diretto da Paolo Angioni, Batanea Teatro con “I am Hamlet” scritto, diretto e interpretato da Andrea Tedde, in scena con Marta Proietti Orzella e Carlo Antonio Angioni e Il Calderone che propone “Tre sull’altalena” di Luigi Lunari per la regia di Dario Siddi.

Il sipario si alzerà – domenica 13 gennaio, alle 20.45 – su “Poker” di Patrick Marber – drammaturgo di punta del teatro britannico, già autore del testo cult “Closer” – nella mise en scène della Compagnia Gank per la regia di Antonio Zavatteri. Sul palco Alberto Giusta, Enzo Paci, Federico Vanni, Fabio Fiori, Daniele Madeddu e Massimo Brizi prestano corpo e voce ai protagonisti di una partita a carte che diventa metafora dell’esistenza. Nello scantinato di un ristorante di periferia il proprietario e il figlio, due camerieri e il cuoco ogni domenica si riuniscono per giocare tutta la notte, in un rito in cui frustrazioni, desideri e sogni si condensano finché l’arrivo inatteso di un personaggio cambierà le regole e deciderà il finale – sul filo della suspense.

Il fascino dei grandi capolavori della storia del balletto e le originali creazioni coreografiche di Amedeo Amodio e Mauro Bigonzetti – domenica 20 gennaio, alle 20.45 – per il Gala di Danza firmato Daniele Cipriani Entertainment. Sotto i riflettori i Solisti della Compagnia di Daniele Cipriani: Alessandro Burini, Andrea Caleffi, Paola De Filippis, Umberto Desantis, Susanna Elviretti, Ilaria Grisanti, Marco Lo Presti, Francesco Moro, Davide Pietroniro, Madoka Sasaki – Maître de Ballet Stefania Di Cosmo. Un’antologia di assoli, pas de deux e scene “corali” tra un’avvincente Suite da “Carmen”, l’incantevole “Lago dei Cigni” e le atmosfere oniriche de “Lo Schiaccianoci” accanto al “Prélude à l’après-midi d’un faune” sulle note di Debussy, la storia di “Coppelia” e le suggestioni di “Mediterranea”.

Viaggio tra i ricordi di una vita – sabato 16 febbraio, alle 20.45 – ne “Le Ultime Lune” di Furio Bordon con Andrea Giordana (nel ruolo che fu di Marcello Mastroianni) e Galatea Ranzi accanto a Luchino Giordana per la regia di Daniele Salvo: un vecchio professore, in procinto di trasferirsi in una casa di riposo, in un immaginario dialogo con la moglie defunta ripensa al passato, medita sul presente e il futuro, e sogna. La fortunata pièce (Premio IDI 1993 come miglior novità teatrale) affronta la questione della terza età nella moderna civiltà dell’apparenza, tra il miraggio di un’eterna giovinezza e il difficile dialogo tra le generazioni. Il protagonista, stanco e amareggiato, ripercorre a ritroso gli istanti significativi della propria esistenza, riflettendo sull’amore, i legami, il difficile rapporto con il figlio e l’enigma della morte.

La magia del nouveau cirquegiovedì 21 febbraio, alle 20.45 – con “Comix / La fantasia al potere” – una creazione di Emiliano Pellisari per NoGravity Dance Company, con coreografie di Mariana Porceddu, che intreccia invenzioni grafiche e acrobazie, teatro, danza, musica e illusionismo in un poetico racconto per quadri tra coreografie aeree e fondali marini. Un’opera visionaria – fra classici accenti e variazioni in jazz – che attinge al mondo dei fumetti e dell’illustrazione come all’immaginario pittorico, spaziando dalla Linea di Cavandoli e dalla cifra di Keith Haring ai dipinti di Marc Chagall e René Magritte. Un raffinato divertissement a ritmo di swing tra scheletri danzanti e scomposizioni di corpi, per sperimentare l’emozione del volo al chiaro di luna o di un’immersione per nuotare con i pesci, in un’atmosfera fantastica e surreale.

Un dramma della gelosia – sabato 9 marzo, alle 20.45 – con “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, nella versione delle Quinte Emotive con Cristina Pillola, Giusy Fogu, Gisella Biggio, Leonardo Pani, Efisio Deiola, Manuela Perria ed Andrea Zucca per la regia di Paolo Angioni. Il dilemma di Ciampa, impiegato alle dipendenze del Cavalier Fiorica, esplode in tutta la sua crudele evidenza di fronte all’inattesa pubblica rivelazione di una liaison tra la sua giovane sposa e il suo principale. Il segreto gridato con grande scandalo dalla moglie del cavaliere, che sporge addirittura una denuncia, costringerebbe l’uomo a punire l’adulterio con un “delitto d’onore”, ma egli propone un’alternativa paradossale, per evitare le tragiche conseguenze della “verità”, invitando alla ragionevolezza in una società in cui «siamo solo pupi».

Un intrigante gioco di specchi – sabato 16 marzo, alle 20.45 – con “I am Hamlet” di Batanea Teatro: la pièce scritta, diretta e interpretata da Andrea Tedde, anche protagonista sulla scena insieme con Carlo Antonio Angioni e Marta Proietti Orzella, mostra un attore alle prese con la sua migliore interpretazione della tragedia shakespeariana, al confine tra vita e arte. Vittima di un incidente stradale, l’uomo entra in coma e in quello stato di incoscienza si identifica con il principe di Danimarca: il risveglio è faticoso e amaro, con la consapevolezza di aver solo “sognato” e l’avvertimento di un pericolo reale. Il termine di quel singolare processo di “immedesimazione” dell’attore con il personaggio, coincide con un passaggio irrevocabile per entrambi: una soglia fatale, per una recita senza testimoni né spettatori.

L’eco di un’antica ferita – venerdì 22 marzo, alle 20.45 – in “Else” di Nunzia Antonino, anche protagonista sulla scena, in un’intensa prova d’attrice e Carlo Bruni (che firma anche la regia), moderno dramma liberamente ispirato a “La signorina Else” di Arthur Schnitzler: una donna, imprigionata nel passato, rivive l’osceno scambio che ha segnato la fine dell’innocenza. Il tempo si è fermato, per lei, a quell’istante bruciante di vergogna, alla sfida temeraria contro l’ipocrisia di una società corrotta dal potere del denaro: la fanciulla sacrificata all’incoscienza paterna, il corpo violato dallo sguardo impudico di un estraneo in cambio della salvezza dalla rovina. Un trauma irrisolto – e insuperabile – frutto di un terrificante rito di passaggio, un triste ingresso nel mondo degli adulti, forse ignari o indifferenti alla bellezza e alla fragilità dell’adolescenza.

Storie ai margini – sabato 30 marzo, alle 20.45 – con “Pueblo” scritto e interpretato da Ascanio Celestini, straordinario affabulatore contemporaneo che tratteggia un affresco delle periferie urbane – in un giorno di pioggia – tra ironia e disincanto, note struggenti e delicata poesia. Un microcosmo fatto di immigrati e clochards, in cui spicca una bambina cresciuta alla dura scuola della strada, che fa il suo apprendistato di ladra sotto la guida del padre e di un giovane zingaro, per poi scoprire, da orfana, che perfino la carità e l’assistenza pubblica possono avere un lato oscuro. Una narrazione avvincente – impreziosita dalle musiche di Gianluca Casadei – per avventurarsi in un altrove che in realtà è dietro l’angolo, tra i nuovi poveri del terzo millennio, tra sorprendenti e crude tranches de vie, tra i sogni e le speranze degli “ultimi” – al di là del bene e del male.

Incrocio di destini – venerdì 5 aprile, alle 20.45 – con “Le verità di Bakersfield” di Stephen Sachs, una commedia brillante interpretata da Marina Massironi e Roberto Citran per la regia di Veronica Cruciani, per riflettere sui pregiudizi e il divario tra le classi sociali. Sulle tracce di una preziosa opera d’arte, un esperto di livello mondiale s’imbatte in una barista disoccupata, nella cui caotica roulotte – stando agli indizi – potrebbe celarsi un dipinto di Jackson Pollock. L’incontro fra i due – il raffinato uomo di mondo e la donna amareggiata e sconfitta – riserva però delle sorprese: i privilegi dati dalla cultura e dall’ambiente non sempre bastano per avere la meglio su creature più sfortunate, costrette a lottare per sopravvivere, anzi l’equilibrio tra i due si sposta insensibilmente fino all’inatteso epilogo.

Finale con brio – sabato 13 aprile, alle 20.45 – con “Tre sull’altalena” di Luigi Lunari, nell’allestimento de Il Calderone con Assunta Piras, Carla Calabrò, Francesco Corgiolu e Loredana Marzeddu, per la regia di Dario Siddi, alle prese con una pièce ricca di humour nero sui grandi misteri della vita e della morte. Tre personaggi diversissimi si ritrovano a trascorrere un’intera notte nello stesso appartamento, in una situazione ambigua, tra strani e inquietanti fenomeni, tanto da sospettare di trovarsi nell’anticamera dell’aldilà. Tra pungenti battute e divagazioni filosofiche, i protagonisti continueranno a indagare sulla propria condizione, in attesa di un segno inconfutabile che li liberi dall’incertezza, fino all’apparizione di un’enigmatica figura femminile… preludio all’ultimo coup de théâtre.

La Stagione de La Grande Prosa e Danza 2018-2019 al Teatro Centrale di Carbonia è organizzata dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiBAC/ Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Sardegna e del Comune di Carbonia, con il contributo della Fondazione di Sardegna e con l’importante supporto di Sardinia Ferries, che ospita sulle sue navi artisti e compagnie in viaggio per e dall’Isola.

 

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Domenica 16 dicembre, alle ore 18.30, al Teatro Electra di Iglesias, l’associazione culturale teatrale Quinte Emotive metterà in scena lo spettacolo teatrale “Il Berretto a sonagli”, di Luigi Pirandello. Si tratta della dodicesima replica, l’ultima del 2018, dopo quelle di Iglesias dello scorso anno, Portoscuso, Sant’Antioco, Assemini e Monserrato. Per il 2019 sono già in calendario repliche a Carbonia e Sanluri.

Il cast.

Cristina Pillola | Beatrice la Bella

Giusy Fogu | Saracena, Assunta la Bella

Gisella Biggio | Fana

Andrea Zucca | Fifì la Bella

Leonardo Pani | Ciampa

Efisio Deiola | Delegato Spanò

Manuela Perria | Nina                   

Uno spettacolo intenso e ricco di emozione, attuale più che mai nel racconto delle dinamiche sociali. Una sceneggiatura rigorosa, quasi incontestabile, quella di Pirandello capace di tirar fuori, in maniera saggia e onesta, i molteplici meccanismi di una società allergica alla possibilità di cambiare.

I biglietti, al prezzo di 8 euro, sono in prevendita presso la Libreria Mondadori di Iglesias, in Piazza Lamarmora. 

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In attesa della stagione di prosa 2019, la Cedac sabato 1° dicembre, alle 20.45, proporrà al Teatro Centrale di Carbonia “I fuorilegge di Versailles”, scritto e diretto da Paolo Rossi.

Ancora una tappa dell’ormai lungo percorso di Paolo Rossi attorno al “pianeta” Moliere. Lo spettacolo prodotto dal Teatro Menotti, già dal titolo tra Luigi Pirandello e Lina Wertmuller, racconta la straordinaria visione teatrale di un autore attore sempre in bilico tra il dentro e il fuori scena, tra il personaggio, l’attore e la persona. Paolo Rossi, qui ancora assieme alla storica e straordinaria compagna di sempre Lucia Vasini, dirige una compagnia di attori e musicisti. Lo sfondo è ancora Versailles, le parole e gli intrecci “molierani” ancora si incrociano con le visioni del tempo presente, la storia è sempre la stessa, ovvero quella del conflitto tra il potere e i “fuorilegge”, tra il teatro e la vita.

«…Lui aveva la fortuna di recitare a Versailles, ma solo lì, che significa che fra i suoi spettatori c’erano anche i bersagli della sua satira». Così improvvisava sul conflitto tra teatro e potere. «Io cercavo un manifesto di lavoro – continua Rossi – e Molière me lo ha dato: mette in scena se stesso, il personaggio e la maschera. L’improvvisazione è una disciplina militare. Lui voleva fare l’attore drammatico e invece gli veniva meglio fare il comico, e con tutto il dovutissimo rispetto, l’associazione c’è» (da un’intervista di Paolo Rossi su Moliere).