19 May, 2022
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La Monteponi riparte con una rosa quasi interamente cambiata rispetto ad inizio stagione e tenta la grande rimonta verso il vertice della classifica. 11 i calciatori che hanno lasciato la Monteponi, 12 quelli arrivati al loro posto, un’intera squadra. Il simbolo della “rivoluzione” è costituito indubbiamente da Samuele Curreli, tornato alla “corte” del presidente Giorgio Ciccu dopo una breve e brillante esperienza vissuta con il Carbonia, capolista del campionato di Eccellenza e finalista della Coppa Italia, manifestazione tricolore nella quale il bomber originario di Narcao è stato primattore assoluto con 10 goal in 6 partite (5 i goal realizzati in 11 partite di campionato)!

Samuele Curreli è tornato a Iglesias, dove nella passata stagione è arrivato ugualmente a campionato iniziato, trascinando la squadra allora guidata da Andrea Marongiu, ad una cavalcata esaltante, portandola dall’ultimo al quarto posto finale, con 19 goal realizzati in 17 partite. Al suo fianco, nel nuovo attacco rossoblu, avrà Nicola Lazzaro, suo compagno di squadra all’inizio della scorsa stagione al Carloforte, ed Andrea Renzo Iesu, classe 2000, 13 goal lo scorso anno a Villamassargia in Promozione, già suo compagno di squadra quest’anno al Carbonia. Gli altri volti nuovi della Monteponi sono: Mariano Atzeni, in arrivo dal Seulo 2010; Alessio Congiu, dalla Kosmoto Monastir; Andrea Garau, dal Seui; Nicola Giganti (classe 2002) dall’Arbus ma cresciuto nel Carbonia; l’argentino Sebastian Lamacchia, dal Pozzallo; Nicolò Melis (classe 1999), al rientro dopo aver assorbito un infortunio; Lorenzo Fois (classe 2001) dal Carbonia; Daniel Musanti, 37 anni, svincolato; e, infine, Abu Sonko (classe 1999), dal Decimo 2007.

I calciatori che hanno lasciato la Monteponi sono: Alberto Atzori, alla Kosmoto Monastir; Marco Damele (classe 2000) all’Atletico Cagliari; Alessio Meloni al Decimoputzu; e sette svincolati: Christian Cacciuto, all’Orrolese; Giuseppe Corona; Stefano Demontis, al Cortoghiana; Emanuele Dessì (classe 2001), Francesco Frau (classe 2000); Claudio Pillittu, Antonio Usai; Luigi Usai.

«Proviamo a prenderli!» – si legge in un post pubblicato stamane dalla società rossoblù nella pagina Facebook -. Sembra il titolo di un film mentre invece sarà il leit motiv di questa seconda parte di stagione in casa Monteponi. Alla luce della vera e propria rivoluzione che si è determinata in questa sessione di mercato che si conclude lunedì. Il risultato è stato di una rosa completamente rivista messa a disposizione di Mr Agus. Sono partiti 11 giocatori e ne sono arrivati altrettanti a sostituirli. L’operazione più suggestiva vede il ritorno in rossoblu della STELLA Samuele Curreli!
Insomma si riparte, con grande entusiasmo ma anche con grande serenità. Proviamo a prenderli appunto – conclude il post della società -, ma non sarà facile e, se non dovessimo riuscire, perlomeno ci saremo divertiti…»

L’impresa è ardua, la Monteponi ha ottenuto solo 13 punti nelle 13 partite fin qui disputate, 1 solo punto sopra la zona playout, 3 sopra la zona retrocessione diretta; l’Idolo è capolista con 28 punti, il Sant’Elena segue a quota 26, il Gonnosfanadiga a 23. Se la Monteponi riuscisse a rientrare in corsa quantomeno per il terzo posto, il suo sarebbe quasi un miracolo, sulla falsariga di quanto fece lo scorso anno, quando ripartì molto più indietro, ultima con 2 soli punti dopo 9 giornate, e terminò…al quarto posto!

Giampaolo Cirronis

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Venerdì 20 dicembre 2019, a partire dalle ore 11.00, presso la sala conferenze del VII piano dell’ospedale “SS. Annunziata” di Sassari si svolgerà una piccola festa voluta dal Coordinamento provinciale della Prometeo AITF ODV per celebrare il Natale. Anche quest’anno, i trapiantati dell’associazione desiderano ricordare insieme alla nascita di Cristo la loro rinascita, resa possibile dalla donazione e dal trapianto, con un pensiero particolare ai donatori di organi che hanno fatto ad altri il dono più prezioso di tutti: la vita.

Oltre agli operatori sanitari dell’AOU di Sassari sono invitati alla manifestazione trapiantati e loro famiglie, donatori viventi, familiari di donatori e autorità locali. Don Luigi Usai, cappellano dell’ospedale, farà una piccola riflessione su questa ricorrenza e, oltre a lui, potrà prendere la parola chiunque voglia esprimere un pensiero o raccontare la sua esperienza legata al trapianto o alla donazione.

Anche l’evento “Natale in corsia” è incluso nel progetto dell’associazione “Sardegna – Un dono per la vita 2019”, cofinanziato dalla Fondazione di Sardegna e dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Lavoro (L.R. n. 13/1991, art. 72).

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La Monteponi ha portato a termine altre due importanti operazioni di mercato in ingresso con il centrocampista Alessio Meloni ed il centravanti Christian Cacciuto, ma ha perso il nuovo tecnico, Marco Cossu, che ieri ha annunciato la sua rinuncia all’incarico.

Alessio Meloni, 29 anni, torna alla Monteponi dopo l’esperienza maturata nella stagione 2015/2016, e le esperienze con Samassi, Siliqua e Quartu 2000; Christian Cacciuto, 36 anni, una lunga carriera alle spalle, arriva alla Monteponi dopo una stagione divisa tra Carbonia in Promozione ed il Samassi in Eccellenza.

La rinuncia all’incarico di Marco Cossu è arrivata nella stessa giornata in cui la società ha annunciato gli ultimi due nuovi arrivi.

«Ringrazio la società Monteponi Iglesias nelle persone del Presidente Ciccu, del Direttore Maramarco e di tutti i collaboratori che ho avuto occasione di conoscere, ringrazio e mi scuso con i giocatori che, direttamente o indirettamente, ho coinvolto proponendo un progetto nel quale credevo fortemente ma ritengo non ci sano le condizioni per iniziare un percorso che, nell’intendimento mio e del mio staff, mirava a riportare ai fasti di un tempo una Società gloriosa, piena di fascino e con quasi 100 anni di storia come la Monteponi.

Le motivazioni che mi avevano fatto preferire la Monteponi erano proprio rappresentate dall’importanza della città, dalla sua storia e dal desiderio di aderire ad un progetto che avesse come finalità quella di riportare questa Società, attraverso un accurato percorso tecnico ed organizzativo, all’interno di un campionato nazionale, contesto certamente più consono alle tradizioni sportive di Iglesias.

Erano proprio queste le ambizioni che mi erano state prospettate nei primi incontri e che non si limitavano al raggiungimento della pur difficile promozione nel campionato di Eccellenza nel corso di questa stagione sportiva, ma che si estendevano verso un progetto più ampio e duraturo nel tempo, con l’idea di creare, anche attraverso la costante crescita del settore giovanile, una realtà che potesse rappresentare un modello sportivo ed organizzativo all’interno del panorama dilettantistico del calcio sardo.

Essendo venuti meno, già in questa fase iniziale, non tanto gli obiettivi ambiziosi legati alla presente stagione sportiva, quanto la condivisione delle strategie utili per il loro raggiungimento e quella visione di prospettiva che ritenevo indispensabile per dare gambe al progetto, ritengo necessario e corretto fare un passo indietro, che consenta alla Società di sviluppare autonomamente la propria progettualità, ma anche a me e al mio staff di poterci ritenere liberi di valutare, nell’immediato o in un prossimo futuro, ulteriori opportunità. Un grande in bocca al lupo alla Monteponi Calcio»

Fin qui la lettera di congedo di Marco Cossu che finora la società non ha commentato ma dal suo contenuto emerge una mancata condivisione sulle scelte dei calciatori fatte dalla società.

Ricordiamo che prima di Alessio Meloni e Christian Cacciuto, la Monteponi aveva definito prima l’arrivo del centrocampista Giacomo Ariu, poi quelli del portiere Claudio Pillittu, dei difensori centrali Luigi ed Antonio Usai (fratelli), dell’attaccante Raffaello Idili e, infine, del centrocampista brasiliano Felipe Yago Silva Soares.

Il presidente Giorgio Ciccu ed il direttore sportivo Carlo Maramarco si sono già attivati per individuare il nuovo tecnico, al quale affidare la squadra, ormai quasi al completo, per puntare alla promozione in Eccellenza regionale.

Il nuovo bomber rossoblu Christian Cacciuto.

 

 

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Dopo quello con il centrocampista Giacomo Ariu, la Monteponi Iglesias ha raggiunto l’accordo per la prossima stagione con altri quattro calciatori. Si tratta del portiere Claudio Pillittu, ex Guspini; dei difensori centrali Luigi e Antonio Usai, fratelli, il primo ex Samassi, il secondo ex Tortolì; e, infine, del giovanissimo attaccante Raffaello Idili, classe 2002, ex Arbus, in arrivo in prestito dal Cagliari Calcio.
«La campagna di rafforzamento continua nei prossimi giorni – ha detto il direttore sportivo Carlo Maramarco – con diverse operazioni in dirittura d’arrivo per l’unico obiettivo di provare il salto di categoria.»

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Una serie di tavoli, sedie e poltroncine per garantire un maggior comfort ai pazienti ricoverati nel Spdc, Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, del Santissima Annunziata. Li hanno donati le Curie di Sassari ed Alghero e la famiglia del medico Tsatsaris Apostolis, scomparso prematuramente lo scorso anno.

Nei giorni scorsi, gli arredi sono stati benedetti durante una piccola cerimonia, alla quale hanno partecipato paziente e operatori, l’arcivescovo di Sassari, Gianfranco Saba, il segretario del vescovo di Alghero, Gianpiero Piras, quindi i familiari del medico scomparso, la moglie Antonella Virdis e i due figli Margherita e Nicola.

A ricordarlo con un breve discorso, illustrando la donazione, è stato il direttore del Spdc Donato Posadinu che ne ha sottolineato «le doti di umanità e professionalità che lo hanno sempre distinto». Il medico psichiatra, amato dai colleghi e dai pazienti, ha lasciato un grande vuoto nella struttura ospedaliera nella quale lavorava. «Ha sempre lavorato tanto per i pazienti e merita un ricordo affettuoso»ha aggiunto la dottoressa Franca Piras.

Parole di conforto e di stima sono arrivate anche dall’arcivescovo di Sassari e dal segretario dei vescovo di Alghero. Era presente anche il cappellano dell’ospedale don Luigi Usai.

A portare i saluti della direzione generale dell’Aou di Sassari è stata Chiara Seazzu, direttore dell servizio Risorse umane. 

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È pronto il calendario per la Settimana Santa, con l’orario delle messe che saranno celebrate nelle cappelle del presidio ospedaliero dell’Aou di Sassari.

Nella cappella al piano terra del Palazzo Clemente, i cappellani don Paolo Mulas e don Eugenio Pesenti celebreranno le messe domenica 14 aprile, alle ore 10,15, con la benedizione delle palme.

Giovedì 18 aprile, alle ore 16,30, sarà celebrata la messa in “Coena Domini mentre alle ore 20,30 si svolgerà la “Ora Santa, la veglia all’altare della reposizione.

Venerdì 19 aprile nei vari reparti, a partire dalle ore 9.00, ci sarà l’adorazione della Santa Croce.

Domenica 21 aprile, la messa per la Pasqua di Resurrezione sarà celebrata alle ore 10,30.

Nella cappella al settimo piano del Santissima Annunziata, invece, don Luigi Usai, domenica 14 aprile, alle ore 9,30, celebrerà la benedizione delle palme e la messa.

Giovedì 18 aprile, alle 16,30, è in programma la messa in “Coena Domini”.

Venerdì 19 aprile, alle ore 15.00, si terrà la celebrazione della “Passio Domini”.

Domenica 21 aprile, infine, alle 9,30, sarà celebrata la messa della Pasqua di Resurrezione.

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Sarà celebrata lunedì 25 marzo la festa per la patrona dell’ospedale Santissima Annunziata, una delle funzioni religiose più attese e sentite nell’ambito della Aou di Sassari.

La cerimonia eucaristica in onore della patrona sarà celebrata alle ore 11, nella cappella al settimo piano dell’ospedale di via De Nicola, dall’arcivescovo di Sassari monsignor Gian Franco Saba.

La celebrazione della solennità della patrona dell’ospedale sassarese rappresenta un importante appuntamento, un momento di ritrovo e di raccoglimento per la comunità sassarese, oltre che per gli operatori sanitari dell’ospedale civile e per i pazienti.

L’organizzazione della celebrazione è stata curata dal cappellano dell’ospedale don Luigi Usai.

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Sono tumori che pochi conoscono, perché pochi sono gli “sponsor”, ex pazienti o testimonial d’eccezione, che ne parlano. Tumori che, anche dopo la cura portano a un peggioramento della vita. Sono quelli della laringe che, nell’ultimo trentennio, se da una parte hanno fatto registrare un calo dell’incidenza, dall’altra hanno fatto registrare un peggioramento della prognosi. Diverse le modalità di intervento ma resta fondamentale la diagnosi precoce.

Questo quanto emerso ieri nell’incontro scientifico organizzato dall’unità operativa di Otorinolaringoiatria dell’Aou, diretta da Francesco Bussu, nell’aula A della Facoltà di Medicina. Un’occasione per celebrare anche San Biagio, vescovo e martire, protettore dei malati di gola e patrono degli specialisti otorinolaringoiatri, alla quale ha partecipato una rappresentanza di direttori di dipartimento e di strutture, docenti ed ex docenti della Facoltà di Medicina, studenti e personale medico e infermieristico. A completare le celebrazioni in onore del santo anche una messa con l’arcivescovo di Sassari e l’esposizione della reliquia di San Biagio.

A fare un quadro della situazione, e in particolare delle diverse metodiche di intervento chirurgico, è stato Gaetano Paludetti, professore e direttore dell’istituto clinica Otorino dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma. A lui è spettato il compito di illustrare, attraverso la sua relazione, l’esperienza ventennale del Policlinico Gemelli nella chirurgia oncologica della laringe.

Il docente della Cattolica ha sottolineato come «l’incidenza di questo tipo di tumore – ha detto – è in fase di decrescita, anche per la riduzione del tabagismo. Tuttavia c’è un peggioramento della prognosi, dovuto in parte alle nuove modalità di trattamento finalizzate ad evitare la tracheostomia permanente». Sono state illustrate quindi le metodiche chirurgiche e non chirurgiche al momento a disposizione.

Operatori e pazienti quindi si sono ritrovati nella piccola cappella al piano terra del Palazzo Clemente dove l’arcivescovo di Sassari, Gianfranco Saba, coadiuvato dai cappellani dei presidi ospedalieri dell’Aou, don Luigi Usai, don Eugenio Pesenti e don Paolo Mulas, ha celebrato la funzione religiosa. L’alto prelato nell’omelia ha ricordato il progetto per la pastorale della Salute e ha posto l’accento sulla necessità di garantire la salute e l’assistenza a tutti, in un periodo in cui sembrano regnare le divisioni. È stata letta quindi una preghiera dei laringectomizzati.

A margine della funzione religiosa, il direttore generale Antonio D’Urso ha sottolineato come l’unità operativa di Otorinolaringoiatria sia un punto di riferimento per la città di Sassari. «Un plauso va alla squadra diretta da Francesco Bussu. La struttura è in forte crescita – ha detto -, in costante aumento i casi presi in carico e la loro complessità, segno di come l’unità operativa sia un’articolazione importante dell’Aou e un punto di riferimento per la didattica e la sanità della città e del territorio».

L’arcivescovo quindi, nel reparto al secondo piano della stecca bianca di viale San Pietro, ha salutato i degenti e ha esposto la preziosa reliquia del santo incastonata in un reliquario d’argento del 1500, oggetto di secolare devozione per i sassaresi.

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Nelle strutture ospedaliere dell’Aou di Sassari, pazienti e fedeli possono partecipare agli appuntamenti che avvicinano al Natale. I cappellani del Santissima Annunziata, don Luigi Usai, e delle Cliniche di viale San Pietro, don Paolo Mulas e don Eugenio Pesenti, hanno fissato il calendario delle funzioni religiose sino all’Epifania.

Nella cappella al settimo piano dell’ospedale civile Santissima Annunziata, la messa della vigilia, il 24 dicembre, è fissata per le ore 18,30. La messa del giorno di Natale, invece, è per le ore 9,30. Il 26 dicembre, Santo Stefano, la celebrazione eucaristica è fissata alle ore 9,30. Il 31 dicembre, alle ore 18,30, sarà celebrata la messa con “Te Deum” di ringraziamento. Il giorno dell’Epifania, 6 gennaio, la messa è per le ore 9,30.

Nel complesso ospedaliero delle cliniche, nella cappella San Pietro di Palazzo Clemente, al piano terra, la messa di Natale sarà celebrata appunto il 25 dicembre alle ore 10,30. Il 6 gennaio alle 10,30 è in programma la messa per l’Epifania.

Nella cappella al quinto piano del Materno Infantile, gli orari delle messe sono stati fissati alle ore 20,20 per il 24 dicembre, messa della Vigilia, quindi il 5 gennaio, alle ore 17.00, la messa per l’Epifania.

In clinica Ostetrica, poi, le novene del Santo Natale, vengono celebrate alle ore 17,40.

Il 24 dicembre, inoltre, a mezzanotte, è in programma la veglia e l’adorazione del Bambino Gesù in Terapia intensiva neonatale. La celebrazione è riservata ai soli genitori dei bambini ricoverati e al personale del reparto.

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Dopo il Vermentino e il Cannonau, presentati domenica e ieri nel Padiglione 8 riservato alla Regione Sardegna nel Veronafiere di Vinitaly, oggi è stata la grande giornata dedicata ai vitigni del Carignano. Circa 17mila ettolitri prodotti ogni anno, sostanzialmente in media nel quinquennio 2010-2014, su 2mila ettari coltivati soprattutto nella provincia storica di Cagliari (1876 ettari) e in particolare nei territori del Sulcis.
La vetrina odierna si è aperta questa mattina con il giornalista enogastronomico e redattore della guida dell’Espresso e di Scatti di Gusto, Stefano Ronconi, che con Pier Paolo Fiori, dell’Agenzia regionale Agris, hanno presentato “Il Carignano e la sabbia: un rapporto antico per un vino moderno”. A seguire si sono tenute le degustazioni di 8 tipologie di Carignano accompagnate da prodotti tipici sardi. All’iniziativa erano presenti diversi giornalisti esperti del settore. L’agronomo di Agris ha poi introdotto i lavori su “Cannonau e Carignano, l’espressione dei grandi rossi”. Pier Paolo Fiori ha illustrato le principali DOP regionali prodotte da vitigni Cannonau e Carignano e i loro territori di espressione. Anche in questo caso è seguita una degustazione guidata di 6 vini, in abbinamento con prodotti di eccellenza della gastronomia tradizionale sarda: formaggi e salumi finemente ricercati. Sui tavoli 3 Carignano e 3 Cannonau. I primi accompagnati da 3 salumi di montagna: di cui uno di capra e uno di pecora. I secondi affiancati da 3 formaggi da latte crudo di breve e media stagionatura: dal vaccino al pecorino passando per il caprino. A chiudere la cornice dei prodotti tipici i pani della tradizione: pistoccu e carasau. Il faccia a faccia con le delegazioni estere, organizzato nel pomeriggio, è stato curato con il Vinitaly Incoming da Luigi Usai dell’assessorato dell’Agricoltura. Una delegazione di 12 statunitensi e 8 canadesi hanno partecipato alla presentazione dei vini. Al primo gruppo sono stati presentati Cannonau, Carignano, Vermentino e Vernaccia, mentre i secondi hanno chiesto di conoscere anche Nuragus e Moscato.
Il Carignano è un vitigno a bacca rossa coltivato prevalentemente nella zona del Sulcis, nella Sardegna sud-occidentale. La sua superficie di coltivazione rappresenta appena il 7% del totale regionale, ma nonostante la sua limitata diffusione il Carignano è certamente uno dei vitigni più interessanti dell’enologia sarda. Si suppone che possa essere stato introdotto sull’isola dai Fenici, attraverso l’antico approdo di Solky, le cui rovine sono ancora visibili nell’isola di Sant’Antioco. L’ipotesi sarebbe supportata dalla presenza del vitigno anche in altre regioni viticole del Mediterraneo interessate da insediamenti fenici, come Tunisia, Marocco e Algeria. Una seconda ipotesi lega la sua introduzione al periodo aragonese, in considerazione del fatto che il vitigno viene denominato anche con il nome dialettale di Axina de Spagna. Il Carignano è presente anche in Spagna e in Francia. In Sardegna viene utilizzato per la vinificazione e la produzione della DOC Carignano del Sulcis (riconosciuta nel 1977) e di diverse IGT. Il vitigno ha una forte resistenza ai venti marini, che gli ha consentito di attecchire e svilupparsi sui terreni sabbiosi e assolati del Sulcis. Ne deriva un vino longevo, dal colore rubino intenso e brillante, caratterizzato da profumi caldi e avvolgenti e sentori leggermente erbacei. Il gusto è secco, sapido, pieno e persistente, leggermente tannico.
L’ultimo giorno del Sardegna Vinitaly sarà dedicato alla Vernaccia. Gli appuntamenti partiranno dalle 10.30 con Giuseppe Carrus, vice curatore della guida Vini buoni d’Italia del Gambero Rosso, che presenterà “La Vernaccia, l’oro di Oristano”, a cui seguiranno degustazioni di 8 tipologie di Vernaccia.