20 April, 2021
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Sono state presentate le prime manifestazioni di interesse per le produzioni del progetto ARIA, inaugurato il 21 settembre 2018, nella miniera della Carbosulcis.

«Partito quattro anni fa – spiega il neo amministratore unico di Carbosulcis Francesco Lippi – il progetto oggi punta dritto ad offrire nuove opportunità per lo sviluppo economico del Sulcis Iglesiente, grazie alle due iniziative in fase di realizzazione presso le aree minerarie di proprietà di Carbosulcis, su precise direttive impartite dall’assessorato regionale dell’Industria.»

«Il progetto ARIA – sottolinea il responsabile del progetto scientifico professor Cristian Galbiati – sta realizzando la più ambiziosa macchina al mondo per la separazione isotopica: una colonna di distillazione criogenica di 350 metri d’altezza sita all’interno di un pozzo minerario, originalmente concepita per la scoperta della materia oscura tramite l’esperimento DarkSide, ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.»

La tecnologia ha suscitato l’interesse di gruppi industriali internazionali, per la produzione di isotopi stabili arricchiti (13C, 15N, 18O) per la diagnostica medica e lo sviluppo di medicinali innovativi.

«Nelle scorse settimane – aggiunge Francesco Lippi – abbiamo ricevuto alcune manifestazioni d’interesse che sono all’attenzione del socio Regione Autonoma della Sardegna relative ad un possibile spin-off sulle aree in via di dismissione mineraria in località Nuraxi Figus e Seruci. Nei prossimi giorni è fissato il primo incontro tecnico con la struttura dell’assessore dell’Industria Anita Pili per le prime valutazioni.»

«Il progetto ARIA è un perfetto esempio di collaborazione fra Ricerca, Università, Istituzioni ed Aziende – spiega Antonio Masoni, referente in Sardegna dell’INFN, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – che mostra ancora una volta che la ricerca fondamentale e l’eccellenza scientifica possono essere motori di innovazione e sviluppo, in grado di valorizzare il tessuto sociale ed economico del territorio. Questo è il grande ruolo che l’INFN sta portando avanti e che portano il nostro Ente Nazionale ad essere riconosciuto tra i più innovativi a livello mondiale.»

«Quello della diagnostica medica e dello sviluppo di medicinali innovativi – afferma il prorettore all’Innovazione UniCA, Maria Chiara di Guardo -, è un mercato mondiale in piena espansione ed evoluzione. Il Sulcis Iglesiente diventa particolarmente attraente a livello internazionale grazie alle caratteristiche uniche del progetto ARIA ed all’abbinamento con il progetto Spirulina, di proprietà dell’Università di Cagliari e Carbosulcis. La coltivazione di Spirulina ed altre alghe azzurre in fotobioreattori sterili – prosegue Maria Chiara di Guardo – permetterà, infatti, l’avvio della produzione di pregiatissime molecole organiche (proteine, vitamine, composti complessi, etc.) caricate begli isotopi stabili arricchiti.»

Il 16 novembre, a Cagliari, presso i locali dell’Aula Magna, in via Università, è in programma un grande evento alla presenza del presidente della Regione, Christian Solinas, e degli assessori dell’Industria, Anita Pili, e della Programmazione, Giuseppe Fasolino. Sarà un’occasione d’incontro tra Istituzioni, Scienziati, Premi Nobel e Case farmaceutiche, per discutere sulle nuove frontiere della diagnostica medica.

Le fotografie sono state scattate il giorno dell’inaugurazione, il 21 settembre 2018.

                                              

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Il prossimo 4 ottobre, a Birori, sarà presentato il progetto “Kent’erbas – Qualità aromatica e nutrizionale di latte, formaggio e carne del Marghine e loro influenza sulla salute umana”, progetto che ha come obiettivo quello di valorizzare e accrescere la qualità dei prodotti del Marghine anche attraverso la ricerca scientifica, per verificare se gli animali alimentati al pascolo producono latte e carni di qualità diversa rispetto ai prodotti ottenuti da animali allevati in stalla e alimentati principalmente a base di mangimi e concentrati.

L’aggregazione “Kent’Erbas” è nata nell’ambito del bando del GAL Marghine “Cercare i parametri di qualità dei prodotti zootecnici” con la collaborazione dell’agenzia Laore, ed è guidata dall’Università degli studi di Cagliari (Dipartimento di Scienze Biomediche), con la partecipazione dell’Agenzia regionale Agris e di ben 27 aziende pastorali del Marghine che allevano ovini e bovini da latte e da carne nei comuni di Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Dualchi, Lei, Macomer, Noragugume, Silanus e Sindia.

All’incontro del prossimo 4 ottobre, dopo il benvenuto del sindaco di Birori, Silvia Cadeddu, interverranno Gabriella Murgia, assessore regionale dell’Agricoltura e riforma agropastorale; Maria Chiara Di Guardo, prorettore Università di Cagliari (Capofila progetto Kent’Erbas); Sebastiano Banni, Università di Cagliari (responsabile scientifico); Sergio Sulas, presidente GAL Marghine; Giuseppino Chessa e le altre aziende zootecniche partner del Progetto Kent’Erbas.

La conferenza stampa si terrà il 4 ottobre 2019, alle ore 16.30, presso l’Aula consiliare del comune di Birori.

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Si è concluso con successo l’evento Unica&Imprese e CeSAR OpenDay, che ha avuto luogo lo scorso giovedì 27 giugno e a cui ha preso parte attivamente anche la Camera di Commercio di Cagliari. La manifestazione era dedicata a promuovere l’incontro tra i ricercatori dell’Università e le imprese del territorio, e la CCIAA si è distinta fra gli enti partecipanti estranei al mondo accademico.

All’interno dello stand dell’ente camerale, aziende e startup hanno avuto la possibilità di conoscere tutti i servizi digitali disponibili presso la Camera di Commercio ed in particolare: il supporto alla compilazione del Selfie 4.0, ovvero il questionario di autovalutazione sulla maturità digitale dell’impresa offerto dal PID – Punto Impresa Digitale; l’identità digitale e lo SPID; il cassetto digitale dell’imprenditore e la fatturazione elettronica.

Non solo, la Camera di Commercio di Cagliari ha contribuito alla giornata anche in occasione della conferenza “Servizi e opportunità per le imprese – Digital transformation”, durante la quale hanno preso la parola Cristiano Erriu, direttore del Centro Servizi per Imprese della CCIAA di Cagliari, Roberto Soliola, presidente di MANAGERITALIA Sardegna ed Alberto Scanu del Digital Innovation Hub.

 Ampia soddisfazione per le azioni compiute dall’ente camerale è stata espressa dalla prof.ssa Maria Chiara Di Guardo, Prorettore all’Innovazione e al Territorio e dalla prof.ssa Maria Del Zompo, Rettore dell’Università di Cagliari, per quanto realizzato a favore delle imprese e per supportarle nella collaborazione con altri soggetti, “sul” territorio e “per” il territorio.

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«La Regione incoraggia ricerca, innovazione tecnologica e creatività per dare alle imprese un sostegno concreto e nuove opportunità di crescita. Abbiamo un patrimonio unico di risorse e vogliamo investire perché la Sardegna diventi un incubatore di nuove iniziative imprenditoriali serie e proiettate al futuro.»

Lo ha affermato l’assessore regionale della Programmazione Giuseppe Fasolino alla presentazione di UniCa&Imprese, l’iniziativa organizzata dall’Università di Cagliari attraverso il Crea, centro servizi di ateneo per l’innovazione e l’imprenditorialità ed il CeSar, centro di servizi di ateneo per la ricerca, in programma domani alla Cittadella Universitaria di Monserrato. Presenti all’incontro, il rettore Maria Del Zompo, Maria Chiara Di Guardo, prorettore delegato all’Innovazione e il territorio, Alberto Scanu, di Confindustria Sardegna e Roberta Vanni, direttore del CeSar. «Il futuro delle nuove generazioni passa attraverso lo strumento della conoscenza ed è vitale la contaminazione creativa tra impresa e Università», ha sottolineato l’assessore Giuseppe Fasolino, nel delineare gli scenari della collaborazione futura tra Università e Regione.

 

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E’ stato inaugurato questa mattina, a Nuraxi Figus, nella miniera di Monte Sinni, l’impianto sperimentale per la produzione dell’alga Spirulina.

La “scoperta dell’acqua calda” proietta la Sardegna in un mercato internazionale di eccellenza e altissima qualità nella produzione dell’alga Spirulina, il supercibo del futuro che promette a chi lo utilizza non solo più energia ma anche benefici per la salute e nel campo dei cosmetici. La scoperta è che, invece di buttarla via come è stato (necessariamente) fatto per anni, può essere utilizzata nel processo di produzione dell’alga Spirulina per ottenere un prodotto finale dalle qualità uniche e straordinarie. Il progetto, avviato e concluso nella prima fase sperimentale, è stato realizzato in collaborazione tra Università di Cagliari e Carbosulcis e finanziato dalla Regione attraverso l’assessorato della Programmazione con 140mila euro. Oggi l’inaugurazione ufficiale dell’impianto sperimentale con l’assessore della Programmazione Raffaele Paci, l’amministratore Unico della Carbosulcis Antonio Martini, il responsabile scientifico del Progetto Cristiano Galbiati, il prorettore per l’Innovazione dell’Università di Cagliari Maria Chiara Di Guardo.

Il fotobioreattore in vetro con scambiatore termico integrato, così si chiama tecnicamente l’alloggiamento dove cresce l’alga Spirulina, ha già dimostrato con successo la funzionalità primaria per la quale era stato concepito, cioè la possibilità di utilizzare il calore dell’acqua della miniera per permettere un ciclo di produzione 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno per la produzione di alghe azzurre in impianti  all’aperto, senza la copertura di serre. Proprio il freddo intenso delle prime settimane di gennaio ha permesso di sottoporre l’impianto ad uno stress test molto importante e significativo che è stato superato brillantemente tanto che l’impianto è stato brevettato. Grazie all’utilizzo dell’acqua calda e al successo del fotobioreattore, Carbosulcis sarà presto in grado di garantire un valore aggiunto importante a imprenditori che volessero cimentarsi con la riqualificazione dei suoi “brown fields” (siti inquinati all’interno dei quali è possibile fare attività di rigenerazione che portino maggiori benefici che le semplici bonifiche) per un ciclo di produzioni che “più verde di così non si può”.

Le attività di sperimentazione sono affiancate da un’analisi di mercato per verificare le potenzialità economiche dei prodotti derivati dalla Spirulina con lo scopo di creare opportunità di sviluppo per il territorio e nuovi posti di lavoro.

Il progetto prevede anche una nuova fase operativa progettuale denominata “Spirulina 2.0”, che ha come obiettivo quello di sperimentare un sistema di produzione più efficace dell’alga, in grado di garantire un’estensione temporale, maggiori quantitativi della produzione e un percorso di imprenditorialità, anche in collaborazione con diversi dipartimenti dell’Università. Per questa seconda fase la Regione prevede un ulteriore stanziamento di risorse, in modo da garantire la prosecuzione delle attività.

L’Amministratore unico della Carbosulcis, Antonio Martini, ha spiegato quelle che sono le prospettive in termini occupazionali.

«Se fino a qualche anno fa l’organico della Carbosulcis contava 430 dipendenti – ha detto Antonio Martini – oggi i dipendenti sono 160 e a breve, con l’attuazione della quota 100, questo numero scenderà ancora a 130, con 15 ingegneri, 2 geologi e 80 tra operai e impiegati tecnici diplomati. La prospettiva, tra questo e gli altri progetti in cantiere, è di occupare subito 20-25 persone, numero che potrà crescere fino a 30-40. Non sono sicuramente grandi numeri, ma ciò che importante e l’indotto che si potrà creare.»

«Il nostro obiettivo – ha rimarcato Maria Chiara Di Guardo – è creare una filiera, aiutare i giovani a creare nuove imprese. A tal fine abbiamo attivati corsi di laurea specifici. Puntiamo a creare un ecosistema, con sinergie tra il progetto Aria e il progetto Spirulina.»

       

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Venerdì 1° febbraio, alle 11.00, nella sala conferenze della Carbosulcis, a Nuraxi Figus, sarà presentato alla stampa il progetto di produzione dell’alga spirulina, che anche grazie alla sinergia con la miniera di Monte Sini, proietta la Sardegna fra i più innovativi ed efficienti produttori del superfood a livello europeo. Con l’assessore della Programmazione Raffaele Paci interverranno l’amministratore Unico della Carbosulcis, Antonio Martini, il responsabile scientifico del progetto Spirulina, Cristiano Galbiati, il prorettore per l’innovazione dell’Università di Cagliari, Maria Chiara Di Guardo. Seguirà una visita all’impianto sperimentale di produzione di spirulina.

   

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https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10216153628501375/

La startup Maga Orthodontics ha vinto la quinta edizione del CLab di UniCa, conclusasi ieri sera al Teatro dell’Ente lirico di Cagliari, tra gli applausi di oltre mille tra studenti, spettatori, amici e parenti dei Clabbers. Tra i team finalisti (EaBlock, eFlavor, Emfores, Glambnb, HiveGuard e Maga Orthodontics), tre sono saliti sul podio: Maga, Eablock e Glambnb. Curata da Antonio Matano (Tg1 Rai), la serata – con una platea gremita di cariche istituzionali e figure di spicco del mondo dell’impresa, industriale e bancario – ha evidenziato un percorso proficuo, basato su innovazione, creatività e talento. Più, la capacità di un rapido confronto con i mercati e la competizione. Maria Chiara Di Guardo (pro rettore Innovazione e responsabile scientifica del CLab) ha sottolineato «l’esplorazione degli adiacenti possibili: le porte da aprire per scoprire nuove opportunità e percorsi da attivare. Il nostro adiacente possibile è quello della contaminazione, del creare ponti e nuove combinazioni del sapere. Per poi esplorare nuove strade, quelle delle imprese, e quelle che vanno verso la valorizzazione dell’impegno, del sacrificio, del coraggio, del non aver paura di fare delle cose».

Maga Orthodontics di Claudio Bellu (odontoiatra) e Mersia Carboni (economia) – premiati da Maria Chiara Di Guardo – si è aggiudicata la quinta edizione del CLab per la produzione e vendita dei primi apparecchi ortodontici magnetici progettati con un software speciale. Maga ha fatto suo anche il premio di Alumni Clabbers da Michela Mari. Al secondo posto Eablock – premiati da Mario Mariani, The Net Value – di Dario Puligheddu (informatico), Miriam Meazza (scienze politiche), Matteo Fercia (economia) e Riccardo Curreli (informatica) hanno progettato un sistema che protegge i dati delle aziende, crea applicazioni blindate che riducono al minimo le incursioni degli hacker. Terza piazza per  GlamBmB – premiati da Augusto Coppola, coach storico del CLab – con Fabio Zicarelli (giurisprudenza), Sara Valdes (beni culturali), Matteo Lombardini (economia) e Marcella Palmas (architettura). Il team ha ideato la prima piattaforma europea dedicata al campeggio di lusso e location esclusive, 40 siti in Italia e 10 in Europa. Premio speciale del rettore per eFlavor (device sulla sensibilità gustativa) di Mariano Mastinu (biologia), Gloria Dessì (farmacia) e Francesco Meloni (economia).

Maga porta a casa circa 20mila euro: 4.000 euro da Sardegna Ricerche per la fast validation, 4.000 euro dall’Ambasciata degli Stati Uniti, 4.000 euro da Fondazione di Sardegna, 1.000 euro da Meta Group, 1.000 euro e assistenza software da Tecnoengi, un anno di servizi gratuiti e di partecipazione al Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria, un periodo di incubazione a The Net Value per la durata di 2 mesi, un percorso di accelerazione a Londra offerto da TechiTALIA Lab. Per Eablock un premio totale di circa 12mila euro: 4.000 euro da Sardegna Ricerche per la fast validation, 2.500 euro offerti da Digital Innovation Hub, 3.000 euro offerte dalla Fondazione di Sardegna, 1.000 euro da Banca Intesa, un periodo di assistenza tecnica gratuita per l’eventuale richiesta di fundraising nella modalità equity crowdfundinge da StrarsUP e un periodo di quattro mesi presso lo spazio di coworking di Open Campus Tiscali. Per GlamBnb premi per circa 10mila euro: 4.000 euro da Sardegna Ricerche per la fast validation, 3.000 euro offerto da Fondazione di Sardegna, 1.000 euro da Banca Intesa, 1.000 euro dalla Banca di Cagliari, un periodo di sei mesi presso lo spazio di coworking di Hub/Spoke e Prototype.

Ofer Sachs, ambasciatore d’Israele in Italia, giurato, ha detto: «Faccio un grande applauso a tutti, ai giovani innanzitutto. Siamo fiduciosi, veniamo qui a Cagliari perché la vostra del CLab è un’idea infettiva fantastica. Tra noi e voi c’è una storia d’amore. Israele, quando si parla di tecnologia, c’è».

Nimrod Kozlovki, informatico e docente all’università Tel Aviv è intervenuto prima della presentazione dei sei team finalisti: «Ci sono problemi planetari di perdita di fiducia, di telecomunicazione e hackeraggio. E si dubita anche della credibilità dei dati su internet. L’economia digitale non è solo tecnologia ma è basata sulla fiducia che si ha dell’informazione che viaggia in rete».

La serata finale si è aperta con la presentazione dei giovani del gruppo Special Olympics, con la proiezione di un filmato cui ha partecipato il grande Gigi Riva.

Al termine della finale, Nadia Pische ha intervistato il Magnifico Rettore dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo, e l’assessore della Programmazione e vicepresidente della Giunta regionale, Raffaele Paci. Alleghiamo anche l’intervista realizzata con Marco Deiosso, vincitore della seconda edizione del Contamination Lab nel 2015 con la Startup Nausdream, impostasi nel settore del turismo a livello europeo, intervenuto nel corso della serata per raccontare la sua esperienza.

 

                                                                

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Si terrà domenica 25 marzo, dalle ore 17.00, presso il Teatro Lirico di Cagliari, l’evento finale della quinta edizione del Contamination Lab UniCa. Al termine della serata seguirà una cena a buffet di networking presso il foyer del Teatro.

Dalle ore 21.00 sarà allestita un’area media partner in cui sarà possibile intervistare Istituzioni, giurati e vincitori.  

La prof.ssa Maria Chiara Di Guardo, prorettore al territorio e all’innovazione e Responsabile scientifico del Contamination Lab UniCa, le ha riservato un invito VIP che le consentirà di accedere all’area privata in platea, previa registrazione presso l’area accreditamento stampa, primo piano.

Gli interventi istituzionali di Maria Del Zompo, Raffaele Paci e Massimo Zedda e la premiazione dei vincitori sono previsti intorno alle ore 19.30.

Il Contamination Lab UniCa ha selezionato quest’anno i migliori 120 ragazzi tra studenti, dottorandi e neo-laureati provenienti da tutte le aree disciplinari dell’Ateneo cagliaritano. Durante la serata, i team ammessi alla finale avranno pochi minuti a disposizione per presentare la propria idea imprenditoriale e convincere la giuria ad assegnare loro importanti premi in denaro e servizi.

Attraverso la finale del percorso, ormai considerata un appuntamento annuale, Il Contamination Lab UniCa concretizza il modello inclusivo con il quale si propone di relazionarsi con il territorio, aprendo le porte dell’Università oltre i propri confini e coinvolgendo nel suo percorso di innovazione culturale e imprenditoriale tutta la cittadinanza, le imprese locali, le istituzioni e i rappresentanti del mondo delle startup a livello nazionale e internazionale in un’ottica di reale contaminazione. 

 

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Da mercoledì 20 a venerdì 22 settembre, si svolge  all’ Hotel Regina Margherita – viale Regina Margherita 44, Cagliari – il convegno annuale dell’Aeit (Associazione italiana di elettrotecnica, elettronica, automazione, informatica e telecomunicazioni) che ha per cornice “Infrastrutture per l’energia e l’Ict come motore per lo sviluppo”. Ai lavori – curati dalla sezione sarda dell’Aeit e dall’Università di Cagliari, coordinati da Debora Stefani (presidente nazionale Aeit) – interviene Maria Chiara Di Guardo, pro rettore ateneo del capoluogo regionale per Innovazione e territorio.

Il convegno si snoda fra comunicazione scientifiche, casi di studio aziendali e tre tavole rotonde con ospiti di rilevo nel panorama nazionale. «Negli ultimi anni – spiegano gli organizzatori – si assiste a una crescente sinergia tra le infrastrutture per la produzione, la trasmissione e la distribuzione di energia elettrica, le reti di telecomunicazione e le tecnologie informatiche che forniscono l’intelligenza necessaria al funzionamento del sistema. La quasi totalità delle attività quotidiane ha una sempre maggiore dipendenza dall’elettricità e utilizza strumenti dotati di una qualche forma di intelligenza (smart tv, elettrodomestici smart, ecc.). La gestione di una moderna rete elettrica, in presenza di sistemi di generazione distribuita da energie rinnovabili, ha crescente necessità di sistemi intelligenti e crea una stretta sinergia e interdipendenza tra le varie tecnologie. Cloud computing, Big Data, interconnessioni di reti a banda larga sono i presupposti su cui si basa lo sviluppo delle società del futuro». Cagliari, tra le prime città pilota per la posa di fibra ottica, è ambiente ideale per un dibattito su questi argomenti.

Nell’anno delle celebrazioni per i 120 anni dalla nascita dell’Associazione elettrotecnica italiana, il convegno è “un’importante opportunità per esaminare le sfide che il nostro Paese deve affrontare per stimolare iniziative imprenditoriali innovative e aumentare la propria competitività”. I lavori ospitano contributi tecnici e scientifici a livello nazionale e internazionale nei settori di elettricità, automazione, telecomunicazioni e tecnologie dell’informazione che costituiscono la base per realizzare azioni innovative.

Al convegno prendono parte alcuni dei principali esperti e attori del settore. Tra questi, Gianluigi Fioriti e Luigi Michi (Terna), Salvatore Lombardo (Infratel), Pietro Paolo Bueti (Abb), Giampiero Pilu (Telit), Antonio Solinas (Abinsula), Antonio De Bellis (Abb), Gianfranco Porru (Sartec), Luca De Rai (R&D Energia Prysmian), Renato Caboni (Neeot), Alessio Calcagni (Veranu), Mario Mariani (The Net Value), Paolo Zurru (My Solar Family). Per l’ateneo, con Giorgio Giacinto (presidente Aeit Sardegna) e Luigi Atzori (GreenShare), prende parte una folta rappresentanza di studiosi e ricercatori del Diee (Dipartimento ingegneria elettrica ed elettronica).

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Il Contamination Lab dell’Università di Cagliari (CLab-UniCa) guida da pochi giorni il Network CLab Italia. Ovvero, il Miur (ministero Istruzione, università e ricerca) ha prima valutato le performance delle strutture nate per favorire cultura d’impresa in ambiti multidiscplinari. Per poi dare la palma d’oro e il ruolo di capofila nella nascente rete nazionale al format e allo staff guidato da Maria Chiara Di Guardo, direttore scientifico del progetto. Ma non solo. Il CLab UniCa ha vinto il bando per sviluppo e perseguimento delle proprie attività nell’Ateneo cagliaritano. Il 3 luglio viene pubblicato il bando per la selezione della quinta edizione del CLab-UniCa, che avrà inizio a ottobre.

Si tratta di un riconoscimento conquistato sul campo. Ma anche il premio per un lavoro certosino e “contaminante” maturato negli anni.

Il Miur ha pubblicato la valutazione delle proposte per la creazione dei Contamination Lab nelle università italiane e per il loro inserimento in una rete nazionale. L’Italian CLab Network deve favorire l’acquisizione di nuove competenze volte allo sviluppo di progetti di innovazione a vocazione sociale ed imprenditoriale, in relazione con i punti di forza degli atenei e dei territori. Al contempo, dovrà contribuire alla creazione di un ecosistema imprenditoriale, creare riflessione e know-how legato alla diffusione della cultura di impresa.

Il CLab UniCa capofila dell’Italian CLab Network sarà un “incubatore di CLab”. Raccoglierà al suo interno e metterà in connessione tra di loro i Contamination Lab. Previste attenzioni anche per i Contamination in divenire. I CLab dei vari atenei saranno i nodi locali di un unico progetto con una piattaforma nazionale teso a valorizzare il brand CLab con una strategia coerente.

Lo sviluppo dell’Italian CLab Network prevede nove punti chiave: 1) piattaforma digitale di condivisione per facilitare lo scambio di informazioni e le connessioni tra CLab; riferimento per dialogo e confronto con gli utenti delle diverse realtà italiane con la creazione di una rete e community attiva. La piattaforma garantirà la condivisione di informazioni, documenti, materiale didattico, webinar; la partecipazione a competizioni e a challenges organizzate con i partner dei CLab; co-progettazione di azioni integrate, sviluppo competenze e interazione in rete con altri soggetti pubblici e privati interessati a far crescere e valorizzare i CLab a livello nazionale; 2) video-conferencing tra i CLab, tesa a promuovere attività in co-presenza dei partecipanti e interazione continua tra gli studenti; 3) creazione “cassetta degli attrezzi” su metodologia di co-costruzione peer-to-peer (studenti-docenti da pari a pari) e su forme di apprendimento innovative; 4) condivisione strumenti di governance e trasferimento degli stessi, anche amministrativi, necessari per un efficace funzionamento dei percorsi progettuali; 5) trasferimento best practices tra i Clab, amplificando il valore ottenuto da ciascuno di essi; 6) comunicazione esterna per promuovere il lavoro dei CLab e narrare le attività di una “generazione Clabber” in crescita ed attiva sui territori; story-telling regolare delle attività in progress e di quelle concluse, un brand unico al quale legare il nome della città di riferimento per il racconto e la trasferibilità delle esperienze e la riconoscibilità e identità del progetto nazionale; 7) condivisione funzionamento e risultati ottenuti (monitoraggio); 8) attrazione di ulteriori risorse private per il funzionamento dei CLab, garantendo un adeguato contatto con il mercato e i venture capitalist; 9) attività di supporto per le Università che attiveranno in itinere e nei prossimi anni altri CLab, al fine di facilitarne e velocizzarne le fasi di avvio.