30 November, 2022
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Si rinnova per la quinta volta l’appuntamento con Wiki Loves Monuments Italia: il comune di Carbonia aderisce al concorso fotografico, promosso da Wikimedia Italia, che si terrà nel mese di settembre 2016. L’iniziativa ha come scopo la creazione di un grande database fotografico online che possa catalogare i monumenti italiani, anche i meno noti, contribuendo a illustrare voci nuove su Wikipedia.

Anche nel 2016 Wiki Loves Monuments riparte con solide basi ed importanti collaborazioni, come quella con FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, che nell’ultima edizione ha coinvolto importanti fotografi professionisti nella fase finale di selezione delle foto. Altri partner storici che hanno rinnovato la propria collaborazione sono ICOM Italia, il Comitato italiano dell’International Council of Museums, e il Toscana Foto Festival, prestigiosa manifestazione dedicata alla fotografia che si tiene ogni anno nel comune di Massa Marittima (GR). Ha inoltre già aderito alla giuria nazionale per la seconda volta consecutiva il celebre fotografo , che nel 2015 ha collaborato alla definizione dei vincitori insieme a esperti wikipediani e ai fotografi di fama internazionale Franco Fontana e Uwe Ommer.

L’edizione 2015 ha confermato il grande successo dell’iniziativa in Italia: quasi 1.000 fotografi impegnati a  fotografare oltre 5.000 monumenti fanno del concorso italiano quello con il maggior numero di partecipanti a livello globale. Wikimedia Italia fa di Wiki Loves Monuments il suo principale strumento di dialogo con le istituzioni e i cittadini e punta ad accrescere ancora in breve tempo questi numeri, coinvolgendo nel progetto quanti più soggetti pubblici possibili tra Regioni, Province, Comuni, associazioni di promozione territoriale, oltre a molti soggetti privati: da queste collaborazioni nasce anche il successo della mostra itinerante che porta in tutta Italia le trenta foto vincitrici del contest, che nel 2015 ha già toccato dieci città e molte altre deve ancora raggiungere.

In Italia l’uso delle fotografie dei monumenti è regolato dal “Codice Urbani” (D.Lgs 42/2004) e dal successivo “Art Bonus” (DL 31 maggio 2014, n.83): queste norme non permettono di fotografare i monumenti (comunque tutti fuori copyright) e ri-licenziarle con licenza d’uso Creative Commons CC-BY-SA senza una precisa autorizzazione da parte degli enti pubblici territoriali che abbiano in consegna tali beni o dei privati che ne siano proprietari. Per partecipare a Wiki Loves Monuments Italia è, quindi, necessario l’appoggio e il coinvolgimento diretto degli enti pubblici e dei privati, che devono rilasciare l’autorizzazione all’uso delle immagini.

Il comune di Carbonia ha deciso di collaborare con grande entusiasmo a questa iniziativa che permette di valorizzare il patrimonio culturale italiano, autorizzando cittadini e turisti a fotografare e condividere le immagini dei seguenti monumenti:

– beni storico-architettonici: – Piazza Roma · Città razionalista-Cortoghiana-Bacu Abis · Monte Rosmarino · Monte Leone · Sirri · Museo Paleontologico · Grande Miniera di Serbariu . Museo del Carbone – CICC · Centro abitato di Serbariu · Medaus;

– opere d’arte: – Venanzo Crocetti altorilievo di marmo di Carrara presso Torre Civica – Corrado Forlin olio su compensato “Nascita di Carbonia” presso Torre Civica – Giò Pomodoro scultura in marmo “Frammento di vuoto” Piazza Roma – Pinuccio Sciola sculture di pietra presso Piazza Roma e Grande Miniera di Serbariu – Maria Lai installazione presso Biblioteca Comunale di Carbonia – Mauro Staccioli scultura “Segno” presso la piazza di Bacu Abis – Giovanni Campus installazioni ferro e trachite in Piazza Giovanni Paolo II – Tiziana Draghi olio su tela “Il sapore della Terra” presso sala consiliare di Piazza Roma – Igino Ponzino “Polittico” presso Torre Civica – Filippo Ciavoli Coltelli olio su tela Grande Miniera Serbariu – Anna Saba “Camera Obscura” presso il Museo dei PaleoAmbienti Sulcitani “E. A. Martel” Grande Miniera Serbariu – Nicola Filia installazione “Un bosco di alberi bianchi” presso il Museo dei PaleoAmbienti Sulcitani “E. A. Martel” Grande Miniera Serbariu;

· beni archeologici (con l’autorizzazione delle Soprintendenza Archeologia della Sardegna): – Museo Archeologico Villa Sulcis – Parco Archeologico Monte Sirai – Parco Archeologico Cannas di Sotto Medau Sa Grutta – Nuraghe Sirai (da esterno cantiere).

Frammenti di vuoto copiaAltorilievo Venanzo Crocetti 3 copia

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Altorilievo Venanzo Crocetti 3 copia

Si rinnova l’appuntamento con Wiki Loves Monuments Italia: anche per questa edizione, il Comune di Carbonia aderisce al concorso fotografico, promosso da Wikimedia Italia, che si terrà nel mese di settembre 2016. L’iniziativa ha la finalità di creare un grande database fotografico online per catalogare i monumenti italiani, anche i meno noti, contribuendo a illustrare voci nuove su Wikipedia e a valorizzare il nostro patrimonio culturale.

L’edizione 2015 ha confermato il grande successo dell’iniziativa in Italia: quasi 1.000 fotografi, impegnati a  fotografare oltre 5.000 monumenti, fanno del concorso italiano quello con il maggior numero di partecipanti a livello globale.

Dalla collaborazione con Regioni, Province, Comuni, associazioni di promozione territoriale, oltre a molti soggetti privati nasce anche il successo della mostra itinerante che porta in tutta Italia le trenta foto vincitrici del contest.

In Italia l’uso delle fotografie dei monumenti è regolato dal “Codice Urbani” (D.Lgs 42/2004) e dal successivo “Art Bonus” (DL 31 maggio 2014, n. 83): queste norme non permettono di fotografare i monumenti (comunque tutti fuori copyright) e ri-licenziarle con licenza d’uso Creative Commons CC-BY-SA senza una precisa autorizzazione da parte degli enti pubblici territoriali che abbiano in consegna tali beni o dei privati che ne siano proprietari. Per partecipare a Wiki Loves Monuments Italia è, quindi, necessario l’appoggio e il coinvolgimento diretto degli enti pubblici e dei privati, che devono rilasciare l’autorizzazione all’uso delle immagini.

Anche nel 2016, il comune di Carbonia ha deciso di collaborare, con grande entusiasmo, all’iniziativa che permette di valorizzare il patrimonio culturale della città di Carbonia, autorizzando cittadini e turisti a fotografare e condividere le immagini dei seguenti monumenti:

– Museo Archeologico Villa Sulcis

– Parco Archeologico Monte Sirai

– Parco Archeologico Cannas di Sotto Medau Sa Grutta

– Nuraghe Sirai (da esterno cantiere)

– Piazza Roma – Città razionalista

– Cortoghiana

– Bacu Abis

– Monte Rosmarino

– Monte Leone

– Sirri

– Museo Paleontologico (Grande Miniera di Serbariu)

– Museo del Carbone – CICC (Grande Miniera di Serbariu)

– Centro abitato di Serbariu

– Medaus

e le seguenti opere d’arte:

– Venanzio Crocetti altorilievo di marmo di Carrara presso la Torre Civica

– Corrado Forlin olio su compensato “Nascita di Carbonia” presso Torre Civica

– Giò Pomodoro scultura in marmo “Frammento di vuoto” Piazza Roma

– Pinuccio Sciola sculture di pietra presso Piazza Roma e Grande Miniera di Serbariu

– Maria Lai installazione presso Biblioteca Comunale di Carbonia

– Mauro Staccioli scultura “Segno” presso la piazza di Bacu Abis

– Giovanni Campus installazioni ferro e trachite in Piazza Giovanni Paolo II

– Tiziana Draghi olio su tela “Il sapore della Terra” presso sala Consiliare di Piazza Roma

– Igino Ponzino “Polittico” presso Torre Civica

– Filippo Ciavoli Coltelli olio su tela (Grande Miniera Serbariu)

– Anna Saba “Camera Obscura” presso il Museo dei PaleoAmbienti Sulcitani “E. A. Martel” (Grande Miniera Serbariu)

– Nicola Filia installazione “Un bosco di alberi bianchi” presso il Museo dei PaleoAmbienti Sulcitani “E.A. Martel” (Grande Miniera Serbariu)

Tutte le informazioni su come aderire e come partecipare sono disponibili nel sito di Wiki Loves Monuments Italia, all’indirizzo http://wikilovesmonuments.wikimedia.it/

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Marilisa Piga e Nicoletta Nesler L'attore David Bower del SignDance Collective InternationalVeronica Pivetti in Lunàdigas

Da Barbie a Coco Chanel. Da Giovanna D’Arco ad Adelasia di Torres. Una costellazione di icone femminili che non ha avuto figli sarà protagonista domani, sabato 21 novembre, delle Icone Lunàdigas di Approdi, spettacolo-installazione in scena alle 17.00 (con due repliche alle 19 e alle 21) in un appartamento privato del quartiere cagliaritano Villanova. L’appuntamento è inserito nel secondo modulo di Approdi, festa d’arte e comunità organizzata da Carovana SMI insieme a numerosi partner.

Nato dai Monologhi impossibili scritti dall’arteologo Carlo Antonio Borghi per il web doc “Lunàdigas”, delle registe e autrici Marilisa Piga e Nicoletta Nesler, lo spettacolo vedrà in scena, nelle vesti delle eroine protagoniste, Alia Sellami, cantante e musicista tunisina, Isolte Avila, performer cubana fondatrice del SDC, e Adele Madau, nota musicista sarda, attualmente trapiantata in Catalogna e presente sulla scena internazionale.

Nel lingua sarda si chiamano lunàdigas le pecore che non figliano: Marilisa Piga e Nicoletta Nesler nell’omonimo web documentario, svelano quella parte del mondo femminile che sceglie di non avere figli, attraverso testimonianze di donne come Maria Lai, Lea Melandri, Margherita Hack, Lidia Menapace, Veronica Pivetti.

Fanno parte di questo lavoro anche i “Monologhi Impossibili” di Carlo Antonio Borghi: figure femminili della letteratura, della storia, dei fumetti, del cinema, dell’arte, si raccontano attraverso la sua penna e nel documentario sono impersonate dalle attrici Lia Careddu, Tiziana Troja, Michela Sale Musio, Vanessa Podda, Gisella Vacca e Cinzia Mocci.

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Con il lutto nel cuore per i tragici accadimenti di Parigi e le morti ingiuste nei paesi vicini e lontani, nel rione cagliaritano Sant’Elia riprende la programmazione di Approdi, festa d’arte e comunità organizzata da Carovana SMI insieme a numerosi partner.

Partita il 22 ottobre, dopo una pausa di quasi un mese, la rassegna nel suo secondo modulo vedrà venerdì 20 novembre alle 18.00, negli spazi del Lazzaretto, la presentazione di “Lunàdigas”, un progetto multimediale di Marilisa Piga e Nicoletta Nesler, registe e autrici. Nel dialetto sardo si chiamano lunàdigas le pecore che non figliano: Marilisa Piga e Nicoletta Nesler nell’omonimo web documentario (webdoc.lunadigas.com), di cui saranno proposte alcune parti, svelano quella parte del mondo femminile che sceglie di non avere figli, attraverso testimonianze di donne come Maria Lai, Lea Melandri, Margherita Hack, Lidia Menapace, Veronica Pivetti. Nella serata sarà la stessa Marilisa Piga a raccontare al pubblico questo lavoro, e l’omonimo film in lavorazione, arricchito dai Monologhi Impossibili dell’arteologo Carlo Antonio Borghi: figure femminili della letteratura, della storia, dei fumetti, del cinema, dell’arte che parlano attraverso la sua penna. Sabato 21 novembre, dai Monologhi Impossibili si passa alle Icone Lunàdigas di Approdi, nello spettacolo- installazione in programma alle 17.00 (con repliche rispettivamente alle 19.00 e alle 21.00) in un appartamento del quartiere Villanova: si potrà assistere allo spettacolo solo su prenotazione, chiamando al numero 339 7932095. Saranno in scena Alia Sellami, cantante e musicista tunisina, Isolte Avila, performer cubana fondatrice del SDC, e Adele Madau, nota musicista sarda, attualmente trapiantata in Catalogna e presente sulla scena internazionale.

L’attività di novembre di Approdi vede protagonista anche il SignDance Collective International, un gruppo di artisti disabili con base a Londra, nato nel 2001. In questi giorni i suoi componenti (ospiti di una residenza artistica, altra caratteristica di Approdi) sono al lavoro nelle scuole degli istituti comprensivi Randaccio e Colombo. Attraverso il linguaggio dei segni, della danza, del teatro, il SignDance Collective parla di disabilità attraverso lo spettacolo “Gertrude Mc Fuzz”, la parabola di un uccello che sogna di essere come tanti suoi simili. “Scuola Creattiva” di Approdi: percorsi interdisciplinari, sensoriali e ambientali riservati agli studenti delle scuole di primo e secondo grado della città, per combattere la dispersione scolastica. Lunedì 23 novembre, alle 19.00, il SignDance Collective sarà al Lazzaretto per le prove aperte di “Carthage”, spettacolo basato su testi di Caridad Svich, vincitrice del premio Village Voice (New York City) attribuito per la sua ricca produzione di testi teatrali. Un testo che esplora lo spostamento, la migrazione forzata e la tratta di persone, e le conseguenze di questa condizione esistenziale. L’appuntamento sarà anche l’occasione per riflettere tutti insieme sui tragici eventi che dai paesi arabi, africani, fino alla vicina Francia, compromettono la salvaguardia della vita, dei diritti umani e la libera espressione e mobilità. “Non possiamo procedere nella routine del nostro quotidiano ma vorremo provare a dire: noi ci siamo per contribuire ad invertire lo stato di guerra in atto”, dichiara la direttrice artistica di Approdi, Ornella D’Agostino.

Marilisa Piga e Nicoletta NeslerL'attore David Bower del SignDance Collective InternationalVeronica Pivetti in Lunàdigas

Giovedì 9 luglio a Cagliari, nell’Aula magna ‘Maria Lai’, in via Nicolodi, la giornata informativa regionale intitolata “Il nuovo programma per l’ambiente e l’azione per il clima: LIFE 2014-2020”. L’inizio è fissato alle 14.00.

Il programma LIFE 2014-2020, strumento dell’Unione europea in materia di ambiente e clima, è volto a contribuire al passaggio a un’economia efficiente in termini di risorse e a migliorare lo sviluppo e l’attuazione delle politiche ambientali europee.

La giornata è organizzata dallo Sportello Ricerca europea di Sardegna Ricerche in collaborazione con la Direzione per la Ricerca e il Territorio dell’Università di Cagliari e l’Ufficio Ricerca dell’Università di Sassari.

Aprirà i lavori Roberto Cippitani (Sportello Ricerca europea – Eu Core Consulting); a seguire Stefania Betti, Punto di contatto nazionale LIFE presso il ministero dell’Ambiente, illustrerà le linee generali del programma, con le aree prioritarie d’intervento e le tipologie di progetti finanziabili del bando 2015.

Nella seconda parte del pomeriggio saranno presentati alcuni progetti LIFE di successo: PROVIDUNE, progetto di conservazione e ripristino delle dune costiere naturali, sarà presentato da Alberto Sanna (Provincia di Cagliari); Gianluigi Bacchetta (Università di Cagliari e Mara Maoddi (Comune di Stintino) illustreranno rispettivamente i progetti RES MARIS, per il recupero dell’habitat dell’area marina di Capo Carbonara e LIFE+STeRNA (Environment and nature restoration in Casaraccio).

La partecipazione è gratuita, ma dato il numero limitato di posti è richiesta la registrazione sul sito di Sardegna Ricerche www.sardegnaricerche.it , dove è anche disponibile il programma completo della giornata.

Una giornata di formazione specifica su “Come scrivere una proposta di successo per il programma LIFE” si terrà giovedì 23 luglio nella stessa sede.

Palazzo della Regione 2 copia

Sono stati approvati oggi in Giunta regionale la proroga dei piani personalizzati di sostegno alle persone con grave disabilità e l’avvio dei nuovi piani (Legge 162/1998). Il provvedimento adottato servirà a garantire la continuità degli interventi già in corso e l’avvio dei nuovi piani assistenziali per il secondo semestre 2015, tenendo conto delle modifiche normative dell’Isee, e ancora dell’esigenza di assicurare la copertura finanziaria sia dei piani in corso che dei nuovi piani che verranno presentati ai Comuni. L’obiettivo è tutelare le situazioni di maggiore gravità, senza penalizzare le fasce di destinatari meno gravi. Inoltre, è stato dato il via libera alla sperimentazione del nuovo sistema di valutazione, finanziamento e monitoraggio dei piani personalizzati per il fondo regionale non autosufficienza. Sempre su proposta del titolare della Sanità, la Giunta ha approvato una rimodulazione dei tetti di spesa per l’acquisto, da soggetti privati accreditati, di prestazioni di assistenza ospedaliera per il resto del 2015. Il totale regionale ammonta a 99 milioni e 286mila euro. Secondo la rimodulazione, le Asl si atterranno a precisi vincoli di spesa: la Asl 1 di Sassari avrà un tetto pari a 8 milioni e 939mila euro per il policlinico sassarese, la Asl 4 di Lanusei potrà spendere sino a 5 milioni e 474mila euro per il Tommasini Jerzu, e la Asl 5 di Oristano avrà 9 milioni e 879mila euro per la clinica Madonna del Rimedio. Alla Asl 8 di Cagliari sarà imposto un limite di spesa pari a 74 milioni e 993mila euro da ripartire tra le cliniche private. Otto milioni e 842 mila euro andranno alla clinica Lay, 5 milioni e 863mila a Sant’Anna, 12 milioni all’ospedale privato città di Quartu, 9 milioni e 557mila al Sant’Antonio, 6 milioni e 818mila all’istituto Villa Elena, mentre 11 milioni e 520mila euro sarà il tetto massimo di spesa per la Nuova Casa di Cura di Decimo. Non si potrà sforare la cifra di 20 milioni e 372mila euro per la Polispecialistica Sant’Elena. La Giunta ha quindi recepito un documento congiunto di scorporo e incorporazione dei presidi ospedalieri Businco e Microcitemico dalla ASL 8 all’Azienda Ospedaliera Brotzu e i relativi indirizzi operativi.
Sarà dedicato all’artista Maria Lai, su proposta dell’assessore Virginia Mura, il circolo degli emigrati sardi “Associazione Culturale A.C.R.A.S.E. I sardi a Roma”: la Giunta ha dato il via libera alla integrazione dell’intestazione con il nome dell’artista ogliastrina.
Via libera, su proposta dell’assessore Claudia Firino, al nulla osta ai bilanci di previsione dell’Ersu di Cagliari e Sassari. Via libera anche ai contributi a favore delle iniziative organizzate dal Coni per il 2015.
Su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, è stato approvato il contributo per l’abbattimento dei costi di funzionamento per l’attività istituzionale dei Consorzi di bonifica. Deliberato inoltre il pagamento dei premi assicurativi per 4 milioni e 430 mila euro per il 2015 per i danni alle produzioni agricole. L’aiuto, erogato come contributo sui costi dei premi assicurativi, si rifà al regolamento dell’Unione Europea e alla normativa nazionale. Sono considerate avversità assimilabili a calamità naturali le condizioni atmosferiche che distruggano più del 30% della produzione media annua di un agricoltore.
L’esecutivo ha definitivamente approvato le modifiche all’articolo 19 delle direttive di attuazione della legge regionale 40 del ‘93, “Interventi creditizi a favore dell’industria alberghiera”.
Approvato il Programma per la Banda ultra larga nelle aree rurali del territorio della Sardegna e il relativo Accordo di Programma. L’Agenda Digitale Europea (ADE) assegna all’impiego diffuso delle infrastrutture a Banda Larga un ruolo fondamentale per la competitività delle imprese, l’inclusione sociale e l’occupazione e fa proprio l’obiettivo della strategia Europa 2020 che mira a una crescita sostenibile, inclusiva e intelligente, cioè ad assicurare che entro il 2020 tutti gli europei dispongano di connessioni superiori a 20 Mbps e che almeno il 50% delle famiglie europee possa fruire di connessioni superiori a 100 Mbps. L’Accordo di partenariato per il raggiungimento degli obiettivi prevede a livello nazionale un impegno complessivo di 2.103 milioni di euro di cui 257 del Fondo Feasr e 1.845 del Fesr.

 

Sabato mattina il complesso di Sahta Chiara, Aula VII dei Bastioni Pigafetta, ad Alghero, ospiterà il dibattito pubblico “il DADU è tratto?”, organizzato da INU Sardegna, sul futuro del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica (DADU) dell’Università di Sassari.

L’Istituto Nazionale di Urbanistica ha lo scopo di promuovere e coordinare gli studi di urbanistica e di edilizia, diffonderne e valorizzarne i principi e favorirne l’applicazione. Per questi motivi preoccupa la notizia che il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica (DADU) dell’Università di Sassari potrebbe avviarsi a concludere la sua felice esperienza, che per la Sardegna possa venir meno un presidio di cultura territoriale, che possa scomparire la qualità dell’architettura e del paesaggio in Sardegna come presupposto per uno sviluppo sostenibile.

Per onorare i propri scopi fondativi, oltre che sostenere con forza il progetto di futuro che Architettura ad Alghero rappresenta, INU Sardegna ha scelto di associare il Dipartimento in forma pubblica, in un momento di dibattito sul futuro dell’urbanistica, dell’architettura, del territorio e del paesaggio in Sardegna.

All’incontro parteciperanno le federazioni e gli Ordini professionali, i sindaci di Sassari, Alghero, Villanova Monteleone, Olmedo, Castelsardo, i rappresentanti di dell’INU, dell’Università di Cagliari, di ANCI Sardegna, dell’Amministrazione provinciale gallurese, del Comune e della Stazione dell’Arte di Ulassai, delle Amministrazioni comunali di Cagliari, Uri, Ittiri, Bosa, dei lavoratori della miniera di Olmedo. Al pomeriggio la solidarietà al territorio si estenderà infatti alla miniera di Olmedo, i cui lavoratori sono stati licenziati tutti dalla multinazionale che l’ha acquisita.

Questo il programma completo della giornata:

9.30 Saluti di apertura: Mario Bruno, Sindaco di Alghero; Nicola Sechi, decano del Dipartimento; Roberta Porcu, presidente INU Sardegna

10.00 Seminario: Quale territorio senza cultura? coordinano Alessandra Casu, DADU e Vincenzo Cossu, INU Sardegna

Non ho imparato a leggere i manuali, Alessio Bellu e Fausto Cuboni, INU Sardegna

L’acqua, un elefante senza giungla, Fausto Pani, INU Sardegna e Sergio Vacca, DADU

L’industria non ha i cassonetti della differenziata, Chiara Rosnati, UniSS

Ci siamo inventati le regole mentre giocavamo a Monopoli, Gianni Mura, INU Sardegna

Cosa succede in città?, Francesco Indovina, DADU

12.00 Prèsidi e presidi di cultura del territorio, Arnaldo Cecchini, direttore DADU e Antonello Sanna, direttore DICAAR (UniCA)

12.30 Interventi a sostegno del Dipartimento da parte di Sindaci, Ordini professionali, altre Istituzioni.

In contemporanea: DADU impara a leggere e scrivere, DADU insegna a leggere e scrivere, videostoria a cura di studenti, docenti, dottorandi, assegnisti, collaboratori e personale DADU

13.00 Cerimonia di iscrizione onoraria del DADU a INU Sardegna

13.15 Prima presentazione pubblica del premio “Legarsi al territorio – Maria Lai”, Roberto Barracu, INU Sardegna ed Enrica Caire, Ordine APPC Nuoro e Ogliastra

13.30 Chiusura dei lavori.

Alghero 3 copia

La prima giornata della visita in Sardegna della presidente della Camera Laura Boldrini si è conclusa in Consiglio regionale.

Dopo aver rivolto il benvenuto alla presidente Boldrini ringraziandola per il momento di incontro e confronto con il Parlamento dei Sardi, Ganau ha ricordato che «la Sardegna è una terra ferita dove la crisi economica ha colpito in maniera più profonda rispetto al resto del territorio nazionale ed ha assunto caratteri drammatici dal punto di vista sociale, al punto da minare profondamente la stessa tenuta della società sarda».

«Nella nostra terra – ha proseguito il presidente – si emigra come 60 anni fa, con l’unica differenza che oggi a farlo sono anche i giovani laureati, il nostro futuro, mentre la popolazione invecchia ed esplode la questione delle zone interne sempre più spopolate».

Passando ad una sintesi della storia autonomista della Sardegna, Ganau ha poi ricordato che il Consiglio regionale della Sardegna si riunì per la prima volta il 28 maggio del 1949, «secondo in ordine di tempo solo a quello Siciliano». Fin da allora, ha aggiunto, «l’esperienza autonomista si prospettò come l’occasione per il riscatto della Sardegna, portando ad esprimere e rappresentare, pur nelle diversità, il comune sentire dei Sardi».

«La Sardegna – ha sostenuto il presidente del Consiglio regionale – fu protagonista insieme alle altre Regioni speciali del nuovo faticoso cammino delle autonomie regionali», un cammino che dopo tanti anni «evidenzia l’insufficienza dello Statuto del 1948, soprattutto per il quadro delle funzioni, oggi inadeguato rispetto gli obiettivi; insufficienza che però non significa necessità di superamento ma richiesta di maggiori poteri e maggiore autonomia, nella convinzione che le ragioni della specialità permangano e siano anzi rafforzate, perché non è venuto meno il bisogno di politiche con forte accentuazione regionale». Soffermandosi sulle caratteristiche di queste nuove politiche, il presidente ha sottolineato quelle di compensazione, per il superamento dei limiti dell’insularità, quelle riguardanti i poteri autonomi per l’organizzazione e la diffusione di servizi sul territorio, quelle di tutela e valorizzazione della identità linguistica e culturale, quelle della specificità del territorio e dell’ambiente.

La Sardegna, ha detto ancora il presidente del Consiglio regionale, non si è mai sottratta ai suoi doveri di solidarietà nei confronti del Paese ma «il principio di solidarietà non può essere applicato in modo unilaterale, perché non è più sostenibile che la Sardegna sopporti il 61% delle servitù militari o che si pensi alla nostra Regione come al più vasto carcere d’Italia o come deposito di scorie nucleari, o ancora come luogo in cui si contrappongono diritti costituzionali inalienabili come quelli al giusto riconoscimento delle entrate fiscali, al lavoro, alla salute ed ad un ambiente salubre, così come è inaccettabile che la Sardegna abbia una percentuale di disoccupazione giovanile del 54.2% e femminile del 57%».

La questione sarda insomma, secondo l’analisi di Ganau, è «tutt’altro che risolta» ed il nuovo patto che coinvolge in responsabilità comuni lo Stato e la Regione «non può giustificare in alcun modo il superamento dell’autonomia e della specialità». Accanto all’emergenza economica e sociale, il presidente dell’Assemblea sarda colloca quindi l’emergenza istituzionale, affermando che «bisogna accelerare il processo legislativo senza indebolire la democrazia che, certo, consuma risorse materiali e spirituali ma il valore della rappresentanza è un bene in sé che non può essere sacrificato sull’altare dei costi».

Dopo essersi espresso in modo critico sulla nuova configurazione del Senato che comporterà «una accentuazione del peso dei partiti piuttosto che di quello degli elettori», Ganau si è ha affrontato il tema della riforma del Titolo V della Costituzione che a suo giudizio, «piuttosto che impegnarsi nel correggere gli elementi che hanno impedito al federalismo di funzionare lo cancella con la scusa dell’inefficienza». «Complessivamente – ha continuato – l’autonomia è inevitabilmente più debole nel quadro di un sistema regionale indebolito ed è per questo che diventa fondamentale il recupero delle centralità delle assemblee legislative, perché la crisi e la necessità di fare in fretta non può diventare scusante per la distruzione del sistema parlamentare; questo vale per il centro come per le periferie».

Quello dell’equilibrio fra organo legislativo ed organo esecutivo è sicuramente un problema da risolvere, ha osservato il presidente del consiglio regionale, anche perché «la democrazia è entrata in crisi proprio nei paesi in cui appariva più consolidata con forme patologiche di astensionismo che, in Sardegna, hanno raggiunto in alcuni territori la percentuale del 56%».

«Ma la crisi della democrazia – ha concluso – deve essere combattuta con più democrazia, con maggiori autonomie e non un rafforzato centralismo».

 Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, in apertura, ha voluto salutare la presidente Boldrini in sardo:  «bene ennida in terra sarda», esprimendo poi vivo apprezzamento per il significato politico e culturale della sua visita e l’attenzione riservata ad illustri personalità della storia sarda come Eleonora d’Arborea, Grazia Deledda e Maria Lai, donne capaci di proiettare al loro figura oltre i confini dell’Isola, «come espressione più nobile della nostra grande civiltà giuridica, letteraria ed artistica, frutto di una culturale matricaria antichissima che ha segnato la nostra identità, esempio unico in Italia ed in Europa, che ci offre ancora oggi un importante spunto per riflessione su temi toccati dal presidente Ganau, con particolare riferimento alle riforme, alle conseguenze che determineranno sul nostro ordinamento, al ruolo e alle funzioni del parlamento e delle assemblee regionali delle autonomie».

«E’ una riflessione che si impone – ha detto Pittalis – perché assistiamo ad uno stravolgimento delle regole costituzionali da parte di chi pretende di relegare il parlamento ad un ruolo notarile, eppure non siamo ancora in una repubblica presidenziale come qualcuno la intende, come il capo del Governo».

Siamo anche preoccupati, ha aggiunto il consigliere, «perché quando si è trattato di rimuovere ultimo leader eletto dal popolo abbiamo ascoltato accorati appelli delle vestali della Costituzione, gli stessi che oggi dormono sonni tranquilli davanti a derive plebiscitarie, nonostante tutto ciò si riverberi sulle autonomie regionali delle quali si vuole ridisegnare ruolo e competenze, ignorando quella deriva neo-centralista alimentata da alte burocrazie ministeriale che vorrebbero limitarne gli spazi spesso assecondate da una certa politica».

Sul terreno dell’autonomia, ha avvertito Pittalis, «non accetteranno nessun arretramento perché siamo convinti che la  specialità non è concessione ma il frutto di un reciproco riconoscimento fra lo Stato e la Sardegna, riconoscimento che fra l’altro ha reso possibile la stessa convivenza della Sardegna all’interno della Repubblica».

il problema, ha detto ancora il capogruppo di Forza Italia, «non è infatti degradare la specialità ma di applicare compiutamente lo Statuto e adeguarlo ai tempi che stiamo vivendo, chiediamo quindi più autonomia non chiacchierata ma praticata, chiediamo allo Stato leale collaborazione, chiediamo il riscatto della Sardegna attraverso interventi definitivi, in quanto Isola al centro del Mediterrano, poco abitata e con grandi problemi strutturali che ne limitano le potenzialità».

Toccando alcuni temi di grande attualità per la Regione, Pittalis ha dichiarato che «la vertenza Sardegna con lo Stato è aperta da troppo tempo e non siamo riusciti a chiuderla fatta eccezione per alcuni risultati episodici ma il problema di fondo è che la sua mancata definizione frena lo sviluppo della Sardegna ed inoltre, quanto all’ipotesi che la Sardegna sia scelta come sito per ospitare scorie nucleari, su questo saremo ancor più intransigenti: lo dico con certezza e con fierezza perchè tutta la classe politica vi si riconosce».

Tuttavia vogliamo guardare al futuro, ha proseguito Pittalis, «ed una delle vie più interessanti ed innovative è quella della zona franca integrale del Mediterrneo, che sarebbe un vantaggio per Italia ed Europa, costituirebbe la vera svolta e la vera rinascita e, a chi tratta questo argomento con sufficienza chiediamo di avere il coraggio delle scelte importanti e decisive».

Emilio Lussu, ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia citando il grande politico sardo, «diceva che la Sardegna sarebbe sarebbe risorta ma che questo non sarebbe stato possibile senza la solidarietà dello Stato, è vero nel bene e nel male, ma noi dobbiamo offrire speranza e per le prime devono essere le nostre coscienze ad illuminarsi di speranza».

Dalla crisi possono nascere nuove opportunità, ha concluso Pittalis, «ma dobbiamo avere il coraggio di decidere, a volte le parole possono fare molto e noi confidiamo nella forza delle sue parole: auspico infine che, sentendo i balli ed i canti della tradizione sarda, dove le coppie si tengono per mano in una unione comunitaria che attribuisce a tutti lo stesso ruolo e ad un certo punto il ballo in cerchio si apre ad un’altra comunità che alla nostra si avvicina, ebbene, quella è la nostra civiltà cui si sentirà legata».

Il presidente del Consiglio ha quindi dato la parola al presidente della Regione Francesco Pigliaru.

Pigliaru ha ringraziato la presidente della Camera Boldrini perché, fra l’altro, «la sua presenza preziosa ci offre l’opportunità di una riflessione comune su alcuni temi di grande attualità ed interesse come il bilanciamento dei poteri, il regionalismo ed centralismo, la specialità: se il Parlamento è la casa degli italiani, questa è la casa dei Sardi, dove si realizza anche il controllo del potere esecutivo».

«Quello del rapporto fra i poteri – ha osservato Pigliaru – è un problema complesso e non solo in Italia, si percepisce un continuo spostamento dell’equilibrio a favore dell’esecutivo ed il ruolo dell’Assemblea diventa dunque più importante per il rafforzamento della democrazia». Nelle dichiarazioni programmatiche, ha ricordato il presidente, «ho insistito più volte sulla necessità che il Consiglio utilizzi appieno gli strumenti di controllo, che attraverso una legge sulla valutazione delle politiche pubbliche in termini di efficacia ed efficienza, anche per migliorare la qualità delle stesse politiche».

Da questo Consiglio, ha ribadito il presidente della Regione, «arriverà presto una riforma in tal senso che ci può fare salto di qualità rispetto ad altre regioni italiane in tema di trasparenza, bilanciamento dei poteri, qualità  e credibilità istituzioni, diritti dei cittadini ed imparzialità dell’azione amministrativa, una riforma che auspico possa collocare la Sardegna come un modello di riferimento in campo nazionale».

Passando ad esaminare il problema del regionalismo, Pigliaru ha affermato che «le Regioni guardate con scetticismo, ma spetta a noi dimostrare che il regionalismo è il modello migliore, che qui si trovano soluzioni migliori per cittadini, che la valutazione politiche pubbliche in alcune Regioni ha fatto progressi molto più rapidi, che sull’istruzione, l’ambiente, il lavoro e la sanità, mentre attorno tutto cambia servono le Regioni, dove si sperimenta e si può avere successo: noi ci candidiamo ad attivare queste buone pratiche per poi poterle diffondere altrove».

Anche le Regioni speciali, ha continuato, «devono dimostrare la loro utilità in un quadro nazionale in cui occorre ricostruire un rapporto di fiducia con le istituzioni, questa è la nostra grande per una specialità moderna e dinamica, alla quale serve tuttavia una forte reciprocità con Stato perché il nuovo riparto di competenze amministrative dovrà seguire la strada della sussidiarietà e dell’adeguatezza». «Per questo – ha precisato – chiediamo un trattamento fiscale più favorevole come riconoscimento della nostra diversità ed anche la possibilità di dare continuità alla nostra cultura individuando diversi standard ambientali; l’insularità non solo geografico economico ma tratto distintivo dell’identità su piano storico ambientale culturale e linguistico».

«La Sardegna – ha detto inoltre il presidente Pigliaru – è anche una terra di frontiera dell’Unione europea nella parte meridionale del Mediterraneo, dove tanti paesi devono trovare soluzione per una migliore coppe razione e ridurre i divari fra le diverse aree; dopo i recenti tragici fatti di Tunisi, emerge ancora di più l’importanza del dialogo e della cooperazione, impegno che coinvolge livelli di responsabilità non solo nostri».

«A noi – ha aggiunto – spetta il compito di riconquistare fiducia cittadini in uno dei momenti più difficili della nostra storia recente; la crisi ha colpito duramente, qui più che altrove, amplificando i nostri svantaggi strutturali, provocando una gravissima disoccupazione, proponendoci sfide industriali estremamente complesse, e problemi molto pesanti come quello della dispersione scolastica: però sentiamo il dovere di dare speranze ai giovani e tutti i nostri sforzi vanno in questa direzione».

Riallacciandosi al tema dell’autonomia declinata con la responsabilità, il presidente della Regione ha messo l’accento sul fatto che, accanto alle responsabilità della Regione, «altre chiamano in causa lo Stato, vogliamo lavorare insieme con una leale collaborazione che crediamo porterà i suoi frutti ed abbiamo raggiunto molti risultati; la vertenza entrate resta però ancora aperta e, a fronte dei tagli effettuati sempre con grande rapidità, il riconoscimento dei crediti richiede invece anni quando arriva, è una asimmetria non più accettabile, così come è necessario un riequilibrio delle servitù militari che qui hanno un peso abnorme, mi auguro infine che nessuno abbia in mente la Sardegna come sito di deposito delle scorie nucleari, perché su questo saremo molto determinati».

Avviandosi alla conclusione, Pigliaru ha ricordato che «a causa dell’alto costo dell’energia, derivante dall’insularità e dalla mancanza del metano, la Sardegna vive una situazione di svantaggio insostenibile per il suo sistema produttivo che la indebolisce ulteriormente nel panorama dell’economia globale e che, inoltre, molti presidi statali stanno scomparendo dal territorio regionale, scuole, poste e caserme, mentre la spesa dei tribunali viene posta a carico della Regione». «Il principale esercizio della sovranità – ha detto infine – consiste in una assunzione di responsabilità e noi stiamo facendo la nostra parte ma chiediamo con forza allo Stato di fare la sua».

Al termine dell’intervento del presidente della Regione Pigliaru, il presidente Ganau ha dato la parola alla presidente della Camera Laura Boldrini.

Dopo aver rivolto un saluto ai giovani della facoltà di Scienze politiche che assistono alla seduta dalle tribune del pubblico, la presidente della Camera ha ricordato che questa è la prima visita istituzionale in Sardegna, anche se aveva già avuto modo di conoscere l’Isola per questioni legate alla sua precedente esperienza professionale riguardante l’immigrazione. La Sardegna è grande, quasi un continente diceva qualcuno, ha affermato la Boldrini, «e sono qui perché ritengo che sia dovere delle Istituzioni stare fuori del palazzo e andare dove c’è più bisogno; in quest’isola lo Stato ci deve essere e io stessa voglio potermi far carico dei vostri problemi per muovermi in una ottica di compartecipazione».

«Il primo obiettivo – ha proseguito – è quello di testimoniare una vicinanza concreta incontrando parti sociali, lavoratrici e lavoratori, non si può ignorare il problema del lavoro che è la madre di tutte le emergenze, il filo logico della mia visita passa attraverso il riconoscimento di autorevoli figure femminili, forse non troppo note come meriterebbero, che hanno saputo osare non fermandosi davanti agli ostacoli».

Inziando ad affrontare il problema del ruolo attuale delle assemblee legislative, la presidente della Camera ha affermato che «il deficit di credibilità si basa su qualcosa di reale, purtroppo non sempre le istituzioni riescono a rispondere alle aspettative delle persone, per meccanismi istituzionali inceppati ed inefficaci e problemi strutturali, mentre sullo sfondo emerge il dato di una crescita del potere esecutivo a scapito delle assemblee».

L’emergenza che nasce dalla crisi, ha poi spiegato, «ha contribuito a spingere il potere decisionale in capo gli esecutivi per la necessità di intervenire rapidamente, spesso a scapito della possibilità di interventi partecipati e con il sostegno dei cittadini; le politiche passate sono state orientate quasi esclusivamente a criteri di austerità finanziaria, non attente a conseguenze sul piano sociale e nella Grecia di oggi, ad esempio, accade qualcosa che difficilmente può essere spiegato: riduzione dei servizi principali, licenziamento dei dipendenti pubblici, aumento della mortalità infantile, il primo viaggio all’estero l’ho fatto lì e ho visto l’abbandono degli orfanotrofi, l’abbandono bambini superiore al 300%, impossibilità di accedere ai servizi sanitari, ecco, l’Europa deve ricominciare da quegli orfanotrofi così come l’Italia deve ricominciare da regioni più svantaggiate».

Di fronte ha questo contesto, ha detto ancora la presidente della Camera, «le assemblee sono state chiamate spesso ad una partecipazione passiva, con decisioni che rischiano di rimanere inefficaci perché rigettate dai cittadini, mentre la loro funzione quella di assicurare la più ampia partecipazione alle politiche pubbliche valorizzando anche il contributo istituzioni locali; dobbiamo aprirci di più verso sistema regionale ed i territori per migliorare i processi decisionali a livello centrale, per il bene comune».

In questa fase storica, secondo la presidente, «hanno preso corpo due esigenze senza contrapportele, da un lato la capacità di decisioni tempestive che altrimenti sarebbero schiacciate dai problemi, dall’atra un processo legislativo consapevole con discussione partecipata; proprio per lavorare a questo nuovo equilibrio la Camera la mettendo a punto una riforma del regolamento che non è tecnicismo, anzi è importante e si muove lungo due direttrici: dare tempi certi al governo per ridurre decretazione d’urgenza ed alle opposizioni spazi per loro proposte, assegnando centralità alle commissioni permanenti e dando certezze alle proposte di legge di iniziativa popolare».

«Quest’impianto – ha spiegato – è stato studiato per dare centralità ai lavori della Camera ma non c’è ancora abbastanza consenso visto che è pronto da luglio ma ancora non fa passi avanti, ma nel frattempo un altro contributo al cambiamento verrà dalla fine del bicamerameralismo il cui superamento è necessario, attraverso la nuove configurazione di un Senato aperto alle realtà regionali».

Si tratta di un passaggio significativo, a giudizio della Boldrini, «perché non basta il parlamento nazionale in un paese plurale come l’Italia, le Regioni devono essere parte fondamentale di un confronto permanente, non si può governare tutto dal centro ed il polmone delle autonomie e quanto mai necessario per far respirare la nostra democrazia: questo esalta ragioni specialità come la Sardegna e questo nessuno intende metterlo in discussione».

Passando all’analisi generale del difficile rapporto fra cittadini e Istituzioni, la presidente della Camera ha voluto ricordare una frase dei suoi esordi, che forse è apparsa un po’ ingenua: «I cittadini devono tornare ad innamorarsi delle Istituzioni, può sembrare velleitario ma è necessario per salvaguardare la libertà, le Istituzioni devono rinnovarsi, rimettersi in discussione, rendersi trasparenti, bandendo la corruzione, facendo pulizia ed impegnandoci tutti per la sobrietà». In questa legislatura abbiamo mandato un messaggio chiaro, ha aggiunto: «mi sono tagliata lo stipendio, sono state tagliate l e indennità di funzione e le segretarie particolari, è stata ristrutturata la retribuzione dei dipendenti che nessuno aveva mai fatto, anche mettendo dei detti sul maturato: fra Camera  e Senato in quattro anni sono stati risparmiati 97 milioni ed inoltre, a parte i tagli, si è tolto il segreto a molti documenti delle commissioni d’inchiesta e migliaia di pagine sono oggi accessibili».

Per la prima volta, inoltre, «la Camera è presente sui social media, perché il web non è solo un mezzo per discutere ma, ormai, un modo di partecipazione democratica, che però ha bisogno di alcune regole, alle quali sta lavorando una commissione mista per elaborare una carta di diritti e doveri».

Le Istituzioni, insomma, ad avviso della presidente della Camera, «vanno profondamente rinnovate ma non demolite e non abbiamo bisogno dell’anno zero, dobbiamo anzi rivendicare il cambiamento facendo comprendere a tutti l’importanza delle Istituzioni per la democrazia; tra poche settimane ricorderemo il settantesimo liberazione, i sacrifici odi quanti persero la vita per libertà politiche, se esiste un Parlamento ed assemblee elettive nelle Regioni e nei comuni lo dobbiamo a tutte quelle persone che lasciarono da parte tutto per combattere una guerra che ci ha portato alla libertà, non possiamo sottovalutarlo perché il parlamento è figlio di quel coraggio e di quel sacrificio e deve tornare ad essere il cuore pulsante della vita democratica del nostro paese».

Dopo l’intervento della presidente della Camera, il presidente Ganau ha chiuso la seduta. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì prossimo alle 10.30.

Domani, la presidente Boldrini sarà ad Oristano, per celebrare la prima delle tre donne sarde del filo rosso che l’accompagnerà nella sua visita in Sardegna: Eleonora d’Arborea, regina e prima giudicessa donna; in mattinata sarà a Cabras, per visitare il Museo che ospita i Giganti di Mont’e Prama ed inaugurare la nuova ala espositiva. Nel pomeriggio, ad Oristano, al teatro Garau, la Boldrini parteciperà ad una tavola rotonda.

Domenica 22, infine, la presidente Boldrini visiterà i luoghi simbolo della vita di altre due donne sarde: in mattinata a Nuoro prima alla casa di Grazia Deledda, poi nella chiesa della Solitudine e infine al monumento dedicato all’autrice premio Nobel dall’artista Maria Lai, la terza donna del percorso che sarà invece celebrata nel pomeriggio ad Ulassai alla Stazione dell’arte.

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E’ iniziata questa mattina la visita in Sardegna della presidente della Camera Laura Boldrini, in programma fino a domenica 22 marzo. La mattinata sarà dedicata alla città di Cagliari.

Nel pomeriggio, alle 16.00, è prevista la seduta del Consiglio regionale, alla quale interverranno i consiglieri regionali, i parlamentari e gli europarlamentari sardi. 

Domani, la presidente Boldrini sarà ad Oristano, per celebrare la prima delle tre donne sarde del filo rosso che l’accompagnerà nella sua visita in Sardegna: Eleonora d’Arborea, regina e prima giudicessa donna; in mattinata sarà a Cabras, per visitare il Museo che ospita i Giganti di Mont’e Prama ed inaugurare la nuova ala espositiva. Nel pomeriggio, ad Oristano, al teatro Garau, la Boldrini parteciperà ad una tavola rotonda.

Domenica 22, infine, la presidente Boldrini visiterà i luoghi simbolo della vita di altre due donne sarde: in mattinata a Nuoro prima alla casa di Grazia Deledda, poi nella chiesa della Solitudine e infine al monumento dedicato all’autrice premio Nobel dall’artista Maria Lai, la terza donna del percorso che sarà invece celebrata nel pomeriggio ad Ulassai alla Stazione dell’arte.

Cristiano Erriu 07
«La Regione ha fatto una ricognizione delle opere d’arte che fanno parte del proprio patrimonio, delle quali 291 risultano mancanti. La prospettiva è quella di una futura esposizione e possibile fruizione da parte dei cittadini.»
A dirlo è l’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, dopo l’approvazione in Giunta del catalogo fotografico delle opere d’arte, aggiornato a dicembre 2014.
«Il lavoro di verifica effettuato era necessario – ha detto Cristiano Erriu – per rendere chiaro, trasparente e pienamente fruibile il grande patrimonio artistico in possesso della Regione. Prima d’ora erano state effettuate altre ricognizioni: una risale al 1980, la seconda al 1992 ed un’altra più recente è del 2013.
L’amministrazione non sempre ha saputo valorizzare questo grande patrimonio, considerando per esempio i dipinti e le opere come meri elementi d’arredo negli uffici, senza garantirne né un’adeguata tutela né una fruizione pubblica. Tutto ciò che fa parte della “cosa pubblica” merita tutta l’attenzione possibile da parte delle istituzioni.» 
Le opere che risultano mancanti all’appello del catalogo fotografico delle collezioni sono 291, come attestato dai Carabinieri di Sassari per la tutela del patrimonio culturale.
«Non sappiamo datare con precisione a quando risalgano gli ammanchi delle opere – ha precisato l’assessore Erriu – ciò a causa dello scarso rilievo dato a questo enorme patrimonio. Dopo le segnalazioni della Regione all’arma dei Carabinieri, sono iniziate le indagini, in corso da circa due anni e che hanno consentito il ritrovamento di circa 40 pezzi d’arte. Alcuni erano semplicemente relegati in scantinati, altri erano stati prestati al Consiglio regionale.» 
Tra le 291 opere mancanti ve ne sono diverse di notevole pregio e importanza, a firma di grandi nomi del panorama isolano: Aligi Sassu, Pinuccio Sciola, Maria Lai, Melkiorre Melis, Stanis Dessy, sono alcuni degli autori.
«Oltre che doverosa, la ricognizione delle opere è stata fatta anche con l’obiettivo di riconsegnare ai cittadini questo enorme patrimonio che, una volta recuperato, potrà essere esposto in luoghi adatti alla promozione dell’arte, come per esempio l’ex Manifattura Tabacchi a Cagliari.»