22 January, 2022
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Si è tenuta questa mattina la sessione plenaria di apertura del Seminario nazionale che ha l’obiettivo di approfondire, con tutti i soggetti interessati, gli aspetti tecnici legati al progetto del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco tecnologico, a seguito della pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), avvenuta il 5 gennaio scorso.
L’incontro di oggi è stato aperto da Vannia Gava, sottosegretario di Stato al ministero della Transizione Ecologica e da Emanuele Fontani, Amministratore delegato di Sogin. Hanno partecipato ai lavori, moderati da Iolanda Romano, esperta di processi partecipativi e dibattito pubblico e Fondatrice di Avventura Urbana, i seguenti relatori: Maurizio Pernice, direttore di ISIN, Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione; Christophe Xerri, Direttore Ciclo del combustibile, tecnologie applicate ai rifiuti, decommissioning e reattori di ricerca del Dipartimento di energia nucleare di IAEA, International Atomic Energy Agency; Massimo Garribba, vice direttore Generale Energia della Commissione Europea; Roberto Zanino, professore di Impianti nucleari al Politecnico di Torino; Patrice Torres, direttore del Deposito nazionale francese de l’Aube; Philippe Dallemagne, vice presidente del Dipartimento de l’Aube e sindaco di Soulaines-Dhuys, comune dell’area che ospita il Deposito nazionale francese de l’Aube; Alessandro Dodaro, direttore Dipartimento fusione e tecnologie per la sicurezza nucleare di ENEA; Fabio Chiaravalli, direttore Funzione Deposito Nazionale e Parco Tecnologico di Sogin.
La plenaria di questa mattina si è conclusa dando risposta in diretta a 14 domande raccolte sull’argomento nel corso dell’incontro. Tale modalità di interlocuzione verrà replicata anche nelle prossime sessioni di lavoro.
«Il processo di localizzazione del Deposito Nazionale ha affermato Vannia Gava, sottosegretario di Stato del ministero della Transizione Ecologicadeve svolgersi nella massima trasparenza e completezza informativa verso i cittadini, spiegando in modo chiaro i motivi per cui l’Italia, come altri Paesi interessati dalle medesime problematiche, debba farsi carico di una gestione in sicurezza dei propri rifiuti radioattivi. Pertanto – ha concluso – la localizzazione del Deposito nazionale scaturirà solo a valle di una procedura ampiamente partecipativa, che comprende la valutazione concertata di ogni elemento radiologico, territoriale e ambientale utile a selezionare il sito in modo ottimale.»
«Questo percorso – ha commentato Emanuele Fontani, Amministratore delegato di Soginsi colloca all’interno della prima consultazione pubblica in Italia su un’infrastruttura di rilevanza nazionale, che consentirà al Paese di chiudere il ciclo del nucleare italiano e di ottimizzare in modo sostenibile e sicuro la gestione dei rifiuti radioattivi, fra i quali quelli prodotti ogni giorno nella medicina nucleare, nell’industria e nella ricerca scientifica.»
«Oggi ha inizio un essenziale momento di trasparenza e confrontoha dichiarato Maurizio Pernice, direttore dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione – che vedrà l’Isin impegnato a garantire la rigorosa e corretta applicazione delle normative nazionali e internazionali affinché gli interessi generali siano conseguiti nel pieno rispetto dei diritti dei territori.»
«All’inizio l’85% della comunità era contraria al Depositoha dichiarato Philippe Dallemagne, vice presidente del Dipartimento de l’Aube e sindaco di Soulaines-Dhuys -. Temevamo rischi per la salute e danni all’economia. Il confronto e l’esperienza hanno fugato tutte le nostre paure. Il deposito nazionale è accolto dalla popolazione come il modo più sicuro per gestire i rifiuti radioattivi di un paese e un volano per lo sviluppo del territorio che lo accoglie.»
In occasione del Seminario Nazionale verranno approfonditi diversi temi, legati al deposito, con particolare riferimento alla rispondenza delle aree individuate nella CNAPI, ai requisiti internazionali stabiliti dalla IAEA (International Atomic Energy Agency) e a quelli nazionali individuati dall’ISIN (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione.
Saranno illustrati, inoltre, gli aspetti relativi alla sicurezza dei lavoratori, della popolazione e dell’ambiente, e i benefici economici e di sviluppo territoriale collegati alla realizzazione dell’opera e alle misure compensative previste.
Il Seminario nazionale si articolerà in nove incontri, trasmessi in diretta streaming sul sito seminariodepositonazionale.it. Oltre alle sedute plenarie di apertura e chiusura sono programmate sette sessioni di lavoro, una nazionale e sei territoriali, che interesseranno le aree potenzialmente idonee presenti nelle regioni coinvolte: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia e Basilicata, Sicilia, Sardegna.
Il Seminario nazionale si concluderà il 15 dicembre, con la pubblicazione del resoconto complessivo dei lavori che termineranno il 24 novembre.
A seguito della pubblicazione degli atti, si aprirà la seconda fase della consultazione pubblica, della durata di trenta giorni, durante la quale potranno essere inviate eventuali ulteriori osservazioni e proposte tecniche finalizzate alla predisposizione e alla pubblicazione della Carta Nazionale Aree Idonee (CNAI). Al termine di questa fase le Regioni e gli Enti locali potranno esprimere le proprie manifestazioni d’interesse, non vincolanti, ad approfondire ulteriormente l’argomento.

Mercoledi 6 maggio 2015 è stata una giornata densa di appuntamenti nel percorso autorizzativo per la ripresa dell’attività produttiva dello stabilimento Eurallumina. Ne dà comunicazione, con una nota, la RSU aziendale.

Sul fronte Roma, Cagliari, Portoscuso, si sono sviluppati appuntamenti ufficiali e sono stati prodotti atti importanti da vari enti e istituzioni.

A Roma, presso il ministero dell’Ambiente, la Segreteria tecnica diretta dal Direttore Generale Maurizio Pernice (dott.ssa D’Aprile e prof. Maione), ha esaminato il lavoro prodotto dal settore Ambiente (ing. Putzulu e dott.ssa Tolu) dell’ex provincia di Carbonia Iglesias (amministrata dall’ing. Giorgio Sanna), e dall’Arpas di Portovesme (dott.ssa Cossu e il responsabile del procedimento Culazzu), dopo la riunione svoltasi presso lo stesso ministero venerdì 24 aprile.

In esame la definizione delle autorizzazioni per le prove tecniche dell’impianto trattamento acque  denominato Ex Tecom, l’esito della valutazione ministeriale è stato positivo e la titolarità del procedimento autorizzativo è stata definitivamente assegnata all’ex Provincia e al Consorzio Industriale di Portovesme, come autorità d’ambito.

Incassato il via libera ufficiale – aggiunge la nota della RSU Eurallumina -, verrà eseguito il raccordo alla tubazione delle acque da trattare e l’impianto elettrico, e i 60 giorni del periodo di prova indicato nel programma operativo, per appurare la capacità di Eurallumina, di trattare secondo le norme in materia, le acque da utilizzare per il ciclo produttivo, potranno iniziare.

A Cagliari, la Giunta regionale ha approvato un atto resosi necessario, dopo la modifica apportata al protocollo d’intesa per la gestione ambientale del sito di stoccaggio dei residui di lavorazione. Una modifica migliorativa e di grande valenza economica e politica, rispetto al precedente testo, perché destina i sei milioni di euro stanziati dal ministero dell’Ambiente per la messa in sicurezza di questi anni del sito in oggetto, 5 milioni dei quali restituiti da Eurallumina attraverso una fidejussione quale compensazione dei costi effettivamente sostenuti e che insieme alla quota rimanente, attraverso accordo di programma tra ministero dell’Ambiente e Regione Sardegna, rimarranno a disposizione, per interventi di ripristino ambientare nell’area Sin del Sulcis Iglesiente Guspinese. Un passaggio importante che è stato ratificato attraverso un’apposita delibera.

Stesso atto votato dal Consiglio comunale di Portoscuso, che in tarda serata conseguentemente alla delibera della Giunta regionale, ha approvato con 13 voti a favore, ribadendo l’indirizzo già votato all’unanimità il 29 settembre 2014.

A questo punto il protocollo d’intesa, già firmato dagli enti ministeriali ministero dell’Ambiente (Maurizio Pernice) e dello Sviluppo economico (dott. Firpo), può essere sottoscritto dagli enti locali, assessorato regionale dell’Ambiente (dott.ssa Zinzula), ex Provincia (ing. Giorgio Sanna), comune di Portoscuso (Giorgio Alimonda), Consorzio Industriale (Giorgio Alimonda) e Arpas (dott. A. Sanna), per poi essere allegato all’istanza di dissequestro delle Aree A e B del sito di stoccaggio ancora sotto sequestro (Area C e sala pompe sono stati già liberati da vincoli giudiziari e restituiti al loro esercizio).

Per quanto riguarda l’Area D, di nuova espansione, dopo l’esito positivo della Conferenza dei servizi svoltasi al ministro dell’Ambiente circa tre settimane addietro, giovedì 30 aprile un nuovo parere favorevole alla caratterizzazione dell’area, dal settore ambiente dell’ex Provincia e a breve potranno iniziare i carotaggi e le varie attività tese a fornire tutte le garanzie richieste dalle norme di legge, che dureranno alcuni mesi e verranno svolte da ditte specializzate.

La RSU dell’Eurallumina ha seguito costantemente e ha sollecitato e solleciterà in futuro, nel rispetto delle norme e dell’autonomia degli enti di controllo, tutti i soggetti coinvolti nell’approvazione degli atti autorizzativi, perché questi possano arrivare a buon fine nel più breve tempo possibile.

Sul fronte interno allo stabilimento, mercoledì 6 maggio, a conferma che Eurallumina «non è chiusa, ma ha fermato le produzioni», il settore Ambiente dell’ex Provincia, ha concesso l’autorizzazione AIA, per l’utilizzo della banchina portuale. La richiesta era stata inoltrata per utilizzare banchina e gru, in operazioni di scarico di una nave, contenente “Concentrato di Zinco”, diretta alla Portovesme Srl. L’azienda di proprietà della Glencore, avendo valutato che il carico delle materie prime necessarie per le sue produzioni, erano superiori al limite richiesto per attraccare al consueto sito di scarico, ha richiesto ad Eurallumina, la possibilità e la disponibilità di scaricare il prodotto sulla sua banchina, circa 1.100 tonnellate, sino alla stabilizzazione di un corretto livello di pescaggio. Esaurite tutte le operazioni autorizzative e di controllo, i tecnici del reparto elettrico e della manutenzione meccanica di Eurallumina, hanno reso operative e messo in sicurezza le macchine operatrici, sono stati richiamati in servizio dalla CIG in aggiunta a quelli già in turno nelle rotazioni di mantenimento, alcuni gruisti, palisti e operatori del reparto porto che, con professionalità e spirito di servizio e collaborativo con gli addetti della Portovesme Srl, che hanno presenziato a tutte le operazioni di scarico e trasporto del materiale. Un’operazione inusuale rispetto allo standard di scarico della bauxite che, a partire dal pomeriggio di mercoledì 6 maggio, si sta svolgendo senza particolari problematiche – conclude la nota della RSU Eurallumina -, e che si dovrebbe concludere da piano di scarico, entro le 19.00 di oggi giovedì 7 maggio.

Eurallumina.

Si è svolto ieri un incontro tecnico presso il ministro dell’Ambiente sulla vicenda Eurallumina di Portovesme, al quale hanno partecipato il direttore generale del ministero, Maurizio Pernice, e l’amministratore straordinario della ex provincia di Carbonia Iglesias, Giorgio Sanna, assieme ai tecnici delle due amministrazioni.

La riunione era stata convocata per definire le procedure per l’imminente avvio dell’esercizio dell’impianto di depurazione “Ex-Tecom” per il trattamento delle acque contaminate, al fine di verificarne la funzionalità e poter rilasciare la definitiva autorizzazione all’esercizio. La provincia di Carbonia Iglesias e l’Arpa definiranno in tempi brevissimi un protocollo operativo per l’avvio e l’esercizio sperimentale dell’impianto. Se questa fase sperimentale, che durerà 60 giorni, darà risultati positivi, sarà rilasciata l’autorizzazione definitiva all’esercizio dell’impianto. E’ stato assunto, infine, l’impegno di definire l’iter per l’avvio dell’impianto in fase sperimentale entro 10 giorni. L’avvio dell’attività del depuratore ex-Tecom rappresenta il presupposto per la ripresa dell’attività produttiva dello stabilimento Eurallumina che consentirà di riavviare progressivamente al lavoro 200 addetti degli appalti e, con il riavvio della produzione, 357 lavoratori, e di tutta la filiera dell’indotto.

Al termine della riunione, l’avv. Maurizio Pernice, direttore generale del ministero dell’Ambiente, e l’ing. Giorgio Sanna, commissario straordinario dell’ex provincia di Carbonia Iglesias, hanno incontrato una rappresentanza della Rappresentanza Sindacale Unitaria Eurallumina, cui hanno comunicato l’esito dell’incontro.

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Eurallumina.

Stamane al ministero dell’Ambiente si è svolto un incontro tecnico tra lo stesso Ministero e l’ex provincia di Carbonia Iglesias sul progetto di riavvio dell’Eurallumina. All’incontro, auspicato e sollecitato dalla RSU Eurallumina, hanno partecipato il Direttore generale del ministero dell’Ambiente, Maurizio Pernice con  il suo staff e il commissario straordinario dell’ex provincia di Carbonia Iglesias, Giorgio Sanna, insieme ai dirigenti del settore Ambiente dello stesso ente che, sia pur in regime commissariale, ha competenze su alcuni settori, compreso quello ambientale.

«Al centro del confronto – si legge in una nota della RSU Eurallumina -, l’autorizzazione alle prove tecniche e successivamente al suo definitivo utilizzo da parte dell’Eurallumina, dell’ impianto denominato ex Tecom, per il trattamento delle acque provenienti dai pozzi piezometrici interni ed esterni allo stabilimento (sistema di gestione, verifica e controllo ambientale). L’iter autorizzativo condotto dagli enti coinvolti con il massimo dello scrupolo e dell’attenzione, ha accertato che l’impianto in oggetto ha particolare rilevanza, “PER IL BENEFICIO AMBIENTALE DERIVATO” nel merito della sua applicazione e complessivo nel computo generale. Allo stesso tempo, nella prospettiva della ripresa delle attività, con la realizzazione degli investimenti e la conseguente ripresa delle produzioni, l’esercizio dell’impianto è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi industriali.»

«Gli ultimi chiarimenti sulle competenze autorizzative – si legge ancora nella nota sindacale -, sono stati definitivamente sciolti nella riunione odierna e, completate le procedure amministrative e l’adeguamento dell’impianto rispetto alle ultime norme in materia (controlli e verifiche anche in ingresso all’impianto) potrà partire il programma tecnico delle operazioni sul campo. Un significativo segnale dell’avanzamento nel percorso autorizzativo complessivo del piano industriale, che a livello pratico consentirà l’accesso in fabbrica (richiamati al proprio posto di lavoro dalla sospensione in cassa integrazione) circa 30 addetti, per cui è già pronto il piano di formazione e inserimento, per operatori del laboratorio analisi chimiche e della sezione dove andrà esercito l’impianto in oggetto.»

«Il piano industriale di Eurallumina, primo anello della filiera dell’alluminio, condiviso dalla proprietà RUSAL, faticosamente conquistato con anni di lotta e sacrifici dai lavoratori, prevede  investimenti per 188 milioni di euro, per  la realizzazione dell’impianto CHP, modifiche degli impianti  e gestione e miglioramento del sito di stoccaggio, dove verranno impiegati oltre 200 addetti degli appalti, e con il riavvio della produzione, 357 addetti diretti, a cui vanno aggiunte le ricadute economiche e occupazionali sull’indotto dei servizi e dei fornitori. Un programma che ha necessita di essere velocizzato e che si scontra oggi con gli eccessi, spesso degenerativi, del sistema burocratico, verso i quali, la RSU Eurallumina, i lavoratori  e le parti sociali – conclude la nota -, continuano a svolgere incessante opera di sollecito e richiamo alle proprie coscienze e responsabilità  affinché non si debbano subire ulteriori ritardi.»

Un nuovo passo avanti nella vertenza Eurallumina è stato copmpouti il 1 dicembre scorso a Roma. Ne dà notizia, con un comunicato, la RSU aziendale.

«Come comunicato nel corso dell’ultima assemblea – si legge nella nota -, il 1° dicembre 2014 era in programma, presso il ministero dello Sviluppo Economico  a Roma, una riunione per definire alcuni aspetti concernenti l’Accordo/ Protocollo sul sito di stoccaggio dei residui di lavorazione. Alla riunione, estremamente ristretta, hanno partecipato il vice ministro Claudio De Vincenti, il direttore generale del ministero dell’Ambiente e custode giudiziario del sito di stoccaggio, Maurizio Pernice, l’amministratore delegato di Eurallumina, Vincenzo Rosino e, in rappresentanza della Regione Sardegna, il delegato del presidente per l’attuazione del Piano Sulcis, Salvatore Cherchi. Il tema in discussione era di fondamentale importanza: il parere positivo riguardante il documento, già espresso nei mesi scorsi dal ministero dello Sviluppo economico, dalla Regione Sardegna, dal comune di Portoscuso, dal Consorzio Industriale di Portovesme e dall’Arpas Sardegna, doveva trovare la condivisione tra i soggetti principali che sono il ministero dell’Ambiente e Azienda Eurallumina, per arrivare in seguito alla sottoscrizione dello stesso documento da parte di tutte le parti coinvolte. La condivisione è stata trovata e l’obiettivo è stato raggiunto, in quanto le parti hanno concordato di poter procedere alla sottoscrizione dell’Accordo/ Protocollo. Il testo definitivo del documento, scaturito dall’ultima riunione e contenente gli ultimi elementi condivisi, è stato  consegnato all’Azienda oggi oenerdì 5 dicembre, dalla Regione Sardegna  referente istituzionale del ministero dell’Ambiente che materialmente dirama l’atto (dopo un’opera di costante  sollecitazione della RSU partita già da lunedì sera) e con la procedura più rapida nella tempistica, verrà sottoposto come d’obbligo al Consiglio di Amministrazione della RUSAL, che dovrà autorizzare l’amministratore delegato di Eurallumina alla firma dell’accordo/ protocollo.»

«A questo punto – si legge ancora nella nota -, il passaggio successivo sarà la convocazione dei soggetti firmatari, nella prima data utile disponibile, che noi, ovviamente, vorremmo coincidesse con  il periodo che precede le festività di fine anno 2014. La convocazione dovrebbe essere diramata dal ministero dello Sviluppo economico che, con la risoluzione dei punti inseriti nel protocollo d’intesa del 22 novembre 2012 e tutte le altre problematiche, anche di tipo emergenziale che successivamente nel tempo si sono presentate  e che dovevano assolutamente essere superate, ha di fatto concluso il suo iter con  la sottoscrizione del contratto di sviluppo per il concorso agli investimenti, un contratto di finanziamento stipulato tra Governo Italiano, Invitalia e Azienda Eurallumina e ratificato il 22 luglio scorso. Dopo la sottoscrizione del contratto di sviluppo, tutta l’attenzione e gli sforzi congiunti delle organizzazioni sindacali e delle parti istituzionali aventi titolo, sono stati indirizzati sull’ultima ma determinante e fondamentale questione inerente il sito di stoccaggio dei residui di lavorazione. Il MISE essendo titolare nella sua interezza della vertenza Eurallumina, sta  svolgendo in questo caso la funzione di supervisore, non potendo incidere su questioni, pertinenze e competenze che sono proprie del ministero dell’Ambiente.»

«Le lavoratrici e i lavoratori Eurallumina sanno – scrive ancora la RSU aziendale -, perché sperimentato sulla propria pelle, che in questi anni di lotta mai niente ci è stato regalato, così è stato in precedenza e così sarà per il futuro, compreso l’accordo /protocollo per il sito di stoccaggio dei residui di lavorazione, faticosamente raggiunto, che sarà uno degli elementi portanti da allegare alla documentazione tecnico scientifica che supporterà la richiesta da presentare al magistrato competente per ottenere l’esercibilità dell’intero sito, oggi parzialmente dissequestrato (Area “C” e sala pompe). Per dare corso al progetto di ripresa produttiva, per far partire gli ingenti investimenti presenti nel piano industriale, con le ricadute di carattere occupazionale, economiche e sociali, per il sistema industriale complessivo del territorio, della Sardegna e dell’intero paese, del comparto alluminio, che questa prospettiva comporta,  è necessario avere la totale disponibilità del sito di stoccaggio.»

«Come sempre abbiamo fatto in questi anni – conclude la RSU Eurallumina -, manteniamo la giusta moderazione insieme alla visione realistica dell’evoluzione della vertenza, anche nell’acquisizione di indubbi passi avanti, continuando nel lavoro, nell’impegno, con la determinazione che sino ad oggi ci ha caratterizzato, sino al raggiungimento dell’obiettivo completo.»

Eurallumina.

Il presidio Rsu Eurallumina al Mise il 24 giugno 2014.

Il presidio Rsu Eurallumina al Mise il 24 giugno 2014.

Ieri mattina, martedì 24 giugno, la #Rsu Eurallumina ha effettuato un presidio presso il ministero dello Sviluppo economico, durante l’incontro, definito prettamente tecnico, che ha visto la partecipazione del vice ministro Claudio De Vincenti, del direttore generale del #ministero dell’Ambiente, avvocato Maurizio Pernice, del direttore generale del #ministero del Lavoro, Salvatore Pirrone, dell’ing. Vincenzo Rosino e del suo staff, e di Tore Cherchi, delegato per l’attuazione del #Piano Sulcis.

«Al termine dell’incontro – spiega Antonello Pirotto, rappresentante della RSU aziendale – l’avvocato Pernice, si è fermato a commentare e rispondere alle domande della Rsu sull’esito dell’incontro, comunicando il buon esito dello stesso, con l’avvenuto chiarimento tecnico su alcuni aspetti su cui ancora non vi era condivisione. Il dirigente del dicastero ambientale, custode giudiziario del sito oggetto dell’incontro, ha affermato che l’accordo di programma sul sito di stoccaggio residui delle lavorazioni, sarà possibile firmarlo entro 10/15 giorni. Ratificato l’accordo, il magistrato competente, ricevuti gli atti e l’istanza relativa, dovrà esprimersi sul suo dissequestro. A seguire l’amministratore delegato di #Eurallumina, ing. Vincenzo Rosino, ha confermato quanto sopra, cioè che l’incontro ha avuto un esito chiarificatore, con la mediazione del vice ministro Claudio De Vincenti, pressante nel chiedere alle parti di definire la problematica.»

«Nel corso dell’incontro – aggiunge Antonello Pirotto – sono stati affrontati anche gli argomenti relativi alla Cig (con il ministero del Lavoro) e quelli relativi al contratto di sviluppo per i finanziamenti di Invitalia sul piano industriale di rilancio dell’attività, parte integrata nel Piano Sulcis, nel complesso del comparto industriale di Portovesme. E’ stata richiesta al Mise la convocazione di un incontro sul punto complessivo della vertenza, con le organizzazioni sindacali a tutti i livelli coinvolte.»   

«Su questi aspetticonclude Antonello Pirotto – si dovrebbero avere notizie nei prossimi giorni, che verranno comunicate ai lavoratori e alle lavoratrici dell’Eurallumina e dell’indotto nell’assemblea informativa di venerdì 27 giugno, alle ore 10.00.»

Rsu Eurallumina a Roma

Questa mattina la RSU dell’Eurallumina è impegnata in un presidio presso la sede del #ministero dello Sviluppo economico, a Roma, dove è in programma un incontro “prettamente tecnico” sulle questioni ambientali relative alla vertenza #Eurallumina.

«Tra i lavoratori diretti e dell’indotto – si legge in una nota della RSU – è forte la preoccupazione, questo perché, malgrado gli innegabili passi avanti fatti dal 22 novembre 2012 ad oggi (data della sottoscrizione del protocollo d’intesa), nonostante i problemi vecchi e nuovi che sono stati comunque superati  grazie ad un lavoro sinergico tra le parti, ad iniziare dal  Mise, insieme alla volontà aziendale di riprendere le produzioni e all’impegno delle strutture sindacali di concerto con chi ne è espressione diretta,  come la RSU di fabbrica, che anche in questa occasione vuole rappresentarne le legittime aspettative, restano comunque in campo problematiche che devono trovare, in tempi celeri, definita e definitiva soluzione, perché ormai arrivate alla scadenza.»

«Nello specifico – si legge ancora nella nota – quello che è stato definito “Accordo di programma per la messa in sicurezza e futura gestione ambientale del sito di stoccaggio dei residui di lavorazione della bauxite” tra Azienda Eurallumina (presente con l’amministratore delegato, i tecnici e i legali dell’Azienda) e ministero dell’Ambiente (con lo staff tecnico diretto dal direttore generale avvocato Maurizio Pernice) e che nell’incontro di oggi, convocato dal vice ministro del Mise Claudio de Vincenti, dovrebbe arrivare ad un passaggio cruciale  nella prospettiva della sottoscrizione dello stesso  “Accordo di Programma”. Senza la disponibilità del sito, tutti i sacrifici fatti e tutto il percorso sin qui svolto verrebbero vanificati. Questo potrà essere scongiurato solo quando questo accordo verrà ratificato, in modo che, su quelle conclusioni, il magistrato competente e titolare del procedimento , potrà pronunciarsi sul suo dissequestro.»

«Ogni ritardo, ogni rinvio, ogni rallentamento, farà allungare i tempi della prospettiva di rilancio di Eurallumina  se non addirittura vanificare questa agognata prospettiva , attesa dai lavoratori e dalle loro famiglie e da tutto il territorio del Sulcis Iglesiente che, da una vertenza “parte integrante del Piano Sulcis”, dal rilancio del comparto industriale e della filiera dell’alluminio, attende di ritrovare luce e speranza. Il presidio di oggi – conclude la nota della RSU Eurallumina – intende inoltre sollecitare affinché il prima possibile venga convocato un incontro con le organizzazioni sindacali a tutti i livelli di competenza per fare il punto sulla vertenza, con la speranza che questo appuntamento possa essere quello conclusivo.»

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Mercoledì 26 marzo si è svolto un incontro tra la direzione aziendale Eurallumina e la RSU. Sono stati portati a conoscenza dei rappresentanti dei lavoratori, gli esiti di importanti incontri tecnici istituzionali che si sono svolti nei giorni scorsi.

Lunedì 24 marzo si è svolto l’atteso incontro con la mediazione del vice ministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti e il direttore generale del ministero dell’Ambiente, e il custode giudiziario del bacino attualmente sotto sequestro, l’avv. Maurizio Pernice e il suo staff; per l’Eurallumina erano presenti l’ ing. Vincenzo Rosino, il consulente legale e il consulente tecnico. Sono state superate le rispettive posizioni tecniche sull’applicazione delle norme ed è stato raggiunto un accordo su come realizzare le prescrizioni indicate dal ministero dell’Ambiente, con la condivisione di un percorso che garantisca tutti, il rispetto della legge nei minimi particolari e la compatibilità con gli investimenti ai fini produttivi.

Il documento, un vero e proprio accordo di programma, dovrà essere firmato dall’azienda e dal ministero dell’Ambiente. Su questo aspetto c’è il benestare anche del neo ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che insieme al sottosegretario (suo consulente tecnico), ha ricevuto l’ ing. Rosino martedì 25 marzo e fungerà da supervisore dello sviluppo dell’accordo .

A questo punto, per dare piena attuazione all’accordo, ci vorranno il legittimo coinvolgimento ed i pareri nel merito in ambito regionale e locale. Visti i tempi ristretti, la RSU ha chiesto di essere costantemente informata su eventuali ritardi o eventuali contrapposizioni, affinché possa valutare, di concerto con le organizzazioni sindacali a tutti i livelli, tutte le iniziative atte al buon esito del programma  ormai allo stato molto avanzato. La RSU ritiene che sarebbe assurdo, dopo cinque anni di lotta, essere arrivati a questo punto e non vedere concretizzato il rilancio di una realtà così importante, a livello occupazionale ed economico per il territorio e la Sardegna, e strategicamente industriale per l’ Italia. Concluso questo iter, verrebbe presentata ufficiale istanza di dissequestro al magistrato competente, del sito di stoccaggio.

Per il resto, la vertenza presso il ministero dello Sviluppo economico è nei tempi previsti, il contratto di sviluppo con Invitalia è ormai in fase di definizione, per essere sottoscritto; in ambito interno, gli studi della Warley Parsons per la modifica dell’impianto sono in fase avanzata e verranno conclusi entro il mese di maggio, così come la Foster Wheeler per la progettazione della caldaia.

Giovedi’ 27 Marzo si è svolta la consueta assemblea generale informativa, attenta e partecipata dai lavoratori e lavoratrici eurallumina e degli appalti .

Eurallumina a Roma 1Eurallumina a Roma 2

Continua, come già annunciato, il ciclo di mobilitazioni verso i soggetti coinvolti nella vertenza Eurallumina, col fine di portare a risoluzione le problematiche ancora da definire. Ieri mattina la RSU ed una ristretta delegazione di lavoratori, hanno messo in atto un sit-in presso il ministero dell’Ambiente a Roma, con l’obiettivo di sollecitare lo stesso Ministero  affinché esprima il definitivo giudizio sulla documentazione inviata dall’azienda e inerente alla possibilità di riottenere l’esercibilità del sito di stoccaggio dei residui di lavorazione.

«Abbiamo ottenuto, a seguito della nostra iniziativa concordata con le organizzazioni sindacali – si legge in una nota della RSU Eurallumina – un incontro con il responsabile ministeriale del procedimento, nonché custode giudiziario del sito, dott. Maurizio Pernice e con alcuni funzionari del suo staff. Ci è stato comunicato in via ufficiale – si legge ancora nella nota – che non esistono elementi ostativi affinché il sito venga riutilizzato ai fini produttivi, fatto salvo il rispetto delle norme e delle prescrizioni imposte dalle leggi vigenti in materia ambientale. Entro la prossima settimana l’istruttoria dovrebbe essere definitivamente terminata e le considerazioni risultanti saranno immediatamente comunicate alla procura di Cagliari, titolare del procedimento giudiziario. Su nostra richiesta, la data della consegna della documentazione alla procura sarà tempestivamente indicata anche a noi.»

«Abbiamo in seguito effettuato un presidio di alcune ore al ministero dello Sviluppo Economico – conclude la nota della RSU Eurallumina – per sollecitare una rapida convocazione dell’incontro di verifica complessiva del protocollo d’intesa (già richiesto ufficialmente dalle organizzazioni sindacali di categoria, regionali e nazionali). Permane quindi lo stato di agitazione e non sono escluse altre azioni di mobilitazione sino a quando non avremo un riscontro positivo su tutti i punti della vertenza.»