22 January, 2022
HomePosts Tagged "Michele Ciusa" (Page 2)

[bing_translator]

«Disoccupati, lavoratori dipendenti, autonomi, Partite IVA. Non si contano le famiglie sarde che ancora attendono di ricevere il bonus da 800 euro della Regione Sardegna, mai arrivato a destinazione a causa della mancata erogazione dei fondi ai Comuni da parte della Regione. Una misura di carattere emergenziale, fondamentale per consentire in alcuni casi la sopravvivenza stessa del nucleo familiare, che non è stata ancora attuata del tutto. Le promesse del presidente Christian Solinas, purtroppo, sono state vergognosamente disattese ancora una volta, a discapito di tutti coloro che, economicamente più fragili, confidavano e ancora oggi confidano nel bonus regionale per far fronte a questo durissimo periodo di crisi.»

La denuncia arriva dalla capogruppo del M5S Desirè Manca, prima firmataria di una mozione sottoscritta dai consiglieri Roberto Li Gioi, Michele Ciusa, Alessandro Solinas, che impegna il Governatore e la Giunta a garantire il razionale utilizzo delle risorse disponibili, incentrato sul fabbisogno del singolo nucleo familiare e rimesso all’ente locale per quanto riguarda la capacità di individuare i beneficiari ed erogare il sussidio con maggiore rapidità.

«La legge regionale n. 12 sulle misure straordinarie urgenti a sostegno delle famiglie risale all’8 aprile scorso – ricorda Desirè Manca – giorno in cui la stampa ha dato la notizia di uno stanziamento pari a 120 milioni di euro. Peccato che la cifra elogiata da Presidente e Giunta in realtà sia molto lontana da quella effettivamente messa a disposizione dei Comuni per sostenere i cittadini in difficoltà. Al netto delle lodi di parte, quello che è stato definito “il primo urgente intervento per affrontare l’emergenza economica e sociale in atto” non è stato portato a compimento. Pertanto, chiedo al presidente Christian Solinas e alla Giunta di attivarsi con urgenza per sbloccare immediatamente e definitivamente le procedure di trasferimento dei fondi ai Comuni senza ulteriori dubbi o fraintendimenti. I sardi attendono ormai da troppo tempo il sostegno promesso.»

«Dei 120 milioni di euro promessi – aggiunge Desirè Manca – 31 milioni erano già presenti nei bilanci dei singoli comuni, mentre gli altri 89 avrebbero dovuto essere trasferiti dalla Regione alle casse comunali sulla base del fabbisogno dichiarato. Gli aventi diritto al sussidio, secondo quanto affermato dalla Regione, una volta presentata la domanda, avrebbero dovuto ricevere l’indennità (cumulabile con altre forme di sostegno al reddito) entro 48 ore. Tempi che non sono stati assolutamente rispettati, al punto che diversi comuni hanno inviato più volte la richiesta di ulteriore fabbisogno alla Regione per ricevere le somme necessarie ad evadere tutte le richieste, senza però aver ricevuto il trasferimento di ulteriori fondi – conclude Desirè Manca -. Adesso è il momento di agire, basta con i vuoti proclami che non danno alcun ristoro a chi è realmente in difficoltà.»

[bing_translator]

Un protocollo per la gestione dei casi sospetti di Coronavirus nelle strutture ricettive della Sardegna. A chiederlo è la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Desirè Manca, che insieme ai colleghi Roberto Li Gioi, Michele Ciusa, Alessandro Solinas ha presentato una mozione al presidente della Regione, Christian Solinas, e all’assessore della Sanità, Mario Nieddu.

«Anziché ottenere rassicurazioni da parte della Regione, gli albergatori continuano ad essere estremamente preoccupati per la mancanza di protocolli regionali specifici che consentano loro di gestire eventuali casi sospetti di Coronavirus e di proseguire nel contempo l’attività in totale sicurezza. Per questo ha dichiarato la capogruppo pentastellataè urgente che le indicazioni fornite dall’OMS in ambito internazionale e da Confindustria Alberghi, Federalberghi ed AssoHotel su quello nazionale, vengano recepite e adattate al contesto regionale e alle peculiari caratteristiche del comparto turistico- alberghiero sardo, già gravemente danneggiato dai limiti di circolazione imposti dall’emergenza Covid e dalle misure organizzative a cui è subordinata la ripartenza.»

A suo modo di vedere «è fondamentale che gli albergatori conoscano le procedure da seguire per segnalare al servizio sanitario regionale la presenza di una persona con sintomi da Covid all’interno dell’hotel, come comportarsi in attesa dell’intervento del servizio sanitario, quali protocolli seguire per sanificare ed igienizzare i locali e soprattutto quali misure adottare nei confronti delle persone che sono venute a contatto con la persona eventualmente affetta dal virus».

«Le conseguenze di una falla nelle procedure di sicurezza potrebbe – conclude Desirè Manca compromettere ulteriormente e definitivamente la ripartenza delle strutture ricettive della Sardegna. Auspico che il presidente Christian Solinas si attivi con urgenza affinché d’intesa con i rappresentanti del settore si possa redigere un documento valido che tuteli gli imprenditori del settore e tutti i turisti che sceglieranno la Sardegna come meta sicura. Non c’è tempo da perdere, la Regione si attivi per evitare il verificarsi di situazioni ad alto rischio.»

Antonio Caria

[bing_translator]

La capogruppo del M5S Desirè Manca ha presentato una mozione urgente (sottoscritta dai consiglieri Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas) che impegna il presidente della Regione, Christian Solinas, e la Giunta, a scongiurare l’annullamento di tutti quegli appuntamenti di spettacolo imprescindibili per l’economia e la vita delle comunità della Sardegna.

«Ripensare l’organizzazione delle manifestazioni, delle feste, delle sagre e dei concerti in un’ottica diversa e del tutto nuova, che metta al centro la sicurezza delle persone, è un’attività che la Regione Sardegna deve prevedere con urgenza e che non può essere ulteriormente rimandata. Non possiamo rassegnarci all’idea che tutte le manifestazioni che tengono viva l’identità e le tradizioni della nostra isola vengano rinviate a data da destinarsi per mancanza di organizzazione dice Desirè Manca -. Ma, soprattutto, la Regione in questo momento deve prevedere degli aiuti mirati per tutti gli ambulanti e i giostrai che vivono di questi eventi, e che dall’inizio dell’emergenza Covid, sin dal primo DPCM del 4 marzo, sono stati costretti a rimanere a casa e per i quali ancora oggi non sono state previste delle valide misure economiche di sostegno a fronte delle spese già sostenute per gli eventi annullati. Nonostante l’ingresso nella fase 2 e l’allentamento delle restrizioni ancora oggi la Regione non ha dato alcuna rassicurazione a questi lavoratori messi in ginocchio dalla pandemia che si sono ritrovati sotto il Consiglio regionale per far sentire la loro protesta.»

«La Regione Sardegna deve impegnarsi con urgenzasottolinea la capogruppo del M5S e lavorare da subito alla riattivazione di tutte le tipologie di eventi secondo le indicazioni concertate tra le Regioni e approvate come linee guida in sede di conferenza Stato Regioni. Inoltre occorre erogare degli indennizzi in favore di tutti i soggetti titolari di esercizi commerciali itineranti, come giostrai e titolari di luna park, per il mancato reddito causato dall’annullamento di tutti gli eventi programmati per il 2020.»

«Manifestazioni come sagre e festeprosegue Desirè Manca sono diventate negli anni un appuntamento imprescindibile per l’economia e la vita delle comunità della Sardegna. Dobbiamo inoltre ricordare che le amministrazioni comunali, i comitati e le associazioni hanno già sostenuto importanti spese per poter programmare gli eventi dell’estate alle porte. Sono circa mille le celebrazioni religiose e laiche che ogni anno si svolgono in tutta l’isola e che testimoniano le antichissime e variegate tradizioni sarde, grazie alle quali possiamo ancora oggi immergerci in una cultura antica alla scoperta di suoni e di armonie sconosciute, di balli con ricchi costumi tradizionali, di gare poetiche fuori dal tempo oltre a poter gustare una grande varietà di prodotti agroalimentari ed agropastorali della nostra isola.»

«La Regione deve impegnarsi affinché le feste della tradizione possano essere organizzate nel rispetto delle misure di sicurezza previste in questa delicata fase 2. Occorre, pertanto, fornire subito direttive certe per quanto riguarda la riorganizzazione degli spazi che possono essere delimitati anche attraverso un’apposita segnaletica e cartellonistica in modo da evitare assembramenti. Negli spazi espositivi dedicati alle manifestazioni fieristiche (al chiuso o all’aperto), la postazione dedicata alla reception e alla cassa può essere ad esempio dotata di barriere fisiche, e le modalità di pagamento adottare potrebbero essere soltanto elettroniche. Inoltre, è anche possibile mantenere un registro delle presenze per una durata di 14 giorni. Le misure al vaglio sono tante e di diverso tipo ma occorre mettersi subito al lavoro per ridisegnare le feste del dopo Covid. Per quanto riguarda l’oggi, invece, la priorità dev’essere aiutare i lavoratori in difficoltàconclude la capogruppo del Movimento 5 stelle -. Non dimentichiamo i nostri giostrai, i nostri ambulanti, come ribadito più volte, nessuno deve essere lasciato indietro.»

[bing_translator]

«La maggioranza di centrodestra vuole utilizzare il Piano Casa per scardinare i vincoli del Piano paesaggistico regionale.»

Lo denuncia il centrosinistra che, in mattinata, ha convocato una conferenza stampa in Consiglio regionale. «Ieri siamo stati chiamati in Commissione “Governo del territorio”, ufficialmente per decidere la proroga di 6 mesi del Piano Casaha detto il consigliere regionale del Pd Valter Piscedda ci siamo invece trovati a discutere un provvedimento con diverse norme intruse. La legge presentata dal centrodestra (primo firmatario il capogruppo del Psd’Az Franco Mula) oltre alla proroga del Piano introduce un’altra norma con la quale si chiede di sottrarre alla pianificazione congiunta Regione-Governo gli interventi su beni identitari, fasce costiere e zone agricole. Tutto questo utilizzando la scusa del completamento di due importanti reti viarie: la Sassari-Alghero e la Olbia-Palau. La cancellazione dei vincoli del Ppr sarebbe una iattura per la Sardegna perché aprirebbe la via all’assalto degli speculatori.»

Giudizio condiviso dai consiglieri dei Progressisti Maria Laura Orrù e Antonio Piu. «E’ assurdo che per risolvere casi particolari come il completamento di due reti viarie si cerchi di cambiare una normativa di carattere generaleha rimarcato Orrùse passasse questo concetto si aprirebbe una breccia pericolosissima. Sui beni identitari si costruisce il nostro futuro, fondato su un modello di sviluppo alternativo».

«Noi siamo favorevoli alla proroga del Piano casa e al completamento delle due strade – ha chiarito Antonio Piuchiediamo alla maggioranza di eliminare dal testo le norme intruse che mirano alla cancellazione dei vincoli del Ppr.»

Per il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau la proposta di legge, se approvata, sarebbe sicuramente impugnata dal Governo: «Non si può modificare con legge ordinaria una norma di rango costituzionaleha detto l’ex presidente del Consiglio – il Piano casa non ha nulla a che vedere con l’interpretazione del Ppr». Critico anche il consigliere del M5S Michele Ciusa: «In Commissione ci hanno impedito di sentire in audizione le componenti tecnicheha sottolineato Michele Ciusa la maggioranza continua a comportarsi in modo irresponsabile utilizzando lo stesso metodo che ha perseguito per affrontare l’emergenza Covid-19».

Il leader dei progressisti Massimo Zedda va oltre: «Da mesi la Giunta e la maggioranza utilizzano il tema della salute e dell’emergenza sanitaria come arma di distrazione di massa. In questo clima di confusione si tenta di far passare sotto silenzio provvedimenti che aprono alla devastazione della Sardegna. La legge sarà sicuramente impugnata. La Corte Costituzionale si è già espressa in materia. La mia preoccupazione è che si blocchino interventi importanti come quelli sulla rete viaria del Nord Sardegna a causa di questo modo bizzarro di procedere».

Dai consiglieri regionali del centrosinistra è arrivato, infine, un appello alla maggioranza: «Portino in aula la legge di proroga del Piano Casa e stralcino le altre norme. Siamo pronti a votarla anche domani».

[bing_translator]

«Nel momento in cui si parla di aperture ci sono aspetti organizzativi che non possono assolutamente essere rimandati né aspettare oltre. Quello che sta accadendo in alcuni ospedali della Sardegna, in cui i pazienti oncologici sono costretti a fare la fila anche di ore non è ammissibile. Stiamo parlando di persone con il sistema immunitario compromesso, più esposte non solo al rischio contagio, ma soprattutto che non possono subire uno stress psico-fisico tale per poter effettuare le cure e le visite mediche di cui hanno bisogno.»

Lo scrive, in una nota, Michele Ciusa, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.

«Secondo le più recenti stime il ritardo accumulato nell’erogazione dei servizi ai malati oncologici è di proporzioni enormi: sono oltre 4 milioni gli screening rinviati e che dovranno essere effettuati a partire delle prossime settimaneaggiunge Michele Ciusa -. Ma nei due mesi di lockdown i disagi hanno riguardato diversi ambiti e tutte le visite previste nelle diverse fasi della malattia, sia quelle dedicate alla prevenzione che quelle di follow up, alle quali occorre sottoporsi a seguito di un’operazione. Controlli, esami, test periodici che in questi mesi sono stati spesso rinviati esponendo i pazienti che hanno avuto una diagnosi di neoplasia e hanno subito un intervento anche di recente al rischio di doversi sottoporre a trattamenti più invasivi se non addirittura al rischio di recidive.»

«Per questo chiedo all’assessore della Sanità, Mario Nieddu, di poter conoscere quali saranno le direttive e i protocolli che la Regione ha intenzione di adottare nel più breve tempo possibile per far ripartire in sicurezza tutti i servizi dedicati ai malati oncologici ed evitare il ripetersi di situazioni altamente critiche come quelle verificatesi nei giorni scorsi all’Ospedale Businco di Cagliari conclude Michele Ciusa -. La riapertura deve concentrarsi sugli aiuti ai più deboli in tutti gli ambiti, e quello sanitario in particolare, quello che riguarda i pazienti più fragili come i pazienti oncologici, non può essere lasciato indietro. Spero che la giunta e l’assessore Mario Nieddu si attivino immediatamente affinché la ripartenza si svolga nelle migliori condizioni possibili e che sia un’occasione per migliorare le condizioni in cui le prestazioni sono state erogate sinora e riprogrammare i servizi in un’ottica più efficiente e plasmata sulle nuove esigenze. Non possiamo permettere che ai ritardi si sommino altri ritardi.»

 

[bing_translator]

La commissione Sanità del Consiglio regionale si è riunita questa sera in Consiglio regionale e ha audito i principali protagonisti delle istituzioni sanitarie impegnati nella lotta al virus.

Su invito del presidente Domenico Gallus ha preso per primo la parola Marcello Tidore, direttore generale dell’assessorato, che ha parlato espressamente di «una tendenza al miglioramento ed è per questo che è stata sospesa la convenzione del Mater Olbia in campo Covid». L’alto dirigente della Regione ha illustrato alcuni numeri dei contagi: «Il 34 per cento è extraospedaliero, il 12 per cento non dice dove si è contagiato o, comunque, non siamo riusciti a risalire alla catena del contagio, il 32 per cento si è infettato nelle case di riposo, il 12 per cento negli ospedali. Il ministero ci ha chiesto ora di concentrarci nell’azione di prevenzione e monitoraggio delle case di riposo e delle strutture ospedaliere. Da settimane stiamo effettuando il tampone a tutti i pazienti dimessi dagli ospedali e al personale sanitario».

Per Giorgio Steri, commissario straordinario di Ats, «i servizi di igiene pubblica stanno lavorando mettendo in quarantena tutti i casi sospetti, anche se il tampone è negativo ma il quadro dei sintomi lascia intendere una possibile infezione. Effettuiamo regolarmente i tamponi nelle case di riposo e nelle Rsa».

Per il direttore generale del Policlinico universitario di Cagliari, Giorgio Sorrentino, «poco o nulla si sa di questo virus, che non abbiamo potuto studiare sui libri ma solo sul campo. Abbiamo, dunque, dovuto contenere al massimo gli accessi alle nostre strutture ospedaliere, per contenere l’affollamento di parenti. Ci sono però gli asintomatici e sono tanti: ieri ad esempio è arrivata in pronto soccorso una ragazza, che lamentava una patologia, e grazie ai nostri controlli rapidi abbiamo scoperto che è positiva».

Della necessità di impiegare correttamente i dispositivi di protezione individuale e i percorsi di sicurezza ha parlato il direttore generale dell’Azienda Brotzu, Paolo Cannas: «E’ stato su questo punto fondamentale il lavoro svolto dalla protezione civile. Ora è però tempo di pianificare la post emergenza: faremo controlli rigidissimi nei triage e negli ambulatori».

Per la Protezione civile ha parlato il direttore generale, Antonio Belloi, che ha detto: «Siamo impegnati sin dal primo momento dell’emergenza, abbiamo supportato da subito il sistema sanitario regionale con i nostri seimila volontari nei porti e negli aeroporti dell’Isola. Abbiamo poi montato delle tensostrutture in tutti i pronto soccorso sardi e se serve abbiamo altre tensostrutture e altri volontari pronti a intervenire. Sino a oggi abbiamo tenuto 200 videoconferenze anche con il commissario nazionale Domenico Arcuri». Rispondendo al consigliere Stefano Schirru (Psd’Az) ad una domanda su un articolo pubblicato nei giorni scorsi dal Il Fatto quotidiano, Antonio Belloi ha fornito alla commissione una relazione di dieci pagine e detto: «Abbiamo acquistato le mascherine a un prezzo inferiore rispetto a tante altre istituzioni e non abbiamo voluto correre il rischio di essere truffati, visto che tutti i venditori ci hanno chiesto il pagamento anticipato. Nulla di sproporzionato, ricordo a che marzo il mercato era profondamente volatile e soggetto a incredibili speculazioni».

L’onorevole Francesco Agus (Progressisti) ha chiesto agli ospiti di spiegare in che modo la Sardegna intende affrontare la fase due sotto il profilo strettamente sanitario mentre il collega Stefano Schirru ha elogiato il lavoro delle istituzioni e ha sollecitato «misure di sostegno per il 118 e un piano che individui con chiarezza di quali specializzazioni mediche la Sardegna avrà maggiormente bisogno nei prossimi anni».

Per l’onorevole Eugenio Lai (Leu) «sarebbe importante aumentare il numero dei tamponi effettuati, 23.299 ad oggi come ha detto il dottor Marcello Tidore, visto l’elevato numeri di asintomatici». Invece l’onorevole Giorgio Oppi ha parlato in modo aperto: «La critica iniziale per la assoluta carenza di Dpi aveva il suo fondamento così come gli ospiti delle Rsa andavano controllati da subito. Siamo stati molto fortunati ma non dobbiamo fare finta che sia andato tutto bene. E’ una autentica vergogna che agli operatori del 118 siano state consegnate cinque o dieci mascherine».

L’onorevole Michele Ciusa ha sollecitato un approfondimento per capire «se è vero che la società Airgreen, affidataria del servizio di elisoccorso, si rifiuti di trasportare i pazienti Covid» mentre l’onorevole Antonello Peru (Udc) ha denunciato «la lista d’attesa anche di sedici mesi per i ciechi della provincia di Sassari in attesa del riconoscimento della invalidità» e ha chiesto un intervento deciso a favore di questi cittadini, ancora piu deboli in questo momento.

Al termine della lunga audizione, il presidente Domenico Gallus ha segnalato ai commissari alcuni rilievi giunti dal Governo alla legge regionale sulle borse di studio.

[bing_translator]

«Anche le colf e le badanti, tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori che prestano il proprio servizio a domicilio purtroppo stanno subendo le drammatiche conseguenze della crisi economica legata all’epidemia da Coronavirus. Molte famiglie hanno preferito rinunciare al prezioso contributo di questi lavoratori per preservare la propria salute e quella del collaboratore stesso, limitando al minimo i contatti sociali anche all’interno delle proprie abitazioni. Non solo: molti tra loro sono rimasti senza occupazione anche perché gli stessi datori di lavoro stanno facendo i conti con l’incertezza economica, presente e futura. Per questo all’interno dell’Accordo Quadro per l’erogazione della cassa integrazione in deroga in Sardegna il 26 marzo scorso era stata prevista l’istituzione di un contributo regionale una tantum di 600 euro in favore delle lavoratrici e dei lavoratori domestici rimasti senza lavoro a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Purtroppo, ad oggi quanto previsto dall’Accordo Quadro per colf e badanti non ha ancora avuto attuazione e questi lavoratori, rimasti inaspettatamente a casa, non hanno potuto beneficiare di alcun tipo di sussidio. La Regione Sardegna quindi deve attivarsi con urgenza per dare un sostegno economico a queste persone dando immediata attuazione a quanto previsto dall’Accordo Quadro siglato dalla Giunta regionale e dalle organizzazioni sindacali.»

Questa la richiesta contenuta nella mozione presentata dalla capogruppo del M5S Desirè Manca (e sottoscritta dai consiglieri del M5S Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas) che impegna il presidente Christian Solinas e la Giunta a porre in essere tutte le azioni necessarie per dare immediata attuazione a quanto previsto dal Titolo III dell’Accordo Quadro per l’erogazione della cassa integrazione in deroga in Sardegna ai sensi dell’art. 22 del decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020.

«Non dimentichiamoconclude Desirè Mancache i lavoratori domestici e le badanti, la maggior parte delle quali oltretutto operano nelle case degli anziani, quindi a contatto con le persone più esposte al Covid-19, rappresentano un pezzo importante del welfare del nostro Paese e un supporto indispensabile per le nostre famiglie. Non possiamo attendere oltre. Non possiamo tollerare che la Regione accumuli ancora ritardi inaccettabili: il contributo deve arrivare a questi lavoratori al più presto possibile.»

[bing_translator]

«Equipaggi delle autoambulanze del 118 ridotti in piena emergenza. È difficile persino crederci, e invece è quanto accaduto in Sardegna in piena emergenza sanitaria da Covid-19. In questi giorni in cui i soccorritori delle autoambulanze stanno facendo grandi sacrifici per rispondere alle numerose richieste di aiuto, l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu provvede d’urgenza a tagliare di un terzo il numero standard dei componenti di ciascun equipaggio. Ciò significa che a bordo delle ambulanze anziché almeno un autista soccorritore e due soccorritori, viaggeranno soltanto un autista soccorritore e un secondo soccorritore. Saranno quindi soltanto in due. Il motivo? Perché la nostra regione non dispone di un numero sufficiente di dispositivi di sicurezza personale per poter permettere ai soccorritori, volontari e non, di operare in totale sicurezza. Un provvedimento assurdo in un momento critico come quello che stiamo vivendo, denuncia il consigliere regionale del M5S Michele Ciusa. Non è tollerabile che le autoambulanze sarde operino a ranghi ridotti proprio quando il servizio dovrebbe essere potenziato per far fronte al numero elevato di chiamate e alle lunghe operazioni di vestizione degli operatori e di sanificazione dei mezzi.»

Il consigliere regionale del M5S Michele Ciusa, è il primo firmatario di una mozione (sottoscritta dai consiglieri del M5S Desirè Manca, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas) che impegna il presidente della Regione e la Giunta a provvedere a mettere in campo tutte le misure necessarie per garantire ai soccorritori sardi di poter operare in assoluta sicurezza e allo stesso tempo garantire agli utenti un servizio efficiente e tempestivo.

«Con la delibera n. 13/22 del 17 marzo scorso la giunta ha modificato lo schema di convenzione (attualmente adottato in via transitoria) per lo svolgimento delle attività di soccorso territoriale da parte delle associazioni di volontariato e cooperative sociali Onlus e ritenuto di dover ridurre il numero dei soccorritori che compongono le equipe per “ridurre al minimo il numero degli operatori a potenziale rischio. Mi chiedo come possa una regione garantire il massimo impegno per far fronte all’emergenza riducendo le forze in campo. La Regione ha il dovere di garantire a tutti i cittadini un servizio attivo e sempre disponibile a qualsiasi ora del giorno e della notte. Se davvero l’intento della Regione è quello di ridurre il rischio degli operatori è necessario che questi siano in numero congruo e pronti a mettere in atto tutte le delicatissime operazioni loro richieste con serenità, senza fretta, e senza stress da sovraccarico di lavoro – conclude Michele Ciusa -. L’assessore Mario Nieddu valuti attentamente anche questi potenziali rischi.»

[bing_translator]

«Lasciati soli. Abbandonati dalla Regione in piena emergenza. Privati delle comunicazioni ufficiali sui casi di positività che riguardano i loro concittadini e ostacolati nel lavoro di individuazione delle persone a rischio contagio perché entrate in contatto con le vittime. Questa è la situazione in cui stanno operando i sindaci della Sardegna. Da diversi post pubblicati dai primi cittadini sui social network, apprendiamo che l’emergenza riguarda la stessa Unità di crisi, in piena crisi, incapace persino di comunicare tempestivamente i nuovi casi di Covid-19 agli amministratori del territorio. L’Unità di crisi regionale della Sardegna si sta distinguendo in tutta Italia per inefficienza e per la diffusione di comunicazioni contraddittorieLe modalità di gestione dell’emergenza in Sardegna anziché rassicurare mettono i brividi. I dissidi interni alla maggioranza e il corto circuito informativo in cui la stessa continua a inciampare non possono ricadere sui sindaci che in questo drammatico momento devono poter dare certezze ai cittadini.»

La denuncia arriva dai consiglieri regionali del M5S Desirè Manca, Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas che condividono le preoccupazioni dei sindaci sardi, impegnati con estrema difficoltà nell’attivazione dei Centri operativi comunali (Coc).

«Il sindaco di Samassi – proseguono i consiglieri del M5S – ha dovuto apprendere dalla stampa che un suo concittadino era risultato positivo al Coronavirus, addirittura dopo averne già autorizzato la sepoltura. Perché il caso di Samassi non è stato incluso nel bollettino ufficiale della Regione? Perché il primo cittadino non ha ricevuto nemmeno una comunicazione ufficiale riguardo la positività della moglie della vittima, portata in ospedale senza che il sindaco lo sapesse. Si tratta di preoccupazioni che riguardano tutti i sindaci sardi, che da Nord a Sud dell’isola stanno attivando i Centri operativi comunali (Coc) per rafforzare i controlli. Ma senza la presenza della Regione tutti gli sforzi risultano vani.»

«L’Unità di crisi non appare affatto unità. Lo ribadiamo – concludono i consiglieri del M5S – i sindaci devono essere informati per poter attivare tempestivamente tutte le misure previste. Presidente Solinas cosa aspetta ad intervenire? I cittadini che l’hanno votata e che non la vedono da tempo, aspettano un suo intervento tempestivo. Abbandoni la latitanza presidente. È il momento di comunicazioni trasparenti, chiare, rassicuranti e univoche.»

[bing_translator]

Si allarga il fronte dei sostenitori della nomina di un commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus.

«Proponiamo la nomina di un Commissario  che affianchi la Regione in questa fase, una persona d’esperienza che sia in grado di colmare le lacune organizzative e operative emerse sino ad ora. Tanti altri Presidenti di Regione hanno sentito il bisogno di essere affiancati da persone esperte e competenti. In Sardegna questo non è avvenuto, ed è sotto gli occhi di tutti l’inadeguatezza del Presidente e delle persone da lui nominate che avrebbero dovuto gestire l’attuazione delle misure di contenimento del contagio.»

A sostenere questa richiesta sono oggi, in un fronte compatto, 15 consiglieri di 3 gruppi di minoranza in Consiglio regionale:

 – Progressisti (Francesco Agus – Laura Caddeo – Diego Loi – Maria Laura Orrù – Antonio Piu – Gian Franco Satta – Franco Stara (Italia Viva) – Massimo Zedda);

 – Movimento 5 Stelle (Desirè Manca – Michele Ciusa – Carla Cuccu – Roberto Li Gioi – Alessandro Solinas)

 – LeU (Daniele Cocco – Eugenio Lai)

«La Sardegna si appresta a entrare nella quarta settimana dall’inizio dell’emergenza – aggiungono i proponenti -. Il nostro ringraziamento va al personale sanitario che ogni giorno opera con dedizione e serietà all’interno degli ospedali della Sardegna, in un contesto in cui la disorganizzazione e l’assenza dei dispositivi di protezione denunciata anche da sindacati e ordine dei medici ha reso le strutture di cura il principale luogo di contagio dell’Isola. Allo stesso modo ringraziamo i Sindaci dei comuni della Sardegna per il loro impagabile lavoro svolto al servizio delle comunità. Un ruolo portato avanti però senza gli strumenti necessari e senza collaborazione e coinvolgimento da parte della Regione. Ringraziamo poi tutti i sardi. Per la serietà con cui stanno affrontando il momento drammatico e per la rapidità con cui sono stati in grado di mutare le abitudini consolidate della vita di tutti i giorni. Su troppi temi cruciali emergono differenze sostanziali tra la verità raccontata dalla Giunta regionale e quella vissuta all’interno degli ospedali e nei territori. La distribuzione dei dispositivi di protezione individuale, l’andamento delle analisi sui tamponi, le misure di protezione civile e persino il numero quotidiano dei contagiati appare gestito in maniera poco trasparente. Tutto questo è figlio di una disorganizzazione che ormai nessuno può più mettere in dubbio.»

«La Sardegna ha condizioni geografiche e demografiche tali da poter uscire dall’emergenza prima del resto del Paese ma serve un immediato cambio di passo.

Sollecitiamo:

  1. la costituzione di un’unità di crisi multidisciplinare, composta da persone con competenze sanitarie (con la partecipazione di epidemiologi e virologi) e con esperienze organizzative, che svolga funzioni di collegamento con la rete nazionale e internazionale impegnata nella gestione dell’epidemia.
  2. Una gestione seria del materiale disponibile e delle forniture dei dispositivi di protezione individuale e la messa in sicurezza dei presidi sanitari e degli operatori.
  3. la verifica puntuale e imparziale dei dati sulla diffusione del virus, in stretta collaborazione con i medici di famiglia e ospedalieri, la rete del 118, prefetti, forze dell’ordine e i sindaci.
  4. il coinvolgimento della Commissione sanità del Consiglio regionale, che ha il dovere e il diritto di ascoltare tutti, ma, soprattutto, di dare risposte agli operatori sanitari sul campo.
  5. La creazione di un ulteriore gruppo di lavoro, composto dai rappresentanti dei settori produttivi, sindacali e delle forze politiche, per coordinare le azioni, volte all’intervento economico per la salvaguardia dei luoghi e dei posti di lavoro, collegando queste azioni a quelle messe in atto dal governo.
  6. la sostituzione dell’assessore della Sanità con una figura all’altezza della responsabilità e della fase emergenziale.»