13 February, 2026
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Raccontare a parole certe sensazioni è sempre complicato, basterebbe vedere delle foto e, a quel punto, le parole non servirebbero. Forse i tempi complicati, forse un oggi che non risponde alle esigenze sta di fatto che il Pronto Soccorso non può essere così come lo vediamo “brulicante” di pazienti, tanti, tantissimi, molti non autosufficienti. Anziani con patologie importanti ma che per questo dovrebbero seguire un iter diverso. Avrebbero bisogno di attenzioni e coccole particolari, sono spaesati, senza i figli vicino, ci vorrebbe un canale diverso… è impensabile portarli in un pronto soccorso e tenerli lì ore ed ore quando dovrebbe esserci una struttura tutta per loro… una casa della salute. Non dovrebbero andare a “bloccare” un pronto soccorso: primo, perché dovrebbero essere curati e seguiti in strutture apposite con figure preposte al loro star bene. Secondo, perché se loro fossero seguiti in strutture apposite. il pronto soccorso potrebbe essere meno “intasato” e chi vi si reca conoscerebbe tempi diversi e non dovrebbe trattenersi per ore.

Oggi raccontiamo del Sirai di Carbonia… Tanti, tantissimi pazienti, la maggior parte anziani non autosufficienti, personale preposto attento ma di numero insufficiente per poter adempiere a tutte le richieste. Gli anziani vanno seguiti in modo diverso. Andrebbe rinforzato l’organo medici infermieri ed OSS in modo da poter soddisfare al meglio le richieste, le esigenze di tutto il bacino del Sulcis Iglesiente che appare veramente tosto. Uno spaccato ormai comune a tantissime realtà della nostra Sardegna ma anche di altre regioni italiane che non versano in condizioni migliori. E poi ci sono gli “ubriachi”, quelli che arrivano con un tasso alcolico super elevato. La soluzione sarebbe quella di inviare le persone con abuso etilico in un luogo diverso rispetto al Pronto Soccorso. Invitiamo chi ha la possibilità di migliorare queste situazione di farsi avanti a fare qualcosa. Il territorio chiede aiuto, lo grida a gran voce il territorio può vedere un miglioramento? Tante domande abbandonate al vento, in attesa di risposte che il vento non porta indietro! “I tagli?” Sulle spalle dei contribuenti!!! Non è così che dovrebbero andare le cose… La salute è un diritto!!!! Non possono togliercelo!!!

Ma bisogna combattere per non farcelo togliere e per far ciò dobbiamo lottare tutti uniti e coesiste per un unico fine: LA NOSTRA SALUTE !!!!

Nadia Pische

 

Domenica 16 febbraio in Piazza Quintino Sella, a Iglesias, si è svolta nel primo pomeriggio la cerimonia d’accoglienza per festeggiare l’arrivo del nuovo vescovo diocesano, monsignor Mario Farci, ordinato vescovo domenica 9 febbraio nella Basilica di Sant’Elena imperatrice in Quartu Sant’Elena. Una piazza inondata da un migliaio di fedeli baciati dal sole, anziani, famiglie ma anche tanti giovani ad applaudire la nuova forza ecclesiastica monsignor Mario Farci, saluti e speranze, quasi richieste d’aiuto per un mondo che vuole ancora sognare. Emozionante vedere tante “guide spirituali” tutte insieme, attraverso loro il territorio accoglie monsignor Mario Farci e saluta il cardinale Arrigo Miglio. ringraziandolo per il lavoro svolto con precisione, dedizione e passione in questi anni, prima da vescovo e, dopo la rinuncia per sopraggiunti limiti di età di monsignor Giovanni Paolo Zedda, da amministratore apostolico, in attesa della nomina del nuovo vescovo.

Tamburini, sbandieratori, scout, gruppi folkloristici e medievali che, con le loro particolarità, hanno colorato un pomeriggio dedicato alla preghiera.

Da piazza Sella a piedi il corteo ha raggiunto la cattedrale di Santa Chiara alle 15.35, dove ad accoglierlo ha trovato, in una piazza Municipio colma di fedeli, il sindaco di Iglesias Mauro Usai, che ha pronunciato un breve discorso di benvenuto, a nome della città e dell’intera comunità diocesana, del quale pubblichiamo la prima parte.

Qualche minuto prima delle 16.00, monsignor Mario Farci ha varcato la soglia della cattedrale di Santa Chiara per la presa di possesso canonico della diocesi e per la celebrazione presieduta dall’arcivescovo metropolita di Cagliari Giuseppe Baturi, concelebranti i vescovi emeriti Mosè Marcia e Giovanni Paolo Zedda. Presenti in chiesa i sindaci dei comuni della diocesi, insieme alle autorità civili e militari. Le diverse centinaia di persone che non hanno trovato posto all’interno della cattedrale, hanno seguito il rito nei maxischermi allestiti in piazza Municipio e nella vicina chiesa di San Francesco.

Al termine della solenne santa messa, il nuovo vescovo si è trattenuto nella piazza della cattedrale, dov’è stato allestito un buffet con il taglio della torta, e ha ricevuto il saluto e gli auguri dei fedeli presenti, giunti a Iglesias da tutte le parrocchie della diocesi. Presente anche una numerosa rappresentanza del clero della diocesi di Cagliari. La festa ha regalato a tutti i presenti un’atmosfera serena e gioiosa e l’auspicio che possano le preghiere del nuovo vescovo aiutare le persone a soffrire di meno e ad alimentare la speranza per un futuro migliore, dove salute, lavoro e pace possano albergare in ogni famiglia.

Vediamo l’intervista con monsignor Mario Farci realizzato nella sacrestia della cattedrale da Giampaolo Cirronis.

Nadia Pische

 

Raccontare di pugilato ci porta indietro nel tempo… ci porta in Mesopotamia in Egitto, a Creta, come un basso rilievo sumero ritrovato in Iraq e risalente al III millennio a.C. testimonia. Non solo, anche altri bassorilievi, sono stati scoperti, “dal gusto” assiro-babilonese ed ittito. Una scultura rinvenuta a Tebe (odierna Luxor) in Egitto, risalente al 1350 a.C. mostra due pugili e diversi spettatori. Certo nel tempo il cammino è stato lungo… persino nel libro dell’Iliade, Omero descrive l’incontro di pugilato tra due soldati greci, tenutosi in occasione di giochi funebri in onore del defunto Patroclo, amico intimo del mitico Achille. Ma è con un grande salto che arriviamo ai giorni nostri, in quel di Villamassargia, il 24 gennaio 2025, nella nuova palestra intitolata a Roberto Carlo Frongia, ex assessore del Turismo e dei Lavori pubblici, scomparso il 23 dicembre 2020, all’età di 60 anni…

“Due sogni in una sola volta”: il giorno dopo, il 25 gennaio, il massargese Nicola Mancosu, ha conquistato il titolo continentale IBO dei pesi gallo, entrando di diritto nell’olimpo del pugilato, nel suo paese, sul ring allestito nella palestra appena inaugurata. «Ci congratuliamo con Nicola, il campione che riempie di orgoglio noi tutti », ha dichiarato la sindaca di Villamassargia Debora Porrà. Un sogno diventato realtà, insieme alla consegna della palestra alla comunità massargese che attendeva questo momento da ben 21 anni.

Benedetta dal parroco don Massimo Mirai, la palestra racconta la storia di Roberto Carlo Frongia, allora assessore regionale dei Lavori pubblici “un iglesiente illuminato” come lo ha definito la sindaca Debora Porrà, non solo per un impegno politico di coerenza e lungimiranza, ma anche per la sua abnegazione, perché nonostante la malattia che lo avrebbe portato via prematuramente ai suoi cari e a tutta la sua comunità, ha fatto i passi decisivi per il completamento della palestra comunale, una struttura di 1.500 metri quadri dotata di tribune in grado di accogliere circa 250 persone. Dotata di ogni confort ,climatizzata ed accogliente, è aperta alle associazioni sportive che vorranno avvalersene e rappresenta la “punta di diamante” del complesso sportivo di Villamassargia che la stessa sindaca si auspica possa diventare di riferimento anche per tutto il territorio. “Il lancio” lo ha fatto proprio il 25 gennaio 2025 con la riunione nazionale di pugilato, impreziosita dalla conquista del titolo continentale IBO dei pesi gallo da parte di Nicola Mancosu.

Nadia Pische

 

 

È con immenso piacere che martedì 11 febbraio ho intervistato Luca Spissu e Mauro Fais, gli autori di Mommotti. Una piccolissima chiacchierata nell’“angolo salotto culturale” di Sebiana Cossu, in via Dalmazia, a Carbonia. Dalle stesse immagini si evince la splendida scenografia creata dai tanti libri esposti. Perché puoi parlare di libri ed essere circondata da libri è qualcosa di magico. Ma torniamo a Mommotti … la storia che vi sto per raccontare è qualcosa di davvero accattivante e particolare insieme! Accade che la Pr del team “Mommotti”, la professoressa Giada Cherchi, curiosa e vivace, scopre, anzi “scova” la possibilità di andare nel salotto letterario di “Sanremo” dalla porta principale. Passa qualche settimana ed il telefono squilla…un numero sconosciuto… alla risposta di Giada una voce chiede maggiori informazioni sul romanzo, nonché una copia digitale! Suspence! Cuore a mille, Mommotti aveva superato il primo vaglio e chi era al telefono? Era “una” di “quelli” di Sanremo. Il cuore di Giada “cantava” per la gioia!!! Dopo due settimane riappare sempre quel numero, Mommotti ci porta a Sanremo!!! Durante la settima edizione del festival, nel salotto letterario di Sanremo Writers, Mommotti e i suoi autori Luca e Mauro saranno intervistati. Quando? Il 14 febbraio 2025!!!

W l’amore per la lettura… viva l’amore per la cultura… viva Mommotti che porta Carbonia a Sanremo. Al rientro da Sanremo, il 18 febbraio, il team di Mommotti sarà ospite di Radio Carbonia, nel programma “Sulle ali dell’arte”, un format che io ed Emanuele Ledda abbiamo creato e battezzato da pochissimo e che valorizza gli artisti del territorio e non solo. Perché solo con le ali dell’arte il “nostro mondo” potrà tornare bello ed accogliere per tutti.

Torna presto Mommotti.

Nadia Pische

Allegata l’intervista con i due autori di Mommotti, Luca Spissu e Mauro Fais

       

 

Parlare di salute non è semplice e ancora meno catturare l’attenzione di un pubblico pensante ma in questo caso sono riusciti senza alcuna difficoltà i medici del Centro Essenza che mercoledì 29 gennaio hanno presentato il loro centro e le loro prestazioni. Divisi in Cagliari, Carbonia e Ussana, si occupano della Salute con la S maiuscola. La sinergia del loro team ha fatto emergere una tale energia che i presenti nella sala congressi del Lu Hotel, a Carbonia, sono rimasti soddisfatti da spiegazioni chiare e “leggere”, da spunti di riflessione importanti tutti portati avanti con una pacatezza ed un sorriso capaci di rasserenare ed infondere fiducia in trattamenti alternativi alle solite “cure”. Un convegno a cui ci si auspica possano seguirne tanti altri. Informazioni utili per un vademecum basilare per vivere bene, per vivere meglio, per potersi muovere con condizione di causa in un mondo che presenta spesso stili di vita poco consoni al vero e proprio benessere della persona. Seguiteci perché prossimamente vi presenteremo delle interviste ai medici presso il loro centro, a Carbonia, dove operano: Giuseppe Medda (presidente Centro essenza, massaggiatore professionale); Stefano Mura (osteopata); Francesco Ambrosini (nutrizionista); Elisabetta Celotto (naturopata).

Nadia Pische

                     

Una coppia tranquilla, Giulio, un bell’uomo forse un pochino distratto, Anna una bella moglie desiderosa di attenzioni… non solo loro ma anche una figlia piccola ancora da crescere, un amore forse un pochino stanco, abitudinario che soffre della mancanza di una ventata di freschezza… A questo ci pensa la coppia che si traferisce nello stesso condominio…i nuovi vicini di casa Laura e Toni con il loro travolgente e frizzante amore…fatto di continui e rumorosi rapporti sessuali che fanno persino, a detta di Giulio, timido e riservato, tremare i mobili.

Le vicissitudini quotidiane si susseguono in maniera brillante e divertente sia per la simpatica trama che, al tempo stesso, offre numerosi spunti di riflessione, sia per la bravura delle attrici e degli attori del cast… Amanda Sandrelli, figlia della bellissima Stefania Sandrelli, Gigio Alberti, Alessandra Acciai e Alberto Giusta, regia Antonio Zavatteri.

Pubblico attento e divertito che ha seguito la trama applaudendo anche più volte in momenti a volte non consentiti dall’etichetta del teatro.

Una serata che per l’allegria ha spazzato via tutti i pensieri dei presenti e chissà se qualcuno o qualcuna si sono rivisti in uno dei personaggi… non lo scopriremo mai!!!

Lo spettacolo inserito nel cartellone degli eventi al Teatro Centrale di Carbonia è andato in scena domenica 26 gennaio, secondo appuntamento della nuova stagione 2024-2025 di prosa e danza organizzata dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna al Teatro Centrale di Carbonia con il patrocinio e il sostegno del comune di Carbonia, della Regione Sardegna e del MiC/Ministero della Cultura e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Nadia Pische

Quando la passione è straripante arriva lui… Antonio La Rosa: un artista eclettico, attore teatrale, scrittore, poeta, scultore, pittore, installatore, un uomo dalle 1.000 sfaccettature. Un artista a tutto tondo che fa della sua arte il suo lavoro. Carismatico e profondo come pochi riesce a dare un’anima ad ogni suo capolavoro, sia esso scultura, poesia tela o installazione, le sue opere vivono di peculiarità. Regola ed interrompe continuamente quel filo d’equilibrio che ti regala adrenalina e che ti porta sempre ad accettare nuove sfide. Con i ragazzi del Liceo Artistico Emilio Lussu di Sant’Antioco, Antonio nel secondo semestre del 2024 crea un evento fantastico grazie all’associazione Iklos. Elabora un progetto dal titolo “#Cessate il fuoco” quasi un urlo disperato per quello che sta succedendo nel mondo. Tutto nasce da una poesia di Antonio intitolata il “Milite Ignoto”, inserita nella sua seconda pubblicazione “Vivo dove sto”. Nel progetto si lavora sul testo, si riflette, si legge, si parla, ci si confronta sullo “sfogo” di un milite ignoto. Un lavoro intenso ed appagante (40 ore) che dopo numerosi bozzetti ha dato vita ad un quadro di circa 5 metri x 2 di altezza.

Che dire? Non resta che vedere l’intervista di Nadia Pische che Antonio La Rosa ha rilasciato il 30 dicembre ai nostri microfoni, due giorni prima della fine dell’anno 2024 e, di seguito, il video che presenta il risultato finale del progetto di cui detto sopra

Nadia Pische

 

 

Mattinata tra sorrisi ed emozione oggi all’ospedale CTO di Iglesias per l’inaugurazione del primo CAS (Centro Accoglienza Servizi) della ASL Sulcis Iglesiente per la presa in carico del paziente oncologico, una struttura aziendale deputata per assolvere un servizio importante per la salute psicofisica dei pazienti e dei loro cari. Visibilmente emozionata la direttrice generale dott.ssa Giuliana Campus nel presentare il progetto insieme al direttore dottor Antonio Pisano, al direttore amministrativo dott.ssa Milena Pau, al direttore dell’Oncologia dottor Francesco Atzori, all’equipe CAS oltre a numerosi primari e personale amministrativo. Era presente anche l’assessora della Cultura, Spettacolo e Grandi eventi Claudia Sanna, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Iglesias.

Il CAS si occupa di organizzare tutti gli esami necessari per la stadiazione dei tumori in tempi rapidi e in modo coordinato, un gruppo multidisciplinare che studia e pianifica il percorso personalizzato in base al quale il paziente inizia prosegue e completa l’iter diagnostico terapeutico. Nell’ultimo trimestre del 2024 è stata fatta la formazione degli operatori e nelle scorse settimane sono stati formalizzati i percorsi di presa in carico dei primi pazienti.

Allegati gli interventi della direttrice generale Giuliana Campus e del dottor Francesco Atzori.

Nei prossimi giorni seguiranno approfondimenti inerenti al servizio proposto.

Per qualsiasi informazione i pazienti possono contattare i seguenti recapiti: tel 07813922745 – email cas.oncologico@aslsulcis.it .

Nadia Pische

 

Era la fine del Carnevale del 1750 quando il grande Carlo Goldoni scriveva “sedici commedie nuove” per il pubblico veneziano. In queste novelle Goldoni disegna vizi e virtù della sua società… soprattutto vizi.

“Lui”, scrive con cognizione di causa, perché aveva personalmente sperimentato le pessime conseguenze della “malattia del gioco”, frequentando diversi locali notturni, anche annessi ai teatri, per vari tipi di gioco in voga nella Venezia del ‘700. Nasce così il “Giocatore” uno spaccato di vita quotidiana a metà tra il serio ed il faceto. Un testo completo ed armonioso, equilibrato nelle sue parti a volte drammatiche, a volte tipicamente da commedia. Un dramma come quello del gioco d’azzardo che si racconta da solo tra battute leggere ed improvvisi momenti di sconforto e pentimento. Un testo che diventa unico, fruibile in maniera eccezionale date le sue particolarità: musica dal vivo, ballo e canzoni originali interpretate dai personaggi in modo brillante. Occhi ed orecchie, del pubblico che non si stancano mai perché sollecitate costantemente da improvvisi colpi di scena.

Una scenografia imponente, effetti speciali importanti e costumi dettati dall’eleganza, fanno dello spettacolo un qualcosa di veramente eccezionale. Un modo di presentare un annoso e serissimo problema “il gioco d’azzardo” proprio come avrebbe fatto il nostro stimatissimo Carlo Goldoni a cui non mancava mai il sorriso sulle labbra.

“Il Giuocatore” di Carlo Goldoni, adattamento e regia di Roberto Valerio (produzione Teatri di Pistoia / Centro di Produzione Teatrale), andato in scena martedì 7 gennaio al Teatro Comunale di Sassari e poi da mercoledì 8 gennaio fino a domenica 12 gennaio al Teatro Massimo di Cagliari per la Stagione 2024-2025 de La Grande Prosa organizzata dal CeDAC Sardegna, appare come un capolavoro teatrale dal carattere travolgente e dinamico, uno spettacolo adattato da Roberto Valerio che fa anche da regista. Nel cast Alessandro Verone, Mimosa Campironi, Franca Penone, Nicola Riganese, Massimo Grigò, Davide Lorino, Roberta Rosignoli, Mario Valiani. Scene e costumi di Guido Fiorato. Musiche originali di Mimosa Campironi. Luci di Emiliano Pona.

Al centro della commedia c’è Florindo, un irrimediabile giocatore d’azzardo che crede di poter cambiare la propria vita sino a diventare ricco, giocando ogni spicciolo che gli capita tra le mani, arrivando così a sperperare una grande fortuna. Florindo ama la sua donna, o forse le donne, ma ancor più ama giocare, giocare e vincere… è completamente dipendente del gioco. Ahimè, il tempo è passato, e dal 1750 ad oggi l’uomo ha fatto passi da gigante ma la dipendenza del gioco e dai vizi in generale come droghe, alcool e sesso, resta sempre un grande problema da risolvere. Oggi la società tra gaming, smartphone, internet, social network, farmaci che sinché il giocatore può “viverli” va bene, ma appena subentra un’impossibilità di esaudire la richiesta, scatta la crisi d’astinenza che pone il malcapitato e chi gli sta attorno in serio pericolo. La ragione del disagio che disorienta gradualmente parte della popolazione, dovrebbe essere definitivamente sondata con una seria ed attenta riorganizzazione da parte dello Stato e della tutela della “Salute” di tutti i cittadini. Giocare può essere, anzi è sicuramente divertente, ma l’importante è non fare del “gioco” il proprio padrone.

Nadia Pische