11 October, 2026
HomePosts Tagged "Rita Atzeri"

Una media di 150 persone a evento, dal 20 agosto al 29 settembre, ha segnato il successo di Aperitivo con l’Autore. Sant’Antioco e il Sulcis hanno risposto con una partecipazione che ha dato rilievo all’intero programma: conversazioni sui libri, spettacoli, musica e passeggiate letterarie hanno incontrato un pubblico coinvolto, capace di accogliere proposte differenti e accompagnare la rassegna lungo tutte le sue settimane.

Il coinvolgimento si è riconosciuto anche nei gesti degli spettatori: arrivavano con anticipo, tornavano agli incontri successivi e si trattenevano al termine per scambiare impressioni e opinioni. Agli abitanti si sono affiancati i turisti presenti in città. Anche la passeggiata dedicata a Grazia Deledda, pensata per 35 persone, ha richiamato partecipanti oltre il numero programmato, che si sono presentati per unirsi al cammino.

È il pubblico il protagonista di questo bilancio. Per una cittadina come Sant’Antioco, la presenza media registrata agli appuntamenti rappresenta un risultato di particolare rilievo, sostenuto dall’attenzione e dall’entusiasmo con cui sono stati accolti gli autori e gli artisti. La letteratura ha portato nelle piazze domande sul presente, racconti, occasioni di confronto; la comunità ha risposto scegliendo di esserci. Da questa adesione prende avvio la prosecuzione del festival nelle biblioteche partner e nelle scuole, dove il lavoro continuerà attraverso altre forme di incontro e approfondimento.

Il festival letterario indipendente è promosso dal Comune di Sant’Antioco e organizzato dall’APS Il Club di Jane Austen Sardegna, sotto la direzione artistica di Giuditta Sireus, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna . Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. Piazza Italia, Piazza Umberto e Piazza De Gasperi hanno ospitato un calendario che ha intrecciato la scrittura con altri linguaggi artistici, offrendo a cittadini e visitatori occasioni gratuite per ascoltare, conoscere e discutere.

«La partecipazione agli appuntamenti ci incoraggia a dare continuità a questo lavoro – dichiara Luca Mereu, assessore della Cultura del comune di Sant’Antioco -. Abbiamo scelto di portare nelle piazze proposte diverse, accessibili gratuitamente, offrendo a cittadini e visitatori occasioni per ascoltare gli autori e avvicinarsi ai loro libri. Il festival prosegue nelle biblioteche partner e nelle scuole: è un passaggio a cui teniamo, perché permette di coinvolgere altri lettori e di lavorare con i ragazzi. Il compito dell’amministrazione è accompagnare questo percorso, insieme a chi lo cura, affinché gli incontri abbiano un seguito nella vita culturale della città.»

«Mi hanno colpito la cura e l’attenzione delle persone: arrivavano molto prima dell’evento, ritrovavamo tanti volti appuntamento dopo appuntamento, e alla fine ci si fermava a scambiare pareri e opinioni – sottolinea Giuditta Sireus, direttrice artistica della rassegna -. Si è creato un legame con il festival, un’attesa nei confronti delle proposte che abbiamo sentito da Cecilia Sala fino all’ultima serata con Piergiorgio Pulixi. Ricevere i commenti del pubblico, ascoltare ciò che ciascuno aveva apprezzato, è stato gratificante. Anche la passeggiata dedicata a Deledda ha superato i numeri programmati: il desiderio di esserci ha portato le persone a presentarsi comunque. Sant’Antioco ci ha restituito un grande affetto. Dietro questo risultato c’è un lavoro certosino, fatto di impegno, cura e responsabilità. La preparazione di ogni appuntamento e la partecipazione della comunità sono gli elementi che, insieme, hanno reso questa edizione così riuscita.»

Ad aprire il programma è stata Cecilia Sala, con I figli dell’odio, portando al centro del confronto le vite delle nuove generazioni in Israele, Palestina e Iran e la responsabilità del giornalismo nel raccontare i conflitti. Con Vito Mancuso e Gesù e Cristo, le domande hanno attraversato il rapporto fra storia e fede, la libertà, il bene e il male, la speranza. Due prospettive che hanno invitato gli spettatori a misurarsi con la complessità del presente.

Scrittura e musica si sono incontrate in Ballate di guardie e ladri, con Flavio Soriga e Matteo Leone, fra giallo sardo, chitarra e ironia, e in Parole in colonna sonora, con testi e regia di Giuditta Sireus e l’esecuzione di Ensemble Réunis, che ha affidato agli archi il dialogo fra letteratura e musiche del cinema. La ricerca storica e l’invenzione narrativa hanno poi trovato voce in Marcello Simoni, ospite con Delitto di mezzanotte.

A Grazia Deledda è stata dedicata una giornata che ha portato il pubblico a camminare attraverso il centro cittadino. Sui passi di Grazia e il corto teatrale Grazia: storia di Cosima che conquistò il Nobel, della compagnia Il Crogiuolo, scritto da Rita Atzeri e interpretato da Soraya Secci, Stefano Corda, Emilietta Brundu e Andrea Lo Iacono, hanno avvicinato la scrittrice attraverso i luoghi, la biografia e la scena.

Con Elvira Serra e Le voci di via del silenzio, il racconto ha esplorato la libertà e le scelte che cambiano un’esistenza. Simone Tempia, con Gran Galà con delitto, e Piergiorgio Pulixi, con Il fattore gatto, hanno intrecciato segreti, ironia e indagine sui comportamenti. L’incontro con Piergiorgio Pulixi, il 29 settembre, ha concluso il programma degli eventi pubblici e all’aperto.

Ora il festival prosegue nelle biblioteche partner e nelle scuole. La partecipazione raccolta nelle piazze dà forza a questa nuova fase, dedicata al dialogo con altri lettori e con i ragazzi. Dopo le settimane degli spettacoli e delle presentazioni, il percorso offrirà tempo per tornare sui libri, approfondire le domande e coltivare l’interesse che il pubblico ha espresso con tanta adesione.

Perché mettersi in cammino con Grazia Deledda? Perché i suoi paesaggi non rimangono fermi sulla pagina. Chiedono passi, sguardi, ascolto; tornano nelle strade, nelle case, nel vento e risvegliano storie ed emozioni che ci riguardano ancora.

Il 21 settembre Sant’Antioco seguirà questa traccia con “Sui passi di Grazia”, l’appuntamento speciale di Aperitivo con l’Autore che unirà una passeggiata letteraria e un corto teatrale. Prima la città attraversata attraverso le parole della scrittrice, poi la scena, dove pensieri, personaggi e ricordi prenderanno corpo. Un unico viaggio, dalla strada all’immaginazione, per avvicinarsi alla donna che partì dalla Sardegna e riuscì a parlare al mondo.

Il percorso prenderà avvio alle 20.00 da Piazzetta Italo Diana. Vie, angoli e prospettive di Sant’Antioco diventeranno le tappe di un itinerario costruito attraverso le pagine dell’autrice di Canne al vento. Il paese reale incontrerà quello letterario: i luoghi attraversati richiameranno paesaggi, atmosfere e temi di una scrittura nata in Sardegna e arrivata oltre i confini dell’Isola.

Camminare, in questo caso, sarà un modo di leggere. Lo sguardo si poserà sugli elementi del paesaggio urbano mentre le parole di Deledda riporteranno alla luce il rapporto fra gli esseri umani e la terra, il peso delle convenzioni, il desiderio di libertà, la fragilità e la forza dei legami. La passeggiata cercherà nel presente quel modo deleddiano di osservare le cose, capace di riconoscere nei paesi, nelle case e nella natura il riflesso dei conflitti interiori.

La partenza da Piazzetta Italo Diana segnerà così l’inizio di un percorso affidato alle parole e alla città. Il tour è gratuito con iscrizione obbligatoria all’indirizzo eventiclubjaneausten@gmail.com.

Al termine della passeggiata, il racconto raggiungerà Piazza De Gasperi, dove alle 20.40 andrà in scena “Grazia: storia di Cosima che conquistò il Nobel”, corto teatrale di venti minuti scritto da Rita Atzeri.

Lo spettacolo entrerà nella mente della scrittrice seguendo un tempo interiore, fatto di ricordi, personaggi e opere. Il viaggio partirà dalla Nuoro di fine Ottocento, dove una Grazia giovane e ostinata difendeva la propria passione per la scrittura contro pregiudizi, bisbigli e convenzioni, e arriverà fino a Stoccolma, alla consacrazione del Premio Nobel per la Letteratura.

Sul palco, i pensieri prenderanno corpo e l’immaginazione diventerà teatro. Due quadri condurranno il pubblico dentro altrettante opere: Canne al vento, con il suo confronto fra destino e fragilità dell’animo umano, e L’incendio nell’oliveto, attraversato da passioni, eredità e legami familiari. La giovane che scriveva sfidando le regole del proprio tempo incontrerà infine la donna matura, capace di misurare la distanza percorsa dalla Sardegna fino al più alto riconoscimento letterario internazionale.

A interpretare il testo saranno Soraya Secci, Stefano Corda, Emilietta Brundu e Andrea Lo Iacono. Quattro presenze sceniche accompagneranno il passaggio fra biografia e invenzione, restituendo i diversi volti di Grazia Deledda e le figure nate dalla sua immaginazione.

La passeggiata e il corto teatrale comporranno un unico itinerario. Prima i passi nel paese, poi quelli di Cosima; prima Sant’Antioco osservata attraverso la letteratura, quindi la Sardegna di Deledda ricreata sulla scena. Due linguaggi per avvicinarsi a una donna che trasformò una terra appartata nel centro della propria opera e seppe affidare a quel mondo domande universali.

“Sui passi di Grazia” fa parte del programma di Aperitivo con l’Autore – Festival letterario indipendente, realizzato a Sant’Antioco con il comune di Sant’Antioco. L’appuntamento è organizzato e curato dall’APS Il Club di Jane Austen Sardegna, sotto la direzione artistica di Giuditta Sireus.

La partecipazione alla passeggiata delle 20.00 è gratuita con prenotazione obbligatoria via email. Il corto teatrale delle 20.40 in Piazza De Gasperi è a ingresso libero e gratuito.

Il NurArcheo festival de Il Crogiuolo – centro di intervento teatrale, torna nel Sulcis dopo qualche anno di assenza con un appuntamento imperdibile nell’area archeologica di Monte Sirai, il 16 luglio, alle ore 20.30, con la compagnia Teatro Potlach, che propone “Per Edith Piaf”, regia Pino Di Buduo, con Nathalie Mentha.

Viaggio musicale nella Francia degli anni 30-50  attraverso le canzoni di Edith Piaf.
Storie di vite nell’ambiente della malavita francese, storie di donne innamorate, storie di passioni di sogni… ricordi di vite perdute.
“Corretto e regolare” descrive un protettore molto speciale, “Browning” racconta i misfatti del re della rivoltella, “Amante d’attore” rivela l’amore non corrisposto di una ragazza per un attore. “Tutto crolla”  è una canzone sull’arrivo imminente della guerra: “è tutta la terra che tuona…faremo saltare il mondo…aggrappatevi tutto crolla!“
Ne ”Il fisarmonicista” la ragazza di strada perde il suo amore in guerra, un fisarmonicista la cui musica resterà per sempre nel suo cuore.
La storia di ”Rita la bionda“ la ragazza senza cuore che gestisce un bar al bordo del mondo, “La Foule” , “L’uomo della Moto”,  “ Padam Padam”… E’ il giorno della liberazione, la fine della guerra, l’ora della ricostruzione e dei consigli per vivere meglio… dei ricordi della “ Vie en Rose”.
Lo spettacolo è la seconda versione dello spettacolo “Per Edith Piaf”, ed è stato ribattezzato “I primi 100 anni di Edith Piaf” in onore del centenario della nascita della cantante francese (1915-1015).

Lo spettacolo sarà preceduto da una visita guidata a cura del sistema museale Carbonia in collaborazione al Consorzio Sistema Culturale Sardegna.
Il biglietto ha un costo di 15 euro e comprende anche antipasto composto da bevanda e taglierino.

 

Nasce a Quartucciu, nella campagna di Su Idanu, un orto condiviso dal nome “Teatro di terra”. L’iniziativa è dell’associazione Il crogiuolo nell’ambito del progetto di teatro a sostegno dei fragili Mariposa de cardu, che stavolta si propone in una nuova veste: far sposare “cultura” e “coltura”, sempre in una dimensione sociale.

Il terreno è sito in via dell’acqua, dove sono in corso i lavori preparatori per varare l’orto urbano condiviso, con il taglio delle sterpaglie e il dissodamento. Qui i cittadini potranno recarsi liberamente a coltivare i propri ortaggi, previa iscrizione gratuita all’associazione Il crogiuolo.

«Le scolaresche saranno invitate a loro volta ad aderire all’iniziativa nell’ottica di una riscoperta del rapporto salvifico con la terra e le tradizioni – spiega la direttrice artistica del crogiuolo Rita Atzeri -. In prospettiva, si cercherà di attivare anche un’attività di pet therapy per i bambini diversamente abili o affetti da autismo o con disturbi dell’apprendimento. Questo progetto di comunità sarà portato avanti da volontari di tutte le età e si spera che possa vedere protagonisti, come portatori di memoria ed esperienza, gli anziani del paese e i migranti per un incontro di culture diverse.»

Dall’orto condiviso agli spettacoli alla luce della Luna

In autunno Teatri di terra, sarà un luogo che accoglierà eventi di spettacolo e cultura alla luce della Luna, al lume di candela, con le sedie portate da casa per condividere storie e racconti.

Nuovo appuntamento a Cagliari ad Aprile Resistente, la rassegna del crogiuolo diretta da Rita Atzeri, in corso a Casa Saddi fino a sabato, 29 aprile. Giovedì, 27 aprile, alle 21.00, va in scena Lettere d’Amore e di Guerra, recital che prende l’avvio dall’omonima opera di Simonetta Giacobbe e mette insieme pagine di Diario di Dino Giacobbe e un frammento dagli scritti di Maria Giacobbe. Sul palcoscenico Rita Atzeri, Isella Orchis, Cesare Saliu e Chiara Vittone all’arpa. Sono gli anni del fascismo e della guerra civile spagnola e Dino parte per la Spagna per prendere parte al conflitto con le Brigate internazionali, al comando di una formazione di Giustizia e libertà. Il racconto di quegli anni cruciali si sviluppa attorno all ́epistolario che comprende una parte delle lettere che Dino Giacobbe e la moglie Graziella Sechi si scambiarono negli anni 1937-1939. Le lettere ricche di sentimento e tenerezza, sono ovviamente autocensurate per quanto riguarda il politico. Colma questa lacuna la puntigliosa ricerca operata dall’autrice per ricostruire tempi, luoghi e umori politici.

Sabato, 29 aprile, le battute finali della rassegna del crogiuolo sono affidate a Paolo Floris nello spettacolo, alle 21.00, Gramsci spiegato a mia figlia. Musiche di Luca Cadeddu Palmas e Pierpaolo Vacca.

Il 29 dicembre del 1922 Luigi e Salvatore Fois furono vigliaccamente uccisi a sangue freddo, da una banda fascista proveniente da Iglesias mentre erano al lavoro a Portovesme. L’azione criminosa si inquadra nel disegno del padronato e della dirigenza delle miniere di eliminare il movimento popolare, che nell’Iglesiente, nella seconda metà dell’Ottocento, aveva conosciuto un importante sviluppo a seguito del processo di industrializzazione. La conseguenza fu la proletarizzazione di vasti strati di masse contadine fino ad allora addette ai lavori agricoli e la nascita di un movimento operaio industriale. Sorgono così le leghe di resistenza, le cooperative e la Federazione dei minatori, viene fondata la cooperativa dei battellieri, che organizza gli addetti al trasporto dei minerali da Portoscuso a Carloforte. Si sviluppano nell’Iglesiente all’inizio del Novecento una serie di lotte, talora molto dure come quelle di Buggerru del 1904, di Gonnesa e Nebida del 1906, che ebbero un’eco nazionale, ponendo il movimento socialista in breve tempo alla guida del governo locale. Nelle elezioni del 26 luglio del 1914, infatti, le liste socialiste vincono ad Iglesias, Domusnovas, Fluminimaggiore, Gonnesa, Calasetta e Carloforte; nella successiva tornata del 1920 conquistano anche le amministrazioni di Arbus, Guspini, Villamassargia e Portoscuso. Vengono mandati all’opposizione i ceti agrari, che fimo ad allora avevano gestito i comuni in alleanza con la dirigenza mineraria. La prospettiva è l’ulteriore estensione della forza e dell’influenza delle organizzazioni popolari che induce una crescente preoccupazione nel padronato industriale, non disposto ad accettare passivamente i nuovi equilibri economici e politici imposti dal proletariato minerario. Gli industriali minerari e gli agrari aspettano l’occasione per ribaltare i rapporti di forza. E trovano l’occasione propizia nei fatti che portano alla Marcia su Roma e alla nomina di Benito Mussolini a capo del governo. Sorgono così ad Iglesias e nei principali centri sulcitani le sezioni del fascio, che avviano un’azione violenta ed illegale di riconquista delle amministrazioni.

I fratelli Fois erano a capo della cooperativa dei battellieri, dalla quale i fascisti pretendevano di estrometterli con l’intimidazione e la violenza. La loro uccisione fu la reazione criminale e premeditata al loro rifiuto e alla loro ferma resistenza. Ricordare il sacrificio dei fratelli Fois significa, dunque, onorare, con loro, quanti si sono opposti al fascismo, difendendo le libertà democratiche e i diritti del lavoro. Con questo spirito, mentre nel Paese e in Sardegna si manifesta una ripresa di umori e movimenti che si richiamano al fascismo, l’ANPI ha diramato un appello col quale invita i cittadini a partecipare alle iniziative, organizzate dal Comune a Portoscuso e dall’Anpi a Cagliari, in ricordo dei fratelli Fois nell’anniversario del loro assassinio, e a continuarne l’opera in difesa delle libertà sancito nella Costituzione antifascista. Il 29, alle 9.00, si terrà a Portoscuso la commemorazione ufficiale indetta dal comune di Portoscuso, che proseguirà con diversi eventi per tutta la mattinata. Il 29, alle 17,45, nella sala della CSS via Marche n. 9 a Cagliari l’ANPI, insieme al CRC – Coordinamento per la democrazia costituzionale – ricorda l’eccidio dei fratelli Fois con un incontro introdotto da Andrea Pubusa, lettura degli atti processuali di Rita Atzeri e Piero Marcialis, canti popolari e antifascisti del Coro dell’Anpi diretto da Roberto Deiana.

Andrea Pubusa

La rassegna estiva de Il crogiuolo Il giardino dei gelsi venerdì 5 agosto fa tappa a Casa Saddi, in via Toti 24, a Pirri. La compagnia padrona di casa debutta alle  21,00 con lo spettacolo Logos de Arena, nuova produzione in lingua sardo campidanese nata nell’ambito di una trasmissione radiofonica curata da Serena Schiffini per Rai radio Sardegna. Nello spettacolo Rita Atzeri, Gisella Vacca e Cesare Saliu danno vita alla storia di tre amici che passano il tempo a progettare le loro vacanze in giro per le spiagge più belle della nostra isola, ma non riescono mai ad andare in vacanza.

Il mese delle rose nell’Isola di San Pietro è all’insegna del teatro, della danza e della musica. Da sabato 7 a domenica 22 maggio, tiene banco a Carloforte “Visioni in Bottega”, rassegna dei Bötti du Shcöggiu, ospitata lungo quattro fine settimana tra la sede della compagnia, il Teatro La Bottega (in via Venezia 6A) e lo spazio Villa Guardia Mori (nell’omonimo scorcio panoramico dell’isola tabarkina).

Il Teatro La Bottega è il palcoscenico dei primi tre appuntamenti, con inizio tutti alle 20.00.

Apre il calendario di “Visioni in Bottega”, sabato (7 maggio), Oltrenotte con Simposio del Silenzio, spettacolo di teatro danza ispirato alle illustrazioni di Lorenzo Mattotti. Ideata da Lucrezia Maimone, in scena con Elie Chateignier, la produzione della compagnia cagliaritana è un racconto tra danza, clownerie e teatro, di un viaggio fiabesco nel mondo oscuro dell’inconscio. Al centro della storia è l’inquietudine e la fragilità di una giovane protagonista e la sua goffa relazione interrogativa con grossi e pesanti libri a popolare la scena. Come portatori di ipotetiche risposte e strade percorribili, questi oggetti, quasi dotati di vita propria, la accompagnano in un viaggio verticale alla ricerca di sé, che quasi ricorda gli scenari illogici dell’Alice di Carroll durante la celebre caduta nella tana del bianconiglio.

Si prosegue sabato 14 maggio tra racconti, poesia e musica con la compagnia Art’In, che presenta “Divagazioni monologanti”, recital diretto da Romano Usai, interpretato da Manuela Loddo (voce narrativa, chitarra e canto) con Salvatore Spano al pianoforte.

Venerdì 20 e sabato 21 maggio Rita Atzeri è di scena in “Cassandra Venti Venti”, ultima produzione dei Botti realizzata in collaborazione con la compagnia Il Crogiuolo. Nello spettacolo con il testo e la regia di Susanna Mannelli risuonano echi di società matriarcali fusi con i caratteri della donna violata, che incarna la figura della mitologia greca, e che saranno a fondamento del genere femminile dell’intero futuro occidentale: donna comunque raccontata dagli uomini e  vissuta dagli uomini come scandalo.

Battute finali della rassegna domenica 22 maggio con la musica a Villa Guardia Mori. Sotto i riflettori, alle 20.15, Carol Mello, che con il suo quartetto formato da Matteo Gallus (violino), Romain Valentino (cavaco e bandolim), Matteo Marongiu (contrabbasso) e Martin Pridal (chitarra classica e elettrica) presenta il progetto Ar.ca.da.: una sintesi della sua intera carriera, piena dell’influenza della musica popolare brasiliana, così come dei luoghi che ha visitato in America Latina, Stati Uniti ed Europa.

L’ingresso agli spettacoli è di 10 euro.

Si terrà martedì 12 ottobre 2021, alle 11.00, nella Sala Conferenze della Pinacoteca Nazionale di Sassari, il reading letterario di Rita Atzeri “Seusu cannas e sa sotti esti su bentu” della Compagnia teatrale ‘Il Crogiuolo’ di Cagliari.
L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale “S’Arza”, ed è inserito nell’ambito del progetto Grazia Deledda un’isola aperta al mondo
Antonio Caria

Ritratto d’artista per il Janas Festival 2021 organizzato da Le Voci di Astarte con la direzione artistica di Sabrina Barlini: oggi, alle 21.30, in piazza Chiesa, a Masainas, va in scena “La capretta di Maria” de Il Crogiuolo, lo spettacolo ideato, scritto e diretto da Rita Atzeri, interpretato da Marta Gessa,Antonio Luciano e Daniela Vitellaro insieme con la giovane danzatrice Giulia Cannas per un ideale viaggio nel mondo di Maria Lai.

Fantasia e realtà s’intrecciano nella pièce che ripercorre la vita della creatrice dei celebri “libri cuciti” e artefice del progetto “Legarsi alla montagna”, fin dall’infanzia, con la scoperta del talento per il disegno e la prima ispirazione, nata con «l’immagine di un pettine che vela il suo occhio destro di capelli ribelli». “La capretta di Maria” – per un pubblico di giovanissimi e famiglie – rappresenta un’occasione per esplorare, in forma poetica e giocosa, la poetica visionaria dell’artista di Ulassai ma anche per riflettere sul significato e sull’importanza dell’arte e della bellezza.

Nel segno della fiaba – prendendo spunto dalle storie narrate e illustrate da Maria Lai e dalla presenza ricorrente della capretta, capace di inerpicarsi su alture e precipizi, sul limite dello strapiombo come sulla misura dell’infinito, che diventa simbolo dell’ispirazione che conduce l’artista fin sulle vette più alte senza dimenticare il legame con la propria terra e la propria gente, con la memoria e le radici, ma guardando al futuro.

“La capretta di Maria” accosta note biografiche ed elementi fiabeschi, trasportando sulla scena le avventure vere o immaginarie di una bambina affascinata da ogni aspetto del reale e dall’esistenza segreta degli oggetti del quotidiano, un’anima sensibile attenta all’essenza oltre le apparenze, da cui trarrà materia per le sue creazioni in cui la dimensione concreta e materica si sposa a quella evocativa, onirica e fantastica.

«Ero analfabeta, ma piena di favole. Ciò che ho fatto dopo, da adulta, è iniziato a quell’età. Mani, occhi, parole, diventavano collegamenti tra realtà e sogno – racconta l’artista -. Ho dietro di me millenni di silenzi, di tentativi di poesia, di pani delle feste, di fili di telaio»: nei suoi racconti e nelle sue opere, dense di metafore e simbolismi, magici specchi capaci di trasfigurare la realtà e di parlare al cuore dei fanciulli, con la semplicità e l’innocenza dell’età dei giochi, Maria Lai ha saputo dar forma alle aspirazioni e ai desideri, alle parole e ai pensieri di generazioni di donne e uomini, facendo sue la saggezza dei vecchi e la curiosità dei bambini, nel segno della poesia.

Le sue “Fiabe Cucite” – libri come sculture, opere in cui il filo ricama la traccia della scrittura, nel germogliare delle idee, nel fluire dei racconti, fino a dar forma “tangibile” e insieme metaforica all’immaginario – rivivono sulla scena attraverso la magia del teatro e le geometrie in movimento della danza, così che l’artista stessa diventa l’eroina di una storia, regalando al pubblico l’illusione di poter, come Alice, andare al di là dello specchio per entrare nel regno della fantasia – e dell’arte.

Il Janas Festival 2021 prosegue sabato 7 agosto, alle 19.00 nel Parco di San Leonardo a Perdaxius con “Pindulas” – nuova produzione de Le Voci di Astarte mentre lunedì 9 agosto, alle 19.00, al Parco Scarsella di Domusnovas spazio alle “Cantastorie” Sabrina Barlini e Gloria Uccheddu tra antiche e nuove favole e leggende dell’Isola.