7 July, 2022
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Sono esplose le polemiche, a Iglesias, dopo quanto è accaduto al termine della presentazione del libro “Disarmare il virus della violenza” di Pasquale Pugliese.

«In occasione della Giornata della Terra 2022, in una sala del Comune di Iglesias, è stato presentato il libro “Disarmare il virus della violenza” di Pasquale Pugliese scrivono in una nota Claudia Zuncheddu, esponente dell’associazione Sardigna Libera, e Rita Melis, rappresentante del Coordinamento del Sulcis Iglesiente della Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica -. Alla fine dell’evento a cui hanno partecipato numerosi cittadini ed esponenti di associazioni e movimenti politici impegnati per il disarmo nel mondo, agenti di polizia all’uscita dal Municipio hanno imposto l’identificazione di tutti i partecipanti. Un’atto di arroganza spropositato ed ingiustificato ancor più per un evento contro la violenza regolarmente autorizzato ed accolto all’interno di sedi istituzionali.»

«Si invitano i parlamentari eletti in Sardegna ad esigere, da parte degli organismi preposti alla tutela dell’Ordine pubblico, le motivazioni di quest’azione repressiva che lede il diritto alla libertà di pensiero e di partecipazione democratica dei cittadini a qualsiasi evento culturale e politicoha rimarcato in un secondo comunicato diffuso stamane Claudia Zuncheddu -. Preoccupa ancor più che i fatti siano avvenuti per un evento contro ogni forma di violenza, contro gli armamenti, contro la produzione e l’esportazione di bombe anche dalla vicina fabbrica RWM di Domusnovas. Auspichiamo che l’atto intimidatorio contro la Libertà sancita in modo inequivocabile dalla stessa Costituzione italiana e garantita da tutte le costituzioni democratiche, non venga sottovalutato.»

 

«Anche il Sirai di Carbonia, come il CTO di Iglesias, rischia di perdere il laboratorio di analisi. Il vasto territorio del Sulcis Iglesiente è allo sbando.»

La Rete Sarda in difesa della Sanità Pubblica (Coordinamento Sulcis Iglesiente) denuncia i disservizi che potrebbero crearsi all’ospedale CTO e al SIRAI con la chiusura del laboratorio di analisi agli esterni e le ricadute su tutto il territorio.

«Con l’alibi della carenza di personale, si tagliano i laboratori ospedalieri di analisi indispensabili per tutto il Sulcis Iglesiente sostengono Claudia Zuncheddu, portavoce Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica e Rita Melis del Coordinamento del Sulcis Iglesiente -. E’ il preoccupante preludio della chiusura definitiva del CTO di Iglesias e del Sirai di Carbonia. Nessun ospedale e nessuna comunità può sopravvivere senza il supporto di un laboratorio di analisi efficiente e aperto anche agli esterni. Contro la chiusura del laboratorio di analisi, già minacciata dalla precedente Giunta regionale, l’attuale maggioranza disattende gli impegni presi. Eppure la soluzione è politica. Ci chiediamo quale sia la logica, se non quella dello smantellamento del sistema sanitario pubblico, alla base di una decisione così penalizzante per questo vasto territorio.»

«Nel Sulcis Iglesiente, intanto, cresce la mortalità e non per Covid, anche tra le fasce di età sempre più basseaggiungono Claudia Zuncheddu e Rita Melis -. Chiediamo all’Azienda ATS-ASSL di garantire l’efficienza dei laboratori di analisi del CTO e del Sirai. Sollecitiamo i capi gruppo di tutte le parti politiche presenti in Consiglio regionale, il Consiglio comunale e il Consiglio dei Sindaci per fermare la mannaia che non da oggi falcidia i servizi sanitari e il diritto dei cittadini ad essere curati.»

«Il ritardo ingiustificato dell’apertura dei locali al CTO di Iglesias, destinati al laboratorio di analisi (dopo un investimento di cinque milioni di Euro), è la chiara volontà, di chi ha il potere decisionale, di sacrificare la salute e la vita di intere comunità, senza possibili alternative concludono Claudia Zuncheddu e Rita Melis -. I laboratori privati-convenzionati, una volta consumato il badget, chiudono le porte agli utenti condannandoli alla rinuncia ai controlli per la prevenzione e ancor più per il monitoraggio delle patologie in corso.»

«Anche il Sirai di Carbonia, come il CTO di Iglesias, rischia di perdere il laboratorio di analisi. Il vasto territorio del Sulcis Iglesiente è allo sbando.»

La Rete Sarda in difesa della Sanità Pubblica (Coordinamento Sulcis Iglesiente) denuncia i disservizi che potrebbero crearsi all’ospedale CTO e al SIRAI con la chiusura del laboratorio di analisi agli esterni e le ricadute su tutto il territorio.

«Con l’alibi della carenza di personale, si tagliano i laboratori ospedalieri di analisi indispensabili per tutto il Sulcis Iglesiente sostengono Claudia Zuncheddu, portavoce Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica e Rita Melis del Coordinamento del Sulcis Iglesiente. E’ il preoccupante preludio della chiusura definitiva del CTO di Iglesias e del Sirai di Carbonia. Nessun ospedale e nessuna comunità può sopravvivere senza il supporto di un laboratorio di analisi efficiente e aperto anche agli esterni. Contro la chiusura del laboratorio di analisi, già minacciata dalla precedente Giunta regionale, l’attuale maggioranza disattende gli impegni presi. Eppure la soluzione è politica. Ci chiediamo quale sia la logica, se non quella dello smantellamento del sistema sanitario pubblico, alla base di una decisione così penalizzante per questo vasto territorio.»

«Nel Sulcis Iglesiente, intanto, cresce la mortalità e non per Covid, anche tra le fasce di età sempre più basseaggiungono Claudia Zuncheddu e Rita Melis -. Chiediamo all’Azienda ATS-ASSL di garantire l’efficienza dei laboratori di analisi del CTO e del Sirai. Sollecitiamo i capi gruppo di tutte le parti politiche presenti in Consiglio Regionale, il Consiglio comunale e il Consiglio dei Sindaci per fermare la mannaia che non da oggi falcidia i servizi sanitari e il diritto dei cittadini ad essere curati.»

«Il ritardo ingiustificato dell’apertura dei locali al CTO di Iglesias, destinati al laboratorio di analisi (dopo un investimento di cinque milioni di euro), è la chiara volontà, di chi ha il potere decisionale, di sacrificare la salute e la vita di intere comunità, senza possibili alternative concludono Claudia Zuncheddu e Rita Melis -. I laboratori privati-convenzionati, una volta consumato il badget, chiudono le porte agli utenti condannandoli alla rinuncia ai controlli per la prevenzione e ancor più per il monitoraggio delle patologie in corso.»

 

La chiusura del laboratorio di analisi del CTO di Iglesias decreta inevitabilmente la chiusura di questo ospedale. Uno dei colossi della sanità pubblica sarda traballa sotto l’inerzia della politica. L’imminente pensionamento di tre anestesisti su 9, già insufficienti per il blocco del turn over, sarà un ennesimo colpo per la Chirurgia e la Rianimazione, ma a paralizzare definitivamente il grande ospedale, sarà la chiusura del laboratorio di analisi con il pensionamento di altri due operatori.

L’attività degli ospedali è imprescindibile dal supporto del laboratorio di analisi. I controlli di routine dei ricoverati e nelle emergenze sia intraospedaliere che del pronto soccorso, devono essere costantemente garantiti.

Ma ad oggi, al CTO di Iglesias, il laboratorio di analisi è attivo dalle 8.00 alle 20.00 solo per le urgenze interne. Per i ricoverati non urgenti i prelievi si inviano a Carbonia. Ma dalle 20.00 alle 8.00, il laboratorio è chiuso e anche i prelievi urgenti devono affrontare il viaggio per Carbonia. Un viaggio costoso e non sempre possibile se l’autista è impegnato in altri viaggi. È impensabile che una ricoverata in Ostetricia possa finire in sala parto d’urgenza, senza gli esami indispensabili ai fini dell’intervento. Così come, per gli infarti del miocardio le linee guida emanate dalle società scientifiche di Cardiologia per il monitoraggio delle troponine cardiache, al CTO non possono essere applicate per l’assenza del laboratorio di analisi. Il ritardo diagnostico può esitare con il decesso del paziente.

Sulla consegna del nuovo laboratorio di 1.500 mq al CTO (5 milioni di investimento) non si hanno notizie da anni. La mancata consegna implica la perdita di ingenti finanziamenti europei e la necessità di ristrutturare vecchie sedi dove ospitare le nuove strumentazioni in consegna. Ancora sperpero di soldi pubblici.

Al personale sanitario, seppur ridotto all’osso, non è mai mancata la volontà, ma necessita di strumenti. Non si può operare per tentativi o la va o la spacca. Per monitorare la salute dei pazienti e per le diagnosi, il laboratorio h24 deve essere riattivato subito. Il CTO è in emergenza e la Politica deve garantire almeno l’indispensabile, come si fa anche nei villaggi più sperduti della Terra, per salvare vite umane.

Claudia Zuncheddu – Portavoce Rete Sarda Difesa Sanità Pubblica

Rita Melis – Coordinamento Sulcis Iglesiente

Il coordinamento Rete Sarda Sulcis Iglesiente denuncia i disservizi che potrebbero crearsi all’ospedale Santa Barbara con l’eventuale fermo del laboratorio di analisi e le ricadute su tutto il territorio.
Con l’alibi della carenza di personale, si vorrebbe giustificare l’ennesimo taglio di un servizio sanitario indispensabile per tutto il Sulcis Iglesiente. Fermare addirittura l’importante laboratorio di analisi, significa persistere nello smantellamento dei reparti rimasti aperti nel Presidio ospedaliero del CTO. Reparti funzionanti già parzialmente come quelli in week-surgery. Nessun reparto ospedaliero può sopravvivere senza il supporto di un laboratorio di analisi.
L’ennesimo taglio colpirebbe in primis gli utenti affetti da patologie a rischio e decreterebbe la fine della Prevenzione per tutti.
Contro la chiusura del laboratorio di analisi, già minacciata dalla precedente Giunta regionale, l’attuale maggioranza dopo aver costruito in modo cinico la propria campagna elettorale, oggi disattende gli impegni presi. Le solite promesse “fingere di voler cambiare tutto per poi non cambiare niente”.
Ma al di là dei giochi dei partiti politici per accaparrarsi il potere, ci chiediamo quale sia la logica alla base di una decisione così penalizzante per l’ampio territorio da parte della Direzione Sanitaria.
Eppure i problemi che attanagliano il Sulcis Iglesiente sono sotto gli occhi di tutti. La gente muore non solo di Covid. Muore di cattiva politica e di incompetenze.
La chiusura del laboratorio di analisi sarebbe il colpo di grazia per il sistema sanitario pubblico sempre più svuotato di servizi.
ll coordinamento Rete Sarda del Sulcis chiede all’Azienda ATS-ASSL di garantire l’efficienza del laboratorio di analisi e sollecita i capi gruppo di tutte le parti politiche presenti in Consiglio Regionale, il Consiglio Comunale e il Consiglio dei Sindaci ad intervenire per fermare la mannaia che non da oggi falcidia i servizi sanitari e il diritto dei cittadini ad essere curati.
Il ritardo dell’apertura dei locali al CTO di Iglesias, destinati al laboratorio di analisi, è la chiara volontà dell’ATS di sacrificare un servizio così importante, senza il quale non possono sopravvivere altri servizi sanitari e interi reparti ospedalieri.
Pertanto, di fronte all’ennesima emergenza, invitiamo tutte le parti politiche ad accantonare i demagogici proclami elettorali e a mobilitarsi concretamente per tutelare il diritto di ogni cittadino ad accedere alle cure e alla prevenzione. Diritti acquisiti con la legge 883 del 1978.
Rita Melis
Rete Sarda in difesa della Sanità Pubblica (Coordinamento Sulcis Iglesiente)

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Il Sulcis Iglesiente riavrà la sua ASL. Lo ha assicurato l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, alla  delegazione della Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica e gratuita, nel corso dell’incontro svoltosi questa sera, dalle 17.30 alle 19.30. All’incontro, la “Rete” era rappresentata dalla portavoce regionale Claudia Zuncheddu e dalle delegazioni di tutti i territori della Sardegna. Il Sulcis Iglesiente era rappresentato da Rita Melis e Giuseppe Perseu.

Le rassicurazioni dell’assessore circa il riassetto del sistema sanitario regionale, con il riconoscimento della ASL al Sulcis Iglesiente, rappresenta la risposta più attesa e la base di tutte le rivendicazioni, contenute in un documento portato all’attenzione dell’assessore.

Il coordinamento territoriale del Sulcis Iglesiente, ha evidenziato all’assessore che, «a seguito dei pensionamenti avvenuti da settembre 2017 ad oggi, è emerso il grave problema della mancanza dell’organico (specialisti, primari, medici, infermieri, OSS) necessario per il mantenimento e l’erogazione dei servizi sanitari. Rivendica l’immediata reintegrazione delle figure professionali andate in quiescenza e/o in mobilità verso strutture sanitarie del capoluogo; l’immediata riattivazione dei reparti di emodinamica, chirurgia e traumatologia H24, 7 giorni su 7; l’immediata riattivazione dei servizi diagnostici per immagini (risonanza magnetica, radiologia)».

Il coordinamento ha evidenziato che «questi semplici interventi non comportano nessun costo aggiuntivo rispetto a quelli sostenuti nel 2017, permettono inoltre l’immediato abbattimento delle liste d’attesa, liste cresciute a dismisura negli ultimi 24 mesi, e riducono in misura esponenziale i costi della mobilità passiva di questa ASSL a favore dei presidi pubblici e privati del capoluogo».

Il coordinamento territoriale del Sulcis Iglesiente ha altresì segnalato «il totale abbandono della struttura ospedaliera del Santa Barbara di Iglesias, sede dei servizi ambulatoriali, priva della guardiania diurna e notturna, lasciata alla mercé di qualsiasi male intenzionato».

Il coordinamento, infine, ha chiesto all’assessore «il dovuto riconoscimento dell’istituzione della ASL Sulcis Iglesiente, ASL che è stata sempre presente e riconosciuta indispensabile per la peculiarità del territorio, ASL venuta meno con la riforma Pigliaru-Arru-Moirano», convinto che «solo con questo strumento si potrà avere un centro organizzativo e di spesa in sede locale, richiamando i dirigenti preposti alle proprie responsabilità di corretta gestione».

L’assessore Mario Nieddu, come sottolineato all’inizio, ha assicurato che il Sulcis Iglesiente riavrà la sua ASL e, nell’immediato, entro la fine dell’anno (perché nel 2020 le nuove norme non consentiranno più di mantenere le graduatorie aperte), verranno fatte le selezioni per il completamento degli organici, con particolare attenzione alle aree che oggi lamentano le maggiori carenze. In questo modo si dovrebbero superare le emergenze più gravi.

«Il nostro giudizio sull’esito dell’incontro è cautamente positivo – spiegano Rita Melis e Giuseppe Perseu -. Abbiamo apprezzato sia la disponibilità dell’assessore al confronto, sia le rassicurazioni sull’istituzione della ASL del Sulcis  Iglesiente. E, ancora, l’apertura di credito annunciata nei confronti della “Rete”, che sarà chiamata al tavolo al momento in cui verrà avviato il confronto per la Riforma del Servizio sanitario pubblico regionale.»

L’annuncio sul riconoscimento di una ASL al territorio, contiene in sé l’implicita conferma che il Sulcis Iglesiente riavrà anche la sua Provincia.

«Abbiamo rimarcato all’assessore il rischio che un eventuale allungamento dei tempi di approvazione della legge di riordino del sistema degli enti locali, potrebbe provocare un altrettanto lungo iter per l’approvazione della riforma del servizio sanitario – concludono Rita Melis e Giuseppe Perseu – e la sua risposta è stata che una volta che la maggioranza ufficializzerà l’impegno politico per l’istituzione delle nuove Province, compresa quella del nostro territorio, si procederà celermente all’approvazione della riforma del Servizio sanitario pubblico regionale, nel quale sarà compresa anche la ASL del Sulcis Iglesiente.»

Giampaolo Cirronis

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Si è svolta questa mattina, a Carbonia, l’iniziativa promossa dall’OPI, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche del Sulcis Iglesiente, sui temi legati allo stato di estremo degrado in cui versa il sistema sanitario pubblico nel Sulcis Iglesiente e sulla nuova, l’ennesima riforma, proposta dalla Giunta regionale guida da Christian Solinas e prossima all’approdo prima in Commissione poi in Consiglio regionale, per la sua approvazione. «Chi ha paura di una ASL nel Sulcis Iglesiente», «Per una riforma equa del Sistema Sanitario Regionale», recitavamo gli striscioni esposti fuori dalla sala polifunzionale, dove i convenuti si sono trasferiti dalla piazza Roma, sede originaria della manifestazione, per l’inclemenza delle condizioni meteo ma, non lo si può negare, anche per la modesta partecipazione. Il sistema sanitario pubblico non funziona, le emergenze non si contano più, i cittadini lamentano ogni giorno, giustamente, gravissimi disagi, ma inspiegabilmente, tutte le iniziative che invitano alla mobilitazione per rivendicare il rispetto dei diritti, previsti nell’articolo 32 della Costituzione, vengono sottovalutate e disertate.

Tra i presenti, c’erano una dozzina di sindaci, con in testa Paola Massidda, padrona di casa e presidente della conferenza socio-sanitaria dei Comuni del Sulcis Iglesiente, rappresentanti di diverse associazioni, medici, paramedici, cittadini. Una delegazione è arrivata dall’Ogliastra, in rappresentanza del Comitato costituito a difesa dei diritti di quel territorio in materia sanitaria che recentemente ha mobilitato la popolazione, riuscendo a portare in piazza oltre 3.000 persone, un numero considerevole, se si tiene conto che l’Ogliastra conta 23 Comuni per complessivi 57,318 abitanti, contro lo stesso numero di Comuni, 23, del Sulcis Iglesiente, che conta però 136.345 abitanti…

Dopo la relazione introduttiva di Graziano Lebiu, presidente dell’OPI del Sulcis Iglesiente, è intervenuta Paola Massidda e sono poi seguiti quindici interventi: Giorgio Madeddu, presidente dell’associazione Amici della Cita Sulcis; Efisio Aresti, segretario della UIL Funzione pubblica del Sulcis Iglesiente; don Salvatore Benizzi, direttore diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro; Gianluca Lindiri, dializzato di Tratalias; Gianfranco Trullu, sindaco di Perdaxius; Bruno Piras, rappresentante del Comitato dei cittadini dell’Ogliastra; Andrea Deiana, giovane diversamente abile impegnato nell’associazionismo a difesa dei diritti dei cittadini; Giorgio Vidili, segretario regionale di Cittadinanza Attiva; Rita Melis, coordinatrice territoriale della Rete Sarda per la difesa della Sanità pubblica e gratuita; Peppino La Rosa, ex consigliere regionale; Loriana Pitzalis, ex assessore del comune di Carbonia; Manolo Mureddu, giornalista; Paolo Zandara, medico pediatra; e, infine, i consiglieri regionali eletti nel territorio, Michele Ennas (Lega) e Fabio Usai (PSd’Az).

Non riportiamo i contenuti degli interventi, perché li abbiamo registrati e ve li proporremo nelle prossime ore, allegate a questo articolo.

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L’ex sindaco Luigi Perseu (Pro Sardinia Unione di Centro) è stato il candidato più votato nelle 32 sezioni del comune di Iglesias, con 994 preferenze; alle sue spalle, ad una manciata di voti, il consigliere regionale uscente Gianluigi Rubiu (Fratelli d’Italia), 989; il consigliere comunale Simone Pinna (Campo Progressista Sardegna) si è classificato al terzo posto, 926, seguito da Angela Scarpa (Pro Sardinia Unione di Centro) con 748. Seguono, nell’ordine di preferenze: Pietro Cocco (Partito Democratico) 660; Michele Ennas (Lega) 549; Simonetta Ulargiu (Partito Democratico) 491; Luigi Biggio (Forza Italia) 420; Fabio Enne (Partito dei Sardi) 263; Patrizia Mattioni (Riformatori Sardi) 243; Andrea Tunis (Sardegna20Venti) 241; Rita Melis (Sardi Liberi) 238; Paolo Zandara (M5S) 199; Renato Tocco (Autodeterminatzione) 181; Alberto Pani (Liberi e Uguali Zedda Presidente) 176; Luca Pizzuto (Liberi e Uguali Zedda Presidente) 150; Ilaria Ottavia Pisu (Partito Democratico) 146; Giuseppe Casti (Partito Democratico) 144; Paolo Aureli (Sardi Liberi) 132; Fabio Usai (4 Mori Solinas Presidente); Laura Cappelli (Sardegna20Venti) 108: Monica Atzori (Lega) 104; Claudia Cannas (M5S) 103.

Allegate le preferenze di tutti i 96 candidati delle 24 liste e i risultati dei 7 candidati alla carica di Presidente e delle 24 liste nelle 32 sezioni.

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La lista Sardi Liberi, collegata alla candidatura dell’ex governatore e deputato Mauro Pili, ha ufficializzato la lista dei candidati della circoscrizione di Carbonia Iglesias per le elezioni Regionali del prossimo 24 febbraio. Ne fanno parte due candidati di Iglesias e due di Carbonia. Si tratta di Rita Melis, casalinga di Iglesias; Paolo Aureli, avvocato di Iglesias; Silvia Ibba, laureata in Scienza delle Comunicazioni, di Carbonia; e Luciano La Mantia, imprenditore di Carbonia.