18 October, 2021
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Giovedì 2 settembre si riunisce la Conferenza di servizi decisoria sulla revoca degli organi del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna. Lo scorso 23 agosto, il direttore generale del Ministero dell’Ambiente e di Tutela del Mare, Antonio Maturani, ha annunciato la conclusione del procedimento di revoca della nomina degli organi del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, e la predisposizione della revoca del decreto di nomina degli organi, Decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ministro dell’istruzione e della ricerca, d’intesa con il Presidente della Regione Sardegna, n. 147 del 17 aprile 2018, a cui seguirà la nomina di un Commissario Straordinario investito del potere di adottare tutti gli atti necessari al regolare svolgimento dell’attività dell’Ente. La decisione è stata comunicata ieri, in un lungo documento di 11 pagine, dal direttore generale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Antonio Maturani, al Consorzio del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, al Presidente del Consorzio del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, al Consiglio Direttivo del Consorzio del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, ai componenti del Consiglio Direttivo del Consorzio del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, per conoscenza alla Regione Sardegna, al Presidente del Collegio dei revisori dei Conti e, infine, all’Organismo Indipendente di Valutazione.

Il procedimento di revoca degli organi era stato avviato il 22 luglio 2021. Il presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Tarcisio Agus, aveva inviato le controdeduzioni il 6 agosto 2021.

Allegato il documento ministeriale.

MATTM_.REGISTRO UFFICIALE.2021.0090745

Il giorno successivo, lo stesso direttore generale Antonio Maturani ha annunciato la convocazione della conferenza di servizi decisoria per il giorno 2 settembre 2021, alle ore 16.00, presso il Ministero della transizione ecologica, in via Cristoforo Colombo 44, Roma, con la partecipazione contestuale dei rappresentanti delle amministrazioni competenti, anche in via telematica: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per il coordinamento amministrativo – Rappresentante unico delle Amministrazioni statali; Ministero della Cultura Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio; Ministero dell’Università e della Ricerca Direzione generale della ricerca; Ministero dello sviluppo economico Direzione generale per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari (DGISSEG – in avvalimento al MITE ai sensi del d.l. 22/2021); Regione Autonoma della Sardegna Direzione generale della Presidenza; Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.

Allegata la convocazione della conferenza di servizi decisoria.

Copia_DocPrincipale_MATTM_.REGISTRO_UFFICIALE.2021.0091002

Le motivazioni contenute nella proposta di revoca del decreto di nomina degli organi sono durissime e sembrano lasciare poco spazio alla possibilità di evitare la revoca ma il presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Tarcisio Agus, qualche giorno fa ha diffuso un documento molto critico sull’iniziativa ministeriale che riportiamo qui integralmente.

«Un Ministero che “commissaria se stesso e la sua totale assenza” come ha sottolineato uno dei Sindaci consiglieri, e per farlo, addebita all’attuale dirigenza atti non congrui avvenuti nel passato, ma che sono oggi utili all’uopo. Stipule assicurative mai attivate, finanziamenti ad Enti e Associazioni prive di rendicontazioni e con richieste di risarcimento danni mai avvenuti, assenza di trasparenza su un sito obsoleto che, invece, l’attuale Consiglio direttivo ha riordinato. E ancora, contratti di telefonia mobile e relativi acquisti di telefoni aziendali per oltre 30 dipendenti, che non esistono, visto che sia i vertici sia i dipendenti, utilizzano i propri telefoni e le spese sono tutte a loro carico.
Una serie di fatti pretestuosi, reiterati e arricchiti con altri fatti pretestuosi, solo per corroborare una decisione presa nei corridoi di un ministero che, come organo vigilante, negli anni passati (e non solo dal 2018, data dell’insediamento dell’attuale Consiglio e dell’attuale Presidente), dovrebbe interrogarsi del mancato recupero e mancata tutela e promozione del valore del vastissimo patrimonio ex minerario, lasciato in eredità dall’ENI (Ente di Stato).
Commissariando il Parco Geominerario, il Ministero commissaria sé stesso ed ha pensato di farlo a danno del processo di recupero di tutte le storture ereditate e che l’attuale vertice sta cercando di sanare. Gineprai sui quali l’attuale vertice ha auspicato l’appoggio e l’intervento del Ministero.
E invece si fa largo la convinzione (anche alla luce dell’atto ostile di questi ultimi giorni) che la nascita del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, non abbia mai avuto, presso il ministero dell’Ambiente prima, e del MiTE oggi, l’attenzione dovuta. È considerato un ibrido fra i Parchi Nazionali, tanto che dopo vent’anni, ancora non ha una sua definizione giuridica, così da sempre denunciato ed ora
ripreso, con formale ammonimento a legiferare, dalla Corte dei Conti.
Tutte le sollecitazioni e le richieste di collaborazione avanzate dall’attuale vertice hanno sortito inutili scambi meramente epistolari. Si vedano, per esempio, le spiegazioni documentate sulla fuoriuscita dalla rete dei geositi Unesco, o anche la risposta sulla mancata vigilanza o la perdita di personale, non ultimi i ritardi sulla presentazione dei bilanci, comunque approvati dal ministero vigilante, etc. L’elenco è lungo, come è complesso aggredire tutte le problematiche in capo al Parco, avendo un organo vigilante assente.
Non vogliamo pensare che questo atto sia frutto di un disegno politico, anche perché ciò apparirà chiaro nel momento in cui il Parco verrà commissariato e il nuovo commissario si insedierà. Vogliamo invece continuare a pensare che questa decisione del Ministero sia l’esito di mancati approfondimenti, valutazioni superficiali e semplificate, azioni non corroborate da accertamenti rigorosi, tutto ciò di cui necessita una decisione così importante per il destino di un organo periferico dello Stato.»

La Direzione Generale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha concluso il procedimento di revoca della nomina degli organi del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, con la predisposizione della revoca del decreto di nomina degli organi, Decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ministro dell’istruzione e della ricerca, d’intesa con il Presidente della Regione Sardegna, n. 147 del 17 aprile 2018, a cui seguirà la nomina di un Commissario Straordinario investito del potere di adottare tutti gli atti necessari al regolare svolgimento dell’attività dell’Ente.

La decisione è stata comunicata ieri, in un lungo documento di 11 pagine, dal direttore generale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Antonio Maturani, al Consorzio del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, al Presidente del Consorzio del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, al Consiglio Direttivo del Consorzio del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, ai componenti del Consiglio Direttivo del Consorzio del Parco Geominerario Storico ed Ambientale della Sardegna, per conoscenza alla Regione Sardegna, al Presidente del Collegio dei revisori dei Conti e, infine, all’Organismo Indipendente di Valutazione.

Il procedimento di revoca degli organi era stato avviato il 22 luglio 2021. Il presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Tarcisio Agus, aveva inviato le controdeduzioni il 6 agosto 2021.

La decisione finale spetta ora alla conferenza di servizi che è stata convocata oggi dallo stesso direttore generale Antonio Maturani per il giorno 2 settembre 2021, alle ore 16.00, presso il Ministero della transizione ecologica, in via Cristoforo Colombo 44, Roma, con la partecipazione contestuale dei rappresentanti delle amministrazioni competenti, anche in via telematica: Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per il coordinamento amministrativo – Rappresentante unico delle Amministrazioni statali; Ministero della Cultura Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio; Ministero dell’Università e della Ricerca Direzione generale della ricerca; Ministero dello sviluppo economico Direzione generale per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari (DGISSEG – in avvalimento al MITE ai sensi del d.l. 22/2021); Regione Autonoma della Sardegna Direzione generale della Presidenza; Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.

 

I 4 Comuni del CDA si schierano contro il commissariamento del Parco Geominerario. In un documento diffuso oggi, contestano le motivazioni del ministro Roberto Cingolani; rigettano le insinuazioni di mala gestio attribuite al CDA in carica in quanto nesso atto del CDA è oggetto di contestazione né del MEF né della Corte dei Conti; chiedono alla Regione di individuare ulteriori 2 rappresentanti per scongiurare il commissariamento, affinché il Parco venga interamente gestito dai sardi, stante l’assenza dei rappresentanti ministeriali; ai parlamentari sardi un interessamento presso le sedi ministeriali; all’ANCI Sardegna sostegno con una MOBILITAZIONE DEI SINDACI SARDI, se quest’appello rimarrà inascoltato.

I 4 sindaci del CDA (Mario Calia, sindaco di Lula; Debora Porrà, sindaca di Villamassargia; Paolo Maxia, sindaco di Villasalto ed Antonello Ecca, ex sindaco di Arbus) si oppongono all’ennesima minaccia di commissariamento, «irrispettosa del difficile lavoro di riordino del Parco che ad oggi da soli, senza i Ministeri, hanno portato avanti (I Ministeri MITE, MIC, MIUR e MISE dovrebbero partecipare insieme alla Regione Sardegna, al Consiglio Direttivo). Dopo aver lasciato per anni soli i Sindaci a governare il Parco, invece che lavorare alle riforme di legge per dare gambe all’Ente (così come evidenziato dalla Corte dei Conti!), ora si pensa di risolvere i problemi del Parco con un Commissario?»

Il CDA del Parco presieduto da Tarcisio Agus, di cui fanno parte (Mario Calia, sindaco di Lula; Debora Porrà, sindaca di Villamassargia; Paolo Maxia, sindaco di Villasalto ed Antonello Ecca, ex sindaco di Arbus) chiede l’interruzione della procedura di commissariamento avviata dal ministro Roberto Cingolani. «I 5 membri del CDA al Parco non costano nulla poiché svolgono l’incarico senza indennità, quindi, perché si intende istituire una nuova poltrona onerosa per le già ristrette casse del Parco?»

«Il Parco Geominerario è un patrimonio della Sardegna che ha già subito un lungo periodo di commissariamento dal 2007 al 2018, il cui risultato di amministrazione è culminato con i rilievi del MEF e della Corte dei Conti che hanno dato specifiche direttive a questo CDA, volte a correggere diverse prassi consolidate. Non essendoci alcuna motivazione tecnica imputabile all’attuale organo politico del Parco Geominerario, riteniamo ingiusta l’attribuzione delle responsabilità che nero su bianco appartengono alla competenza gestionale e commissariale antecedente. Il CDA in carica è il primo organo collegiale statutario che ha avuto l’Ente, con il pregio di rappresentare per la prima volta gli 86 Comuni sardi, e che ha riallineato i bilanci fino al 2020, ottenendo peraltro la validazione dei Ministeri vigilanti. Grazie al CDA dei Sindaci, il 2021 è l’anno in cui sarà possibile ripartire l’avanzo di amministrazione e attuare la programmazione garantendo la distribuzione delle risorse a tutti i territori.»

“Destano sconcerto e preoccupazione i proclami, le iniziative e le decisioni preannunciate (sulla stampa prima che alle rappresentanze istituzionali), dal ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani su alcune tematiche chiave della nostra isola.”

A dirlo è Fabio Usai, consigliere regionale del Partito sardo d’Azione.

“Non bastavano le norme impugnate in materia ambientale-paesaggistica, le dichiarazioni – e la conseguente incertezza da esse scaturite – sulla riconversione energetica, in particolare per la transizione a metano propedeutica alla preservazione del settore industriale nell’isola, a esse si aggiungono, infatti, negli ultimi giorni, nuovi proclami del Ministro di non si capisce bene (finora) quale transizione, nominato dal Governo del “tutti dentro a ogni costo” (e che costo…), sull’imminente commissariamento del Parco Geominerario della Sardegnaaggiunge Fabio Usai -. Come in altre sue decisioni, non si capisce bene, ancora: “Commissariare con chi, e per fare cosa?””

“L’attuale Presidente, Tarcisio Agus (il quale porta avanti il proprio impegno a titolo gratuito) ben poco ha a che vedere con le vicende contestate, riguardanti altre fasi storiche della vita dell’entesottolinea Fabio Usai -. E, soprattutto, perché ad avere voce in capitolo in questa vicenda dovrebbero essere soprattutto gli 86 Comuni interessati dalle attività del Parco, la Regione Sardegna e non certo qualche proconsole romano che, senza alcuna conoscenza delle dinamiche e dei processi economici-sociali della nostra isola, si arroga il diritto di prendere decisioni, senza alcuna legittimazione popolare, e di calarle sul futuro di tutti i sardi.”

“Mi appello al presidente della Regione Christian Solinas conclude Fabio Usai -, affinché il prossimo 21 luglio, in Conferenza di servizi a Roma, faccia valere le prerogative dei sardi rispetto a un ente fondamentale per la valorizzazione delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche della Sardegna, nonché per l’espletamento di innumerevoli procedure amministrative anche in campo autorizzativo.”

Marino Gessa, navigato da Salvatore Pusceddu, su Skoda Fabia, ha vinto il 3° Rally del Parco Gominerario Storico Ambientale della Sardegna. Il portacolori della Sardegna Racing, ha imposto fin da subito il proprio ritmo, dando filo da torcere a Maurizio Diomedi e Giuseppe Pirisinu (campioni in carica da battere), secondo sul podio con la Skoda Fabia e i colori della MRC Sport. Terzo l’equipaggio formato da Dimitri Tomasso e Cristina Caldart su Skoda Fabia della MRC Sport, quarto l’instancabile Auro Siddi che, con Giovanni Rollo su Skoda Fabia del Team automobilistico Phoenix , ha saputo tenere alta l’attenzione del pubblico per tutta la gara.
A seguire:
5°) Egisto Vanni e Marco Murranca su Skoda Fabia della Porto Cervo Racing; 6°) Giuseppe Mannu e Massimiliano Frau su Renault Clio della Magliona Motorsport; 7°) Giancarlo Pusceddu e Paolo Cottu su Skoda Fabia; 8°) Francesco Farci e Maurizio Mocci su Peugeot 207; 9°) Giovanni Solinas e Andrea Zara su Peugeot 106 del Team Auto Servicesport; 10°) Vito Tria e Gian Domenico Piccinnu su Renault Clio.
Marino Gessa e Salvatore Pusceddu hanno conquistato anche l’ambito Trofeo Dune e Miniere, consegnato dal presidente del Parco Geominerario on. Tarcisio Agus.
E’ stata una gara fantastica! Questo è il commento generale dopo la 3ª edizione del Rally Parco Geominerario della Sardegna. Soddisfatti gli organizzatori, guidati da Mauro Nivola, presidente di Mediterranean Team. Positivamente colpiti i rappresentanti delle istituzioni locali, dal comune di Arbus al comune di Guspini.

L’assessore regionale alla difesa dell’ambiente e protezione civile Gianni Lampis, presente lungo il percorso, ha sottolineato l’importanza di eventi sportivi di questo calibro capaci di unire al concetto di sport, quello di difesa e tutela dell’ambiente: «E’ importante poter scrivere insieme un percorso di ripartenza, non solo per questo territorioha dichiarato l’assessore Gianni Lampis -. Lo sport aiuta a far conoscere le nostre bellezze paesaggistiche. Un plauso va a tutti gli artefici di questa operazione di rinascita».

Percorsi carichi di storia e bellezza, una ottima occasione per approfittare dello spettacolo sportivo e scoprire la  cosiddetta archeologia mineraria. Il Parco Geominerario, anche quest’anno ha accolto i bolidi di ultima generazione, così come le auto che hanno fatto la storia non solo dei rally, ma delle famiglie italiane.
Il Rally Parco Geominerario della Sardegna è stato anche Rally Storico. La coppa del vincitore è andata alla Fiat 125 del Team Bassano condotta da Leopoldo Di Lauro e Giovanni Nuvoli. Ritiro sulla ps 1 per Cambedda-Achenza su Fiat 128 e per Budroni-Pudda su Peugeot 205, entrambi del Team Autoservice.
Premiati Pietro Ruiu e Guido Canu che su Alfa Romeo 33 hanno affrontato in solitario la gara di regolarità . Direttore di gara è stato Simone Zerbinati. Che dalla direzione ha seguito con scrupolo le nove speciali in programma.
Per la prima volta , in Sardegna, il rally ha avuto anche la sua parte video in diretta. Grazie alla trasmissione in diretta delle prime due prove speciali curata dalla SL LIveStreaming che ha trasmesso con il commento in diretta da studio. Durante le dirette è stato raccontato il mondo delle gare attraverso la voce dei professionisti che le vivono. Le immagini sono disponibili sulle pagine social : @mediterranean team, @Arbus Promotors, @Racing Experience team e @Ogliastra Racing. Una trasmissione sperimentale, partita in sordina, che rappresenta il punto di svolta anche sotto il profilo della comunicazione dei rally.
Le premiazioni e l’arrivo hanno chiuso il fine settimana che ha rappresentato per lo sport la concreta ripartenza e per il territorio il segnale positivo del quale tutti ( imprenditori e istituzioni ) avevano bisogno.
Il protocollo anti covid, non ha minimamente alterato la qualità della manifestazione, mettendo in risalto le tante professionalità che anche in questa occasione hanno formato uno staff coeso e preparato.
Mauro Nivola, grande esperto di percorsi e presidente della Mediterranean Team, ha chiuso con il sorriso questa terza edizione della gara. Con la preziosa collaborazione di Ogliastra Racing e Arbus Promotors e il con il supporto di uno staff collaudato negli anni, ha dato appuntamento alla prossima edizione, estendendo i ringraziamenti a tutti gli sponsor e a tutte le professionalità che a vario titolo hanno reso possibile questa ripartenza.

www.mediterraneanteam.com .

 

Con nota del 3 maggio scorso, il Parco Geominerario, d’intesa con il comune di Carbonia, ha proposto all’assessora regionale del Lavoro ed ad Aspal un incontro per valutare la possibilità della riapertura dei cantieri archeologici. Nella nota si fa riferimento alla perdita dell’obiettivo originario posto a sostegno dello sviluppo del Parco Geominerario, con l’avvio di interventi di messa in sicurezza e di recupero di importanti infrastrutture come: Arenas a Fluminimaggiore, Corti Beccia a Ballao, Su Suergiu a Villassalto, Sos Enattos a Lula, Funtana Raminosa a Gadoni, Orbai a Villamassargia, Laveria Sanna a Montevecchio, direzione ed ospedale ad Ingurtosu Arbus, Argentiera a Sassari, per richiamarne alcuni, lasciati nel momento più delicato, in quanto con successivi interventi sarebbero stati pronti per nuove opportunità di lavoro e relative stabilizzazioni.
Prendendo atto che il nuovo bando non consente il completamento delle suddette infrastrutture, il Parco, con i comuni interessati e col coordinamento con l’Università di Cagliari, informa, attraverso la nota suddetta, che buona parte delle infrastrutture, perché quanto investito non sia perso, sono state inserite nei progetti per lo Sviluppo del Sud, in capo ad Invitalia, di cui si attendono gli esiti, e ultimamente, nel progetto Just Transition Fund, per il Sulcis Iglesiente.
Alla luce di quanto detto, nella nota si fa appello alla riapertura dei siti archeologici, dei Nuraghi Sirai, Carbonia, Seruci, Gonnesa, necropoli Sant’Antioco e Pani Loriga, Santadi, visto che in termini operativi non dovrebbe esserci particolari difficoltà, peraltro vi sono tantissime maestranze già formate per gli interventi archeologici, sia nel Sulcis ma, anche in altre aree, visto il programma deliberato a suo tempo dalla Giunta il 13 luglio 2010, con ben 21 interventi alla voce Attività Museali ed Archeologiche. Non tutti attivati, ma una parte importante fu oggetto di pulizia e scavi come: Pranu Marteddu a Goni, Su Nuraxi e Turriga ad Armungia, tomba dei giganti di San Cosimo a Gonnosfanadiga, Funtana Coperta a Ballao, Pozzo Sacro a Silius, Neapolis a Guspini, Santu Jacci a San Nicolò Gerrei, nuraghe Dom’e s’orku a Domusnovas, non ultimo i quattro cantieri ripresi in questo ultimo anno di Sirai a Carbonia, Seruci a Gonnesa, Necropoli a Sant’Antioco e Pani Loriga Santadi.
Se riproposti, tutti o parte di essi, sotto il profilo organizzativo, come detto, non comportano particolari oneri e sono assimilabili per operatività alla pulizia dei sentieri, ma certamente rivestono, all’interno del Progetto, una rilevanza molto più significativa, anche alla luce degli impegni che la regione Sardegna sta assumendo per l’inserimento della Civiltà Nuragica nella lista del Patrimonio Unesco e che il Parco con delibera del Consiglio Direttivo ha patrocinato.
Per presentare la proposta e le schede degli interventi sulle misure di sviluppo per il Sud, nell’occasione dell’inaugurazione dei nuovi locali posti a disposizione del comune di Carbonia, per la sede provvisoria di una parte degli uffici del Parco, si terrà venerdì 7 maggio, alle ore 11,00, nella sala riunioni nei locali della Grande Miniera di Serbariu, la conferenza stampa sul tema. Interverranno la sindaca di Carbonia, la dott.ssa Paola Massidda e sindaci del territorio.

Tarcisio Agus

Presidente Parco Geominerario

Il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna ha presentato, così come fece per lo Sviluppo per il Sud, di cui si attende ancora l’esito, il progetto per l’impostazione del piano territoriale del Sulcis Iglesiente a valere sul fondo europeo Just Transition Fund.
Il nuovo progetto parte da un’attenta analisi delle necessità espresse dai Comuni del Parco, e mira alla tutela dell’enorme patrimonio del territorio, alla sua valorizzazione in termini di fruizione turistica, alla sostenibilità ambientale ed alla transizione ecologica. Il progetto TouRemine è stato elaborato in stretta collaborazione con l’Università di Cagliari e con il coordinamento del Prof. Giovanni De Giudici, componente del Comitato Tecnico Scientifico del Parco.
Il progetto vuole essere un vero programma di sviluppo che prende in considerazione in maniera equilibrata le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – economica, sociale ed ecologica in un areale pilota in transizione, il Sulcis Iglesiente. TouRemine sarà un intervento a carattere tematico relativo alla valorizzazione dei percorsi minerari e per la sua realizzazione si è scelta un’area pilota.
La zona comprende il Comune di Masainas, Comune di Giba, Comune di Carbonia, Comune di Nuxis, Comune di Villamassargia, Comune di Sant’Anna Arresi, Comune di Santadi, Comune di Villaperuccio, Comune di Perdaxius, Comune di Tratalias, Comune di Narcao, Comune di Piscinas, Comune di San Giovanni Suergiu, Comune di Iglesias, Comune di Fluminimaggiore, Comune di Gonnesa e Comune di Domusnovas.
La visione generale si declina in tre obiettivi:
Infrastrutturazione: Costruire, efficientare e adeguare le infrastrutture che garantiscono la mobilità (dati/persone), l’accoglienza e la ricettività per rendere sfruttabili a fini commerciali e fruibili a scopi turistici i borghi e gli ambienti minerari:
– Potenziamento mobilità dati e persone.
– Potenziamento dell’accoglienza e la ricettività per rendere efficienti, sfruttabili a fini commerciali e a scopi turistici i borghi e gli ambienti minerari.
– Rinaturalizzazione per migliorare la fruibilità a scopi turistici i borghi e gli ambienti minerari Industrializzazione: Creare le condizioni, con principi di economia circolare, lo sfruttamento degli scarti delle miniere per attivare potenziali nuove opportunità di business e lo sfruttamento sostenibile delle risorse:

– Stimolare la creazione di nuove imprese altamente tecnologiche a partire dai risultati dalla ricerca scientifica.
– Recupero di scarti minerari in una logica di economia circolare Imprenditorialità: Favorire lo sviluppo di imprese in linea con il Green Deal europeo e in grado di creare reddito e posti di lavoro dagli interventi di infrastrutturazione del territorio del Sulcis Iglesiente (recupero dei Borghi Minerari, creazione di una rete di mobilità dolce, rinaturalizzazione dei siti), con conseguente crescita di un ecosistema imprenditoriale nell’ambito del Turismo e dell’ICT:
– Sviluppo di una rete di imprenditori in grado di creare reddito e posti di lavoro dagli interventi di infrastrutturazione del territorio del Sulcis Iglesiente.
– Strutturazione di una filiera imprenditoriale nell’ambito del Turismo e dell’ICT in grado di creare un ecosistema nel territorio del Sulcis Iglesiente.
Gli obiettivi saranno raggiungibili attraverso l’integrazione di diverse fonti di finanziamento regionali, nazionali, comunitari e la sinergia con altri progetti dei quali alcuni già in essere. TouRemine è un progetto pilota, che può essere replicato a tutti i comuni appartenenti alla Comunità del Parco.

Il Presidente
Tarcisio Agus

Nella seduta del 5 marzo 2021, il Consiglio Direttivo del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna ha deliberato il patrocinio al progetto “Sardegna paesaggio culturale del Patrimonio Universale UNESCO”, unendosi ai patrocini già espressi dalla Regione Sardegna e dai Comuni dell’isola, per sostenere, d’intesa con il Comitato “La Sardegna verso UNESCO“, l’istanza per l’iscrizione nella tentative list del bene “I Monumenti nuragici della Sardegna”.
Nel vasto territorio del Parco Geominerario, con i suoi circa 3800 kmq, i monumenti nuragici sono diffusi in ogni angolo, a testimoniare la capillare distribuzione culturale di questo periodo storico, meglio noto come “Civiltà Nuragica”. Un intenso ed articolato periodo che si protrae per ben 1.500 anni, dal 1800 a.C, al 238 a.C, inizio della dominazione romana.
Questo arco di tempo è parte importante della storia affidata al Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, chiamato oggi alla tutela e valorizzazione dei geositi e dei siti minerari della Sardegna.
In un gran numero di geositi l’uomo, sin dal Paleolitico (Età della pietra), ha lasciato tracce del suo passaggio sfruttando le cavità naturali e servendosi dei componenti geologici come i manufatti litici ritrovati nell’Anglona e databili tra i 450.000 ed i 120.000 a.C. Mentre, diciamo, più recenti e maggiormente noti sono i manufatti litici dell’ossidiana del Neolitico Antico, riconducibili al VI-V millennio a.C.
L’obiettivo è certamente candidare i monumenti nuragici della Sardegna, ma questi hanno una storia che li precede e che sostiene con forza questo momento storico dell’isola. Tutti noi riconosciamo nella Civiltà Nuragica una cultura maturata in simbiosi con il territorio e che dal territorio trae le ragioni della sua esistenza e del suo progresso, oggi rappresentato, in maniera figurata, dai nuraghi.
Questo simbolo di un popolo fiero e solidale rappresenta, come ci ricorda il prof. Giovanni Lilliu: «…Un grande sforzo umano economico e sociale e l’esito di una situazione storico – politica di non poca efficienza…».
Certo è che questo nostro simbolo, poi ampliatosi con i diversi nuraghi complessi, adotta la tecnica costruttiva circolare dei grandiosi ipogei, con corridoi e pseudo cupola, diffusa nel mondo per l’edificazione, in sotterraneo, dei monumenti funerari, meglio nota come Thòlos. L’esempio più rappresentativo lo ritroviamo nel Tesoro di Atreo o Tomba di Agamennone, a Micene (Grecia), databile al 1250-1300 a.C.

Questa interessante tecnica, costituita da cerchi concentrici di blocchi lapidei, nell’isola si caratterizza non per l’edificazione di edifici sepolcrali, ma assume una nuova inedita ed unica rappresentazione nel mediterraneo e nel mondo. Tutti i nuraghi (circa 7000), con le loro Thòlos, sono in elevato e fuori terra, a connotazione simbolica del popolo che le erige, e per molti studiosi rappresentano le demarcazioni territoriali delle comunità isolane che vivono in ambiti cantonali ed in simbiosi tra loro.
Le uniche Thòlos sotterranee con corridoio della Cultura Nuragica, sono i pozzi sacri, ma anche questi non nascono come edifici sepolcrali ma, in linea con la nostra attuale cultura, potremmo chiamarli templi nuragici. I templi a pozzo o pozzi sacri sono i luoghi di culto legati in particolare alle acque purificatrici e lustrali, nonché luoghi di pellegrinaggio e di incontro delle comunità.
L’elemento che caratterizza questa nostra Civiltà è anche il diffuso megalitismo che non troviamo solo nei nuraghi e pozzi sacri, ma a queste due testimonianze vanno aggiunte le Tombe dei Giganti e fortificazioni nuragiche.
La tomba dei giganti è l’edificio sepolcrale per eccellenza, composto da un corridoio e dall’esedra, struttura a forma di semi luna, che racchiude al suo centro la porta di ingresso, in molti casi rappresentato da una stele modanata. Anche questo monumento megalitico è totalmente aereo e rappresentano sepolture collettive, nello spirito solidale delle comunità territoriali. La combinazione corridoio ed esedra, molti studiosi la interpretano come congiunzione tra la Dea Madre ed il Dio Toro, nella rinascita dei defunti, in quanto già elementi generativi della vita.
Le fortezze nuragiche sono elementi megalitici dotati di alte mura con agli apici le torri nuragiche, probabilmente luoghi di produzione, in particolare per alcuni elementi ritrovati di matrici di fusione.
Una delle più significative è la fortezza di “Saurecci” in territorio di Guspini, pur non scavata, ha restituito un frammento di matrice in steatite di una bipenne. Il complesso da sempre suscitò l’interesse del prof. Lilliu che avrebbe voluto indagarlo, anche per la sua vicinanza alle miniere di Montevecchio.
Proprio in questo periodo si ritiene vi sia stato il grande sviluppo metallurgico e minerario che ha portato poi alle estrazioni dell’Ottocento.
A testimoniarlo è la grande produzione bronzea sinora ritrovata e composta dalla straordinaria molteplicità dei bronzetti, a rappresentare la vita delle comunità con i numerosi animali, ma anche la forza e l’evoluzione della Civiltà Nuragica e del suo popolo, con i guerrieri e le navicelle, a conferma dell’ormai sempre più riconosciuto Popolo del Mare, che l’illustre studioso prof. Giovanni Ugas ci rivela nella sua poderosa opera: Shardana e Sardegna – I Popoli del Mare, gli alleati del Nordafrica e la fine dei Grandi Regni (XV-XII secolo a.C.).
Tarcisio Agus

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Il presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Tarcisio Agus, ha inviato osservazioni alla mappa dei siti di stoccaggio per lo smaltimento di scorie radioattive in Sardegna, al ministro dell’Ambiente Sergio Costa e, per conoscenza, al ministro dello Sviluppo economico
Atefano Patuanelli, al ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini, al presidente regione Sardegna Christian Solinas e all’assessore regionale dell’Ambiente Gianni Lampis.

«La segnalazione al ministero dell’Ambiente e per conoscenza al ministero dello Sviluppo e dei Beni culturali, tende, in particolar modospiega Tarcisio Agusa rimarcare che l’area scelta di fatto è dentro un Parco Nazionale (Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna) che fino all’emanazione del Decreto del 8 settembre 2016, l’ambito di tutela si esplicava solo nelle 8 aree minerarie, ma con il suddetto decreto, al Parco viene assegnato anche il compito di tutela, studio, classificazione, protezione e valorizzazione di tutti i geositi della Sardegna.»
«Il Parco è anche Storico ed Ambientale, per cui non può non tener conto dei beni Storici e Naturali, come il geosito più importante del territorio, la Giara di Gesturiaggiunge Tarcisio Agus -. Si segnala il non rispetto di uno dei geositi più importanti della Sardegna, in quanto l’ubicazione dei depositi, di fatto lo accerchierebbe. La Giara inoltre è vincolata dalla legge regionale 31/89, quale Monumento Naturale della Sardegna. Nel territorio della Giara vive allo stato brado una colonia di 600 cavallini, che sono entro un’area SIC, ma anche tutelati dalla direttiva CEE n. 43/92 del 21 maggio. A sud est della Giara si ricorda la presenza del Nuraghe di Barumini che oltre ad essere prossimo ai centri della Marmilla, risulta prossimo anche alle altre aree di Villamar, Guasila e Segariu. Su Nuraxi è la testimonianza più rappresentativa di quel mondo che dovremmo meglio studiare e valorizzare, non mascherare con infrastrutture fuori contesto.»
«Oltre tuttoconclude Tarcisio Agussi ricorda che il Nuraghe di Barumini è parte integrante del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Tutti i comuni detengono nel proprio territorio le testimonianze della storia della Sardegna, ma in particolare, si è posta l’attenzione sul patrimonio nuragico perché è il bene identitario più significativo dell’Isola. In proposito, rimarcandone l’importanza, si è fatto riferimento ad alcuni aspetti di particolare rilevanza storico culturale come le statue di Monti Prama, i Micenei, con i quali sono certificate le interazioni e gli Shardana, sempre più riconosciuti come parte del mondo nuragico.»

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Villa Stefani, straordinario patrimonio architettonico del villaggio minerario di Normann, risorgerà. L’intervento di recupero e valorizzazione è da tempo nei programmi dell’Amministrazione comunale di Gonnesa che sta cercando di mettere insieme le risorse necessarie per iniziare i lavori. Nell’attesa, qualche giorno fa, è stato presentato un progetto, realizzato in collaborazione con l’associazione Villaggio Normann ed il Collettivo Giuseppefraugallery, alla presenza dell’Amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Hansel Cristian Cabiddu e dall’assessore Simone Franceschi, e del presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Tarcisio Agus, che ha confermato l’impegno dell’Ente per il finanziamento dell’importante ed ambizioso progetto di recupero della Villa Stefani, eccezionale testimonianza della cultura mineraria dell’intero territorio.

Vediamo le interviste realizzate con Pino Giampà, rappresentante del Collettivo Giuseppefraugallery, e Tarcisio Agus, presidente del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10223967871852575

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10223967913493616