22 June, 2021
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Nuovo, ristretto, asettico, controllato, freddo, essenziale… l’elenco degli aggettivi potrebbe continuare ad allungarsi, ma bastano questi per scatenare in me forti emozioni… descrivo così il Pronto Soccorso dell’ospedale Sirai di Carbonia che ieri pomeriggio, dalle 13.30 alle 20.54, mi ha ospitato in seguito ad un piccolo infortunio sul lavoro. (Pronto soccorso a cui assegno gli stessi aggettivi che assegno alla vita di noi tutti da ormai più di un anno!)

Gentilezza al momento dell’accoglienza, parole di conforto, tampone all’ingresso ed attesa in auto.

Dopo 2 ore primo problema… non certo dipendente da loro… i servizi non ci sono più, ma d’altronde non esiste più neanche la saletta d’attesa, che è diventata per necessità “Covid” una saletta di vestizione che ha inglobato i bagni che erano destinati ai pazienti registrati, in attesa di poter essere valutati e dei pazienti ancora in attesa di triage. Gli unici bagni, tra l’altro sempre puliti e riforniti di tutto, si trovano all’ingresso del nosocomio dove, per arrivarci dal P.S., bisogna passare dalla strada che prima portava al vecchio ingresso… il disagio potrebbe essere ovviato facendo passare il paziente dalla porta antipanico posta ad un passo dal P.S. che in 2 minuti permette di raggiungere il bagno.

Perché chi di dovere non lavora a questa soluzione? Aspettiamo risposte…

Raggiungo i servizi con non poca fatica, continuo a convivere col dolore alla mano che però nel frattempo è aumentato, mi riaffaccio in P.S. e chiedo numi ma scopro che, nonostante sia pomeriggio inoltrato, all’ingresso c’è ancora il signore con cui avevo precedentemente scambiato poche parole… è accomodato su una sedia a rotelle ed aspetta come un “paziente tanto paziente”.

Sente che chiedo alla guardia se c’è la macchinetta per prendere qualcosa da bere o da mangiare… ma registro un’ulteriore sparizione! Eppure si poteva mettere, io che giro ospedali in realtà come Iglesias e Cagliari le vedo…perché non poterne avere una anche nel P.S. del Sirai?

Non si capisce ed attendiamo risposte…

Il tempo passa, il signore mi offre un suo panino ed io colpita per la sua sensibilità “rifiuto e vado avanti”, regole anticovid ormai radicate in me non mi permettono di accettare. Fortunatamente, tra gimkane di ambulanze e pazienti “più aventi diritto di me”, sento chiamare il mio cognome… evviva tocca a me! Registrazione di routine e piccolo passo avanti, all’interno del P.S. mi accomodo su una sedia lontana da tutti…sono letteralmente intirizzita dal freddo… Non esiste riscaldamento e non capisco come mai… ok, regole anticovid, ma negli altri ospedali del territorio non esiste questo problema, gli impianti di riscaldamento sono accesi…

Non si capisce ed attendiamo risposte…

Mi guardo intorno, in tutto siamo circa una dozzina di “ospiti” tra “inquilini” in astanteria e “parcheggiati” nell’andito. Tutti distanti… incombe il terrore… il Covid è nell’aria ma ci si potrebbe rilassare…”siamo tutti tamponati e negativi” sennò non potremmo essere lì!

Non si parla, ci si osserva attraverso la mascherina, le storie dei pazienti le capisci ugualmente, cogli la loro preoccupazione, la solitudine, la stanchezza, il disorientamento, non tutti sono autosufficienti, alcuni si lamentano e chiedono se possono avere a fianco un loro parente… La tristezza è palese ma per fortuna ci sono “loro”! Bardati per l’occasione, nascosti dietro mascherine e guanti, stanchi e provati da questa pandemia che come una spada di Damocle pende sulla testa di tutti indistintamente da ruoli o caste sociali di appartenenza. Vanno e vengono, è un via vai continuo che li mette a dura prova ma… neanche per un attimo perdono la pazienza, al contrario rassicurano, cercano di calmare, rispondono alle domande, fanno “le battute”, fanno sorridere, ascoltano e continuano a dire «stia tranquillo ancora un pochino e rientrerà a casa»… venerdì sera in un paio d’ore lo hanno detto ininterrottamente ogni 5 minuti ad esempio alla nonnetta che chiede se i suoi figli sono stati avvisati che lei è lì, sola e dolorante…

Intorno alle 17.00, mi accompagnano a fare la lastra e noto subito che non tutte le carrozzine sono elettriche… alcune vanno spinte e non è certo semplice, tenuto conto della “salitina” presente al P.S. e neanche tutti i letti lo sono… per ovviare «si potrebbero iscrivere gli operatori gratuitamente in palestra» ma… forse sarebbe più semplice attrezzare l’importantissimo centro “smistamento infortunati e malati”, alias Pronto Soccorso, di carrozzine e lettini più consoni alla situazione.

In Radiologia si respira lo stesso clima sereno, la stessa pulizia, la stessa attenzione e disponibilità precedentemente descritta, così come la professionalità e tutto il resto si distinguono anche in Traumatologia.

La mia avventura iniziata alle 13.30 si conclude intorno alle 21.00! Dopo ben 7 ore e mezza…

Esco con un “palmarino” al braccio sinistro per una frattura al metacarpo 1 dito mano sinistra… il dolore è momentaneamente attenuato da una flebo di antidolorifici.

Ciò che però non si attenua in me è la necessità di raccontare di una categoria di lavoratori che “si adoperano senza sosta” ormai da più di un anno, lavoratori che colpa di questa pandemia hanno e continuano a rischiare di ammalarsi, senza contare che ad alcuni è anche successo ed ancora risentono delle conseguenze fisiche e psicologiche, una categoria di lavoratori che spesso ha dovuto mettere le distanze con i propri familiari per evitare rischi di contagio…

Ci tengo a precisare, perché immagino che qualcuno leggendo l’articolo possa pensarlo, che non conoscevo nessuno degli operatori incontrati tra oss, infermieri e medici (se non un solo infermiere ed un medico incontrati in uscita) e che loro non conoscevano me e la mia passione come giornalista svolta come seconda attività lavorativa, pertanto, il loro lavoro non è in alcun modo influenzato dalla mia presenza ed il mio racconto è schietto e sincero in ogni sua parte.

Perché nasce?

Nasce con l’obiettivo ben preciso, “in primis” di ringraziare tutte le figure professionali che ieri ho visto all’opera ed in secondo luogo avere risposte «da chi ha il dovere di darle» e magari con un po’ di umiltà «si concentri ad ascoltare chi l’ospedale lo vive come paziente»

Auspico una collaborazione tra cittadini che suggeriscano soluzioni intelligenti e figure autorevoli che nell’ATS possano soddisfare “i diritti del malato”, una sorta di tavolo di lavoro, perché non possiamo permettere che il nostro territorio continui a “piangere lacrime di sangue” in un momento di vita davvero complicato per tutti.

Perché non possiamo permettere che il nostro territorio perda le eccellenze presenti al Sirai…

Aiutateci a salvare il “nostro ospedale”!

Colgo l’occasione per ricordare alcuni annosi problemi legati all’ospedale Sirai ed ancora in cerca di soluzioni definitive che prendano il posto dei “tamponamenti occasionali”!

Emodinamica: quante vite sono state salvate dallo staff del reparto di Emodinamica che soffre di una contrazione oraria che da h 24 è diventato 8/16 in settimana corta “in seguito alla mancanza di personale”, ormai da oltre quattro anni (29 novembre 2016),  uno dei fiori all’occhiello del nosocomio Sirai

Pronto Soccorso: mancanza di personale, organizzazione pazzesca di turni che addirittura vedono il primario fare il turno di notte.

Dialisi: terapia notturna a rischio (temporaneamente salvata con una proroga fino al 30 giugno 2021) per penuria personale.

Ortopedia: mancanza di personale e flussi continui di pazienti

E sono solo alcuni esempi!!!

Ecco, alla luce di questi fatti…

I cittadini, tutti e di loro mi faccio portavoce perché continuamente depositaria di esperienze sanitarie, chiedono a gran voce che, “chi può”, faccia qualcosa di concreto, che si esponga, che si dia da fare affinché almeno la Sanità possa dar tregua alle sofferenze di un territorio devastato economicamente, con famiglie allo stremo, con tassi di disoccupazione sempre in crescita e con livelli di depressione preoccupanti.

Certa di aver analizzato i fatti esposti in maniera obiettiva, attendo risposte, in quanto solo collaborazione e sinergia possono essere la carta vincente per VIVERE e non SOPRAVVIVERE!!!

Grazie per l’attenzione

Nadia Pische

Carbonia, 20 marzo 2021

«Se dal punto di vista, per lo meno formale, la notizia dell’avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale attraverso il PAUR, riveste un grande interesse per i lavoratori interessati e per il mondo del lavoro in genere, in quanto conferma la volontà dichiarata di realizzazione del progetto di ripartenza dello smelter, diventa quasi paradossale che questo avvenga durante la settimana successiva in cui la legge regionale che regolamenta il PAUR viene messa in discussione dal Governo.»

A dirlo è Antonello Congiu, segretario generale della Camera del Lavoro CGIL della Sardegna Sud Occidentale.

«Considerato, infatti, che le osservazioni presentate dall’ufficio legislativo del ministero della Transizione Ecologica alla Legge Regionale n. 2 del 11 febbraio 2021, istitutiva del PAUR (Provvedimento Autorizzativo Unico Regionale) sembrano, alla luce della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale in occasioni di pronunciamenti incidentali, molto fondateaggiunge Antonello Congiu -, la CGIL esprime la massima preoccupazione rispetto alle conseguenze che nel territorio potrebbero derivare dall’annullamento della legge regionale istitutiva del PAUR o dallo slittamento dei tempi necessari per la sua applicazione, soprattutto per le realtà produttive della stessa SiderAlloys ed Eurallumina.»

In particolare appare fortemente condivisibile il passaggio in cui l’Ufficio legislativo evidenzia che: «La disciplina della VIA è mossa dalla necessità di affiancare alla tutela ambientale anche la semplificazione, razionalizzazione e velocizzazione dei procedimenti: esigenze che sarebbero frustrate da interventi regionali che, incidendo sul relativo procedimento, finiscano per incidere negativamente sul relativo assetto, in aperta contraddizione con le scelte del legislatore statale. Il timore, insomma, è che complicazioni di natura burocratica, soprattutto se evitabili o se scaturiscono dalla approssimazione con il quale si affrontano i problemi, da qualsiasi parte arrivino, possano rimandare per l’ennesima volta la ripresa delle attività del polo industriale trasformando l’attuale dramma occupazionale del territorio in un dramma sociale dagli esiti incerti».

«Sarebbe opportuno quindi che la Regione Sardegna adottasse con assoluta priorità, autorevolezza e buon senso TUTTI gli atti necessari a garantire la certezza normativa in materia, rassicurando le parti sociali, già dai prossimi incontri calendarizzati, sulle procedure necessarieconclude Antonello Congiu -. Nel contempo che tutte le aziende interessate, avessero comportamenti coerenti con la necessità di riprendere e rilanciare il polo industriale di Portovesme quale condizione irrinunciabile per la ripresa e resilienza.»

 

Gli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Carbonia, ieri sera hanno arrestato un 23enne di origini nigeriane per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

I poliziotti, intorno a mezzanotte, in pieno orario di coprifuoco, hanno notato un individuo che transitava a piedi in via Ospedale. Alla vista degli agenti, il ragazzo ha lanciato un involucro di plastica sull’erba posta a bordo della strada, cercando di darsi alla fuga.

Gli agenti sono riusciti subito a raggiungere l’uomo e a bloccarlo, recuperando anche quello di cui si era liberato poco prima: un guanto in lattice dove all’interno vi erano quattro ovuli contenenti 40 grammi di cocaina ed eroina.

L’Anas ha aggiunto un nuovo tassello per il completamento della strada statale 195 “Sulcitana”, compresa tra i territori comunali di Sarroch e Pula. La società del Gruppo FS Italiane ha reso di aver concluso gli interventi di installazione degli impianti di illuminazione a Led e dei portali di segnaletica nel nuovo tratto a 4 corsie.
«Gli interventisottolineano dall’Anas che sta anche intervenendo nella strada statale 131 all’altezza di Siligo, e tra Marrubiu e Uras, per il ripristino della pavimentazione stradale ormai deterioratasono stati eseguiti nell’ambito dei lavori di completamento del lotto 3, già aperto al traffico.»
Antonio Caria

La Sardegna pare destinata a tornare in zona arancione. Sulla base del Monitoraggio settimanale Covid-19, report 8-14 marzo 2021, che riporta un indice Rt all’1,02, l’Isola perderebbe il “privilegio” faticosamente raggiunto dal 1 marzo scorso e scivolerebbe in zona arancione, con tutte le conseguenze che sono ormai note. In serata è attesa l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che dovrebbe entrare in vigore lunedì 22 marzo.

Alleghiamo le tabelle del monitoraggio settimanale.

Si sta concludendo l’iter di collaudo propedeutico alla restituzione della pineta di Portixeddu in agro di Buggerru. I terreni, per un’estensione di 220 ettari, sono totalmente di proprietà privata ed hanno un elevato pregio naturalistico in quanto ubicati all’interno di un SIC.

L’area, che rappresenta un unicum per le specie arboree presenti, è stata inserita all’interno del piano delle acquisizioni della regione Sardegna con delibera della giunta del 2019.

«L’Amministrazione comunale spiega il sindaco Laura Cappelli -, è fortemente preoccupata in quanto i terreni, una volta abbandonati dal cantiere Forestas attualmente in forze, con circa 20 operai, non avrà più presidio, così come è stato negli ultimi 30-40 anni. La restituzione al privato non ne garantisce le manutenzioni né tantomeno il presidio soprattutto nel periodo estivo, quando il fenomeno degli incendi è sempre in agguato.»

La medesima preoccupazione è stata manifestata dagli operai Forestas che attualmente si occupano dell’area.

«La soluzione migliore conclude Laura Cappelli sarebbe l’acquisto da parte della regione in modo che possa essere garantita la tutela di un’area così importante dal punto di vista naturalistico e patrimonio del territorio.»

Sono 134 i nuovi casi di positività al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna su 4.166 test eseguiti (3,22%). Salgono a 42.979 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 893.924 tamponi,.

Si registrano 2 nuovi decessi (1.203 in tutto). Sono 176 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+6), 25 (-3) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 12.666. I guariti sono complessivamente 28.724 (+78), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 185.

Sul territorio, dei 42.979 casi positivi complessivamente accertati, 10.571 (+33) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 6.822 (+15) nel Sud Sardegna, 3.540 (+4) a Oristano, 8.473 (+37) a Nuoro, 13.573 (+45) a Sassari.

Dopo un lungo iter durato circa dieci anni, segnato da alterne vicissitudini, oggi, a Sant’Antioco, sono state consegnate le chiavi dei 14 appartamenti a canone agevolato di via San Paolo (ex mattatoio) ad altrettante famiglie antiochensi. Il progetto esecutivo di recupero del patrimonio pubblico per la realizzazione di alloggi a canone sociale nell’ex mattatoio ed ex officina comunale, avviato dalla precedente amministrazione e approvato nel lontano 2012, aveva infatti subito diversi rallentamenti a causa di intoppi burocratici e mancanza di risorse. Nel 2018, per portare a compimento i lavori, l’attuale amministrazione ha infatti dovuto reperire ulteriori fondi (400mila euro) ed indire una nuova gara per l’affidamento del completamento. E si arriva così alla data odierna, 19/03/2021, con la consegna degli appartamenti (suddivisi su due palazzine) alle famiglie che ne hanno legittimamente diritto. Consegna che si somma a quella delle abitazioni di via Trilussa, avvenuta circa due anni fa, i cui lavori erano iniziati insieme all’ex Mattatoio, entrambi inseriti nell’ambito dei progetti di edilizia popolare ed entrambi finiti nel tritacarne della burocrazia e della penuria di risorse.

«Diamo una risposta concreta all’emergenza abitativa divenuta negli anni sempre più pressantecommenta Mario Esu, assessore del Patrimoniola storia dello stabile di via San Paolo ha origini lontane, a partire dallo sgombero dell’ex Mattatoio, nel quale alloggiavano abusivamente alcune famiglie divenute contestualmente assegnatarie delle cosiddette “case parcheggio” di via Logudoro (moduli abitativi temporanei acquistati all’epoca dal Comune per sopperire all’emergenza), fino all’avvio dei lavori del primo lotto di opere, promossi dalla precedente amministrazione. Al nostro insediamento, nell’estate del 2017, abbiamo preso in mano la situazione di stallo, sia dell’immobile di via San Paolo, sia di quello di via Trilussa e, grazie all’impegno del Sindaco, dell’assessore dei Lavori pubblici e degli uffici competenti, siamo riusciti a chiudere il cerchio. Circa due anni fa abbiamo consegnato gli appartamenti di via Trilussa e oggi procediamo con quelli di via San Paolo. Gestire la domanda di “case comunali” non è sempliceconclude Mario Esu -, ma lo stiamo facendo affidandoci a procedure certe, nonché a regolari graduatorie di assegnazione.»

Domenica 21 marzo un nuovo appuntamento dedicato al trekking e alla scoperta della storia e del patrimonio naturalistico del territorio, organizzato da Iglesias Turismo.
Le guide ambientali, lungo un percorso ad anello di circa 12 km, accompagneranno i partecipanti nella frazione di San Benedetto, nata e sviluppatasi ai piedi del Marganai, in prossimità di una delle più antiche concessioni minerarie piombozincifere.
Partenza alle ore 9, con il ritrovo dei partecipanti nella piazzetta di San Benedetto. La durata del trekking sarà di circa 6 ore, pause comprese, e la prenotazione è obbligatoria al fine di garantire le misure di sicurezza in materia di prevenzione anti Covid-19.
Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare l’Ufficio del Turismo di Iglesias al numero 0781/274507, l’Ufficio è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15,30 alle 18,30.
«Un nuovo appuntamento, nel pieno rispetto delle prescrizioni anti Covid, alla scoperta della storia e delle meraviglie del nostro territorio ha sottolineato il sindaco Mauro Usai grazie al lavoro dell’Ufficio Turistico e delle guide che hanno permesso di ampliare l’offerta ai visitatori, ben oltre i tradizionali mesi estivi e malgrado le limitazioni causate dall’emergenza sanitaria.»