11 August, 2022
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https://www.facebook.com/SaraGiadaGerini/videos/500457710143999/

Tutto iniziò due anni fa, quando una giovane di Carbonia, Sara Giada Gerini, 37 anni, non udente dalla nascita a causa di una rosolia materna al quarto mese di gravidanza, decise di iniziare la campagna #FacciamociSentire per sensibilizzare tutti sui problemi legati alla sordità. La sua battaglia, iniziata in solitudine, ha presto coinvolto milioni di persone, in tutto il mondo, grazie soprattutto alla pubblicazione di un breve video della durata di 73 secondi, realizzato nella casa di una zia, con il quale ha lanciato una serie di messaggi, attraverso dei cartelli, per sollecitare la sottotitolazione di tutti i programmi televisivi, che hanno oltrepassato tutti i confini, ben al di là di quelle che erano le sue aspettative iniziali.

Le condivisioni e le visualizzazioni su Facebook (ad oggi rispettivamente circa 830.000 e quasi 29 milioni), hanno portato alla pubblicazione di un libro cartaceo di 176 pagine, #FacciamociSentire – La Sfida Invisibile, nella quale Sara, su sollecitazione di un entomologo, Claudio Venturelli e con la collaborazione di Marina Migliavacca Marazza, ha ricostruito la sua storia, con uno spirito assolutamente costruttivo, che sta presentando da alcuni mesi in tutta Italia, con riscontri straordinari.

Venerdì 31 agosto Sara ha presentato il libro a Carbonia, la sua città, nella sala polifunzionale di Piazza Roma, nell’ambito della rassegna “Carbonia Scrive”, in una serata organizzata con la collaborazione del comune di Carbonia e dello Sbis.

La presentazione è stata aperta da un intervento della mamma di Sara, Lilia Dettori, professoressa liceale in pensione (Sara è stata una sua allieva), che ha letto l’introduzione al libro di Claudio Venturelli. Sono seguiti gli interventi di Antonello Dessì, scrittore ed ex amministratore pubblico, e di Sabrina Sabiu, scrittrice ed assessore della Cultura in carica del comune di Carbonia. E, infine, quello di Sara, che ha riconosciuto come l’idea della campagna #FacciamociSentire sia andata al di là delle sue migliori aspettative e, soprattutto dopo la pubblicazione del libro (aprile 2018) la impegna quotidianamente in giro per l’Italia (Sara ha sempre viaggiato molto, in tutto il mondo, ed ha socializzato con tutti, praticando diverse discipline sportive, brillando soprattutto nella pallavolo).

La serata, infine, si è arricchita con gli interventi di alcuni dei presenti, tra i quali il papà, Chicchi Gerini, medico psichiatra in pensione, e la mamma, Lilia Dettori. Tra i presenti anche Daniela Marras, presidente del Consiglio comunale di Carbonia.

Oggi Sara è partita per Castelsardo, dove domani parteciperà, con Salvatore Sanna, ad un dialogo sulla campagna #facciamocisentire, nell’Archivio Storico – Biblioteca comunale, nell’ambito di “UN’ISOLA IN RETE 2018” – Festival Internazionale di promozione del libro e della lettura.

La storia di Sara raccontata nel libro, è sintetizzata in un intervento scritto dalla stessa Sara, che pubblicammo a fine 2016, e che riproponiamo.

La storia di Sara Giada Gerini

Oggi vorrei raccontarvi in breve una storia, quella della mia famiglia.

Mia madre era un’insegnante di italiano/latino al liceo e mio padre uno psichiatra. Attualmente sono in pensione.

Ho 3 fratelli e una sorella.
Sì, siamo una famiglia numerosa.

E nel lontano 1974 è stata con noi qualche giorno, un’altra bambina, Giada. Con lei avremmo fatto una squadra di pallavolo completa.
Il vuoto per la perdita di un figlio deve essere indescrivibile… poi sono arrivati altri di noi figli…

Nel 1979 nasco io.
Una rosolia materna al quarto mese di gravidanza non è l’inizio di una bella storia, ma la fiducia e la speranza di un figlio, comunque atteso e desiderato, fanno credere alla possibilità positiva di affrontare il problema che ne viene.
Così sono nata io e la previsione di gravi malformazioni nel tempo si è concretizzata nella certezza di essere “normalmente” sorda. Una specie di miracolo.

Se sono diventata così lo devo ai miei genitori.
Lo devo a loro per la tenacia e la forza positiva di credere in qualcosa.

Mia madre decise di farmi da “logopedista”, anni di pazienza, sua e di arrabbiature di tutte e due… come tra madre e figlia.
Allora non esistevano gli attuali strumenti che potessero migliorare la crescita di un bambino sordo.
Una condizione “invisibile” e sottovalutata da molte persone e spesso anche dai medici.

Mia madre e mio padre si armarono di tutto punto per non farmi mancare nulla tant’è che sono cresciuta quasi con la convinzione di essere una bambina udente.

Sono cresciuta, comunque, circondata da persone che mi rispettavano, anche perché so che insieme ai doveri ci sono anche i diritti, soprattutto per chi ha un problema che anche gli altri devono aiutare a risolvere.

A volte con sofferenza ma sempre con tenacia ho difeso il mio diritto al rispetto; ora sono qui per rivendicare i diritti che ci sono stati negati per anni. Il diritto all’informazione e alla comunicazione è uno di questi. Dalla mia famiglia ho ricevuto questa consapevolezza!

Chi crede in questa iniziativa ha già vinto!!!

Perché proprio GRAZIE A VOI e al vostro supporto mi sento meno sola.

Noi siamo la forza… e insieme noi possiamo vincere!!!

GRAZIE ANCORA siete tutti meravigliosi.

#FacciamociSentire Sempre!!!

Sara Gerini

 

 

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Venerdì 31 agosto alle ore 21.30, in piazza Roma, nell’angolo tra la Torre Civica e la Sala polifunzionale, si terrà un nuovo appuntamento con la rassegna “Carbonia Scrive”, la prolifica iniziativa di promozione della scrittura e della lettura organizzata dal comune di Carbonia in collaborazione con lo Sbis (Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis). Protagonista dell’iniziativa sarà una ragazza di Carbonia, Sara Giada Gerini, che presenterà il suo libro intitolato “#FacciamociSentire: La Sfida invisibile”.

«Un bellissimo lavoro scritto da una nostra concittadina che rappresenta un esempio di attivismo e coraggio per l’intraprendenza con cui si sta battendo per i diritti delle persone affette da sordità. Sara sta vincendo la sua battaglia inanellando una serie di successi che fanno di lei una campionessa nello sport e nella vita», ha affermato il sindaco Paola Massidda.
Sara, sorda dalla nascita per una rosolia contratta dalla madre al quarto mese di gravidanza, ex campionessa olimpionica di pallavolo della Nazionale Sordi, è salita alla ribalta delle cronache dopo aver postato sulla sua pagina Facebook un video nel quale ha rivendicato la salvaguardia dei diritti dei non udenti. Il video è stato visualizzato da circa 23 milioni di persone in 5 mesi e ha avuto oltre 800mila condivisioni. In questo libro, Sara ha deciso di raccontare in prima persona la vita vera di chi “non ci sente con le orecchie, ma col cuore” in pagine raccolte dalla penna della scrittrice e giornalista Marina Migliavacca Marazza.
Anche l’assessore della Cultura Sabrina Sabiu ha parole d’elogio per la lodevole iniziativa lanciata da Sara Giada Gerini: «#FacciamociSentire ha avuto il merito di sollevare l’attenzione sul problema della sordità e sulla richiesta di una televisione a misura dei non udenti in cui ogni trasmissione sia supportata dalla presenza di sottotitoli”.

Sono previsti gli interventi di Sabrina Sabiu, Antonello Dessì e, con alcune letture, Lilia Dettori. La presentazione sarà moderata dal giornalista Giampaolo Cirornis..

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E’ stata inaugurata sabato sera, nella nuova sala espositiva dello Show Room Ellegi Crea, in via Roma, a Carbonia, la mostra del pittore autodidatta carboniense Gianni Lardieri. A tagliare il nastro inaugurale, dopo la breve presentazione della serata fatta da Ilenia Lampis, titolare dello Show Room Ellegi Crea, è stata Paola Massidda, sindaco di Carbonia, presenti anche alcuni assessori, tra i quali la titolare della Cultura Sabrina Sabiu. La serata artistica è stata arricchita da una degustazione dei vini pregiati della Cantina Santadi e dalla voce della cantante Raffaella Bandiera, accompagnata dal gruppo corale Silver Voice.

Dal catalogo di Gianni Lardieri.

Gianni Lardieri, 68 anni, autodidatta, per tanto tempo ha tenuto riservata la sua ispirazione artistica. L’attrazione per l’arte creativa non si manifesta però nell’età matura. Già nell’adolescenza è vissuta come fase di naturale tendenza verso un processo evolutivo che passa dalle piccole costruzioni create con materiali informali, ai temi che nella forma pittorica definiscono un senso compiuto all’innata aspirazione di andare incontro ai mille significati della materia plasmata. Le opere di Gianni Lardieri sono così create col lievito del proprio desiderio, sino a dare forma, la propria forma, all’oggetto creato che diviene sintesi della fantasia infantile sino a giungere alla maturazione del-l’opera compiuta. Dall’esperienza professionale nel campo delle costruzioni, deriva poi una profonda conoscenza dei materiali per le sue opere su tela: dall’acrilico al catrame, smalti, olii, ossidi di ferro, polveri di marmo, varie terre, tessuti e materiali poliuretanici, sfruttando le loro intrinseche possibilità di trasformazione eseguita con particolari impasti e accostamenti. Siamo nell’informale materico, una corrente artistico-pittorica del primo dopoguerra, quando innovatori come Pollok, Franz Kline, Nicola De Stael, Alberto Burri, inaugurano una linea a suo modo rivoluzionaria, dove la pittura si sottrae al figurativo, alla geometria e al rigore matematico che caratterizzano l’astrattismo classico. Nasce allora questo moderno impulso di liberazione estetica, che conduce ad un’idea di arti senza legami col passato, traducendo una visione del futuro attraverso nuovi linguaggi espressivi, dove è evidente l’impegno dell’artista nel cercare il punto di contatto fra la materia e l’oggetto. Di più! Di approdare in un oltre, dove l’oggetto diventa altro corpo, in un immaginario cosmico, un cammino attraverso le sue onde e gli spazi, fra ombre e luci, dove il movimento plasma la materia in un corpo nuovo, lontano dalle contaminazioni del tempo e dalla corrosione del pensiero. La materia si erge quindi in primo piano, elevando ciascun materiale utilizzato ad atto artistico, dove il pittore si appropria della problematica del contrasto e della prevalenza della materia sulla forma. Si attua così l’assoluta identità fra la soggettività dell’artista e l’emblematicità che assume l’opera d’arte, dove i valori estetici ed espressivi sono definiti o conclusi nei materiali utilizzati.

Antonello Dessì

 

                                

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Dal 2 al 16 dicembre, Ellegicrea ospita “Arte & Abitare”, mostra dell’artista Gianni Lardieri, nel nuovo spazio espositivo di via Roma, fronte Grande Miniera di Serbairu.

L’evento è patrocinato dall’assessorato della Cultura e Spettacolo del comune di Carbonia. Sarà il primo di tanti eventi volti alla valorizzazione artistica e culturale del territorio, promossi e sostenuti da Ellegicrea.

Il progetto nasce dall’idea di far dialogare il mondo dell’imprenditorialità con il mondo della cultura, ritenendolo innovativo ed utile per dare un contributo tangibile alla crescita del nostro territorio.

«L’ispirazione l’abbiamo avuta durante la fase di progettazione e costruzione della nostra nuova struttura, realizzata dinnanzi alla Grande Miniera di Serbariu, volutamente contestualizzata, attraverso la riproduzione della pianta della Vecchia Direzione Mineraria, attraverso i colori, e i materiali utilizzati – spiega Ilenia Lampis –. La scelta poi, di raccontare il connubio tra architettura, storia, arte e cultura, è arrivata in modo naturale.»

Stupore e piacere saranno alcune delle sensazioni che accompagneranno l’evento, insieme ai pregiati vini della cantina di Santadi. La presentazione si terrà il 2 dicembre, alle 18,00, curata dal poeta e scrittore Antonello Dessì. La serata verrà allietata dalla musica del gruppo corale Rossano Urru e dalla voce di Raffaella Bandiera.

 

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E’ in corso dallo scorso 22 giugno, nella sala espositiva di via XX Settembre 139, a Carloforte, “Arte al Girotonno”, mostra di arte contemporanea informale materica, di Gianni Lardieri. La mostra è stata inaugurata il giorno in cui ha preso avvio il Girotonno, curata da Antonello Dessì, con degustazione dei vini della Cantina Santadi.

Gianni Lardieri, originario di Carbonia, preferisce rispondere con un sorriso riverente a chi ne esalta le doti ed il talento, capace con grande maestria, ingegno ed evoluzione, di tenere alto l’interesse, coltivato fin da bambino verso l’arte, che nel corso degli anni lo ha portato a superare se stesso, continuando a guardare l’evoluzione delle sue competenze verso una maturazione più profonda, riversandola dapprima nell’arte astratta, senza però trovare soluzioni, per approfondirla e mostrarla in pubblico, esordire, superando i suoi limiti, vincendo le proprie paure, lottando contro i suoi difetti, superando mille difficoltà, ritrovando la sua identità ideale di artista, più chiara, da quando si è ispirato all’arte “materica informale”.

Negli ultimi anni, non ci sono stati momenti, tra il suo Io e l’ arte “materica informale”, che non avessero o apparissero, nella vita quotidiana, alla ricerca continua dell’evoluzione in contesti, cambiamenti, rilevanze e di un ruolo d’identità, tra il suo essere e l’opera, che plasma sulla tela, in questo mondo, solo per competere con se stesso, ma in una vocazione sempre più difficile, per non farsi sopraffare dalla seconda, da un punto di vista formale, dove è l’artista che toglie senza aggiungere, da un punto di vita esistenziale, mettendo la sua vita nell’opera.

L’artista Gianni Lardieri riversa tutte le forme, i colori, i materiali poveri, creati dalle sue mani, su una nuda tela, trasformandola e dando vita ad un’opera, caratterizzando ed interpretando chi la osserva, da un nuovo modo di viverla, dove l’artista e la sua arte sono un’unica cosa, in un’esposizione universale, attraverso miriadi di nuove materie e conoscenze, che ne cambiano il volto e l’anima, tra il soggetto e l’oggetto.

Con le sue opere va alla ricerca continua di nuovi riconoscimenti, sincronico alla biografia dei suoi bisogni materiali, dalle sue psicotiche vanità, di eterno bambino, richiama l’attenzione su di sé, per poi trasferirla su una tela, come un “Divino donatore”, mostrando proporzioni eccezionali, mirate a colpire nelle sue mostre, della sua “arte materica figurativa”, qualsiasi visitatore, per coinvolgerlo in un’avvincente narrazione, tra la materia e l’obiettivo, con lo scopo di una libera interpretazione a chi osserva.

La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 24.00; e dal 1° al 15 luglio, solo la sera, dalle 17.00 alle 24.00.

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Il Parco Archeologico di Cannas di Sotto a Carbonia ospita la mostra d’arte contemporanea “Eco tra passato e futuro” dell’artista Gianni Lardieri.

La mostra è stata presentata, il 19 novembre, dall’autore e dallo scrittore Antonello Dessì.

Per tutta la durata della mostra, il Parco di Cannas rimarrà eccezionalmente aperto anche nel pomeriggio e sarà possibile visitare “Eco tra passato e futuro”, gratuitamente, tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00, sino a sabato 26 novembre.

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“Il ruolo dei sindacati e dei partiti politici nello sviluppo della città di Carbonia – Prospettive per il futuro”. E’ il tema del convegno svoltosi questa mattina al Centro Don Vito Sguotti dell’En.A.P. Sardegna, in via Mazzini, a Carbonia, su iniziativa dell’associazione culturale “Storia e Radici della città di Carbonia”. A parlare di un tema di così grande attualità, sia a livello nazionale, sia regionale e locale, sono stati invitati Tore Cherchi, ex sindaco di Carbonia, ex parlamentare ed ex presidente della provincia di Carbonia Iglesias; Antonello Dessì, ex assessore comunale e provinciale e, soprattutto, ex sindacalista della Cisl; Andrea Rosas, docente e autore teatrale.

Convegno partiti e sindacati 2 copia Convegno partiti e sindacati copia Tore Cherchi 1 copia  Antonello Dessì 2Andrea Rosas 1 copia

Ielmo Cara

Ielmo Cara copia

Dal 27 giugno l’artista Ielmo Cara espone al #Museo del circondario “Sa Corona Arrubia”. Ho avuto il piacere di scrivere la locandina di presentazione. L’artista Ielmo Cara propone una collezione di opere realizzate con la tecnica “monotipo” che ordinariamente si svolge mediante la stampa di un’unica copia di un disegno a chiaroscuro, eseguito su una lastra metallica con inchiostro calcografico e trasportato su carta mediante pressione.

Le sue opere portano a tema paesaggi rurali della Sardegna, come documenti di luoghi di vita antica e di invito alla memoria di un tempo che appare remoto, piegato sempre più dal distendersi della modernità. Una rappresentazione di case, medaus ed arcaici attrezzi di lavoro… come vivide testimonianze di una storia… in fondo, ancora recente, che evocano negli anziani le suggestioni della nostalgia e raccontano alle nuove generazioni… i modi di un’esistenza… da sempre vocata al sacrificio.

In apparente contrasto con tale rappresentazione, l’artista propone alcune altre immagini dei luoghi e degli uomini di miniera, protagonisti di una vicenda umana e sociale dalle straordinarie novità, segnate dalla modifica dei caratteri della vita preesistente, dal rapporto con il tempo e la natura, dal mutamento dei principi economici e delle relazioni sociali e culturali.

Ad agire da filo connettivo fra i due mondi, sono le espressioni del comune sacrificio, tanto nella vita di campagna, che in quella di miniera.

Il senso intimo e profondo delle opere lo si interpreta, così, nella materializzazione dell’idea del sacrificio.

L’autore non è dovuto ricorrere all’immaginazione, perché tutta la sua migliore arte è segnata dall’identità con l’esperienza vissuta intensamente nei luoghi delle sue rappresentazioni e, in questa maniera, intende mantenere sempre attuale la memoria di un tempo che tanta parte ha avuto nelle vicende delle genti di Sardegna.

Antonello Dessì