10 May, 2026
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«Prima “Forza Italia” – partito di maggioranza relativa – si astiene sul bilancio, poi la lotta fratricida tra l’assessore al Turismo e presidente di Fondazione Meta – che lo stesso dovrebbe controllare -, dopo la buffonata del congelamento delle deleghe – ma non dell’emolumento – dell’assessore di “Fratelli d’Italia”, poi l’ “UDC” – tranne il presidente del Consiglio Comunale – sull’Aventino e ora “Noi con Alghero” che fa mancare il numero legale in commissione. Basta, la coalizione di destra che ha vinto 3 anni fa le elezioni ha superato ogni limite di dignità politica.​»
Lo dichiara il consigliere comunale di Sinistra in Comune Alghero, Valdo Di Nolfo, che aggiunge: «La maggioranza in sostegno di Conoci non esiste più. Il sindaco ne prenda finalmente atto e la smette di cercare toppe e di procrastinare sempre tutto, che Conoci si prenda le proprie responsabilità: non è mai stato in grado di guidare la maggioranza e non è mai stato in grado di amministrare la città. L’unica soluzione possibile sono le dimissioni. Dopo di che il Sindaco avrà 20 giorni di tempo per ritirarle e intanto capire se ha ancora una maggioranza».

«Il voto anticipato non è un male soprattutto se serve a mandare a casa un Sindaco che ha completamente abbandonato la città e una coalizione in cui – citando le parole di un consigliere comunale della maggioranza stessa nell’ultima seduta consiliare – spesso prevalgono interessi personali a quelli generali», conclude Valdo Di Nolfo.

Antonio Caria

Torna “Calici di Stelle” a Sennori, per una notte di San Lorenzo (10 agosto) all’insegna di canti e musiche della tradizione. L’appuntamento è promosso dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione Danzeventi sotto la direzione artistica di Lucia Cau, ed è inserita all’interno di un calendario di respiro nazionale promosso dall’Associazione Città del Vino e dal Movimento del Turismo del Vino.
«Sin dalla scorsa legislatura abbiamo fortemente creduto nel valore di questa manifestazione quale straordinaria opportunità turistica per il territorio ha sottolineato la vicesindaca Elena Cornalis, assessora della Cultura e delle Attività produttive -. La viviamo come una vetrina reale e costruttiva che dà la possibilità ai visitatori di testare i nostri prodotti enogastronomici e riconoscerne il valore, facendo tesoro di tutto ciò che è cultura, dall’alimentazione agli abiti interamente ricamati a mano, dai nostri balli al patrimonio artistico, affinché possano decidere di ritornare in un periodo più lungo.»
Programma. Alle 19.30 il taglio del nastro al Centro turistico Rosa Gambella darà il via alla manifestazione con madrina d’eccezione Iole Piscolla, responsabile Area Enoturismo delle Città del Vino e coordinatrice “Calici di stelle” nazionale. E proprio al Centro turistico possono essere acquistati i ticket di degustazione che, oltre al consueto calice e sacchetta, permettono cinque assaggi di vini e quattro di gastronomia tipica (antipasto-su fossu; primo-gnocchetti alla sarda; frutta e dolce).
Il momento dell’inaugurazione sarà accompagnato da una breve esibizione dei gruppi folk che proseguiranno ad allietare i presenti lungo il percorso. Sono “Janas” e “Sos Femineddos”, il coro sardo maschile di Sennori “Sonos de Coro” e il coro femminile “Sa Voghe de sos feminos sennaresos”, con la presenza delle maschere “Gentiles, sos gigante de Sennaru”. Il finale è affidato alla Banda musicale Città di Sennori che, dopo una breve introduzione, farà da apripista a ospiti e avventori per le vie del centro storico, dove la manifestazione proseguirà fino alle due del mattino.
Mappa alla mano, i visitatori potranno scoprire le migliori produzioni vinicole e la gastronomia tradizionale lungo il percorso che conduce alle postazioni delle cantine Mode, Fara, Sorres, Viticoltori della Romangia, e i produttori Fara, Urgeghe, Conti, Loriga e Ogana. Per tutte le pietanze saranno utilizzati gli ottimi oli dei produttori di Sennori, molti dei quali saranno presenti nella postazione Artigianato.
Lo sguardo verso il cielo delle stelle cadenti sarà guidato dalla presenza di uno straordinario divulgatore, il noto fisico, docente e conduttore televisivo Gian Nicola Cabizza, con ben due telescopi nella Terrazza dei parcheggi di via Brigata Sassari, messi a disposizione dall’Associazione Astronomica Turritana.
Nell’Anfiteatro esterno del Centro Culturale, “L’Isola del Moscato” porterà al centro della manifestazione le celebrazioni per i cinquant’anni della Doc Moscato Sorso-Sennori. Acquistando il calice al costo di tre euro si potranno degustare i migliori prodotti delle cantine Fara, Sorso-Sennori, Nuraghe Crabioni, Viticoltori di Romangia più la Confraternita del Moscato Sorso-Sennori, accompagnati a ottimi formaggi locali. Un dolce al moscato della Confraternita sarà preparato da “Ouh La La Pâtisserie” e, sempre a “L’isola”, le donne dell’Associazione teatrale “Il Lentischio” proporranno spettacoli d’animazione.
I gruppi musicali e gli artisti sennoresi si esibiranno per le vie del centro regalando emozioni, accogliendo e accompagnando il pubblico con performance itineranti, mentre produttori e artigiani locali daranno vita al mercato artigianale sul piazzale della chiesa di San Basilio Magno.
All’Auditorium Centro Culturale saranno presenti la “Mostra dell’abito tradizionale di Sennori” a cura di Vanna Sassu e la mostra di Piero Doro, mentre in Largo Asproni sarà allestita l’installazione di Battistina Casula e in viale Umberto la mostra di Goxhoi “Sas pizzinnas 2022”. Poi gli artisti di “Terra cruda” esporranno itineranti lungo tutto il percorso.
Si consolida poi l’apertura in notturna delle Domus de janas dell’orto del Beneficio parrocchiale, dove sarà presente l’installazione di “Daniel Leal” con diverse esibizioni musicali. A Casa Sisini, dove sarà presente l’installazione di Leonarda Casu, per Calici arriva in edizione speciale la performance in video “#mutaforma” a cura della Compagnia Danza Estemporada.
Antonio Caria

C’è soddisfazione per il via libera definitivo all’Insularità in Costituzione. «La volontà popolare ha prevalso: da oggi il principio di insularità è riconosciuto dalla nostra Costituzione. È stato un percorso lungo e sofferto ma finalmente l’art. 119 è stato modificato e lo Stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’essere isolaha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais -. Il riconoscimento del principio di insularità nella nostra Costituzione è un risultato storico che apre una nuova pagina per la Sardegna. La battaglia però non è finita dobbiamo fare in modo che una mera affermazione si traduca in atti concreti che servano effettivamente a sanare gli svantaggi economici e sociali dei territori insulari.»
Entusiasta il presidente della Commissione regionale e del comitato, Michele Cossa (Riformatori sardi): «Abbiamo cambiato il corso della storia: oggi il Parlamento ha espresso la volontà di riconoscere i diritti delle isole. Da questo momento in avanti la Sardegna e tutte le Isole d’Italia hanno gli stessi diritti, riconosciuti dallo Stato, e la possibilità di avviare quel cambiamento necessario per superare gli handicap che fino a oggi ne hanno frenato lo sviluppo. Ci aspetta ora un grande lavoro affinché il principio di insularità in Costituzione venga declinato al meglio e porti a un reale giovamento per la Sardegna. Ora toccherà a noi far valere nei confronti dello Stato e, a catena dell’Unione Europea, le opportunità offerte dall’affermazione di questo principio.»
Sulla stessa linea dei due anche il presidente della Regione, Christian Solinas: «La Sardegna è oggi più forte e capace far valere diritti troppo a lungo negati, per avere giuste compensazioni degli svantaggi che la condizione insulare comporta. Dopo il riconoscimento dell’Europarlamento che ha votato la risoluzione Omarjee per i diritti delle Isole, frutto del lavoro della Regione Sarda, e ora sul piano nazionale con l’inserimento dell’insularità in Costituzione, siamo ancora più determinati nell’intento di tenere alto il nostro impegno per restituire alla nostra Isola, alla sua economia, ad ogni cittadino ciò che fino ad oggi è stato negato».
Antonio Caria

Valledoria ha deciso di puntare sul sistema turistico locale implementando servizi ed organizzando nuove attività. Tra queste il servizio di videosorveglianza all’Imbarcadero e sulla foce che consentirà di monitorare tutte le attività in quel tratto di litorale ed elevarne così il livello di sicurezza.
È partito il supporto di emergenza e urgenza del 118 con la firma della convenzione tra il Soccorso Sant’Anna e l’Areus che consente il “Progetto quad” nella spiaggia di San Pietro a mare con l’ausilio di fuoristrada. La copertura degli interventi si articola dalla Ciaccia a Baia delle mimose. Sul fronte della mobilità interna, invece, è operativo lo Shuttle bus per agevolare gli spostamenti sul territorio. Il servizio sarà attivo fino al 10 settembre e garantirà il collegamento del centro abitato di Valledoria e delle frazioni di La Ciaccia e La Muddizza con le spiagge. Un servizio efficace che sta riscuotendo un buon livello di gradimento.
«Si tratta di una serie di azioniha dichiarato il primo cittadino di Valledoria, Marco Murettiche rientrano nel quadro strategico di miglioramento dei servizi a beneficio dichi fruisce del nostro litorale. Azioni che ne incrementano l’attrattività e ottimizzando la fruizione di chi sceglie Valledoria per trascorrere le proprie vacanze.»
Tra i servizi su cui l’amministrazione ha puntato, per rendere l’offerta variegata, anche quelli relativi all’intrattenimento in spiaggia e alle attività sportive. Sono appena nati alcuni nuovi campi da padel, già gettonatissimi, per uno degli sport più praticati negli ultimi anni.
«Tutto questo arricchito da una numerosa serie di eventi e manifestazioni, non ultimo il Rock ‘n Beer dal 5 al 7 agosto nel momento più caldo di un’estate già roventeaggiunge il sindaco insieme a moltissimi altri fino a settembre. A dimostrazione che la nostra amministrazione crede sempre più fermamente che il turismo rappresenti un elemento imprescindibile di crescita e sviluppo nell’ambito dell’economia territoriale locale.»
Antonio Caria

Una nuova panchina rossa è stata posizionata in piazza Italia, ad Oristano. A donarla è stata la Federazione pensionati della Cisl per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla grave piaga dei femminicidi.
Mariangela Cadoni, Responsabile del coordinamento donne Cisl di Oristano, ha evidenziato come «durante la pandemia siano aumentate le segnalazioni di atti di violenza domestica. L’Istat ha rivelato che da marzo a giugno 2020 le chiamate al 1522, il numero verde contro la violenza e lo stalking, sono aumentate del 119%. La violenza contro le donne è una pandemia nella pandemia. Omicidi, femminicidi, maltrattamenti, stalking, sono sempre più diffusi e impongono attenzione e rimedi all’opinione pubblica e agli specialisti. Noi del coordinamento donne FNP Cisl di Oristano sappiamo che la panchina non risolverà il problema, ma sicuramente per tutti sarà motivo per soffermarsi a pensare».
Negli scorsi mesi altre panchine rosse erano state sistemate in città, in Piazza Giovanni Paolo II e nel piazzale antistante la palestra della scuola media Grazia Deledda, su iniziativa dei supermercati Conad, ed all’interno del comune di Oristano, a Palazzo degli Scolopi.
Antonio Caria

«Si tratta di un fatto ormai innegabile che viene denunciato quotidianamente dalle associazioni di pazienti, dagli operatori sanitari, dai sindacati e dai rappresentanti di tutte le forze politiche, maggioranza compresa. In un momento come questo da cittadini ci si augurerebbe che chi ha il dovere di governare l’isola prendesse seriamente in considerazione queste segnalazioni. La risposta di chi dirige la sanità regionale è invece la difesa d’ufficio ad uso e consumo della campagna elettorale appena iniziata. Le dichiarazioni rilasciate in questi giorni secondo cui il nostro sistema sanitario sarebbe in netto miglioramento sono grottesche. Se non ci fosse in gioco la salute di tutti ci sarebbe da ridere per il modo sgraziato e ridicolo con cui si attua la tecnica del ribaltamento della realtà secondo cui i medici che denunciano le imperizie e gli errori diventano i veri colpevoli.»
A dirlo è il gruppo dei Progressisti in Consiglio regionale che giudica «imbarazzante per le istituzioni regionali leggere che ancora una volta non ci sia chiarezza sui dati che descrivono lo stato di funzionamento della sanità regionale. Ancora più sgradevole è il tono sprezzante con cui oggi l’assessore mortifica le associazioni di rappresentanza dei medici dichiarando numeri che non trovano corrispondenza nella realtà».
«Se è vero, come dice, che i medici sono aumentati, come è possibile che buona parte dei Pronto Soccorso dell’isola siano stati chiusi e quelli ancora aperti, soprattutto a Sassari e a Cagliari, non riescano ad accogliere dignitosamente i pazienti perché carenti di personale per curarli? Come’ è possibile che all’ARNAS Brotzu di Cagliari siano bloccati i ricoveri in buona parte dei reparti? In una nota interna diffusa ieri si comunica la totale assenza di posti letto nei reparti di medicina d’urgenza, medicina generale, gastroenterologia e nei due reparti di ortopedia e traumatologia. Una situazione che denota una situazione ormai fuori controlloaggiungono i Progressisti -. E non si tratta di un caso circoscritto. Prendiamo ad esempio i reparti di ortopedia e traumatologia: da Olbia a Nuoro, da Oristano fino al Sud Sardegna, non è possibile trovare un posto letto disponibile anche a causa dei ritardi nel portare a termine operazioni di routine. E, ancora, in che modo si può giustificare la crisi dei centri trasfusionali che rende la vita impossibile ai talassemici e ritarda operazioni chirurgiche anche urgenti?»
«Su questi e su altri temi il tempo dedicato da chi oggi governa per la ricerca di scuse, alibi e capri espiatori è di gran lunga superiore rispetto al tempo utilizzato per trovare soluzioni. È chiaro, a fronte di questi dati, come il racconto di chi oggi amministra la Regione faccia a pugni con la realtà amara dei fatticoncludono i Progressisti -. L’assessore e il suo residente, sempre impegnato in altri luoghi e su altri temi, farebbero meglio ad evitare la mistificazione della realtà e la polemica costante con chi invece meriterebbe ascolto. In particolare con le organizzazioni dei lavoratori della sanità che, unanimemente ormai, chiedono un cambio di passo prima che il tracollo sia irreversibile. Serve un esame serio ed è urgente che questo venga portato alla discussione del Consiglio regionale. L’assessore presenti i dati e faccia chiarezza sulle cifre reali del personale sanitario in servizio. Presenti in Consiglio regionale un esame dettagliato e adeguato sullo stato della sanità e del suo personale. O, in alternativa, presenti le sue dimissioni: non è giusto che la sanità sarda, dopo questi anni difficile, debba sopportare anche il peso della loro campagna elettorale.»
Antonio Caria

Oggi sono quattro gli incendi che hanno richiesto l’intervento di un mezzo aereo del Corpo forestale. Il primo a Galtellì (adiacente alla Trasversale sarda), dove ha mandato in fumo alcuni ettari di pascoli e campi incolti; il secondo in prossimità della stazione ferroviaria di Perfugas, dove sono stati bruciati circa 4 ettari di terreno. Fiamme anche a Dorgali (località Sos Puttos), dove le fiamme hanno mandato in fumo un ettaro di terreno. Un incendio, infine, ha interessato anche la località “Case Saradde”, ad Erula. In questo caso il bilancio è di 1,5 ettari bruciati. Per spegnere le fiamme sono intervenuti anche Forestas, vigili del fuoco e barracelli.

Antonio Caria

L’artista di Carbonia Rita Deidda, in arte DeRita, ha donato al presidente del Consiglio comunale di Cagliari, Edoardo Tocco, un’opera della sua collezione: un acrilico su tela 100×70 realizzato in occasione dell’evento Chentu Colores de Casteddu, Bistiri de Femina, ospitato proprio a Palazzo Bacaredda, l’8 maggio scorso.
“Un omaggio alla tradizione che continua a proiettarsi verso il futuro”, ha detto il presidente del Consiglio comunale di Cagliari, Edoardo Tocco.
Antonio Caria

Sono sarde di Gonnosfanadiga le migliori olive verdi al naturale italiane. A deciderlo è stato il Premio Nazionale per le migliori olive da tavola “Monna Oliva” che ha premiato Luigi Deias nella categoria “olive verdi al naturale” per le sue olive nera di Gonnos. La stessa azienda ha conquistato anche il secondo posto nella categoria “Olive condite” con le olive verdi a scabecciu.
Per Luigi Deias, 75 anni di Gonnosfanadiga, una grande soddisfazione anche perché non è la prima volta che sale nel gradino più alto d’Italia con le sue olive. Era successo anche nel 2016, secondo posto nella categoria “Olive verdi al naturale” e nel 2020 secondo posto con “Olive condite” e menzione speciale per “Olive verdi al naturale”.
Nel 2011, 2015 e 2016 l’azienda ha vinto anche il Concorso regionale “Olio Nuovo” con l’olio extravergine monocultivar Nera di Gonnos.
L’azienda di Luigi Deias, cavaliere della Repubblica, ricevuto per il lavoro esemplare svolto in anni di funzionario Inps, nasce insieme alla moglie Renata Casti, anche lei funzionaria pubblica, nel 1996.
«Per noi sempre stato il nostro sogno per la grande passione per la terra che abbiamo sempre avuto in famiglia essendo entrambi figli di contadinidice Luigi Deias -. Siamo partiti con 27 piante di olivo adesso ne abbiamo oltre 4mila in circa 13 ettari.»
Un’azienda modello divenuta negli anni multifunzionale con una estensione di poco meno di 30 ettari, di cui 14 ettari sono riservati alla produzione di biomassa da eucaliptus; inoltre produce autonomamente l’energia grazie ad un impianto fotovoltaico di 20 kw: «Una scelta lungimirante visti i costi altissimi raggiunti oggi dalla corrente elettrica».
Ma non solo. L’impianto olivicolo è completamente automatizzato, grazie ad un impianto di subirrigazione (uno dei primi in Sardegna) che può essere guidato anche a distanza consentendo un importante risparmio idrico e anche di concimi: «Da noi lo spreco è banditospiega orgoglioso Luigi Deias -, utilizziamo e diamo alle piante solo quella necessario sia acqua che concime, risparmiando da una parte e aumentando la resa perché le piante stanno bene.»
Le piante sono per quasi la metà ultracentenarie, quasi totalmente Nere di Gonnosfanadiga.

Antonio Caria