La Regione Sardegna ha adottato nuove regole per la movimentazione interna dei capi ovini e bovini alla luce del nuovo focolaio della malattia del cervo rilevato nei giorni scorsi nel territorio di Busachi.
Due le zone definite: nella prima, Zona A, che comprende i territori nelle province di Sassari, Gallura, Nuoro ed Ogliastra, dove attualmente il virus non è stato rilevato, gli allevamenti potranno movimentare i capi senza vincolo all’interno di tutta la Sardegna. Mentre nella parte restante dell’Isola, Zona B, le movimentazioni saranno consentite senza vincolo all’interno della stessa area e saranno possibili anche spostamenti verso la Zona A, ma solo dopo test con esito negativo.
Oltre alla deroga alla movimentazione, stabilita per le necessità di benessere animale e di pascolo, la Regione ha indicato anche le modalità di trasporto dei capi per la macellazione. La determina resterà in vigore fino al 10 gennaio e potrà essere modificata in funzione dell’evoluzione della situazione epidemiologica e degli esiti degli accertamenti e delle indagini effettuati dai servizi veterinari.
«Stiamo lavorando in stretto raccordo con il ministero della Salute. Le attività di sorveglianza e controllo – dichiara l’assessore regionale della Sanità, Carlo Doria – proseguono scrupolosamente con la massima sollecitudine. La priorità resta quella di poter garantire ai nostri allevatori la ripresa della movimentazione fuori regione, in sicurezza.»
Antonio Caria
La Quinta commissione del Consiglio regionale, presieduta da Piero Maieli ha dato il via al confronto, in vista dell’istituendo tavolo tecnico, sulle problematiche del comparto agropastorale in ordine alla Pac 2023-2027. Il
Aprendo i lavori, Piero Maieli ha invitato le associazioni di categorie e la rappresentanza del movimento spontanei dei pastori (presenti in audizione) a fornire elementi e dati utili per argomentare le rivendicazioni del mondo dell’allevamento in Sardegna. Sul punto, i consiglieri dei gruppi delle opposizioni (Gianfranco Satta, Progressisti; Salvatore Corrias, Pd ed Alessandro Solinas, M5S) hanno espresso perplessità, insistendo sull’opportunità di formulare quesiti e, dunque, ottenere risposte, dai tecnici presenti alla seduta, ad incominciare dal direttore generale dell’assessorato regionale dell’Agricoltura.
Fabio Pisu e Gianuario Falchi hanno riaffermato le ragioni della protesta del movimento dei pastori, contestando l’operato della Regione nelle fasi di confronto della programmazione della Pac e ribadendo una perdita netta di risorse di circa 23 milioni di euro l’anno. «La Pac penalizza l’intera Sardegna – queste le loro parole – e non solo il comparto agropastorale, ad incominciare dall’ovicaprino, e attendiamo di capire se la Regione sarà al nostro fianco». Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Roberto Congia (Liberi agricoltori) che ha sottolineato l’importanza e la strategicità del comparto dell’allevamento nell’Isola.
«Un ruolo più politico della commissione consiliare», è stato l’auspicio del presidente di Legacoop, Claudio Atzori che non ha mancato di rimarcare l’assenza delle organizzazioni professionali. «La nuova Pac può essere ancora modificata – ha spiegato Claudio Atzori – e la programmazione regionale non può sopperire agli errori comunitari sulla programmazione agricola». «La poco soddisfacente qualità della spesa in agricoltura», è stata invece al centro dell’intervento del presidente di Agci Sardegna, Sergio Cardia, che ha detto «di voler conoscere quale sia la prospettiva dell’agricoltura sarda, alla luce anche della mancanza di un quadro chiaro per la destinazione degli interventi.»
Sollecitato dai consiglieri regionali delle opposizioni il direttore generale dell’assessorato, Agostino Curreli, ha chiarito i principali rilievi mossi nel corso delle audizioni, riconoscendo una riduzione, al livello europeo, delle risorse destinate alla nuova Pac nella misura del 15% (circa 34 milioni) e ricordando l’anomalia, conseguente alla crisi pandemica da Covid.
Piero Maieli ha quindi richiesto a tecnici e dirigenti dell’assessorato, delle agenzie Laore, Agris e Argea, la predisposizione di una relazione puntuale e circostanziata sull’argomento, così da poter essere sottoposta alla discussione nella prossima riunione della commissione convocata sul tema.
Antonio Caria
Il parco scientifico di Sardegna Ricerche a Pula ospiterà da domani al 30 settembre la Scientific school “Innovative Approaches for Identification of Antiviral Agents”, organizzata dal Dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente dell’Università degli studi di Cagliari e da Sardegna Ricerche.
Interverranno Priscilla Yang della Stanford University (USA), Kathie Seley-Radtke, presidente della Società scientifica internazionale ISAR (International Society for Antiviral Research), Johan Neyts e Graciela Andrei, del Rega Institute dell’Università Cattolica di Lovanio, Vincenzo Summa della Federico II di Napoli e Enzo Tramontano dell’Università di Cagliari. L’evento – a cui prenderanno parte 34 studenti provenienti da Belgio, Germania, Italia, Olanda, Repubblica Ceca, Regno Unito e Stati Uniti- ha coinvolto nelle attività di formazione anche importanti aziende biotech come Reithera, Takisbiotech,
«Sardegna Ricerche potrà potenziare i propri laboratori anche grazie alle imminenti 28 assunzioni autorizzate dalla Regione per Pula e per Alghero. Un risultato importante per la ricerca e per i territori in cui hanno sede le nostre strutture», ha dichiarato Maria Assunta Serra, direttore generale di Sardegna Ricerche.
«La pandemia da cui stiamo faticosamente uscendo ha mostrato l’importanza di essere preparati alle sfide che possono sorgere dalle infezioni virali. Occorre essere pronti per evitare che si verifichi di nuovo quanto abbiamo vissuto negli ultimi anni. L’Università di Cagliari, coinvolta in numerosi progetti di ricerca scientifica in questi campi, si pone come un punto di riferimento italiano ed europeo in questo ambito», ha ricordato Enzo Tramontano direttore del Dipartimento di scienze della vita e dell’ambiente.
Antonio Caria
Ritorna a San Gavino Monreale la rassegna Festival Off con due ospiti d’eccezione: alle 20.00, il giornalista e scrittore Francesco Abate presenta a Casa Mereu il suo nuovo romanzo con protagonista Clara Simon, “Il complotto dei Calafati”. Al suo fianco, il direttore artistico del Festival Giovanni Follesa.
Alle 21.00, sarà ancora presente Francesco Abate in dialogo con l’attore Valerio Aprea, che di seguito presenterà il libro “A questo poi ci pensiamo” dello sceneggiatore e regista Mattia Torre, scomparso nel 2019.
Antonio Caria
Il Corpo forestale ha eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 41enne di Assemini ritenuto responsabile di almeno due incendi boschivi ad Assemini e Decimomannu. I fatti risalirebbero allo scorso 28 giugno, quando sei incendi hanno interessato i territori comunali di Assemini, Uta e Decimomannu.
Tra le varie segnalazioni al 1515, ne è pervenuta una da una coppia di cittadini, i quali si trovavano in località Terramaini – agro di Decimomannu, in prossimità della strada statale 130. In tale sito, i segnalanti, riferiscono dal Corpo forestale, avevano distintamente notato una persona china sul piano di campagna, intenta ad appiccare delle fiamme evolutesi in incendio. I cittadini fornivano all’operatore del 1515 una serie di ulteriori preziose informazioni circa il veicolo fuoristrada con il quale l’individuo si allontanava dalla zona.
Poco dopo, in località Grogastu, diversi incendi interessano l’agro di Uta ed Assemini. I componenti di una squadra di volontari di Capoterra, chiamati dal Centro Operativo Provinciale per lo spegnimento, sempre secondo il loro racconto, avrebbero notato un veicolo uscire a forte velocità da una strada di penetrazione rurale. Dalla direzione di provenienza del mezzo, in pochi istanti si sarebbe sviluppato un ulteriore incendio che presto assumeva vaste proporzioni. L’auto avvistata dai volontari, un fuoristrada, era la stessa guidata dal presunto incendiario, notata poco tempo prima dalla coppia.
Con gli incendi ancora in corso, è intervenuto il nucleo specialistico investigativo del Corpo forestale dell’Ispettorato di Cagliari, che ha raccolto le informazioni individuando l’auto e la persona. A seguito di un’accurata perquisizione nel mezzo fuoristrada, oltre a diversi accendini tutti funzionanti, è stata trovata una bustina aperta contenente tre frammenti di materiale infiammabile tipo “diavolina”. L3 immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, avrebbero confermato le segnalazioni.
Gli elementi probatori raccolti dal nucleo investigativo univoci e concordanti nell’individuare l’uomo come presunto responsabile di almeno due dei 6 incendi che tra le ore 14.00 e le ore 16.00 hanno interessato l’agro di Decimonannu, Uta ed Assemini.
Antonio Caria