“Ho presentato un’interpellanza per chiedere al presidente della Regione e all’assessore della Sanità di rivedere, in via straordinaria, i tetti di spesa per le prestazioni ambulatoriali convenzionate del Sulcis Iglesiente. Da settembre è chiuso il servizio di Analisi Ematochimica dell’ospedale Sirai e del Santa Barbara di Iglesias, che copriva un territorio con 126.324 residenti, 57.540 pazienti esenti ed un fabbisogno di oltre un milione di prestazioni annue. Si tratta di esami che i cittadini dell’Iglesiente e del Sulcis hanno diritto di poter richiedere ed eseguire senza essere costretti a percorrere chilometri di strada.”
Lo annuncia la consigliera regionale del Gruppo Misto, Carla Cuccu, che aggiunge: “Le strutture private convenzionate non riescono a sopperire alle carenze del Servizio Sanitario pubblico, perché il budget loro assegnato non copre le prestazioni richieste. Per questo è indispensabile rideterminare i tetti di spesa e consentire ai privati convenzionati di dare risposte alle richieste del nostro territorio”.
Antonio Caria
La deputata sarda del Centro democratico Mara Lapia ha annunciato la presentazione di un’interrogazione al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, con la quale chiederà il rispetto della convenzione di Aarhus, che prevede il coinvolgimento delle comunità interessate dagli effetti impattanti che un impianto eolico potrebbe produrre.
«Mi sono battuta con successo per impedire definitivamente che la Sardegna ospitasse depositi di scorie nucleari – ha aggiunto Mara Lapia -, mi batterò perché l’eolico e le altre forme di produzione delle energie rinnovabili, vengano installate solo dove non deturpino il paesaggio.»
«Con questa interrogazione che si riferisce a un luogo in particolare, Villanovaforru, si vuole in realtà creare un precedente per evitare che la stringente necessità di produrre energie rinnovabili renda la Sardegna terra di speculazioni – ha concluso Mara Lapia -. Dobbiamo assolutamente impedire che la Sardegna, terra con una vocazione turistica così importante, venga deturpata per diventare il luogo in cui si produce energia che poi verrà distribuita al resto d’Italia ed i cui proventi andranno esclusivamente a privati che nemmeno risiedono nella nostra terra.»
Antonio Caria