12 February, 2026
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Il 19 gennaio l’assessorato regionale dell’Industria ha avviato la procedura di decadenza dell’autorizzazione del 2018 rilasciata alla società Ekosarda Srl per attività di cava, nel sito di “Su giri de sa murta”, a Is Urigus. Si tratta del primo atto ufficiale, arrivato dopo mesi di mobilitazione del comitato “No alla discarica”, dell’Amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu guidata dalla sindaca Elvira Usai, di varie associazioni, della diocesi di Iglesias e tanti cittadini del territorio, finalizzata a scongiurare la realizzazione della discarica da parte della Ekosarda Srl. Vediamo l’intervista realizzata con l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani.

 

L’assessorato regionale dell’Industria oggi ha comunicato al comune di San Giovanni Suergiu l’avvio della procedura di decadenza dell’autorizzazione del 2018 rilasciata alla società Ekosarda Srl per attività di cava.

«Si aprono spiragli importanti sulla vertenza della cava in località Su Girì De Sa Murta nella frazione di Is Urigus commenta Elvira Usai, sindaca del comune di San Giovanni Suergiu -. Un primo e fondamentale obiettivo che premia gli sforzi e la determinazione dell’intera comunità. Siamo orgogliosi come Amministrazione di aver intrapreso questo percorso di opposizione assieme alle numerose associazioni, alla Diocesi, al Comitato No alla discarica e a tutte quelle persone che, a vario titolo e ruolo, non hanno mai smesso di lottare e di coinvolgere il territorio e la classe politica a tutti i livelli.»
«I rilievi e le contestazioni che l’intera comunità ha sempre mosso nei confronti dell’attività di gestione della cava da parte della società concessionaria, hanno finalmente trovato adeguato riscontro nel provvedimento degli uffici dell’assessorato regionale all’Industria aggiunge Elvira Usai -. In particolare nel documento si diffida la Ekosarda Srl ad ottemperare entro sei mesi agli obblighi e alle prescrizioni del provvedimento di autorizzazione che fu loro rilasciato nel 2018.»
«Non abbasseremo la guardiaconclude la sindaca di San Giovanni Suergiu e continueremo la nostra battaglia nei tavoli tecnico-istituzionali che ci competono come Ente, per scongiurare la realizzazione della discarica. Lo dobbiamo a tutti coloro che da quasi un anno si oppongono a questo ennesimo scempio ambientale del nostro territorio.»

San Giovanni Suergiu ha festeggiato tzia Giovanna Secci per il suo 101° compleanno.
«Il 2026 è iniziato con tante criticità legate al meteo e al territorio e in particolare con la dipartita di cinque nostri concittadini che hanno lasciato un vuoto e un lutto per la nostra comunitàdice la sindaca Elvira Usai -. Ma ci sono giorni come questo in cui tutti ritroviamo il sorriso e il buonumore di fronte ai nostri ultracentenari. Oggi abbiamo festeggiato i 101 anni di tzia Giovanna Secci: la sindaca in rappresentanza di tutto il paese ha portato gli auguri e un omaggio floreale alla simpatica nonnina che mostra sempre grande ironia e saggezza.Di fronte alle difficoltà della vita signora Giovanna ci insegna a non arrenderci e a consolidare giorno per giorno i rapporti con chi ci sta vicino. Questo è il suo segreto di lunga vita», conclude Elvira Usai.

L’amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu ha deliberato l’attivazione di un progetto sperimentale di supporto alla domiciliarità per cittadini fragili, rafforzando il sistema delle politiche sociali e dei servizi di prossimità sul territorio.

Il servizio entrerà in funzione a partire dal mese di gennaio a conclusione dell’iter amministrativo previsto e avrà una durata complessiva di 18 mesi.
Il progetto nasce dalla necessità di affiancare agli interventi socio-assistenziali già esistenti, un’azione mirata a rispondere a bisogni quotidiani che spesso restano scoperti: supporto nelle mansioni domestiche, accompagnamento, compagnia, ascolto, trasporto sociale e attività di socializzazione, elementi fondamentali per contrastare l’isolamento e favorire il benessere complessivo delle persone.

«Con questo progetto – afferma l’assessora delle Politiche sociali Alessandra Mancal’Amministrazione investe su un welfare di prossimità, capace di intercettare anche i bisogni più semplici ma essenziali, che incidono in modo diretto sulla qualità della vita delle persone fragili e anziane.»

Le attività saranno rivolte a cittadini individuati dal Servizio sociale professionale comunale, con particolare attenzione alle persone sole o in condizioni di fragilità sociale, e prevedono il coinvolgimento coordinato di operatori qualificati e del volontariato locale.

«È un progetto sperimentaledichiara la sindaca Elvira Usaima fortemente orientato alla comunità. Vogliamo costruire un modello di intervento vicino alle persone, che rafforzi i legami sociali e renda il sistema dei servizi più umano, accessibile ed efficace.»

In previsione dell’imminente chiusura dell’unico ambulatorio del medico di base nella frazione di Matzaccara il Circolo PD di San Giovanni Suergiu, ha proposto all’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Elvira Usai l’urgenza di garantire la continuità e l’efficienza del servizio di Medicina generale.

«Il medico di Medicina Generale rappresenta il primo e più importante presidio sanitario sul territorio si legge in una nota -. La sua presenza non è solo un servizio tecnico, ma un pilastro di coesione e di sicurezza per l’intera comunità. Tuttavia la difficoltà nel reperire locali idonei rischiano di allontanare i professionisti dal nostro territorio, lasciando la cittadinanza priva di assistenza primaria. L’eventuale assenza o il trasferimento dell’ambulatorio medico da Matzaccara in zone distanti comporterebbe gravi disagi tra cui: – Difficoltà per la popolazione anziana: molti dei nostri cittadini più anziani hanno mobilità ridotta o non dispongono di mezzi propri per spostarsi verso i paesi limitrofi. La mancanza del medico equivale, per loro, alla negazione del diritto alla salute. – Pazienti fragili e cronici: Per chi soffre di patologie croniche, il monitoraggio costante e la vicinanza del medico son vitali. -Saturazione dei Pronto Soccorso: Senza un filtro territoriale efficace, i cittadini sarebbero costretti a rivolgersi alle strutture d’urgenza anche per necessità ordinarie.»

Il Circolo PD di San Giovanni Suergiu propone all’amministrazione comunale di individuare e mettere a disposizione dei medici che ne facciano richiesta una struttura di proprietà comunale da adibire ad ambulatorio.

«Riconoscendo l’alto valore sociale dell’attività svolta dal medico, che opera a tutti gli effetti come un pubblico ufficiale del servizio dello stato e della comunità localeaggiunge il Circolo PD di San Giovanni Suergiu -. Qualora le strutture individuate non fossero immediatamente conformi alle normative vigenti ( requisiti igienico-sanitari e abbattimento delle barriere architettoniche) si sollecita l’Amministrazione a programmare con la massima urgenza i necessari lavori di adeguamento. Tali interventi rappresentano non una spesa, ma un investimento fondamentale nel patrimonio comunale e nel benessere dei cittadini. Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione e la sua tutela parte anche dalle scelte delle amministrazioni localiconclude il Circolo PD di San Giovanni Suergiu -. Confidiamo in un sollecito riscontro e in una presa di posizione decisa che eviti, anche in questo caso, l’impoverimento dei servizi del nostro territorio.»

Grande delusione per la mancata partecipazione dell’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, la cui presenza era stata annunciata insieme a quelle dell’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani e della sindaca del comune di San Giovanni Suergiu Elvira Usai, al termine dell’assemblea pubblica organizzata ieri nel salone circoscrizionale di Is Urigus, in via Sant’Antioco 86, dal Movimento Spontaneo “No alla discarica”. La presenza, per la seconda volta in due settimane, dell’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, che ha spiegato lo stato della verifica in corso in Regione per accertare se vi sono le condizioni per fermare l’attività di estrazione, non ha soddisfatto i presenti (il salone era pieno) che hanno ribadito la richiesta di fermare l’attività di cava e di fermare il progetto che vorrebbe trasformare il sito in una discarica per rifiuti speciali non pericolosi. Emanuele Cani ha assicurato il suo impegno e la sua presenza anche nei prossimi incontri, ma ha anche sottolineato di non avere il potere di fermare l’attività di cava perché la competenza è in capo ai funzionari che stanno esaminando le carte in loro possesso e dovrebbero esprimersi in tempi rapidi, nel giro di qualche giorno. L’assessore ha anche sottolineato che – a suo parere – non dovrebbero esserci le condizioni perché la discarica possa essere autorizzata in quel sito, per la fortissima contrarietà della popolazione locale e dello stesso comune di Carbonia che, attraverso il JTF, ha ottenuto un finanziamento di 10 milioni di euro per la bonifica e il recupero del sito delle colline di sterili minerari che si trovano a poche centinaia di metri, ma per poter intervenire è necessario rispettare l’iter previsto dalle leggi in vigore.

L’incontro si è svolto in un clima carico di tensione, con la popolazione sempre più determinata nell’opposizione ad un progetto che – se realizzato, hanno sottolineato ancora una volta – avrebbe un impatto devastante, mettendo in serio pericoloso la salute dei residenti. Nei numerosi interventi, è stato chiesto all’assessore dell’Industria di accelerare i tempi dell’intervento della Regione Sardegna per revocare la concessione per l’attività di cava e bocciare definitivamente il progetto della discarica.

Vediamo l’intervista realizzata al termine dell’assemblea con l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.

 

Il consigliere Efisio Locci replica al direttivo del PD di San Giovanni Suergiu, che la settimana scorsa ha annunciato di aver «revocato la propria fiducia politica alla sindaca e all’assessore iscritto al PD».

«Sento necessario smentire le innumerevoli imprecisioni ed i luoghi comuni contenuti nel “Comunicato” divulgato da alcuni componenti del Direttivo del Partito Democratico di San Giovanni Suergiuscrive Efisio Locci in una nota -.In occasione delle elezioni comunali dell’ottobre 2021, l’unico organismo ufficiale di riferimento esistente per il Partito democratico in ambito locale, era la Segreteria Regionale. In quel frangente storico non esisteva nessun organismo di partito a livello cittadino a San Giovanni Suergiu. Diversi mesi prima della data convenuta per le elezioni comunali del 10 e 11 ottobre 2021, la Segreteria Regionale del PD mi propose, sulla base di accordi presi con la coalizione civica guidata da Elvira Usai, di aderire al progetto che quella stessa coalizione stava redigendo in termini di programma da proporre per il quinquennio amministrativo che si sarebbe avviato con le elezioni cittadine.
Accettai la proposta di collaborazione con la coalizione civica guidata da Elvira Usai ed iniziò così un percorso comune che portò me a condividere progetti e programma elettorale con il citato gruppo prendendo reciprocamente impegni basati sulla fiducia, sulla trasparenza e sulla lealtà che erano le condizioni primarie per la convivenza in una lista civica nella quale l’appartenenza ad un partito non doveva ostacolare la collaborazione nell’amministrare il Comune.
Questi sono i fatti concreti che nessuno può contraddire.»
«Tornando alla necessità di smentire le imprecisioni contenute nel comunicato, il mio percorso all’interno della coalizione non poteva tenere conto di una specifica linea del PD locale dal momento che non esisteva in quel periodo alcun organismo che localmente rappresentasse il PD – aggiunge Efisio Locci -. Nel comunicato si citano i principi che rappresentavano il fondamento della partecipazione del PD alla coalizione che ha poi dato origine all’attuale Amministrazione (principio di collaborazione, condivisione, trasparenza, coerenza programmatica); è inesatto dire che questi principi fossero concordati con il Partito Democratico di San Giovanni Suergiu che ancora non esisteva. Essendo principi fondamentali ai quali ogni amministratore deve attenersi ritengo non solo di non averli disattesi ma di averli sempre messi in pratica nella mia attività amministrativa nei confronti di tutti i cittadini e nei confronti della coalizione di cui faccio parte. Tralascio di argomentare sulle varie accuse indirizzate all’Amministrazione, tra cui quella di aver smarrito la direzione, la capacità di ascolto, l’allontanamento dai bisogni reali della comunità, a parere mio, luoghi comuni senza alcun fondamento.

«Siamo in democrazia e quindi se qualcuno ritiene di poter fare meglio dell’attuale maggioranza che amministra il paese, si potrà candidare, quando sarà il momento, e dimostrare di avere capacità amministrativa, credibilità e specchiata moralità che gliconsenta di ottenere il consenso dei cittadini – sottolinea Efisio Locci -. Al sottoscritto, alcuni componenti del direttivo del PD cittadino, che nel comunicato sidefiniscono impropriamente il “circolo”, muovono l’accusa di mancata coerenza con le linee politiche del circolo stesso; non mi risulta, dal momento che ne faccio parte, che i direttivo cittadino del Partito Democratico abbia mai deciso, nei suoi pochi mesi di esistenza, una sua linea politica da seguire a livello locale. Il sottoscritto è orgoglioso di attenersi ad un principio che dovrebbe, per tutti gli amministratori locali, essere la stella polare e cioè amministrare per il bene della comunità tutta, nell’interesse di tutti i cittadini di qualunque colore politico, prestando attenzione e ascolto a chiunque abbia necessità.»
«In una coalizione di amministratori locali in cui ciascun componente possiede un proprio orientamento politico, di destra, di centro, di sinistra e quindi spesso anche molto diverso da quello degli altri componenti, il punto fermo deve essere questa capacità di affrontare i problemi nell’interesse collettivo ed è per questo che la coalizione di maggioranza che attualmente amministra si è formata includendo al suo interno anche l’orientamento politico del PD. Per questi motivi mi onoro di rispettare, nel mio operato politico tutti i principi esposti, che sono anche quelli di buona amministrazione che ispirano il Partito Democratico, al quale sono iscritto e di cui condivido i valoriconclude Efisio Locci -. Per questi motivi quindi respingo garbatamente ai mittenti le accuse di “mancata coerenza con le linee politiche del circolo” ritenendo la cosa fuori luogo e non in linea con la mia concezione di gestione della cosa pubblica.»

Sta volgendo al termine l’ottava giornata di presidio e protesta sopra il silo n° 3 e contestuale presidio ai cancelli dello stabilimento delle lavoratrici e lavoratori dell’Eurallumina. Nel corso della giornata hanno fatto visita al Presidio, nell’ordine: in rappresentanza dei sindaci del territorio, Pietro Morittu (sindaco di Carbonia) ed Elvira Usai (Sindaca di San Giovanni Suergiu); il responsabile della pastorale del lavoro don Antonio Mura; il gruppo dirigente del Partito Democratico sardo: Mauro Esu (segretario della Federazione Sulcis PD nonché segretario particolare dell’assessore dell’Industria della Regione Sardegna Emanuele Cani), on. Silvio Lai (Segretario regionale PD nonché parlamentare della Repubblica), on. Alessandro Pilurzu (consigliere regionale in rappresentanza del Capo Gruppo PD in Consiglio Regionale). Presenti anche i gruppi dirigenti delle organizzazioni sindacali di categoria e confederali oltre all’esecutivo al completo della Camera del Lavoro della CGIL Sardegna Sud-Occ. I rappresentanti degli enti locali ed istituzionali, oltre ad aver discusso ed analizzato assieme sullo stato attuale della vertenza, hanno manifestato di voler supportare, oltre alla massima e incondizionata solidarietà rispetto alle ragioni di rivendicazione delle lavoratrici e dei lavoratori Eurallumina e delle organizzazioni sindacali, di impegnarsi nel sollecitare le istituzioni preposte ad una risoluzione rapida della vertenza e nel condividere con i vari livelli di rappresentanza territoriale sino a quello regionale, attraverso un percorso di condivisione democratica, il pieno sostegno alla vertenza stessa mediante la deliberazione di atti politici nei rispettivi organismi collegiali di rappresentanza nel territorio.

L’assemblea pubblica organizzata dal Movimento spontaneo “No alla discarica” nel salone circoscrizionale di Is Urigus, ieri sera ha ribadito un “NO ” unanime alla realizzazione di una discarica per “rifiuti speciali” nel sito della cava di materiali di natura vulcanica ubicata in località “Su Giri de sa Murta”, alla periferia di Is Urigus, frazione del comune di San Giovanni Suergiu, proposta dall’Ekosarda Srl. Hanno partecipato all’incontro, tra gli altri, la sindaca di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai, il presidente ed il vice presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai e Gianluigi Loru, il consigliere regionale Alessandro Pilurzu, il sindaco di Masainas Gian Luca Pittoni, il vice sindaco di Carbonia Michele Stivaletta, assessori e consiglieri del comune di San Giovanni Suergiu e di altri comuni della provincia del Sulcis Iglesiente.

L’assemblea si è svolta esattamente un mese dopo l’inchiesta pubblica svoltasi nella sala consiliare del comune di San Giovanni Suergiu, alla quale parteciparono i tecnici della Regione Sardegna e i massimi responsabili dell’Ekosarda Srl, e 11 giorni dopo il termine per la presentazione delle osservazioni di soggetti pubblici e privati, prevista dalla procedura regionale. Il dibattito è stato lungo e animato e al di là di alcune differenziazioni, tutti gli interventi hanno ribadito il “NO” alla realizzazione di una discarica a ridosso dei centri abitati di Is Urigus, San Giovanni Suergiu e Carbonia. Il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha assicurato l’impegno dell’ente per contrastare la realizzazione della discarica, nei termini previsti dalle leggi vigenti, ribadendo che non ci sono le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni richieste dalla società proponente. Lo stesso impegno è stato ribadito dal consigliere regionale Alessandro Pilurzu che ha sottolineato l’adesione unanime dei partiti di maggioranza del Consiglio regionale alla mozione presentata dal consigliere regionale di Sinistra Futura Luca Pizzuto in rappresentanza della coalizione provinciale Noi per il Sulcis – che riunisce Sinistra Futura, Movimento 5 Stelle, PSI e Orizzonte Comune, sottoscritta dai consiglieri regionali di Sinistra Futura (Paola Casula, Peppino Canu), Movimento 5 Stelle (Michele Ciusa, Gianluca Mandas, Lara Serra, Emanuele Matta, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas), Partito Democratico (Roberto Deriu, Gianluigi Piano, Carla Fundoni, Salvatore Corrias, Alessandro Pilurzu, Valter Piscedda, Antonio Sau, Antonio Solinas, Camilla Soru) e Orizzonte Comune (Sandro Porcu, Salvatore Cau).

Il Movimento spontaneo “No alla discarica”, guidato da Sergio Porceddu, ha ribadito la richiesta alla politica di accelerare i tempi per bloccare definitivamente il progetto, per “liberare” la comunità dal peso insopportabile di un progetto che minaccia la loro salute e il loro futuro. E di richiedere, al tempo stesso, la fermata dell’attività di cava e la rinaturalizzazione dei luoghi, come previsto dalle autorizzazioni regionali, l’ultima delle quali, sulla richiesta di ampliamento all’esercizio dell’attività per  la coltivazione di una cava, di materiali di natura vulcanica costituiti in prevalenza da argille destinate “quasi esclusivamente per la realizzazione di sottofondi e capping in discariche e bonifiche di siti contaminati”, risale al mese di giugno 2023 (delibera di Giunta n° 21/93 del 22 giugno 2023).

Tra gli interventi, quello della consigliera provinciale di Fratelli d’Italia Daniela Garau, che ha proposto al presidente Mauro Usai l’inserimento dell’argomento all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio provinciale – proposta accolta -, e quello del vicesindaco di Carbonia, Michele Stivaletta, che ha messo in evidenza che proprio nei giorni scorsi il comune di Carbonia ha ottenuto un finanziamento di 9.997.698,40 euro nell’ambito del Programma Nazionale Just Transition Fund – Piano Territoriale Sulcis, dedicato alla bonifica e rifunzionalizzazione di siti da destinare a nuove attività economiche, che ricadono a ridosso del sito in cui si trova la cava, in località “Su Giri de sa Murta”, sottolineando – come peraltro rimarcato dalle osservazioni presentate dal comune di Carbonia – che lo stesso è assolutamente incompatibile con la presenza della discarica proposta dall’Ekosarda Srl.

Al termine dell’assemblea pubblica, abbiamo intervistato il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai.

 

 

La Giunta comunale di San Giovanni Suergiu ha approvato il progetto per il nuovo appalto del servizio di igiene urbana, avviando così l’iter per la pubblicazione della gara, che sarà gestita da una centrale di committenza qualificata.

Il nuovo appalto, della durata di sette anni, è stato progettato per garantire un servizio più efficiente, sostenibile e tecnologicamente avanzato ma soprattutto costruito a partire dalle esigenze espresse dai cittadini. Prima della redazione del progetto, l’Amministrazione, infatti, ha promosso un processo partecipativo basato su un questionario di gradimento rivolto alla popolazione. Questo strumento ha consentito di raccogliere indicazioni puntuali sugli aspetti positivi e sulle criticità del precedente appalto, fornendo una base solida per la progettazione del nuovo servizio, più aderente alle necessità del territorio e della comunità.

Tra le principali novità figurano la nuova frequenza per la raccolta della plastica, ritenuta insufficiente rispetto alle necessità: si passerà da quindicinale a settimanale così da evitare accumuli e migliorare la qualità del materiale raccolto. Al contrario, per il secco indifferenziato la frequenza sarà ridotta a quindicinale, in linea con le abitudini virtuose della popolazione, che ha indicato di non ritenere necessaria una raccolta settimanale.

«Questo progetto è il risultato di un processo partecipativo – spiega Camilla Melis, assessore all’Ambiente -. “Attraverso il questionario rivolto ai cittadini abbiamo raccolto informazioni utili per capire cosa funzionava e cosa andava migliorato. Il nuovo appalto nasce da quell’ascolto: introduce tecnologie più moderne, semplifica la gestione e punta a un servizio più efficiente, pulito e trasparente per tutta la comunità

Altre novità riguardano la digitalizzazione e la tracciabilità del servizio: i contenitori saranno dotati di tag RFID, i mezzi di sistemi GPS, e l’intero servizio sarà gestito attraverso una piattaforma informatizzata che permetterà il monitoraggio e la rendicontazione in tempo reale. È inoltre prevista un’applicazione mobile per i cittadini, con notifiche automatiche e promemoria per l’esposizione dei rifiuti, un canale diretto per segnalazioni e prenotazioni dei ritiri e un calendario digitale sempre aggiornato.

«San Giovanni Suergiu si conferma un Comune virtuoso sottolinea la sindaca Elvira Usai grazie al senso civico e alla partecipazione dei nostri cittadini che negli anni hanno dimostrato di saper gestire con responsabilità la raccolta differenziata. La produzione di secco residuo è minima e la percentuale di raccolta differenziata si mantiene stabilmente oltre l’80%. È un risultato che conferma la bontà delle scelte fatte e l’impegno collettivo della nostra comunità, riconosciuto anche da Legambiente, che continua a inserirci tra le realtà più virtuose della Sardegna per qualità e quantità della differenziata