24 September, 2026
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Intervista di Sébastien Madau a Jean-Yves Frétigné, autore della prima biografia di Antonio Gramsci scritta in francese: “Gramsci è un pensatore allo stesso tempo classico e attuale”.

Traduzione e cura  di Paolo Pulina

1) Al prof. Jean Yves Frétigné (Università di Rouen), specialista francese della storia italiana dell’Otto-Novecento, autore di una biografia di Gramsci di recentissima pubblicazione (la prima in francese o almeno la prima scritta da un Francese), si devono due importanti saggi sulla diffusione delle opere e del pensiero di Gramsci in Francia: “La réception et l’influence de Gramsci chez les intellectuels français de 1945 à nos jours” in “La Rassegna storica del Risorgimento”, aprile-giugno 2003, pp. 293-324; “L’âge d’or de l’influence de Gramsci en France (1968-1977)”, in “Maria-Antonietta Macciocchi, figure intellectuelle et penseur politique des années Vincennes”, 2010.

2) Sébastien Madau, nato a La Ciotat (comune a poco più di 30 chilometri da Marsiglia) da padre sardo originario di Ozieri, oggi caporedattore del quotidiano regionale “La Marsellaise”, ha dedicato la sua tesi di laurea a Gramsci (la ha presentata nel dicembre 2002 a Cinisello Balsamo per iniziativa del locale circolo “A.M.I.S. – Emilio Lussu”) e ha continuato l’approfondimento con successivi saggi: “Vita e ricezione di Antonio Gramsci” (redatta in italiano nel 2002 con la collaborazione del prof. José Guidi, Università di Provenza); “Antonio Gramsci. De la Question méridionale à la Voie italienne au Socialisme (1926-1964)” (redatta in francese nel 2003 con la collaborazione della prof.ssa Théa Picquet, Università di Provenza).

Sia Frétigné che Madau sono stati coinvolti dalla F.A.S.I. (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia), insieme a relatori indicati dalla Fondazione Istituto Gramsci, per due convegni sul tema “A ottanta anni dalla morte di  Antonio Gramsci (1891-1937). La diffusione in Francia delle sue opere e del suo pensiero”, che avranno luogo, rispettivamente,  a Roma, nella mattinata di martedì 5 dicembre 2017, presso l’auditorium (155 posti) gentilmente concesso dall’Istituto Francese di Cultura (Institut Français – Centre Saint-Louis, Largo Toniolo, 20/22, 00186 Roma, www.ifcsl.com) e a Cornaredo (vicino a Milano), nel pomeriggio di giovedì 7 dicembre 2017, presso il Teatro comunale “La Filanda”, gentilmente concesso al Circolo culturale sardo “Amedeo Nazzari” di Bareggio-Cornaredo.

Sul suo giornale “La Marseillaise” Madau ha appena pubblicato un colloquio  su Gramsci con Jean Yves Frétigné, in occasione della citata recentissima uscita del volume di Frétigné “Antonio Gramsci: vivre c’est résister”, edizioni Armand Colin, 317 pagine, euro 24,90. Qui di seguito la traduzione in italiano.

L’INTERVISTA
Lo storico  Jean-Yves Frétigné ha pubblicato una biografia di Antonio Gramsci (1891-1937) nella quale traccia il percorso fuori del comune del filosofo marxista italiano.

Quali approcci nei confronti di Antonio Gramsci?

In tre maniere possibili: la sua vita, l’eredità presso i posteri e l’analisi filosofica. Io ho scelto la sua vita. Studio da lungo tempo la storia dell’Italia e desideravo restituirlo alla sua epoca. Non c’era nessuna sua biografia in francese. Come se non si volesse ripercorrere la sua esistenza.

Antonio Gramsci è stato incarcerato per 11 anni dal fascismo. Alcuni hanno parlato di una doppia prigione attorno a lui. Quella reale del regime fascista e quella presunta eretta dall’Unione Sovietica…

Il rapporto di Gramsci con l’URSS era complicato perché affettivo, dato che sua moglie era sovietica. In breve, egli constata che lei non gli scrive più. Vede in questo fatto una metafora dell’evoluzione del comunismo reale. Dopo gli anni Venti, ha la consapevolezza di una rigidità crescente del sistema sovietico. Gramsci è d’accordo con Stalin sul “socialismo in un Paese solo”, non teorizza la rivoluzione mondiale. Ma critica la burocrazia e la sorte riservata agli oppositori. Quando scrive a Palmiro Togliatti, che rappresenta il Partito Comunista a Mosca, questo gli risponde che si sbaglia e che in questo modo  fa il gioco dell’opposizione.

Queste riserve fanno di lui un comunista dissidente?

No. Gramsci è e resta comunista. Non diviene liberal-democratico come alcuni hanno potuto dire. L’Internazionale comunista gli aveva chiesto di prendere la direzione del PCI. E questo egli fa nel difendere la linea della grande unione antifascista. Dopo il suo arresto, egli sarà quasi eliminato politicamente. Egli non ha alcuno scambio con Togliatti al quale era comunque molto vicino.

Giustamente non si può evocare Gramsci senza evocare Palmiro Togliatti, che, dopo la sua morte, ha fatto vivere la sua eredità politica. Come definire la loro relazione?

Molto è stato detto a questo proposito. Una cosa è sicura: Togliatti ha salvato i “Quaderni del carcere” di Gramsci dopo la sua morte facendoli arrivare in URSS per evitare che cadessero in mano ai fascisti. È Togliatti che si occuperà della pubblicazione dei suoi Quaderni. Gli si farà un cattivo processo a questo proposito. Certo, delle parti sono state tagliate. Ma era il modo per pubblicarli in maniera tematica e non cronologica. Per farli conoscere meglio. Togliatti ha tradito Gramsci per salvarlo meglio e  lo ha salvato per tradirlo meglio.

Lo tradisce per quali motivi?

Quando legge i “Quaderni” Togliatti non li fa tradurre nelle lingue dell’Internazionale Comunista. Egli scrive soltanto delle note in modo che gli scritti non siano troppo divulgati, in rapporto a certi contenuti. Li protegge così.

Dalla Sardegna all’URSS passando per l’ Italia, quale avvenimento decisivo ha segnato la sua vita?

La Rivoluzione d’Ottobre del 1917. Diventa allora comunista. La sua grande idea sarà quella di tradurre in Italia ciò che si era verificato in Russia, partendo però dalle specificità  italiane e non riproducendo un modello.

Perché ha insistito sul contesto italiano?

Perché la situazione del Paese era differente rispetto a quella della Russia. In Italia il fascismo aveva messo salde radici. Non era soltanto una spinta della borghesia. Gramsci considerava che il  fascismo  era una risposta alla crisi del capitalismo e che bisognava dunque, per batterlo, radunare tutti i movimenti dell’antifascismo. Un orientamento differente, questo, rispetto a quello dell’Internazionale Comunista che non voleva sentire parlare di alleanza con coloro che essa considerava dei social-traditori.

Gramsci muore nel 1937. Nel 1944 il PCI esce ingrandito dalla guerra. Cosa divengono allora i suoi scritti e la sua immagine?

Togliatti fa di Gramsci il martire  del fascismo. Il simbolo della classe operaia,  a scapito del suo pensiero. Le sue “Lettere dal carcere”, più personali, saranno pubblicate d’altronde prima dei suoi Quaderni.

Il filosofo non sarà stato dunque che un’immagine?

No. In effetti, se gli si è data all’inizio l’immagine del martire, il PCI ha tirato fuori i suoi scritti nel momento della destalinizzazione, negli anni Cinquanta, spiegando che proponeva una via diversa dallo stalinismo, che da esso  prendeva le distanze.

Dove Gramsci ha attinto i fondamenti del suo pensiero?

Nella sua vita! Gramsci è un intellettuale in un corpo sofferente, una forza dello spirito. Evidentemente  la sua infanzia in Sardegna lo ha segnato per sempre. È lì che emerge la sua teoria sulla Questione meridionale. Egli propone l’alleanza dei contadini  del Sud  dell’Italia con gli operai del Nord.  Quando andò a studiare a Torino, egli fece la conoscenza della classe operaia. Fu uno degli artefici dei Consigli di Fabbrica, una sorta di Soviet all’italiana. È un’esperienza più avanzata. E la partenza per l’URSS gli permetterà di continuare questa formazione intellettuale.

Oggi la sua opera gode di un ritorno di interesse. Per quali ragioni?

Gramsci è molto meno strumentalizzato che in passato. È un pensatore utile a comprendere la nostra epoca su concetti come la guerra di posizione, l’ egemonia, la capacità di rinascita del capitalismo, ecc. Egli è un pensatore allo stesso tempo classico e attuale.    

Sébastien Madau (“La Marseillaise”, 28/29 ottobre 2017)

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Sotto il segno dell’Arte, anello di congiunzione tra passato e presente, linguaggi contemporanei ed espressioni antiche si incontrano al Museo Archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco. Ritorna EstArte, manifestazione culturale rientrante nel cartellone di eventi estivi allestito dall’Amministrazione comunale di Sant’Antioco, la cui inaugurazione è prevista per sabato 16 settembre prossimo a partire dalle 21.00, con ingresso gratuito. La mostra, al cui allestimento partecipano anche gli studenti del Liceo Emilio Lussu di Sant’Antioco nell’ambito del progetto alternanza scuola lavoro in collaborazione con la Cooperativa Archeotur, resterà in esposizione fino al 24 settembre.

Un evento capace di coniugare l’arte contemporanea di 37 artisti con sfiziose degustazioni enogastronomiche e musica di qualità, nella suggestiva cornice del #MAB, spazio museale ricco e prezioso, scrigno del passato di un luogo unico: Sant’Antioco.

Le distanze temporali si annullano e la creatività diviene la principale connessione tra le opere esposte e gli oggetti antichi, tra ciò che siamo stati e le molteplici espressioni del nostro tempo che, attraverso la sperimentazione, rivelano una spiccata tensione verso il futuro. La mostra d’arte contemporanea vede il coinvolgimento di differenti artisti, una miscellanea di opere che spaziano dalla pittura alla scultura, dal collage al riciclo, dall’utilizzo di tecniche sperimentali alla fotografia.

La sezione fotografica della mostra, rappresentata da 17 scatti del “Circolo fotografico f 7.1 – Isola di Sant’Antioco”, offrirà un’originale lettura del patrimonio culturale dell’isola di Sant’Antioco.  Partendo dalle testimonianze della prima presenza dell’uomo sull’isola durante la preistoria, si percorreranno le diverse epoche storiche attraverso monumenti e oggetti nuragici, fenici, punici e romani, per giungere alla storia moderna e contemporanea rappresentata da torri costiere, fari, postazioni militari e impianti industriali dismessi. Il racconto di luoghi antichi, oggi profondamente trasformati dal trascorrere del tempo, viene immortalato dallo sguardo contemporaneo di Gloria Asunis, Giorgio Baghino, Alessandra Balia, Angelo Balia, Fedele Balia, Cristian Calabrò, Massimo Calabrò, Davide Cau, Viviana Frau, Virginia Locci, Fiorella Meloni, Paola Mercenaro, Stefano Puddu, Sergio Pusceddu, Alessandro Siddi, Marco Siddi, Stelio Usai.

Oltre ai diciassette fotografi del “Circolo fotografico f 7.1 – Isola di Sant’Antioco”, saranno presenti venti artisti con due opere ciascuno: Gianmarco Basciu, Chiara Caredda, Giuliana Cauli, Nicola Derf, Fabio, Marco Fontana, Francesco Garau, Luca Lindiri, Antonietta Mascia, Federica Nocco, Bruno Piga, Maristella Portas, Claudio Rosa, Serena Salis, Antonello Sanna, Ines Sitzia, Giuseppe Tuveri e Marco Vigo. Una sezione della mostra sarà inoltre dedicata al maestro Gianni Salidu con l’esposizione di quindici opere sagomate dalle sue sapienti mani nei legni locali di ginepro, olivastro e limone, ma anche nell’onice, l’alabastro e la trachite. La sua arte richiama radici ancestrali legate al mare, alle fede cristiana espressa dai presepi e dalle rappresentazioni di Cristo, con una evidente sensibilità nella raffigurazione di soggetti sofferenti. Ciò che spicca maggiormente sono le figure femminili, legate in modo indissolubile alla terra e alla fertilità, elementi fondanti dell’arte umana fin da epoche remote.

Il tutto sarà accompagnato dalle degustazioni di prodotti gastronomici tipici del territorio e produzioni locali di Carignano a Km zero, con le cantine private “Arrevesa”, “Binu Forti”, “Primu” e “Xabarra”. Cosa può mancare ancora ad EstArte se non la magia di musiche originali e vintage? Spazio, dunque, alle sonorità del trio jazz creato dalla fusione dei linguaggi musicali di Andrea Schirru al piano, Massimo Spano al contrabbasso e Alessandro Garau alla batteria. E dopo l’attesissima esibizione di musica jazz, la serata proseguirà con le variopinte melodie delle “The Longuettes”, un frizzante trio vocale accompagnato dal piano di Andrea Schirru e creato dalle vocalità di Daniela Puggioni, Michela Mura e Silvia Follesa. Un viaggio musicale che fa tappa per i grandi classici swing e le armonie delle grandi big band, attraversa il ritmo sfrenato dei boogie-woogie del pre e del dopo guerra, passa per l’easy pop al femminile e approda ad alcune indimenticabili hit italiane e straniere dei magici anni ’60.

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Ritorna a Iglesias, nell’ambito dell’Estate Iglesiente 2017, il Festival della Storia giunto alla XI edizione. “Il Mediterraneo” è il tema, attualissimo, scelto dall’associazione “Figli d’arte Medas”, per affrontare e discutere, nei giorni 22, 23 e 24 luglio, di problemi scottanti ma ineludibili come quelli dell’emigrazione, dell’accoglienza e della solidarietà, senza trascurare la nostra storia.  Dopo il grande successo dello scorso anno, che ha visto la rievocazione storica del processo a Emilio Lussu, a cura dell’associazione “Nonsoloavvocati” onlus, e il processo barbaricino di Gianluca Medas, il Festival della Storia quest’anno si immergerà, coinvolgendo direttamente i cittadini, e con ospiti illustri, nella storia più recente come la Rivoluzione dei Gelsomini, l’insieme di proteste e sommosse che, nell’ambito della primavera araba, ha visto tra il 2010 e il 2011,  protagoniste numerose città della Tunisia. Ma sarà anche l’occasione per ricordare il periodo drammatico della seconda guerra mondiale, tra febbraio e maggio 1943, durante il quale la città di Cagliari fu quasi completamente distrutta sotto i bombardamenti delle forze aeree anglo-americane. A quella distruzione seguì un esodo senza precedenti dei cagliaritani che, in massa, abbandonarono una città in ginocchio.

All’interno del Festival della Storia l’associazione FotografidiSardegna, in collaborazione con l’associazione Figli d’Arte Medas e il patrocinio del comune di Iglesias, organizza il concorso fotografico dal tema “Migrazioni e Mediterraneo”, a cura di Giampaolo Manca. Un concorso aperto a tutti dove le diversità dei popoli, delle culture, delle lingue e dei costumi dovranno emergere dagli scatti fotografici, generando sincretismi che producono cultura ma anche drammi, morte e disperazione. Gli scatti dovranno essere inviati entro il 10 luglio 2017 alla mail: fotografidisardegna@gmail.com .

Le opere fotografiche saranno valutate da una giuria composta dal fotografo Alessandro Galimberti, fondatore e titolare della Scuola di Fotografia LA BOTTEGA DELLA LUCE; Stefano Pia e Vittorio Cannas, affermati fotografi e organizzatori del Bifoto di Mogoro; Stefano Ferrando, fotografo, presidente dell’Associazione Punto Zero Foto; dall’attore Gianluca Medas; dal Presidente, Segretario e Tesoriere dell’Associazione FotografidiSardegna. Durante la giornata conclusiva del Festival, il 24 luglio, avverrà la premiazione dei vincitori del concorso.

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Quattro appuntamenti per avvicinare la cultura alle periferie e costruire nuove occasioni per la fruizione della letteratura, anche attraverso lo strumento dell’audiolibro. È questo l’obiettivo del progetto “Voci del passato”, promosso a Cagliari dal festival Leggendo Metropolitano in collaborazione con Orientare, la Mem – Mediateca del Mediterraneo e l’Aes – Associazione Editori Sardi.

Nella Grotta della Vipera, l’antico sepolcro romano di Attilia Pomptilla nel cuore del quartiere di Sant’Avendrace, verranno diffusi i suoni e le voci contenuti in quattro audiolibri, ispirati al tema della nona edizione del Festival Leggendo Metropolitano, “Tra la memoria e l’oblio”. Il biglietto di ingresso alla Grotta della Vipera è di 1 euro (gratis per bambini fino ai sei anni, portatori di handicap e accompagnatori).

L’iniziativa vuole in questo modo creare una nuova occasione di diffusione della cultura in quei contesti cittadini che troppo spesso ne restano esclusi, e al contempo agevolarne la fruizione a beneficio di chi – per motivi anagrafici o di disabilità permanente o temporanea – tende ad autoescludersi da tante occasioni pubbliche.

“Voci dal passato” parte sabato 20 maggio alle ore 16.00 con l’audiolibro della Cuec “Tempus”, con la voce del suo autore Giulio Angioni e le musiche di Marco Angioni, per un appuntamento che vuole essere un tributo al grande scrittore recentemente scomparso.

La rassegna “Voci dal passato” proseguirà sabato 27 maggio, sempre alle ore 16.00, con la poesia civile sarda di “Suono di pietra” recitata dall’attore Mario Faticoni, in un audiolibro pubblicato da Condaghes nella collana “Carta e musica”.

La voce narrante di Paolo Poli risuonerà invece nell’antico monumento romano sabato 3 giugno. L’attore  infatti il protagonista dell’audiolibro “Storia di un gatto” di Enrico Costa, pubblicato da Mediando.

L’ultimo appuntamento con “Voci dal passato” rientrerà nel programma del Festival Leggendo Metropolitano. Da giovedì 8 sabato a 10 giugno, sempre alle ore 16.00 e sempre nella Grotta della Vipera, protagonista dell’ultimo appuntamento dell’iniziativa sarà il capolavoro di Emilio Lussu “Un anno sull’altipiano”, letto da sessanta nomi della letteratura e dello spettacolo (da Marcello Fois a Neri Marcorè, da Massimo Carlotto a Fabrizio Falco), in un’opera orchestrata da Daniele Monachella, che dà voce al personaggio principale.

Giulio Angioni.

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Domenica 29 gennaio 2017, presso la Sala Conferenze della Fondazione di Ricerca Giuseppe Siotto, Via dei Genovesi 114, a Cagliari, La Fondazione di Sardegna, il Club Modellismo Storico Cagliari e il Comitato Sardo Grande Guerra presenteranno il libro La Guerra a fuoco. Dal Carso all’Altopiano di Asiago, dalla Bainsizza a Trieste. La Grande Guerra dei Sardi nelle fotografie dell’Archivio del Generale Carlo Sanna e delle raccolte Bellieni, Cocco Ortu, Deidda, Figari, Niccolai e Tola. I National Archives di Washington e Londra.

Saranno presenti il Prof. Aldo Accardo, professore ordinario di Storia Contemporanea dell’Università degli Studi di Cagliari, presidente Comitato Sardo Grande Guerra; il dott. Carlo Salis, Consigliere della Fondazione di Sardegna; il dott. Alberto Monteverde, Storico dell’Età Contemporanea, responsabile scientifico Progetto “La Guerra a Fuoco”.

L’evento si tiene nel 99° anniversario della Battaglia dei Tre Monti, combattuta dalla Brigata “Sassari” sull’Altopiano di Asiago tra il 28 e il 31 gennaio 1918, primo successo delle armi italiane dai giorni di Caporetto, 

Il volume, curato da Alberto Monteverde, è stato realizzato con il sostegno della Fondazione di Sardegna. L’occasione è stata offerta dal ritrovamento di alcuni significativi archivi fotografici privati che documentano la Grande Guerra dei Sardi con un occhio non istituzionale. Le immagini, infatti, sono state scattate in prevalenza da improvvisati fotografi in grigioverde che armati di maneggevoli apparecchi fotografici hanno lasciato una documentazione visiva di grande valore. Alle immagini private si aggiunge la documentazione rinvenuta presso importanti archivi nazionali ed internazionali. Tra i documenti si segnala l’unico filmato conosciuto che mostri la Brigata “Sassari” negli anni della Prima Guerra Mondiale. Una sezione è dedicata alla fotografia come fonte per la storia. Il volume si chiude con un saggio dedicato alla Memoria ed ai Monumenti ai Caduti della Grande Guerra presenti in Sardegna curato dalla Storica dell’Arte Adriana Monteverde. Oltre 300 fotografie perlopiù inedite, 260 pagine. Paolo Gaspari Editore.

Nel corso della serata saranno presentati al pubblico alcuni filmati inediti del primo conflitto mondiale ritrovati presso importanti archivi cinematografici di  di Londra e Roma tra i quali l’unico conosciuto che mostri la Brigata “Sassari” negli anni della guerra. Il filmato, girato a Vicenza nel 1918 dopo la Battaglia dei Tre Monti, fu realizzato da un combat cameraman francese presente sul fronte italiano. Regia di Corrado Monteverde.

Al termine del film la Compagnia Teatrale “I Menestrelli” presenterà una selezione di brani tratti dallo spettacolo Echi dal fronte. La voce dei combattenti sardi nelle loro lettere e nelle loro testimonianze. Gli attori daranno voce ai protagonisti della guerra dei Sardi tra i quali Emilio Lussu, Camillo Bellieni, Filippo e Renato Figari, Ignazio Deidda, Francesco Tola, Alberto Cocco Ortu.

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Medas-foto di Giorgio Russo

I Figli d’arte Medas presentano la X edizione de “Il Festival della Storia – Diritto, Giustizia e Libertà”, in programma a Iglesias, nella centrale Piazza Municipio, il 24, 25 e 26 luglio 2016. Quest’anno la manifestazione si presenta con un programma ambizioso e ricco di spunti, arricchito dalla presenza di un Direttore Scientifico, l’avv. Giampaolo Manca, coadiuvato da Gianluca Medas,  direttore artistico. Il Festival della storia prenderà il via domenica 24 Luglio. Sul palcoscenico allestito nella piazza Municipio, verrà rievocato, a quarant’anni dalla sua morte e a novanta dall’episodio, il processo a Emilio Lussu, imputato per l’omicidio di Battista Porrà nella notte del 30 ottobre 1926. La rappresentazione teatrale, curata dai Figli d’arte Medas, in collaborazione con l’associazione Nonsoloavvocati onlus, è il frutto di un lungo lavoro di ricerca sugli atti processuali, sulle testimonianze e i documenti originali. I vari personaggi coinvolti nella vicenda saranno interpretati da veri avvocati prestati al teatro. Il testo e la regia sono di Gianluca Medas.

Nella serata di lunedì, sarà proiettato il film documentario “Avvocato” di Alessandro Melano. In questa occasione verrà rievocata la drammatica storia degli anni di piombo e della lotta armata delle Brigate Rosse contro lo Stato, culminata nel 1977 con l’uccisione di Fulvio Croce, presidente dell’Ordine degli avvocati di Torino. Seguirà l’intervista all’autore del film da parte dell’avv. Giampaolo Manca. Concluderà la serata una lectio magistralis dell’avv. Giampaolo Zancan, difensore d’ufficio di Mario Moretti, durante il processo alle B.R. tenutosi a Torino nel 1976.

Nella terza e ultima serata di martedì 26 luglio, Gianluca Medas, accompagnato dalle musiche di Massimo Perra, e dalle immagini fotografiche realizzate per l’occasione da Paolo Medas, porterà in scena “Il Processo Barbaricino”, il racconto della storia dei sardi vista da un’altra angolazione, attraverso la narrazione di episodi antichi non ancora dimenticati.

Seguirà un dibattito dove si parlerà di “Diritto, Giustizia e Libertà. Dal Codice barbaricino al Codice penale dello Stato di diritto”. Il pubblico avrà l’occasione di conoscere meglio l’ambiente complesso della Barbagia assistendo alla conversazione tra l’avv. Rita Dedola, prima Presidente donna dell’Ordine degli avvocati di Cagliari, con l’avv. Mario Lai, difensore in numerosi processi legati alle faide barbaricine, e il dott. Mario Marchetti, ex Pubblico Ministero. L’organizzazione della manifestazione è di Lisa Zedde e Mauro Sollai. Patrocinio, collaborazione e organizzazione: Comune di Iglesias, assessorato alla Cultura, Ordine degli Avvocati di Cagliari, Regione Autonoma della Sardegna, Figli d’arte Medas e Nonsoloavvocati Onlus.

PROGRAMMA

Domenica 24 Luglio 2016

ore 21.00

Due chiacchere sulla figura dell’avv. Emilio Lussu: da eroe della Prima guerra mondiale a imputato di omicidio volontario per l’assassinio del fascista Battista Porrà

Andrea Frailis intervista il professor Italo Birocchi e lo storico Giangiacomo Ortu

Ore 21.30

Figli d’arte Medas presentano:

IL PROCESSO A EMILIO LUSSU, UN VOLTO ALLE CARTE

Di Gianluca Medas

Rappresentazione scenica con la NONSOLOAVVOCATIONLUS del processo a Emilio Lussu,

imputato dell’uccisione del fascista Battista Porrà, celebratosi a Cagliari nell’ottobre del 1927

Lunedi 25 luglio 2016

Ore 21.00

Proiezione del film – documentario

“AVVOCATO”

La storia degli anni di piombo, la lotta armata delle Brigate Rosse contro lo Stato culminata con l’uccisione del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torino Fulvio Croce nell’aprile del 1977. Il processo tenutosi a Torino e il coraggio degli avvocati

Ore 22.00

L’avv. Giampaolo Manca intervista l’autore del film avv. Alessandro Melano

Ore 22.30

Lectio Magistralis dell’avv. Giampaolo Zancan difensore d’ufficio di Mario Moretti nel processo alle B.R. tenutosi a Torino nel 1976

Martedì 26 luglio 2016

Ore 21

“IL PROCESSO BARBARICINO” di Gianluca Medas

con Gianluca Medas e Massimo Perra

Ore 21.45

“Diritto, giustizia e Libertà. Dal Codice Barbaricino al Codice Penale dello Stato di diritto”.

L’avv. Rita Dedola, Presidente dell’Ordine degli Avvocati del foro di Cagliari, dialoga con l’avv. Mario Lai, difensore in numerosi processi legati alle faide barbaricine, e l’ex Pubblico ministero dott. Mario Marchetti.

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«La Giunta regionale snatura Sa Die de Sa Sardigna per dedicare la festa del popolo sardo ai migranti. Una ricorrenza così importante che richiama l’insurrezione popolare del 28 aprile 1794 con la cacciata dei piemontesi, dovrebbe essere dedicata al ricordo degli eroi isolani come Giovanni Maria Angioy, Eleonora D’Arborea, Leonardo Alagon, il premio nobel Grazia Deledda, Sebastiano Satta, Emilio Lussu che hanno contribuito a dare dignità al popolo sardo con un alto valore di attaccamento all’Isola.»

A dirlo è Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’UDC in Consiglio regionale.

«Si dimostra la scarsa sensibilità verso un popolo che è in grave sofferenza economica e sociale, che come nel passato tenta di liberarsi dalle difficoltà e dalle imposizioni dall’alto», aggiunge Gianluigi Rubiu, sottolineando che «la scelta della Giunta appare un ulteriore schiaffo, visto che l’evento sarà celebrato alla presenza del presidente della Corsica Gilles Simeoni e dei rappresentanti dell’esecutivo isolano. Sarebbe stata una decisione azzeccata dedicare la giornata ai popoli del mare – conclude Gianluigi Rubiu – invece di intitolare la festa ai migranti che, pur riconoscendo lo spirito umanitario dell’iniziativa, non hanno nessuna radice in Sardegna».

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Emilio Lussu 2

Convegno San Donà di Piave 16-4-2016

A San Donà di Piave (Venezia), sabato 16 aprile 2016, alle ore 9.30, presso Auditorium Centro Culturale “Leonardo da Vinci” (Piazza Indipendenza), si terrà un convegno su “Due padri della patria: Emilio Lussu, Silvio Trentin”.

Organizzano la FASI, i Comuni di San Donà di Piave, Musile di Piave, Fossalta di Piave e Meolo; in collaborazione  con il Centro di Documentazione e Ricerca Silvio/Beppa/Giorgio/Franca/Bruno Trentin  e con i Musei Civici Sandonatesi; con il patrocinio della Regione Veneto, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comitato regionale  veneto  e  del Comitato  regionale sardo per il Centenario della Grande Guerra.

Coordinerà i lavori Marzio Favero, presidente del Comitato scientifico della Regione Veneto per il Centenario della Grande Guerra.

Dopo i saluti istituzionali, sono previste alcune relazioni.

“Diversamente Combattenti” (Mario Isnenghi, Università degli Studi di Venezia Ca’ Foscari);

“Il discorso di Lussu sull’Autonomia” (Gian Giacomo Ortu, Università degli Studi di Cagliari);

“Silvio Trentin e il federalismo tra crisi del diritto e crisi dello Stato” (Fulvio  Cortese, Università degli Studi di Trento);

“Uso delle risorse e socialismo in Lussu” (Giuseppe Caboni, Istituto Sardo per la Storia della Resistenza e dell’Autonomia);

“L’interventismo democratico di Silvio Trentin”  (Cesare De Michelis, Università degli Studi di Padova);

“Lussu nella diaristica della Grande Guerra” (Aldo Maria Morace, Università degli Studi di Sassari);

“Memoria, narrazione e mito della Grande Guerra in Lussu scrittore e politico” (Aldo Accardo, Università degli Studi di Cagliari).

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Mercoledì prossimo, 14 ottobre, verrà presentato a Cagliari al SEARCH – Sede Espositiva Archivio Storico Comunale, nel Sottopiano del Palazzo Civico (in largo Carlo Felice, 2), la presentazione alla stampa della sesta edizione di Nues, il festival sui fumetti e i cartoni del Mediterraneo promosso dal Centro Internazionale del Fumetto con la direzione artistica di Bepi Vigna .

In arrivo, tra il 15 ottobre e il 3 dicembre a Cagliari (ma con incursioni anche a Iglesias, Carbonia e Sassari), presentazioni e reading letterari, mostre, conferenze e spettacoli, finestre aperte su novità editoriali di fumetti e graphic novel con autori e illustratori della scena italiana, siriana, tunisina e del Madagascar: un ricco cartellone racchiuso nel sottotitolo “Nuvole dal fronte”, per esplorare i diversi risvolti della guerra e delle situazioni di conflittualità tra uomini, leitmotiv di questa edizione di Nues.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, che avrà inizio alle 11, il direttore artistico Bepi Vigna illustrerà il programma alla presenza dell’illustratrice tunisina Takoua Ben Mohamed, protagonista, l’indomani (giovedì 15 ottobre) a Cagliari, all’ExArt (l’ex Liceo Artistico, in piazza Dettori 9) dell’appuntamento inaugurale del festival: il taglio del nastro alle 18.00 della mostra “Woman Story, il Fumetto intercultura”.

Il progetto di graphic journalism della giovane artista (24 anni, nata a Douz, vive a Roma dall’età di 8 anni), già presentato alla Camera dei Deputati, al TEDx di Matera, al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, in varie università italiane e in Argentina, farà tappa in Sardegna grazie alla collaborazione tra il Centro Internazionale del Fumetto, lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) progetto “Emilio Lussu”, la Provincia di Cagliari, la Comunità La Collina, l’associazione Efys Onlus, Typos Studio Editoriale. Nel corso della serata sarà presentato il libro – catalogo della mostra (che rimarrà aperta fino al 24 ottobre) dal titolo “Woman Story” (edizioni Taphros). Il volume, a cura di Bepi Vigna e con prefazione di Don Ettore Cannavera, rappresenta la prima pubblicazione monografica del lavoro della disegnatrice.

Allegato di posta elettronica Takoua Ben Mohamed - poster (m)

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2015-10-02 Cagliari Processo Lussu Locandina

Dai libri di storia alle aule del tribunale. Grazie a uno spettacolo teatrale, il processo a Emilio Lussu – padre costituente sardo, ufficiale della Brigata Sassari, parlamentare, antifascista e fondatore del Partito Sardo d’Azione – verrà nuovamente celebrato nelle aule del palazzo di Giustizia di Cagliari. Ideato, scritto e diretto da Gianluca Medas, direttore artistico della compagnia Figli d’Arte Medas, una dei più noti gruppi teatrali isolani, che da anni si interessa ai principali fatti della storia sarda, l’allestimento, intitolato “Processo a Emilio Lussu – Un volto alle carte”, ha l’obiettivo di riportare in vita gli atti del procedimento contro Lussu, processato per aver ucciso un ragazzo che, assieme a una squadra di fascisti, stava assalendo la sua casa sulla scia dei disordini scatenati in Italia nel 1926, dopo un attentato a Mussolini.

Lo spettacolo, previsto per venerdì 2 ottobre, alle ore 16.30, nell’aula magna della Corte d’appello in piazza Repubblica 18, vedrà in scena gli avvocati-artisti dell’associazione Nonsoloavvocati onlus, impegnati a dare voce e volto ai protagonisti della vicenda storico-giuridica di Lussu. La rappresentazione ha inoltre il patrocinio dell’ordine degli avvocati e vanta l’apporto costumistico del Teatro Lirico di Cagliari, che ha preparato gli abiti d’epoca.

L’evento è valido ai fini della formazione e aggiornamento professionale forense e la partecipazione da diritto a 3 crediti formativi. L’iscrizione avverrà all’ingresso dell’aula della corte mediante esibizione e registrazione del badge. È esclusa la prenotazione on-line. Per ragioni di sicurezza l’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti a sedere. A processo iniziato non sarà più possibile entrare in Aula.