27 March, 2026
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«In Sardegna migliaia di persone con diabete rischiano ogni giorno la salute perché la Regione non garantisce un accesso adeguato ai sensori glicemici, nonostante le chiare evidenze scientifiche e le indicazioni nazionali più aggiornate. È una situazione indegna di un sistema sanitario che si definisce universale e che, invece, finisce per discriminare i pazienti in base alla loro terapia e, spesso, al reddito.»

Lo denuncia il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, che ha presentato un’interrogazione urgente alla presidente della Regione e all’assessore della Sanità per chiedere conto delle gravi carenze nell’assistenza alle persone con diabete e per sapere quali misure immediate si intendano adottare.

«Mentre le linee guida nazionali raccomandano l’utilizzo dei sensori per tutti i pazienti in terapia insulinica, in Sardegna – prosegue Gianluigi Rubiu – si continua ad applicare criteri vecchi e restrittivi che escludono migliaia di malati, in particolare quelli trattati con sola insulina basale. A pagarne il prezzo sono soprattutto i più fragili, che non possono permettersi di acquistare i dispositivi di tasca propria. Di fatto, la Regione sta creando pazienti di serie A e pazienti di serie B».

Il consigliere sottolinea come la dotazione finanziaria prevista dalla Giunta per i sistemi integrati per il diabete risulti del tutto insufficiente persino a garantire l’attuale livello di erogazione dei dispositivi, figuriamoci a estenderne l’uso secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità. «Si stanziano risorse che non coprono neppure l’esistente e poi ci si stupisce se le famiglie denunciano disservizi, ritardi, forniture inadeguate. Qui non siamo davanti a un dettaglio contabile, ma a una scelta politica precisa: risparmiare sulla pelle dei malati cronici», attacca Gianluigi Rubiu.

Nell’interrogazione si chiede alla Giunta se intenda aggiornare con urgenza le deliberazioni regionali sui criteri di prescrizione dei sensori glicemici, adeguandole alle linee guida nazionali e alle migliori pratiche già adottate in molte altre Regioni, e se non ritenga doveroso incrementare gli stanziamenti per garantire a tutti i pazienti in terapia insulinica un monitoraggio moderno ed efficace.

«Il diabete non aspetta i tempi della burocrazia – conclude Gianluigi Rubiu. Ogni giorno senza un controllo adeguato significa più rischi di ipoglicemie, complicanze, accessi in pronto soccorso. La Giunta Todde ha il dovere morale e politico di smettere di voltarsi dall’altra parte e di dare risposte immediate alle migliaia di sardi che convivono con questa malattia. Non accetteremo che, ancora una volta, siano i più deboli a pagare il prezzo dell’inerzia regionale».

Questa mattina, presso l’Aula Consiliare del comune di Santadi, è stato presentato ufficialmente “Sboccia un fiore nel Sulcis”, il progetto dell’Unione dei Comuni del Sulcis che mette in rete Santadi, Nuxis, Tratalias, Villaperuccio e Perdaxius.
Si tratta di un percorso condiviso che punta a valorizzare eventi, tradizioni e identità del Sulcis interno.
Non un nuovo evento, ma una nuova visione:
una rete stabile tra Comuni, strumenti comuni di promozione, coordinamento organizzativo e una strategia condivisa per rafforzare il territorio.
Durante la conferenza sono stati presentati:
il logo ufficiale del progetto
gli obiettivi e le azioni previste
– il calendario dei cinque eventi territoriali in programma tra aprile e maggio
Calendario dei cinque eventi che animeranno il territorio tra aprile e maggio:
• Domenica 19 aprile – Santadi, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Marconi
• Sabato 25 aprile – Tratalias, dalle ore 10.00 alle 20.00, Borgo Medievale
• Domenica 3 maggio – Villaperuccio, dalle ore 10.00 alle 20.00, Necropoli di Montessu
• Domenica 10 maggio – Nuxis, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Franco Murru
• Sabato 23 maggio – Perdaxius, dalle ore 10.00 alle 20.00, località San Leonardo
Il progetto verrà realizzato con la grande collaborazione delle Pro Loco del territorio.
Si tratta di un primo passo concreto verso una promozione più coordinata, capace di dare continuità e maggiore visibilità alle iniziative locali.
Hanno partecipato alla presentazione del progetto, con il presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis Andrea Pisanu, i sindaci, gli amministratori comunali e i rappresentanti delle Pro Loco, l’assessora regionale della Pubblica istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport Ilaria Portas e il consigliere regionale Gianluigi Rubiu.

«Questa mattina, come Provincia del Sulcis Iglesiente, abbiamo partecipato alla riunione convocata dalla Regione Sardegna e dalla presidente Alessandra Todde sul tema del polo industriale e sullo sblocco della mobilità in deroga, che coinvolge numerosi lavoratori ancora in attesa di rientrare al lavoro.»

Lo scrive in una nota Romeo Ghilleri, consigliere delegato della provincia del Sulcis Iglesiente.

«È stato un confronto importante, chiaro e costruttivo, alla presenza delle organizzazioni sindacali, dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani, dell’assessora del Lavoro Desirè Manca e dei consiglieri regionali Luca Pizzuto, Alessandro Pilurzu e Gianluigi Rubiuaggiunge Romeo Ghilleri -. È emersa una linea condivisa e determinata: chiedere al Governo risposte serie e concrete per il rilancio del polo industriale e dell’intero territorio. Come Provincia abbiamo ribadito alla Presidente e alla sua Giunta la nostra piena vicinanza ai lavoratori e alle sigle sindacali, confermando al tempo stesso la disponibilità a collaborare con la Regione in modo costante e responsabile per individuare soluzioni efficaci per il rilancio del comparto industriale – conclude Romeo Ghilleri -. Abbiamo inoltre dichiarato la nostra disponibilità a partecipare a ogni iniziativa e a tutti i tavoli di confronto, con proposte progettuali e una programmazione seria e strutturata, nell’interesse del territorio e della comunità.»

«L’emendamento al Milleproroghe sulla mobilità in deroga conferma l’attenzione dell’Esecutivo nazionale verso i territori più fragili. Auspichiamo che altrettanta tempestività arrivi dalla Giunta regionale, finora assente sui veri problemi della nostra comunità.»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu esprime piena soddisfazione per il deposito dell’emendamento al decreto Milleproroghe che reintroduce la mobilità in deroga per le aree di crisi industriale complessa.

«L’iniziativa assunta dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, rappresenta un atto di grande responsabilità e vicinanza alle realtà produttive in difficoltà – aggiunge Gianluigi Rubiu -. In un’area come la nostra, da troppo tempo alle prese con una crisi industriale che non accenna a risolversi, questo provvedimento offre una tutela concreta ai lavoratori e alle loro famiglie, in attesa che si creino le condizioni per un autentico rilancio occupazionale. L’emendamento governativo va nella direzione di garantire un presidio di dignità e coesione sociale, esattamente nei territori più esposti alle crisi produttive, come ha sottolineato il ministro Marina Calderone.»

«Prendiamo atto con favore che il Governo nazionale mantiene fede agli impegni assunti, dimostrando coerenza e sensibilità verso le istanze del nostro territoriorimarca Gianluigi Rubiu -. Non possiamo, tuttavia, non rilevare il preoccupante silenzio della Giunta regionale su queste stesse tematiche. Mentre l’Esecutivo nazionale interviene con provvedimenti concreti, dalla Regione Sardegna assistiamo a una prolungata assenza di iniziative mirate per il Sulcis Iglesiente.»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, infine, lancia un appello alla politica regionale: «La mobilità in deroga è uno strumento fondamentale, ma da sola non basta a risolvere decenni di crisi industriale. Servono progetti strutturali, visione strategica e capacità di spesa. Alla Giunta regionale chiediamo di abbandonare definitivamente la logica degli annunci e di mettere in campo, con urgenza, misure all’altezza della gravità del momento. I lavoratori del Sulcis Iglesiente meritano risposte immediate, non proclami. Il Governo nazionale ha fatto la sua parte: ora la Regione dimostri di essere all’altezza della sfida».

L’assemblea svoltasi stamane davanti ai cancelli dello stabilimento, a Portovesme, ha rilanciato la mobilitazione per la vertenza Sider Alloys. L’assemblea ha visto ha visto un’alta partecipazione di lavoratrici e lavoratori, presenti il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai; i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu e Gianluigi Rubiu; i sindaci di Domusnovas Isangela Mascia e Nuxis Romeo Ghilleri (che sono anche consiglieri provinciali); il consigliere provinciale e comunale di Carbonia Sandro Mereu; don Antonio Mura, parroco di Portoscuso e responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Iglesias.

«Tanti lavoratori della SiderAlloys e della GMS sono vittime indirette dell’impasse in cui lo stabilimento si trova attualmente, costrette in gran parte in cassa integrazionesostengono le segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM e CUB -. Infatti, nonostante le continue sollecitazioni delle organizzazioni sindacali in cui a più riprese è stata chiesta la discontinuità con l’attuale proprietà dello stabilimento, dopo otto anni da quando Invitalia acquisiva lo stabilimento ed il giorno dopo lo cedeva, attraverso una importante dote finanziaria, alla attuale proprietà, sembra assurdo raccontare che lo stabilimento si trova in condizioni peggiori di allora, in conseguenza della totale incapacità dimostrata da SiderAlloys. Il governo agisca affinché non ci siano ulteriori deroghe sopratutto nel momento in cui si presentano opportune alternative.»

All’assemblea hanno partecipato anche i tanti lavoratori in mobilità, vittime dirette, dall’ultima legge di bilancio, che li ha esclusi dal misero assegno di sostegno che percepivano; un fulmine a ciel sereno. In tutti gli interventi è emersa la volontà di riprendere la mobilitazione, per unire indissolubilmente i due punti, che il Governo sino ad oggi ha trascurato. «Lo ha fatto scientemente, dal momento che una costola dello Stato (Invitalia), è presente nella proprietà dello stabilimento per agire da controllore e da investitore, nei fatti, risulta che non ha fatto né l’una né l’altra. Anzi con le sue “non scelte”, contribuiscono allo sperpero delle risorse propedeutiche al rilancio dello stabilimento, attraverso il revamping, gli investimenti, che non si sono mai visti ad eccezione della fonderia», aggiungono le segreterie territoriali  FIOM, FSM, UILM e CUB che hanno accolto positivamente la convocazione arrivata dalla presidente della Regione per il 18 febbraio 2026, così come la partecipazione di diversi politici locali, ma chiedono un assoluto cambio di rotta: «Occorre assolutamente arrivare alle decisioni, che portino al cambio di proprietà ed al ripristino della mobilità in deroga per le aree di crisi complessa. Elementi fondamentali, per ipotizzare un rilancio industriale. Per queste ragioni, per mercoledì 18/02/2026 alle 9.00 presso il distributore di Villamassargia, sono convocati Lavoratrici e Lavoratori in mobilità e della SiderAlloys e della GMS, per affrontare le problematiche sopraesposte, chiedendo ancora una volta le immediate convocazioni ministeriali con il MIMIT e con il Ministero del Lavoro. FIOM, FSM, UILM e CUB si dichiarano pronti ad intraprendere immediate iniziative non escludendo che queste avvengano anche oltre mare.»

 

«Con profondo sdegno e preoccupazione ho appreso dalla stampa la notizia relativa all’increscioso fatto accaduto nel nostro territorio. Esprimo la mia totale disapprovazione per quanto avvenuto, ribadendo che simili episodi non possono avere spazio in una società che fonda i suoi valori sul rispetto e sulla legalità.»
Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.
«Desidero manifestare la mia più ferma solidarietà e vicinanza al sindaco, Antonello Puggioni, figura istituzionale che rappresenta con dignità e dedizione il nostro territorio. In questo momento delicato, è fondamentale che la comunità resti unita e coesa, sostenendo chi lavora ogni giorno per il bene comune», conclude Gianluigi Rubiu.

«È con profonda costernazione e legittima polemica che constatiamo, al termine dell’esame dell’articolo 4 della Finanziaria regionale, la totale assenza del settore della pesca nell’agenda politica della Giunta Todde. Un’assenza che non è una semplice dimenticanza, ma una precisa scelta politica che condanna all’invisibilità uno dei comparti produttivi più identitari, vitali e potenzialmente strategici della nostra Isola.»

Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Mentre la Legge di Stabilità 2026 viene discussa in Aula, si conferma una visione miope e distante dai territoriaggiunge Gianluigi Rubiu -. Non una misura, non una risorsa, non un’attenzione specifica viene riservata agli uomini e alle donne del mare, ai pescatori, agli allevatori ittici, all’indotto della filiera. Un settore che coinvolge migliaia di operatori e famiglie, e che in una regione con oltre 1.800 chilometri di costa dovrebbe essere al centro di politiche di sviluppo, tutela e innovazione.
Di fronte a questa doppia emergenza – l’emergenza cronica dell’abbandono politico e l’emergenza acuta del disastro naturale – l’azione della Giunta si conferma inadeguata e silente. La recente nomina dell’assessore Francesco Agus, che pure raccoglie le deleghe all’Agricoltura e alla Pesca, non ha per ora portato a quel cambio di passo e a quella attenzione concreta che il settore marittimo e le comunità costiere meritano da anni.»
«Chiedo con forza che questa Giunta apra finalmente gli occhi sul mondo della pesca sarda. Concludo con un appello preciso e non più rinviabile: nell’imminente ripartizione degli indennizzi e delle risorse per la ricostruzione post-ciclone Harry, si abbia finalmente un occhiò di riguardo verso il settore della pesca e verso il territorio del Sulcis Iglesiente e delle sue marinerie, così gravemente colpito, in modo particolare Sant’Anna Arresi, Teulada, Calasetta e Sant’Antiococonclude Gianluigi Rubiu -. Non si ripeta l’errore di considerare solo la terraferma. Il mare e chi ci lavora sono parte integrante e essenziale dell’economia e del tessuto sociale sardo. È ora di passare dalle parole ai fatti, dalle omissioni agli investimenti, dall’invisibilità al protagonismo. Basta con la pesca come settore fantasma. La Sardegna merita di più.»

A poche ore dalla nomina del nuovo assessore regionale all’Agricoltura, intendo rivolgere pubblicamente all’on. Francesco Agus i miei più sinceri auguri di buon lavoro per l’importante e delicato incarico che gli è stato affidato.

Esprimo, allo stesso tempo, una riflessione che nasce dalla consapevolezza delle sfide che ci attendono. Avremmo voluto che questo ruolo fosse ricoperto da un esperto del settore, poiché l’agricoltura in Sardegna non è un semplice comparto economico da amministrare. Essa rappresenta lo spaccato più autentico della nostra Isola, della sua storia millenaria, della sua cultura e della sua identità più profonda.

Proprio per questo, l’azione dell’Assessore dovrà confrontarsi con una complessità unica: il difficile rapporto tra leggi nazionali, regionali e comunitarie, che deve essere sapientemente calato e interpretato nel contesto specifico della Sardegna. Le nostre peculiarità ambientali, sociali e produttive richiedono risposte su misura, non semplici adempimenti burocratici.

Per queste ragioni, è mia ferma convinzione che l’assessorato dell’Agricoltura non possa e non debba essere utilizzato come merce di scambio nelle dinamiche politiche. Deve essere riconosciuto e trattato da tutte le forze politiche come un assessorato centrale e strategico, il cui buon funzionamento è decisivo per il futuro economico, sociale e ambientale della Sardegna.

Auguro pertanto al nuovo assessore di essere all’altezza di questa responsabilità, mettendo al primo posto gli interessi degli agricoltori, dei pastori e di tutto il sistema agro-pastorale sardo, patrimonio inestimabile da custodire e valorizzare.

Gianluigi Rubiu
Consigliere regionale Fratelli d’Italia

E’ stato presentato venerdì 21 novembre, a Piscinas, il nuovo corso ITS “Tecnico superiore per la valorizzazione dei prodotti enogastronomici e del territorio”. Si tratta di un progetto formativo che nasce per rispondere alle esigenze in continua evoluzione del comparto agroalimentare e turistico sardo. Alla presentazione, nella sala consiliare del comune di Piscinas, hanno partecipato Mariano Cogotti, sindaco del comune di Piscinas; Gianluigi Loru, vive presidente della provincia del Sulcis Iglesiente; Cristoforo Luciano Piras e Nicoletta Piras, presidente e direttrice tecnico del Gal Sulcis Iglesiente, Capoterra e Campidano di Cagliari; Ottavio Sanna, direttore dell’ITS Academy TAGSS; Giorgia Floris, dirigente dell’Istituto Beccaria; Ilaria Portas, assessora regionale Pubblica Istruzione.

Sono intervenuti il consigliere regionale Gianluigi Rubiu; il vicesindaco di Carbonia Michele Stivaletta; il presidente della Cantina Santadi Elvio Daniele Curreli.

Il corso di Marketing Enogastronomico si propone come risposta concreta alla crescente richiesta di competenze avanzate nella promozione del prodotto agroalimentare, nello storytelling, nella comunicazione digitale e nello sviluppo di esperienze turistiche integrate.

Al termine abbiamo intervistato l’assessora regionale della Pubblica istruzione Ilaria Portas e la direttrice del Gal Sulcis Iglesiente Nicoletta Piras.

 

 

«Un altro angolo del Sulcis privato di un servizio sanitario essenziale: 1.500 pazienti restano senza medico di famiglia a Villamassargia. La tanto sbandierata sanità di prossimità resta ancora una chimera in Sardegna, perdendo ancora una volta un servizio essenziale come quello del medico di base. Mentre la Giunta regionale si riempie la bocca di proclami sulla sanità territoriale, di fronte ai fatti dimostra tutta la sua inefficacia e il suo colpevole disinteresse. La situazione che stanno vivendo i cittadini di Villamassargia, Domusnovas e Iglesias non è più un’emergenza.»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu commenta con durezza la scandalosa situazione che da settimane lascia oltre 1.500 pazienti, tra anziani, cronici e persone fragili, senza un medico di famiglia.

«Da oltre due settimaneaggiunge Gianluigi Rubiu un intero territorio è stato lasciato al suo destino. La chiusura dell’ambulatorio di Villamassargia e la mancata sostituzione del medico sono la prova che la programmazione regionale è inesistente. Il primo bando andato deserto non è una fatalità, è la diretta conseguenza dell’incapacità di attrarre professionisti e di governare il sistema. Hanno pubblicato un nuovo bando con colpevole ritardo, quando i cittadini sono già allo stremo. È una presa in giro!»

«L’assessorato della Sanità, invece di intervenire con soluzioni immediate e straordinarie, sembra assistere impassibile a questo sfacelosottolinea Gianluigi Rubiu -. Dove sono i piani di contingenza? Dove sono gli incentivi per i medici? Dove sono le soluzioni per garantire il diritto alla salute, sancito dalla nostra Costituzione? La risposta, purtroppo, è un silenzio assordante, rotto solo dalle disperate proteste di cittadini e amministratori locali. Ad Iglesias, con il prossimo pensionamento di un altro medico di famiglia, altri 1.500 pazienti resteranno scoperti. Siamo sull’orlo del collasso totale, e chi dovrebbe governare la sanità regionale sembra non avere né la volontà né la capacità di porvi rimedio. I medici rimasti sono al limite del burn-out. È questa la ‘sanità di prossimità’ che ci vengono a raccontare? Questa non è più un’emergenza, è la norma in una Regione che ha perso il controllo della sua sanità territoriale. Chiediamo con forza all’assessore e al presidente di uscire dal loro torpore e di rendere conto immediatamente ai cittadini.»

«In altre regioni prendono sempre più piede delle figure di supporto all’attività dei medici di famiglia che con adeguata formazione possono garantire una continuità assistenziale ai territori soprattutto laddove i pazienti in carico ai singoli medici di base causano cuna congestione del sistema sanitario territorialeconclude Gianluigi Rubiu -. Abbiamo presentato un’interrogazione formale per avere risposte che, purtroppo, non crediamo arriveranno. Intanto, la gente soffre. Questo non è un governo della sanità, è un abbandono di popolo. Continueremo a batterci perché il diritto alla salute non sia un privilegio per pochi, ma una garanzia per tutti i sardi.»