«È con profonda costernazione e legittima polemica che constatiamo, al termine dell’esame dell’articolo 4 della Finanziaria regionale, la totale assenza del settore della pesca nell’agenda politica della Giunta Todde. Un’assenza che non è una semplice dimenticanza, ma una precisa scelta politica che condanna all’invisibilità uno dei comparti produttivi più identitari, vitali e potenzialmente strategici della nostra Isola.»
Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.
«Mentre la Legge di Stabilità 2026 viene discussa in Aula, si conferma una visione miope e distante dai territori – aggiunge Gianluigi Rubiu -. Non una misura, non una risorsa, non un’attenzione specifica viene riservata agli uomini e alle donne del mare, ai pescatori, agli allevatori ittici, all’indotto della filiera. Un settore che coinvolge migliaia di operatori e famiglie, e che in una regione con oltre 1.800 chilometri di costa dovrebbe essere al centro di politiche di sviluppo, tutela e innovazione.
Di fronte a questa doppia emergenza – l’emergenza cronica dell’abbandono politico e l’emergenza acuta del disastro naturale – l’azione della Giunta si conferma inadeguata e silente. La recente nomina dell’assessore Francesco Agus, che pure raccoglie le deleghe all’Agricoltura e alla Pesca, non ha per ora portato a quel cambio di passo e a quella attenzione concreta che il settore marittimo e le comunità costiere meritano da anni.»
«Chiedo con forza che questa Giunta apra finalmente gli occhi sul mondo della pesca sarda. Concludo con un appello preciso e non più rinviabile: nell’imminente ripartizione degli indennizzi e delle risorse per la ricostruzione post-ciclone Harry, si abbia finalmente un occhiò di riguardo verso il settore della pesca e verso il territorio del Sulcis Iglesiente e delle sue marinerie, così gravemente colpito, in modo particolare Sant’Anna Arresi, Teulada, Calasetta e Sant’Antioco – conclude Gianluigi Rubiu -. Non si ripeta l’errore di considerare solo la terraferma. Il mare e chi ci lavora sono parte integrante e essenziale dell’economia e del tessuto sociale sardo. È ora di passare dalle parole ai fatti, dalle omissioni agli investimenti, dall’invisibilità al protagonismo. Basta con la pesca come settore fantasma. La Sardegna merita di più.»
A poche ore dalla nomina del nuovo assessore regionale all’Agricoltura, intendo rivolgere pubblicamente all’on. Francesco Agus i miei più sinceri auguri di buon lavoro per l’importante e delicato incarico che gli è stato affidato.
Esprimo, allo stesso tempo, una riflessione che nasce dalla consapevolezza delle sfide che ci attendono. Avremmo voluto che questo ruolo fosse ricoperto da un esperto del settore, poiché l’agricoltura in Sardegna non è un semplice comparto economico da amministrare. Essa rappresenta lo spaccato più autentico della nostra Isola, della sua storia millenaria, della sua cultura e della sua identità più profonda.
Proprio per questo, l’azione dell’Assessore dovrà confrontarsi con una complessità unica: il difficile rapporto tra leggi nazionali, regionali e comunitarie, che deve essere sapientemente calato e interpretato nel contesto specifico della Sardegna. Le nostre peculiarità ambientali, sociali e produttive richiedono risposte su misura, non semplici adempimenti burocratici.
Per queste ragioni, è mia ferma convinzione che l’assessorato dell’Agricoltura non possa e non debba essere utilizzato come merce di scambio nelle dinamiche politiche. Deve essere riconosciuto e trattato da tutte le forze politiche come un assessorato centrale e strategico, il cui buon funzionamento è decisivo per il futuro economico, sociale e ambientale della Sardegna.
Auguro pertanto al nuovo assessore di essere all’altezza di questa responsabilità, mettendo al primo posto gli interessi degli agricoltori, dei pastori e di tutto il sistema agro-pastorale sardo, patrimonio inestimabile da custodire e valorizzare.
E’ stato presentato venerdì 21 novembre, a Piscinas, il nuovo corso ITS “Tecnico superiore per la valorizzazione dei prodotti enogastronomici e del territorio”. Si tratta di un progetto formativo che nasce per rispondere alle esigenze in continua evoluzione del comparto agroalimentare e turistico sardo. Alla presentazione, nella sala consiliare del comune di Piscinas, hanno partecipato Mariano Cogotti, sindaco del comune di Piscinas; Gianluigi Loru, vive presidente della provincia del Sulcis Iglesiente; Cristoforo Luciano Piras e Nicoletta Piras, presidente e direttrice tecnico del Gal Sulcis Iglesiente, Capoterra e Campidano di Cagliari; Ottavio Sanna, direttore dell’ITS Academy TAGSS; Giorgia Floris, dirigente dell’Istituto Beccaria; Ilaria Portas, assessora regionale Pubblica Istruzione.
Sono intervenuti il consigliere regionale Gianluigi Rubiu; il vicesindaco di Carbonia Michele Stivaletta; il presidente della Cantina Santadi Elvio Daniele Curreli.
Il corso di Marketing Enogastronomico si propone come risposta concreta alla crescente richiesta di competenze avanzate nella promozione del prodotto agroalimentare, nello storytelling, nella comunicazione digitale e nello sviluppo di esperienze turistiche integrate.
Al termine abbiamo intervistato l’assessora regionale della Pubblica istruzione Ilaria Portas e la direttrice del Gal Sulcis Iglesiente Nicoletta Piras.

«Un altro angolo del Sulcis privato di un servizio sanitario essenziale: 1.500 pazienti restano senza medico di famiglia a Villamassargia. La tanto sbandierata sanità di prossimità resta ancora una chimera in Sardegna, perdendo ancora una volta un servizio essenziale come quello del medico di base. Mentre la Giunta regionale si riempie la bocca di proclami sulla sanità territoriale, di fronte ai fatti dimostra tutta la sua inefficacia e il suo colpevole disinteresse. La situazione che stanno vivendo i cittadini di Villamassargia, Domusnovas e Iglesias non è più un’emergenza.»
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu commenta con durezza la scandalosa situazione che da settimane lascia oltre 1.500 pazienti, tra anziani, cronici e persone fragili, senza un medico di famiglia.
«Da oltre due settimane – aggiunge Gianluigi Rubiu – un intero territorio è stato lasciato al suo destino. La chiusura dell’ambulatorio di Villamassargia e la mancata sostituzione del medico sono la prova che la programmazione regionale è inesistente. Il primo bando andato deserto non è una fatalità, è la diretta conseguenza dell’incapacità di attrarre professionisti e di governare il sistema. Hanno pubblicato un nuovo bando con colpevole ritardo, quando i cittadini sono già allo stremo. È una presa in giro!»
«L’assessorato della Sanità, invece di intervenire con soluzioni immediate e straordinarie, sembra assistere impassibile a questo sfacelo – sottolinea Gianluigi Rubiu -. Dove sono i piani di contingenza? Dove sono gli incentivi per i medici? Dove sono le soluzioni per garantire il diritto alla salute, sancito dalla nostra Costituzione? La risposta, purtroppo, è un silenzio assordante, rotto solo dalle disperate proteste di cittadini e amministratori locali. Ad Iglesias, con il prossimo pensionamento di un altro medico di famiglia, altri 1.500 pazienti resteranno scoperti. Siamo sull’orlo del collasso totale, e chi dovrebbe governare la sanità regionale sembra non avere né la volontà né la capacità di porvi rimedio. I medici rimasti sono al limite del burn-out. È questa la ‘sanità di prossimità’ che ci vengono a raccontare? Questa non è più un’emergenza, è la norma in una Regione che ha perso il controllo della sua sanità territoriale. Chiediamo con forza all’assessore e al presidente di uscire dal loro torpore e di rendere conto immediatamente ai cittadini.»
«In altre regioni prendono sempre più piede delle figure di supporto all’attività dei medici di famiglia che con adeguata formazione possono garantire una continuità assistenziale ai territori soprattutto laddove i pazienti in carico ai singoli medici di base causano cuna congestione del sistema sanitario territoriale – conclude Gianluigi Rubiu -. Abbiamo presentato un’interrogazione formale per avere risposte che, purtroppo, non crediamo arriveranno. Intanto, la gente soffre. Questo non è un governo della sanità, è un abbandono di popolo. Continueremo a batterci perché il diritto alla salute non sia un privilegio per pochi, ma una garanzia per tutti i sardi.»
«È inaccettabile che il Sulcis Iglesiente resti isolato per oltre due anni a causa dei lavori sulla linea ferroviaria per Cagliari, senza che la Regione predisponga un piano efficace per gestire i disagi e garantire la mobilità dei cittadini.»
Lo dichiara Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta al presidente della Regione e all’assessore regionale dei Trasporti.
A partire dal 1° luglio 2025 e sino al 31 dicembre 2026, la tratta Decimomannu-Iglesias-Carbonia sarà completamente chiusa per consentire a Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) di realizzare il raddoppio della linea Decimomannu-Villamassargia, l’attrezzaggio del sistema di sicurezza ERTMS e altri lavori di miglioramento infrastrutturale, per un investimento complessivo di oltre 130 milioni di euro.
Durante tutto il periodo dei lavori, i collegamenti saranno assicurati soltanto da bus sostitutivi, con fermate intermedie obbligatorie a Villamassargia e Siliqua, determinando tempi di percorrenza molto più lunghi e notevoli disagi per pendolari, studenti e lavoratori.
«Parliamo di un territorio ampio e già penalizzato sul piano infrastrutturale – evidenzia Gian Luigi Rubiu -. È impensabile che chi dal Sulcis si sposta ogni giorno verso Cagliari debba sopportare viaggi interminabili e coincidenze difficili per oltre due anni. La Regione ha il dovere di intervenire, coordinandosi con RFI e FS, per garantire servizi sostitutivi efficienti e misure concrete di sostegno agli utenti.»
Con la sua interrogazione, Gianluigi Rubiu chiede alla Giunta regionale di chiarire:
«Il Sulcis non può essere abbandonato ancora una volta – conclude Gianluigi Rubiu -. Serve un impegno immediato della Regione per assicurare che i collegamenti con Cagliari restino efficienti, sicuri e puntuali anche durante il periodo dei lavori.»
Nella foto di copertina il centro intermodale di Carbonia
«La sindrome FOXG1 è una gravissima patologia del neurosviluppo che colpisce soprattutto i bambini. Una malattia rara che, in Sardegna, registra un unico caso, nel Sulcis Iglesiente. Ho presentato un’interrogazione alla presidente della Regione e all’assessore della Sanità per chiedere interventi urgenti a favore delle persone affette da malattie rare, con particolare riferimento alla sindrome FOXG1, una gravissima patologia del neurosviluppo che colpisce soprattutto i bambini.»
Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.
«Questa vicenda mette in evidenza tutte le difficoltà legate all’assenza di centri specializzati e di percorsi dedicati nell’isola – aggiunge Gianluigi Rubiu -. La famiglia coinvolta è costretta a trasferte continue nel nord Italia per garantire cure e programmi riabilitativi alla propria bambina, affrontando costi ingenti e disagi burocratici. Ritengo inaccettabile che nella nostra Regione non siano garantiti sostegno e continuità assistenziale a chi vive una prova così difficile. È dovere delle istituzioni colmare questa lacuna e assicurare pari diritti e dignità a tutte le famiglie.»
«Con la mia interrogazione ho chiesto alla presidente Alessandra Todde e all’assessore Armando Bartolazzi di riconoscere e sostenere le spese di trasferimento fuori Sardegna per le famiglie coinvolte, di attivare percorsi di presa in carico personalizzata, con un referente regionale dedicato, di rafforzare il sostegno economico, psicologico e sociale in collaborazione con associazioni e centri di riferimento nazionali e di inserire la sindrome FOXG1 tra le priorità di intervento del Centro di Coordinamento Regionale Malattie Rare – conclude Gianluigi Rubiu -. Il mio impegno non è rivolto solo a dare una risposta immediata alla famiglia che oggi vive questa condizione, ma anche a costruire un sistema di supporto stabile e inclusivo, capace di affrontare con serietà e sensibilità le sfide poste dalle malattie rare. Nessuno deve sentirsi solo davanti a un problema così grande.»
«Ferma condanna per chi devasta la nostra isola viste le conseguenze devastanti per l’ambiente, la salute pubblica, le attività economiche e la sicurezza dei cittadini. Non possiamo restare inermi davanti a questi ignobili che ogni anno distruggono migliaia di ettari della nostra regione.»
Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.
«E’ indispensabile realizzare una “Carta del rischio incendi” regionale, con aggiornamenti periodici per attivare interventi preventivi mirati in base al livello di pericolosità delle aree maggiormente a rischio. Necessario definire vie di esodo delle zone con maggiore concentrazione di persone – aggiunge Gianluigi Rubiu -. Troppo spesso anche la burocrazia Le attuali normative, vincoli paesaggistici e ambientali (SIC, PAI, SIN, parchi, demani, ecc.), rendono di fatto quasi impossibile – o eccessivamente onerosa – la realizzazione di attività preventive quali: piste tagliafuoco, laghetti collinari, pulizia del sottobosco, raccolta ramaglie, viabilità di accesso, ecc. Il 50% del territorio sardo è boscato: parliamo di circa 1.250.000 ettari. Necessitano dunque di un presidio permanente. Le attuali forze in campo sono totalmente insufficienti, è indispensabile chiamare urgentemente i 600 vincitori di concorso FORESTAS che ancora attendo di entrare in servizio.»
«Gli strumenti e le tecniche per la lotta agli incendi devono essere rinnovati – sottolinea Gianluigi Rubiu -. La Sardegna deve dotarsi di tutte le tecnologie disponibili in materia di prevenzione e controllo. Termoscanner, fototrappole, droni, sono solo alcuni dei nuovi strumenti che oggi possono essere d’aiuto nel prevenire gli eventi incendiari e scongiurare immani tragedie. E’ necessario affiancare alla lotta attiva un vero modello di prevenzione permanente fondato sulla manutenzione del territorio, la formazione professionale degli operatori, nuove assunzioni e la partecipazione attiva della popolazione.»
«In queste ore ho presentato come primo firmatario, insieme a tutto i consiglieri di minoranza una mozione per chiedere l’impegno della presidente Todde e dell’assessore all’Ambiente su tutti queste tematiche – conclude Gianluigi Rubiu -. La Sardegna non può più attendere. I fatti di questi giorni ci ricordano drammaticamente che in ballo non c’è solo il nostro patrimonio boschivo ma anche la vita umana.»
«La presidente Todde impedisce l’ampliamento dell’azienda Rwm a Domusnovas e l’avvio di alcuni nuovi reparti produttivi, mettendo a rischio non solo un centinaio di assunzioni, ma anche i 500 posti di lavoro attualmente occupati. Malgrado l’Azienda abbia adempiuto a tutte le richieste burocratiche e l’istruttoria amministrativa si sia conclusa da alcuni mesi con esito positivo, la Giunta regionale, nonostante il superamento dei termini previsti, non ha ancora adottato l’atto necessario per il rilascio definitivo della Valutazione d’impatto ambientale (Via). Ora sarà il Tar Sardegna, al quale l’Azienda si è rivolta, a decidere su questa vicenda amministrativa, verosimilmente con conseguenti danni economici per le casse regionali.»
Lo hanno denunciato Paolo Truzzu e Giganluigi Rubiu, capogruppo e consigliere regionale di Fratelli d’Italia.
«Un pregiudizio ideologico non può e non deve ostacolare la lecita attività di un’azienda che in un territorio come il Sulcis, già in grosse difficoltà economiche e sociali, rappresenta un’importante fonte di reddito per tante famiglie e potrebbe rappresentarla per tante altre», ha aggiunto Gianluigi Rubiu.
«Un altro illuminante episodio della saga che vede protagonisti gli attori del ‘Campo largo’. Da una parte i pentastellati, arroccati nelle stanze del potere a difesa della poltrona della presidente Todde, indebolita dall’incombente decadenza, dall’altra, a turno, Pd e Progressisti che cercano, inutilmente, di scalfire il potere presidenziale di fare il bello e il cattivo tempo, senza far toccare palla agli alleati. Tutto si svolge in un clima apparentemente disteso, almeno fino a quando non saranno definite le candidature nelle Regioni che andranno al voto in autunno. Poi, ‘liberi tutti’ e non mancheranno le sorprese», ha concluso Paolo Truzzu.