2 August, 2021
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Uno sfortunato autogoal di Claudio Cogotti ha deciso la gara di andata dei quarti di finale di Coppa Italia, disputata questo pomeriggio tra Macomerese e Carbonia. Il risultato punisce un buon Carbonia, ancora una volta con tanti giovanissimi nell’undici iniziale, capace di creare tanto ma non preciso nelle conclusioni, prima e dopo l’autogoal subito. La squadra biancoblu è stata sostenuta, come sempre, dall’entusiasmo dei Briganti, fermamente convinti, come tutto l’ambiente, che la qualificazione si deciderà tra due settimane al Comunale “Carlo Zoboli”.

Questa la formazione del Carbonia scesa in campo a Macomer: Daniele Bove, Nicola Boi, Simone Giovagnoli (classe 1997), Federico Zucca (2000, dall’85’ Fabio Biccheddu 2000), Cristian Mameli, Claudio Cogotti, Lorenzo Loi (dal 75′ Filippo Casula 2000), Marco Foddi, Momo Konatè (1998, dal 75′ Angelo Desogus 2000), Fabrizio De Gradi (1998), Alessio Lintas (1997, dal 65′ Fabio Mastino 2001). A disposizione: Omar Galizia (1998), Gianluca Secci (2000), Giorgio Madeddu (2000). 

Sugli altri campi, Cus Sassari e Porto Rotondo hanno pareggiato 1 a 1, stesso risultato maturato tra San Marco Assemini ’80 e Sant’Elena Qusrtu, mentre la Dorgalese ha superato il Fonni per 1 a 0.

Marco Foddi.

 

 

 

 

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Giorgio Madeddu, responsabile scientifico dell’Associazione AMICI della VITA, Gruppi di Auto Aiuto per Alcol Tossicodipendenti, Malati Tumorali, Autismo, ha inviato una lettera aperta alla Giunta ed al Consiglio regionale, sulla mancata applicazione della legge regionale N. 12 del 13 giugno 2014 “Interventi regionali per la prevenzione della fetopatia alcolica”.

Di seguito il testo integrale.

PIGLIARU, ARRU, GANAU: CHE DELUSIONE!

Signori Amministratori della Sardegna,

la vostra indifferenza e superficialità dopo la trionfale approvazione della legge regionale N. 12 del 13 giugno 2014 “Interventi regionali per la prevenzione della fetopatia alcolica” ancor oggi inapplicata, merita la nostra più severa disapprovazione e pubblica indignazione.

13 giugno 2014: il Consiglio regionale dopo la presentazione dell’assessore della Sanità Luigi Arru e gli entusiastici interventi di numerosi onorevoli regionali vota all’unanimità dei presenti (cinquanta) la legge N. 12. Arrivava a fine corsa l’emozionante avventura cominciata nel sulcis 25 anni prima nel Centro alcologico “Don Vito Sguotti” e, apparentemente, licenziata nella cagliaritana via Roma. La proposta di legge elaborata dall’Associazione Amici della Vita Sulcis nella trincea del bisogno e della solitudine fu affiancata da iniziative divulgative e di sensibilizzazione nelle scuole, parrocchie e associazioni, ottenendo costante adesione e partecipazione delle Amministrazioni Comunali, Curia, dei consiglieri regionali del Sulcis e il sostegno di Tore Cherchi, Giunta e Consiglio provinciale che finanziarono la prima brochure italiana sulla fetopatia alcolica.

I punti qualificanti della L.R. 12:

a) Riconosce la possibilità di prevenire le conseguenze dell’abuso alcolico in gravidanza ma, soprattutto, propone una premura e un rispetto mai dimostrato prima dal legislatore per la malata di Alcol dipendenza, nessun giudizio morale, la stessa dignità che il mondo sanitario e le istituzioni riconoscono alle altre patologie.

b) Adozione di Linee guida, questionari, percorsi di presa in carico attraverso Consultori, Serd, Associazioni.

c) Incoraggia e valorizza la collaborazione tra tutte le figure professionali sanitarie competenti in materia.

d) Riconosce la gratuità dei rilevatori (GammaGT e Transferrina Desialata) d’abuso alcolico per le donne in epoca pre concezionale o in stato di gravidanza ampliando di fatto (in Sardegna) quanto garantito dal decreto ministeriale del 10 settembre 1998.

La Legge prevedeva inoltre:

1) Delibera della Giunta regionale “entro 60 giorni di linee guida”.

2) Istituzione entro 60 giorni del “tavolo permanente per la prevenzione della fetopatia alcolica e i problemi alcol correlati”.

Novembre 2016: segnaliamo a stampa e televisioni la vostra inadempienza e registriamo un sussulto d’orgoglio: il 2 dicembre 2016, infatti, con delibera di Giunta regionale 64/5 il presidente Francesco Pigliaru da mandato all’assessore Luigi Arru di istituire un tavolo tecnico che elabori linee guida e tavolo permanente ( dai 60 giorni previsti dagli artt. 2 e 4 della L.R.12/2014 ai 910 giorni della delibera). Evitando le facili polemiche riconoscerete, impegnati in altrettanti fronti e criticità, di avere sottovalutato l’importanza sociale, scientifica e morale che ha animato gli irriducibili sostenitori della legge.

Sicuro di non offendere la vostra sensibilità, sintetizzo le drammatiche conseguenze che l’abuso alcolico in gravidanza determina in Sardegna ogni anno.

Alcolisti in Sardegna 40.000 (20.000 Donne, 15.000 in età fertile)

650 Aborti da abuso alcolico non diagnosticati definiti “spontanei” nelle cartelle cliniche ospedaliere.

65 Fetopatie Alcoliche (F.A.) caratterizzate da sindromi fenotipiche variabili e ritardo mentale grave.

I Bambini affetti da F.A. hanno identica aspettativa di vita dei loro coetanei, 75 anni, rappresenta non solo strazio, angoscia e sofferenze per la famiglia e la comunità ma anche un costo economico non indifferente. In 75 anni tra invalidità e accompagnamento, Legge 20, Legge 162, Insegnante di sostegno per, mediamente, 13 anni, Legge 104/92 per un genitore e spese sanitarie varie, una disabilità grave, perché di questo parliamo, supera il milione e mezzo di euro, ipoteca che non graverà su Voi e noi soltanto ma la trasmetteremo in eredità ai nostri figli, sì, distinti Onorevoli Pigliaru, Arru e Ganau i nostri figli e nipoti affiancheranno e si prenderanno cura di questa grave ma prevenibile disabilità che la vostra indolenza non ha considerato prioritaria.

Riflettete: quante delibere e risorse avete destinato negli ultimi tre anni alle sagre del pisello, fagiolo, della trippa, del tappo di sughero, del gomito e ginocchio destro, ai numerosi eventi che considerate “fisiologico supporto agli elettori e strascico per le prossime elezioni”. I 150.000 euro annui che la legge 12 prevedeva per il 2014/15/16 meritavano secondo noi, ma forse siamo esagerati, altrettanto interesse!

Riflettete: avete snobbato la prima legge in Europa che poteva incidere concretamente sulla prevenzione della più frequente forma di ritardo mentale da etiologia nota, avete privilegiato la cronaca e la visibilità delle inaugurazioni dove il clientelismo è tangibile (sanità, turismo, industria, cultura, lavori pubblici e…) trascurando i potenziali vantaggi economici e sociali ma soprattutto morali, anime propulsive della legge 12/2014.

Avete e state pensando alle prossime elezioni esattamente come chi vi ha preceduto, la stessa proposta da Voi tramutata in legge la Giunta regionale precedente la anestetizzò perché quando la proponemmo nella primavera del 2013 era già in corso la campagna elettorale.

Nell’essenza più profonda il centro-destra-sinistra si dimostrano geneticamente simili, le campagne elettorali scoppiettanti di buone intenzioni con patetici incoraggiamenti al Volontariato da tutti definito: «Risorsa insostituibile da valorizzare e sostenere», balle!

I politici, quasi a tutti i politici, corteggiano il volontariato se lo ritengono funzionale al proprio interesse, potere, visibilità; quando il Volontariato non chiede assistenza o contributi al politico di turno ma lavora, studia, propone in autonomia e senza servilismi quanto la vita insegna, l’entusiasmo scema, si trasforma in distanza, sospetto o, come in questa storia, indifferenza.

Presidente Pigliaru, 900 giorni dopo il mitico 13 giugno 2014 Lei stabilisce «l’istituzione del tavolo permanente di monitoraggio per la prevenzione della fetopatia alcolica e dei problemi alcol correlati». Ritengo Lei uomo intelligente ma le sue scelte sono stravaganti:

a) Inserisce nel tavolo permanente Amici della Vita senza chiederci scusa per gli 850 giorni di ritardo? Registri ufficialmente il nostro deciso rifiuto alla sua proposta, preveda da parte nostra massima collaborazione, esterna e autonoma, leale ma soprattutto si aspetti vigilanza sull’applicazione della legge 12/2014 sempre che la sua maggioranza sia in grado di trasformarla in realtà entro l’attuale legislatura.

b) L’istituzione formale del “tavolo permanente” risale alla sua delibera N. 64/5 del dicembre 2016, sono trascorsi 10 mesi e nessun tavolo è stato apparecchiato né convocato dal suo delegato assessore Luigi Arru, o il suo collaboratore non la prende sul serio o per tutti voi “permanente” è sinonimo di futuro prossimo.

c) L’alto dirigente regionale Alessandro De Martini, certamente uomo integerrimo, ha sottoscritto la delibera 64/5 del 2 dicembre scorso, meriterebbe un aggiornamento sull’art. 6 comma 3 della Legge 12, norme finanziarie, «Gli oneri della presente legge gravano sull’UPB S05.01.001 del bilancio di previsione della regione per gli anni 2014- 2016 e su quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi», Il dott. Alessandro De Martini avrebbe dovuto rimproverarla per l’intempestività o meglio miastenia che ha caratterizzato la sua azione in questa occasione, lo faccio io: Lei è moroso!

Presidente Pigliaru:

rilegga l’art. 5 della legge 12: «La Giunta regionale presenta ogni due anni al Consiglio regionale una dettagliata relazione che illustra i dati concernenti l’attuazione della presente legge, con particolare riferimento alla verifica dell’efficacia degli interventi», considerando il ritardo di 850 giorni sulle linee guida e tavolo permanente le previsioni su “relazione, risultati ed efficacia” della Legge 12 sono per il 2044.

Prima dell’incoraggiamento finale ad essere coerenti, risvegliarsi da un patologico letargo e trasformare le attuali due paginette del Consiglio regionale ( la Legge 12/2014) nel più affascinante e innovativo dispositivo europeo a favore della Vita debolissima momentaneamente accolta nella Vita fragile delle Alcoliste e Tossicodipendenti, un’ultima considerazione:

«Sgomenta pensare che l’assessore Arru ed il presidente Ganau sono medici e non hanno destinato una goccia del loro sudore alla Fetopatia Alcolica».

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Gli attivisti del gruppo “5 stelle per Iglesias Afferente al M5S” hanno organizzato all’incontro che si terrà venerdì 21/07/17, dalle ore 18,00, a Iglesias, nella sala Lepori di via Isonzo, con gli attivisti del gruppo 5 stelle per Iglesias, la senatrice M5S Giulia Grillo, i deputati del M5S Massimo Baroni ed Emanuela Corda, e il dottor Giorgio Madeddu.

Si parlerà di sanità pubblica in Sardegna con riferimento a liste d’attesa, intramoenia, registro tumori, razionalizzazione dei costi con attività di associazionismo di auto aiuto….

«Una realtà, in particolare quella sanitaria iglesiente – sostengono gli organizzatori -, che desta molta preoccupazione per la mancanza di servizi primari nonostante la recente ed esosa ristrutturazione del Centro Traumatologico (C.T.O.).»

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La Sala Lepori di via Isonzo, a Iglesias, ospiterà giovedì 29 giugno, con inizio alle ore 18.00, un’assemblea pubblica sul tema “La rete sarda – Difesa Sanità pubblica e privata”, organizzata dal coordinamento Rete Sarda del Sulcis Iglesiente. Interverranno come relatori, la dottoressa Claudia Zuncheddu ed il dottor Massimo Dadea (ex consiglieri regionali); il dottor Giorgio Madeddu, presidente dell’associazione Amici della Vita Sulcis, e il dottor Antonio Barracca.

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Non è la prima volta che Villaspeciosa si veste di verde. Finora è stato però il verde degli alberi e dei prati ad abbellire il panorama speciosese. Oggi il verde è invece quello militare, quello un po’ sbiadito della Prima Guerra mondiale. Oggi sarà quel verde ad emozionare nel ricordo dei caduti e degli ex combattenti italiani che hanno combattuto per la Patria, con un particolare sguardo ed orgoglio per quelli pianti da Villaspeciosa.

Il comune di Villaspeciosa ha voluto omaggiare tutti i nostri Eroi con la manifestazione “La Grande Guerra al di là e al di qua del mare”, inserita nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.

Il calendario di eventi che si susseguiranno per circa un mese, dal 27 aprile al 24 maggio 2017, è stato realizzato in collaborazione con l’associazione culturale “La Storia e la Memoria” di Cagliari, il Comando della Legione dei Carabinieri Sardegna di Cagliari e la Pro Loco di Villaspeciosa.

Hanno collaborato al buon esito dell’iniziativa anche il Comitato Sardo Grande Guerra, il Comitato Iglesiente Centenario Grande Guerra, la Fondazione di ricerca Giuseppe Siotto – Centro di studi e documentazione storica, la Fondazione Memoriale Giuseppe Garibaldi, l’Istituto Comprensivo Statale “Antonio Gramsci” di Decimoputzu-Villaspeciosa, l’Associazione Culturale RiCreando e la libreria LibrArt di Villaspeciosa.

Il Comitato scientifico della manifestazione è composto da Giuliana Mallei, Paola Mallei, Pina Monni e Anna Maria Pinna.

La manifestazione prende avvio con l’inaugurazione di un’esposizione di cimeli, uniformi, oggetti, scritti e foto d’epoca appartenuti ad ex combattenti o caduti durante il conflitto, realizzata da “La Storia e la Memoria” di Cagliari e dal Comando della Legione dei Carabinieri di Cagliari.

All’interno dello spazio espositivo saranno raccontate anche le storie dei caduti di Villaspeciosa ed esposte alcune foto d’epoca.

Verrà inoltre proiettato il documentario sui prigionieri austro-ungarici nell’isola dell’Asinara “Szamár-sziget rabjai . The prisoners of Asinara” di Anita Major e Gábor Margittai, girato per la TV ungherese.

La Mostra sarà visitabile dal 27 al 29 aprile nel Centro Culturale San Platano, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20,00. Ingresso libero.

Sabato 29 aprile, alle 16.00, lo spazio espositivo del Centro Culturale si arricchisce di un ulteriore momento di approfondimento sui vari aspetti del Primo conflitto mondiale.

Il convegno, moderato da Giuliana Mallei, sarà introdotto dal sindaco Elio Mameli, dall’assessore della Cultura Maria Ilaria Podda, dal Presidente della Pro Loco Maurizio Firinu, dal presidente dell’associazione culturale “La Storia e la Memoria” di Cagliari Paolo Amat di San Filippo, dal comandante della Stazione dei carabinieri di Decimomannu maresciallo Bruno Caruso e dal presidente del Comitato Regionale Sardo Grande Guerra Aldo Accardo.

Interverranno esperti come Giorgio Madeddu (libero ricercatore), Paolo Emanuele Orrù (docente dell’Università di Cagliari), Marinella Lorinczi (Docente dell’Università di Cagliari), la stessa Giuliana Mallei (Docente dell’I.I.S. Minerario “Asproni–Fermi” di Iglesias), Paola Mallei (docente dell’I.C. Statale “A. Gramsci” di Decimoputzu- Villaspeciosa) ed alcuni studenti appassionati dell’argomento: Benedetta Podda (studentessa del Liceo Classico Europeo – Convitto Nazionale “Vittorio Emanuele II” di Cagliari), Federico Sias, Davide Ballocco e Jonathan Dolci (studenti Geotecnici dell’I.I.S. Minerario “Asproni – Fermi” di Iglesias).

Domenica 14 maggio alle 10.30, nel Sagrato della Chiesa Parrocchiale B.V. Assunta, si terrà la S.S. Messa, officiata dal Parroco don Marco Puddu, in suffragio dei caduti di Villaspeciosa e d’Italia durante la Grande Guerra.

Al termine della Celebrazione, un corteo di rappresentanti di associazioni militari ed ex combattenti si recherà presso i due monumenti ai caduti (in via Cagliari e presso le Scuole) per deporre le corone di alloro e una targa ricordo realizzata dal Comune.

Martedì 16 maggio 2017, alle ore 15.00, nel Teatro Comunale, si terrà la presentazione del libro “Dimonios” di Bepi Vigna e Gildo Atzori, curata da RiCreando, in collaborazione con LibrArt. Attraverso il fumetto è narrata “La leggenda della Brigata Sassari” che tanto gloriosamente ha combattuto al fronte.

Mercoledì 24 maggio, al Centro Culturale San Platano, si terrà una nuova esposizione dedicata a “La figura della donna nella Grande Guerra”, curata da Anna Grazia Demurtas (docente dell’I.C. Statale “A. Gramsci” di Decimoputzu-Villaspeciosa).

Nell’ambito della manifestazione si svilupperà anche il progetto “Adotta un eroe”, interamente dedicato agli alunni dell’I.C. Statale “A. Gramsci” di Decimoputzu-Villaspeciosa.

Il percorso educativo-culturale prende avvio giovedì 27 aprile, dalle 10.00 alle 13.00, con le visite guidate all’esposizione curate da “La Storia e la Memoria” di Cagliari e dalla Legione dei Carabinieri Sardegna di Cagliari.

Prosegue nella stessa giornata, alle 11.00, al Teatro Comunale, con la conferenza “La Prima Guerra Mondiale: uomini e trincee”, tenuta da Roberto Sarritzu (Vice Presidente de “La Storia e la Memoria”) e dedicata agli studenti della Scuola Secondaria.

Martedì 9 maggio, la Scuola Primaria ospiterà in orario scolastico, un laboratorio di lettura sulla tematica inerente la Grande Guerra e la Pace su adattamento di “Scrivila, la guerra” di Luigi Dal Cincurato, curato da RiCreando, in collaborazione con LibrArt.

Il progetto si concluderà mercoledì 24 maggio, alle 16.00, al Centro Culturale San Platano, con la rappresentazione musicale e teatrale degli studenti delle Scuole Primaria e Secondaria di Primo Grado di Villaspeciosa. I ragazzi canteranno pezzi inerenti gli anni della Grande Guerra e reciteranno brani, sulla falsariga de “L’Antologia di Spoon River”, in memoria dei caduti di Villaspeciosa.

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La leggenda della grande guerra, valore e sacrificio dei “sassarini”, è stata rivissuta domenica scorsa a San Giovanni Suergiu in occasione della presentazione del libro a fumetti dal titolo “Dimonios: la leggenda della brigata Sassari” di Bepi Vigna e Gildo Atzori. La serata, coordinata da Sabrina Sabiu, esperta di beni culturali e storia locale, organizzata dal comune, dal sistema bibliotecario interurbano del Sulcis, dalla società umanitaria e dall’istituto comprensivo cittadino, si è tenuta nell’aula consiliare del comune. Il fumetto di Bepi Vigna e Gildo Atzori, a distanza di cento anni fa rivivere la leggenda della Brigata Sassari. Un’epopea costellata da riconoscimenti al valore e medaglie d’oro, che occupa un posto speciale nel cuore di ogni sardo, in quanto essa rappresenta orgogliosamente la cultura sarda e il modus operandi “alla sarda”. Una cultura che viene egregiamente raccontata e disegnata da Bepi Vigna e Gildo Atzori: prima opera di una serie di volumi sui sassarini, frutto di una ricerca archivistica meticolosa e della collaborazione e disponibilità del comando della brigata. Protagonisti sono gli umili e semplici pastori, contadini e minatori che, con i loro ufficiali, mettono in luce le qualità umane che solo il popolo sardo può dare nel costituire un gruppo coeso e solidale, portatore di valori inestimabili.

La serata è stata aperta in maniera accattivante dalla voce narrante di Gianluca Medas, in un film-documentario a fumetti dal titolo “quelli della trincea dei razzi”, che ha attratto subito l’interesse dei presenti per “l’audacia e eroica fermezza” dei combattenti sardi. In particolare, il filmato racconta un episodio bellico avvenuto sul Carso il 14 novembre 1915 quando il III Battaglione del 152° della Brigata Sassari, comandato dal maggiore Dessì-Fulgheri, conquistò i trinceramenti detti “dei Razzi”, dando prova delle “forti virtù di quell’intrepida gente sarda” che hanno contribuito a creare la leggenda della Brigata Sassari.

Al documentario ha fatto seguito l’intervento di Giorgio Madeddu, rappresentante dell’Associazione mineraria sarda, che ha spiegato il lavoro dei soldati minatori sardi nella grande guerra. Con la loro esperienza ed abnegazione, contribuirono alla realizzazione delle gallerie del Pasubio, utilizzate poi come vie di trasporto di munizioni e vettovaglie per i soldati impegnati nelle trincee. Giorgio Madeddu ha anche ricordato le migliaia di soldati sardi caduti che le recenti ricerche portano a rivedere, nelle lapidi commemorative dei caduti in guerra nei vari paesi della Sardegna.

Giovanna Musa, archivista paleografa presso Sezione di Storia locale del Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis, nel suo intervento ha tracciato uno spaccato delle ricerche del carbone fossile per l’ottenimento di energia che si è concretizzato con lo sfruttamento delle miniere, di cui molte nel Sulcis prima, durante e dopo la prima guerra mondiale. Un’enorme forza lavoro che ha visto l’impiego anche di donne e ragazzi e che ha rappresentato, nel mondo del lavoro nazionale, una vera e propria rivoluzione industriale, avvenuta oltre cento anni dopo quella inglese.

Tito Siddi

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La discriminazione, il pregiudizio e il disinteresse per i disabili spesso inizia a scuola quando i diritti ribaditi dalla Costituzione, dalle leggi della repubblica e dal buon senso vengono costantemente annichiliti. L’esordio dell’anno scolastico 2016/17 non ha presentato particolari novità rispetto al passato benché alcuni, non tanti ad onor del vero, confidassero nella legge 107/2015 (Buona scuola). Disagi, disorientamento generale e identiche criticità del passato con rilevanti sofferenze per garantire il sostegno scolastico ai 250.000 studenti con disabilità italiani (93% frequentano le scuole statali e il 7% scuole paritarie). La Sardegna registra 207.000 studenti e oltre 5.000 disabili (2,5%). Gli istituti scolastici di Iglesias accolgono 200 ragazzi speciali e solo per una minoranza di questi (80 storie umane!, il 40%) è stata garantita continuità pedagogica. Le restanti 120 Famiglie convivono affianco ai propri giovani nelle scuole di Iglesias ed attendono l’arrivo dell’insegnante di sostegno che “sostenga” integrazione, socializzazione, percorsi di apprendimento e migliori l’autonomia dei loro ragazzi.

La realtà, probabilmente nei prossimi giorni sarà meno nebulosa e provvisoria, sono imminenti le nomine dei docenti, ma solo dal punto di vista aritmetico poiché per Iglesias e la Sardegna l’assegnazione dei docenti non onorerà le prerogative tratteggiate dal legislatore (legge 104/92 ) e dal senso comune che vedrebbe affiancato al giovane disabile un professionista specializzato e quindi preparato, formato e appassionato alla Vita Debole. Nelle prossime settimane 80 Insegnanti avranno il privilegio e la responsabilità di sostenere 120 ragazzi e oltre 100 classi di studenti, il futuro della nostra comunità, le nostre speranze. Non nascondiamo le nostre preoccupazioni sui criteri, il metodo e le conseguenze di una selezione approssimativa, superficiale e corporativa potenzialmente destabilizzante la realtà quotidiana dei Ragazzi Speciali. Un moderato ma ragionevole pessimismo germogliò in noi quando l’accordo scuola-sindacati (CGIL-CISL-UIL-Gilda-SNALS) in Sardegna e Sicilia incoraggiava la corsa al posto di sostegno per le migliaia di docenti trasferiti al Nord con la mobilità. Le Famiglie Speciali coltivano aspettative di premura, attenzioni e condivisione, confidano nelle istituzioni ma in questo frangente le “autorevoli istituzioni” hanno dimostrato superficialità e offensivo pressapochismo.

Un disabile di Iglesias, Cagliari, Teulada o Sassari potrebbe avere quest’anno scolastico un brillante matematico, biologo, filosofo o teologo che, insoddisfatto del trasferimento a Torino, Venezia o Pavia, pur di rientrare in famiglia si dichiara disponibile ad affiancare Mario, Francesca, Davide e Manuel.

Operatori della scuola, educatori: dal ministro ai dirigenti scolastici e sindacati, avete ragionato sul contraccolpo emotivo di migliaia di famiglie? hanno sperimentato angoscia e incredulità quando avete ufficializzato la candidatura del docente, curricolare di ruolo, destinato altrove, non specializzato per il sostegno, che mai avrebbe abbracciato, affiancato e condiviso lo strazio della disabilità e per un meschino risparmio chilometrico, alberghiero o interesse personale si occuperà per “vantaggioso ripiego” del proprio figlio? Nell’esaltazione e nell’euforia di incarichi effimeri e comunque temporanei, tali sono il ministro e i rappresentanti sindacali della scuola, si procede a scelte corporative dove la scuola è funzionale a interessi indecifrabili, ostaggio di docenti capricciosi e di equilibri politico sindacali distanti anni luce dai ragazzi spesso sperimentati come corpi estranei e fastidiose presenze.

La scuola è formazione, educazione, dovrebbe preparare la gioventù all’impegno, alla solidarietà alla generosità. Un insegnante è utile, grande, indispensabile se riesce a testimoniare, se la sua vita è esempio per i suoi studenti; che esempio può offrire un laureato che per evitare qualche disagio ripiega su Mario, Francesca, Davide o Manuel? E’ ragionevole affidare la più fragile comunità scolastica ai meno preparati sul tema? Quando uno studente non dimostra preparazione e attitudini viene bocciato o rimandato, gli insegnanti digiuni di nozioni, informazioni, interesse e conoscenze in disabilità? promossi!

Invitiamo l’Amministrazione comunale di Iglesias e i comuni del Sulcis a testimoniare indignazione e sconcerto ai sindacati scuola e al ministero colpevoli di utilizzare la disabilità, “merce di scambio”, per alleggerire le responsabilità dei loro iscritti e amici.

Giorgio Madeddu

Associazione AMICI della VITA – amicidellavitasulcis@gmail.com

Gruppi di Auto Aiuto per Alcol-Tossicodipendenti, Malati Tumorali, Autismo

Giorgio Madeddu 8 3

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Il dottor Giorgio Madeddu, presidente dell’associazione Amici della Vita Sulcis, ha scritto oggi una lettera aperta a Giuseppe Casti, sindaco di Carbonia, dopo il suo intervento sulla destinazione del Punto nascite della Asl 7 di Carbonia.

Sindaco Casti,

dopo aver preso atto delle Sue dichiarazioni sul Punto nascite del Sulcis, ritengo di doverle proporre alcune riflessioni sicuro della Sua attenzione, saggezza politica e competenza amministrativa. Arriviamo subito al cuore della riflessione, Lei sostiene che «Punto nascite e presidio di emergenza devono convivere nello stesso ospedale», l’affermazione ribadita in più occasioni se estrapolata dalla realtà della nostra Comunità sembrerebbe sostenibile ma un Uomo saggio come Lei non può avere trascurato alcuni aspetti, non trascurabili. Il suo amore per Carbonia è paragonabile al nostro per il Sulcis, le sue aspirazioni per le prossime elezioni sono identiche alle nostre per il futuro di una Comunità disorientata, sconfitta e senza speranze se i politici come Lei non cominciano a sognare in grande, scordarsi delle prossime elezioni e tracciare il solco per le prossime generazioni, i suoi e i nostri figli. La sua squadra e, probabilmente, i suoi concittadini, ogni mattina le ricordano che nascere a 25 chilometri da Carbonia è umiliazione insopportabile, che senza tentennamenti i muscoli vanno gagliardamente esposti ma, siamo di fronte a sfida tra culturisti o condivisione tra amministratori animati del bene e interesse del Sulcis? Le sue opinioni esprimono il sentimento dei 2/3 del Sulcis pertanto se riunissimo i sindaci Lei sarebbe, senza combattere nell’arena, il gladiatore che vince a tavolino ma pensi per un attimo di rappresentare non una parte ma il futuro di tutti, potrebbe, forse, trasformarsi nel portavoce di un territorio.

Caro Giuseppe, rifletti,

il Dipartimento Pediatrico che da anni, prima, molto prima di saperti sindaco di Carbonia noi sognavamo anche per Te per il Sulcis e per la Sardegna sud occidentale prevedeva l’accorpamento di tutte le risorse (Punto nascite, Chirurgia Pediatrica, Pediatria, Neonatologia, Radiologia e Cardiologia Pediatrica, Terapia intensiva, Neuropsichiatria Pediatrica) al CTO di Iglesias ma fidati non per il campanilismo che talvolta traspare dal tuo sguardo e dalle impulsive affermazioni da partigiano. La sanità è competizione nell’Amore per la malattia, la sofferenza e la Vita Debole, non può trasformarsi in un braccio di ferro tra Carbonia e Iglesias. Insieme, presi per mano, siamo chiamati a trovare soluzioni in sanità come negli altri settori della desolante realtà territoriale sperando affranchino le nostre genti, dalla rassegnazione, non impermalirti, che la politica ha seminato, ed esplosivamente la trasformino in protagonista. La battaglia di Carbonia sul punto nascite sarebbe condivisibile se decidessimo di trasferire tutti i servizi dedicati al Bambino al Sirai e realizzare a Carbonia il “Dipartimento Pediatrico” se invece, la grinta Tua e del tuo partito si limita al punto nascita devo francamente dichiararti la nostra delusione, la più tenace contrarietà e insinuare il sospetto che sei interessato alle prossime elezioni e molto meno al futuro del Sulcis.

La franchezza spalanca le porte del rispetto e della condivisione.

Giorgio Madeddu

Iglesias, 6 febbraio 2016

AMICI della VITA Sulcis

Gruppi di Auto Aiuto per Alcol Tossicodipendenti, Malati Tumorali, Autismo

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Questo pomeriggio, alle ore 17.00, nella sala Remo Branca, in Piazza Municipio, a Iglesias, l’associazione culturale “Miele Amaro” e l’associazione “Amici della Vita Sulcis” propongono un incontro su “Storie di alcolismo”, letteratura, disperazione, rinascita. Partecipano Simonetta Uccheddu, operatrice di strada; Giorgio Pisano, giornalista; Gianni Stocchino, presidente dell’associazione “Miele Amaro“; Germano Orrù, docente universitario; Giorgio Madeddu, presidente dell’associazione “Amici della Vita”.

B16-0029 AMICI DELLA VITA PENTOLACCIA

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Il dottor Giorgio Madeddu, presidente dell’associazione Amici della Vita, ha scritto una lettera aperta agli “Amici del PD di Iglesias”, sui temi legati alla riforma della rete ospedaliera.

Giorgio Madeddu, facendo riferimento al comunicato stampa diffuso dalla segreteria cittadina del PD di Iglesias che sottolinea la “grande attenzione” che il PD iglesiente mostrò e probabilmente riserva alla delibera RAS del 28 luglio 2015, scrive:

«Avete, son certo, attentamente analizzato la delibera che alimenta dibattito, condivisioni e critiche in tutti gli angoli della nostra regione ma concedetemi alcune osservazioni che non intercettano il vostro entusiasmo e certezze:

a) Il Dea di I livello è previsto per bacino di utenza superiore ai 150.000mila cittadini

b) Prevede 14 specialità operative 24h/24h (pag. 78 delib. G.R. 28.07.2015 )

Rivendicare il Dea per Iglesias potrebbe essere legittimo ma dovreste prima cassare e per il momento a tanto non sembrate predisposti, la delibera proposta dal vostro partito che determina una concentrazione di servizi sanitari su Cagliari, Olbia e Sassari, impoverisce le comunità periferiche costrette sempre più alle transumanze ospedaliere e mortifica i numerosi talenti svincolati dal mai tramontato cencelli sanitario.

La vostra euforia dovrebbe essersi stemperata ulteriormente questa mattina alla notizia che le urgenze chirurgiche e ortopediche, già accadeva per le cardiologiche e ginecologiche, avranno dai prossimi giorni come unico riferimento il nosocomio di Carbonia. Siate più prudenti in futuro l’ottimismo maniacale riserviamolo alle campagne elettorali dove i neuroni disinibiti volteggiano distanti dalla quotidiana miseria e disperazione del sulcis.

L’impressione ampiamente condivisa tra i nostri concittadini vede l’attuale dirigenza Asl fotocopia della precedente e Voi satelliti periferici, per il momento, estromessi da qualsiasi ruolo programmatico.»

Giorgio Madeddu conclude rilanciando ancora una volta una proposta politica per cambiare la sanità in Sardegna: «Elezione popolare dei direttori generali delle Asl».

Giorgio Madeddu 8 3