Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di Carbonia è stata bocciata una proposta semplice e concreta: garantire una presenza minima della Polizia Municipale nella frazione di Cortoghiana, in momenti specifici come il mercatino e gli orari di ingresso e uscita dalle scuole.
La risposta dell’Amministrazione è stata che il potenziamento del servizio è già in corso, tra assunzioni, graduatorie e programmazione futura. Un percorso importante, che nessuno mette in discussione.
Ma proprio per questo la domanda resta: se il rafforzamento è già avviato, perché respingere una proposta che chiedeva solo di renderlo immediatamente visibile e mirato dove serve?
Quella mozione non era alternativa alla pianificazione. Era il modo per affiancarla con un intervento concreto, subito attuabile.
Perché il punto, nelle frazioni come Cortoghiana e Bacu Abis, non è solo organizzativo. È una questione di presenza.
I cittadini non percepiscono graduatorie o atti amministrativi. Percepiscono la presenza (o l’assenza) sul territorio, nella quotidianità.
È da qui che nasce la fiducia o la sfiducia nelle istituzioni.
A nostro avviso averla respinta significa aver perso un’occasione: quella di dare una risposta immediata a un’esigenza reale, senza entrare in contraddizione con quanto già programmato.
Perché pianificare è fondamentale. Ma senza segnali concreti, visibili ogni giorno, il rischio è che tutto resti sulla carta.
E che le frazioni si sentano, ancora una volta, più lontane dal resto della città.
La segretaria cittadina di Sinistra Futura Carbonia ha inviato una nota al sindaco di Carbonia, al presidente del Consiglio comunale e ai capi gruppo, con la richiesta di riattivazione della commissione Pari opportunità.
«La Commissione Pari opportunità del comune di Carbonia, annunciata nel novembre 2022 come strumento centrale di contrasto alle discriminazioni di genere, si è rivelata un organismo privo di risorse e di reale volontà politica – ha scritto Luisa Poggi -. Senza budget e supporto, grazie ai suoi componenti è comunque riuscita a promuovere un’iniziativa pubblica nel dicembre 2023, prima di scomparire del tutto dalla scena amministrativa. Da allora, nessuna attività, nessuna comunicazione, nessun segnale di esistenza concreta, nonostante la CPO sia ancora prevista dal regolamento comunale. Un silenzio che parla chiaro e che conferma come l’attenzione dell’amministrazione comunale alle pari opportunità sia stata ridotta a un adempimento formale e non sostanziale.»
«L’istituzione del Comitato Unico di Garanzia nel 2024, pur positiva, non sostituisce la Commissione Pari Opportunità, mai formalmente sciolta – ha aggiunto Luisa Poggi -. Gli eventi in occasione del 25 novembre o dell’8 marzo appaiono come estemporanei eventi simbolici, “celebrazioni” pubbliche senza un organismo che possa realmente incidere sulle politiche comunali. Crediamo che le pari opportunità non si tutelino con le passerelle, ma con scelte politiche reali, pertanto, Sinistra Futura Carbonia chiede che la commissione Pari opportunità venga riattivata e messa nelle condizioni di poter svolgere il proprio ruolo culturale e sociale nel territorio comunale.»
E’ stato un confronto molto acceso quello tenutosi ieri pomeriggio nella sala consiliare del comune di San Giovanni Suergiu, nell’inchiesta pubblica attivata dalla Regione nell’ambito del procedimento riguardante la proposta di realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località “Su Giri de sa Murta”, nella frazione di Is Urigus, comune di San Giovanni Suergiu, presentata dalla società a responsabilità limitata Ekosarda. L’inchiesta pubblica è stata attivata a seguito delle numerose osservazioni presentate dal comune di San Giovanni Suergiu, da cittadini e da associazioni del territorio, che hanno richiesto un confronto aperto e trasparente.
Alla presenza dei funzionari della Regione Sardegna, si sono ritrovati i responsabili della società proponente, la sindaca Elvira Usai con assessori e consiglieri comunali di maggioranza e minoranza, rappresentanti di diverse associazioni, tanti cittadini, in particolare della frazione di Is Urigus ma non solo.
Fin dalle prime battute, quando i responsabili dell’Ekosarda hanno iniziato la presentazione del progetto, prevista dall’inchiesta pubblica prima delle osservazioni degli altri soggetti interessati, Amministrazione comunale in testa, il clima si è surriscaldato.
In una serie di slide sono state illustrate le informazioni generali sul progetto, con classificazione dell’impianto in discarica per rifiuti speciali non pericolosi; in parte a fossa (sotto piano campagna) e in parte in rilevato (addossata a ridosso della collina esistente); su una superficie di circa 9 ettari; per una volumetria netta di 323.164 metri cubi, di cui 186.000 metri cubi circa sotto piano campagna e 142.000 metri cubi circa sopra piano campagna. Le contestazioni sono state fortissime anche in relazione alla vicinanza con i centri abitati, dai presentatori così quantificate in distanze: 750 metri da Is Urigus, 1.350 metri da Is Gannaus, 4.000 metri da San Giovanni Suergiu e 4.100 metri da Carbonia. Distanze che, a detta dei numerosi intervenuti, sono in realtà molto inferiori, con alcune case ad alcune centinaia di metri, il campo di calcio e le strutture adiacenti e lo stesso asilo molto più vicini al sito interessato dal progetto, rispetto a quanto dichiarato dai proponenti.
Ad aprire gli interventi è stata la sindaca Elvira Usai, che ha motivato con alcuni passaggi durissimi il “NO” alla realizzazione della discarica a “Su Giri de sa Murta”.
I numerosi interventi seguiti a quello della sindaca, complessivamente una ventina, hanno bocciato il progetto… Loredana Carrogu, progettista in ambito sociale e culturale, e Silvio Nocco, medico cardiologo; Giorgio Querzoli, responsabile scientifico di Legambiente Sardegna, e Alessandro Madeddu, presidente Anspi; Graziano Bullegas, presidente regionale di Italia Nostra, e Sergio Porceddu, agente di assicurazioni in pensione; Rosario Spanu, residente vicino alla cava, e Marco Zusa, vice sindaco del comune di San Giovanni Suergiu; don Antonio Mura, responsabile della Pastorale per il Sociale e il Lavoro della diocesi di Iglesias, con un messaggio inviato su Whatsapp, e Alessandro Moi, cittadino; Sergio Madeddu, presidente dell’Auser di San Giovanni Suergiu, e Daniele Baglivi, dirigente della Pol. Is Urigus; Francesco Giganti, presidente del Banco SOS Alimentare, e Angelo Cremone, Sardegna pulita; Erika Floris, consigliera di minoranza del comune di San Giovanni Suergiu, e Roberto Puddu, ex segretario della Camera del Lavoro CGIL del Sulcis Iglesiente; Luisa Poggi, cittadina di Carbonia, e Giampiero Cabras; e, infine, Cenzo Satta, rappresentante legale di Smart Soa Villacidro…
Tutti hanno bocciato il progetto. Diverse le motivazioni: dalla pericolosità dei rifiuti che verrebbero destinati alla discarica, alla vicinanza della stessa dal centro abitato, con conseguenze sanitarie e ambientali disastrose; dall’incompatibilità della realizzazione di una nuova discarica con la vocazione economica del territorio su agricoltura e allevamento, alla discutibile affidabilità del progetto e della stessa società proponente, priva di dipendenti e con un capitale sociale minimo.
L’inchiesta pubblica è stata sicuramente un passaggio importante per il procedimento autorizzativo con la richiesta presentata dalla società Ekosarda, ora la Regione dovrà fare le sua valutazioni.
Giampaolo Cirronis
Sinistra Futura Carbonia si è riunita nelle scorse settimane per definire il quadro organizzativo della sezione cittadina. Luisa Poggi, già assessora e consigliera comunale, è stata eletta segretaria cittadina. La neosegretaria si è da subito adoperata per costruire una squadra che la coadiuverà nel lavoro. La squadra è stata quindi presentata in assemblea.
«Lavoriamo alla stesura di un progetto politico per Carbonia all’insegna della chiarezza, della trasparenza e della coerenza – ha dichiarato Luisa Poggi -. Auspichiamo il coinvolgimento di tutte quelle forze politiche che vorranno condividere questa impostazione, per noi imprescindibile.»
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Nella sala conferenze della Grande miniera di Serbariu, il coordinatore nazionale Roberto Speranza ha aperto oggi la campagna elettorale di Liberi e Uguali per le Politiche del 4 marzo. Con lui c’erano alcuni candidati dei collegi di Camera e Senato: il consigliere regionale Luca Pizzuto, candidato nel collegio uninominale di Carbonia e al terzo posto nel collegio plurinominale Cagliari-Carbonia della Camera dei deputati; Yuri Marcialis, assessore dello Sport, Istruzione e Politiche giovanili del comune di Cagliari, candidato nel collegio uninominale di Cagliari e al primo posto nel collegio plurinominale del Senato della Repubblica; Elisa Macrì, candidata al secondo posto nel collegio plurinominale Cagliari-Carbonia della Camera del deputati; e, infine, Antonia Angela Puggioni, candidata al 4° posto nel collegio plurinominale del Senato della Repubblica.
I lavori sono stati aperti da Ignazio Cuccu, ex consigliere regionale e, nella scorsa consiliatura, presidente del Consiglio comunale di Carbonia, che ha fatto un’introduzione sui valori della sinistra e sulla necessità, in questa delicata fase della stagione politica italiana, di respingere i tentativi di riproporre pagine tanto amare della nostra storia, quali sono state quelle vissute nel periodo fascista. E’ stato dato quindi spazio ai quattro candidati locali che hanno spiegato le motivazioni che li hanno portati ad entrare a far parte di questo nuovo soggetto politico della sinistra.
Luca Pizzuto, in particolare, ha spiegato che non s’è candidato per essere eletto parlamentare, essendo ben cosciente di quanto la strada per arrivare a questo obiettivo sia difficile, avendo peraltro già il privilegio di rappresentare questo territorio da consigliere regionale, ma per dare un contributo nel processo di ricostruzione di un mondo con i valori della sinistra che in Italia sta rischiando di andare perduto. «Mi sono messo a disposizione – ha detto Luca Pizzuto – perché in gioco non c’è la mia elezione a deputato, bensì il senso di una civiltà, di un’umanità, per difendere le persone senza fare differenze né di razza né di genere, per costruire, in buona sostanza, un partito che oggi non c’è e di cui l’Italia ha un grande bisogno».
Questi concetti sono stati ribaditi, nell’intervento conclusivo, dopo tre brevi interventi di Graziano Lebiu, presidente del Collegio Ipasvi di Carbonia Iglesias, Lillino Pisci, ex amministratore del comune di Narcao e Luisa Poggi, ex assessore del comune di Carbonia, dal coordinatore nazionale Roberto Speranza.
«Con Liberi e Uguali abbiamo costruito quel che in Italia mancava – ha sottolineato Roberto Speranza, che prima dell’incontro ha visitato la Grande miniera, rimanendone conquistato, tanto da annunciare un suo ritorno con la famiglia – per difendere un sistema di valori universali che stavano rischiando di non essere più rappresentati: la lotta alle disuguaglianze, il diritto al lavoro, i diritti, l’inclusione sociale, i servizi pubblici primari quali la scuola e la sanità, l’ambiente e lo sviluppo sostenibile. Liberi e Uguali è il movimento del lavoro»
Roberto Speranza nella parte finale del suo intervento è ritornato sulle ragioni che lo hanno portato a lasciare il Partito democratico e ad aderire alla nuova formazione politica Liberi e Uguali.
Concludiamo questo servizio proprio con le parole di Roberto Speranza.
https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10215728481232959/
Giampaolo Cirronis