11 May, 2021
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Nei primi centri dedicati dell’Isola, allestiti presso l’Ospedale Marino di Cagliari e l’Hub di Sassari ‘Promocamera’, è operativo il servizio dell’Ats che si occupa della preparazione delle dosi vaccinali per i medici di medicina generale. Consegnate ai medici di famiglia, nelle ultime ore, le prime siringhe pronte all’uso, destinate all’immunizzazione dei pazienti a domicilio o in ambulatorio.

Il servizio, attivo da ieri, è disponibile dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14.30, nelle modalità concordate con le sigle di categoria.

La procedura prevede che i medici eseguano la prenotazione delle dosi con almeno quattro giorni di preavviso. I sanitari potranno ritirare esclusivamente il quantitativo di vaccini corrispondente al numero di somministrazioni che avranno programmato per la giornata. Le siringhe con i sieri Pfizer e Moderna, consegnate in base alla disponibilità, dovranno essere utilizzate entro 6 ore dalla loro preparazione.

Per il trasporto e la conservazione le siringhe pre-riempite sono consegnate all’interno di buste fotoprotettive e – secondo le indicazioni del protocollo operativo – sarà cura del medico richiedente presentarsi munito di borsa termica o altro contenitore idoneo a preservare al meglio l’integrità del farmaco.

“Stiamo mettendo in campo ogni strumento e soluzione a nostra disposizione per rafforzare la campagna di vaccinale sul territorio, ponendo la massima attenzione per le categorie più a rischio. Vogliamo immunizzare tutti i cittadini, presto e bene, per poter tornare rapidamente a una nuova normalità, in sicurezza. Siamo nella fase più delicata della campagna di vaccinazione e serve il massimo impegno da parte di tutti per vincere la battaglia contro il virus»dice il presidente della Regione, Christian Solinas.

«Il nuovo servizio svolto dall’Ats – aggiunge l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – nasce con l’obiettivo di rendere più agevole il lavoro dei medici di famiglia, che potranno raggiungere così i loro assisti muniti di siringhe già pronte per l’inoculazione. Con la collaborazione dei medici di base contiamo di raggiungere soprattutto quei fragilissimi impossibilitati a recarsi negli hub e nei punti di vaccinazione.»

Al via la vaccinazione di massa nelle Isole minori sarde, La Maddalena e San Pietro. Dalla prossima settimana Ats, con la collaborazione dei vertici militari del Comando dell’Esercito Sardegna e del Comando Interforze, avvierà la vaccinazione di tutta la popolazione, non ancora immunizzata, dai 18 anni in su, secondo quanto previsto dall’accordo per le Isole minori tra la Struttura Commissariale all’emergenza Covid e le Regioni.

«La campagna di vaccinazione di massa che ci apprestiamo ad avviare è un segnale di forte attenzione per tutti i sardi che vivono lo svantaggio della doppia insularitàha sottolineato il presidente della Regione Christian Solinas. Una decisione di buonsenso che porterà in tempi rapidi alla completa immunizzazione dei cittadini delle nostre isole. Contro il virus stiamo affrontando la battaglia più importante in tutto il territorio della nostra regione ed il nostro impegno, su questo fronte, è totale. Gli obiettivi – ha aggiunto il presidente Christian Solinas -, non sono cambiati: arrivare nei tempi più rapidi alla completa immunizzazione, garanzia e premessa per la ripartenza delle attività economiche.»

L’accordo per la partenza della vaccinazione di massa è arrivato questa mattina nel corso di un incontro avvenuto tra il Commissario straordinario dell’Ats Sardegna Massimo Temussi, il Generale Francesco Olla, dell’Esercito Sardegna e il Generale di Divisione Francesco Bruno del Comando operativo di vertice interforze, giunto da Roma a ribadire il supporto che la Struttura Commissariale darà alla Regione nelle attività della campagna di vaccinazione anti Covid-19. Anche la rete di volontariato Ad Adiuvandum fornirà supporto alla vaccinazione nei piccoli paesi con l’ausilio di medici volontari.

Le vaccinazioni saranno organizzate in strutture che verranno individuate nei prossimi giorni in collaborazione con le amministrazioni comunali. Il programma prevede un’attività che si svolgerà in 3 giorni. Nell’Isola di la Maddalena, dove risultano vaccinate già 4.000 persone, la somministrazione delle dosi al resto della popolazione maggiorenne è prevista per il 14, 15 e 16 maggio 2021, mentre a Carloforte le date previste della campagna vaccinale sono il 21, 22 e 23 maggio 2021. L’invito alla vaccinazione è rivolto a tutta la popolazione secondo un ordine di priorità che sarà tempestivamente comunicato dai Comuni interessati.

Massima priorità quindi al settore del turismo, ma senza abbassare la guardia sulla salute della popolazione delle Isole minori della Sardegna.

Un impegno confermato anche dall’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu, che ribadisce l’assoluta priorità dell’impegno della struttura sanitaria regionale in questa fase cruciale.

I medici di famiglia potranno prenotare il vaccino per l’immunizzazione dei propri pazienti e ritirare le siringhe con le dosi già pronte per le somministrazioni a domicilio o nel proprio ambulatorio. Lo prevede il nuovo protocollo operativo sottoscritto oggi tra Ats e le sigle dei medici di medicina generale più rappresentative nell’Isola. Il servizio partirà inizialmente con il supporto dell’Ospedale Marino di Cagliari e dell’Hub vaccinale di Sassari ‘Promocamera’, dove i medici di base potranno andare a ritirare le siringhe pronte all’uso dalle 8.30 alle 14.30, dal lunedì al venerdì.

La procedura, che per la preparazione delle dosi si avvarrà anche della partecipazione dei medici volontari, resa possibile grazie alla collaborazione con l’Ordine, prevede la prenotazione dei vaccini (Pfizer e Moderna) e le modalità di ritiro, trasporto, conservazione, nonché le indicazioni sulla somministrazione che dovrà avvenire entro le 6 ore dal momento della preparazione.

«La soluzione che ci apprestiamo a mettere in campodice il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas consentirà di superare molti ostacoli e facilitare ulteriormente il lavoro dei medici di famiglia impegnati nelle vaccinazioni. Questo ci consentirà di rendere la campagna più capillare e di raggiungere così più agevolmente tutte quelle persone estremamente vulnerabili che devono essere vaccinate a domicilio e la cui immunizzazione è per noi prioritaria.»

«Diamo attuazione a procedure condivise aggiunge l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – che ci consentiranno di potenziare ulteriormente la campagna di vaccinazione sul nostro territorio. Contiamo in un forte impegno da parte di tutti per raggiungere la piena immunizzazione, in tempi rapidi, dei soggetti più a rischio.»

«Apprezziamo l’iniziativa assunta dal governatore della regione Campania che ha annunciato la vaccinazione di tutti i residenti nelle isole di Capri, Ischia e Procida, entro 2-3 settimane, per tutelare le esigenze di una comunità che punta sul turismo per il suo rilancio economico in vista dell’estate. Abbiamo chiesto lo stesso trattamento al generale Figliuolo per la nostra Isola e per tutte le Isole minori, ricevendo rassicurazioni in tal senso che apprezziamo. Ma chiediamo perché l’iter per arrivare a questo obiettivo si è fermato in Sardegna.»

Sono molto dure le parole espresse dal sindaco di Carloforte, Salvatore Puggioni, nella diretta Facebook appena conclusa.

«Il nostro tessuto economico vive una situazione drammatica, qui ci vuole una svolta. Non voglio fare polemiche ma devo dare risposte ai miei cittadini e rivolgo un appello al governatore Christian Solinas e all’assessore Mario Nieddu, capire per quale ragione non hanno agito come ha fatto il governatore della regione Campania, qual è il motivo di questo dietro front rispetto alla volontà espressa dal commissario generale Figliuolo ha aggiunto Salvatore Puggioni -. Il governatore ce lo deve dire, sarà mio compito affrontare il problema da subito. Siamo tutti uguali di fronte al virus? O dobbiamo credere alle affermazioni di altri governatori, vedi quello della regione Veneto?»

«Vogliamo sapere – lo ripeto – perché questo iter è stato bloccato, mentre a Procida si apprestano a vaccinare gli over 30, a Carloforte non abbiamo ancora completato la vaccinazione degli over 80. Chiediamo l’immediato ripristino delle vaccinazioni a Carloforte. Ho chiesto rassicurazioni in tal senso al dottor Giuseppe Ottaviani e contiamo di riprendere le vaccinazioni a Carloforte entro il 15 maggio – ha rimarcato Salvatore Puggioni -. Non registriamo, intanto, nessun’altra positività Covid-19, la guarigione clinica di 11 persone e 5 negativizzazioni. 4 sono gli attualmente positivi, 2 dei quali ospedalizzati, 7 le persone in quarantena compresi i positivi. Sono numeri confortanti che ci avvicinano alla situazione di Isola Covid-free che è il nostro obiettivo per ripartire. Purtroppo, dobbiamo registrare il decesso di una nostra concittadina, che porta a 4 il numero delle vittime nella nostra comunità dall’inizio della pandemia. Si tratta di decessi con Covid, non solo per Covid. Continuiamo ad essere prudenti, il virus continua a colpire e dobbiamo tenere alta la guardia perché molto pericoloso e provoca dei danni irreparabili»

«La prossima settimana riprende la didattica in presenza anche nella sezione E della scuola dell’infanzia che era stata sospesa per la positività al visur di 16 bambini su 19, vista la negativizzazione e la guarigione clinica dei bambini e dei docenti. Il servizio mensa scolasticoha detto ancora Salvatore Puggioninon sarà riattivato neppure la prossima settimana in via precauzionale. Riapriremo al pubblico lunedì gli uffici comunali l’ecocentro comunale.»

«Ad oggi, a Carloforte, sono stati somministrati 730 vaccini, numero che sommato a quello dei vaccinati a Sant’Antioco, Carbonia e Iglesias, porta a circa 950 il numero delle persone che hanno completato il ciclo vaccinale, il 16%. I vaccini sono la nostra unica ancora di salvezza. Lavoriamo per fare in modo che tutti possano avere la vaccinazione il più rapidamente possibile. Avremmo voluto un punto vaccinale permanente nella nostra Isola, probabilmente non avremo mai un hub ma a noi non interessa questoha concluso il sindaco di Carloforte -, interessa solo che i vaccini vengano fatti, qualunque sia il nome del centro in cui vengono somministrate le dosi.»

E’ stato inaugurato, oggi a Pula, il nuovo centro di vaccinazione allestito nel Teatro comunale “Maria Carta”. La struttura si inserisce nell’ambito degli accordi tra la Regione, i Comuni dell’Isola, l’Ats e i medici di famiglia per il potenziamento della campagna di vaccinazione attraverso l’impiego di punti di somministrazione che siano complementari agli hub dei grandi centri urbani. La struttura è gestita in autonomia dai medici di famiglia dell’area, che vaccineranno i propri assistiti con l’aiuto del personale infermieristico e del 118, nonché la collaborazione dei farmacisti e il supporto tecnico e organizzativo dell’Ats. Tra oggi e domani, sono programmate circa 700 somministrazioni ai cittadini ultraottantenni e ai soggetti fragili. Il centro di vaccinazione, che opererà esclusivamente nei weekend, sarà il punto di riferimento per la popolazione di Pula e Villa San Pietro.

«Il Centro di Pula ha detto l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, che oggi ha inaugurato la struttura insieme alla vicepresidente della Giunta, Alessandra Zedda si aggiunge alla già numerosa schiera di punti vaccinali che, a oggi, siamo stati in grado di aprire grazie alla fattiva collaborazione dei sindaci, che continuano a dare un contributo importante nella lotta al virus sul territorio.»

Da lunedì alla giornata di ieri sono state oltre 53mila le inoculazioni nell’Isola, che oggi supera l’85% delle dosi somministrate su quelle ricevute. «Abbiamo dato una forte accelerazione alla campagna vaccinale. La nostra capacità di vaccinazione è superiore ai quantitativi attualmente a nostra disposizione. Stiamo rispettando gli impegni. Nella giornata di lunedì siamo persino arrivati a terminare tutte le dosi a disposizione, salvo quelle necessarie per le seconde inoculazioniha concluso l’assessore regionale della Sanità -. Servono indubbiamente più vaccini e siamo pronti ad aumentare ulteriormente il passo qualora arrivassero più scorte.»

 

I cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge e di fronte al Covid-19. Questo è quanto ci è stato insegnato da sempre per quanto riguarda la legge, da quando è esplosa la pandemia per quanto riguarda il Covid-19. La diretta conseguenza di questa “constatazione” è che la distribuzione dei vaccini nelle regioni e nelle province dovrebbe  osservare di un rigido calcolo matematico, per il rispetto di un’equità assoluta.

Ma cerchiamo di capire, attraverso l’analisi numerica tratta da dati ufficiali, pubblicati dal Governo, se effettivamente, la distribuzione e l’inoculazione dei vaccini sta procedendo nel rispetto dell’equità.

Alla Sardegna, con una popolazione di 1.599.905 abitanti, a fronte di una popolazione del Paese Italia di 59.257.566 abitanti, spettano il 2,67% dei vaccini. Questa percentuale finora è stata sostanzialmente rispettata, considerato che fino a ieri, 20 aprile 2020, prima degli arrivi di consistenti quantità di vaccini avvenuto oggi, alle regioni italiane erano state consegnate complessivamente, 17.752.110 dosi di vaccino, e alla Sardegna ne erano state destinate 461.910, il 2,6% (oggi sono state consegnate circa altre 60.000 dosi). Fin qui, l’equità nella distribuzione è stata sostanzialmente rispettata.

I conti che non tornano, purtroppo, sono quelli della consegna e dell’inoculazione delle dosi di vaccino, tra le province della Sardegna. Il Sulcis Iglesiente, con i suoi 136.345 abitanti, ha l’8,52% della popolazione della Sardegna, che come già sottolineato prima, è pari a 1.599.905 abitanti, ma ad oggi non ha avuto una percentuale di inoculazioni pari a quella della sua popolazione, ferma a poco più del 50% di quanto gli spetta, con poco più di 18.000 inoculazioni (tra prima e seconda dose), a fronte delle 34.893 che avrebbe dovuto avere, pari all’8,52% delle 409.540 inoculate complessivamente in Sardegna.

A sollevare il caso, questa sera, è Ignazio Locci, sindaco di Sant’Antioco.

«E’ una situazione inaccettabileha detto Ignazio Loccichiediamo un trattamento identico a quello degli altri territori, perché davanti ad un’emergenza come quella che stiamo vivendo, i sardi sono tutti uguali e tutti hanno il diritto a ricevere il vaccino quanto prima possibile. Domani mattina chiederò spiegazioni sia all’assessore della Sanità Mario Nieddu, sia al commissario dell’ATS Massimo Temussi, perché venga posto rimedio a questa situazione.»

Al Sulcis Iglesiente le cose non vanno meglio con la campagna di screening “Sardi e sicuri” promossa dalla Regione per il contrasto alla diffusione del virus, che finora ha toccato 213 dei 377 Comuni sardi, con l’esecuzione di oltre 300.000 test antigenici. La campagna non ha ancora raggiunto i 23 Comuni del Sulcis Iglesiente.

«C’era stato detto che il nostro territorio sarebbe stato raggiunto nel mese di aprileha concluso Ignazio Loccima ad oggi non abbiamo ancora avuto alcuna comunicazione al riguardo.»

Giampaolo Cirronis

 

È di pochi giorni fa la denuncia di Anci Sardegna e del presidente Emiliano Deiana, sulla mancanza di chiarezza relativa alle tempistiche e alle modalità di vaccinazione per le categorie indicate nell’ordinanza firmata dal commissario straordinario dell’emergenza Coronavirus, il generale Francesco Paolo Figliuolo.
In modo particolare, sono state riscontrate problematiche per i cittadini che fanno parte della fascia di età compresa tra i 60 e 79 che avrebbero avuto problemi ad aderire al portale e per quelle affette da grave disabilità. Situazioni, queste, ribadite in una lettera inviata all’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, e al direttore generale, Marcello Tidore.
Alle perplessità dell’assemblea dei sindaci sardi si aggiunge quella della consigliera regionale e segretaria della Commissione Sanità e Politiche sociali del Movimento Cinque Stelle, Carla Cuccu.
«Mi associo a quanto chiesto dal presidente Emiliano Deiana, a nome dei sindaci sardi – queste le parole dell’esponente pentastellatache chiedono maggiori delucidazioni sui tempi e sui modi di vaccinazione per le persone vulnerabili e con gravi problemi di disabilità. Non posso che denunciare nuovamente, mio malgrado, l’ennesima situazione di criticità nella somministrazione dei vaccini anti covid in un momento particolarmente delicato dal punto di vista sanitario».
Carla Cuccu chiede anche lumi su quando verrà conclusa la campagna vaccinale per gli over 80. «Chiedo all’assessore Mario Nieddu di comunicare quando realmente verrà conclusa la fase di vaccinazione degli ultraottantenniconclude Carla Cuccu -. Non sono tollerabili ritardi: è necessario attivarsi per far arrivare in Sardegna ulteriori dosi di vaccino in modo tale da completare le vaccinazioni e procedere celermente con le altre categorie».

«E’ inaccettabile che i tamponi debbano essere a pagamento per tutte quelle persone residenti che devono fare rientro in Sardegna dopo essere stati nella penisola e all’estero per motivi di salute, lavoro e necessità.»
Lo ha detto Carla Cuccu, consigliera regionale del M5S e segretaria della commissione Sanità, dopo aver appreso la notizia, data da organi di stampa, di una 48enne malata oncologica costretta a recarsi a Milano per ricevere una cura sperimentale e che per rientrare in Sardegna ha dovuto pagare il tampone.
«Parliamo di 150 euro in 15 giorni. Trovo davvero assurdo ha detto Carla Cuccuche un cittadino residente in Sardegna che ha necessità di spostarsi all’estero o nella penisola sia costretto a doversi pagare di tasca il tampone per poter fare rientro nell’isola. Capisco il momento delicato dovuto alla pandemia da coronavirus, ma non è possibile che i residenti che hanno necessità di spostarsi per tutte quelle condizioni previste dalle ordinanze governative debbano aggiungere ulteriori spese a quelle che già sopportano per poter compiere gli spostamenti.»
Per Carla Cuccu, la soluzione potrebbe essere quella di creare un ulteriore hub nei porti e negli aeroporti dedicati ai residenti in Sardegna. «Chiederò spiegazioni personalmente al presidente della Regione e all’assessore della Sanità Mario Niedduha concluso Carla Cuccu -. Spero vivamente che chi di dovere si attivi affinché chi si deve spostare per casi di necessità, salute e lavoro e che poi fa rientro nel proprio luogo di residenza sia messo in condizioni di effettuare il tampone in maniera del tutto gratuita.»

«È la tecnica del polverone, si attaccano gli altri e si nascondono i propri insuccessi. Come sta facendo il massimo responsabile della sanità in Sardegna, l’assessore Mario Nieddu che attacca il segretario nazionale del Pd. Enrico Letta non ha fatto altro che dire la verità, e cioè che la Sardegna è stata ed è un disastro per le scelte sbagliate della politica regionale.»
Lo sottolinea, in una nota, il segretario regionale del Partito Democratico, Emanuele Cani, che aggiunge: «Mario Nieddu dimentica un particolare tutt’altro che irrilevante: a gestire la sanità sarda c’è da due anni e mezzo la Giunta di centrodestra di cui lui fa parte. Quello che sta accadendo nell’isola è sotto gli occhi di tutti. Un sistema che viaggia a scartamento ultra ridotto. Tamponi e vaccini che arrivano in ritardo. Tracciamenti di cui si hanno pochi elementi, così come si hanno pochi elementi sui test che si stanno facendo agli arrivi in Sardegna. Sarebbe il caso che l’assessore Mario Nieddu si occupasse di questioni concrete e affrontasse davvero l’emergenza, invece di cercarsi alibi che poi non reggono.»
Antonio Caria

Un gruppo di donne del territorio ha organizzato una raccolta di firme per sollecitare il ripristino del servizio di prevenzione antitumorale “Paptest” nel consultorio di Carbonia. In quattro giorni hanno raccolto 360 firme. Due giorni fa, a Carbonia, hanno spiegato le ragioni dell’iniziativa e della protesta contro l’ennesima cancellazione di un servizio sanitario fondamentale del servizio sanitario pubblico che costringe le donne a rivolgersi alle strutture private, con gravissimi disagi per le persone meno abbienti, sempre più numerose in conseguenza dell’emergenza sanitaria da Coronavirus che si riportare ormai da 14 mesi.

Alla registrazione delle firme raccolte era presente il consigliere regionale Michele Ennas che si è impegnato a portare il problema all’attenzione dell’assessorato regionale della Sanità, Mario Nieddu.