27 June, 2022
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La fine dell’embargo sulle esportazioni, che da anni pesa sull’intero comparto suinicolo dell’Isola, potrebbe essere vicina. È quanto è emerso nel corso dell’incontro che si è tenuto ieri a Bruxelles con la Direttrice Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare della Commissione Europea e a cui hanno preso parte il sottosegretario del ministero della Salute, Andrea Costa, e i vertici dell’Unita di progetto ragionale per l’eradicazione della peste suina africana e dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, assistiti dalla Rappresentanza d’Italia presso l’UE. L’impegno, che dovrà essere ora formalizzato, stabilisce una ‘road-map’ che si tradurrà con l’invio e l’esame di report, a cadenza mensile, sulla situazione dell’Isola in relazione alla Psa. Un iter che porterà entro l’anno a una decisione sulla revisione delle restrizioni attualmente in vigore.

«La Sardegna attende da tempo la fine dell’embargo. Sul fronte dell’eradicazione della peste suina africana abbiamo ottenuto importanti traguardi e ora è indispensabile e doveroso che i risultati e i sacrifici degli allevatori e delle comunità, dai cittadini ai sindaci, agli operatori in campo, vengano riconosciuti senza ulteriori indugidice il presidente della Regione, Christian Solinas -. Guardiamo con assoluta fiducia agli impegni presi nel corso dell’incontro di oggi e continueremo a lavorare per raggiungere un obiettivo di fondamentale importanza per la nostra Isola e per i tanti operatori di un comparto, quello suinicolo, dall’enorme potenziale. I prodotti suinicoli della Sardegna, la qualità che la nostra Isola sa esprimere, nonché le prospettive di mercato, rappresentano un’opportunità irrinunciabile per l’economia della Sardegna.»

«Abbiamo risposto puntualmenteaggiunge l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddua tutte le richieste e indicazioni che ci sono arrivate da Bruxelles. I risultati ottenuti sono stati certificati nel corso dell’ultimo audit dagli ispettori europei che hanno potuto apprezzare il lavoro svolto anche sul fronte della sorveglianza del brado e del selvatico, aspetti che invece, tre anni fa, erano stati valutati come carenti. Nel percorso che si andrà ad aprire puntiamo a confermare i risultati raggiunti proseguendo con il nuovo ‘piano peste’ che da un lato rafforza le misure per favorire l’emersione degli allevamenti irregolari, e dall’altro semplifica le procedure e sostiene le tante attività certificate.»

Le gravissime emergenze presenti da tempo in vari settori della sanità pubblica territoriale, con particolare riferimento all’organico del personale specialistico, sono al centro della lettera inviata due giorni fa all’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, dal sindaco di Carbonia, Pietro Morittu.

«Occorre tutelare ed integrare il sistema ospedaliero e quello territoriale in una unica entità funzionale di cui urge un aumento immediato del personale e dei posti letto ospedalieri, con l’imprescindibile impegno a definire gli organici del personale specialistico, sia ospedaliero sia territoriale», ha scritto Pietro Morittu, con la richiesta di “soluzioni a breve termine”.

«Tutti i reparti sono sotto organicoha rimarcato Pietro Morittu -. Pronto Soccorso, Cardiologia, Medicina, Radiologia, Emodialisi, senza tralasciare la drammatica situazione della medicina del territorio e la carenza di medici di Medicina generale e dei pediatri di libera scelta che andranno in pensione e non saranno sostituiti.»

Pietro Morittu si è soffermato con preoccupazione sul laboratorio di Analisi e sul reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Sirai “che sta subendo forti contrazioni di personale specialistico, incapace così di garantire la copertura delle emergenze/urgenze e tanto meno di operare nei cosiddetti interventi programmati”. In particolare, il primo cittadino ha posto l’attenzione sullo stato di agitazione del personale, con il rischio che le sale operatorie possano essere chiuse proprio per la mancanza di anestesisti.

«Nel caso della nostra ASL n. 7ha evidenziato Pietro Morittu il servizio di Anestesia e Rianimazione dovrebbe assicurare un numero adeguato di anestesisti in presenza su tre turni giornalieri, in modo da prestare assistenza a tutte le specialità che operano in emergenza, in qualunque ora del giorno e della notte e nei feriali e festivi. Un ragionamento simile andrebbe applicato a Cardiologia, Emodinamica, Ostetricia, Traumatologia, Chirurgie e un organico particolarmente nutrito deve essere assicurato al Pronto Soccorso.»

«A sei mesi dall’inizio del percorso relativo all’applicazione della riforma, si assiste alla mancanza di atti aziendali, dei budget, delle programmazioni delle dotazioni organiche, ma non è tuttavia più rimandabile la predisposizione di risorse», ha ribadito Pietro Morittu, con particolare riferimento alle aree svantaggiate e periferiche come il Sulcis nel quale ormai si è cronicizzato il timore di uno smantellamento dei servizi di cura.

Il sindaco di Carbonia ha rinnovato, infine, l’invito ai vertici regionali a partecipare ad un Consiglio comunale convocato ad hoc, a Carbonia, sulla sanità territoriale.

 

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Desirè Manca, ha presentato un’interrogazione sul blocco degli interventi nell’ambulatorio di Oculistica dell’Ospedale CTO di Iglesias.

“Da quando il primario dell’ambulatorio di Oculistica del CTO di Iglesias è andato in pensione, sono purtroppo terminate le prestazioni di eccellenza erogate dalla sua équipescrive nell’interrogazione Desirè Manca -. Nessuna figura che potesse sostituirlo mantenendo i livelli di eccellenza raggiunti è stata reclutata, nonostante il pensionamento del primario fosse noto da circa un anno, da quando il medico presentò domanda. I cittadini del Sulcis Iglesiente, e non solo, sono stati così privati di un importante servizio erogato in una struttura diventata negli anni un’eccellenza della Sanità in Sardegna.»

«L’ambulatorio si occupa prevalentemente di interventi relativi alla cataratta e lo scorso anno ne sono stati eseguiti circa ottocentoaggiunge Desirè Manca -. Mentre tra il mese di gennaio ed il mese di marzo di quest’anno sono stati circa 230 gli interventi eseguiti da un’unica persona che da sola riusciva a garantire un numero elevato di interventi settimanali, in alcuni casi fino a 25. Le liste di attesa per questo genere di interventi intanto continuano a crescere ogni giorno.»

«Una realtà come quella del Sulcis Iglesiente non può essere privata dell’ennesimo servizio sanitario fondamentale per il territorioconclude Desirè Manca -. Pertanto, anche se fuori tempo massimo, l’assessore Mario Nieddu ha il dovere di attivarsi e risolvere con urgenza questa situazione.»

Sono on-line e pubblicate nell’albo pretorio del sito di Ares Sardegna le graduatorie dei medici di famiglia che hanno risposto all’ultimo bando regionale per l’assegnazione di incarichi a tempo indeterminato nelle sedi divenute vacanti nell’anno 2020. Il bando, così come previsto, era stato integrato a dicembre con la riproposizione di tutte le sedi del 2019, rimaste ancora vacanti al termine delle procedure di assegnazione relative a quell’anno.

Complessivamente sono 101 i medici che hanno fatto domanda per i diversi ambiti territoriali ed inseriti nelle graduatorie.

«Entro la fine del mese ha detto l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – gli elenchi saranno definitivi e si procederà all’assegnazione vera e propria delle diverse sedi. L’auspicio è che la percentuale di rinunce da parte di chi non riuscirà ad avere un incarico nella sede desiderata sia bassa e che si possa così arrivare a coprire il maggior numero di sedi possibili.»

«In ogni caso – precisa l’assessore Mario Nieddu – tutti gli ambiti che dovessero risultare ancora scoperti al termine delle procedure attualmente in corso torneranno a bando quest’anno con l’avviso per l’assegnazione di tutte le sedi rimaste senza medico di famiglia nel 2021.»

L’assessore regionale della Sanità sottolinea che «quello dell’assistenza primaria è oggi un tema della massima priorità, le cui criticità investono l’intero territorio nazionale. Per garantire la copertura dei medici di famiglia, ovunque in Sardegna, stiamo mettendo in campo ogni strumento a nostra disposizione e siamo riusciti a recuperare i pesanti ritardi accumulati in passato. La speranza è, soprattutto, che i medici accettino gli incarichi nelle sedi più disagiate, per le quali abbiamo previsto incentivi con uno stanziamento di 2 milioni di euro l’anno nell’ultima finanziaria».

È in arrivo anche in Sardegna il nuovo anti-virale “Paxlovid” della casa farmaceutica Pfizer. I primi 113 trattamenti completi del farmaco a uso orale, autorizzato dall’Aifa per le cure sperimentali contro il Covid-19, arriveranno domani nell’Isola e saranno consegnati alla farmacia dell’ospedale Santissima Trinità, hub regionale per lo stoccaggio e la distribuzione dei farmaci antivirali e degli anticorpi monoclonali. Le scorte destinate alla Sardegna fanno parte dei primi 11.200 trattamenti completi consegnati in Italia. Secondo quanto reso noto dalla struttura commissariale, la fornitura prevista nel corso del 2022 per il nostro Paese ammonta a 600mila trattamenti completi. Le indicazioni dell’Aifa prevedono l’impiego del “Paxlovid” entro cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi e il trattamento per un periodo di cinque giorni.

«Anche il nostro sistema sanitariospiega l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddusegue attivamente l’evoluzione in ambito scientifico delle cure contro il Covid. Come gli altri antivirali anche il “Paxlovid” è indicato per il trattamento precoce dei casi positivi che presentano importanti fattori di rischio per la possibilità di sviluppare le forme più gravi della malattia e quindi l’ospedalizzazione. Questi farmaci non sostituiscono i vaccini, che restano il primo baluardo contro il virus, ma rappresentano un’arma in più. Le nostre strutture sanitarie sono pronte e i trattamenti sono eseguiti e monitorati scrupolosamente dal personale sanitario.»

In Sardegna sono undici le strutture ospedaliere distribuite su tutto il territorio e autorizzate dalla Regione alla prescrizione ed al trattamento dei pazienti con i farmaci antivirali e anticorpi-monoclonali: l’ospedale Marino di Alghero, il Giovanni Paolo II di Olbia, il Nostra Signora della Mercede di Lanusei, il San Francesco di Nuoro, il San Martino di Oristano, il Nostra Signora di Bonaria di San Gavino, il Cto di Iglesias, le Cliniche San Pietro di Sassari, il Santissima Trinità e il San Michele (Arnas G. Brotzu) di Cagliari e il Policlinico Duilio Casula di Monserrato.

E’ ufficiale l’apertura del reparto Covid al quarto piano dell’ospedale Sirai di Carbonia. Lo ha comunicato oggi la dottoressa Giovanna Gregu, direttore del POU ASL Sulcis, ai direttori delle UU.OO. dei PP.OO. ASL Sulcis e, per conoscenza, al direttore generale dottoressa Giuliana Campus e al direttore sanitario dottor Giuseppe Pes.

«Si comunica alle SS.LL. che dal 25/01/2022, è stato aperto il reparto Covid, su disposizione della Direzione Generale, situato al 4° piano del P.O. Sirai, per far fronte ai numerosi ricoveri dei pazienti positivi che giungono presso il ns. nosocomio.

Il reparto è costituito da 16 posti letto, peraltro già occupati. Attualmente si sta provvedendo al completamento di alcuni aspetti organizzativi.

Si evidenzia che il personale in dotazione è sufficiente a garantire la presenza di un medico per turno in zona Covid, pertanto si confida nella più ampia collaborazione di tutto il personale del presidio.»

Il reparto Covid che in un primo momento, ad inizio pandemia, la Giunta regionale programmò di realizzare al CTO di Iglesias, trovando la ferma opposizione del sindaco di Iglesias e dell’intera classe politica iglesiente che portò all’individuazione del Centro Covid all’ospedale Santa Barbara, mai nato, è stato dunque creato all’ospedale Sirai di Carbonia, per «far fronte all’emergenza dei numerosi ricoveri dei pazienti positivi». L’emergenza, come è ben noto, dura ormai da quasi due anni.

Ricostruiamo i passaggi che si sono susseguiti dai primi giorni di marzo 2020.

L’11 marzo 2020 la Giunta regionale approvò il “Piano strategico per l’attivazione progressiva di strutture di area critica” predisposto dal Governatore, Christian Solinas, in risposta all’emergenza Covid-19. Per far fronte alle necessità che avrebbero potuto presentarsi, il Piano prevedeva una progressiva riorganizzazione dei presidi sanitari dell’Isola, individuando le strutture ospedaliere, comprese quelle private, dedicate alla cura dei pazienti contagiati da Covid-19 e le strutture dove sarebbe stata garantita l’assistenza a tutti gli altri pazienti.

Il Piano prevedeva la realizzazione di 33 posti letto Covid al Cto di Iglesias e individuava l’ospedale Sirai di Carbonia tra le strutture di supporto per la cura ai pazienti non affetti dal Coronavirus. La scelta del Cto venne contestata dalla comunità locale e la sede del Centro venne spostata all’ospedale Santa Barbara.

Il 6 giugno 2020 la Giunta regionale approvò in via preliminare il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza Covid-19, così come previsto dal decreto legge licenziato dal Governo il 19 maggio 2020.

Per l’incremento delle terapie intensive e subintensive, il piano individuava diverse strutture su tutto il territorio e, in via prioritaria, i presidi ospedalieri dell’Isola già predisposti nell’emergenza alla gestione dei casi Covid-19 (Santissima Trinità di Cagliari, San Francesco di Nuoro e cliniche San Pietro dell’Aou di Sassari), venivano integrati con gli ospedali San Martino di Oristano e Santa Barbara di Iglesias.

«In caso di emergenza – spiegò l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, in riferimento al caso specifico del Santa Barbara la struttura consentirebbe la gestione dei pazienti affetti da Coronavirus mantenendo libero il vicino Cto e potrebbe, se necessario, fornire supporto al Santissima Trinità.»

Al Santa Barbara nulla è mai stato fatto e, in piena emergenza Covid-19, i pazienti positivi sono stati parcheggiati a più riprese nei Pronto Soccorso del Sirai e del Cto, in attesa della disponibilità di posti letto al Santissima Trinità di Cagliari. 

Ora, a distanza di oltre un anno e mezzo, il reparto Covid della ASL Sulcis vede la luce non, come previsto, all’ospedale Santa Barbara di Iglesias, ma al quarto piano dell’ospedale Sirai di Carbonia.

Giampaolo Cirronis

Procede a pieno ritmo la campagna di vaccinazione anti-Covid in Sardegna. Nella giornata di ieri sono state sfiorate le 19mila somministrazioni (18.917 in tutto), di cui 16.168 terze dosi 1.368 prime, il dato più alto dall’inizio del 2022 e una performance che richiama le medie più alte registrate in Sardegna tra maggio e luglio 2021. Nell’Isola circa l’80% della popolazione ha completato il ciclo primario di vaccinazione e complessivamente, dall’inizio della campagna vaccinale avviata un anno fa, sono state somministrate oltre 3 milioni di dosi.

Per quanto riguarda le forniture, sono attese per oggi in Sardegna 20.500 dosi del siero Moderna, 37.440 dosi Pfizer e 18mila dosi pediatriche della stessa casa farmaceutica.

«Il vaccinodichiara il presidente della Regione, Christian Solinasresta la nostra arma più forte contro il virus, oggi più che mai. Il nostro sistema sanitario continua a registrare numeri importanti in questa campagna e continueremo a fare la nostra parte con il massimo impegno per contrastare la pandemia e garantire la sicurezza di tutti e in particolare dei più fragili.»

«Ancora una voltadichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – il virus si sta dimostrando un nemico pericoloso. A fronte di un’impennata dei contagi, a causa delle varianti, il vaccino ha ridotto significativamente l’impatto sugli ospedali. Il quadro epidemiologico è monitorato con la massima attenzione. Non bisogna sottovalutare la diffusione del contagio e continuare ad adottare tutte le misure indispensabili contro la diffusione del virus.»

«La sospensione momentanea dell’attività della guardia medica a Carbonia e a Cortoghiana per le festività di Capodanno è l’ennesimo disservizio che ci ritroviamo a subire. La sopraggiunta comunicazione di oggi, che riduce a un giorno l’interruzione del servizio a Carbonia, non cambia di molto la nostra situazione: è sempre più lungo l’elenco di rivendicazioni sul diritto alla cura di tutto il nostro territorio.»

Così il sindaco di Carbonia Pietro Morittu all’indomani della comunicazione di Ats Sardegna Assl di Carbonia sulla chiusura tra il 31 dicembre 2021 ed il 2 gennaio 2022 delle sedi della guardia medica di Carbonia e Cortoghiana,

«Per quest’ultima, tra l’altro ha puntualizzato il sindaco di Carbonia c’era stato uno stop di 24 ore anche a Natale.»

«Essendo arrivato un avviso analogo a tutti i sindaci del territorio ha aggiunto il primo cittadino di Carboniasignifica che, a rotazione, i punti di guardia medica del Sulcis saranno chiusi e opereranno a turno. Questo comporterà disagi alla popolazione e appesantirà il carico di lavoro del Pronto soccorso dell’ospedale Sirai. La questione generale sulla carenza del personale medico sanitario si deve quindi affrontare con urgenza e non possiamo più ragionare nell’ottica di mettere una toppa solo per arginare un problema che sta diventando sempre più grande.»

Ieri, intanto, il sindaco di Carbonia ha incontrato la direttrice del presidio ospedaliero unico Assl di Carbonia Giovanna Gregu con la quale ha voluto rivolgere gli auguri di buon anno al personale medico sanitario in servizio all’ospedale Sirai.

«Una chiacchierata informaleha spiegato Pietro Morittunel corso della quale sono state affrontate le numerose criticità e le tematiche relative ai servizi di cura. Tenevo inoltre a salutare di persona medici e operatori sanitari che ogni giorno prestano il loro servizio in ospedale, facendo fronte ai problemi che quotidianamente si presentano. Mi sono fatto carico delle loro istanze e sono convinto si debba mettere questi professionisti nelle condizioni di operare e di dare un’assistenza adeguata ai pazienti.»

«Era importante acquisire, grazie al confronto con la dott.ssa Gregu, una serie di elementi che saranno portati al tavolo del Consiglio comunale che sarà convocato ad hoc a Carbonia, alla presenza dell’assessore regionale Mario Nieddu il quale, salvo imprevisti, dovrebbe prenderne parte nella prima parte del mese di gennaio 2022. Alla sedutaha evidenziato il sindaco Pietro Morittuparteciperanno tutti i primi cittadini del Sulcis.»

«Dobbiamo fare in modo che il Patto dei Sindaci non resti lettera morta, ma entri in una nuova fase operativa. Se da una parte resta chiaro il fine ultimo ovvero quello di garantire servizi di cura adeguati alle nostre comunità, dall’altro è il momento di sottoscrivere un elenco di priorità per raggiungere questo obiettivo. Urge una programmazione complessiva e una riforma dei servizi alla cui base vi sia un’analisi dettagliata dei bisogni e delle risorseha concluso Pietro Morittu -. È senza dubbio un iter articolato che dovrebbe portare a un ragionamento ad ampio raggio e su più livelli di responsabilità.»

Ieri, sabato 18 dicembre, l’aula consiliare del comune di Villamassargia ha ospitato una conferenza di confronto e di approfondimento tra sindaci, sindache e consiglieri di alcuni comuni del Sulcis Iglesiente, il consigliere regionale ed ex assessore della Sanità Giorgio Oppi, il commissario della ASSL di Carbonia Gianfranco Casu, rappresentanti degli ordini professionali, delle organizzazioni sindacali e di partiti politici, sui contenuti della bozza del Piano Regionale Servizi Sanitari presentata recentemente alle parti sociali e alle istituzioni. La conferenza è stata organizzata dall’OPI, l’Ordine delle professioni infermieristiche, di Carbonia Iglesias.

Nei numerosi interventi, dopo il saluto della sindaca del comune di Villamassargia, Debora Porrà, e la relazione introduttiva di Graziano Lebiu, presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias, sono stati sviscerati i numerosi problemi che affliggono il sistema sanitario pubblico nel Sulcis Iglesiente che negli anni ha subito un forte ridimensionamento, con una continua contrazione degli organici che ha provocato diverse chiusure e ridimensionamento dei servizi, con conseguente incremento esponenziale della mobilità esterna. E’ stata focalizzata l’attenzione sul Piano regionale dei servizi sanitari in fase di costruzione in Consiglio regionale, per il quale va rivendicata un’equa distribuzione di Ospedali di comunità e Case della salute. Una delle emergenze più gravi denunciate è la carenza di medici di famiglia che pone da mesi intere comunità, come quella di Calasetta, in una condizione drammatica che la solidarietà dei colleghi di altri Comuni, vedi quello di Carloforte, riesce a tamponare solo parzialmente e con grandissime difficoltà, come ha rimarcato la dottoressa di Carloforte Patrizia Congiu, medico di famiglia, che con alcuni colleghi presta servizio anche a Calasetta, senza la disponibilità di un ambulatorio, non prevista in un Comune ricadente in altro ambito territoriale.

Uno degli interventi più attesi era quello di Giorgio Oppi che non ha lesinato critiche all’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu e al commissario dell’ATS Sardegna, Massimo Temussi, sottolineando di aver impedito in seno alla maggioranza di cui parte, di diversi provvedimenti, tra i quali l’apertura di un Centro Covid-19 al CTO di Iglesias e nuove nomine, ritenute assolutamente inopportune, considerato che gli incarichi dei commissari sono in scadenza a fine anno, quindi tra soli dieci giorni, e dai primi giorni di gennaio alla guida della Aziende Sanitarie in Sardegna ci saranno i direttori generali.

Giorgio Oppi si è poi soffermato sulle criticità presenti nella sanità del Sulcis Iglesiente, nella lunga parte del suo intervento visibile cliccando su questo link.

Allegata l’intervista con il presidente dell’OPI di Carbonia Iglesias, Graziano Lebiu.

Via libera della Regione al riavvio dello stabilimento Sider Alloys di Portovesme. Il conto alla rovescia è terminato con la seduta di ieri della Giunta, che ha approvato la delibera con la quale si è concluso il complesso iter autorizzativo, che sblocca un investimento di 185 milioni di euro.
«Rinasce una grande speranza per il territorio dice il presidente della Regione Christian Solinas, che ha seguito personalmente ogni fase delle procedure -. Un lavoro straordinario compiuto con estrema efficienza e in tempi molto rapidi, reso possibile dall’impegno profuso dagli assessori coinvolti e dalle loro strutture. Il polo di Portovesme, prosegue il Presidente, rappresenta ancora oggi, e deve rappresentare in futuro, una ricchezza in termini di economia e di competenze, alla quale non possiamo assolutamente rinunciare. Per questo, la Regione si è mobilitata per predisporre tutte le strategie per garantire che l’abbandono del carbone e la riconversione energetica avvengano salvaguardando tutti i presidi industriali, fondamentali per lo sviluppo armonico, insieme agli altri settori produttivi, del nostro sistema economico.»
Con la delibera approvata ieri, la Giunta ha espresso il giudizio positivo sulla compatibilità Ambientale, subordinatamente al rispetto delle condizioni ambientali previste. 
«Si tratta della prima delibera di un provvedimento ambientale unico regionale, voluto da questa giunta nello scorso mese di gennaio e divenuto operativo a maggio scorsodice l’assessore dell’Ambiente Gianni Lampis –. In soli 7 mesi, abbiamo evaso una pratica che in altri tempi avrebbe richiesto almeno tre anni.»
«La Regioneassicura l’assessore della Sanità Mario Nieddu -, avvierà immediatamente un intenso lavoro di monitoraggio sull’impatto delle attività nel territorio, garantendo i massimi livelli di sicurezza. Analogo lavoro sarà effettuato riguardo agli aspetti sanitari, con il coinvolgimento dell’Azienda sanitaria competente per territorio e dell’A.R.P.A.S.»
«Saranno realizzati precisano gli esponenti della Giunta -, tutte le azioni e i mezzi per realizzare un piano di mitigazione della qualità dell’aria, una sorveglianza epidemiologica, un approfondimento delle problematiche legate alle esposizioni per via alimentare della popolazione residente nei comuni di Portoscuso, Carloforte, Calasetta, Carbonia, Gonnesa e San Giovanni Suergiu.»
Soddisfazione viene espressa anche dagli assessori dell’Industria Anita Pili e del Lavoro Alessandra Zedda, che hanno seguito l’iter per le parti di loro competenza. 
Tutti i dipendenti sono supportati dagli ammortizzatori sociali; la Regione è impegnata per il loro reinserimento nel mercato del lavoro.