17 April, 2021
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Un avvenimento come la beatificazione di Edvige Carboni a Pozzomaggiore è riuscito a emozionare anche un big nell’organizzazione di grandi eventi come Claudio Rotunno, imprenditore sassarese che con la sua Pubblicover Events Derigner è stato incaricato dal Vaticano di curare l’allestimento della cerimonia.

Ed il batticuore in certi casi si fa sentire anche in chi è ben allenato a trattare con i grandi numeri, per non parlare di aziende o marchi internazionali. Perché è tanta la gratificazione ma non è da meno la responsabilità.

Se è celebre l’allestimento realizzato per il Ventennale del Billionaire di Briatore, o l’esposizione permanente della Jacob&Co e Rolex Cup, e ancora la Fiera Promo Autunno, divenuta un appuntamento fisso a Sassari, Claudio Rotunno ha al suo attivo l’organizzazione di altre due beatificazioni, quella di Padre Zirano nel 2014 a Sassari ed quella di Elisabetta Sanna nel 2016 nella basilica di Saccargia a Codrongianos.

Ma a Pozzomaggiore per Edvige Carboni c’è stato un momento davvero unico. Alla fine della messa – racconta lo stesso imprenditore – millecinquecento fedeli e forse più sono saliti sul palco per sfiorare la teca dove era custodita la falange della venerabile, e quindi per salutare con devozione la beata e rivolgergli una preghiera.

È stato questo uno dei momenti più toccanti ma anche più delicati per gli organizzatori. La concentrazione di migliaia di persone richiede la presenza di un servizio di sicurezza imponente, da affiancare alle forze dell’ordine in perfetto coordinamento con la diocesi e la Prefettura.

Negli ampi spazi dell’Ippodromo comunale sono stati accolti ben seimila fedeli, per i quali è stato necessario predisporre almeno altrettante sedute, senza contare gli spazi per le autorità e per i giornalisti, le tribune del coro, i camerini e gli impianti audio-video, e tutti gli accorgimenti per le dirette tv e web.

Infine, l’allestimento di un palco di oltre duecentocinquanta metri quadrati, con una lunga scalinata frontale.

Di forte emozione è stato certamente l’incontro con il vescovo Mauro Maria Morfino e con il cardinale Giovanni Angelo Becciu, alto porporato di origini sarde che ricopre la carica di prefetto della Congregazione delle cause dei santi.

«La maggior gratificazione – ha detto Claudio Rotunno – sono state proprio le loro parole di grandi uomini di chiesa, che voglio tenere per me. Considero questo terzo allestimento come una riconferma da parte della curia per il mio impegno. E ora, come prossimo obiettivo, se il Vaticano dovesse richiederlo ho l’auspicio di prestare la mia professionalità, perché no, anche a Roma.»

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Domani mattina, giovedì 13 giugno, con inizio alle ore 10.00, nei locali dell’Episcopio di Alghero in via Principe Umberto 17, si terrà la conferenza stampa ufficiale per la Beatificazione della Venerabile Edvige Carboni, in programma due giorni dopo a Pozzomaggiore.

Alla conferenza stampa interverranno, con una breve descrizione su quanto fatto da ogni Commissione, i Presidenti di ogni singola area organizzativa, nonché i responsabili del Comitato Organizzatore, che saranno a disposizione per rispondere ad eventuali domande.

La scelta dell’Episcopio come sede della Conferenza Stampa, favorirà la partecipazione del nostro vescovo Mauro Maria Morfino.

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“Mariapoli dei ponti”, così è stata definita da una degli oltre 400 partecipanti, l’evento che per 4 giorni, dal 25 al 28 aprile si è svolto tra il Palazzetto dello Sport e le piazze nel cuore di Alghero. “Ponti tra etnie, chiese, religioni, generazioni, transazioni. Come la città di Alghero che ci ha accolto, tra tradizione e innovazione, tra radici e nuovi germogli”.

L’intento pare riuscito: mostrare che una cultura di fraternità è possibile, se INSIEME, come recitava il titolo. Di fronte alle enormi sfide che si pongono oggi, il cambiamento è possibile “solo se si muovono i cuori, solo se ci si riscopre fratelli”.

È questo un impegno di vita riproposto nei giorni della Mariapoli dalla voce (in videoregistrazione) di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, ente che ha promosso l’evento. Un impegno assunto inizialmente da un piccolo gruppo, 70 anni fa, a partire da quel primo viaggio di Chiara dell’aprile 1949 a Sassari e a Sanluri, gruppo poi cresciuto e diffuso in tutta l’isola, che in questi giorni ha dato vita alla Mariapoli. Coinvolgendo tutte le fasce di età, a cominciare dai più piccoli, dai ragazzi e dai giovani che hanno avuto un ruolo di protagonisti.

Ancora una volta, in questa originale convivenza, come avviene ogni anno da decenni in varie parti del mondo, si è realizzata la sua caratteristica: essere bozzetto di una società dove l’amore scambievole richiesto dal Vangelo diventa motore di trasformazione sociale.

Trasformazione che ad Alghero si è mostrata attraverso le molte vie alternative presentate in questi giorni, come: l’economia civile, antidoto alla cultura del consumo e dello scarto, il disarmo con l’impegno per la riconversione dell’industria bellica, l’accoglienza del diverso, la famiglia, inserita in una rete di famiglie che diventa cellula viva della società al di là di tutti gli attacchi e le sfide, la salvaguardi  del creato avvertita in tutta la sua urgenza. Ed è stato questo il momento culmine che ha segnato nuovo impegno su questo fronte.

“L’ambiente è divenuto fonte di guadagno e di consumo e non più fonte di vita, ma di morte”. Un grido risuonato con forza che chiamava una risposta. Sul palco, dopo l’immersione nelle meraviglie della natura, il giorno precedente, con l’escursione al Parco di Porto Conte, si è reso visibile l’INSIEME di giovani e adulti di diverse confessioni cristiane e religioni, provenienti non solo d

«L’ecologia viene definita “scienza della nostra casacomune” e “arte delle relazioni”, “dell’interdipendenzadegli esseri viventi.»

Così ne parla la pastora battista, Elisabeth Green.

Si prende coscienza che il degrado ambientale, alla radice, è provocato da “una malattia dello spirito umano”. Se ne fa portavoce Gabriella Toselli, responsabile della comunità della religione Bahai di Sassari. La voce di un vescovo, Giovanni Dettori, risuona nella preghiera corale insieme ai giovani, con forti denunce. Viene invocato il perdono di Dio e «nuova energia per trasformare le idee in amore e l’amore in opere». È l’assunzione collettiva di nuova responsabilità verso le generazioni del presente e del futuro. È un momento di intensa sacralità che interpella ciascuno e insieme, nel decidersi per un diverso stile di vita.

A conclusione della 4 giorni, domenica scorsa, la concelebrazione presieduta dal vescovo di Alghero, mons. Mauro Maria Morfino. Definisce l’amore scambievole “il primo sacramento”. Dà una forte sottolineatura all’INSIEME. «Il Risorto si fa vedere solo quando Tommaso ritorna nella comunità degli apostoli. Questo stare insieme è la grande possibilità di vedere Dio, quando tutti dicono che Dio è morto. Ed è del suo cuore che abbiamo bisogno: per vivere la vita umana, per ‘spezzarci’ per i fratelli. Ecco il perché dell’Eucarestia». È il “viatico” per portare là dove ognuno vive la cultura della fraternità sperimentata in Mariapoli.

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E’ stata nuovamente rinviata, come previsto alla vigilia, la presentazione dei sette assessori ancora mancanti nella Giunta regionale guidata da Christian Solinas. Il neo governatore, peraltro, stamane non ha partecipato alla terza seduta del Consiglio della XVI legislatura, perché a Roma per partecipare alle 15.00 al vertice sul Porto industriale di Cagliari in programma al ministero dei Trasporti, vertenza che interessa circa settecento posti di lavoro a rischio, 350 portuali più indotto. Sempre al ministero dei Trasporti, il governatore discuterà con il ministro Danilo Toninelli le soluzioni sulla continuità territoriale ad Olbia, soprattutto alla luce delle decisioni che oggi entro le 15 prenderanno Alitalia e Air Italy.

La seduta consiliare si è aperta con il discorso di insediamento del neo presidente del Consiglio, Michele Pais.

Ventitrè minuti di durata (dalle 11.22 alle 11.45); 10 cartelle in Times Roman corpo 16 per 17.683 battute (spazi inclusi); 2.827 parole utilizzate, 4 delle quali in algherese (bon treball a tots) e 3 in sardo (pastores semus tottus); tre citazioni (il premio Nobel, Grazia Deledda, il vescovo di Alghero, Mauro Maria Morfino, e il più giovane malato di Sla d’Europa, Paolo Palumbo); 6 le vertenze industriali ricordate (Porto Canale, Sulcis, Porto Torres, Ottana, Olmedo, Macchiareddu); 2 le “nazioni senza stato” salutate ufficialmente (Catalogna e Corsica): sono questi, in sintesi, i principali numeri  del discorso di insediamento del  26° presidente del Consiglio regionale della Sardegna della XVI legislatura, Michele Pais. Il primo algherese della storia dell’Autonomia  a salire sullo scranno più alto dell’Assemblea sarda ed il primo, espressione del partito della Lega.

Il campanaccio che “si appende al collo degli ovini” al posto della campanella in argento che serve per richiamare all’ordine i consiglieri e le consigliere, è invece il simbolo utilizzato dal presidente Pais per testimoniare l’attenzione e la vicinanza alle battaglie dei pastori. «La sconfitta dei pastori e la scomparsa dei piccoli centri – ha affermato il presidente, riferendosi anche al fenomeno dello spopolamento – significherebbe tranciare i tiranti a cui è agganciata la nostra identità di sardi».

Il rilancio della Specialità è la priorità indicata nel paragrafo riguardante le auspicate riforme costituzionali («invito tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio ad una straordinaria compattezza perché un nuovo Statuto, una nuova legge statutaria e una nuova legge elettorale, non restino, anche in questa Legislatura, nel capitolo dei buoni propositi») mentre la “città metropolitana di Sassari” è il rilancio politico che si evidenzia nella parte dell’intervento riservato agli Enti Locali («serve un riequilibrio degli assetti tra il Sud e il Nord dell’Isola e bisogna far cessare la percezione di una Regione che pensi ad una Sardegna a due velocità e con diverse opportunità a seconda delle latitudini»).

«Una sanità nuova ed efficace che non penalizzi nessun territorio e interventi adeguati a far cessare  disagi e malcontento sempre crescenti tra i pazienti e gli operatori», è l’impegno assunto dal presidente Pais che ha auspicato il varo di provvedimenti legislativi anche per quanto riguarda l’Urbanistica («il giusto equilibrio tra la tutela dell’ambiente e lo sviluppo urbanistico è l’obiettivo condiviso, ma tradurlo in un provvedimento coerente, snello, comprensibile e sburocratizzato è l’impresa che ci attende nella legislatura che va ad incominciare») e la scuola («serve una grande legge regionale per fare una grande scuola sarda»).

Tra i ringraziamenti alle forze dell’ordine si evidenzia quello alle compagnie barracellari («la nostra istituzione pubblica di polizia locale, urbana e rurale che rappresenta la più antica forza di polizia d’Europa e che è necessario valorizzare sempre più») e non è mancato un riferimento al mondo del volontariato («con la consapevolezza di dover rendere loro il giusto riconoscimento giuridico, professionale ed economico che oggi non hanno»); ai giovani («farò quanto è nelle mie possibilità per stare vicino e ascoltare i ragazzi di tutta la Sardegna») ed alle battaglie delle donne per il riconoscimento della parità («starò al loro fianco perché non sono una “quota” ma una risorsa da valorizzare ad ogni costo»).

«Condurrò il mandato tra la gente e meno nel “palazzo” – ha concluso Michele Pais rivolgendosi ai consiglieri e alle consigliere – meno forma e più sostanza e offro all’assemblea che mi onoro di rappresentare: lealtà, onestà, impegno, passione e amore per la Sardegna.»

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Fervono i preparativi per la beatificazione di Edvige Carboni, un evento molto atteso non solo a Pozzomaggiore ma in tutta l’isola, che il 15 giugno porterà nel comune del Meilogu migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo cattolico. La Diocesi di Alghero-Bosa, in sinergia con il Vaticano ha messo in moto una poderosa macchina organizzativa, affidando gli allestimenti e la logistica alla Pubblicover Events Designer dell’imprenditore sassarese Claudio Rotunno, leader in Sardegna nell’organizzazione di grandi eventi nazionali e internazionali.

La Pubblicover gode di una lunga esperienza nella cura di iniziative di tale rilievo. Già nel 2014 si è occupata della beatificazione di padre Francesco Zirano a Sassari, e nel 2016 di Elisabetta Sanna nella basilica di Saccargia a Codrongianos.

La beatificazione della mistica Edvige Carboni, nata a Pozzomaggiore nel 1880 e deceduta a Roma nel 1952, sarà un evento epocale, il primo di tale portata nell’intera diocesi in cinquecento anni di storia. Le celebrazioni saranno officiate dal vescovo Mauro Maria Morfino e molto atteso è l’arrivo del cardinale Giovanni Angelo Becciu, alto porporato originario di Pattada che dal 1 settembre 2018 ricopre la carica di prefetto della Congregazione delle cause dei santi.

La cerimonia sarà allestita negli ampi spazi dell’Ippodromo comunale, all’interno del quale verranno predisposti il palco, le sedute per il pubblico, per le autorità e i giornalisti, le tribune del coro, i camerini e gli impianti audio-video. È inoltre prevista la collocazione di maxischermi e di tutti gli accorgimenti per le dirette tv e web.

La riconferma di Claudio Rotunno nella cura dell’organizzazione è una grande soddisfazione per l’imprenditore sassarese, la cui attività è stata segnata negli ultimi anni da importanti riconoscimenti professionali. Tra le commesse più significative c’è stato l’allestimento per il Ventennale del Billionaire la scorsa estate, direttamente su invito di Flavio Briatore, mentre nel mese di dicembre l’attività si è spostata a New York su richiesta del prestigioso marchio Jacob & Co. Senza dimenticare il successo di Promo Autunno, la Fiera campionaria regionale che quest’anno tornerà per la quarta edizione consecutiva nei locali della Promocamera di Sassari.

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La postulazione della Causa di Beatificazione di Edvige Carboni, in data odierna, ha portato a conoscenza di padre Mauro Maria Morfino, vescovo della diocesi di Alghero-Bosa, la concessione di Papa Francesco che la celebrazione del rito di beatificazione della venerabile serva di Dio Edvige Carboni, fedele laica, nata a Pozzomaggiore (Sassari) il 2 maggio 1880 e morta a Roma il 17 febbraio 1952, abbia luogo a Pozzomaggiore (Sassari) sabato 15 giugno 2019. Rappresentante di Sua Santità sarà il cardinale Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, che presiederà la solenne cerimonia.

La comunicazione è giunta alla postulazione tramite la Segreteria di Stato Vaticana a firma del sostituto, mons. Edgar Peña.

La notizia è stata accolta con grande gioia e soddisfazione dal vescovo diocesano e dagli attori della Causa, la parrocchia di San Giorgio martire con il suo Movimento di Pozzomaggiore intitolato alla nuova beata e i rev.mi Padri Passionisti della provincia della presentazione.

Edvige Carboni visse i suoi giorni nell’umiltà silenziosa arricchiti dalla preghiera assidua, dai suoi lavori di ricamo e la carità verso tutti: la famiglia, la parrocchia, i poveri, gli ammalati, i disoccupati, le spose senza dote e istituti religiosi. Fece parte della famiglia francescana a partire dal 1906. Entrò nell’intimità divina sino ad essere arricchita di carismi e configurata nella sua carne a Gesù crocifisso. Offrì tutta se stessa a Dio per i peccatori e per il decadimento morale di cui spesso il Signore si lamentava con lei. Amava il Papa e la Chiesa cui fu sempre obbediente; devotissima della Madonna e dei Santi Giovanni Bosco e Domenico Savio. Fu stimata dai suoi vescovi e dai suoi direttori di spirito tra cui spicca padre Ignazio Parmeggiani della famiglia passionista cui si legò durante il periodo romano. Di lei ebbero un altissimo concetto San Luigi Orione, San Pio da Pietrelcina e il servo di Dio padre Giovanni Battista Manzella. Morì a Roma la sera del 17 febbraio 1952. Dopo essere stata sepolta ad Albano Laziale (RM) per sessantatre anni, nel 2015 si fece la ricognizione canonica delle sue spoglie mortali che riposano attualmente nel Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno (RM) in attesa di un imminente rientro a Pozzomaggiore, dove verranno collocate nella chiesa parrocchiale in cui ricevette il battesimo. Il Servo di Dio Monsignor Ernesto Maria Piovella, che fu vescovo della sua diocesi originaria (Alghero), arcivescovo di Oristano e di Cagliari poi, di lei profetizzò che «insieme a Sant’Ignazio da Làconi e a San Salvatore da Horta, Edvige Carboni sarebbe stata onore e vanto di tutta la Sardegna». L’evento ecclesiale si terrà presso l’ippodromo comunale di Pozzomaggiore.

Giuseppe Manunta

Direttore Ufficio per le Comunicazioni Sociali

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Sabato 10 novembre alle ore 11.00, presso la Sala Conferenze “Don Gallo” (via Sant’Erasmo – Alghero), si terrà la presentazione del “Punto Antenna Eurodesk”.

Si tratta di uno Sportello Informativo sulle politiche giovanili in Europa (programma “ERASMUS”, mobilità e integrazione europea ecc..), attraverso il quale ogni giovane potrà essere messo a conoscenza sulle opportunità di lavoro e di istruzione  offerte dalla Unione Europea  e dai suoi Stati membri.

Il “Punto Antenna Eurodesk” di Alghero è un servizio per  studenti, e non, voluto dal vescovo Padre Mauro Maria Morfino con il preciso proposito di aiutare i Giovani di Alghero e di tutta la Diocesi nella ricerca di nuove opportunità di lavoro e di arricchimento culturale. La crescita e la maturazione della persona umana passano attraverso la consapevolezza delle responsabilità per le quali ciascuno è chiamato ad operare.

La Diocesi, attraverso l’attività promossa dall’Ufficio per i Problemi Sociali ed il Lavoro, intende intensificare il rapporto di collaborazione con le altre Agenzie educative – prime fra tutte le Istituzioni scolastiche – al fine di aiutare i Giovani e le Famiglie nelle ricerca di nuove prospettive economiche, sociali e culturali per un futuro che li possa vedere protagonisti nel conseguimento di maggiori livelli di pace, di giustizia  e di solidarietà sociale.

Sarà presente all’inaugurazione – oltre al Vescovo – anche il responsabile nazionale di Eurodesk dr. Fabrizio Todde. Per l’occasione saranno coinvolte anche le scuole cittadine per favorire la presentazione agli studenti di questa importante opportunità.

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L’onda antimafia dei giovani sardi ha invaso Alghero per dire no alla criminalità, nel ricordo delle oltre 900 vittime innocenti delle mafie i cui sono nomi sono riecheggiati oggi dal palco di piazza Sulis, letti da studenti, volontari e rappresentanti delle istituzioni. Neanche la pioggia è riuscita a fermare la manifestazione regionale della XXIII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata ad Alghero da Libera Sardegna in collaborazione con Sardegna Solidale e con il forte sostegno dell’amministrazione comunale. Cinquemila ragazzi provenienti da tutta l’isola hanno invaso la cittadina richiamati dallo slogan “Terra, solchi di verità e giustizia”, per una giornata di festa che culminata, in contemporanea con la manifestazione nazionale di Foggia e con altri 4.000 luoghi in tutt’Italia, con la lettura dei nomi delle vittime innocenti. Tra questi, anche quelli di Emanuela Loi (l’agente di Polizia di Sestu morta nella strage di via D’Amelio in cui perse la vita anche il giudice Borsellino), di Bonifacio Tilocca (padre del sindaco di Burgos e ucciso da un attentato dinamitardo nel 2004), e del sacerdote don Graziano Muntoni, ucciso ad Orgosolo nel 1998.

«Mia sorella è morta nella strage di via D’Amelio ma il suo sogno era di fare l’insegnante» ha detto Claudia Loi rivolgendosi ai tantissimi bambini delle scuole primarie presenti sotto il palco di piazza Sulis. «Sono passati ventisei anni dalla sua morte ma noi familiari non proviamo un sentimento di odio nei confronti dei mafiosi ma solo un desiderio di giustizia, di pace, di memoria e di legalità. E il valore della legalità deve essere appreso fin da piccoli perché, come disse il giudice Caponnetto, la mafia teme la scuola più della giustizia».

«Se questa Giornata della Memoria cade di 21 marzo è perché quella di oggi è una festa» ha affermato Pino Tilocca, figlio di Bonifacio Tilocca. “Noi sentiamo il vostro affetto e questo ci dà la forza di continuare a incontrare i più giovani nelle scuole di tutta la Sardegna”.

«Non è vero che la questione delle mafie non ci tocca, riguarda invece tutti» ha detto nel suo intervento a nome degli studenti presenti ad Alghero il giovane Emanuele Corongiu. «Purtroppo, la lista delle vittime innocenti ogni anno cresce. Questo non significa che non dobbiamo avere paura delle mafie ma che dobbiamo stare assieme per farci coraggio. Perché alla fine vinceremo noi. Non possiamo più stare in silenzio».

Aperta dalla musica della cantante Chiara Effe e del suo gruppo (recente vincitrice del premio nazionale “Musica contro le mafie”), la mattinata è iniziata con gli interventi istituzionali e di saluto, portati innanzitutto da Giampiero Farru, referente di Libera Sardegna e presidente di Sardegna Solidale. «Il 21 marzo nasce da intuizione di don Ciotti che rimase colpito dal dolore di una madre che chiedeva di ricordare suo figlio ucciso dalla mafia ma di cui mai nessuno parlava. Oggi diamo a tutte le vittime la stessa dignità. Da questa piazza di Alghero parte dunque il coro che si unisce alle altre piazze d’Italia e del mondo. Le mafie hanno più paura delle scuole che delle prigioni, della cultura che delle armi: ecco perché diciamo grazie agli studenti e ai dirigenti scolastici che oggi sono qui, veri testimoni di giustizia, invitandoli a tenere gli occhi aperti perché oggi le nuove mafie hanno cambiato pelle».

Nel suo intervento, il sindaco Mario Bruno ha ringraziato tutti i volontari presenti ad Alghero: «Oggi è una giornata particolare, perché non soltanto si leggono i nomi delle vittime innocenti ma perché siamo qui a dare una risposta contro la criminalità in qualità di cittadini organizzati. Tutti noi dobbiamo impegnarci concretamente perché ci siano sempre più amministrazioni, istituzioni e imprese capaci di farsi risposta ed essere protagoniste del cambiamento».

Si è rivolto ai giovani anche il vescovo di Alghero, monsignor Mauro Maria Morfino: «Noi oggi ricordiamo le vittime delle le mafie che hanno sparso il sangue ma ci sono mafie molto piccole e giornaliere che sono terribili come quelle grandi. Le grandi mafie nascono in un luogo dove la gente non si rende conto di avere atteggiamenti mafiosi. La vostra presenza ci fa dunque sperare che voi possiate essere promotori di un mondo non violento».

Dal palco di Alghero ha portato il saluto e l’adesione dell’iniziativa da parte dell’amministrazione regionale l’assessore alla sanità Luigi Arru («Vi stiamo accanto nella vostra battaglia e ribadiamo il nostro impegno in prima linea contro la corruzione»), mentre il vicequestore di Sassari Maurizio Terlizzi ha ricordato il sacrificio di tanti rappresentanti delle forze dell’ordine e della magistratura, e la necessità che la società civile rifiuti «ogni logica di sopraffazione e di violenza».

Sulla stessa line anche il presidente del Co.Ge. Sardegna Bruno Loviselli («Vogliamo dire un no forte a tutte le mafie») e di Salvatore Serra, vice prefetto vicario Sassari: «Questa è una giornata di grande valore simbolico che serve a mantenere vivo l’esempio di chi è caduto e a ringraziare chi nei territori contrasta la criminalità. Proprio perché la mafia colpisce tutti che tutti devono dare il loro contributo».

La manifestazione si è chiusa con le parole di don Luigi Ciotti (in collegamento da Foggia, sede della manifestazione nazionale della Giornata) e con la musica di Chiara Effe.

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Ci sarà anche il vescovo Nunzio Galantino, segretario della Conferenza episcopale italiana, all’annuale «Summer school» di dottrina sociale della Chiesa, che si terrà a Cagliari, dal 22 al 24 luglio.

Il tema di questa edizione è «Una speranza per l’Europa. Un bene possibile per la città». I lavori del 22 e del 24 si terranno presso il seminario diocesano di Cagliari, in via monsignor Giovanni Cogoni. Domenica 23, giorno che vedrà protagonista Galantino, per la santa messa e per una relazione in fine mattinata, sede delle attività sarà la chiesa di sant’Agostino in via Bajlle.

Particolarmente ricco il programma che vede coinvolti altri tre vescovi. Arrigo Miglio, infatti, aprirà i lavori con la presentazione della prossima Settimana sociale dei cattolici italiani che sarà celebrata in città a fine ottobre. Il vescovo di Faenza-Modigliana, già rettore dell’Università pontificia salesiana, Mario Toso, introdurrà il tema «Il lavoro fondamento della pace». Mauro Maria Morfino, vescovo di Alghero-Bosa, presiederà la santa messa nel pomeriggio del primo giorno.

Inoltre sono previsti gli interventi padre Francesco Occhetta, scrittore de La Civiltà Cattolica, padre Paolo Benanti dell’Università gregoriana, Gigi De Palo, presidente del Forum delle famiglie, Maurizio Gentile, dell’Univeristà di Verona, Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito, e Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl nei primi anni 2000.

Come le precedenti edizioni, l’evento è promosso dall’Opera salesiana “Teresa Gerini” e dalle diocesi di Cagliari e di Faenza-Modigliana.

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A conclusione di 3 anni di preparazione, dedicati alla preghiera e segnati da importanti eventi culturali, i Frati Minori francescani annunciano i solenni festeggiamenti per il 450° anniversario della nascita al cielo di San Salvatore Grionesos da Horta. Alle 15.00 del 18 marzo 1567, infatti, egli moriva a Cagliari, nel convento di Gesù e Maria, situato dove è oggi l’ex manifattura tabacchi. Il suo corpo è conservato nella chiesa di Santa Rosalia – Santuario San Salvatore da Horta, in via Torino a Cagliari. I Frati Minori della Sardegna ne sono custodi e animatori.
La festa del 18 marzo sarà preceduta da un triduo di preparazione, che inizierà il 15. E’ stato organizzato il triduo facendo presiedere la celebrazione eucaristica, prevista ogni giorno, alle ore 18.00, ai tre più giovani vescovi della nostra Sardegna:
– mercoledì, 15 marzo: mons. Corrado Melis, vescovo di Ozieri
– giovedì 16 marzo: mons. Roberto Carboni, vescovo di Ales-Terralba
– venerdì 17 marzo: mons. Mauro Maria Morfino, vescovo di Alghero-Bosa
Alle ore 21.00 di venerdì 17 marzo una veglia di preghiera sarà animata dai giovani di San Mauro.
Questo, invece, il programma della giornata del 18 marzo.
Mattina: Pellegrinaggio dei frati e devoti di san Salvatore provenienti da diverse parti della Sardegna
Ore 11.30: Concelebrazione Eucaristia presieduta da Padre Salvatore Morittu, Custode dei Frati Minori
Sera: La città di Cagliari onora San Salvatore
Ore 18.00: Concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari.