5 August, 2026
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  • Seconda giornata, sabato 22 ottobre 2022, nel sito geo-speleo-archeologico dell’ex Miniera di Sa Marchesa, presso Acquacadda, comune di Nuxis, per il 1° convegno internazionale “Le grotte nella preistoria: scavi, studi e valorizzazione”, organizzato dall’associazione Speleo Club Nuxis, presieduta dal prof. Roberto Curreli, in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari, cattedra di Preistoria e Protostoria del Dipartimento di Lingue, Lettere e Beni Culturali (proff. Riccardo Cicilloni e Carlo Lugliè), il comune di Nuxis, il ministero della Cultura, la missione archeologica presso la Grotta di Acquacadda – Nuxis, il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna. L’evento culturale è finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna (assessorato del Turismo, artigianato e commercio), L.R. 7/1955, annualità 2021. I lavori sono suddivisi in due sessioni: una al mattino, dalle 9.30 alle 13.30, coordinata dal professor Fabio Negrino, con sette relazioni di esperti provenienti da diverse regioni; una al pomeriggio, dalle 15.30 alle 19.30, coordinata dalle professoresse Elisabetta Starnini e Marta Zunino, con gli interventi di altri otto relatori. Il Convegno si concluderà domenica 23 ottobre, con alcune visite guidate nei siti archeologici del Sulcis.

La prima giornata si è aperta con i saluti dei rappresentanti delle istituzioni: il sindaco di Nuxis Romeo Ghilleri; il direttore del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna Ciro Pignatelli; il consigliere regionale Michele Ennas; la rappresentante dell’assessorato regionale della Pubblica istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Francesca Caradda; il presidente della Cantina Santadi, già sindaco di Nuxis per un quarto di secolo, Antonello Pilloni; il presidente dello Speleo Club Nuxis Roberto Curreli; il presidente della Federazione speleologica sarda Angelo Naseddu. Al mattino, prima sessione di lavori, coordinata dalla professoressa Federica Fontana; al pomeriggio, dopo la pausa pranzo e la visita alla Grotta di Acquacadda, seconda sessione di lavori, coordinata dal professor Marco Peresani. Ricordiamo che, correlata al convegno, è stata organizzata dall’associazione Speleo Club Nuxis, in collaborazione con il comune di Nuxis e l’Università di Cagliari una mostra a tema archeologico, relativa agli scavi presso la Grotta di Acquacadda, visitabile presso il Centro Culturale di via Indipendenza, nella quale sono presenti immagini relative ai lavori della 3ª campagna di scavi appena terminata (il 30 settembre 2022). L’obiettivo della mostra è quello di avvicinare allo scavo la popolazione locale, all’interno di quelle pratiche di divulgazione scientifica e di archeologia pubblica messe in pratica nell’ambito della “terza missione” dell’Università di Cagliari.

 

Le commissioni Ambiente ed Attività produttive del Consiglio regionale, riunite in seduta congiunta sotto la presidenza di Piero Maieli (Psd’Az) e con la partecipazione dell’assessore dell’Industria Anita Pili, hanno audito il sindaco di Portoscuso Ignazio Atzori ed il vice Giorgio Alimonda sul progetto presentato dalla Snam per la sistemazione della gasiera da 140.000 metri cubi sulla banchina Est del porto di Portoscuso.
Sul progetto il comune di Portoscuso ha da tempo espresso una posizione contraria, «non per motivi ideologici hanno precisato Ignazio Atzori e Giorgio Alimonda -, quanto perché, anche dal punto di vista tecnico, appare irrealizzabile ed aggraverebbe la già difficile situazione del porto».
«Infatti hanno sostenuto -, l’area portuale non sarebbe praticabile per navi gasiere di quelle dimensioni, senza un radicale intervento di dragaggio dei fondali (occorrerebbe scendere dagli attuali 4 ai 12 metri di pescaggio) per il quale, a fronte di un costo ipotizzato superiore ai 40 milioni di euro, non c’è copertura finanziaria né viene indicato il soggetto attuatore. Il porto inoltre, hanno ricordato sindaco e vice sindaco di Portoscuso, avrebbe poi bisogno di altre opere molto consistenti (dai 20 ai 24 milioni di euro), per quanto riguarda il banchinamento e le infrastrutture di servizio.»
«E’ vero che le aziende del territorio, come Eurallumina e Sider Alloys, hanno necessità di energiahanno aggiunto Ignazio Atzori e Giorgio Alimonda -, ma questo problema può essere risolto con la realizzazione di un piccolo deposito costiero, non certo con un mega impianto che alla fine determinerebbe un livello del prezzo del gas fra i più alti d’Italia.
C’è poi da considerare la questione ambientale, per l’impatto del nuovo impianto sulla sicurezza e la salute dei cittadini, in un territorio che ha già pagato un prezzo molto pesante agli insediamenti industriali, con vaste aree contaminate dalla presenza di metalli pesanti e non ancora bonificate. Chiediamo perciò più attenzione alle istituzioni regionali – hanno concluso Ignazio Atzori e Giorgio Alimonda -, ed appena possibile presenteremo precise richieste anche al nuovo governo nazionale, per la ricerca condivisa di soluzioni alternative.»
Sui rapporti col Governo si è soffermata anche l’assessore Anita Pili, che ha ribadito il parere contrario della Regione al Dpcm, parere espresso con chiarezza anche al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel confronto istituzionale che ha preceduto il varo del decreto. A nostro giudizio, ha affermato Anita Pili, al Sulcis servono un progetto compatibile con il territorio e la revisione del decreto: su questo, saremo sempre al fianco degli Enti locali interessati, auspicando che il nuovo governo tenga conto delle nostre buone ragioni.
Nel successivo dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Alessandro Solinas (M5S), Maria Laura Orrù (Progressisti), Valter Piscedda (Pd) e Michele Ennas (Lega).
La commissione ha poi deciso di avviare un ciclo di audizioni e di effettuare un sopralluogo a Portoscuso.

Il gruppo PD, prima firmataria la consigliera Rossella Pinna, ha presentato un’interrogazione urgente condivisa e sottoscritta da tutte le forze di minoranza del Consiglio regionale, per conoscere nel dettaglio quali azioni la Giunta e gli assessori preposti hanno intrapreso o intendano intraprendere, per scongiurare l’ennesima crisi industriale in un territorio, il Sud Sardegna, già sfinito da una deindustrializzazione che lo ha impoverito come mai prima. L’annunciato fermo anche solo temporaneo dello stabilimento di proprietà della Portovesme S.r.l. di San Gavino Monreale e la conseguente cassa integrazione dei dipendenti oltre che gettare nello sconforto i lavoratori e le loro famiglie, rende estremamente probabile una chiusura definitiva dello storico stabilimento.
Preoccupa il fatto che nei piani industriali della società che prevedono una riconversione dal piombo alla nuova frontiera del litio, lo stabilimento del Medio Campidano non sia compreso.
A seguito delle comunicazioni dell’Azienda e delle reazioni di sindacati e della politica, si è tenuto stamane un incontro tra i rappresentanti dell’esecutivo regionale, l’AD dell’azienda Portovesme S.r.l, la Confindustria e, in rappresentanza del territorio coinvolto, la consigliera Rossella Pinna per la minoranza ed il consigliere Michele Ennas per la maggioranza.
La preoccupazione emersa, oltre il dato della richiesta di CIGS per gli operai della Fonderia di San Gavino Monreale, riguarda da un lato l’annuncio di blocco della linea produttiva piombo per gli elevati costi energetici e dall’altra l’ipotesi, per ora in fase di studio da parte della proprietà, della riconversione della lavorazione del piombo ad altri metalli. Nulla però lascia intravedere al momento quale il destino riservato dalla Portovesme S.r.l allo stabilimento del Medio Campidano. La consigliera Rossella Pinna, al termine dell’incontro condividendo la posizione espressa dagli assessori presenti ha ribadito la richiesta all’AD Davide Garofalo di attendere l’esito delle interlocuzioni col Mise e l’insediamento del nuovo Parlamento, nonché la necessità di vigilare sul piano di riconversione industriale che assicuri gli attuali livelli occupativi in un territorio fin troppo sofferente.

“Forte preoccupazione all’interno della Portovesme s.r.l. per le notizie comunicate oggi dell’azienda relative alla fermata della linea Piombo a cui afferiscono circa 200 lavoratori tra il sito di Portovesme e quello di San Gavino. Tale azione si aggiunge alla fermata che nei mesi scorsi ha riguardato una parte degli impianti del ciclo dello zinco con conseguente cassaintegrazione per centinaia di lavoratori.”

Lo ha scritto, in una nota, Michele Ennas, consigliere regionale della Lega.

“Il prezzo di una crisi non può e non deve essere scaricato sui lavoratori e sulle imprese che operano a servizio della ditta madreha aggiunto -. Personalmente farò ogni cosa possibile per garantire la salvaguardia e continuità dei posti di lavoro. Se la proprietà ritiene necessario cambiare strategia industriale, sarà nostro compito fare le opportune valutazioni che non possono prescindere dal rispetto e dalla salvaguardia di tutti i lavoratori diretti e indiretti. Ritengo sia necessario un tempestivo intervento della Giunta regionale e un confronto con azienda e parti sociali per conoscere quali scenari si prospettano, in quale modo si vogliono ri-collocare i lavoratori e in quale arco di tempo, come già chiesto in una riunione precedente dall’assessore regionale del Lavoro e l’assessore regionale dell’Ambiente.”

«Il Pronto soccorso del Cto di Iglesias riaprirà il 13 agosto con l’impiego dei “medici in affitto”, ma se i numeri dei medici lo consentiranno l’apertura potrà essere anticipata.»

Lo ha assicurato la direttrice generale della Asl Sulcis, Giuliana Campus, al termine del lungo incontro, promosso dal presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, dalla Commissione Salute, presieduta da Antonio Mundula (FdI) e dai capigruppo, con i 23 sindaci del Sulcis Iglesiente e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.

La dottoressa Giuliana Campus ha anche richiesto l’invio di un ordine di servizio a cinque medici del reparto di Chirurgia, affinché dall’8 agosto si mettano a disposizione della direttrice del Pronto soccorso della Asl 7, Viviana Lantini.

Al termine della riunione è stato assunto l’impegno di organizzare per martedì un altro incontro con i sindaci, l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, i vertici della Asl Sulcis e dell’Assessorato, per definire le modalità della riapertura del Pronto soccorso di Iglesias. Questo risultato è arrivato dopo ore di discussioni, grazie alla mediazione del presidente del Consiglio, del presidente della Commissione e dei consiglieri regionali, in particolare Michele Ennas (Lega), Piero Comandini (Pd), Francesco Agus (Progressisti) e Carla Cuccu (Misto – Idea Sardegna).

«Quando ho saputo della manifestazione, non ho avuto alcun dubbio sulla necessità di audire i sindaci», ha detto Michele Pais che ha auspicato una rapida soluzione della grave situazione in cui si trovano oltre al Sulcis, anche altri territori della Sardegna per la carenza dei medici.

Il presidente della Commissione Salute, Antonio Mundula, ha ricordato che l’assessore Mario Nieddu ha formulato esplicite richieste al ministero della Salute per poter affrontare con misure straordinarie il grave stato di emergenza sanitaria in cui versa tutta la Sardegna.

La consigliera regionale Carla Cuccu ha affermato, in una nota diffusa questa sera, che la riapertura dell’ospedale Cto di Iglesias è frutto della mobilitazione del territorio.

 

 

Il 4 agosto 2022 è destinato ad entrare nei libri di storia del Sulcis Iglesiente. Cagliari stamane è stata invasa da centinaia di persone provenienti da tutto il Sulcis Iglesiente che hanno aderito alla mobilitazione organizzata dalle segreterie territoriali CGIL, CISL e UIL, per rivendicare il diritto alla salute, messo pesantemente in discussione da un degrado del sistema sanitario regionale pubblico che sembra non conoscere limiti.

Con le rappresentanze sindacali, in via Roma, davanti all’assessorato regionale della Sanità, c’erano 25 sindaci, i 23 dei Comuni della Asl Sulcis, ai quali si sono aggiunti i sindaci dei Comuni di Siliqua e Teulada, che sebbene ricadano nella Asl cagliaritana, storicamente fanno parte del Sulcis Iglesiente. Presenti anche il presidente di Anci Sardegna Emiliano Deiana ed i consiglieri regionali Fabio Usai (PSd’Az) e Carla Cuccu (Idea Sardegna). C’erano i rappresentanti di diverse associazioni e tanti cittadini che sono stanchi, ormai pressoché sfiniti, nell’attesa di una Sanità pubblica quantomeno dignitosa.

Nell’aria, si avvertiva un’assenza “dolorosa”, quella dell’on. Giorgio Oppi, scomparso il 26 luglio scorso, che conosceva quell’assessorato più di ogni altro, perché è stata la sua seconda casa, unitamente al Palazzo del Consiglio regionale, per alcuni decenni…

Il sit-in dei manifestanti è durato un paio d’ore, nell’attesa vana che una delegazione di sindacalisti e di sindaci venisse ricevuta all’interno del Palazzo, dove evidentemente non c’era l’assessore della Sanità Mario Nieddu ad attenderli, nonostante la manifestazione fosse stata annunciata da oltre una settimana.

I manifestanti, ad un certo punto, hanno deciso di spostarsi, direzione Palazzo del Consiglio regionale, in corteo, per alcune centinaia di metri, sotto il puntuale controllo delle forze dell’ordine che non hanno avuto problemi, perché la manifestazione si è svolta nel completo rispetto delle regole, ancorché, com’era inevitabile, assai rumorosa.

Lungo la via Roma, i numerosi turisti presenti hanno chiesto le ragioni della protesta ed una volta che le hanno ricevute, si sono aggiunti ai numerosi operatori dell’informazione nel documentare la stessa con i loro smartphone, divenuti ormai da tempo eccellenti macchine fotografiche.

Giunto davanti al Palazzo del Consiglio regionale, il corteo si è fatto ancora più acceso, nell’attesa, anche qui, che una delegazione di sindacalisti e sindaci venisse ricevuta all’interno del Palazzo, dove peraltro era in corso una riunione della Commissione Salute, con l’audizione, tra le altre, del direttore generale della Asl Sulcis, la dottoressa Giuliana Campus.

L’attesa è stata lunga ed assai rumorosa. In un primo momento sono giunte notizie, non confermate, che riportavano la disponibilità della Commissione a ricevere solo una delegazione sindacale e non i sindaci e, a quel punto, la protesta si è fatta ancora più chiassosa. Alcuni sindaci, tra loro il primo cittadino di Iglesias, Mauro Usai, hanno espresso considerazioni molto pesanti ed hanno annunciato che non avrebbero lasciato il Palazzo fino a che non fossero stati ricevuti in Commissione Salute.

Tra i manifestanti sono arrivati prima i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle Desirè Manca e Roberto Li Gioi, che si sono impegnati a sostenere le legittime rivendicazioni dei Sindaci e quindi a portare in Commissione la loro richiesta d’incontro ed è poi arrivato anche il presidente del Consiglio regionale Michele Pais che, in un clima divenuto via via sempre più acceso, ha assicurato che i sindaci sarebbero stati ricevuti in Commissione insieme alla delegazione sindacale.

L’attesa si è prolungata ancora e tra i manifestanti è arrivato anche il consigliere regionale della Lega Michele Ennas che, come il collega di partito Michele Pais, s’è impegnato per far sì che in Commissione venissero ricevute sia la delegazione sindacale sia quella dei sindaci.

A quel punto, quando ormai era ora di pranzo, i sindaci sono stati invitati ad entrare nel Palazzo dall’ingresso di fronte a via Roma.

Allegate le interviste registrate durante la manifestazione con i sindaci di Iglesias Mauro Usai, di Carbonia Pietro Morittu, di Fluminimaggiore Marco Corrias, e con il presidente di Anci Sardegna Emiliano Deiana.

In un articolo a parte, i risultati emersi dalla lunga audizione in Commissione, terminata nel tardo pomeriggio, dopo circa quattro ore.

Giampaolo Cirronis

«Il Gruppo Lega Sardegna ha chiesto la convocazione urgente per la commissione sanità di domani del direttore generale della Asl Sulcis, dottoressa Giuliana Campus, per riferire sulla situazione del Sulcis iglesiente e, in particolare, per capire cosa impedisce la riapertura del Pronto Soccorso di Iglesias.»

A dirlo è il consigliere regionale Michele Ennas che chiede l’adozione di ogni possibile soluzione per la riapertura della struttura.

«Vogliamo capire se è stata percorsa ogni strada percorribile per far riprendere le attivitàaggiunge Michele Ennas -. Tutti sappiamo della carenza cronica di figure professionali nell’emergenza urgenza, non solo in Sardegna ma in generale in tutta Italia, e ci si è adoperati per fornire strumenti normativi regionali che incentivassero la presenza di medici anche nelle zone più in difficoltà. Già nei giorni scorsi, durante l’ultimo vertice, l’assessorato alla Sanità ha messo sul tavolo varie strade percorribili. E’ stato inoltre disposto che il CTO venisse inserito tra gli ospedali che devono ricevere prioritariamente il supporto dei medici “in affitto” che è previsto arrivino nei prossimi giorni. Non è accettabile che dall’Azienda non si riceva alcun segnale che tenda alla ripartenza, ma tutto resta nel condizionale senza alcuna garanzia e prospettiva.»

«I cittadini sanno che il problema del PS e in generale dell’ospedale CTO nasce da scelte sbagliate fatte negli anni precedenti a discapito della città, togliendo autonomia e risorse al presidio cittadinosottolinea Michele Ennas -. Il sottoscritto, pur consapevole delle precise responsabilità politiche di chi ci ha preceduto, che oggi vorrebbe farsi portavoce del comprensibile disagio dei cittadini ma era silente durante tutto il percorso di smantellamento della sanità territoriale, non può accettare che per un motivo o per un altro si continui a percorrere una strada che ridimensiona i servizi della città di Iglesias.»

«Chiederò alla Direzione della ASL-Sulcis quali sono i motivi che impediscono fin da subito la riapertura del PS, quali percorsi ha attivato e quali intende attivare con urgenza per restituire un servizio fondamentale per i cittadiniconclude il consigliere regione leghista -. Non mi fermerò fino a quando non sarà messa la parola fine a questa situazione, oggetto purtroppo di strumentalizzazioni politiche che andrebbero, per il bene della comunità, messe da parte. Continuerò ad impegnarmi in Consiglio regionale e in qualunque altra sede in cui è necessario far arrivare la voce dei cittadini, favorendo un percorso di condivisione ma soprattutto di chiarezza e trasparenza delle azioni e degli intenti di tutti.»

«Stamane ho incontrato l’assessore alla Sanità Mario Nieddu che mi ha confermato di aver già messo in agenda per i prossimi giorni un vertice per discutere della situazione dell’Asl n.7.  In queste settimane si sono susseguiti incontri per quanto attiene la situazione della sanità locale in particolare dei nostri ospedali CTO e Sirai. E’ evidente che la situazione è critica specie per quanto riguarda la gestione dell’emergenza-urgenza che in ogni parte della Sardegna, e d’Italia, sta soffrendo come non era mai accaduto. Nello stesso incontro l’assessore mi ha confermato di aver portato avanti la richiesta di “emergenza sanitaria” al Ministero e al Governo la quale, qualora accolta, consentirebbe di derogare alle norme nazionali che oggi ingessano il sistema sanitario.»
Lo ha scritto in una nota Michele Ennas, consigliere regionale della Lega eletto nel Sulcis Iglesiente.
«Ci si confronta ancora con una pandemia che porta gli ospedali, in particolare i pronto soccorso, a una pressione che ogni giorno è sempre più forte facendo i conti con una eredità del passato che in termini di assenza di programmazione si sviluppa oggi in tutta la sua criticitàha aggiunto Michele Ennas -. La fotografia ovunque dell’assenza di professionisti, centinaia solo in Sardegna rispetto all’organico previsto ha origini lontane. Il lavoro in Consiglio regionale è stato fatto per invertire questa tendenza anche alla luce di una visione diversa della sanità data dalla pandemia. Questo grazie all’azione dell’assessore Mario Nieddu, della maggioranza e devo dire, molto spesso, grazie alla convergenza di tutte le forze politiche, mettendo in campo strumenti normativi regionali che non erano neanche mai stati presi in considerazione, eliminato l’imbuto formativo aumentando le borse di specializzazione. Abbiamo ritenuto che si dovesse agire ed abbiamo agito in tal senso con la riforma per eliminare l’accentramento disegnato nella scorsa legislatura, affidando alle competenze delle direzioni generali una reale capacità gestionale.»
«I tanti confronti con cittadini e operatori sanitari mi confermano che la richiesta alla politica è quella di ricevere risposte adeguate non certamente una descrizione distorta della realtà o la politicizzazione degli eventi che in questi difficile periodo stanno capitandoha rimarcato Michele Ennas -. Oggi soffriamo l’inadeguatezza della rete ospedaliera disegnata nella scorsa legislatura: ci hanno messo anni per vararla e oggi spesso sembra figlia di nessuno. Una rete ospedaliera che ha penalizzato il Sulcis Iglesiente e in particolare Iglesias. Così come abbiamo corretto la parte gestionale con la riforma, tutti i livelli da quello politico a quello gestionale sono impegnati per modificare anche questo aspetto e restituire al territorio un sistema di servizi che guardi effettivamente alle esigenze del cittadino. Sono certo, al termine dell’incontro, si aprirà una riflessione onesta e seria, sul presente e sul futuro della sanità del nostro territorio ha concluso Michele Ennas -. Ma sono anche certo che sarà avviato un percorso per migliorare l’attuale situazione con le dovute condivisioni territoriali e coinvolgimenti di amministratori, operatori e parti sociali.»

Il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno per chiedere al Governo nazionale di accelerare l’iter inerente i decreti attuativi sull’energy release.
«Siamo consapevoli che la Regione Sardegna non può intervenire direttamente sulla questionecommenta il consigliere regionale della Lega Sardegna Michele Ennas, primo firmatario dell’ordine del giorno ma riteniamo necessario richiedere un intervento immediato al Mite affinché si porti a compimento il percorso avviato per l’attivazione delle norme sull’Energy Release. Si tratta di ben 1.500 lavoratori che rischiano di tornare a casa a causa degli alti costi dell’energia. Una situazione insostenibile che ci spinge a riflettere sul fatto che se la medesima azienda fosse ubicata in un’altra parte della penisola avrebbe avuto accesso a strumenti che alle aziende sarde sono preclusi. Non è possibile andare avanti in questo modo prosegue Michele Ennasle nostre imprese devono essere competitive esattamente come tutte le altre del resto d’Italia. In questo momento l’unico strumento in grado di garantire questo è quello dell’Energy Release, la cui fruibilità ed efficacia è legata al contenuto dei provvedimenti di attuazione. L’ordine del giornoconclude Michele Ennasimpegna anche ad aprire un tavolo di confronto con il governo per studiare soluzioni per compensare il divario energetico tra la Sardegna ed il resto di Italia e a convocare l’azienda affinché congiuntamente si possano valutare le azioni a tutela dell’occupazione.»

Mercoledì, alle 17.00, l’assessore regionale della Sanità parteciperà ai lavori della conferenza socio-sanitaria della Asl Sulcis. Tra i temi in discussione, dopo la manifestazione di oggi a Villa Devoto, vi saranno la riapertura in sicurezza del Pronto soccorso del Cto di Iglesias, la medicina territoriale, la cronica carenza di anestesisti e medici dell’emergenza urgenza.

«E’ una visita attesa – ha spiegato il consigliere regionale Michele Ennas (Lega)che fa seguito al confronto tra assessore e direzione della Asl 7 avvenuto il 27 giugno, subito dopo la chiusura del Pronto soccorso del Cto di Iglesias»