28 October, 2021
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Nei paesi di provenienza della comunità immigrata ortodossa appartenente al Patriarcato di Mosca (Ucraina, Russia, Bielorussia, Moldova etc.) l’Epifania o meglio “il Battesimo” (Kreshenie) è una ricorrenza molto sentita con rituali che possono apparire qui in Sardegna pittoreschi, come ad esempio il rito della benedizione dell’acqua con il bagno nelle acque gelate, quando sulle superfici ghiacciate dei laghi vengono effettuati dei fori a forma di crocefisso, e dopo la benedizione dell’acqua i fedeli più coraggiosi si immergono nell’acqua gelata per ripetere la tradizione del battesimo di Cristo.

A causa della differenza fra calendario giuliano (seguito dalla liturgia ortodossa) e calendario gregoriano (quello civile attualmente in vigore) l’Epifania ricadrà domenica 19 gennaio (ossia il 6 gennaio del calendario giuliano).

Anche in assenza della neve e dei laghi ghiacciati, anche a Cagliari, nella spiaggia di Calamosca domenica 19 gennaio alle ore 15.30 non mancherà il rito della benedizione delle acque e l’immersione in mare, in un’acqua se non gelata, come nell’Europa Orientale, pur sempre fredda del mare invernale sardo. Dopo la preghiera e la benedizione, quindi, i più coraggiosi a seguito di padre Nikolay Volskyy parroco ortodosso si immergeranno in acqua per il plurisecolare rito.

Nella tradizione ortodossa e orientale l’Epifania è la festa del battesimo di Gesù nel Giordano, per questo fin dal sec. IV s’introdusse, per questa ricorrenza, la benedizione dell’acqua e l’immersione.

Alla cerimonia molto sentita e partecipata parteciperanno anche alcune autorità consolari dei paesi di tradizione ortodossa accreditati in città fra i quali il Console onorario bielorusso, Giuseppe Carboni.

 

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La scorsa domenica un pomeriggio magico di musica con l’incontro fra gli artisti bielorussi del Complesso “MAROU” e l’ensemble formato da alcuni eccezionali musicisti docenti del Conservatorio di Cagliari.

Emozioni, nostalgia, grande partecipazione di pubblico con Auditorium del Conservatorio al gran completo, con i suoi oltre 800 posti tutti occupati e centinaia di persone fuori che non hanno trovato posto, il “Gran Concerto per il Natale e Capodanno Ortodosso” giunto alla sua ottava edizione è ormai una tradizione della città di Cagliari che unisce la diaspora e la comunità locale e che ogni anno conquista un pubblico sempre maggiore.

La sala gremita ha accolto con grande calore ed affetto i saluti dell’arcivescovo di Cagliari monsignor Giuseppe Baturi, giunto alla prima settimana della sua missione pastorale nel capoluogo sardo, un intervento che ha scaldato i cuori dei presenti, sono seguiti i saluti di padre Nikolay Volskyy parroco  della Chiesa Ortodossa ucraina, russa, bielorussa del Patriarcato di Mosca (con sede presso la Chiesa di Nostra Signora della Speranza in Castello), padre Ioan Agape parroco della Chiesa Ortodossa Rumena del Patriarcato di Bucarest (con sede nella Chiesa del Santo Sepolcro in Marina), e don Marco Lai Direttore della Caritas Diocesana e Parroco di Sant’Eulalia che ha sottolineato il dialogo e la collaborazione con le chiese dell’Europa Orientale in generale e in particolare, nell’ultimo anno, con quella bielorussa.

Anche le autorità civili hanno voluto essere presenti con i loro saluti a testimonianza dell’importante valore sociale che la grande comunità proveniente dai paesi slavi e post-sovietici svolge nella società sarda, tante, infatti, le lavoratrici che assistono i nostri anziani appartenenti a questa diaspora e che sono parte integrante della società sarda! A portare i saluti il vice presidente del Consiglio regionale della Sardegna on. Piero Comandini il vice sindaco di Cagliari Giorgio Angius, il sindaco di Guasila Paola Casula in rappresentanza dell’Anci Sardegna, il prorettore dell’Università di Cagliari prof.ssa Micaela Morelli. Infine, Zhanna Sotnik, lavoratrice proveniente dall’Ucraina referente della biblioteca “Rodnoe Slovo” di Cagliari, a nome di tutta la diaspora proveniente dai paesi slavi, ha portato a tutti i presenti gli auguri della comunità immigrata!

La collaborazione istituzionale fra il “Conservatorio Giovanni Pierluigi da Palestrina” Consolato onorario bielorusso in Cagliari, con il sostegno fondamentale della Fondazione di Sardegna, ha reso possibile, la tenuta del tradizionale “Gran Concerto” nella nuova e prestigiosa location dell’Auditorium del Conservatorio ed è stato proprio il maestro Giorgio Sanna, direttore del Conservatorio e padrone di casa ad aprire la manifestazione con un caloroso saluto, in questa che nelle intenzioni, rappresenta sola la prima delle possibili iniziative che verranno messe in campo nell’ambito della collaborazione appena avviata.

Applauditissima l’esibizione del complesso bielorusso “MAROU”, proveniente dalla città di Brest, composto da Yana Butskevich Dziadok (voce), Yauheni Lukyanchyk (sassofono, clarinetto), Vasili Rechkin (basso-chitarra), Raman Marchuk (tastiere), Ilya Tserashchuk (percussioni), rafforzato dall’inserimento di Tatsiana Syravezhkina al salterio slavo, musicista bielorussa residente da tempo in Sardegna. Musiche della tradizione slava reinterpretate con ritmi suadenti e moderni.

La partecipazione straordinaria di un fantastico ensemble formato da alcuni musicisti docenti del conservatorio di Cagliari: Alessandro Diliberto (pianoforte), Massimo Ferra (chitarra), Massimo Tore (contrabbasso), Roberto Migoni (batteria), Luigi Lai (launeddas), ha regalato nuove emozioni e garantito un ulteriore tocco di classe al concerto, un contributo musicale molto apprezzato dal pubblico.

 

Il pezzo finale che ha visto sul palco tutti gli undici artisti sardi e bielorussi protagonisti della serata, con l’esecuzione di “Katiusha” è stato un regalo accolto dal pubblico con una ovazione.

Lo spettacolo come nelle ultime due precedenti edizioni è stato presentato da Emilia Canto.

Questa esperienza di grande successo, è uno stimolo, affinchè si possano ripetere in futuro, le splendide contaminazioni musicali regalate dall’esibizione dei virtuosi musicisti docenti del Conservatorio, Diliberto, Ferra, Tore, Migoni, Lai, non solo in Sardegna, ma anche in Belarus e nei paesi dell’Europa orientale.

Il “Gran concerto per il Natale e Capodanno Ortodosso e di Rito Orientale” si tiene nell’ambito del Progetto “Rete per la conoscenza e aggregazione” dell’Associazione Cittadini del Mondo Onlus – Biblioteca “Rodnoe Slovo” (presso l’Oratorio della Parrocchia di Sant’Eulalia), con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Doveroso un ringraziamento ai Vigili del Fuoco di Cagliari per avere garantito la loro presenza, ai volontari della Prociv Arci di Quartu e Maracalagonis e alla CARITAS Diocesana di Cagliari per il sostegno logistico. Un grazie da estendere al Conservatorio di Cagliari con una citazione particolare per la D.ssa Francesca Basilone Direttore Amministrativo, per la Prof.ssa Aurora Cogliandro, per il Prof. Stefano Figliola, e per tutti i collaboratori dell’istituzione che si sono adoperati con professionalità.

 

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Nella notte fra il 6 e 7 gennaio che corrisponde alla notte fra il 24 e 25 dicembre del calendario giuliano (sostituito da Papa Gregorio XIII al fine di mettere rimedio alle differenze con il calendario astronomico) si festeggia il Natale Ortodosso e di Rito Orientale, che a seguito della presenza di una numerosa diaspora dai paesi dell’Europa Orientale, molto diffusa in tutta la Sardegna, con migliaia di persone provenienti dalle repubbliche ex URSS vede anche il consolidarsi nella nostra Isola di tradizioni del mondo cristiano ortodosso e di rito orientale dove la liturgia segue il vecchio Calendario Giuliano.

Si tratta di una comunità multinazionale proveniente dalle molteplici repubbliche nate dalle ceneri dell’Unione Sovietica, dove è grandemente maggioritaria la componente femminile, donne che svolgono un ruolo sociale molto importante, soprattutto nel settore della cura alla persona, tante di loro, infatti, sono lavoratrici badanti, e svolgono,  quindi, un importante ruolo sociale.

Quest’anno il 7 gennaio ricade di martedì giornata lavorativa, per garantire il massimo coinvolgimento, le celebrazioni liturgiche saranno, in particolare, concentrate nella giornata della vigilia del 6 gennaio che essendo festivo consente una maggiore partecipazione.

6 Ggennaio 2020 Chiesa di Nostra Signora della Speranza (Quartiere Castello)

La Chiesa Ortodossa del Patriarca di Mosca che raggruppa i fedeli della comunità immigrata provenienti da Ucraina, Bielorussia, Russia, Moldova ed altri paesi ex URSS celebrerà, la liturgia del Natale nella Chiesa di Nostra Signora della Speranza in Via Duomo a Castello (l’antica cappella gentilizia della nobile famiglia Aymerich) dove Padre Nikolay Volskyy di nazionalità ucraina e Parroco Ortodosso della Parrocchia di San Saba il Santificato celebrerà alle 9.30 la Messa Solenne mentre alle 12.00 ci saranno i saluti e gli auguri delle autorità, fra i quali quelli ormai tradizionali del  Console onorario bielorusso in Sardegna Giuseppe Carboni. Ma non mancherà la messa di mezzanotte particolarmente suggestiva con inizio alle ore 22.00 della sera del 6 gennaio sino alle 03:00 del 7 gennaio! E ancora la messa solenne del 7 mattino alle 9:30 che essendo giornata feriale non potrà essere seguita da molti fedeli.

Anche la Chiesa Greco-Cattolica celebra il Natale secondo il calendario giuliano con la messa celebrata dal religioso cattolico ucraino di rito bizantino don Vasyl Ersteniuk, la Chiesa Ortodossa Rumena del Patriarcato di Bucarest che officia le sue messe nella Chiesa del Santo Sepolcro con Padre Ioan Agape, per il Natale, invece,  segue il calendario Gregoriano e quindi festeggia il Natale il 25 dicembre insieme ai cattolici, mentre per la Pasqua segue il calendario giuliano insieme alle altre chiese ortodosse.

Alle celebrazioni religiose seguirà Domenica 12 gennaio 2020, il momento laico della festa grazie Gran Concerto del Natale e Capodanno Ortodosso e di Rito Orientale, in programma all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari Piazza Porrino, alle ore 15.30, ingresso gratuito sino ad esaurimento posti (capienza oltre 800 posti) nel quale è previsto il saluto e gli auguri delle Autorità civili e religiose e l’esibizione del complesso artistico bielorusso “MAROU” che proviene dalla città di Brest che eseguirà musiche e canzoni della tradizione slava e la partecipazione straordinaria di un ensemble formato da musicisti docenti del Conservatorio di Cagliari.

Il Consolato onorario bielorusso rinnova gli auguri di un Sereno Natale a tutti i fedeli cristiano ortodossi e greco-cattolici residenti in Sardegna. E ringrazia la Chiesa sarda, in particolare l’arcidiocesi di Cagliari che con spirito fraterno concede ai religiosi delle comunità immigrate dell’Est Europa spazi dove poter compiere la propria missione pastorale.

 

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Domenica 28 aprile si celebra anche a Cagliari la Pasqua cristiano ortodossa che quest’anno ricade la settimana successiva rispetto alle celebrazioni del calendario liturgico cattolico-romano.

Tante le comunità che festeggiano: gli ortodossi rumeni del Patriarcato di Bucarest, i greco-cattolici di rito bizantino presenti fra gli ucraini, gli ortodossi provenienti dal corno d’Africa, i cristiano-ortodossi del Patriarcato di Mosca che raccoglie i fedeli provenienti da Ucraina, Belarus, Russia, Moldova ed altri paesi ex sovietici.

Il Console on. bielorusso in Sardegna Giuseppe Carboni, su invito di Padre Nikolay Volskyy, religioso ucraino Parroco della Parrocchia di San Saba il Santificato della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca a Cagliari, sarà presente e porterà i suoi saluti a nome delle autorità bielorusse, in occasione della solenne celebrazione della Pasqua cristiano ortodossa che si svolgerà domenica 28 aprile a partire dalle ore 10:00 presso la Chiesa di Nostra Signora della Speranza (angolo di via del Fossario, Via del Duomo, Cagliari).

I festeggiamenti della comunità ortodossa sono divenuti ormai parte della tradizione cittadina, fra i momenti di particolare suggestione, la processione che per tre volte girerà intorno alla Chiesa di Nostra Signora della Speranza e la immancabile benedizione dei cibi tradizionali fra i quali le uova (quelle vere non di cioccolato) dipinte ad arte e simbolo della rinascita, i “kulichi” che si preparano in ricordo di Cristo che divideva il pane con i suoi discepoli; la “paska” (un dolce che ha una forma esterna che ricorda il panettone) che rappresenta l’agnello sacrificale. E sempre nella simbologia del “3”, numero perfetto, per tre volte Padre Nikolay si rivolgerà ai fedeli gridando: «Cristo è risorto!» e tutti risponderanno all’unisono: «Si è veramente risorto!».

Un particolare ringraziamento degli organizzatori va all’Arcidiocesi Cattolica di Cagliari «che con spirito fraterno ha messo a disposizione dei fedeli delle chiese orientali alcuni luoghi di culto, un esempio concreto di dialogo e cooperazione».

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La comunità immigrata cristiano-ortodossa in Sardegna ha festeggiato lo scorso 18 gennaio l’Epifania con il battesimo delle acque e il bagno a Calamosca nel rispetto di una millenaria tradizione che nei paesi dell’Est vede il bagno addirittura nelle acque ghiacciate. 

Mentre il calendario cattolico di rito romano festeggia l’Epifania il 6 gennaio, nel calendario liturgico cristiano-ortodosso che segue il vecchio calendario giuliano l’Epifania ricade il 19 gennaio, con il battesimo delle acque che la tradizione consente il 18 e 19 gennaio.

Nella tradizione ortodossa e orientale l’Epifania è la festa del battesimo di Gesù nel Giordano, per questo fin dal sec. IV s’introdusse, per questa ricorrenza, la benedizione dell’acqua.

Nei paesi di provenienza della comunità immigrata ortodossa appartenente al Patriarcato di Mosca (Ucraina, Russia, Bielorussia, Moldova, etc.) è una festa molto sentita con rituali che possono apparire qui in Sardegna pittoreschi, come ad esempio il rito della benedizione dell’acqua con il bagno nelle acque gelate, quando sulle superfici ghiacciate dei laghi vengono effettuati dei fori a forma di crocefisso, e dopo la benedizione dell’acqua i fedeli più coraggiosi si immergono nell’acqua gelata per ripetere la tradizione del battesimo di Cristo.  

Non meno interessante e suggestiva è stata la cerimonia della benedizione delle acque e l’immersione nelle acque, non ghiacciate ma certamente gelide, di Calamosca lo scorso 18 gennaio, ripetute poi a Olbia il 19 gennaio.

Dopo la preghiera e la benedizione, quindi i più coraggiosi a seguito di padre Nikolay Volskyy si sono immersi in acqua per il tradizionale rito del battesimo delle acque.

Quest’anno il tutto è stato seguito dalla troupe costituita da un gruppo di studenti del Liceo Pacinotti che fra dicembre e gennaio hanno ripreso le varie cerimonie a Cagliari dedicate alle ricorrenze del calendario giuliano, nell’ambito di un progetto vincitore del “Premio Deiana” e che porterà alla produzione di uno speciale  docu-film che verrà presentato prossimamente al pubblico.

 

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Una settima edizione, partecipata e di successo, quella della “Giornata della Badante e Festa della Mamma” che si è tenuta ieri, dalle 15.00 alle 18.00, nella suggestiva cornice del “Giardino sotto le mura” a Cagliari.

Numerosa e al gran completo in tutte le sue componenti nazionali, la presenza alla festa della comunità immigrata dell’Europa orientale, in particolare tante donne ucraine, russe, bielorusse, moldave, rumene che vivono e lavorano in Sardegna e che hanno festeggiato lontano dalla loro famiglia, tantissime anche le coppie miste, così come significativo è stato il coinvolgimento di tanti sardi incuriositi e affascinati dagli splendidi costumi nazionali e dai ritmi e musiche slave dei virtuosi artisti professionisti bielorussi, ospiti d’onore della manifestazione: l’ecclettico Andrei Dergai (strumenti a fiato, percussioni e voce), il maestro Vladimir Ginko (fisarmonica e voce) e Yulia Gibovskaya (splendida e potente  voce solista)

L’Assessore alla cultura Paolo Frau ha portato i saluti e gli auguri a nome della città di Cagliari, il religioso ucraino padre Nikolay Volskyy lo ha fatto a nome della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca presente in città con una propria comunità parrocchiale, Giuseppe Carboni, Console onorario bielorusso in Sardegna, unico paese di quell’area geografica ad avere una rappresentanza consolare accreditata nella nostra Isola, ha voluto mettere in evidenza il valore dell’amicizia, e dello scambio interculturale insito nella manifestazione ed ha espresso un sentito ringraziamento alla Fondazione di Sardegna che ogni anno concede il proprio sostegno all’evento dedicato alla mamme e alle badanti straniere.

Un lungo pomeriggio di festa in allegria, presentato da Emilia Canto, di origine russe per linea materna, e che, grazie al “NOI-INSIEME” progetto di valorizzazione artistica e di aggregazione sostenuto dalla Regione Sardegna attraverso la LR 46/90, ha avuto come protagonisti anche i saggi e le esibizioni di valenti artisti della vasta comunità immigrata in quanto festa aperta al contributo di tutti:

Anastasia Semirikova (Russia), da pochi mesi in città, ha cantato due bellissime canzoni dedicate alle mamme, Angela Crigaruta (Moldova) e Tatiana Plotnikova (Ucraina), musiciste professioniste in patria, hanno regalato una intensa esecuzione al pianoforte a quattro mani di svariati brani, Mila Leonidova (Ucraina) ha recitato in ucraino due splendide poesie che hanno commosso le tante signore presenti, Andrei Penkrat (Bielorussia) ha eseguito un pezzo al pianoforte dedicato alla Sardegna sua nuova patria dopo l’adozione.

E ancora due attività del progetto “NOI-INSIEME” al centro della festa:

L’esposizione dei lavori in vario stile e genere degli allievi del laboratorio per bambini di disegno, arti figurative, creatività artistica, conservazione della lingua madre “il russo giocando”, curato da Aksana Vasilevskaya e Svetlana Ledda, giovani operatrici entrambe di origini bielorusse con Maksim Novikov a supporto logistico.

L’applauditissimo défilé di costumi tradizionali creati in questi mesi nell’ambito delle attività del laboratorio di “cucito e creatività sartoriale” coordinato e realizzato per la parte artistica da Margaryta Orenchak, con la sarta professionista Viktoriya Syvozhelizova in qualità di consulente, entrambe di nazionalità ucraina. La sfilata ha visto la presentazione di un costume russo tradizionale, un costume russo aristocratico di epoca medioevale, un abito tradizionale bielorusso, quindi un abito tipico ucraino e per finire anche un variopinto costume in stile kirghizo.

Dopo una prima parte rigidamente con musica dal vivo dedicata alle tradizioni popolari, gli artisti professionisti bielorussi Andrei Dergay, Vladimir Ginko, Yulia Gibovskaya hanno chiuso la loro applauditissima esibizione con un autentico e graditissimo regalo per le tante signore dell’est presenti alla festa: l’esecuzione dei grandi successi dance in voga nei paesi dell’area ex sovietica degli anni 80 e 90, che ha trasformato in una movimenta sala dal ballo lo spiazzo del fronte palco, per chiudere in allegria e divertimento la settima edizione della “Giornata della Badante e Festa della Mamma”.

Nell’ambito della manifestazione, in un settore a loro dedicato, gli istruttori dell’Associazione scientifica HSF, coordinati dal dott. Luigi Cadeddu, sono stati a disposizione del pubblico per insegnare le manovre di disostruzione delle vie aeree e primo soccorso pediatrico.

 La Festa della Mamma e la Settima Giornata delle Lavoratrici Badanti in Sardegna, è stata promossa dall’Associazione Cittadini del Mondo Onlus, la Biblioteca “Rodnoe Slovo” (Oratorio di Sant’Eulalia), nell’ambito del progetto “Rete per l’interazione culturale e la conoscenza”, con il sostegno della Fondazione di Sardegna e il patrocinio del Consolato onorario della Repubblica Belarus in Cagliari. 

L’appuntamento è al prossimo anno per l’ottava edizione in programma il 12 maggio 2019.

 

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Quando si è lontani da casa, dai propri cari, spesso dai propri figli e coniugi, le feste, in particolare quelle a carattere più intimamente familiare come la Pasqua e Natale, sono ancora più sentite e fanno crescere ancora di più la nostalgia e la voglia di vivere le proprie tradizioni per sentirsi più vicini a casa.

Domenica 8 aprile è una di queste giornate “particolari” si celebra la Pasqua cristiano ortodossa.

 Tante le comunità che festeggiano: gli ortodossi rumeni del Patriarcato di Bucarest, i cattolici greco-cattolici di rito bizantino presenti fra gli ucraini, gli ortodossi provenienti da corno d’Africa, gli ortodossi del Patriarcato di Mosca che raccoglie i fedeli provenienti da Ucraina, Bielorussia, Russia, Moldova ed altri paesi ex sovietici.

Il console on. bielorusso in Sardegna Giuseppe Carboni, su invito di padre Nikolay Volskyy, parroco della Parrocchia di San Saba il Santificato a Cagliari della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca, sarà presente e porterà i suoi saluti a nome delle autorità bielorusse, in occasione della “Solenne celebrazione della Pasqua cristiano ortodossa” che si svolgerà domenica 8 aprile a partire dalle ore 9.30 presso la Chiesa di Nostra Signora della Speranza (angolo di via del Fossario, Via del Duomo, Cagliari)

Le strade del quartiere Castello domenica saranno invase da atmosfere orientali e mistiche che sicuramente alimenteranno la curiosità dei cagliaritani, da non perdere il momento della processione che per tre volte girerà intorno alla Chiesa di Nostra Signora della Speranza e la immancabile benedizione dei cibi tradizionali fra i quali le uova (quelle vere non di cioccolato) dipinte ad arte e simbolo della rinascita, i “kulichi” che si preparano in ricordo di Cristo che divideva il pane con i suoi discepoli; la “paska” (un dolce che ha una forma esterna che ricorda il panettone) che rappresenta l’agnello sacrificale. E sempre nella simbologia del “3”, numero perfetto, per tre volte padre Nikolay si rivolgerà ai fedeli gridando: “Cristo è risorto!” e tutti risponderanno all’unisono: «Sì, è veramente risorto!».

 

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La presenza di una numerosa comunità immigrata dai paesi post sovietici dell’Europa Orientale molto diffusa in tutta la Sardegna, ha reso il Gran Concerto per il Natale Ortodosso e di Rito Orientale, un’ormai consolidata tradizione cittadina che coinvolge non solo gli immigrati, ma tanti sardi amanti della cultura, delle tradizioni slave o semplicemente della buona musica.

Nei paesi di tradizione cristiano ortodossa e greco cattolica la liturgia segue il vecchio Calendario Giuliano ed il Natale arriva il 7 gennaio, quest’anno ricadendo la domenica, il Concerto si svolgerà proprio nel giorno di NATALE, un motivo in più perché sia partecipato e atteso.

Il 7 gennaio, alle ore 15.30, presso l’Auditorium comunale di piazzetta Dettori, a Cagliari, con ingresso gratuito sino ad esaurimento posti (capienza 293 persone), l’attesa esibizione del quartetto bielorusso “MUSIC KVATRO” di Bobruisk, città gemellata dal 2017 con Iglesias.

Volha Auseika (soprano – voce solista), Sergey Mitchenkov (violino – voce), Valeriy Narkevich (contrabasso), Yauheni Girshin (tastiera – percussioni) regaleranno un vero e proprio viaggio musicale che cercherà di rappresentare la ricchezza e complessità dell’oriente slavo dove svariati popoli e tradizioni convivono da secoli.

Il concerto racchiuderà pezzi di diversi stili e generi: musica popolare slava, canzonibielorusse, ucraine, russe, zigane, musiche delle danze popolari ebraiche, pezzi della tradizione classica con rivisitazione moderna, composizioni di musica leggera e jazz, un eccletismo artistico che manterrà intatta una soave eleganza musicale che ha conquistato le platee dei principali paesi dell’Europa centro orientale.

Il concerto si tiene nell’ambito delle iniziative del progetto “Rete per l’interazione culturale e la conoscenza” dell’Associazione Cittadini del Mondo Onlus – Biblioteca “Rodnoe Slovo” – Centro di lingua russa e cultura slava di Cagliari. Con il contributo della Fondazione di Sardegna, la collaborazione del Comune di Bobruisk (Bielorussia) ed il patrocinio del Consolato onorario Repubblica Belarus in Cagliari.

Gli artisti bielorussi del quartetto “Music Kvatro”, si esibiranno inoltre il 5 gennaio a Sassari presso il Jazz Club “Birdland” con inizio alle 22.00 ed il 6 gennaio, a Iglesias, presso il Teatro Electra, con inizio alle ore 19.00.

La Chiesa Ortodossa del Patriarca di Mosca che raggruppa i fedeli della comunità immigrata provenienti da Ucraina, Bielorussia, Russia, Moldova ed altri paesi ex URSS celebrerà, la mattina del 7 gennaio, la liturgia del Natale nella Chiesa di Nostra Signora della Speranza in Via Duomo, a Castello (l’antica cappella gentilizia della nobile famiglia Aymerich, Marchesi di Laconi, dove Padre Nikolay Volskyy di nazionalità ucraina e parroco ortodosso della Parrocchia di San Saba il Santificato celebrerà, alle 9.30, la Messa Solenne di Natale mentre, alle 12.00, ci saranno i saluti e gli auguri delle autorità, fra i quali quelli ormai tradizionali del console onorario bielorusso in Sardegna Giuseppe Carboni.

Anche la Chiesa Greco-Cattolica che in città conta molti fedeli fra gli immigrati ucraini celebrerà il Natale il 7 gennaio con la messa celebrata dal religioso cattolico ucraino di rito bizantino don Vasyl Ersteniuk a Stampace nella Chiesa di Santa Restituta.

Il Consolato onorario bielorusso coglie l’occasione per augurare a tutti i fedeli cristiano ortodossi e greco-cattolici residenti in Sardegna un Felice Natale. La forte presenza della comunità immigrata proveniente dai paesi post sovietici, allarga le opportunità di conoscenza reciproca nel segno del dialogo religioso e dello scambio culturale. Un particolare ringraziamento va alla Chiesa sarda, in particolare all’Arcidiocesi di Cagliari che, con spirito fraterno, concede ai religiosi delle comunità immigrate dell’Est Europa, spazi dove poter compiere la propria missione pastorale.

 

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Anche il vicesindaco Gian Luca Lai e l’assessore della Cultura Sabrina Sabiu parteciperanno, in rappresentanza del comune di Carbonia, alla celebrazione della dodicesima Giornata per la Custodia del Creato 2017, che si svolge questo pomeriggio, sabato 30 settembre, dalle ore 15.00 alle 20.00, lungo un tratto del Cammino minerario di Santa Barbara. Un percorso di 5,6km con partenza dai parcheggi dello scavo Cungiaus della Miniera di Monteponi ed arrivo nel Santuario del Buon Cammino. La celebrazione della dodicesima Giornata per la Custodia del Creato 2017 è un’iniziativa organizzata dalla Diocesi di Iglesias, in collaborazione con la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara. Il percorso del pellegrinaggio si snoderà lungo le colline di Monteponi, gravemente danneggiate dall’incendio del 26 giugno. All’arrivo al Santuario del Buon Cammino è prevista una degustazione di frutti della terra offerti da Coldiretti. Nel sagrato del Santuario si svolgeranno diverse iniziative: un concerto del pianista coreano Junhee Kim, il saluto dell’abbadessa Madre Elisabetta, canti, letture e riflessioni a cura delle Sorelle Povere di Santa Chiara, interventi della pastora Elizabeth Green (Chiesa Battista), del Padre Nikolay Volskyy (Chiesa Ortodossa) e del vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda.

 

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E’ stato un intero pomeriggio passato in allegria, iniziato alle 15.00, sotto il sole cocente per chiudersi intorno alle 19.00, la “Festa della mamma e III Giornata della Lavoratrice Badante” celebrata ieri a Cagliari nel “Giardino sotto le mura”.

Una ormai tradizionale, occasione di conoscenza reciproca che ha coinvolto la vasta comunità immigrata proveniente dai paesi ex sovietici: ucraini, russi, bielorussi, moldavi, altre ex repubbliche, e tanti sardi e persino qualche turista che di passaggio nei “Giardini sotto le mura” si è soffermato con curiosità e ammirazione.

Le lavoratrici badanti straniere, di cui, un gran numero proveniente dai paesi dell’Est Europa, hanno così festeggiato le mamme e messo in evidenza l’importante ruolo sociale svolto da queste lavoratrici nella cura dei nostri anziani e creato, nel contempo, un importante momento di aggregazione e divulgazione culturale che, ormai, è divenuto un appuntamento fisso per la città di Cagliari, tant’è vero che conclusa la terza edizione, già si lavora per organizzare al meglio la nuova edizione 2018

La manifestazione è stata ufficialmente aperta dai saluti e gli auguri dei rappresentanti delle istituzioni: Paolo Frau, assessore alla Cultura del comune di Cagliari; Marco Sechi della Presidenza della Regione Sardegna; padre Nikolay Volskyy della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca; Giuseppe Carboni, console, on. Bielorusso in Sardegna, che ha letto, inoltre, il messaggio di mons. Marco Lai, direttore della Caritas Diocesana impossibilitato a partecipare.

La maratona di spettacolo ha avuto inizio con l’esibizione degli ospiti d’onore della festa, gli artisti della band di musica etno-rock bielorussa “Vuraj” che si trovano nella nostra Isola nell’ambito delle iniziative legate alla rete “2017 Anno della Cultura Bielorussa in Sardegna”. I virtuosi artisti bielorussi hanno presentato una serie di strumenti musicali dal medioevale, al classico, al moderno: violino, strumenti a fiato slavi, batteria, chitarra elettrica, contrabbasso, ma sicuramente è stata la medioevale “ghironda” suonata magistralmente da Siarhei Douhushau, solista della Filarmonica di Stato di Minsk a suscitare la curiosità dei presenti.

Ma la giornata ha visto tanti artisti e gruppi alternarsi nella scena, grazie al pieno coinvolgimenti della comunità immigrata che vive in Sardegna ed altri artisti presenti per l’occasione in città

La piccola bielorussa Stefania Nepogoda, di 9 anni, della città di Mogilev, vincitrice di festival canori per bambini nazionali bielorussi e internazionali, si è esibita con la canzone “Bielorussia” raccogliendo il caloroso applauso del numerosissimo pubblico presente, la prima parte della festa si è conclusa con l’esibizione del trio di donne ucraine formato da Liubov Zhmudovska, Nadezhda Lukianuk, Ksenia Ivaneiko che hanno cantato con l’accompagnamento del flauto slavo una splendida canzone in lingua ucraina dedicata alla mamma.

Quindi, è stata la volta delle attività di animazione con l’accompagnamento musicale dei artisti del gruppo “Vuraj” ccordinati da Siarhei Douhushau e Olga Izofatova. Il pubblico presente è stato così coinvolto attivamente in giochi e balli di gruppo slavi che hanno creato socializzazione e conoscenza reciproca.

Il protagonismo e la collaborazione di numerosi cittadini immigrati provenienti dall’Europa orientale, l’attiva partecipazione di varie associazioni e gruppi artistici ha reso il lungo pomeriggio ricco di iniziative ed eventi, e così la terza parte della festa si è svolta nello spazio antistante la scultura del compianto Pinuccio Sciola che impreziosisce il “Giardino sotto le mura”.

Grande e decisivo è stato il contributo del Centro Culturale Ortodosso Slavo della Parrocchia Ortodossa di Cagliari “San Saba il Purificato” che ha regalato al pubblico presente le esibizioni del Gruppo “Kalina Russian Folk”, della cantante solista Olga Popkova, del gruppo “Nashi na Sardinii”, della musicista moldava Angela Crigaruta (pianoforte), e ancora letture di poesie, balli e canti.

Le bambine della Scuola Danza della coreografa russa trapiantata in Sardegna Inessa Galaeva hanno fatto il loro esordio in pubblico proponendo un ballo tipico russo accolte dal calore del pubblico, l’associazione culturale “Artuniverso” in collaborazione con “Butterfly Ritmica Sestu”, Direzione tecnica Annabel Porceddu ha deliziato il pubblico con alcuni numeri coreografici impreziositi da variopinti costumi tradizionali.