9 February, 2026
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Il racconto di una vita dedicata ai tesori nascosti della Sardegna: debutta, con una proiezione in anteprima, “Antonio Zara – L’uomo che amava scavare”, film documentario di Antonio Sanna prodotto da ArKaosfilm in collaborazione con Società Umanitaria Carbonia e Associazione Amici della Miniera.

L’appuntamento è per giovedì 12 febbraio, al Cineteatro centrale di piazza Roma, a Carbonia, con ingresso gratuito a partire dalle 18.00.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessora regionale della Cultura Ilaria Portas e del sindaco Pietro Morittu, interverranno il regista del film Antonio Sanna, il direttore regionale dei CSC della Società Umanitaria in Sardegna Paolo Serra, Piero Agus, presidente dell’associazione Amici della Miniera e i familiari del compianto Antonio Zara.

Il film, della durata di 49 minuti, alterna tra immagini in bianco e nero e a colori, materiali d’archivio e riprese contemporanee per raccontare la vita e le scoperte di Antonio Zara, figura fondamentale – e a lungo rimasta ai margini dei riflettori – dell’archeologia sarda.

Nato a Gairo e cresciuto a Carbonia, Zara scopre giovanissimo la passione per l’archeologia grazie ai racconti degli anziani e all’esplorazione dei nuraghi e delle grotte del territorio. A 14 anni compie il suo primo ritrovamento nel Monte Crobu, consegnando poi i reperti alla Soprintendenza. L’incontro con l’ispettore Vittorio Pispisa segna l’inizio di un apprendistato sul campo che lo porterà, nel 1962, a soli 16 anni, alla scoperta del Tofet di Monte Sirai, sito chiave per lo studio della civiltà fenicio-punica in Sardegna.

Da quel momento Antonio Zara parteciperà a decine di campagne di scavo, in qualità di assistente tecnico della Soprintendenza, sviluppando una straordinaria capacità di “leggere” il paesaggio e individuare siti archeologici di grande importanza. Tra le campagne più importanti cui partecipò Zara ricordiamo il lavoro di scavo e ripristino del Pozzo Sacro di Santa Cristina e quella che portò al ritrovamento del celebre bronzetto del cosiddetto “Sardus Pater” a Fluminimaggiore (oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari).

Il documentario, scritto e diretto da Antonio Sanna, che firma anche fotografia, editing e riprese con drone insieme a Renzo Gualà, nasce da un’idea di Sergio Zara e si avvale delle musiche originali di Mauro Usai per il pianoforte di Omar Bandinu; e delle voci narranti di Maria Giovanna Ganga e Gianni Cossu, con un testo introduttivo di Enea Bagiella e brani tratti dai libri di Antonio Zara Io c’ero – I racconti dell’assistente e I racconti del pozzo.

Il film intreccia testimonianze di studiosi, amici e familiari – tra cui Piero Bartoloni, Giorgio Secci, Angelo Saba e Giovanna Pietra – con fotografie originali di Antonio Zara, Ugo Virdis, Piero Bartoloni e Peter Paul Mackey, restituendo un ritratto intimo e corale di un uomo mosso da curiosità, ostinazione e amore per la terra.

La proiezione sarà un’occasione per riscoprire non solo la figura di Antonio Zara, ma anche un pezzo fondamentale della storia archeologica e culturale del Sulcis Iglesiente.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (L.R. 48/2018, art. 11, comma 26), della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Carbonia e Paulilatino, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, il Sistema Museale di Carbonia, Archeotour Paulilatino e il Parco e Museo Genna Maria di Villanovaforru.

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Il Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco e il comune di Sant’Antioco hanno organizzato l’inaugurazione del progetto SmART – Sulky Mediterranean Art, finanziato dal Ministero dell’Interno. Appuntamento mercoledì 6 agosto, a partire dalle 20.00, presso il Museo archeologico Ferruccio Barreca.

Postazioni multimediali, giochi, realtà virtuale e aumentata sono solo alcune delle importanti novità in presentazione, accompagnate dall’esposizione di nuovi e importanti reperti che arricchiranno il Museo.

Il programma prevede gli interventi istituzionali di Ignazio Locci , sindaco di Sant’Antioco, cui seguirà Ilaria Portas, assessora della Cultura della Regione Autonoma della Sardegna. E ancora: il soprintendente archeologico, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna; Luca Mereu, assessore della Cultura del comune di Sant’Antioco; Piero Bartoloni, direttore onorario del Museo Archeologico Barreca; Giovanna Pietra, funzionario archeologo della Soprintendenza; Sara Muscuso, direttrice del Parco Storico Archeologico di Sant’Antioco; Rosana Pla Orquin, archeologa e coordinatrice del progetto.

Dopo gli interventi si procederà con la visita guidata al Museo: un tour esclusivo tra le sale del Museo Archeologico Ferruccio Barreca e le novità introdotte dal progetto SmART, per scoprire come arte e tecnologia raccontano la storia di Sulky. A fare da contorno, musica dal vivo con le note di Carol Mello, Cristian Ferlito e Matteo Gallus, che accompagneranno i visitatori in un’atmosfera unica, tra archeologia e suggestioni mediterranee, e un’interessante degustazione guidata per un viaggio nei sapori con i vini della Cantina Andaras, presentati da Marco Pinna e Paolo Balia.

 

A Sant’Antioco verrà presentata lunedì 5 agosto la statua del Druso Minore, la cui copia andrà ad ornare la nuova e riqualificata Piazza Umberto. Prima con una conferenza in aula consiliare, alle 19.30, e a seguire con lo scoprimento e l’inaugurazione della scultura marmorea.

Piazza Umberto avrà finalmente la sua statua, fedele riproduzione del Druso Minore, uno dei ritrovamenti più importanti registrato nell’anno 1908 a Sant’Antioco. E non in un luogo qualsiasi, bensì in via Eleonora D’Arborea n. 8, ovvero a nemmeno 100 metri dal punto in cui verrà collocata la statua di epoca romana, attualmente conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.

L’appuntamento in aula consiliare sarà animato dalla professoressa Francesca Cenerini, ordinaria di Storia romana, Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, che terrà una conferenza dal titolo “La statua di Druso nella Sulci romana”. Durante la conferenza verranno ripercorsi i momenti cruciali della storia della città romana di Sulci, le sue caratteristiche, i suoi contatti, la sua importanza strategica per il territorio circostante e per le più ampie dinamiche mediterranee. In questo vasto scenario storico e culturale si inserisce la collocazione della statua del Druso Minore nella città di età imperiale, ad oggi il più importante esemplare di statuaria romana in Sardegna. Interverranno inoltre il Sindaco Ignazio Locci e la direzione scientifica del Parco Storico e Archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco, Piero Bartoloni e Sara Muscuso.

Venerdì 28 giugno 2024, giorno in cui l’Amministrazione comunale di Carbonia ha incontrato i vertici della Soprintendenza Archeologica e i professionisti che stanno valutando l’attuazione del progetto PNRR sull’abbattimento delle barriere architettoniche nel Parco Archeologico di Sirai, unitamente alla prossima riapertura del tophet e della campagna di
scavi al Nuraghe Sirai, è giunta notizia della scomparsa, all’età di 78 anni, dell’archeologo Antonio Zara, colui che nel 1962,  a soli 16 anni di età, scoprì il sito fenicio-punico di Sirai, prima di ricoprire l’incarico di ispettore e assistente agli scavi della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano.
Celebri e intense sono state le collaborazioni di Antonio Zara con Gennaro Pesce, Ferruccio Barreca, Vincenzo Santoni, Piero Bartoloni e Vittorio Pispisa. Oltre alla scoperta di Monte Sirai, a lui attribuita, Antonio Zara partecipò attivamente anche alle campagne di scavi nei siti di Pani Loriga, Santa Cristina e Antas.
Di recente aveva raccolto e raccontato le sue esperienze e il suo amore per l’archeologia in due libri, “Io c’ero: i racconti dell’assistente” e “Racconti del pozzo”.
Antonio Zara era nato a Gairo Taquisara, frazione di Gairo (Nuoro ) nel 1946.
Il sindaco Pietro Morittu e l’intera Amministrazione comunale di Carbonia hanno espresso profondo cordoglio per la scomparsa di Antonio Zara.

Carbonia darà l’estremo saluto ad Antonio Zara nel corso di una cerimonia civile che si terrà domenica 30 giugno, alle 11.00, nel cimitero cittadino.

Dal 5 giugno al 2 luglio si svolgerà una nuova campagna di scavi nell’area del Cronicario di Sant’Antioco, sede del più antico insediamento fenicio della Sardegna, il quale conserva tracce delle precedenti fasi di età nuragica e preistorica e che evolverà nel successivo centro punico e romano di Sulky-Sulcis.

Gli archeologi guidati dal prof. Michele Guirguis del Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Sassari e coordinati sul campo dal Dott. Ernesto A. Insinna, esploreranno le stratificazioni dell’antico centro, estese tra il IV millennio a.C. e l’età romana imperiale, con un focus sui secoli dall’VIII al III a.C.

Le ricerche si svolgono in regime di concessione ministeriale, in costante e proficua collaborazione con la Soprintendenza rappresentata dalla Dott.ssa Giovanna Pietra e grazie al supporto del comune di Sant’Antioco.

Le attività di scavo saranno accompagnate dalle conferenze serali della XV Summer School di Archeologia fenicio-punica, la cui edizione vedrà la partecipazione, tra gli altri, del prof. Lorenzo Nigro dell’Università La Sapienza e del Prof. Alessandro Campus dell’Università Tor Vergata di Roma. I temi spazieranno dal melting pot mediterraneo del I millennio a.C. con i centri di Cartagine e Mozia, all’affermarsi della scrittura fenicia e punica fino alle soglie dell’epoca romana. Ma si parlerà anche di Monte Sirai, dell’età nuragica nel Sulcis e delle fasi di contatto con i Fenici nel più vasto ambito del Mediterraneo occidentale. Le conferenze, cui seguirà un piccolo rinfresco, sono organizzate in collaborazione con il Parco storico e archeologico di Sant’Antioco, si terranno nel Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” a partire dalle 19:00 tutti i giovedì con ingresso gratuito (9, 16, 23, 30 giugno 2023).

Michele Guirguis professore di Archeologia fenicia e punica presso l’ateneo Turritano, spiega: «La XV edizione della Summer School, avviata fin dal 2007 grazie all’iniziativa congiunta del Comune e dell’Università di Sassari per opera del prof. Piero Bartoloni, vedrà attiva una squadra di archeologi che in continuità con le ricerche del 2022 e di quelle dei decenni passati indagherà la storia di questo antichissimo insediamento, che le indagini di scavo confermano abitato fin dal IV millennio a.C. e nelle successive fasi dell’età nuragica e dell’età fenicia, quando l’insediamento di Sulky assunse una dimensione pienamente urbana. Le conferenze serali di approfondimento che si terranno al Museo rappresentano un’ulteriore occasione per rendere partecipe la cittadinanza e tutti gli interessati dei progressi della ricerca archeologica, che con sempre maggiore evidenza dipinge un Mediterraneo trafficato da culture nel quale la Sardegna giocò un ruolo di primo piano».

Le iniziative della Missione archeologica si muovono nell’ottica di una proficua interazione tra le attività di ricerca e valorizzazione della storia dell’antico insediamento. «Una sinergia imprescindibile per un’azione incisiva del Parco storico-archeologico e del Museo Barreca che da decenni oramai è sede di tutte le attività connesse alla ricerca e alla divulgazione dei suoi risultaticommenta Sara Muscuso, direttrice del Parco sono in corso, infatti, differenti progetti che vedono coinvolta l’area dell’antico abitato, auspichiamo che questa possa a breve entrare a far parte a pieno titolo dell’offerta culturale di Sant’Antioco».

«Le indagini e le attività di scavo nel Cronicario ma, più in generale, nell’area del Parco Archeologicoevidenzia l’assessore della Cultura Luca Mereu sono “solo” il fiore all’occhiello dell’intensa attività di pianificazione, progettazione e programmazione dell’Ufficio Cultura e Beni culturali di Sant’Antioco, tutta tesa a valorizzare, rilanciare e promuovere il notevole patrimonio storico, archeologico e culturale del Comune con specifiche e innovative linee di azione: a breve infatti partiranno una serie di progetti, resi possibili grazie ai finanziamenti ottenuti dal PNRR e dalla Regione Sardegna, che permetteranno la completa fruizione del nostro patrimonio culturale e archeologico.»

«La Summer School di Archeologia è un’attività immancabile che ormai da anni contraddistingue l’impegno del nostro Comune nei confronti della Cultura e della ricerca. È il frutto del seme piantato anni fa dal professor Piero Bartoloni, un grandissimo impegno portato avanti proprio dai suoi allievi ha detto il sindaco Ignazio Locci -. Oggi come allora per noi è sempre un vero piacere poter ospitare nella nostra città giovani archeologi accompagnati dal professor Michele Guirguis. La collaborazione con la nostra istituzione, il Parco Storico e Archeologico, le varie conferenze dei giovedì, rendono la Summer School un appuntamento ancora più interessante, che si apre alla comunità di Sant’Antioco promuovendo la diffusione della cultura e della storia fenicia e punica.»

Venerdì 18 novembre la sala convegni della Biblioteca comunale di Carbonia, in viale Arsia, ha ospitato un incontro per ricordare Vittorio Pispisa, noto commerciante di Carbonia nonché grande appassionato di archeologia. L’iniziativa, patrocinata dal comune di Carbonia è stata promossa dalla Associazione Amici della Miniera e dal Centro Servizi Culturali Carbonia-Iglesias Società Umanitaria – Ex Dì Memorie in Movimento – La Fabbrica del Cinema. Al termine, abbiamo intervistato Piero Bartoloni, archeologo ed accademico, già direttore dell’Istituto per la Civiltà fenicia e punica “Sabatino Moscati” del C.N.R. presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Sassari.

Intervista al professor Piero Bartoloni.

 

 

Venerdì 18 novembre, alle ore 17.30, la sala convegni della Biblioteca comunale di Carbonia, in viale Arsia, ospiterà un incontro per ricordare il concittadino Vittorio Pispisa, noto commerciante nonché grande appassionato di archeologia. L’iniziativa, patrocinata dal comune di Carbonia è curata e promossa dall’Associazione Amici della Miniera e dal Csc Carbonia-Iglesias Società Umanitaria – Ex Dì Memorie in Movimento – La Fabbrica del Cinema.

Dialogherà con i vari relatori Anna Paola Peddis, coordinatrice dello Sbis, il Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis.

Interverranno: Mario Zara, presidente dell’Associazione Amici della Miniera; Paolo Serra, direttore del Centro servizi culturali della Società Umanitaria Sardegna – Fabbrica del Cinema; Pietro Morittu, sindaco di Carbonia; Ugo Virdis, già fotografo della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano; Antonio Zara, già assistente tecnico della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano; Carla Perra, coordinatrice Sistema Museale Carbonia; la dott.ssa Luisanna Marras, già curatrice del Museo Archeologico di Villa Sulcis; Piero Bartoloni, archeologo e accademico italiano, già direttore dell’Istituto per la Civiltà fenicia e punica “Sabatino Moscati” del C.N.R. presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Sassari.

 

Venti anni di ricerca, di studio e analisi delle profonde e complesse stratificazioni archeologiche del Cronicario, insediamento millenario sorto sulle sponde orientali dell’Isola di Sant’Antioco. Il tutto condensato in una mostra per immagini fotografiche e reperti inediti intitolata “Sulky 2001-2021. Vent’anni di ricerche, Tremila anni di storia”, frutto del prezioso lavoro del team dell’Università di Sassari condotto, appunto, in 20 anni di attività.

L’appuntamento è fissato per venerdì 17 settembre, alle 19.30, presso il Mab Museo Archeologico Ferruccio Barreca di Sant’Antioco, per l’inaugurazione dell’esposizione organizzata dal Comune di Sant’Antioco, dall’Università di Sassari e dal Ministero della Cultura (Soprintendenza archeologica di Cagliari), alla presenza  della Direttrice del MAB, Sara Muscuso, di Piero BartoloniCarlo TronchettiMichele GuirguisGiovanna PietraElisa Pompianu e Antonella Unali: professori, archeologi e archeologhe impegnati direttamente negli ultimi decenni nelle indagini e nella tutela di questa preziosissima area archeologica. Parteciperanno al taglio del nastro, inoltre, il Sindaco Ignazio Locci e la delegata alla Cultura Rosalba Cossu.

Un percorso fotografico ed espositivo che illustrerà i due decenni di scavi e ricerche dell’Università di Sassari nel Cronicario di Sant’Antioco e consentirà di comprendere  l’importanza della ricerca per l’antica città di SULKY, fondata nel cuore del Mediterraneo tra la fine del IX e il principio dell’VIII sec. a.C. Ricostruendo le tracce del passato, dunque, la mostra ambisce a disegnare possibili scenari futuri per un’area archeologica ubicata nel centro della contemporanea Sant’Antioco. «Dopo tanti anni di impegno commenta Michele Guirgius, professore associato di archeologia Fenicio-Punica presso l’Università di Sassarisiamo orgogliosi di poter presentare al pubblico degli interessati e a tutta la cittadinanza parte del lavoro portato avanti dall’Università e dal comune di Sant’Antioco, che ci ha sempre supportato, secondo una prospettiva aperta sul territorio e sull’intera comunità sulcitana, certificando il ruolo cruciale svolto da Sant’Antioco oggi, come dalla città di Sulky nei millenni passati».

Per la direttrice del MAB, Sara Muscuso, «il Museo conferma il suo ruolo di raccordo tra la ricerca scientifica e il grande pubblico: la divulgazione della storia dell’antico insediamento già ampiamente presente nell’allestimento degli spazi espositivi, viene oggi potenziata e arricchita da questa mostra che consolida il sodalizio pluridecennale che unisce il comune di Sant’Antioco all’Università degli Studi di Sassari».

Dalle 21.00 la serata proseguirà con il concerto del musicista Matteo Scano che presenterà il suo disco Places.

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La dottoressa Sara Muscuso, archeologa e funzionaria comunale (attualmente è responsabile del settore Servizi per il cittadino). è la nuova direttrice del Polo archeologico di Sant’Antioco, succede al professor Piero Bartoloni, protagonista e promotore della ricerca scientifica nel territorio comunale da oltre un cinquantennio, nonché responsabile scientifico del Museo, a partire dalla sua inaugurazione avvenuta nel 2006, e fautore di numerose iniziative di portata nazionale e internazionale come la Summer School in Archeologia fenicia e punica. Lo ha deliberato la Giunta comunale guidata dal sindaco Ignazio Locci.

«Il professor Piero Bartoloni, massimo esperto di archeologia fenicia e punica – commenta il sindaco Ignazio Locci continuerà a prestare la sua meritevole opera per la nostra città, a titolo gratuito, in qualità di Direttore Onorario. Per noi è un vanto poter continuare a fare affidamento sulla sua indiscutibile professionalità.»

La nuova direttrice, che da anni svolge specifiche mansioni di coordinamento presso il Polo archeologico di Sant’Antioco e in particolare nel suo fiore all’occhiello, il MAB Museo archeologico Ferruccio Barreca, svolgerà il suo incarico nell’ambito delle sue funzioni di dipendente (categoria D) in forza al comune di Sant’Antioco.

 

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Tiro e Sulky, a distanza di secoli, si uniscono per il dialogo e l’integrazione mediterranea. Oggi (venerdì 14 giugno) in Libano meridionale, presso la Municipalità di Tiro, si è svolta un’importante iniziativa di cooperazione internazionale, nell’ambito del gemellaggio tra la Municipalità di Tiro ed il comune di Sant’Antioco.

Il fil rouge dell’archeologia ha accompagnato l’intera giornata che si e’ aperta con i saluti istituzionali per poi proseguire con il confronto scientifico tra i ricercatori italiani e libanesi. Presenti, per il comune di Sant’Antioco, l’assessore della Cultura Rosalba Cossu e la curatrice del MAB Museo archeologico Ferruccio Barreca, Sara Muscuso. Con loro, la delegazione sarda è composta da Piero Bartoloni, direttore del MAB, e dallo staff dell’Università di Sassari (Michele Guirguis, Elisa Pompianu, Rosana Pla). Le autorità presenti: il ministro della Cultura del Libano, Mohamed Dawood; il sindaco di Tiro, Hassan Dbouk; il comandante Missione Unifil Stefano Del Col; il presidente dell’associazione per la Protezione ed il Patrimonio del Sud del Libano Randa Assi Berri. Gli studiosi partecipanti, oltre ai già citati componenti della delegazione sarda, sono Leila Badre, Helen Sader, Hassan Badawi, Zeina Fani, Grace Homsi, Alì Badawi.