27 March, 2026
HomePosts Tagged "Pierpaolo Vargiu"

Trentadue “Dialoghi nuragici”, 13 città della Sardegna, 38 relatori, 119 associazioni coinvolte. Sono i numeri del nuovo ciclo di incontri organizzato da “La Sardegna verso l’Unesco” in tutta la Sardegna, presentato questa mattina dal Presidente Pierpaolo Vargiu nella sede della Fondazione di Sardegna, con la partecipazione dell’Assessora regionale dell’Istruzione e dei Beni Culturali, Ilaria Portas, del Presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, della Responsabile della Soprintendenza Cagliari, Oristano e Sud Sardegna Gianfranca Salis, del Prorettore delegato al Territorio e all’Innovazione dell’Università di Cagliari, Fabrizio Pilo, e del Presidente della Fondazione di Sardegna, Giacomo Spissu.

Pensati per raccontare in modo nuovo l’unicità straordinaria e identitaria dell’antica civiltà sarda, straordinario asset di sviluppo economico, i Dialoghi nuragici partono a marzo e saranno distribuiti nell’arco di tre mesi (10 marzo-15 giugno). Alghero, Cagliari, Carbonia, Nuoro, Olbia, Oristano, Quartu, San Gavino, Sassari, Sanluri, Serramanna, Tempio, Tortolì, sono le città che nell’edizione 2026 ospiteranno una serie di conversazioni sulla civiltà nuragica e i suoi monumenti oggi inseriti nell’istanza Unesco – nuraghi, villaggi, tombe dei giganti, pozzi sacri – offrendo ai partecipanti un nuovo modo di raccontare l’unicità della storia sarda più antica, con spunti di riflessione, contributi e analisi unici.

«Il patrimonio nuragico è l’unica risorsa davvero presente in tutti i comuni della Sardegna, dove è possibile trovare un monumento ogni 2 km quadrati – spiega Pierpaolo Vargiu, presidente de La Sardegna verso L’Unesco -. Senza dimenticare che le maggiori concentrazioni di monumenti sono proprio in quelle zone interne che soltanto costruendo nuove opportunità di sviluppo possiamo davvero proteggere dallo spopolamento. Noi giriamo per l’intera Sardegna per chiedere a tutti i sardi di aiutare noi e la Regione in questo percorso di valorizzazione di una straordinaria risorsa che può rendere riconoscibile e importante la nostra Isola nel mondo.»

A evidenziare l’importanza del nuovo ciclo di incontri è stata anche l’assessora regionale dell’Istruzione e dei Beni Culturali, Ilaria Portas: «È importantissimo ambire al riconoscimento Unesco ma non dimentichiamo che questo percorso è importante anche nel viaggio che stiamo compiendo, perché ogni passo fatto è ulteriore conoscenza e ricchezza per tutti i sardi, specie per i più giovani. Abbiamo davanti un progetto che mette in rete tanti operatori, la partecipazione di così tante Istituzioni e Associazioni ci fa capire che in Sardegna c’è grande interesse rispetto a questo tema e che possiamo fare tanto».

Il calendario

Alghero: tre gli appuntamenti previsti (Sala Conferenze Fondazione Alghero – ore 17.30), il 15 maggio, 21 maggio, 8 giugno.

Cagliari: si parte il 17 marzo con il primo dei 6 appuntamenti (“Quanti sono i nuraghi? Proviamo a contarli insieme”), sempre da Sa Manifattura alle ore 18.00. Si prosegue il 31marzo, il 21 aprile, il 5 maggio, il 19 maggio, il 9 giugno.

Carbonia: i tre incontri si terranno presso la Sala Conferenze Sotacarbo (Grande Miniera di Serbariu) alle ore 17.30. Si parte il 10 marzo; secondo appuntamento il 24 marzo, infine il 14 aprile.

Nuoro: ad aprile e maggio, in tre distinti appuntamenti programmati dalle ore 17.30 all’Auditorium Biblioteca “Sebastiano Satta”, si parla dell’identità profonda della Sardegna. Primo appuntamento il 30 aprile; secondo incontro il 14 maggio; terzo dialogo nuragico il 28 maggio.

Olbia: sarà l’Aula Magna del Consorzio Polo Universitario, dalle ore 17.30, ad accogliere studiosi, curiosi e appassionati di storia antica. Il 22 aprile il primo incontro. Si prosegue il 6 maggio con la seconda tappa olbiese. Infine, il 20 maggio.

Oristano: l’appuntamento è per il 19 marzo, 2 aprile e 16 aprile alla Sala Conferenze Hospitalis Sancti alle ore 17.30.

Quartu: l’incontro del 16 aprile segna l’inizio di un percorso che nell’edizione 2026 tocca anche la terza città della Sardegna.

San Gavino: alla Galleria Civis – ore 17.30 – si parla di antica civiltà sarda. Incontro fisato il 10 aprile.

Sanluri: l’Associazione “La Sardegna verso l’Unesco” si sposa a Sanluri il 15 maggio.

Appuntamento presso l’Aula Didattica Polo (Aula 24) ore 17.30.

Sassari: si torna a Sassari per il nuovo ciclo di appuntamenti primaverili. Presso la Sala Conferenze Fondazione di Sardegna, ore 18.00, si parlerà del patrimonio unico al mondo dei monumenti della civiltà nuragica e di come questo abbia la dignità per diventare patrimonio dell’umanità. Si parte quindi il 30 marzo; si prosegue il 13 aprile, il 27 aprile e l’11 maggio.

Serramanna: l’appuntamento è il 24 di aprile alla Sala Polifunzionale Ex Montegranatico alle ore 17.30.

Tempio: due le date previste per Tempio, il 12 marzo e il 24 marzo, sempre al Convento degli Scolopi come nella passata edizione, alle ore 16.30.

Tortolì: è una delle new entry nel calendario dei dialoghi dell’Associazione. L’incontro in programma, il 15 giugno, si terrà al Teatro San Francesco (ore 18.30).

Si è svolto ieri, lunedì 18 dicembre 2023, presso l’auditorium della Grande Miniera di Serbariu, a Carbonia (sede operativa del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna), l’incontro con i sindaci dei Comuni compresi nelle 8 aree del Parco Geominerario.

Ai lavori, aperti dal Direttore Fabrizio Atzori e dal Commissario Straordinario Elisabetta Anna Castelli, erano presenti Giovanni De Giudici, rappresentante del Comitato Tecnico Scientifico, Pierpaolo Vargiu e Nello Melis, presidente e membro del Collegio dei Revisori dei Conti.

Nel corso dell’incontro, caratterizzato da un clima di cordialità, il Direttore e il Commissario Straordinario hanno presentato le linee programmatiche dell’ente per il 2024, che prevedono una serie di attività, tra le quali la candidatura per l’ammissione del Parco Geominerario nel Global Geoparks Network dell’UNESCO, la redazione del Piano Territoriale e Socio Economico e la collaborazione con istituti di ricerca.

I lavori sono stati animati da numerosi interventi, in cui sono stati mostrati interesse e volontà di collaborazione.

«Il Parco Geominerario, sempre al fianco delle amministrazioni locali, intende sostenere con convinzione le attività di valorizzazione e promozione territoriale con interventi diffusi immediatamente realizzabili, da porre in opera in tempi brevi», ha dichiarato il direttore Fabrizio Atzori, precisando che «progettualità più complesse potranno essere sostenute con fondi erogati attraverso appositi bandi pubblici».

La necessità di “fare rete” tra Parco, amministrazioni comunali e territori coinvolti è stata sottolineata dal Commissario Straordinario Anna Elisabetta Castelli, che ha auspicato la rapida ricostituzione della Comunità del Parco (composta dai rappresentanti dei Comuni del Parco), ricordando che essa «esercita importanti funzioni deliberative, consultive e di indirizzo»

Nella sala dell’incontro sono stati esposti alcuni significativi esemplari di rari minerali, parte degli oltre 4600 campioni costituenti la prestigiosa Collezione Mineralogica Manunta, recentemente acquisita dal Parco.

 

È il Sulcis con Carbonia, dopo Cagliari, Sassari, Oristano, Olbia e Tortolì la sesta tappa del percorso di formazione avviato dall’Associazione la Sardegna verso l’Unesco in collaborazione con la Fondazione di Sardegna e l’Ufficio scolastico regionale, che vede protagoniste le scuole. Seicento studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado si sono ritrovati questa mattina al teatro Centrale di Carbonia per una mattinata incentrata sulla valorizzazione del patrimonio nuragico in chiave di sviluppo sostenibile e sul percorso per il riconoscimento del suo valore presso l’Unesco.
Il presidente dell’Associazione, Pierpaolo Vargiu, accompagnato in questo viaggio indietro nel tempo dall’archeologo Nicola Dessì che ha ripercorso i passi e la storia dell’antica civiltà nuragica, ha tracciato le prospettive future, partendo dalla consapevolezza che, ha spiegato ai ragazzi, «la nostra antica civiltà oltre che sotto il profilo culturale ed identitario, può contribuire a un nuovo modello di sviluppo compatibile e sostenibile della nostra Sardegna».
«Tutti insieme ha evidenziato Pierpaolo Vargiu abbiamo il dovere di riscoprire, credere, valorizzare e investire sull’identità profonda che viene dalle radici storiche della Sardegna e della sua antica civiltà, che oltre a rappresentare una pietra miliare della cultura sarda, ha un inestimabile valore anche in termini economici e può finalmente rappresentare la chiave di volta per un nuovo modello di sviluppo sostenibile in grado di cambiare il futuro della Sardegna.»
E il progetto che ha portato all’inserimento della civiltà nuragica nella Tentative list Unesco – a cui hanno aderito i Comuni sardi, la Regione Sardegna, il Consiglio regionale, le Università, il mondo della scuola, dell’economia e dell’associazionismo – punta proprio a questo. Ottenere il riconoscimento dall’Unesco e far conoscere ai ragazzi l’articolato percorso intrapreso dalla Sardegna per arrivare al traguardo è stato proprio il cuore dell’appuntamento di Carbonia.
Con l’iniziativa odierna sono oltre 4.000 gli studenti che fino ad oggi hanno potuto conoscere meglio la civiltà nuragica attraverso gli incontri formativi promossi dall’Associazione “La Sardegna verso l’Unesco”.
 

E’ stata inaugurata stamane nella biblioteca comunale di viale Arsia, a Carbonia, la mostra fotografica “Io apro all’Unesco”. Sarà visitabile fino a giovedì 10 marzo.

Alla conferenza stampa di presentazione, nella sala Mediateca, hanno partecipato l’archeologo Nicola Dessì; il sindaco di Carbonia Pietro Morittu; il presidente del Consiglio comunale Federico Fantinel; assessori e consiglieri comunali; per l’associazione La Sardegna verso l’Unesco, il presidente Pierpaolo Vargiu; il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara Giampiero Pinna. All’evento hanno partecipato anche le sindache di Domusnovas, Isangela Mascia e di Buggerru, Laura Cappelli, il vice sindaco di Piscinas Gianluca Trastus e numerosi consiglieri dei Comuni del territorio.

L’associazione “La Sardegna verso l’Unesco”, il cui obiettivo è il sostegno della candidatura dei monumenti della civiltà nuragica ai fini dell’inserimento tra i beni tutelati dall’organizzazione mondiale, ha promosso l’iniziativa “Io apro all’Unesco” dal 5 al 10 marzo, organizzata in collaborazione con il comune di Carbonia.

La conferenza stampa è stata anticipata da una lezione dell’archeologo Nicola Dessì, alle classi del Liceo Classico “Amaldi Gramsci” e dell’istituto tecnico ad indirizzo turistico “Cesare Beccaria”.

Carbonia ospiterà per una settimana la mostra fotografica “Io apro all’Unesco”. L’associazione “La Sardegna verso l’Unesco”, dopo 20 tappe in giro per tutta la Sardegna, approda nella città mineraria dal 5 al 10 marzo. L’evento è organizzato in collaborazione con il comune di Carbonia.

Alla conferenza stampa, sabato 5 marzo, alle 11.00, nella biblioteca comunale di viale Arsi, saranno presenti: l’archeologo Nicola Dessì il sindaco di Carbonia Pietro Morittu, il presidente del Consiglio comunale, la Giunta e per l’associazione La Sardegna verso l’Unesco, il presidente Pierpaolo Vargiu.

Nella stessa giornata, le classi del Liceo Classico “Amaldi Gramsci” e dell’Istituto indirizzo turistico “Beccaria”, dalle ore 9.30 potranno seguire una lezione dell’archeologo Nicola Dessi.

Il Museo “Casa Pirinu”, in corso Repubblica, a Domusnovas, ospiterà per una settimana la mostra fotografica “Io apro all’Unesco”.
L’associazione “La Sardegna verso l’Unesco”, il cui obiettivo è quello di sostenere la candidatura dei monumenti della civiltà nuragica ai fini dell’inserimento tra i beni tutelati dall’organizzazione mondiale, ha promosso l’iniziativa “Io apro all’Unesco,” dal 26 febbraio fino al 4 marzo organizzata in collaborazione con il comune di Domusnovas.
Alla conferenza stampa che si terrà a “Casa Pirinu” alle ore 10.30, saranno presenti: l’archeologo Andrea Forresu, l’archeologa Cristina Concu, la sindaca di Domusnovas Isangela Mascia e per l’associazione La Sardegna verso l’Unesco, il presidente Pierpaolo Vargiu.
Nella stessa giornata, la scuola media F. Meloni (via Musei), alle ore 9.30, ospiterà la dott.ssa Cristina Concu che terrà una lezione alle classi prime.

Sabato mattina, alle 11.00, la sala Remo Branca Piazza Municipio, a Iglesias, ospiterà la conferenza stampa di presentazione di “Io apro all’Unesco”, l’evento dell’Associazione “La Sardegna verso l’Unesco” che fa tappa a Iglesias.

Gli esercizi delle vie del centro storico di Iglesias ospiteranno nelle loro vetrine i pannelli dei siti nuragici della Sardegna. L’associazione “La Sardegna verso l’Unesco”, che sostiene la candidatura del paesaggio nuragico come patrimonio Unesco, ha promosso l’iniziativa “Io apro all’Unesco” dal 5 al 13 febbraio, organizzata in collaborazione con il comune di Iglesias.
Alla presentazione saranno presenti: l’archeologo Nicola Dessì, Pierpaolo Vargiu, presidente della Associazione La Sardegna verso l’Unesco, il sindaco di Iglesias, Mauro Usai e l’assessora della Cultura Claudia Sanna.

Nella stessa giornata, l’Istituto Ipsia G. Ferraris, alle ore 9.30, ospiterà l’archeologo Nicola Dessì che terrà una lezione alle classi quarte e quinte superiori.

[bing_translator]

L’epidemia Covid ci ha insegnato che gli ospedali e tutte le comunità assistenziali possono essere percepiti come un luogo insicuro. In questo periodo gli accessi ai Pronto Soccorso della Sardegna sono ridotti del 70%. Migliaia di sardi attendono prestazioni ospedaliere che sono state rinviate, non si sa bene a quando.
E’ possibile ritornare alla normalità che conosciamo (e che non ci soddisfaceva)?
E se invece provassimo a sfruttare l’opportunità?
Se provassimo a pensare ad una “diversa normalità” del sistema sanitario della nostra Regione, riscrivendo il ruolo degli Ospedali, del territorio e dell’emergenza, utilizzando la potentissima leva di cambiamento della sanità digitale?
Già oggi con il nostro smart watch noi possiamo attivare il coaching sugli stili di vita, sull’alimentazione. Possiamo calcolare parametri cardiaci, respiratori. Possiamo usare il telemonitoraggio per inviare “allarmi” se qualcosa non funziona…
La Telemedicina, ma anche l’intelligenza artificiale (AI) e l’internet delle cose (IOT), possono radicalmente cambiare il sistema sanitario sardo, invertendo lo schema che oggi non funziona più. Il cittadino non deve più andare verso “i luoghi di cura”! Al contrario, è la prestazione sanitaria che deve andare direttamente a casa del cittadino!

Se ne parla in webinar mercoledì 6 maggio dalle ore 18,30 alle ore 19.30. Approfondirà il tema Pierpaolo Vargiu, del Centro Studi dei Riformatori sardi. Seguirà un dibattito al quale parteciperanno tra gli altri Paolo Cannas, Franco Meloni Giambenedetto Melis, Giorgio Sorrentino e l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu.

[bing_translator]

«I dati appena pubblicati dal ministero della Salute sul monitoraggio attraverso le SDO dei tempi di attesa per le 10 prestazioni sanitarie “sentinella”, fotografano l’attuale situazione di grave criticità del sistema sanitario della Sardegna: bisogna agire subito, prima che il disastro sia irrimediabile!»

Lo dichiarano i Riformatori sardi per bocca di Pierpaolo Vargiu e Franco Meloni che riportano i numeri relativi alle urgenze a 30 giorni, con dati davvero preoccupanti: «Per quanto attiene ai tempi di attesa per l’intervento chirurgico di tumore della mammella, la Sardegna è la peggiore regione italiana, con tempi di attesa medi di 42,2 giorni. Anche per il colon retto, i tempi di attesa sono i peggiori di Italia: 38,7 giorni. Per il tumore dell’utero, va appena un po’ meglio: i tempi di attesa sardi sono i terzi peggiori d’Italia. Lo stesso triste “podio” è occupato nel monitoraggio relativo all’intervento di tumore polmonare: i tempi di attesa sardi (27,7 giorni) sono i terzi peggiori d’Italia. Se si cambia patologia, non va molto meglio: per un by pass aortocoronarico, i tempio medi di attesa sono in Sardegna di 63,7 giorni, il triplo di quelli riscontrati nel resto d’Italia (in questo caso, la Sardegna è la seconda peggiore regione italiana), mentre per una protesi d’anca si attende mediamente nell’Isola 92 giorni, più del doppio della media nazionale (anche in questo caso siamo la terza peggiore regione italiana!). Un po’ meglio va con gli altri parametri di classificazione (tumori della prostata, tonsillectomia, PTCA, endoarteriectomia carotidea), dove i tempi di attesa della Sardegna non si discostano dalle medie nazionali».

«E’ evidente – concludono Pierpaolo Vargiu e Franco Meloni – che l’eredità in sanità della precedente amministrazione è un fardello davvero pesante. E’ dunque indispensabile un radicale cambio di marcia se vogliamo sperare di restituire ai sardi una sanità che lavori con orgoglio e che abbia le necessarie risorse per rispondere in modo appropriato ai bisogni dei cittadini.»

[bing_translator]

Archiviate le elezioni regionali, i Riformatori sardi riprendono la battaglia per il riconoscimento del principio di insularità. La trattativa avviata dalle regioni ricche del nord (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) per nuove forme di autonomia preoccupa i vertici del partito: «Il regionalismo differenziato di cui si parla oggi va contro gli interessi della Sardegna – ha detto l’ex deputato dei Riformatori sardi Pierpaolo Vargiu – noi non osteggiamo una riforma che punta a una sana competizione tra le regioni e combatte le politiche assistenzialiste per il Mezzogiorno. Chiediamo però di poter combattere ad armi pari. La Sardegna è una regione con problemi speciali che vanno affrontati in un tavolo specifico. Siamo un’isola e per giunta periferici, nessuna altra regione è nelle nostre condizioni di svantaggio. Per questo, già da due anni, stiamo portando avanti la battaglia per l’inserimento del principio di insularità in Costituzione e per la restituzione dei diritti economici sulle accise».

Sulla stessa lunghezza d’onda i componenti del Centro Studi del partito, Gianbattista Melis e Stefano Altea: «Il riconoscimento del principio di insularità e la definizione della partita sulle accise ci consentirebbe di drenare nuove risorse – ha detto Gianbattista Melis – anche se non basterebbe a risarcire la Sardegna per i danni ambientali provocati dall’Industria».

«La nostra non è una richiesta di assistenzialismo – ha aggiunto Stefano Altea – la Sardegna deve avere le stesse opportunità delle altre Regioni. La nuova formulazione dell’art. 119 della Costituzione apre la strada all’accoglimento delle nostre istanze.»

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il leader di Fortza Paris Gianfranco Scalas che ha suggerito di tener presente il tema della lingua sarda: «Siamo la più grande minoranza linguistica della Repubblica italiana – ha detto Gianfranco Scalas – questo ci dà più forza nel confronto con lo Stato e, soprattutto, con l’Europa. E’ un elemento da sfruttare per veder riconosciuta la nostra specialità».

Dal riconoscimento del principio di insularità passa il futuro della Sardegna, secondo il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Pietrino Fois: «Occorre che il nuovo esecutivo regionale concluda al più resto il contratto con lo Stato – ha detto Pietrino Fois – la Sardegna ha un bilancio ingessato con una massa manovrabile molto ridotta. Senza nuove risorse la nostra Regione è destinata ad arrancare».

I temi cari ai Riformatori sardi saranno posti con forza all’attenzione del nuovo presidente della Regione Christian Solinas: «Abbiamo sollecitato a più riprese la giunta uscente e lo stesso faremo con la maggioranza di centrodestra di cui facciamo parte – ha detto ancora Pierpaolo Vargiu – chiediamo a tutti i sardi e a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento di unirsi alla nostra battaglia sull’insularità e sulle accise».