29 November, 2022
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Venerdì mattina la sala Conferenze della Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, ospiterà il convegno “Economia migrante tra integrazione, lavoro e sfruttamento”, organizzato dalla Caritas diocesana di Iglesias. L’inizio è fissato alle ore 9.15.

L’iniziativa intende sollecitare una riflessione sugli aspetti positivi dell’immigrazione, vista come una risorsa per l’economia dei territori interessati dal fenomeno. Importante, infatti, è la presenza di lavoratori e d’imprenditori stranieri che contribuiscono all’economia locale anche in termini di lavoro, offerto non solo ai migranti, ma anche talvolta alla manodopera locale.

A fronte di quest’aspetto positivo, il convegno intende soffermarsi su un aspetto negativo, costituito dal fenomeno dello sfruttamento del lavoro: una piaga purtroppo molto diffusa nel nostro Paese (soprattutto al Sud), che toglie dignità alla persona, sottrae risorse al sistema fiscale, non contribuisce all’integrazione e soprattutto minaccia l’equilibrio sociale.

In occasione del convegno sarà presentato il progetto “Il pozzo di Giacobbe”, uno sportello di ascolto itinerante che l’Area immigrazione della Caritas diocesana ha attivato nei Centri di ascolto della Diocesi.

L’esperienza, realizzata grazie a un finanziamento della CEI (Fondi 8 per mille Italia), verrà raccontata dall’operatrice Aurora Fonnesu. Seguiranno le riflessioni su “Rapporto imprenditoria e immigrazione” (Franco Pittau, Fondatore di Idos Centro Studi Ricerche), “Criticità inerenti all’imprenditoria straniera a livello nazionale” (Giuseppe Bea, presidente Onimpresa Osservatorio Nazionale Imprese), “Normativa sul lavoro dei migranti” (Gianni Loy, ordinario Diritto del Lavoro Università di Cagliari), “Criticità inerenti all’imprenditoria straniera a livello locale” (Natalka Bandylyuk, operatrice ACLI). Concluderà Raffaele Callia, direttore della Caritas diocesana di Iglesias, mentre l’iniziativa sarà coordinata dalla giornalista Elvira Usai.

I saluti d’apertura sono affidati a mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo di Iglesias, Giuseppe Casti, sindaco di Carbonia, e Giuliana Perrotta, prefetto di Cagliari.

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Raffaele Callia 

Nasce “Giovani in ascolto”, un nuovo progetto dedicato all’ascolto specifico dei giovani. La Caritas diocesana di Iglesias offre l’opportunità a sei giovani (di età compresa tra i 18 e i 28 anni compiuti, come da bando pubblico) di mettersi alla prova con l’esperienza del Servizio Civile Nazionale. Per candidarsi c’è tempo fino alle ore 14 del 20 aprile. Le informazioni dettagliate sono disponibili presso il portale di Caritas Sardegna (www.caritassardegna.it). Si può inoltre contattare la Segreteria della Caritas diocesana di Iglesias all’indirizzo e-mail: segreteria@caritasiglesias.it .

I giovani selezionati saranno impegnati per 30 ore alla settimana e, anche attraverso un percorso di formazione, saranno impegnati attivamente nei tre Centri di ascolto Caritas della Diocesi di Iglesias: “Marta e Maria” a Iglesias, “Madonna del Buon Consiglio” a Carbonia e “San Francesco e Santa Chiara” a Sant’Antioco. La loro attività si affiancherà a quella di volontari e operatori già presenti e consentirà di intercettare il disagio e i bisogni dei giovani ascoltati.

«Le difficoltà incontrate dai giovani – spiega Raffaele Callia, direttore della Caritas diocesana di Iglesias e responsabile del Servizio Studi e ricerche della Caritas regionale -, sono anche quelle legate ad una tendenziale chiusura e a una resistenza ad aprirsi ed esporre liberamente il proprio disagio. Difficoltà derivanti anche dal non trovarsi di fronte “dei pari”, in grado di entrare in immediata sintonia con il proprio vissuto, il modo di ragionare e di vivere la propria condizione giovanile. Soprattutto per tale ragione si ritiene che i migliori ascoltatori dei giovani possano essere altrettanti giovani (qualificati e accompagnati da figure adulte esperte), con i quali tessere dei legami fiduciari, capaci di esplorare nel profondo il disagio e condividere i percorsi di crescita nell’autonomia.»

Fra le povertà più gravi che interessano i mondi giovanili del Sulcis Iglesiente vi sono quelle di carattere progettuale, con la mancanza di conoscenza e orientamento sulle opportunità riguardo ai percorsi formativi, di lavoro e di auto-impresa. Da qui l’urgenza di dare speranza e restituire protagonismo ai giovani, considerati come “i nuovi poveri” del territorio del Sulcis Iglesiente. Un disagio, quello del mondo giovanile, che si registra non solo nel mondo del lavoro e dell’istruzione ma anche in tema di dinamiche relazionali e familiari.

Il progetto “Giovani in ascolto” si sviluppa nel territorio diocesano, che comprende 64 parrocchie distribuite in 24 Comuni.

La popolazione locale sta registrando un progressivo invecchiamento. Molto alto è il tasso di disoccupazione e sono in aumento diverse forme di lavoro nero e di sfruttamento dei lavoratori, mentre peggiorano le condizioni del mercato del lavoro, in particolare giovanile ed è a livelli di emergenza la dispersione scolastica.

La presenza nel territorio della Diocesi di un crescente numero di immigrati, fra cui molti giovani che necessitano di consulenza e accompagnamento per una più facile integrazione nel tessuto sociale di accoglienza, spinge la Caritas diocesana a rafforzare i propri servizi di ascolto, affinché lo straniero non venga vissuta come una minaccia, ma come una risorsa. Anche su questi temi, i giovani in Servizio Civile verranno chiamati a vivere delle esperienze significative.

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Combattere il disagio e la dispersione scolastica attraverso delle borse di studio da assegnare ad alunni le cui famiglie sono in un disagio economico tale da non poter loro garantire il proseguo degli studi all’Università. Con questo obbiettivo la Caritas diocesana, organismo pastorale della diocesi di Iglesias, ha promosso il progetto “Iscola de Maduridàde”. Consentirà di istituire 60 borse di studio, dell’importo di 500,00 euro ciascuna, suddivise in 20 borse per anno per tre anni consecutivi. Saranno destinate in favore dei ragazzi più meritevoli delle quinte classi delle scuole secondarie di secondo grado del territorio che, privi di un supporto famigliare a causa di condizioni economiche avverse, corrano il rischio di non poter avere accesso all’Università nel prossimo triennio. Il progetto è stato presentato ieri mattina con una conferenza stampa presso il seminario vescovile “Maria Immacolata” ad Iglesias. L’idea progettuale, nata dalla lettura costante delle fragilità del territorio da parte della Caritas, si avvale della collaborazione di altri Uffici pastorali della Diocesi tra cui l’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro e la Pastorale Giovanile già attivi, insieme alla Caritas diocesana, nell’ambito del “Progetto Policoro”.

Ad illustrare il progetto sono stati il vescovo di Iglesias monsignor Giovanni Paolo Zedda, il direttore della Caritas diocesana, Raffaele Callia e il gruppo degli animatori che si avvale di un’equipe formata da Isabella Rosas, Antonio Melis, Francesco Manca, Federico Cocco, Elena Sanna Carla Lai e Simone Cabitza che lavoreranno nelle scuole e appartengono alle diverse pastorali diocesane.

«Iniziative della Caritas sono occasione per tutta la comunità cristiana – ha detto il vescovo di Iglesias, monsignor Giovanni Paolo Zedda – occasione per capire quello che abbiamo e anche per migliorare le possibilità di intervento e sensibilizzare le persone a non chiudersi ma ad aprirsi a venire incontro alle difficoltà che si presentano.»

Il progetto è finanziato dal “Fondo CEI 8xmille Italia” e si rivolge agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del Sulcis Iglesiente, la provincia più povera d’Italia. L’obiettivo è combattere il disagio e la dispersione scolastica, sia attraverso un’azione di mentoring scolastico sia con l’istituzione di borse di studio.

«I giovani sono il presente e hanno bisogno oggi, non domani, di essere accompagnati offrendo delle opportunità che passano attraverso un tema che è cardine che è quello dell’istruzione – ha spiegato Raffaele Callia – direttore della Caritas della diocesi di Iglesias -. Se vogliamo cambiare questo territorio dobbiamo cercare chiaramente di favorire le condizioni di occupazione e di lavoro ma dobbiamo anche creare una generazione adeguata a questo cambiamento e la cultura e l’istruzione sono ingredienti irrinunciabili.»

Il risultato che si propone il progetto è duplice. Da un lato tutelare il diritto allo studio per almeno 60 giovani maturandi del territorio sostenendo le rispettive famiglie nella spese dell’immatricolazione universitaria e dell’acquisto dei testi accademici, ma anche favorire la formazione di sei giovani impegnati nelle realtà ecclesiali ed accompagnarli nella costituzione di un’associazione di promozione sociale che si occupi di erogare servizi nel campo dell’educazione inclusiva.

Tito Siddi

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La Caritas diocesana, organismo pastorale della diocesi di Iglesias, promuove il progetto “ISCÒLA de MADURIDÀDE”, che presenterà nell’ambito di una conferenza stampa venerdì 22 gennaio, alle 11.30, presso il Seminario vescovile “Maria Immacolata”, in via Tenente Cacciarru.

L’idea progettuale, nata dalla lettura costante delle fragilità del territorio da parte della Caritas, si avvale della collaborazione di altri Uffici pastorali della Diocesi di Iglesias, come l’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro e la Pastorale Giovanile, già attivi – insieme alla Caritas diocesana – nell’ambito del “Progetto Policoro”.

L’iniziativa sarà illustrata dal Vescovo, S.E. Mons. Giovanni Paolo Zedda, dal direttore della Caritas diocesana, Raffaele Callia, e dal gruppo degli animatori del progetto.

Il progetto è finanziato dal “Fondo CEI 8xmille Italia” e si rivolge agli studenti delle Scuole secondarie di secondo grado del Sulcis Iglesiente. L’obiettivo è combattere il disagio e la dispersione scolastica, sia attraverso un’azione di mentoring scolastico sia con l’istituzione di 60 borse di studio: nel prossimo triennio, infatti, verranno sostenuti gli allievi che a causa delle condizioni economiche avverse rischiano di non avere accesso all’Università.

 Seminario diocesi Iglesias 3 copia

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«Ci sono distanze da colmare fra quanto la Caritas riesce a elaborare e l’impegno nelle parrocchie per fronteggiare le emergenze riconducibili alla povertà. Diverse parrocchie, infatti, non sempre sono attente a tanta drammaticità. Spesso facciamo tante liturgie, ma queste senza la Carità non si completano.»

Così, don Gaetano Gallia, direttore della Caritas Turritana ha introdotto il secondo incontro di avvicinamento alla XXIX Marcia della Pace, che si snoderà a Carbonia il prossimo 30 dicembre.

Questa iniziativa, in preparazione alla Marcia, che si è svolta ieri a Sassari nella sala arcivescovile intitolata a mons. Isgrò, aveva per tema “Contrastare la povertà per costruire la Pace” e segue il convegno su “Dignità e lavoro per costruire la Pace” svoltosi a Cagliari lo scorso 25 novembre, e precede l’ultimo, in programma a Iglesias il prossimo 15 dicembre quando l’argomento sarà “Custodire il creato per conquistare la Pace”.

La prima relazione dell’incontro di Sassari è stata affidata a Raffaele Callia, responsabile dell’Ufficio Studi e Ricerca della Caritas regionale che ha presentato il “Report sulla povertà 2014-2015”, già reso pubblico alla stampa le settimane scorse.

Callia, ha fatto un collegamento diretto fra il dramma della povertà e la costruzione della pace sostenendo che se c’è povertà ed esclusione sociale per tanti cittadini, questa è dovuta all’assenza di giustizia, per cui contrastare la povertà significa essenzialmente superare tutte le situazioni di ingiustizia ed inequità.

«La povertà non è solo di tipo economico – ha evidenziato – ma a questa situazione di precarietà concorrono altri fattori quali, ad esempio, la bassa scolarizzazione e i rapporti interpersonali; per questo occorre rafforzare i programmi di antidispersione scolastica, sensibilizzare maggiormente i giovani sull’imminente possibile condizione di precarietà e investire risorse per programmi a lungo termine e non solo per l’emergenza contingente.»

Dietro ogni persona che si rivolge ai centri d’ascolto delle Caritas, c’è un bisogno reale da riconoscere e superare che produce la necessità imminente della richiesta d’aiuto.

Alberto Merler, docente di Sociologia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari, ha, invece, presentato una riflessione sociologica sulla povertà oggi.

«I dati freddi del Report – ha detto – acquistano spessore e calore grazie al commento appassionato e competente fatto da Raffaele Callia. Questi dati – ha proseguito il docente – fanno emergere l’assenza di politiche a sostegno delle famiglie e la cosa più drammatica è che la povertà emerge di più nelle zone urbane rispetto ai paesi piccoli dove il vicinato e la solidarietà fra le persone è ancora presente e attiva. Ciò succede perché la povertà non è sempre uguale, ma cambia in base ai contesti in cui si sviluppa.»

Anche il prof. Merler ha ripreso il tema della mancanza di giustizia che provoca l’esclusione sociale di tanti cittadini e questa grave condizione non fa altro che minare la pace perché crea ampie sacche di risentimento e di aumento della vulnerabilità nelle nostre città.

Ora, il prossimo e ultimo appuntamento prima della Marcia del 30 dicembre a Carbonia, si terrà a Iglesias presso il Centro Culturale di via Cattaneo, martedì 15 dicembre con inizio alle ore 10,15, e il tema Custodire il creato per conquistare la Pace” è riconducibile all’emergenza ambientale e alla devastazione del territorio.

Con il vescovo mon. Giovanni Paolo Zedda e il sindaco di Iglesias, Emilio Gaziazzo, interverranno:

– Fabrizio Cavalletti, Responsabile dell’Ufficio Africa Caritas Italiana che parlerà di: Cibo di guerra”. Ambiente, risorse naturali e conflitti dimenticati.

– Don Giuseppe Tilocca, Vicario episcopale per la pastorale della Diocesi di Iglesias che svilupperà il tema: La cura del nostro territorio, alla luce delle indicazioni offerte dalla Enciclica “Laudato sì”.

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Si terrà venerdì, a Cagliari, nella sala “Monsignor Isgrò” con ingresso da Corso Margherita di Savoia, n. 53, con inizio alle 11.00, il secondo dei tre incontri di avvicinamento e preparazione alla Marcia della Pace che si terrà a Carbonia il 30 dicembre. Il tema è Contrastare la povertà per costruire la pace” .

Interverranno:

– dott. Raffaele Callia, responsabile del Servizio studi e ricerche Caritas Sardegna, che presenterà il “Rapporto regionale sulla povertà ed esclusione sociale in Sardegna” relativo all’anno 2015 e primo semestre 2015;

– don Mario Simula, vicario della Diocevi si Sassari che farà una riflessione pastorale sulla povertà;

– prof. Alberto Merler, docente di Sociologia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari, che presenterà una riflessione sociologica sulla povertà oggi.

Sarà, quindi, la povertà il tema centrale di questo secondo incontro che segue quello svoltosi a Cagliari il 25 novembre scorso in cui venne sviluppato l’argomento del “Lavoro-Non Lavoro” e precede l’incontro che si svolgerà a Iglesias il prossimo 15 dicembre in cui l’argomento centrale sarà quello dell’Ambiente e la devastazione del territorio.

Giunta alla XXIX edizione, la Marcia della Pace, promossa dalla Caritas della diocesi di Ales-Terralba, quest’anno diventa una iniziativa a carattere regionale con il coinvolgimento della delegazione regionale della Caritas e da un comitato promotore composto dalle organizzazioni sindacali, dal Centro Servizi del volontariato sardo, dalla Pastorale del Lavoro e Pastorale Giovanile, nonché dalla Tavola della Pace, dall’Alleanza contro le povertà e diverse organizzazioni di categoria.

Il tema-guida della Marcia di quest’anno è «Vinci l’indifferenza e conquista la pace» che è il titolo del messaggio per la 49ª Giornata mondiale della Pace del primo gennaio 2016, la terza del pontificato di Papa Francesco.

L’indifferenza, secondo i promotori, è riferita alle piaghe del nostro tempo quali cause principali della mancanza di pace nel mondo.

L’indifferenza oggi è spesso legata a diverse forme di individualismo che producono isolamento, ignoranza, egoismo e, dunque, disimpegno. Perciò, quest’anno si intende evidenziare e sviluppare le tematiche relative al Lavoro-non Lavoro, alla Povertà, e all’Ambiente, argomenti che in Sardegna, più di tutti, insidiano la pace.

Locandina - Contrastare la povertà per costruire la pace

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Stefania Costa - Copertina del romanzo E se fossi morto - di Muhammad Dibo (s) Muhammad Dibo Paolo Castaldi - Etenesh-l-odissea-di-una-migrante-3 Jérôme Ruillier Jérôme Ruillier - Se ti chiami Mohamed - copertina

Esodi di popoli che premono su nuovi muri alle frontiere del mondo globalizzato, ma anche esperienze dove si costruiscono ponti per superare contrapposizioni di carattere culturale e religioso. È questo, in sintesi, il percorso di riflessione proposto domani (venerdì 13 novembre) a Cagliari da Nues nella giornata di approfondimentoStorie Migranti, le ragioni degli altri”, in programma alla MEM, la Mediateca del Mediterraneo in via Mameli, 164. Un appuntamento centrale per il festival dei fumetti e dei cartoni del Mediterraneo organizzato dal Centro Internazionale del Fumetto con la direzione artistica di Bepi Vigna, che per la sua sesta edizione, intitolata Nuvole dal fronte (in corso fino al 3 dicembre), esplora il tema del conflitto nei suoi molteplici aspetti e scenari: dalla guerra ai contrasti socio-economici e personali.

L’iniziativa vede la partecipazione di esperti delle istituzioni e delle associazioni coinvolte nel settore dell’accoglienza dei migranti, giornalisti, editori, scrittori e fumettisti. Si comincia la mattina alle 10 nella sala conferenze della MEM, con una tavola rotonda che, dopo i saluti dell’assessore alla Cultura del Comune di Cagliari Enrica Puggioni, vedrà intervenire Wanda Grilllo (Ministero degli Esteri), Donatella Della Ratta (esperta di media arabi), Annamaria Baldussi (docente di Storia e Istituzioni dell’Asia alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Cagliari, in rappresentanza di AIPSA Edizioni e dell’associazione Gilgamesh) e Pino Cabras (condirettore della testata online megachip.globalist.it). Introduce e modera l’incontro Raffaele Callia (responsabile Servizio Studi e Ricerche Delegazione Regionale Caritas Sardegna). Prevista anche la partecipazione di Jérome Ruillier, autore e illustratore francese, e di Muhammad Dibo, giornalista, scrittore e poeta siriano, che nel pomeriggio saranno al centro di due diversi appuntamenti a loro dedicati.

Vari i temi del percorso di approfondimento: la riapparizione di muri e barriere fisiche alle frontiere; le strategie necessarie per favorire nell’opinione pubblica e nelle istituzioni una diversa coscienza sulla “questione africana”; la funzione dell’informazione giornalistica per una maggiore comprensione critica dei fenomeni complessi delle migrazioni, della globalizzazione, dei conflitti dimenticati; e, ancora, la cultura come strumento per abbattere il muro della diffidenza e del pregiudizio.

I lavori della giornata riprenderanno alle 16 con una riflessione di Bepi Vigna, Pino Cabras e Chiarastella Campanelli (direttrice editoriale della collana Altriarabi e Altriarabi Migrante per il Sirente editore) sull’esperienza di Charlie Hebdo, focalizzata sul concetto e il valore del “rispetto” nelle diverse culture in relazione alla libertà di espressione.

Alle 17.00 Chiarastella Campanelli presenta, insieme all’autore, “Se ti chiami Mohamed”, una graphic novel di Jérome Ruillier (pubblicata da Edizioni Il Sirente con il patrocinio di Amnesty International) che ricostruisce, con semplicità e immediatezza, l’immigrazione maghrebina dal 1950 ad oggi.

Alle 18.00 spetta ancora alla Campanelli, con Donatella Della Ratta, il compito di presentare in anteprima nazionale il romanzo di Muhammad Dibo “E se fossi morto?” (Edizioni Il Sirente), che con uno stile lucido e poetico al tempo stesso racconta “dall’interno” la controversa rivoluzione del popolo siriano. La copertina del libro è illustrata da Stefania Costa, del Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari. Legge una selezione di brani del romanzo Carlo Antonio Angioni dell’Associazione Artifizio.

Arricchisce il programma della giornata l’esposizione di una selezione di tavole originali tratte dalla graphic novel “Etenesh, l’odissea di una migrante” (edizioni Becco Giallo) firmata daPaolo Castaldi. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’associazione Sustainable Happiness (così come la prossima presentazione della graphic novel in programma fra due settimane, venerdì 27 novembre alle 18.00 alla MeM, alla presenza dell’autore, con l’intervento della mediatrice culturale Jasmina Mahmutcehajic Temim).

L’indomani, sabato 14 novembre, riflettori puntati ancora sul Medioriente. Alle 11.00, all’Hostel Marina (Scalette San Sepolcro, 2) è in programma un incontro via Skype con il fumettista e illustratore egiziano Magdy El Shafee, già ospite di Nues nel 2010 per presentare “Metro”, romanzo grafico del 2008 che gli è costato un processo conclusosi con una condanna alla distruzione di tutte le copie e al pagamento di un’ammenda di 5mila lire egiziane. Annullata invece per problemi di carattere tecnico l’annunciata video-conferenza con la rivista egiziana di satira e fumetto TOK TOK.

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Incursione all’ottavo CagliariFestivalScienza oggi per Nues: il festival dei fumetti e dei cartoni del Mediterraneo (alla sua sesta edizione in corso fino al 3 dicembre), organizzato dal Centro Internazionale del Fumetto con la direzione artistica di Bepi Vigna, fa tappa all’Exmà (il centro comunale d’arte e cultura in via San Lucifero, 71) per proporre una “Caccia al libro” dedicata agli alunni delle scuole in visita alla manifestazione promossa dal Comitato ScienzaSocietàScienza.

Sei le squadre di bambini e ragazzini dai sei ai tredici anni che si cimenteranno, a partire dalle 11.30, nel gioco didattico ideato per l’occasione dal Centro Internazionale del Fumetto in collaborazione con il Comitato ScienzaSocietàScienza e il Centro Regionale di documentazione Biblioteche per ragazzi – Provincia Cagliari. Altrettanti i percorsi che vedranno impegnati i gruppi attraverso distinti filoni tematici: figure femminili e maschili significative nel mondo scientifico; lo spazio e l’universo; la luce, il buio e i colori; l’acqua; gli animali. Passo dopo passo, i giovanissimi cacciatori di libri dovranno sciogliere una serie di enigmi, fino a scoprire il titolo di un volume di divulgazione scientifica. In palio due “buoni acquisto” da spendere in fumetti, tra una rosa di libri selezionati dal Centro Internazionale del Fumetto, presso Sukka Comics. L’iniziativa sarà replicata domenica (15 novembre), alle 17.00, per un massimo di venticinque bambini, tra i visitatori della serata, con iscrizioni sul posto.

Tra la “Caccia al libro” di oggi e quella di domenica al FestivalScienza, altri appuntamenti di particolare rilievo sono in programma nel corso della settimana per il festival dei fumetti e dei cartoni dell’area mediterranea che in questa sesta edizione, racchiusa sotto il titolo “Nuvole dal fronte”, esplora il tema del conflitto nei suoi molteplici aspetti e scenari, dalla guerra ai contrasti socio-economici e personali. Venerdì (13 novembre), alla MEM, la Mediateca del Mediterraneo (in via Mameli, 164), ecco dunque “Storie Migranti, le ragioni degli altri”, una giornata di approfondimento sui fenomeni migratori odierni, che dà il titolo a un’apposita sezione del festival.

L’iniziativa vede la partecipazione di esperti delle istituzioni e delle associazioni coinvolte nel settore dell’accoglienza dei migranti, giornalisti, editori, scrittori e fumettisti. Si comincia la mattina alle 10.00 nella sala conferenze della MEM, con una tavola rotonda che vedrà intervenire Wanda Grillo (ministero degli Esteri), Donatella Della Ratta (esperta di media arabi), Annamaria Baldussi (docente di Storia e Istituzioni dell’Asia alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Cagliari, in rappresentanza di AIPSA Edizioni e dell’associazione Gilgamesh) e Pino Cabras (condirettore della testata online megachip.globalist.it). Introduce e modera l’incontro Raffaele Callia (responsabile Servizio Studi e Ricerche Delegazione Regionale Caritas Sardegna). Prevista anche la partecipazione di Jérome Ruillier, autore e illustratore francese, e di Muhammad Dibo, giornalista, scrittore e poeta siriano, che nel pomeriggio saranno al centro di due diversi appuntamenti a loro dedicati.

I lavori della giornata riprenderanno alle 16.00 con una riflessione di Bepi Vigna, Pino Cabras e Chiarastella Campanelli (direttrice editoriale della collana Altriarabi e Altriarabi Migrante per il Sirente editore) sull’esperienza di Charlie Hebdo, focalizzata sul concetto e il valore del “rispetto” nelle diverse culture in relazione alla libertà di espressione.

Alle 17.00 Chiarastella Campanelli presenta “Se ti chiami Mohamed”, graphic-novel di Jérome Ruillier pubblicata da Edizioni Il Sirente con il patrocinio di Amnesty International) che ricostruisce, con semplicità e immediatezza, l’immigrazione maghrebina dal 1950 ad oggi.

Alle 18.00 Chiarastella Campanelli e Donatella Della Ratta presentano in anteprima nazionale il romanzo “E se fossi morto?” (Edizioni Il Sirente), di Muhammad Dibo, che con uno stile lucido e poetico al tempo stesso racconta “dall’interno” la controversa rivoluzione del popolo siriano. Legge una selezione di brani del romanzo Carlo Antonio Angioni dell’Associazione Artifizio.

Arricchisce il programma della giornata di venerdì l’esposizione di una selezione di tavole originali tratte dalla graphic novel “Etenesh, l’odissea di una migrante” (edizioni Becco Giallo) firmata da Paolo Castaldi. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’associazione Sustainable Happiness, come la successiva presentazione della graphic novel in programma il prossimo 27 novembre alle 18 alla MeM, alla presenza dell’autore, con l’intervento della mediatrice culturale Jasmina Mahmutcehajic Temim.

Sabato 14 novembre, riflettori puntati ancora sul Medioriente. Alle 11.00 è in programma un collegamento via Skype con il fumettista e illustratore egiziano Magdy El Shafee, già ospite di Nues nel 2010 per presentare “Metro”, romanzo grafico del 2008 che gli è costato un processo conclusosi con una condanna alla distruzione di tutte le copie e al pagamento di un’ammenda di 5mila lire egiziane. Annullata invece per problemi di carattere tecnico l’annunciata video-conferenza con la rivista egiziana di satira e fumetto TOK TOK.

 Jérôme RuillierStefania Costa - Copertina del romanzo E se fossi morto - di Muhammad Dibo (s)Jérôme Ruillier - Se ti chiami Mohamed - copertina Paolo Castaldi - Etenesh-l-odissea-di-una-migrante-3 Muhammad Dibo

 

Stamane la Grande Miniera di Serbariu ha ospitato un incontro-dibattito sul “Il ruolo del volontariato nel territorio“, promosso dal Sa.Sol. Point n. 9 di Carbonia del CSV Sardegna Solidale, coordinato dal referente territoriale Andrea Piras.

Ai lavori, coordinati dal giornalista Sandro Mantega, hanno partecipato, tra gli altri, mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo di Iglesias; il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti; i deputati del Partito Democratico Emanuele Cani e Francesco Sanna; il consigliere regionale di Sinistra Ecologia Libertà Luca Pizzuto; Raffaele Callia, responsabile della Caritas diocesana di Iglesias.

Gli interventi degli addetti ai lavori hanno sviscerato quelli che sono i problemi del volontariato, con specifici riferimenti alle normative legislative e alle esigenze di un mondo che in Italia coinvolge cinque milioni di persone e non sempre viene messo nelle condizioni di poter svolgere al meglio il proprio servizio a favore della collettività, spesso composta da persone che soffrono in silenzio ed hanno effettivo bisogno di aiuto.

I lavori sono stati conclusi dall’intervento del prof. Giampiero Farru, presidente CSV Sardegna Solidale e referente Libera Sardegna;

Sardegna Solidale ha 40 sedi sparse in tutta la Sardegna: Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, Olbia, Macomer, Lanusei, Sanluri, Carbonia, Sinnai, Villaputzu, Iglesias, Gonnosfanadiga, Terralba, Sorgono, Orosei, Bosa, Ozieri, Alghero, Tempio Pausania, La Maddalena, Villacidro, Perfugas, Porto Torres, Bonorva, Bono, Bitti, Gavoi, Isili, Ghilarza, Mogoro, Quartu Sant’Elena, Senorbì, Assemini, Ales, Samugheo e Tortolì.

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Un sostegno e un riconoscimento al merito di chi studia e lo fa in condizioni sempre più difficili perché la sua famiglia combatte con crisi economica, perdita di lavoro o disoccupazione: è a questo scopo che la Caritas diocesana di Iglesias ha indirizzato la donazione ricevuta dalla Partita del cuore, che si è giocata lo scorso 25 ottobre 2014 a Carbonia. La manifestazione, ideata dalle fotografe Anna Greca Piredda e Manuela Piras (dello Studio “Espressioni Wedding Evoluzione Eventi”), ha visto scendere in campo fra Nazionale italiana attori, una selezione di sindaci del territorio e operai del presidio Alcoa.

Le risorse raccolte a favore della comunità di Carbonia sono diventate un fondo destinato in parti uguali ad un’associazione di Carbonia che si occupa di talassemia e alla Caritas diocesana di Iglesias. La quota destinata alla Caritas è stata interamente suddivisa in otto borse di studio, che la Caritas diocesana ha scelto di utilizzare per premiare allievi meritevoli degli istituti superiori, indicati dai docenti delle stesse scuole.

Gli studenti, accompagnati da dirigenti scolastici e insegnanti, hanno ricevuto il riconoscimento per (270,00 euro ciascuno) nell’oratorio della parrocchia della Beata Vergine addolorata di Carbonia, in una giornata a cui ha partecipato anche l’assessore comunale dell’Istruzione e Formazione, Lucia Amorino, la quale ha parlato di «studio come strumento di riscatto e libertà». «Le fonti statistiche – ha spiegato il direttore della Caritas diocesana Raffaele Callia, responsabile del Servizio Studi e Ricerche per la Delegazione regionale Caritas Sardegna – conferma che chi completa il proprio percorso di studi ha decisamente più possibilità di trovare un lavoro. La dispersione scolastica è la vera povertà del territorio: dobbiamo cercare di evitare che le persone si fermino a metà strada nella loro formazione.»

Non è un caso che anche nel nostro territorio stiano crescendo i cosiddetti Neet, giovani che non studiano, non si formano per una professione e non lavorano.

«Rischiano di diventare – ha proseguito il direttore della Caritas – degli adulti che non potranno essere un contributo per la crescita della società. L’intendimento della Caritas è di rendere stabili tali progetti di sostegno allo studio e alle famiglie. Questa iniziativa, d’altra parte, si inserisce organicamente nel più ampio progetto denominato “Famiglie che si aiutano”.»