5 December, 2021
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Nuovi attestati di solidarietà al presidente del Consiglio comunale di Iglesias, Mauro Usai, rimasto vittima la scorsa notte di un attentato incendiario.

«Esprimo dura condanna per gli incendi che negli ultimi giorni hanno interessato alcune auto in città. Non ultimo quello che ha colpito Mauro e Fabio Usai – dice Daniele Reginali, segretario provinciale del Partito Democratico e consigliere comunale di Iglesias -. Si tratta di gesti che nulla hanno a che fare con il vivere civile. Alle persone colpite da questi gesti che vanno condannati duramente, esprimiamo la nostra solidarietà. Siamo fiduciosi del lavoro che compiono i rappresentanti delle forze dell’ordine per individuare i responsabili di quanto accaduto.»

«Esprimo la mia vicinanza e la mia più sentita solidarietà personale e istituzionale all’amico Mauro Usai per il vile attentato subìto, che si aggiunge purtroppo ad una lunga serie di intimidazioni ai danni degli amministratori locali – ha detto Pietro Cocco, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale – con l’auspicio che simili atti non possano condizionare l’operato di chi, come Mauro, è a servizio della comunità.»

«Ho informato il ministro dell’Interno dell’atto vandalico compiuto ad Iglesias a danno di due persone politicamente impegnate nel Partito Democratico e con ruoli istituzionali: Mauro Usai e suo fratello Fabio Usai, due amici a cui va la mia solidarietà – dice Francesco Sanna – deputato PD, iglesiente – sull’attentato subito dal presidente del Consiglio comunale di Iglesias Mauro Usai. Vigiliamo affinché il germe della violenza e della intimidazione non attecchisca, facciamo di tutto perché si fermi qui e i responsabili vengano assicurati alla giustizia.»

«Il Partito Democratico e i Circoli PD di Iglesias esprimono solidarietà e vicinanza a Mauro Usai – presidente del Consiglio comunale e dirigente del PD – vittima di un vile atto intimidatorio che rappresenta un gravissimo oltraggio all’intera città e l’intero territorio, e che va respinto da tutti con nettezza e con l’impegno di forze dell’ordine ed inquirenti che, siamo certi, sapranno individuare al più presto gli esecutori del vile gesto – dice il segretario cittadino Ubaldo Scanu -. Il grave episodio, da condannare senza se e senza ma, deve farci riflettere anche sui toni talvolta utilizzati da tutti – politici e non – nel dibattito politico giornaliero, necessario certo, ma stando attenti che si svolga sui corretti binari del confronto civile perché lo stato di disagio, difficoltà e disperazione in cui versa un territorio come il nostro, può determinare che gli amministratori locali, esposti in prima linea, diventino il bersaglio di un malcontento diffuso nei confronti della politica. A Mauro e alla sua famiglia tutto il Partito Democratico esprime sentimenti di solidarietà e vicinanza e la conferma di un rinnovato impegno a sostenere assieme, in ogni momento, la cultura della legalità e di una più salda e solidale convivenza civile.»

«Abbiamo appreso del gravissimo atto intimidatorio che hai subito con l’incendio doloso della tua automobile per il quale, senza tante parole, ti vogliamo rappresentare la nostra totale solidarietà – scrive in una nota Roberto Puddu, segretario generale della CGIL del Sulcis Iglesiente -. Un atto vigliacco, grave ed inquietante in questa delicata fase di drammatica difficoltà sociale del territorio, e ancor più perché rivolto ad un giovane rappresentante dell’istituzione locale, sede di insediamento democratico più vicino ai cittadini. Atto sul quale esprimiamo la più ferma condanna, e che insieme a te e alla tua famiglia, ferisce tutti noi e l’intera comunità del territorio.»

Rino Barca, segretario regionale della FSM CISL, in una nota «manifesta la più totale solidarietà nei confronti del presidente del Consiglio comunale di Iglesias Mauro Usai per il vile atto intimidatorio subito nelle scorse ore. Riteniamo fondamentale condannare senza appello ogni utilizzo della violenza come forma di intimidazione e coercizione politica.»

Consiglio comunale Iglesias

Rino Barca 74

Da lunedì centinaia di lavoratori in utilizzo negli enti pubblici della Sardegna, indispensabili al funzionamento degli stessi, resteranno senza copertura economica, contributiva e assicurativa. Lo scrive, in una nota, la segreteria regionale FSM-CISL.

«Dopo l’iniziativa da noi organizzata alcune settimane fa di fronte all’assessorato regionale del Lavoro di Cagliari culminata con un incontro con l’assessore Mura – sottolinea Rino Barca -, era stato prospettato un percorso di salvataggio e reintegro per i suddetti lavoratori tramite la presentazione di un emendamento nella legge finanziaria per il reperimento delle coperture economiche finalizzate al sostegno di nuovi progetti lavorativi. Questo emendamento sarebbe stato approvato e proprio lunedì prossimo l’assessore del Lavoro incontrerà le segreterie regionali di CGIL, CISL e UIL, per discutere della questione.»

Sono stati consegnati ieri mattina nella Chiesa di Gesù Divino Operaio, agli operatori della Caritas Diocesana, i giocattoli donati da tanti cittadini solidali a favore dei bambini poveri del territorio nell’ambito dell’iniziativa della segretaria sindacale FSM-CISL. Hanno partecipato in tanti all’iniziativa di grande solidarietà, durata due settimane: Rino Barca, Enea Pilloni, Massimo Cara, Claudia Mariani, Giuseppe Puddu, Franco Sanna, Gianluca Caria, Katiuscia Solinas, Cristina Bullegas, Remo Fantin, Simona Pabis, Marco Pisu, il delegato e responsabile della Caritas Giovanni Busia, Elio Acca, il sindaco di Carbonia Giuseppe Casti, l’assessore dei servizi sociali Maria Marongiu, il sindaco di Portoscuso Giorgio Alimonda, il consigliere regionale Ignazio Locci, la responsabile cittadina di Sel Laura Pilloni, il responsabile della Pastorale per il lavoro Don Salvatore Benizzi, il responsabile cittadino delle Caritas Don Giulio Demontis, il parroco di Gesù Divino Operaio, Don Giampaolo Cincotti, i lavoratori Meridiana che hanno spedito 1.200 giocattoli che uniti a quelli già raccolti permetteranno di accontentare gran parte dei bimbi poveri dell’intero territorio.

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Rino Barca.

Rino Barca, segretario regionale della FSM-CISL.

“In questi giorni la conta dei lavoratori delle realtà produttive dirette e indirette del Sulcis Iglesiente che sono definitivamente fuoriusciti dai cicli produttivi lavorativi e sono stati collocati in mobilità, ha superato quota mille. I lavoratori diretti e indiretti dello stabilimento Alcoa, quelli ex Ila e degli appalti Eurallumina e di tutte le officine e realtà dell’indotto industriale, sono stati licenziati.”
La denuncia arriva dalla segreteria regionale della FSM-CISL.

«Da anni si paventava da più parti questo drammatico epilogo e nonostante le urla d’allarme – aggiunge la segreteria regionale della FSM-CISL – le iniziative di lotta sindacali e il continuo pressing verso i massimi rappresentanti istituzionali regionali e nazionali, l’attuale drammatica situazione di incertezza e tracollo non è stata scongiurata. Questi licenziamenti arrivano in un particolare contesto storico economico che vede il territorio del Sulcis Iglesiente annoverato tra i più poveri d’Italia con una disoccupazione giovanile che le statistiche indicano intorno al 74% e una globale che è oltre il doppio della media nazionale. Questi licenziamenti rappresentano un ulteriore colpo mortale per il Sulcis Iglesiente. Pur riconoscendo che attualmente molte delle vertenze aperte nel territorio, dopo anni persi tra reticenze, scarso impegno, incapacità e lassismo, sono arrivate a una fase cruciale e fondamentale, – e naturalmente ribadendo la richiesta di accelerare i tempi di risoluzione delle stesse per permettere l’indispensabile recupero delle buste paga propedeutico al rilancio dei consumi e della domanda aggregata economica territoriale -.»

«Vogliamo esprimere un fortissimo richiamo alla classe dirigente politica regionale e nazionale – sottolinea ancora la segreteria regionale della FSM-CISL – perché intervenga immediatamente e massicciamente rispetto ai gap storici, strutturali e infrastrutturali alla base della mancata competitività e appetibilità del Sulcis Iglesiente verso gli investimenti privati interni ed esterni. Gap rappresentati dalla burocrazia, dall’incertezza del diritto, dai costi dei trasporti e dalla mai risolta questione legata alle infrastrutture stradali, portuali, telematiche e ovviamente energetiche essendo la nostra isola l’unica in Italia a non avere il metano.»

«Il Sulcis Iglesiente sta sprofondando – conclude la segreteria regionale della FSM-CISL – bisogna fare presto!» 

La Segreteria regionale dei Metalmeccanici della CISL ha nominato Manolo Mureddu responsabile regionale della comunicazione dell’organizzazione.

«La nomina – ha detto Rino Barca, segretario regionale della FSM-CISL -, da inquadrare nel nuovo corso della FIM CISL 2.0 a livello nazionale e alle fondamentali e crescenti esigenze comunicative nell’attuale contesto storico, è stata ufficializzata durante la riunione del consiglio generale.»

Manolo Mureddu attualmente collabora con l’emittente televisiva Canale 40, Radio Luna e il sito www.cagliaripad.it

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Mercoledì 17 dicembre 2014, alle ore 9.30, la sala convegni Sechi della sede CISL di via Ancona n. 11 a Cagliari, ospiterà una conferenza stampa sui temi legati alla quale parteciperanno i segretari provinciali sardi della FSM-CISL, il segretario regionale Rino Barca e il neo eletto segretario nazionale generale della CISL metalmeccanici, Marco Bentivogli, per parlare della cui è sottoposta la Sardegna e per avanzare importanti e inedite proposte e iniziative in merito al rilancio economico-produttivo del tessuto industriale sardo. Parteciperanno i segretari provinciali sardi della FSM-CISL, il segretario regionale Rino Barca e il neo eletto segretario nazionale generale della CISL metalmeccanici, Marco Bentivogli.

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Stamattina si è tenuto un incontro, al ministero dello Sviluppo economico, tra le organizzazioni sindacali, la Regione Sardegna e il vice ministro Claudio De Vincenti per fare il punto sulla cessione dello smelter di produzione alluminio ex Alcoa: «Abbiamo appreso che la trattativa tra le 2 aziende prosegue positivamente, pur restando ancora irrisolte alcune criticità fondamentali (ambientali e burocratiche) per la riuscita dell’operazione. Le parti si rincontreranno presto a Ginevra, presumibilmente nella seconda settimana di Gennaio 2015», hanno detto Massimo Cara, Romeo Ghilleri e Nicola Baire, delegati RSU della FSM-CISL.

«Prosegue il negoziato tra Alcoa e Glencore dopo l’incontro positivo, ma da considerarsi ancora preliminare avvenuto il 10 dicembre negli Stati Uniti tra i due gruppi industriali – ha commentato Marco Bentivogli, segretario generale Fim Cisl -. Il prossimo incontro avverrà nella prima metà di gennaio 2015 presso la sede di Glencore in Svizzera. Sullo sfondo del negoziato sono state poste le questioni relative alle bonifiche ambientali da entrambi i gruppi affinché vi siano distinzioni di oneri e responsabilità tra impresa subentrante e quella uscente, così come previsto dal 252bis del Codice ambientale. Abbiamo infine richiesto che i lavoratori dello smelter ex-Alcoa licenziati nella seconda metà di dicembre siano considerati come bacino prioritario per ricollocamento relativo all’eventuale riavvio dello stabilimento e di nuove iniziative industriali nell’area.»

«Abbiamo registrato dei primi passi avanti, ma non abbiamo ancora nessuna certezza sul riavvio del sito di Alcoa, nonostante l’impegno del Governo – hanno dichiarato Maria Antonietta Vicario e Stefano Lai, rispettivamente segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici e segretario provinciale dell’Ugl Metalmeccanici Carbonia Iglesias -, al termine della riunione è stato sottoscritto un verbale di incontro nel quale il ministero ha confermato l’impegno del Governo e della Regione Sardegna per la  salvaguardia dei lavoratori di Alcoa in mobilità, in una prospettiva di reindustrializzazione del sito o di altre attività e progetti contemplate nel Piano Sulcis. E’ inoltre previsto l’impegno, sempre da parte della Regione, a programmare specifici corsi di formazione per il reimpiego dei lavoratori dell’indotto.»

«Ad oggi, però, la discussione tra Alcoa e Glencore – concludono Vicario e Lai – è ancora in una fase interlocutoria, senza notizie certe sull’eventuale acquisizione e reindustrializzazione dell’impianto oppure sulla ricollocazione dei lavoratori. Bisognerà aspettare il prossimo incontro tra le due società, previsto per i primi di gennaio. Inoltre, resta ancora da risolvere la problematica, evidenziata da entrambe le società, sulla responsabilità delle bonifiche necessarie, aldilà della conferma da parte di Alcoa degli impegni già presi con il ministero dell’Ambiente e su cui si attendono ulteriori dettagli relativi alla discussione con il Consorzio Industriale per la bonifica delle falde acquifere.»

Nella giornata odierna il ministero ha aggiornato le organizzazioni sindacali anche sullo stato della vertenza Eurallumina e dell’investimento industriale sul Biofuel: «Per quanto riguarda il Biofuel, il ministero ci ha informato che si stanno ultimando tutti gli aspetti burocratici, tecnici e fiscali e a breve dovrebbero iniziare i lavori di costruzione dello stabilimento per la produzione di bioetanolo che rappresenterà un’opportunità lavorativa per centinaia di lavoratori», dichiara Rino Barca, segretario regionale Fsm-Cisl.

«Il vice ministro De Vincenti su precisa richiesta delle organizzazioni sindacali, ha riferito che nel programma interno al memorandum, non si parla assolutamente di esuberi o altre questioni organizzative, così come paventato da altre organizzazioni sindacali nei giorni scorsi. E in tal senso abbiamo chiesto alla Regione e al Governo un accordo di salvaguardia e reintegro, in caso di cessione dello stabilimento, per i 436 dipendenti licenziati alla data del 22 dicembre 2014», conclude Rino Barca.

Per quanto riguarda i lavoratori degli appalti e in corso un confronto serrato col Governo e la Regione Sardegna per la tutela e l’inserimento degli stessi nei corsi di formazione e riqualificazione professionale tesi alla ricollocazione nei nuovi investimenti industriali e nella preservazione e tutela degli organici in un’ottica di riavvio dello stabilimento di alluminio di Portovesme.

Questo Natale acquistiamo e doniamo un giocattolo a un bambino povero. E’ l’iniziativa di solidarietà che la segreteria Fsm Cisl del Sulcis Iglesiente ha deciso di lanciare in questi giorni a sostegno dei bambini provenienti da famiglie disagiate nel Sulcis Iglesiente.

Una raccolta di giocattoli nuovi per contribuire direttamente ad allietare il Natale ai bambini del territorio che a causa della situazione economica difficile delle proprie famiglie, riceveranno pochi, e in molti casi niente regali.

L’iniziativa, rivolta a tutti i cittadini indistintamente, partirà mercoledì sera e si articolerà per tutto il mese di dicembre:

Si potranno donare i giochi nelle giornate di mercoledì 10, venerdì 12, lunedì 15, mercoledì 17.00 e venerdì 19.00 dalle ore 17.30 fino alle ore 19.30 e in quelle di sabato 13 e 20 dalle ore 9.30 alle ore 12.30 portandoli nella sede della Fsn Cisl in via Mazzini n. 41 a Carbonia. Per qualsiasi informazione si potrà chiamare il numero 346 0171989.

«Come Fsm Cisl – spiega Rino Barca -, riteniamo fondamentale lanciare iniziative di solidarietà e sensibilizzazione di questo tipo nel nostro territorio che come è tristemente noto è stato terribilmente colpito dalla crisi economico-lavorativa negli ultimi anni e dove a causa della chiusura delle grandi realtà produttive e l’effetto domino da esse indotto in tutta l’economia territoriale, migliaia di famiglie ormai sopravvivono sotto il regime minimo di povertà e spesso esclusivamente grazie al sostegno dei servizi sociali dei comuni e al sostegno delle Caritas. Pensiamo che oltre alla lotta serrata senza cedimenti che stiamo portando avanti a tutti i livelli nel Sulcis Iglesiente per la riapertura delle realtà produttive e per il rilancio occupazionale, sia indispensabile riscoprire quei valori di cooperazione e solidarietà che da sempre appartengono alla cultura della nostra terra e che sono fondamentali per sostenere, in questi tempi difficilissimi, anche tutti coloro meno fortunati che hanno perso il lavoro e che, come ci ricordava solo un anno fa Papa Francesco, non vogliono perdere la speranza.»

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La mattinata del sottosegretario della presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, e del governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, nel Sulcis, è iniziata a Portovesme, al presidio dei lavoratori Alcoa. Nel corso del breve incontro, sono stati sviscerati i problemi legati alla trattativa in corso per la cessione dello stabilimento, tra la multinazionale Alcoa che ha deciso di abbandonare il Sulcis e l’Italia, e la multinazionale svizzera Glencore che già opera da anni nel territorio, con la Portovesme srl. Il sottosegretario ha confermato l’impegno del Governo per la soluzione della vertenza, attraverso il riconoscimento al soggetto imprenditoriale che subentrerà ad Alcoa, di tariffe energetiche competitive.

Secondo il segretario regionale FSM-CISL Rino Barca, «è indispensabile accelerare i tempi perché sono arrivate le lettere di licenziamento per i lavoratori diretti. Chiediamo al governo di impegnarsi a trovare una formula per tutelare in prospettiva tutti i lavoratori dello stabilimento, compresi quelli degli appalti». «La visita di Delrio, in questo particolare momento – ha aggiunto Barca -, ci rende fiduciosi ed è la dimostrazione che il percorso intrapreso dal governatore Pigliaru su spinta delle organizzazioni sindacali, grazie soprattutto alla grande iniziativa di lotta dei lavoratori in presidio di fronte ai cancelli da oltre 217 giorni, sta permettendo alla vertenza per la riapertura dello stabilimento di avere la giusta considerazione anche da parte del governo nazionale.»

«Raramente, al di fuori della campagna elettorale – ha aggiunto Massimo Cara, delegato Rsu FSM-CISL -, si è visto uno dei massimi esponenti del governo nazionale venire nel nostro territorio, in mezzo ai lavoratori, a prendere degli impegni. Se questa è l’attenzione e l’impegno del governo non possiamo che essere ancora più fiduciosi per l’esito finale della vertenza. Certo, la parola fine verrà detta esclusivamente quando ripartiranno gli impianti.»

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Ninetto Deriu si arrende alla burocrazia, la Port.Al non decollerà e i lavoratori ex Ila occupano la Regione. Nell’aria ormai da giorni, la “resa” dell’imprenditore di Iglesias che quasi tre anni fa ha rilevato lo stabilimento ex Ila con un progetto di rilancio molto ambizioso, è stata ufficializzata con grande amarezza. Dal momento dell’acquisizione dello stabilimento, Ninetto Deriu ha investito nel progetto circa 8 milioni di euro, nell’attesa, rilevatasi vana, della firma di un decreto della Giunta regionale per il via libera all’installazione di un mini parco eolico. Tre le pale richieste, due quelle concesse, in prima battuta, in sede di conferenza di servizi, ma resta un ostacolo da superare, una norma legislativa che vieta la realizzazione di nuovi impianti a meno di tre km dal mare, per superare la quale, visto lo stato in cui si trova l’area industriale, ormai compromessa dalla presenza delle industrie e del parco eolico dell’Enel, è necessario un provvedimento della Giunta regionale, promesso più volte ma mai arrivato.

L’annuncio dell’imprenditore, com’era prevedibile, ha scatenato la reazione dei lavoratori ex Ila che stamane hanno occupato la Regione, «per richiamare le istituzioni ad un’assunzione di responsabilità chiara e netta su una vertenza che, a causa della burocrazia e dell’indecisione politica, da due anni e mezzo non riesce a trovare uno sbocco positivo per oltre 140 padri di famiglia che aspettano di poter tornare a lavorare».

«L’assessore regionale dell’Industria Maria Grazia Piras – dice Remo Fantin, delegato RSU FSM-CISL – ci aveva assicurato che la nostra vertenza sarebbe stata seguita in prima persona direttamente dal presidente della Regione Pigliaru e, ad oggi, questo non è avvenuto e siamo qui per richiamare la Regione a questo impegno e a un’assunzione di responsabilità generale per la risoluzione della stessa.»

«E’ arrivato il momento delle decisioni coraggiose da parte della Regione – aggiunge Rino Barca, segretario regionale FSM-CISL -. Lo stabilimento ex Ila è stato tra i primi a chiudere nel polo industriale di Portovesme. Se ci fosse una reale volontà politica – conclude Rino Barca – questo stabilimento potrebbe essere il primo a ripartire e, finalmente, 140 famiglie recupererebbero il lavoro e uno stipendio e l’economia agonizzante del Sulcis Iglesiente porrebbe finalmente iniziare a registrare una netta inversione di tendenza.»

Il gruppo Deriu, già oggi ha 350 dipendenti in servizio, 140 sono quelli prossimi al rientro con il rilancio produttivo della Portal e 120 quelli previsti dal progetto del centro termale Coquaddus. Vista la drammaticità della crisi, oggi più che mai il Sulcis e gli imprenditori attendono risposte dalla politica in tempi certi. Senza le pale eoliche la fabbrica non potrebbe riaprire, in quanto il costo dell’energia graverebbe in misura eccessiva sulla produzione e non si capisce proprio perché i tempi autorizzativi debbano essere tanto lunghi, con il rischio di compromettere l’intero progetto ed il ricollocamento di 140 lavoratori diretti ed almeno di un centinaio indiretti.

Ninetto Deriu