21 January, 2022
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Si è svolta domenica scorsa a Carbonia, la decima edizione del Trofeo Città di Carbonia di Mountain bike, organizzata dai DIMONIOS BIKE TEAM di Carbonia, con il patrocinio del comune di Carbonia, dedicata al ricordo di Sergio Usai e Carlo Cancedda, grandi appassionati di ciclismo, morti in un tragico incidente stradale il 7 maggio 2006.

La prova era valida per il campionato regionale ASI.

Il circuito molto impegnativo, ha messo a dura prova i corridori, ma alla fine tutti hanno terminato la gara e nessuno ha avuto problemi fisici.

«La nostra grande soddisfazionehanno detto gli organizzatoriè stata organizzare il tutto con pochissime risorse ed arrivare all’obiettivo di non fare mancare un evento così importante per il ciclismo nella nostra città.»

La gara è stata vinta da un ciclista di Carbonia, Emiliano Murtas, che difende i colori la Donori MTB, atleta non più giovanissimo, con i suoi 48 anni, ma sempre competitivo. Alle sue spalle, nell’ordine, Gelo Willie Lillu dell’Ajo Cycling Team; Daniele Uccheddu della Pul Sar; Simone Corda della Bike Shop Iglesias e Simone Sardu della Linas Bike.

«Naturalmente ringraziamo gli sponsor che in un momento di grave difficoltà economiche, hanno collaborato, l’assessore Giorgia Meli ed il dirigente della polizia municipale, che hanno collaborato per la riuscita di questa manifestazionehanno concluso gli organizzatori -. L’appuntamento è all’anno prossimo con la promessa di mantenere da parte nostra lo stesso impegno e fare sempre meglio.»

Ci sono tanti motivi per ricordare l’impegno di Maria Marongiu nella sua attività politica, istituzionale e sociale. Io ne ho impresso uno nella memoria e riguarda il completamento del percorso a ricordo del compianto Sergio Usai, con l’intitolazione della Piazza antistante la Grande Miniera di Serbariu. Ed è con questo che la voglio ricordare. Lei, come ha detto in quell’occasione per Sergio, «fa parte della storia di Carbonia, una parte significativa che non si deve mai dimenticare».
Ciao Maria, che questa nostra amata terra ti sia Lieve.
Roberto Puddu

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Per il Sulcis Iglesiente Maggio è un mese di ricorrenze di grandissima rilevanza per quanto riguarda avvenimenti che hanno tracciato la sua Storia e insieme anche il ricordo di Grandi Uomini e donne, lavoratori, lavoratrici, attivisti sindacali e politici che hanno avuto un ruolo che rimane indelebile nel tempo.

Il 7 maggio del 2006 la prematura scomparsa di Sergio Usai, amatissimo ex segretario generale CGIL Sulcis Iglesiente, in un tragico incidente che con lui ha portato via un imprenditore di Carbonia, Carlo Cancedda.

Un fatto recente che anticipa di pochi giorni il ricordo dei Moti di Iglesias dell’11 maggio del 1920, con 5 minatori Raffaele Serrau, Pietro Castangia, Emmanuele Cocco, Attilio Orrù, Efisio Madeddu, Salvatore Melas e Vittorio Collu, uccisi nella piazza del Municipio ad opera delle forze dell’ordine, chiamate dai Padroni delle miniere per sedare la rivolta in atto per migliori condizioni di lavoro e per una vita più dignitosa. Fatti terribili, di cui quest’anno ricorre il centenario che è stato fortemente limitato nelle celebrazioni, per la situazione di lockdown dovuto alla Pandemia.

Si prosegue con i moti di Gonnesa e Nebida del 1920, che nel 1970 corrisponde all’approvazione dello Statuto dei Lavoratori, e il 21 maggio del 1906, dove a capo della rivolta popolare c’era una donna, nei quali per la lotta del caropane persero la vita Federica Pilloni, Giovanni Pili, Angelo Puddu, Efisio Ariu e Carlo Lecca.

Infine, il 30 maggio del 2014, la scomparsa dopo una lunga e debilitante malattia, dell’on.le Daverio Giovannetti.

Per molti di noi “Su segretariu”, per il suo lunghissimo operato prima nella Federazione dei Minatori, di cui è stato segretario generale dal 1958 al 1964, quando ha assunto il ruolo di segretario generale della Camera del Lavoro della provincia di Cagliari (che aveva sede ad Iglesias), fino al 1968, per poi essere eletto nel 1970 (ed il 20 maggio di quell’anno ricorre la nascita dello Statuto dei Lavoratori), segretario generale della CGIL della Sardegna. Incarico che ha lasciato per la candidatura alle elezioni politiche nel 1972, nelle quali è stato eletto senatore della Repubblica nelle file del PCI. Ruolo nel quale è stato poi rieletto per altre 2 legislature, terminando quell’esperienza istituzionale nel 1983.

Della sua lunga attività prima nel sindacato e poi al Senato, rimangono tantissimi passaggi memorabili che possono essere riassunti nella sua grande determinazione e nel suo  operato negli anni delle durissime lotte per la dignità di lavoratrici e lavoratori nel luogo di lavoro; dell’equità del salario; per la salvaguardia del settore minerario; il periodo caldissimo della fine di quel ciclo con l’avvento dell’industria e, infine, l’inizio della sua crisi.

Un Uomo che ha vissuto 70 anni di lotte; la Guerra; gli sfruttamenti; le repressioni; la liberazione; la rinascita ed i cambiamenti fra il privato, il pubblico e viceversa; il Piano del Lavoro della CGIL di Di Vittorio e tanto, davvero tanto altro. Con soddisfazioni, rammarichi, anche delusioni, di cui ha lasciato traccia con i risultati e con i suoi scritti.

Nella sua carriera ha incrociato grandi uomini e donne, minatori, tecnici, titolari di società, sindacalisti, politici, rappresentanti delle istituzioni.

Per tutti, credo sia il caso di citare Luciano Lama, per il forte legame, per lo stesso anno, il 1970, della loro elezione, Giovannetti segretario generale regionale, Lama segretario generale nazionale, perché anche lui è stato eletto senatore e, infine, perché ci ha lasciato nel mese di maggio: precisamente il 31/05/1996.

“Su Segretariu” ha pubblicato 3 libri che narrano parte di quella storia, che rispondono a quanto hanno scritto di lui e su quei fatti, altri sindacalisti, studiosi, storici, giornalisti, come Marco Corrias (coadiuvato da Franco Farci) nel suo “Pozzo Zimmerman”, nel quale racconta fin nei particolari l’inusuale battaglia dei minatori che occuparono il Municipio di Fluminimaggiore, trattenendo forzatamente 2 sindacalisti arrivati da Iglesias, il Sindaco, il Prete ed il già senatore Daverio Giovannetti: «Un personaggio noto a Flumini (…) perché molti anni prima era stato minatore e sindacalista. E che sindacalista. Una specie di leggenda vivente (…) intelligente e intransigente, sempre primo nelle battaglie più difficili con i dirigenti che avevano nei suoi confronti un misto di paura e rispetto. Il senatore non riusciva a capacitarsi che gli operai, figli di compagni di tante battaglie lo volessero rinchiudere in una stanza insieme». 

Tentava di andare via e la sua mole quasi glielo permetteva, fino a che alcuni gli urlarono «non ti dimenticare Daverio Giovannetti, che i minatori ti hanno comprato le scarpe perché tu potessi fare il sindacalista, quando venivi a piedi a Montevecchio». Non si sa se fu quella frase ma il Senatore rientrò nella stanza e ci resto fino alla fine della vertenza che, anche grazie al suo contributo, ebbe un esito positivo.

Da sindacalista e da segretario, come ricordato da Marco Corrias (oggi sindaco di Fluminimaggiore), era più che rispettato sia dalle controparti che dai vertici della CGIL nazionale, per la sua capacità nella trattativa, nell’organizzazione delle rivendicazioni e mobilitazioni che non si fermavano certo al contingente ma che badavano alla costruzione di politiche di lungo periodo e nel guardare in faccia la realtà delle cose. A partire dal fatto «che le miniere si esauriscono, hanno una fine, i giacimenti non si ricostituiscono ed i minerali, una volta strappati alla terra, non si riproducono», come scrive nel suo libro “E le sirene smisero di suonare”.  Un libro da leggere e rileggere per capire meglio l’epoca in cui ha operato il Giovannetti sindacalista ed il Giovannetti senatore. Con i colleghi onorevoli che, non a caso, l’avevano ribattezzato “il Minatore d’Italia”.

Un libro, scritto nel periodo in cui era già colpito dalla malattia e che contiene, dunque, ancora più sofferenza nel raccontare le vicissitudini di 70 anni di lotte, analisi, produzione sindacale e politica nel quale ricorda, orgogliosamente, come la battaglia per l’eliminazione delle gabbie salariali partì, fu pensata ed organizzata proprio dalla CGIL della Sardegna. E ricorda bene «la paradossale ostilità della FIOM di Bruno Trentin, perché convinta che la sua eliminazione avrebbe creato scompensi con gli industriali che non avrebbero più investito nel mezzogiorno, come se lo avessero fatto fino a quel momento».

Una lotta della Sardegna principalmente mineraria, che fece strada con scioperi regionali e conquistando i primi accordi, che poi si estese e pian piano diventò di tutti a seguito di un altro forte episodio, che avvenne in un convegno organizzato dalla CGIL a Napoli, per discutere sulle sue strutture meridionali.

Il clima era teso perché non vi era grande convinzione sul portare avanti quella rivendicazione, finché in quella tribuna «un rappresentante della Sardegna dichiarò, che se non veniva presa una forte decisione, nell’Isola si sarebbe dovuto dar ragione a chi sosteneva che la CGIL non comprendeva il problema perché il più meridionale della segreteria nazionale era bolognese». Fu una dichiarazione pesante e certamente ingenerosa, quanto provocatoria, ma fu utile perché provocò la giusta scossa e da quella riunione scaturì la decisione di iniziative nazionali di lotta che poi portarono il risultato rivendicato.

Ma “Su segretariu ” nato e cresciuto nelle grandi lotte del settore minerario che lo hanno permeato nella sua lunga attività, ha utilizzato questa sua formazione per ragionare nei termini generali sul lavoro, sui diritti, sulla dignità, sui temi dello sviluppo equilibrato fra i vari settori dell’economia. E, allo stesso tempo, attento cultore dei processi innovativi, nelle produzioni, nella politica e nella cultura. Il tutto, con una verve critica sul capitalismo quanto sul privato e ancora di più sul pubblico.

Ci ha lasciato 6 anni ad oggi, ma chi ha avuto il piacere e l’onore di conoscerlo, sia direttamente che nei racconti dei compagni, dei colleghi, dei suoi famigliari e dei suoi libri, sa bene che il suo lavoro e il suo pensiero, testardo ma sempre propenso al confronto, all’innovazione e rispettoso delle diverse opinioni, è un patrimonio di tutti gli uomini e le donne del Sulcis Iglesiente, della Sardegna e del Paese.

Roberto Puddu

 

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L’attività del nuovo anno sociale di UNISULKY Università Popolare del Sulcis prevede lunedì 10 febbraio, alle ore 16.00, la presentazione del libro “Sanluri 1409. La battaglia per la libertà della Sardegna”, a cura dell’autore, il prof. Franciscu Sedda, professore associato di Filosofia e Teoria dei Linguaggi presso l’Università di Cagliari.
L‘incontro, in partenariato con la Società Umanitaria, si svolgerà nella Sala Cinema della Società Umanitaria, presso la Grande Miniera di Serbariu in piazza Sergio Usai, a Carbonia.
Ingresso libero.

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Unisulky-Università Popolare del Sulcis, lunedì 2 dicembre, alle ore 16.30, proporrà la conferenza “Lo sviluppo del turismo in Sardegna, tra spinte digitali e la necessità di un nuovo umanesimo: un connubio possibile”, a cura del prof. Giuseppe Melis, docente di Marketing Turistico all’Università di Cagliari.
L‘incontro, con il patrocinio del CSC della Società Umanitaria, si terrà nella Sala Cinema della Fabbrica del Cinema, presso la Palazzina Ex-Di’, alla Grande Miniera di Serbariu, piazza Sergio Usai.

Unisulky-Università Popolare del Sulcis da quest’anno ha trasformato le caratteristiche e la funzione di SulciScienza, che ora si configura come un grande laboratorio in progress di proposte per la formazione intergenerazionale, come un innovativo incubatore di idee per la cultura, per la società, per la scienza, attraverso la realizzazione di progetti di lungo termine e di eventi con l’obiettivo di mettere in movimento nel territorio un processo strategico integrato, finalizzato alla creazione di un nuovo modello di sviluppo.

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In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, il CSC Carbonia della Società Umanitaria propone un ricco programma di iniziative. Alle ore 20.00 presso “La Fabbrica del Cinema” di Carbonia, in piazza Sergio Usai snc all’ingresso della Grande Miniera di Serbariu, verrà proposto il progetto del “Lenzuolo Sospeso – Un filo rosso per non dimenticare” dell’artista Silvia Capiluppi, che si concretizzerà come performance collettiva a cui saranno chiamati a partecipare tutti coloro che saranno presenti alla serata. Dalle ore 20.00, prima della proiezione del film “La scomparsa di mia madre” di Beniamino Barrese, i partecipanti all’iniziativa potranno ricamare, con un filo rosso, il nome di una donna vittima di violenza a cui vogliono dedicare un ricordo. Per una settimana il lenzuolo verrà esposto presso i locali della Fabbrica del Cinema. Tutti coloro che frequentano gli spazi della Società Umanitaria saranno quindi chiamati a partecipare arricchendo ulteriormente le trame dei ricami.

A seguire, alle ore 21.00, quarto e ultimo appuntamento della Rassegna “Autunno in Sala” con la proiezione del film “La scomparsa di mia madre” di Beniamino Barrese.

Il film fa parte della rassegna Ucca (Unione Circoli Cinematografici Arci) “L’Italia che non si vede” di cui costituisce l’anteprima per il territorio. La rassegna circuiterà nel territorio il prossimo anno attraverso l’impegno dei circoli Arci-Ucca di Carbonia, Iglesias e Sant’Antioco.

Ospiti della serata il regista Beniamino Barrese e la protagonista Benedetta Barzini.

Ingresso libero e gratuito.

Unico titolo italiano all’ultimo Sundance, ora nominato ai prestigiosi European Film Awards, dopo aver raccolto riconoscimenti e critiche positive in oltre 40 tra festival internazionali e nazionali, arriva nelle sale italiane “La scomparsa di mia madre” di Beniamino Barrese, tempestoso e sensibile documentario sulla figura di Benedetta Barzini, madre del regista.

Modella e icona degli anni ’60, Benedetta Barzini è stata la musa di artisti come Andy Warhol, Salvador Dalì, Irving Penn e Richard Avedon. Negli anni 70 abbraccia da militante la causa femminista, diventando scrittrice e docente acuta e controcorrente di Antropologia della moda, in eterna lotta con un sistema che per lei significa sfruttamento del femminile. A 75 anni, stanca dei ruoli e degli stereotipi in cui la vita ha cercato di costringerla, desidera lasciare tutto, per raggiungere un luogo lontano, dove scomparire. Turbato da questo progetto – radicale quanto indefinito – suo figlio Beniamino comincia a filmarla, determinato a tramandarne la memoria. Il progetto si trasforma in un’intensa battaglia per il controllo della sua immagine, uno scontro personale e politico insieme tra opposte concezioni del reale e della rappresentazione di sé, ma anche un dialogo intimo, struggente, in cui madre e figlio scrivono insieme le ipotesi di una separazione, difficile da accettare e forse impossibile da raffigurare.

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È giunto ormai ai nastri di partenza il primo corso di alta formazione su “Sceneggiatura e Paesaggio” che, da novembre 2019 a febbraio 2020, prevede lo sviluppo di progetti originali per il cinema e la serialità televisiva ispirati dai paesaggi della Sardegna e dalle sue ambientazioni.

«Il comune di Carbonia scommette sullo sviluppo delle fonti audiovisive come forma e strumento di comunicazione ideale per raccontare le peculiarità paesaggistiche del territorio – ha detto il sindaco Paola Massidda .- Il progetto si inserisce nell’ambito di una serie di azioni che l’Amministrazione comunale sta portando avanti per valorizzare in modo compiuto il patrimonio del paesaggio inteso come sistema globale e complesso. Il corso su Sceneggiatura e Paesaggio, unitamente al Master in Architettura del Paesaggio, disegnano una nuova prospettiva nella direzione della cultura e di nuove professionalità che troveranno nel Parco della Grande Miniera di Serbariu la sede naturale: la Fabbrica del Cinema e le strutture dell’ex Miniera saranno quindi lo scenario che fungerà da volano di questa nuova forma di sviluppo culturale.»

Sabato 23 novembre, alle ore 11.30, presso l’ex Direzione Amministrativa della Grande Miniera di Serbariu, in piazza Sergio Usai, si terrà una conferenza stampa per la presentazione dei docenti e dei progetti selezionati per il primo corso su “Sceneggiatura e paesaggio”. Interverranno all’iniziativa Sabrina Sabiu, assessore della Cultura del comune di Carbonia, Michele Casula, partner Clapbox e Ergo Research; Nevina Satta, direttore della Fondazione Sardegna Film Commission; Paolo Serra, direttore del Csc Carbonia-Iglesias Società Umanitaria; Andrea Magnani, regista e sceneggiatore.

Il corso, ideato dalla società Clapbox con la Fondazione Sardegna Film Commission, è sostenuto con fondi strutturali europei dedicati alla Strategia di sviluppo intelligente della Regione Sardegna attraverso la Film Commission e supportato dal Comune di Carbonia – insieme alla Fondazione di Sardegna – e dal Centro Servizi Culturali, che metterà a disposizione gli spazi de La Fabbrica del Cinema presso i locali dell’ex Direzione Amministrativa della Grande Miniera di Serbariu, dove si terranno le lezioni.

Il percorso formativo si articola in 12 moduli da 6 ore ciascuno per un totale di 72 ore, collocati nel fine settimana. Il corso di sceneggiatura è rivolto a persone residenti o domiciliate in Sardegna che hanno maturato comprovate competenze di scrittura, anche in contesti diversi dall’audiovisivo (dalla narrativa, alla saggistica, al teatro, alla musica al fumetto), interessate ad avvicinarsi alle tecniche della sceneggiatura.
«Sarà un’ottima occasione per promuovere le giuste sinergie tra il corso di “Sceneggiatura e paesaggio”, il Master in Architettura del Paesaggio ed il Centro Mediterraneo del Paesaggio, che favoriranno, congiuntamente, la realizzazione di eventi, seminari e incontri finalizzati a co-costruire un nuovo approccio all’architettura e al cinema attraverso il paesaggio», ha spiegato l’assessore dell’Urbanistica, Luca Caschili.

«Un’altra importante sinergia sarà quella tra la Fabbrica del Cinema e il corso in “Sceneggiatura e Paesaggio”, che potranno vicendevolmente arricchirsi e arricchire la città e l’intero territorio dal punto di vista culturale, turistico e sociale», ha concluso l’assessore della Cultura, Sabrina Sabiu.

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L’A.S.D. Dimonios Bike Team ha organizzato, con il patrocinio del comune di Carbonia, la manifestazione sportiva denominata “Trofeo Città di Carbonia: Memorial Carlo Cancedda e Sergio Usai”, una gara di mountain bike di livello regionale che si svolgerà a Monte Rosmarino venerdì 1° novembre, dalle ore 8.30 alle 11.30. È previsto il passaggio degli atleti lungo gli sterrati all’interno della pineta, con partenza da via Tirso.

La manifestazione sarà l’occasione per ricordare i compianti ciclisti carboniensi Sergio Usai e Carlo Cancedda, scomparsi a seguito di un incidente stradale avvenuto il 7 maggio 2006, sulla strada provinciale che collega Villamassargia a Siliqua. Sono passati oltre 13 anni, ma il loro ricordo è ancora vivo nella memoria di tanti.

«Questo evento  conferma ancora una volta lo stretto legame della città di Carbonia con il mondo del ciclismo, certificato anche dal gran numero di appassionati delle due ruote presenti nel territorio comunale», ha detto l’assessore dello Sport Valerio Piria.

All’iniziativa parteciperanno circa 50 atleti.

Per consentire lo svolgimento in sicurezza dell’intera manifestazione, venerdì 1° novembre, dalle ore 8.30 alle ore 10.15, è prevista la chiusura del traffico veicolare in via Tirso, nel tratto compreso tra via Cagliari e via Piolanas.

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E’ in programma questa sera, con inizio alle 17.00, nella Sala Augusto Gaviano ex Mensa della miniera della Carbosulcis, a Nuraxi Figus, un incontro per ricordare la figura di Sergio Usai, dirigente sindacale e uomo privato, scomparso tragicamente all’età di 53 anni il 7 maggio 2006 con l’amico Carlo Cancedda, in un incidente stradale verificatosi sulla strada provinciale Pedemontana nel tratto che collega Villamassargia a Siliqua, durante una pedalata domenicale.

Dopo la presentazione del segretario confederale della CGIL Sud Occidentale Antonello Congiu che poi coordinerà i lavori, sono previsti la proiezione di un filmato con immagini e gli interventi di Francesco Lippi, amministratore unico Carbosulcis; Nicola Maccioni, presidente del CRAL Carbosulcis; Mario Zara, presidente dell’associazione Amici della Miniera Vincenzo Panio,e presidente dell’associazione Storia e Radici della Città di Carbonia (della quale Sergio Usai è stato uno dei fondatori); Emanuele Madeddu, segretario FILCTEM CGIL Sud Sardegna; Piero Agus, dirigente sindacale CISL; Bruno Saba, ex segretario generale CISL Sulcis Iglesiente; Mario Crò, ex segretario generale UIL Sulcis Iglesiente; Giuliano Murgia, dirigente sindacale ed ex assessore regionale dell’Industria, Antonio Secchi, già direttore ASAP Sardegna; Sergio Cofferati, segretario generale della CGIL 1994/2002.

L’incontro prevede, infine, un dibattito aperto al pubblico e l’intervento della famiglia.

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Una serata-concerto per concludere la programmazione 2018-2019 di UNISULKY S’ISCHIGLIA ONLUS e per rendere omaggio ad Angelo Romero, il grande baritono cagliaritano che ha onorato la sua città cantando nei palcoscenici di tutto il mondo. Grande appuntamento per gli appassionati della musica lirica il prossimo 23 maggio alle 17.00, presso Spazio Ex-DÍ MEMORIE IN MOVIMENTO LA FABBRICA DEL CINEMA – Piazza Sergio Usai-Grande Miniera di Serbariu.

Il concerto è organizzato da UNISULKY S’ISCHIGLIA ONLUS col patrocinio dell’assessorato alla Cultura del comune di Carbonia in collaborazione con la il CSC della Società Umanitaria Fabbrica del Cinema.

Angelo Romero si esibirà accompagnato dal basso-baritono Riccardo Spina ed al pianoforte dal maestro Raimondo Mameli. La serata si concluderà con la consegna al maestro Angelo Romero di un premio alla carriera.