15 September, 2026
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Il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, è intervenuta ieri al convegno sul Piano Sulcis e sulla ricerca svoltosi ieri nella sala convegni della Sotacarbo.

Di seguito l’intervento integrale.

«Buongiorno,

ringrazio l’on. Tore Cherchi, coordinatore del Piano Sulcis e il presidente della Sotacarbo Alessandro Lanza per l’invito al convegno di oggi: “UNA RIFLESSIONE CRITICA PER UNA PROGETTAZIONE AVANZATA”.

E allora colgo con piacere questo invito alla riflessione critica. In primo luogo non esimendomi dal rilevare che QUELLO CHE CHIAMIAMO PIANO SULCIS MANCA, ALLA BASE, DI UNA PIANIFICAZIONE STRATEGICA A PIÙ LIVELLI, CHE AVREBBE MERITATO E CHE MERITA UN PIENO COINVOLGIMENTO DI TUTTE LE PARTI SOCIALI, a partire e in primis dai Sindaci, che avrebbero dovuto essere i principali attori protagonisti del Piano.

E non posso, a proposito, non constatare che, nella mia breve esperienza di Sindaco e dagli studi effettuati sul Piano Sulcis, I PRIMI CITTADINI SONO ESCLUSI DALLE SCELTE e chiamati solo a prendere atto dell’allocazione delle risorse, una volta che queste sono state effettuate.

UN PIANO CHE SPESSO PREVEDE ATTIVITÀ DEL TUTTO SLEGATE DAL CONTESTO ECONOMICO E PRODUTTIVO DEL SULCIS, ad esempio come è avvenuto con la detassazione fiscale, che non ha prodotto i risultati sperati: un risparmio per gli imprenditori, ma non un aumento dell’occupazione. Il piano inoltre sembra salvaguardare le attività produttive esistenti, ma non traccia la rotta per alternative produttive.

Insomma, IL SULCIS IGLESIENTE SEMBRA RIMANERE ANCORATO ALLA MONOCOLTURA INDUSTRIALE. MANCA UN PROGETTO DI PIÙ AMPIO RESPIRO. UN PROGETTO A LUNGO TERMINE.

In definitiva, IL PIANO SULCIS NON HA RAGGIUNTO I RISULTATI AUSPICATI, come lo stesso coordinatore riconosce.

Ci sarebbero però ancora dei fondi disponibili (mi risulta diverse decine di milioni di euro) da destinare a progetti di sviluppo.

In questo caso, a nostro modo di vedere, SI POTREBBE INVESTIRE NELLA RICERCA APPLICATA nel settore del risanamento ambientale, su fonti energetiche rinnovabili e, in particolare, nel settore “Smart City”.

RICERCA APPLICATA CHE POTREBBE GENERARE NUOVA OCCUPAZIONE, in un territorio falcidiato dalla crisi occupazionale, dagli alti tassi di emigrazione e dalla carenza di prospettive per il futuro dei giovani.

Riteniamo però che le risorse del Piano Sulcis non debbano essere esclusive e che, comunque, non siano sufficienti al rilancio del nostro territorio.

PER IL RILANCIO DEL NOSTRO TERRITORIO, RIVENDICHIAMO ANCHE I FONDI DELLA PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE, CHE SI DEVONO AGGIUNGERE AL PIANO SULCIS, essendo questo un piano straordinario, ossia che non esclude le risorse ordinarie.

Sempre per quanto concerne il Piano Sulcis, il comune di Carbonia, il 27 dicembre del 2016, sollecitato dal coordinatore Tore Cherchi, ha lavorato a capofitto per presentare 12 proposte progettuali, di cui la gran parte legate a infrastrutture e turismo e alcune di respiro territoriale, coinvolgendo altri Comuni del Sulcis.

Ad ogni modo, nonostante i limiti e le criticità del Piano Sulcis, la nostra Amministrazione comunale si è dimostrata pronta a collaborare ed è pronta a mettersi a disposizione per una programmazione che sia veramente territoriale e che parta dal basso, augurandosi che l’assessorato alla Programmazione regionale ci coinvolga con la dovuta urgenza come attori della programmazione territoriale.»

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Il Piano Sulcis prevede incentivi per gli investimenti compresi fra 1,5 milioni € e 20 milioni € attraverso il Contratto d’Investimento.

Il Contratto d’Investimento è il nuovo strumento messo a disposizione degli imprenditori che intendono investire nel Sulcis Iglesiente. Il Contratto d’Investimento è uno strumento di applicazione generale in Sardegna che però nel caso del Sulcis Iglesiente sarà usato in maniera più estesa e potrà contare su maggiori risorse finanziarie. Sono ammessi al Contratto le proposte che partono da 1,5 milioni € sino a 20 milioni €. Il limite minimo regionale è fissato in 5 milioni €.

La dotazione finanziaria è inoltre decisamente più ampia potendo contare su un fondo di 20 milioni €. La dotazione finanziaria effettiva sarà stabilita in base al numero di proposte presentate.

I settori prioritariamente incentivati sono il turismo e beni culturali e ambientali, l’agrifood, le produzioni basate su tecnologie innovative.

Le proposte d’investimento sono presentate a sportello e valutate con una procedura di tipo negoziale che considera la fattibilità tecnica ed economica finanziaria.

In una prima fase l’investitore presenta la manifestazione d’interesse secondo il modello contenuto nel bando. La manifestazione d’interesse determina la priorità d’esame e costituisce quindi un titolo di prenotazione di quota delle risorse disponibili. Le manifestazioni d’interesse devono essere presentate entro il 31 dicembre, successivamente viene effettuata l’istruttoria del vero e proprio progetto che si conclude con la stipula del Contratto d’Investimento.

Sono concesse incentivazioni a fondo perduto in combinazione con prestiti nel rispetto dei limiti massimi fissati dalla Unione Europea.

«Con questo bando – commenta il coordinatore per l’attuazione del Piano Sulcis, Tore Cherchi -, gli investitori hanno a disposizione incentivi per investimenti di qualsiasi dimensione, tenuto conto dei bandi già in essere e del Contratto di Sviluppo operativo per gli investimenti di dimensione maggiore di 20 milioni €. È stata confermata la priorità per turismo, agrifood e innovazione.»

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La scorsa settimana, nel corso di un incontro tra il capo di Gabinetto della Presidenza Gianluca Serra ed il delegato per il Coordinamento del Piano Sulcis, Tore Cherchi, è stato fatto il punto con le organizzazioni sindacali sullo stato della vertenza Alcoa che, allo stato attuale, registra una formale proposta di acquisto dello stabilimento con un piano industriale e richiesta di trattativa in esclusiva da parte della società Sider Alloys.
Invitalia, la società pubblica incaricata dal Governo di gestire la materia, seguendo la prassi normale in questo tipo di vertenze, sta esaminando l’offerta ed ha in corso l’approfondimento della stessa, in un confronto diretto con Sider Alloys. La stessa Invitalia ha chiesto il differimento dei termini di scadenza dell’offerta di acquisto, per consentire che gli altri due soggetti che hanno manifestato interesse per lo stabilimento, completino la loro istruttoria e per avere il tempo necessario per le valutazioni finali.
Come vivono le organizzazioni sindacali e quindi i lavoratori questa fase della lunga e difficile vertenza? Lo abbiamo chiesto a Rino Barca, segretario regionale della FSM CISL.

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Si è svolto ieri, martedì 9 maggio, nel Palazzo della Regione, in viale Trento, a Cagliari, un incontro tra il capo di Gabinetto della Presidenza Gianluca Serra ed il delegato per il Coordinamento del Piano Sulcis, Tore Cherchi, nel quale è stato fatto il punto con le organizzazioni sindacali sullo stato della vertenza Alcoa che, allo stato attuale, registra una formale proposta di acquisto dello stabilimento con un piano industriale e richiesta di trattativa in esclusiva da parte della società Sider Alloys.
Invitalia, la società pubblica incaricata dal Governo di gestire la materia, seguendo la prassi normale in questo tipo di vertenze, ha in esame l’offerta ed ha in corso l’approfondimento della stessa, in un confronto diretto con Sider Alloys. La stessa Invitalia ha chiesto il differimento dei termini di scadenza dell’offerta di acquisto, per consentire che gli altri due soggetti che hanno manifestato interesse per lo stabilimento, completino la loro istruttoria e per avere il tempo necessario per le valutazioni finali.
Un’altra rilevante società che opera nel settore della componentistica per autotrasporto, infatti, ha in corso effettivamente la due diligence (cioè la valutazione degli impianti) per decidere se presentare una formale proposta di acquisto oppure rinunciare. Esaurita questa fase, Governo e Regione, previo confronto con le organizzazioni dei lavoratori, assegneranno l’esclusiva della trattativa ad una delle società interessate, sulla base di ciò che appare più utile per il futuro dei lavoratori e della produzione.
Parallelamente prosegue l’attività per conseguire le condizioni richieste su energia, porto e bonifiche. Il contenuto del provvedimento sull’energia, illustrato dal Ministro, consente condizioni competitive. L’esponente del Governo ha indicato il mese di maggio come periodo per lo sviluppo e la conclusione dell’iter. L’appalto del porto è stato effettuato e recentemente (lo scorso 21 aprile), il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha esaminato il progetto definitivo. La bonifica del suolo dello stabilimento è in corso: per il risanamento della falda è stato recentemente emesso il decreto che definisce cosa fare e i criteri per ripartire i costi fra cinque grandi aziende di Portovesme, fra le quali sono attualmente in corso incontri e riunioni per arrivare a una soluzione condivisa.
Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, chiederà al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, di convocare quanto prima una riunione per un esame congiunto dello stato della vertenza con le organizzazioni sindacali.

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Nuove speranze per il futuro di Alcoa sono emerse nell’incontro svoltosi al Mise, convocato dal ministro Carlo Calenda, al quale hanno partecipato l’assessore regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras e il coordinatore del Piano Sulcis, Tore Cherchi. Dall’incontro è emerso che l’investitore Sider Alloys ha completato la due diligence ed ha presentato un’offerta per l’acquisto dello smelter di Portovesme attraverso un piano industriale che non contiene elementi di inammissibilità. L’offerta di acquisto è ora al vaglio di Invitalia ma il Mise, prima di avviare trattative in esclusiva, intende fare in breve tempo una verifica con tutti i soggetti che hanno espresso interesse all’acquisizione degli impianti. Restano confermate tutte le misure messe in campo dal Governo per consentire il riavvio dello stabilimento: energia, infrastrutture e contratto di Sviluppo. La Regione ha espresso soddisfazione e apprezzamento per l’azione portata avanti in questi mesi dal ministro Calenda.

«Il Governo sta dimostrando di rispettare gli impegni e di procedere con assoluta celerità per chiudere positivamente la vicenda – ha commentato l’assessore  Maria Grazia Piras -. Condividiamo il percorso avviato dal ministro e da Invitalia e ci auguriamo che si arrivi a ottenere al più presto quel risultato per il quale la Giunta Pigliaru sta lavorando dal suo insediamento».

Ha espresso soddisfazione anche il coordinatore del Piano Sulcis, Tore Cherchi. «Il piano industriale presentato dalla società interessata all’acquisto è stato giudicato ricevibile, quindi siamo ad una svolta importante. La Regione, dal canto suo, continua a portare avanti i progetti infrastrutturali che accompagneranno la ripresa dell’attività industriale, dalle azioni in campo ambientale ai lavori per l’adeguamento del porto di Portovesme».

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La Commissione nazionale di garanzia ha detto no alla richiesta avanzata nei giorni scorsi dalle minoranze interne delle componenti La Traversata e ReteDem per una riapertura dei termini per le candidature alla segreteria regionale del Partito democratico, dopo l’abbandono di Yuri Marcialis, assessore allo sport del comune di Cagliari, che ha lasciato il partito ed ha aderito ad Articolo 1-Mdp.

La decisione verrà ufficializzata mercoledì nella riunione della commissione regionale del congresso, che dovrà inevitabilmente tenere conto del parere richiesto all’organismo nazionale guidato dal deputato Gianni Dal Moro che è anche commissario del partito in Sardegna.

La decisione ha già provocato le prime reazioni ed altre ne arriveranno sicuramente nei prossimi giorni, perché in questo modo restano in campo candidati il senatore Giuseppe Luigi Cucca e il deputato Francesco Sanna che, a livello nazionale, fanno riferimento entrambi alla maggioranza che sostiene l’ex Premier Matteo Renzi e la minoranza interna, viceversa, resta priva di un candidato.

L’area popolare-riformista Fadda-Cabras, che in Sardegna è la più forte, non ha espresso un candidato e deve ancora decidere chi sostenere.

Durissima la presa di posizione di Tore Cherchi, ex segretario regionale, che in una nota ha dichiarato: «Prendiamo atto che è stata preclusa la presentazione di un candidato della minoranza di sinistra al congresso regionale del Pd. Restando così le cose questa minoranza non parteciperà al congresso regionale in conformità all’orientamento espresso dalle compagne e compagni della stessa minoranza. Sono state opposte argomentazioni regolamentari ad una questione che è eminentemente politica – ha aggiunto Tore Cherchi – ma anche a stare alle garanzie regolamentari la questione misconosciuta è il diritto delle minoranze ben più importante della riapertura di un termine: la vuota forma fa strame della sostanza. Sul piano più strettamente politico si compie un danno innanzitutto al PD sardo. Un partito che avendo infilato due sconfitte consecutive alle elezioni amministrative e avendo avuto il dato più negativo in Italia al referendum, avrebbe necessità di raccogliere le forze e non di perderne altre. È stupefacente che tanti dirigenti, a prescindere dalle posizioni congressuali, tacciano o peggio facciano spallucce e accondiscendano. Ma forse lo stupore – ha concluso Tore Cherchi – è fuori luogo in un partito che da oltre un anno è acefalo e gestito da Roma con metodo proconsolare».

Al momento, dunque, in corsa per la segreteria restano il senatore Giuseppe Luigi Cucca, indicato dall’ex minoranza congressuale e il deputato iglesiente Francesco Sanna, indicato dalla componente che si riconosce in Renato Soru.

Giuseppe Luigi Salvatore Cucca è nato a Bosa il 30 luglio 1957, risiede a Nuoro, fa l’avvocato, ex consigliere regionale, senatore in carica.

Francesco Sanna è nato a Iglesias il 14 aprile 1965, laureato in Giurisprudenza, avvocato patrocinante nelle giurisdizioni superiori, ex consigliere regionale, è deputato in carica.

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Da anni si parla di bonifiche, per restituire il territorio che per decenni ha ospitato gli impianti del polo industriale e minerario, ma fino ad oggi passi in avanti ne sono stati compiuti decisamente pochi, anche dopo gli interventi effettuati nell’ambito del Piano di disinquinamento approvato un quarto di secolo fa. Nei giorni scorsi sono arrivate buone notizie, da Roma, che inducono ad un moderato ottimismo sull’avvio di un serio piano di bonifiche in Sardegna. La conferenza di servizi convocata dal ministero dell’Ambiente sul programma di messa in sicurezza e risanamento della falda acquifera dell’area industriale di Portovesme, infatti, ha avuto un esito positivo.

Il progetto incorpora le azioni già in atto da parte delle aziende all’interno delle aree degli stabilimenti e nel perimetro del bacino dei fanghi rossi e viene esteso alle aree esterne, in particolare all’area a valle prossima al mare. I costi di investimento e di gestione saranno sostenuti dalle imprese sulla base del principio “chi inquina paga” e alla Regione è stato delegato il lavoro di coordinamento in merito.

«Il lavoro di messa in sicurezza del territorio è lungo e impegnativo ma abbiamo raggiunto un altro risultato importante, frutto di una concreta cooperazione fra Assessorato, Provincia, ministero dell’Ambiente e le altre Amministrazioni – dichiara l’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano -. Voglio sottolineare la grande professionalità dei funzionari pubblici che hanno definito il programma e lo hanno portato all’approvazione. I programmi di bonifica sono infatti compatibili con le attività industriali e dimostrano la reale attenzione posta sia al tema dell’ambiente che del lavoro e della produzione.»

Ha espresso grande soddisfazione anche il coordinatore del Piano Sulcis Tore Cherchi, il quale ha sottolineato che «si tratta di un notevole passo in avanti nel risanamento ambientale dell’area industriale. Insieme con i programmi già in atto per la bonifica dei suoli, le cui modalità di attuazione nel futuro impediranno la infiltrazione del sottosuolo la decisione sulle falde completa la strategia in atto».

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Il Consiglio comunale di Carbonia ha approvato con 20 voti favorevoli su 20 consiglieri presenti in Aula al momento del voto, il Piano particolareggiato di iniziativa privata in località Campo Frassolis – Zona territoriale omogenea G servizi generali – Sottozona G1T che il 31 gennaio, in occasione della precedente riunione, era stato al centro di un autentico “caso” politico, con l’abbandono dell’Aula da parte di tutti i consiglieri del gruppo di maggioranza del Movimento 5 Stelle mentre il vice sindaco Gian Luca Lai lo esponeva in Aula e le “inevitabili” durissime prese di posizione dei consiglieri di gruppi di opposizione.

Nelle tre settimane trascorse dalla precedente riunione, il gruppo di maggioranza del Movimento 5 Stelle ha metabolizzato l’errore commesso e si è presentato unito alla votazione odierna, con due sole defezioni, di altrettanti consiglieri che non hanno superato “i mal di pancia” – così li hanno definiti il vicesindaco Gian Luca durante l’esposizione della proposta di adozione, sia il capogruppo Manolo Cossu che ha chiesto scusa all’assessore, al sindaco Paola Massidda e all’intera Giunta, riconoscendo che il 31 gennaio è stato compiuto un grave errore di metodo  ed ha sottolineato che la fiducia nel sindaco e nella sua Giunta, non è mai stata in discussione – e hanno abbandonato l’Aula prima della votazione finale.

Il Piano particolareggiato di iniziativa privata verrà realizzato all’ingresso della città, nei pressi del campo nomadi di Sirai. Prevede tre strutture, due delle quali ad uso commerciale. E’ stata la destinazione ad uso commerciale di gran parte delle volumetrie previste, nel rispetto di quanto dispone il Piano urbanistico comunale, a creare le maggiori riserve, perché molti consiglieri hanno paventato il pericolo di privilegiare ancora il commercio in periferia a discapito di quello del centro della città, già in crisi profonda, ma il capogruppo del M5S Manolo Cossu ha detto che l’approvazione è un atto dovuto e la maggioranza, dopo un attento esame di tutti gli aspetti fatto in Commissione, ha deciso di votare a favore. Voto a favore che è arrivato anche dai consiglieri di opposizione, dei quali nel breve dibattito è intervenuto il solo ex sindaco Giuseppe Casti, che ha confermato come il Piano particolareggiato di iniziativa privata rientri negli strumenti urbanistici adottati dalle precedenti Giunte, prima quella di Tore Cherchi, poi quella da lui stesso guidata.

Il Consiglio comunale torna a riunirsi domani, mercoledì 22 febbraio, alle 18.00, per iniziare la sessione di bilancio 2017.

I lavori del Consiglio proseguiranno secondo il seguente calendario ed ordine dei lavori:

Giovedì 23 febbraio 2017 – ore 18,00: esame e votazione degli emendamenti dal n. 1 al n. 28;

Venerdì 24 febbraio 2017 – ore 18,00: esame e votazione degli emendamenti dal n. 29 al n. 56;

Lunedì 27 febbraio 2017 – ore 18,00: esame e votazione degli emendamenti dal n. 57 al n. 82:

Martedì 28 febbraio 2017 – ore 18,00: votazione del Bilancio di previsione finanziario 2017/2019 ex D.Lgs. 118/2011 e suoi allegati.

 

 

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Tore Cherchi alla presentazione del libro sulla vita di Modesto Melis "L'animo degli offesi".

Tore Cherchi alla presentazione del libro sulla vita di Modesto Melis “L’animo degli offesi”.

L’ex presidente della provincia di Carbonia Iglesias, Tore Cherchi, ricorda Modesto Melis.

«Modesto Melis da sopravvissuto all’orrore del campo di sterminio di Mauthausen – dice Tore Cherchi -, ha dedicato molto tempo a raccontare nelle scuole e in tante assemblee, la tragica esperienza dei deportati e a insegnare quali terribili crimini possono essere pianificati contro uomini e donne quando il razzismo e la volontà di potenza prevalgono.»

«Lui come gli altri pochi sopravvissuti, aveva la preoccupazione che scomparsi i testimoni che hanno conosciuto questi orrori, la memoria collettiva si affievolisca e perda la esatta dimensione del male. Per questo ha scritto e si è speso in tanti incontri. Spetta alla comunità di Carbonia e della Sardegna tutta, alle Istituzioni democratiche e alle scuole coltivarne la memoria e l’insegnamento in modo effettivo. Penso – conclude Tore Cherchi – che questo sia il modo migliore di rendergli onore.»

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E’ stato firmato ieri il progetto della Renovo Bioedil inserito nel Piano straordinario per il Sulcis. Prevede un investimento di quasi 25 milioni di euro da realizzare a Iglesias. Il progetto rientra tra i dieci nuovi Contratti di Sviluppo firmati a Roma dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.
«È un investimento importante, coerente con Industria 4.0, e con un grande impatto nel campo dell’efficientamento energetico – dice il coordinatore del Piano Sulcis, Salvatore Cherchi -. L’intervento, tra l’altro, porterà un’occupazione aggiuntiva di 29 persone.»

Per quanto riguarda la dotazione finanziaria, sono previsti 8 milioni e 800mila euro di contributo a fondo perduto e un finanziamento agevolato da altri 8 milioni e 800mila euro, in parte coperti da cofinanziamento regionale. Il progetto ha come obiettivo la realizzazione di un nuovo stabilimento per la produzione di pannelli isolanti destinati alla bioedilizia. La Renovo Bioedil di Iglesias è un’azienda operante nel settore della produzione di materiali per bioedilizia e risparmio energetico e si rivolge in particolare al mercato dei prodotti di isolamento termoacustico per la costruzione e la ristrutturazione di edifici civili. La produzione prevede l’utilizzo di materie prime rinnovabili disponibili in loco, in particolare legno e sughero. Il decreto del Mise, infine, taglia i tempi per accedere alle agevolazioni previste e favorisce la partecipazione di tutte le amministrazioni interessate