28 November, 2021
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La commissione Ambiente presieduta da Giuseppe Talanas (Forza Italia) ha raccolto il contributo di alcuni esperti sul problema della posidonia piaggiata, nel quadro delle audizioni collegate all’esame della proposta di Legge (Mula e più) sulla disciplina della materia.

Il prof. Sandro Demuro dell’Università di Cagliari, dopo aver ricordato che il mondo scientifico studia con attenzione il fenomeno dai primi anni 2000, ha messo l’accento sul fatto che la posidonia rappresenta un elemento fondamentale del tessuto che compone la spiaggia, un contesto ambientale ad assetto dinamico sottoposto ad importanti cambiamenti. Per questo, ha aggiunto, l’utilizzo di mezzi pesanti per la rimozione del materiale o per il livellamento dell’arenile è molto dannoso per l’equilibrio complessivo dei siti e determina una accelerazione dei fenomeni di erosione.

I nostri studi hanno dimostrato, ha concluso, che ogni spiaggia ha caratteristiche diverse ed ogni intervento deve essere progettato nel rispetto di queste specificità; per usare un termine comune, ciascuna spiaggia dovrebbe avere il suo “direttore dei lavori” nell’ambito di un progetto di rivalorizzazione di questo grande patrimonio.

Giovanni De Falco, ricercatore del Cnr di Oristano, ha sottolineato l’importanza di individuare un soggetto istituzionale, oggi assente sia in Sardegna che nel Mediterraneo, al quale affidare la governance del fenomeno per mettere a punto buone pratiche comuni sia per quanto riguarda l’uso di mezzi a basso impatto che per la predisposizione di progetti di classificazione e gestione delle spiagge.

Giuseppe De Lucia, sempre del Cnr, ha sostenuto che preservare le spiagge significa intervenire in modo corretto su un eco-sistema molto più ampio che comprende il mare, gli ambienti limitrofi, la flora e la fauna. Il ricercatore ha citato a titolo di esempio il caso della tartaruga marina che trova nella spiaggia il suo habitat naturale migliore mentre, al contrario, il livellamento dell’arenile toglie aria alle uova nel periodo della deposizione.

In rappresentanza dell’ordine dei Geologi della Sardegna, Giovanni Tilocca si è soffermato sulla generale sottovalutazione del problema (ignorato dagli stessi Pul-Piani di utilizzo dei litorali) da parte del legislatore nazionale e regionale, che nella Regione e nello specifico della rimozione della posidonia ha lasciato troppo spazio a procedure di silenzio-assenso e, di fatto, ha concentrato la responsabilità sul conduttore del mezzo meccanico che ha effettuato l’intervento. Per voltare pagina, ha concluso, è necessario introdurre fra l’altro il concetto di manutenzione del demanio marittimo nell’ottica di una nuova pianificazione costiera.

Il responsabile scientifico di Legambiente Vincenzo Tiana si è detto soddisfatto che la Sardegna (che ha 1.897 km di coste e 1.430 di spiagge), prima Regione d’Italia, abbia deciso di affrontare questo particolare problema ambientale. La Regione, ha auspicato, deve fare un piano di gestione e di tutela di questi siti di pregio il cui destino non può essere affidato solo ai Comuni, che spesso non possiedono né conoscenze adeguate né le risorse per intervenire correttamene. In questi anni, ha proseguito, la comunità scientifica sarda ha studiato molto il fenomeno della posidonia e dei cambiamenti delle spiagge, partecipando anche a progetti di qualità in collaborazione con l’Unione europea ed a campagne di educazione ambientale. Ritengo che questo patrimonio di conoscenze ed esperienze, ha concluso, possa essere molto utile alla Regione per fare una buona legge.

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Giuseppe Piu e Maria Laura Orrù dei Progressisti, Roberto Li Gioi del M5S e Franco Mula del Psd’Az, primo firmatario della proposta di legge all’esame della commissione.

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I rappresentanti di Legambiente Sardegna Annalisa Colombu (presidente regionale) e Vincenzo Tiana (presidente del comitato scientifico regionale), hanno consegnato al presidente della Regione Christian Solinas il documento scaturito dalla conferenza dello scorso 7 ottobre che ha visto la partecipazione di numerosi esperti.

Legambiente ribadisce che per affrontare l’Emergenza Cambiamenti Climatici, occorre «accelerare la transizione energetica. La Sardegna non deve perdere le opportunità economiche e di nuova occupazione possibili con la nuova politica europea per il clima. Regione, imprese e sindacati elaborino una proposta per un nuovo modello di sviluppo sostenibile per l’Isola».

La prospettiva della decarbonizzazione – secondo Legambiente Sardegna – «impone un programma innovativo che investe in primis le scelte energetiche del passato ed in generale il modello di sviluppo della Sardegna e per queste ragioni», e l’associazione ambientalista «rivolge un appello alla Regione per accelerare la transizione climatica e sociale, con un progetto che indirizzi le risorse della nuova programmazione UE per le comunità interessate al phase-out del carbone e per creare lavoro attraverso investimenti in riconversione delle zone industriali inquinanti, rinnovabili, efficienza del settore edilizio e sistemi di accumulo idraulico ed elettrico».

La prospettiva obbligata per la Sardegna, per Legambiente Sardegna, è l’applicazione ancora più rigorosa del PNIEC Piano Nazionale Integrato Energia Clima proprio per le opportunità che si possono aprire.

«Ai sindacati diciamo che comprendiamo la giusta difesa dei posti di lavoro, che il processo obbligato, necessario ed urgente di decarbonizzazione non lo devono pagare i lavoratori ma è indispensabile che la Sardegna affronti con un ruolo attivo la sfida della innovazione energetica per riconvertire il comparto produttivo e creare anche nuova occupazione – sostengono i rappresentanti di Legambiente Sardegna -. Pertanto ai sindacati proponiamo l’apertura di un momento di confronto, per delineare insieme delle alternative di sviluppo.»

Legambiente Sardegna ribadisce il no al metano GNL come prospettiva di lungo periodo, «anche perché il GNL sì, ci renderebbe dipendenti da altri territori, e allora si svuota di senso l’investimento nella dorsale. I depositi costieri possono fornire il GNL per gli usi industriali e civili, favorendo anche lo sviluppo della filiera del biometano, in un contesto di maggiore elettrificazione e decarbonizzazione del sistema energetico regionale».

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Mercoledì 16 gennaio alle 9.30, nella sala conferenze ‘Helmar Schenk’ del Parco di Molentargius (via La Palma, Cagliari), si terrà una giornata di riflessione sulle tematiche del paesaggio, nell’ambito delle attività previste dalla Scuola per il Paesaggio della Sardegna, costituita con la delibera della Giunta regionale n. 12/2018. Dopo i saluti del presidente del Parco Paolo Passino, i lavori saranno aperti dall’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu, che illustrerà le finalità della Scuola, e dal presidente dell’ANCI Sardegna Emiliano Deiana. Sono previsti due interventi sulle buone pratiche di paesaggio: Ugo Morelli, docente di Psicologia del lavoro e dell’organizzazione e di Psicologia della creatività e dell’innovazione, porterà l’esempio della Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio del Trentino, mentre Victor Tenez, docente del Politecnico della catalogna, parlerà dell’esperienza del Master di Alta formazione in materia di Architettura del paesaggio.

Seguirà una tavola rotonda sul tema ‘A Scuola per il Paesaggio – Formare, educare, rafforzare e diffondere la cultura paesaggistica’, alla quale prenderanno parte l’assessore Erriu, il presidente dell’ANCI Deiana, l’esperto scientifico della Scuola per il paesaggio Silvano Tagliagambe, i rappresentanti del segretariato regionale del ministero per i Beni e le attività culturali per la Sardegna Patricia Olivo, della IASLA – Società scientifica italiana di architettura del paesaggio Emanuela Morelli, della STEP – Scuola per il governo del territorio e del paesaggio di Trento Gianluca Cepollaro, la presidente dell’Ordine degli architetti di Cagliari Teresa De Montis, il direttore della Coldiretti Sardegna Luca Saba, il presidente del comitato scientifico di Legambiente Vincenzo Tiana e il presidente del Consiglio di amministrazione della Scuola di formazione dell’Ordine degli ingegneri di Cagliari Giuseppina Vacca.

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É stato siglato questa mattina a Villa Devoto il protocollo d’intesa tra la Regione Autonoma della Sardegna e il Comitato per il Trenino Verde della Sardegna. Con le firme apposte dal presidente della Regione Francesco Pigliaru e dal coordinatore del Comitato Paolo Pisu, dal presidente dell’Arst Chicco Porcu, dei sindaci dei comuni interessati, del rappresentante di Legambiente Vincenzo Tiana, dei sindacati e degli operatori economici, si mira a promuovere, nell’arco di un anno, un Piano di Valorizzazione del Trenino Verde, all’interno di un ampio progetto pluriennale, e a definire una serie di interventi e iniziative per rendere l’antica infrastruttura un grande attrattore turistico della nostra Isola.

«Sono contento che si sia raggiunto questo risultato – ha spiegato Francesco Pigliaru –. Il turismo esperienziale è quello più in crescita e che vale di più. E noi abbiamo ben presente la necessità di organizzare e mostrare contenuti forti per valorizzare le zone interne. Il trenino di Lawrence è già un attrattore storicamente definito, con una visibilità altissima e che attraversa percorsi magnifici con la sua portata culturale, ambientale e architettonica. Andiamo avanti con convinzione ed entusiasmo – conclude il presidente della Regione -, come si evince dai dettagli di questo Protocollo.»

«Siamo soddisfatti del risultato raggiunto oggi con la firma di questo Protocollo d’Intesa, che traccia una prospettiva nuova per il Trenino verde della Sardegna, non solo per i territori interessati ma per tutta l’Isola – ha detto Paolo Pisu -. Rimane per noi chiaro che questo risultato arriva dopo anni di assiduo impegno e bisognerà vigilare e impegnarsi ulteriormente affinché questo Protocollo d’Intesa venga attuato, nei tempi prestabiliti in tutte le sue parti.»

Gli interventi, che terranno conto dei precedenti studi e progetti, dovranno garantire la sicurezza dell’esercizio su tutte le linee (Mandas – Arbatax, Isili -Sorgono, Macomer – Bosa e Sassari – Nulvi – Palau); l’attività di gestione e manutenzione della infrastruttura ferroviaria, il potenziamento e rinnovo del materiale rotabile, l’eventuale automazione o eliminazione dei passaggi a livello. Contemplato anche l’eventuale recupero e restauro delle stazioni che andranno concesse, ove possibile, agli Enti locali per la realizzarvi luoghi di accoglienza, punti ristoro, servizi igienici e turistici, esposizione e vendita dei prodotti locali, enogastronomici, artigianali e artistici. 

Il Piano Generale di Valorizzazione comprenderà anche uno specifico piano di marketing per restituire, alle tratte turistiche sarde, un elevato livello di visibilità e attrattività.

Per il 2019, primo anno di valenza del Protocollo, la Regione conferma i 5,3 milioni già previsti a fine 2017 e aggiunge ulteriori 5 milioni, a valere anche questi sul Fondi di Sviluppo e Coesione 2014-2020. Le risorse verrano assegnate ad Arst, soggetto attuatore degli interventi.

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Le precipitazioni degli ultimi giorni hanno provocato l’ennesima moria di cozze e vongole nella laguna di Santa Gilla. Un durissimo colpo per l’universo di pescatori, circa 230 operatori inglobati nella Cooperativa, che sono stati obbligati ad interrompere la loro attività per i valori fuori norma dovuti al riversamento d’acqua dolce nello stagno. Ieri si è svolta l’assemblea davanti allo stabulario, a due passi dalla chiesetta di San Simone, ai piedi della Sulcitana, con la partecipazione dei consiglieri regionali Edoardo Tocco (Forza Italia), Valter Piscedda (Partito democratico) e Francesco Agus (Campo progressista) che hanno assicurato «un impegno dell’aula di via Roma per sostenere i mitilicoltori ormai ridotti sul lastrico dal provvedimento di fermo pesca». Un intervento indispensabile – condiviso anche da Legambiente (con il presidente Vincenzo Tiana), Città Metropolitana ed Autorità di distretto idrografico – per fronteggiare il fermo pesca che si trascina da ormai dieci giorni.

«Chiederemo un iter accelerato per l’approvazione di una legge – spiegano Edoardo Tocco, Valter Piscedda e Francesco Agus – che possa garantire agli operatori del Consorzio Pescatori di Santa Gilla il riconoscimento degli adeguati indennizzi per affrontare le difficoltà dovute alla perdita della produzione. Nello specchio d’acqua stiamo assistendo ad una vera e propria strage di pesci e molluschi dovuti a queste precipitazioni fuori stagione, con i pescatori che stanno pagando i danni causati al settore dai valori dell’acqua fuori norma. Una situazione che sta compromettendo tutta l’economia della zona. C’è una perdita economica stimata intorno ai 500mila euro – concludono i tre consiglieri regionali -, con un blocco che sta mettendo in ginocchio centinaia di famiglie.»

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Un protocollo d’intesa tra Regione, sindaci, operatori turistici ed associazioni culturali per la salvaguardia e la valorizzazione delle tratte turistiche delle ex Ferrovie complementari della Sardegna. E’ la richiesta formulata dai rappresentanti del Comitato per il Trenino Verde sentiti ieri mattina dalla Commissione “Attività Produttive” del Consiglio regionale.

«E’ da tempo che chiediamo al presidente Pigliaru di mettere nero su bianco le cose da fare – ha detto il portavoce del Comitato Paolo Pisu – Regione e Arst dicono che il Trenino Verde è il secondo attrattore turistico della Sardegna dopo la Costa Smeralda. Le sue potenzialità sono enormi, non si può continuare a perdere tempo, serve un piano generale per la sua valorizzazione.»

La delegazione del Comitato, formata da alcuni sindaci del Sarcidano, da diversi operatori turistici e dal presidente di Legambiente Vincenzo Tiana ha presentato alla Commissione un documento articolato in cui vengono indicati nove punti per un programma concordato di sviluppo Tra le richieste, la ripresa dell’esercizio ferroviario nelle quattro tratte del Trenino Verde, l’acquisto di nuovi treni destinati al servizio turistico, incentivi per i viaggi culturali, il completamento del dossier per la candidatura delle ferrovie turistiche sarde a patrimonio dell’Unesco, la concessione delle stazioni ferroviarie e dei caselli ai comuni per inserirli nella programmazione territoriale e trasformarli in centri di accoglienza per i turisti e per la vendita di prodotti locali.

«Del nostro Comitato fanno parte 52 sindaci e 250 operatori turistici – ha aggiunto Paolo Pisu – abbiamo le idee chiare e anche le soluzioni per rilanciare il trenino Verde. Una su tutte: la Corsica ha stanziato 264 milioni di euro per una tratta di 167 km. Solo il 20% di quelle risorse è a carico della Regione, il resto arriva dallo Stato francese e dalla Comunità Europea. Perché la stessa operazione non si può fare in Sardegna?»

Giudizio condiviso dagli amministratori locali: «C’è bisogno di una regia unica – ha detto il sindaco di Mandas Marco Pisano – l’Arst ha annunciato un piano decennale da 264 milioni di euro. La Regione deve mettere il cappello sui piani strategici territoriali. C’è bisogno di linee guide comuni per non disperdere le risorse e armonizzare il progetto».

Certezze sui tempi dei servizi turistici e sulla disponibilità dei treni chiedono invece gli operatori turistici: «Non si può arrivare al mese di maggio, quando la stagione è già partita, senza avere un calendario a disposizione – ha detto Alessandro Murino, operatore turistico ogliastrino – in questi ultimi anni abbiamo sentito troppe bugie». Sulla stessa lunghezza d’onda il manager di “Laghi Sardegna” Sandro Bandinu: «C’è chi ha investito molte risorse sui territori puntando sulla presenza del Trenino Verde – ha affermato Bandinu – la Regione in questi anni ha stanziato importanti risorse per le tratte turistiche, dove siano andati a finire però non si sa. Occorre fare chiarezza su come vengono spesi i soldi». Sulla necessità di separare i bilanci del trasporto pubblico locale e dei servizi turistici ha insistito anche il sindaco di Meana Angelo Nocco: «I soldi stanziati per il Trenino Verde devono essere utilizzati per potenziare il servizio. Le spese pubbliche vanno rendicontate nel dettaglio. La Regione ha stanziato 15 milioni di euro per il triennio 2016-2018, non sono pochi. Potrebbero realizzarsi molti interventi mirati, a partire dalla manutenzione ordinaria delle tratte».

Per Vincenzo Tiana (Legambiente) occorre ripensare alle scelte fatte in passato: «Il servizio turistico non può essere slegato dal servizio di trasporto pubblico locale – ha detto Vincenzo Tiana – i turisti spesso arrivano e non trovano treni a disposizione. Dopo il passaggio delle competenze sui trasporti dello Stato alla Regione, su cui in molti avevamo riposto molte speranze, la situazione è peggiorata.»

Di diverso avviso Augusto Corona della Cisal, secondo il quale turistico e Tpl devono rimanere distinti. «Solo in questo modo i finanziamenti per il Trenino Verde possono essere vincolati. Per potenziare il servizio si deve investire sui mezzi e sulle infrastrutture».

Nel dibattito sono intervenuti alcuni consiglieri regionali. Eugenio Lai (Art. 1 – Mdp) ha proposto l’adozione di un provvedimento da parte della Commissione che individui soluzioni a breve e lungo termine per la valorizzazione delle tratte turistiche, mentre Fabrizio Anedda (Misto) ha sottolineato la necessità di un’azione di sostegno a favore degli imprenditori: «Gli operatori non possono più aspettare, le linee ferrate sono degradate – ha detto Fabrizio Anedda – occorre far arrivare i turisti anche con mezzi alternativi. In attesa degli interventi sulle linee ferrate si utilizzi il gommato».

Per Luigi Crisponi (Riformatori) occorre fare scelte chiare sul futuro del trenino: «Se si dice che è il secondo attrattore turistico dell’Isola occorre agire di conseguenza – ha detto Luigi Crisponi – per questo non capisco perché la Giunta abbia destinato 225 milioni di euro alle ciclovie e neanche un euro alle ferrovie».

Al termine dell’audizione, il presidente Luigi Lotto ha annunciato la convocazione in Commissione degli assessori regionali dei Trasporti e del Turismo e dell’amministratore unico dell’Arst Chicco Porcu. «Contiamo di chiudere le audizioni entro il mese di maggio – ha detto Luigi Lotto – poi eventualmente presenteremo una risoluzione tra trasformare in un ordine del giorno da votare in Consiglio».

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Con il tema “impronta idrica”, Abbanoa dà il via all’edizione 2017-2018 del progetto dedicato alle Scuole Elementari “Dieci in condotte”. Portato avanti con la collaborazione di Legambiente, quest’anno il progetto vedrà la partecipazione di circa 3.000 bambini (164 le classi coinvolte).

Dato il grande successo dello scorso anno il Gestore, infatti, ha deciso di allargare il progetto a tutta la Sardegna: hanno aderito all’iniziativa le scuole dei quattro capoluoghi di provincia e di molti paesi delle stesse province. Si va dai centri più piccoli ai grandi Comuni, ma oltre a Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano Abbanoa “parlerà” ai bambini delle Scuole di Olbia, Porto Torres, Alghero, Quartu, Assemini e di molti altri centri della Sardegna come Ozieri e Valledoria nel Nord Sardegna; Macomer, Jerzu, Ulassai, Perdasdefogu, Gairo, Villagrande Strisaili per Nuorese ed Ogliastra; Santa Giusta, Mogoro e San Nicolò d’Arcidano nell’oristanese; San Sperate, Isili, Domus De Maria, Villacidro, Sardara, Guspini nel Cagliaritano e nel Medio Campidano.

«Il messaggio legato all’importanza dell’acqua assume un significato particolare guardando proprio alle caratteristiche della nostra Isola che non ha risorse d’acqua potabile ma un sistema di invasi artificiali la cui acqua deve essere potabilizzata per l’85% – spiega l’Amministratore Unico di Abbanoa Alessandro Ramazzotti -. Conoscere l’importanza del ruolo svolto da Abbanoa ed essere consapevoli dei limiti legati alla scarsità di risorsa in un periodo di siccità come quello attuale è oggi importantissimo: il coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso la scuola rappresenta una formidabile opportunità di cambiamento anche culturale.»

Tre video cartoon, un opuscolo, lo spettacolo teatrale. Dieci in condotte è il progetto di educazione ambientale gratuito nato per spiegare l’importante “viaggio” che compie una goccia d’acqua prima di sgorgare pulita dal rubinetto di casa e che proseguirà il 22 marzo con le visite negli impianti di potabilizzazione di Abbanoa e, infine, con uno spettacolo teatrale condito da un concorso a premi legato ai disegni sull’acqua che realizzeranno i bambini. Con una grande novità che interessa l’edizione 2017-2018: il tema scelto è l’impronta idrica, ovvero la quantità di acqua necessaria per produrre le cose, dai cibi ai vestiti, con l’obiettivo di trasmettere ai bambini l’importanza dell’acqua, risorsa preziosa ed esauribile, e quindi del risparmio idrico. Ai bambini verranno infatti mostrati tre video cartoon (impronta idrica; ciclo industriale dell’acqua; risparmio idrico) della durata di cinque minuti ciascuno; attraverso un opuscolo verrà invece affrontato il tema dell’impronta idrica.

«Legambiente anche quest’anno conferma il suo impegno e la sua collaborazione, che ormai dura da diversi anni, con Abbanoa, per una corretta informazione nel mondo scolastico e alla cittadinanza, sul risparmio idrico e un corretto utilizzo dell’acqua del rubinetto, soprattutto in questo periodo di siccità che sta investendo tutta la Sardegna» spiega Vincenzo  Tiana, presidente del Comitato Scientifico di Legambiente Sardegna.

Anche grazie al progetto “Dieci in condotte” Abbanoa intende:

1. Stimolare l’interesse per le tematiche ambientali e spiegare l’importanza che svolge Abbanoa, specie sul fronte della depurazione, come soggetto garante della tutela dell’ambiente;

2. Far conoscere il processo industriale dell’acqua: dall’invaso alle abitazioni, e da qui alla depurazione, fino al ritorno in ambiente;

3. Favorire l’attivazione di buone pratiche legate al consumo consapevole dell’acqua, reale e virtuale, per imparare a non sprecarla applicando uno stile di vita ecosostenibile;

4. Incentivare il consumo dell’acqua della rete idrica come acqua buona da bere, attraverso la conoscenza delle caratteristiche chimico-fisiche e dei controlli su di essa effettuati.

 

 

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E’ stato presentato a Portoscuso, nella sala riunioni della biblioteca comunale, nel corso di un incontro organizzato dal coordinamento del Piano Sulcis, il programma delle bonifiche dei suoli e della falda superficiale nell’Area Industriale di Portovesme.

All’invito del coordinatore del Piano Sulcis, Salvatore Cherchi, hanno risposto, tra gli altri, il sindaco di Portoscuso, Giorgio Alimonda; l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano; l’amministratore straordinario della provincia del Sud Sardegna, Mario Mossa; il presidente del Consorzio industriale, Federico Strina; dirigenti delle aziende di Portovesme; sindacalisti; rappresentanti di associazioni ambientaliste; amministratori dei comuni del territorio, lavoratori e cittadini.

I lavori, dopo la presentazione di Salvatore Cherchi ed il saluto del sindaco di Portoscuso, Giorgio Alimonda, sono stati aperti dalla relazione dell’ingegner Alessandro Murgia, tecnico dell’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente sullo stato delle bonifiche. Sono seguiti gli interventi dell’ing. Giuseppe Toia, uno dei manager storici di Alcoa; di Mario Mossa, amministratore della provincia del Sud Sardegna; di Franco Bardi, sindacalista della Fiom Cgil; telefonicamente, da Roma, dell’ingegner Laura D’Aprile, rappresentante della Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque Divisione III Bonifiche e Risanamento del ministero dell’Ambiente; dell’ingegner Vincenzo Tiana di Legambiente; Rino Barca, segretario regionale uscente della FSM Cisl; Pietro Caredda, responsabile dell’attività di bonifica della Portovesme srl; l’ingegner Maurizio Ardu, responsabile della Centrale Enel Grazia Deledda di Portovesme e, infine, l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano.

Dal dibattito è emerso il significativo passo in avanti compiuto dal programma di bonifiche dei suoli e della falda superficiale, reso possibile dall’intesa raggiunta dalle aziende che si sono accollate, nel rispetto del principio “chi inquina paga”, l’intero costo degli interventi.

Vincenzo Tiana ha riconosciuto l’importanza di questo risultato ma non ha mancato di sottolineare che l’utilizzo del carbone, come prevedono gli accordi a livello comunitario, è superato, ed ha aggiunto che non è accettabile la sopraelevazione del bacino dei fanghi rossi dell’Eurallumina e che se si vuole procedere con i programmi di rilancio della produzione, va individuato un nuovo sito di stoccaggio dei residui di lavorazione.

Il coordinatore del Piano Sulcis ha presentato a tutti i convenuti il rapporto aggiornato al 31 dicembre del programma delle bonifiche, che riepiloga le principali azioni di bonifica e/o di messa in sicurezza operativa e/o permanente dei suoli e attività di messa in sicurezza d’emergenza e/o bonifica della falda acquifera, realizzate, in realizzazione o di cui è stata decisa la realizzazione nell’Area Industriale di Portovesme, con investimenti a carico totale delle Aziende che li hanno in attuazione – Alcoa, Portovesme srl, Eurallumina, Enel, Ligestra.

Queste azioni sono state deliberate con una serie di decreti del ministero dell’Ambiente poiché riguardano un Sito d’Interesse Nazionale (SIN Sulcis-Inglesiente-Guspinese) e a seguito di complessi procedimenti conclusi con conferenza di servizi decisoria. Tali procedimenti hanno fortemente impegnato l’assessorato regionale dell’Ambiente, la provincia SUD Sardegna, il Comune di Portoscuso, Arpas, Ispra e altri pubblici soggetti, oltre alle Aziende interessate.

Si tratta di impegni che attualmente ammontano a oltre 170 milioni di euro per costi di investimento e a oltre 60 milioni di euro per costi di gestione parametrati per difetto su 5 annualità. Deve essere sottolineato che il costo del risanamento della falda è stato stimato sulla base di un progetto risalente ad alcuni anni fa che deve essere aggiornato in relazione ai fatti e alle decisioni nel mentre intervenuti e che poi andrà approvato in sede di Conferenza di Servizi. Peraltro, per determinati interventi, ad esempio ancora per la bonifica della falda acquifera, sono riportati costi OPEX per cinque anni laddove è assai probabile che la durata del programma avrà una proiezione decennale con un corrispondente incremento dei costi; in ogni caso, la conclusione del programma è subordinata all’esito positivo del monitoraggio per tre anni consecutivi.

Il più rilevante programma da avviare, sebbene già decretato, riguarda il barrieramento idraulico consortile, sono però già in attività gli impianti per la Messa in Sicurezza d’Emergenza – MISE negli stabilimenti e lungo il perimetro del bacino fanghi rossi.

Vediamo ora l’intervento iniziale di Salvatore Cherchi; l’intervento telefonico dell’ingegner Laura D’Aprile, rappresentante della Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque Divisione III Bonifiche e Risanamento del ministero dell’Ambiente e quello conclusivo dell’assessore regionale dell’Ambiente Donatella Spano.

    

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10215738495923320/

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Si è appena conclusa la visita in Sardegna della dott.ssa Jutta Weber e della dott.ssa Gail Bremner, commissari “Rivalidatori” delegati della Rete Globale dei Geoparchi, Programma UNESCO IGGP, cui è stato affidato il non facile compito di sottoporre il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna alle verifiche utili alla sua conferma nell’ambito del prestigioso Network dell’UNESCO.

Sono stati giorni faticosi ma senz’altro esaltanti. Sono vivamente grato alle delegate per la loro attenzione e la professionalità manifestate in ogni occasione, nonostante la fatica dei tanti spostamenti ed il numero considerevole di contatti e incontri. Sono certo abbiano colto il nostro entusiasmo ma soprattutto i notevoli passi in avanti compiuti dal Parco Geominerario dall’ultima rivalidazione risalente ormai a quattro anni fa.

Desidero ringraziare innanzi tutto la Presidenza della Giunta regionale con il presidente Francesco Pigliaru, l’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano ed il coordinatore del Piano Sulcis Tore Cherchi, per il loro fattivo sostegno e le parole di incoraggiamento, per noi di particolare rilievo e significato. 

Un sostegno attivo e convinto che ci è stato assicurato anche dall’IGEA S.p.A. e dal suo Amministratore Unico Michele Caria, che ringrazio per aver favorito le visite presso i loro siti storico naturalistici, a cominciare dalla meravigliosa Grotta di Santa Barbara a Iglesias.

Il mio grato pensiero va alle amministrazioni comunali le quali, comprendendo l’importanza del momento, hanno saputo ricevere con calore e passione le nostre delegazioni. Ringrazio il sindaco di Cagliari Massimo Zedda e l’assessore delle Attività produttive e Turismo Marzia Cilloccu per averci manifestato il loro pieno sostegno e la volontà di lavorare assieme.

Un particolare ringraziamento rivolgo agli amministratori che ci hanno calorosamente accolto nei loro territori ed ai loro eccezionali collaboratori. Mi riferisco al sindaco di Iglesias Emilio Gariazzo e all’assessore della Cultura Simone Franceschi, al sindaco di Masullas Mansueto Siuni e al Direttore del GeoMuseo “Incani” Luigi Sanciu, al Sindaco di Pau Franceschino Sedda e a Carlo Lugliè, Direttore Scientifico del Museo dell’Ossidiana, al sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini e a Filippo Lanzerini, Coordinatore della Summer School dell’Area MAB del Parco di Tepilora e SIC Montarbo, al Sindaco di Lula Mario Calia, al Direttore della Miniera di Sos Enattos Luca Loddo e agli ex minatori Piero Piras e Francesco Sedda, oggi appassionate guide negli stessi luoghi ove un tempo lavorarono.

Di grande importanza si è inoltre rivelato il forte sostegno delle Associazioni attive sul territorio sardo tra le quali ricordo con particolare riconoscenza la Consulta delle Associazioni per il Parco Geominerario con il Coordinatore Giampiero Pinna e Franco Saba, Legambiente Sardegna con il Presidente Annalisa Colombu e Vincenzo Tiana, storico leader dell’associazione.

Ho il piacere infine rivolgere un particolare ringraziamento allo straordinario staff del Parco Geominerario il quale, con rara dedizione e amore per la propria terra, non si è risparmiato per la buona riuscita di quella che ritengo sia stata una vera e propria impresa. A cominciare da Gian Luigi Pillola, che considero parte integrante della nostra squadra, insostituibile amico e collaboratore d’eccezione, passando poi all’infaticabile Direttore F.F. Francesco Muntoni, agli specialisti dell’Ufficio Tecnico Pietrangelo Loru, Roberto Rizzo, Giovanni Zichi e Marco Laconi, alla squadra dell’Ufficio Amministrativo guidato da Elisabetta di Franco con Federica Boi e Monica Porcu, agli esperti di promozione e comunicazione culturale Patrizia Medas e Stefano Sernagiotto, quest’ultimo filmmaker di straordinario valore, alle nostre collaboratrici Sara Cipolla, Rappresentante per la Sardegna dei Giovani UNESCO e Laura Sedda, preparata guida presso i siti storici del Parco, ed infine al nostro coordinatore dell’Ufficio Stampa Alberto Monteverde, Giornalista e appassionato ricercatore di Storia, che ha saputo efficacemente dar conto di questa esaltante tre giorni con articoli ed immagini.

Tuttavia, il mio grazie più sentito va alla nostra straordinaria Sardegna ed ai suoi generosi abitanti che ancora una volta ci hanno permesso di ben figurare, secondi a nessuno, in Italia e nel mondo.  

Prof. Tarcisio Agus

Commissario straordinario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna

Didascalie foto

01 – La delegazione UNESCO ricevuta al comune di Cagliari, accolta dall’assessore alle Attività produttive e Turismo Marzia Cilloccu.

02 – In visita al comune di Masullas.

03 – Lula. Le delegate in visita agli impianti della Miniera di Sos Enattos.

04 – Lula. Sos Enattos. L’ex Tecnico elettricista Piero Piras accanto ad un suo ritratto giovanile. Oggi guida i turisti negli stessi luoghi ove un tempo lavorò.

05 – Alla Biblioteca comunale di Lula per la presentazione della Summer School dell’Area MAB del Parco di Tepilora e SIC Montarbo.

06 – La delegazione in visita a Villa Devoto a Cagliari, sede di rappresentanza della Regione Sardegna, ricevuta da Donatella Spano, assessore della Difesa dell’Ambiente.

07 – Le Delegate a Villa Devoto, in compagnia di Tore Cherchi, Coordinatore del Piano Sulcis.

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Cagliari Molentargius 45 copia Fenicotteri rosa a Molentargius

Il Parco unico regionale prende forma e Goletta Verde di Legambiente ha voluto inaugurare il tour in Sardegna navigando proprio il tratto di mare Molentargius-Santa Gilla con tappa alla Sella del Diavolo, che insieme al Colle di Sant’Elia del Parco sarà parte integrante. «In queste settimane sono stati fatti molti passi avanti per l’istituzione del Parco regionale Molentargius-Santa Gilla, e sono sicuro che grazie alla collaborazione fra la Regione, i Comuni e le associazioni riusciremo a superare le difficoltà normative e a realizzare un progetto importantissimo per tutelare l’ambiente e al tempo stesso creare condizioni favorevoli per sviluppo economico e occupazione», ha detto il vicepresidente della Regione Raffaele Paci a bordo di Goletta Verde con Vincenzo Tiana di Legambiente e gli amministratori dei Comuni coinvolti (Cagliari, Quartu Sant’Elena, Selargius, Quartucciu, Assemini, Elmas, Capoterra).
«Voglio ringraziare i sindaci che stanno dimostrando come di fronte a un progetto importante, utile alla comunità, non esistono schieramenti politici e infatti stanno lavorando tutti insieme allo stesso obiettivo – ha aggiunto Paci -. La Regione sostiene il Parco unico con convinzione, abbiamo approvato una delibera e c’è un gruppo di lavoro costantemente dedicato a questo progetto che comprende anche la valorizzazione di coste, stagni, lagune e colli. Vogliamo dare più opportunità di lavoro garantendo assoluta tutela ambientale, e la realizzazione del Parco darà a questa zona enorme visibilità. I fenicotteri rosa sono la metafora del progetto: attrazione irresistibile per i turisti, sono il simbolo dell’unità dei due luoghi attraverso il cielo e il mare. A questo splendido scenario naturale manca solo il passaggio amministrativo, ma ci stiamo lavorando e sono certo che ce la faremo.»
La storica imbarcazione di Legambiente è arrivata ieri a Cagliari ed è ormeggiata al pontile Marina di Portus Karalis. Il primo appuntamento è stato appunto dedicato al “Grande Parco delle Zone umide dell’area metropolitana di Cagliari: Molentargius – Sella del Diavolo – Santa Gilla”. Ad aprile, a bordo di due battelli, c’era stata la traversata inaugurale. «Fortemente simbolica – ricorda Paci -. I sindaci e Legambiente allora hanno chiesto un forte impegno della Regione e noi l’abbiamo garantito. Faremo tutto il possibile per riuscire a far nascere il Parco in tempi rapidi: per la Sardegna è una grande occasione».