I nostri sindaci avranno uno strumento di controllo potente sulla Sanità a cominciare da mercoledì 21 gennaio – di Mario Marroccu
Il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha convocato, nella sede di via Mazzini, a Carbonia, per mercoledì 21 gennaio 2026, la “Conferenza sanitaria provinciale”. Perché questo fatto è straordinario? Perché la “Conferenza sanitaria provinciale”, pur essendo stata partorita con legge del 27 dicembre 1992, e poi confermata dalla Riforma sanitaria di Rosy Bindi nel 1999, di fatto è come se non
fosse mai esistita. Secondo l’articolo 4 di suddetta legge essa Conferenza dovrebbe essere formata da tutti i sindaci del Distretto sanitario dell’Iglesiente e dai sindaci del Distretto sanitario del Sulcis. I Distretti
sanitari sono due aree territoriali rappresentate dagli 8 sindaci dell’Iglesiente e dai 16 sindaci del Sulcis.
Orbene, per legge, i Consigli dei Distretti hanno il potere di intervenire sui servizi sanitari territoriali, ma non sulla rete ospedaliera. Invece la “Conferenza sanitaria provinciale”, che è formata dall’unione dei due Distretti, può intervenire anche sugli ospedali.
Da quando esiste la Provincia non abbiamo mai sentito parlare di interventi della Conferenza dei sindaci sugli ospedali o le liste d’attesa. Al massimo abbiamo letto nei quotidiani locali parole di protesta sia di
sindaci che di isolati cittadini. Non abbiamo mai visto tracce di risposte dalla politica regionale o dalla Sanità ufficiale perché la protesta non perveniva al loro indirizzo. Il senso di delusione e di impotenza dei nostri rappresentanti politici locali derivava dall’assenza di canali di comunicazioni ufficiali tra essi e le direzioni sanitarie. Questo perché il Direttore generale della ASL deve, per mandato, rispondere
direttamente solo all’assessore regionale della Sanità, che è l’unica sua autorità sovraordinata. Pare che oggi la “Conferenza sanitaria provinciale”, detta anche “Conferenza dei sindaci”, sia stata istituita e concretamente strutturata. Perché è importante? Perché i cittadini fino ad oggi potevano manifestare ai sindaci il proprio bisogno assistenziale ma i sindaci potevano solo allargare le braccia per dichiarare la
loro impotenza. Coll’entrata in funzione della “Conferenza provinciale sanitaria” i sindaci potranno valutare, approvare, o disapprovare e respingere, il Piano sanitario, e potranno valutare positivamente o
negativamente il Direttore generale della ASL. La valutazione, da mercoledì 21 gennaio 2026, non sarà solo uno sfogo giornalistico, ma verrà verbalizzata e consegnata all’assessore regionale della Sanità. La valutazione, positiva o negativa, potrà comportare conseguenze importanti sulla carriera del Direttore generale il quale potrà essere approvato, anche promosso economicamente, oppure allontanato dalla sue funzioni.
I componenti della Conferenza sanitaria provinciale che si riunirà mercoledì 21 gennaio devono avere ben chiari:
– i propri poteri e le proprie responsabilità;
– i bisogni sanitari della popolazione che li ha eletti;
– le condizioni in cui versano la medicina territoriale e quella ospedaliera;
– cosa chiedere per le “liste d’attesa”.
– quale sarà il futuro programma decennale o pluridecennale per la nuova rete ospedaliera;
– quale organizzazione immediata dare agli ospedali, in attesa della futura rete ospedaliera.
Soprattutto, dovrà essere ben chiaro il potere che hanno di far decadere una dirigenza ASL non capace di dare risposte. Proprio la “valutazione” sarà il peso da mettere in un piatto della bilancia quando si dovrà contrattare con la dirigenza.
Da subito, da mercoledì 21 gennaio 2026, i sindaci potranno utilizzare canali ufficiali per depositare le loro osservazioni e la loro valutazione, nel bene e nel male, sulla dirigenza.
Le osservazioni, descritte in un documento protocollato, avranno diversi destinatari:
1°- l’Ufficio del presidente della Conferenza: ad esso i sindaci o i presidenti di Distretto potranno presentare le loro osservazioni scritte e protocollate;
2°- il presidente della Conferenza provinciale: invia al Direttore generale della ASL le osservazioni e le richieste dei Sindaci, che poi lo valuteranno;
3°- il presidente della Giunta regionale e l’assessore della Sanità: a questi verrà comunicata l’approvazione o il respingimento del Piano attuativo locale del Direttore generale della ASL.
Di converso il Direttore generale della ASL è tenuto a trasmettere al presidente della Conferenza sanitaria provinciale gli atti come: bilancio di esercizio e piano attuativo. La Conferenza dei sindaci li esamina entro 20-30 giorni e formula osservazioni scritte.
I sindaci possono presentare, al presidente della Conferenza, mozioni su temi specifici (come posti letto, personale, liste d’attesa, eccetera) avanzate in Consiglio comunale, o a titolo personale. Queste mozioni, se approvate dalla Conferenza, diventano osservazioni ufficiali rivolte al Direttore della ASL.
La Conferenza provinciale dei Sindaci esprime annualmente una “valutazione” sull’andamento generale della ASL. Tale valutazione viene verbalizzata e inviata all’assessore regionale della Sanità.
La Conferenza sanitaria provinciale dei Sindaci ha il potere di intervenire sui seguenti temi:
1° – La Programmazione territoriale dei servizi sanitari che deve essere coerente con i peculiari bisogni sanitari della popolazione.
2° – Il Bilancio economico e la corretta ripartizione delle risorse tra i due distretti.
3° – la Qualità dei Servizi segnalando i disservizi e avanzando le proposte di intervento.
La Conferenza sanitaria provinciale è uno strumento capace, in caso di differenza di vedute, di generare sequele politiche nei rapporti con la Regione; può condizionare la carriera del Direttore generale e il
futuro dello stesso assessore regionale alla Sanità.
Per la prima volta dal 1992, con la fine della legge sanitaria di Tina Anselmi e l’epoca delle riforme successive, esiste un soggetto concreto che consente al cittadino di rapportarsi in una posizione più forte con la dirigenza del sistema sanitario, attraverso i suoi diretti rappresentanti: i sindaci, i Consigli comunali e la Provincia.
Mario Marroccu
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