Un narratore, l’attore, regista e autore teatrale Alessandro Anderloni, Alessandro Foresti all’organo, e due protagonisti della scena musicale sarda: la cantante Elena Ledda e il compositore, ricercatore e strumentista Mauro Palmas al liuto cantabile. Sono gli interpreti di “Le sette parole di Gesù in croce” con le musiche di don Pietro Allori adattate per questo organico nel rispetto della linea melodica originale e del linguaggio del Maestro: l’evento è in programma domani (venerdì 13 marzo) alle 18.30 a Iglesias, nella Cattedrale di Santa Chiara, e sette sere dopo – venerdì 20 – a Quartu Sant’Elena, nella Basilica di Sant’Elena Imperatrice, con inizio alle 19.00; fra le due date in terra sarda, anche una replica oltre Tirreno: sabato 14 (alle 20.45) a Tavernola Bergamasca (BG), nella Parrocchiale Santa Maria Maddalena, sempre con ingresso gratuito.
“Le sette parole di Gesù in croce” si rifa all’antico rito del Venerdì Santo delle Tre ore di agonia di Cristo, una tradizione per lungo tempo profondamente radicata nella vita spirituale di Iglesias. Le musiche di don Pietro Allori, composte olte quarant’anni fa e oggi riproposte in una nuova interpretazione, riportano alla luce quella memoria, conservandone il nucleo spirituale e restituendo il senso dell’antico rito. Per secoli, il Venerdì Santo a Iglesias, infatti, è stato segnato dalla celebrazione delle Tre ore d’agonia. Il momento liturgico, costruito sull’alternanza di predicazione, letture evangeliche e canti popolari, aveva al centro la meditazione sulle sette parole pronunciate da Gesù sulla croce. Il rito si articolava in sette sermoni affidati a predicatori invitati per l’occasione, preceduti da un’introduzione e conclusi da una meditazione finale. Le cronache dell’epoca raccontano che la celebrazione non rimaneva confinata alla cattedrale, ma coinvolgeva più ampiamente l’intera comunità cittadina.
Quando don Pietro Allori, maestro di cappella del duomo di Iglesias, si confrontò con il tema delle Sette parole, la tradizione delle Tre ore d’agonia era già venuta meno, dopo la chiusura della cattedrale nel 1947 e le successive riforme liturgiche. Il compositore non ebbe modo di assistere direttamente al rito, ma ne ricostruì struttura, modalità e atmosfera devozionale grazie alle testimonianze di monsignor Luigi Cinesu, cancelliere della Curia vescovile e suo collaboratore per oltre trent’anni. Considerato l‘ultimo predicatore delle Tre ore d’agonia prima della loro sospensione, monsignor Luigi Cinesu rappresentò per Allori un riferimento decisivo, custode di una memoria liturgica e musicale che il compositore trasformò in materia sonora con rinnovata intensità.
La riflessione di Pietro Allori su questo tema si sviluppò in due momenti distinti, nel 1980 e nel 1983, dando origine a due lavori differenti ma uniti dallo stesso intento: tradurre in musica la densità teologica e drammatica del testo evangelico. Nacquero così due opere complementari: la prima, del 1980, con un’impostazione corale; la seconda, del 1983, si configura invece secondo la forma dell’oratorio classico: i solisti interpretano i personaggi evangelici, il coro a quattro voci rappresenta la voce del popolo, mentre l’impianto musicale rinuncia agli strumenti e si fonda sull’uso della modalità gregoriana.
La versione proposta ora prende le mosse proprio dalla composizione del 1983 e ne offre una nuova configurazione espressiva. La scrittura originale è stata adattata per voce sola, organo e liuto cantabile, mantenendo con piena fedeltà la linea melodica che in origine era affidata ai soprani, mentre l‘intreccio armonico, sostenuto dalle parti di contralti, tenori e bassi, viene qui ricostruito e affidato all’organo e al liuto, che ne conservano l’equilibrio e la funzione espressiva, in continuità con il linguaggio musicale pensato da don Pietro Allori. In questa prospettiva, la nuova veste musicale dialoga idealmente con la storia del rito, restituendo attraverso il suono ciò che le fonti descrivono come un’esperienza comunitaria profondamente radicata
Il progetto è curato dall’Archivio Storico Diocesano di Iglesias con l’organizzazione delle associazioni culturali Elenaledda Vox e Àissa Màissa, con il contributo dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, e del Comune di Quartu Sant’Elena.




Importante aggiornamento nel calendario internazionale della classe O’Pen Skiff: il Campionato Europeo in programma a Calasetta dal 25 al 31 luglio 2026 sarà elevato a Campionato del Mondo della classe.
La decisione è stata comunicata dalla classe internazionale O’Pen Skiff a seguito della situazione che coinvolge Tahe Outdoors France, azienda produttrice dell’imbarcazione, che il 27 febbraio 2026 ha avviato una procedura di riorganizzazione giudiziaria presso il Tribunale Commerciale di Vannes, in Francia. La procedura consente all’azienda di proseguire l’attività mentre viene gestito un processo di riorganizzazione e di possibile ingresso di nuovi investitori.
Per garantire la qualità organizzativa e sportiva dei grandi eventi della stagione, la classe ha deciso di non disputare nel 2026 il Campionato del Mondo originariamente previsto in Australia, a causa delle incertezze legate alla disponibilità e alla quantità di barche charter necessarie per un evento di questo livello.
Di conseguenza, il Campionato Europeo di Calasetta assumerà lo status di Campionato del Mondo 2026, diventando l’appuntamento principale della stagione internazionale per la classe giovanile.
L’evento sarà organizzato dalla Lega Navale Italiana Sezione Sulcis, con il supporto della Federazione Italiana Vela, e porterà in Sardegna centinaia di giovani velisti provenienti da tutto il mondo.
La scelta rappresenta anche un importante riconoscimento per il lavoro svolto negli ultimi anni dal territorio nell’organizzazione di eventi internazionali dedicati alla classe O’Pen Skiff e conferma la Sardegna come uno dei poli di riferimento della vela giovanile internazionale.
“Quando il carcere è donna” è il tema dell’incontro dibattito in programma domani pomeriggio, a partire dalle 17.00, nella sede del Mutuo Soccorso di Iglesias (via XX settembre n. 84 palazzo Upim). Promosso dall’associazione La Mandragola, dall’Anpi e dallo SPI Cgil nell’ambito delle iniziative per la Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, l’appuntamento intende approfondire il tema della detenzione femminile. Hanno aderito all’iniziativa Arci, Soims e Casa Emmaus di Iglesias, l’incontro sarà introdotto da Maria Luisa Tocco e Gabriella Masala rispettivamente presidenti de “La Mandragola” e dell’ANPI. Seguirà una relazione di Maria Grazia Caligaris, presidente di “Socialismo Diritti Riforme” a cui seguirà il dibattito.
Interverranno, tra gli altri, Mario Tuscano, Alberto Sechi, presidenti rispettivamente dell’ARCI e della Soims e Maria Antonietta Piras in rappresentanza delle donne SPI Cgil. A caratterizzare l’incontro sarà la testimonianza di una detenuta Lorella Stefani, attualmente ospite di Casa Emmaus.
«La condizione femminile nelle carceri italiane e sarde – ha osservato Maria Luisa Tocco – è poco nota e scarsamente oggetto di analisi. L’appuntamento di domani intende indagare su questa realtà spesso trascurata in un momento in cui si celebrano gli 80 anni del voto alle donne e in concomitanza con la Giornata Internazionale dei Diritti. Un’occasione per riflettere e comprendere chi sconta una pena e chi lavora per il recupero sociale delle persone detenute.»
Sabato 14 marzo 2026, alle ore 18,30, all’Ex Ba museo del Surf, a Buggerru, si terrà “Oltre il traguardo: Arte, Sport e Movimento motori di Rinascita, incontro con chi ha trasformato la sfida in bellezza correndo sui sentieri del Trail Marganai.
Il Trail non è solo una sfida contro il tempo, ma un viaggio profondo verso la propria forza interiore. In occasione della gara internazionale Trail del Marganai, vi invitiamo a scoprire come la rinascita possa avere i colori dell’arte e il ritmo della corsa.
Mentre i sentieri si animano per la competizione, ci fermiamo per raccontare una gara diversa: quella verso l’inclusione. Un incontro unico dove la fatica della montagna incontra la creatività. Scopriremo come una protesi possa trasformarsi da ausilio tecnico a opera d’arte, ascoltando le storie di chi ha fatto del movimento una scelta di libertà. Dimostreremo che non esistono vette irraggiungibili quando il coraggio sposa l’immaginazione, dando voce a chi sfida la pendenza con gambe artificiali e a chi ha trasformato il metallo in emozione.
L’iniziativa è sostenuta con convinzione dalla Fondazione Mazzola, da sempre attenta ai valori dell’inclusione attraverso lo sport, e da Mytho Salute, leader nella nutrizione per la vita e la performance.
Programma del convegno
Ore 18.30 – Apertura e saluti
Benvenuto degli organizzatori, delle autorità locali e dei rappresentanti della Fondazione Mazzola e di Mytho Salute.
Introduzione: “Perché il Trail Running è, per eccellenza, lo sport dell’inclusione”.
Ore 18.40 – Correre con il Cuore oltre gli Ostacoli
Testimonianze di atleti amputati: storie di sentieri, sfide tecniche e traguardi personali nel mondo outdoor.
Saranno presenti: Roberto Zanda, Lino Cianciotto, Salvatore Cutaia, Cesare Galli, Umberto Palagino.
Ore 19.00 – L’Arte della Rinascita
Presentazione del progetto di decorazione delle protesi.
Tania Cancedda, artista: come nasce il design di una protesi personalizzata e il valore psicologico del colore nel processo di guarigione.
Ore 19.15 – Arte, Sport e Disabilità: un futuro a colori
Dialogo aperto tra atleti, artisti e pubblico: rendere gli eventi sportivi internazionali sempre più accessibili, umani e senza barriere.
Prosegue il viaggio della FieraOFF – Fiera del Libro di Argonautilus 2026 “Naviganti” con una nuova tappa a Portoscuso. L’appuntamento è fissato per oggi, giovedì 12 marzo, alle ore 18.30, nella Sala Fratelli Fois, dove sarà ospite lo scrittore Giuseppe Corongiu con il suo libro “Gherras”, pubblicato da Janus Editore.
L’incontro, inserito nel programma della rassegna diffusa che accompagna la XI edizione della Fiera del Libro di Argonautilus 2026, offrirà al pubblico l’occasione di dialogare su un tema di stringente attualità, visto dalla prospettiva dell’Isola. A conversare con l’autore sarà Enrico Putzolu.
Gherras – termine che in sardo richiama l’idea di guerra e conflitto – è una raccolta di racconti che attraversa storie e tensioni della contemporaneità, restituendo attraverso la scrittura un affresco intenso di umanità, paesaggi interiori e contraddizioni sociali. I personaggi che popolano queste pagine si muovono lungo territori segnati da fratture e resistenze, dando voce a una narrazione potente e radicata nella realtà.
La serata sarà occasione per approfondire i temi del libro, il percorso dell’autore e il rapporto tra lingua, identità e racconto del presente. Come negli altri incontri della rassegna, il dialogo con il pubblico sarà parte integrante dell’evento, favorendo un confronto diretto tra autore e lettori.
L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale Argonautilus APS, in collaborazione con il comune di Portoscuso.
Ingresso libero.
Per informazioni: argonautilusinfo@gmail.com – WhatsApp 329 2419488.
Il conto alla rovescia per il 4° Rally Sulcis Iglesiente è già scattato. Il 13-15 marzo, sulle strade di 12 comuni del territorio, i 77 equipaggi in gara, 68 nel rally moderno e 9 nello storico, affronteranno un percorso che, nell’edizione 2026, prevederà tante conferme e altrettante novità. Dei 71,84 chilometri cronometrati, distribuiti in 10 speciali, e dei 392,84 chilometri totali da percorrere in due giorni, si è parlato con Edoardo Di Lauro, responsabile della sicurezza del Rally Sulcis Iglesiente nonché colui che, con Davide Spanu della
Mistral Racing, decreta il percorso della manifestazione.
Importante sottolineare che i tratti stradali interessati dalle prove verranno chiusi al traffico 80 minuti prima della partenza della prima vettura in gara nella speciale e riaperti dopo il transito della “vettura scopa”, che chiuderà il convoglio di sicurezza dopo l’ultimo equipaggio. Si ricorda che orari e i blocchi indicati potrebbero subire delle modifiche dettate da ragioni di sicurezza. La direzione gara, attraverso i dispositivi di tracking, gli ufficiali di gara e le forze dell’ordine dislocate lungo il tracciato, vigilerà e gestirà eventuali criticità sul percorso.
La descrizione. «Ringrazio innanzitutto Davide Spanu, che in questi anni ha sviluppato una grande abilità come tracciatore delle prove che ho l’onore di cucire assieme a lui e sulle quali coordino l’operativo – spiega Edoardo Di Lauro –. Siamo alla quarta edizione e proponiamo nuovi elementi di sfida in una delle gare che in Sardegna ha la maggiore partecipazione di pubblico. In una gara apparentemente corta, poco più di 70 km cronometrati, vogliamo che la pedana finale sia un sollievo dopo che ci si è riempiti gli occhi in gara. Ripeteremo quanto fatto gli scorsi anni con le verifiche in piazza Sella, a Iglesias, nel pomeriggio di venerdì dopo un’intera giornata di ricognizioni. La mattina di sabato continueranno le verifiche e ci sarà lo shakedown del Pan di Zucchero. Abbiamo ripreso sostanzialmente invariato questo tratto di strada utilissimo: sono i primissimi chilometri competitivi della stagione in Sardegna e sono, anche se differenti in parte dal percorso della nostra gara, un ottimo banco di prova, oltre che una delle grandi cartoline di questo evento.»
Alle 15.00 di sabato 14 marzo la partenza cerimoniale in piazza Sella, a Iglesias, alla volta della speciale iglesiente di Is Arruastas (4,67 km, partenza della prima vettura alle 15.15 e alle 18.25), dove nonostante il tracciato sia lo stesso si registra un completo cambiamento rispetto dallo scorso anno in quanto riasfaltata di recente per un lungo tratto e dunque la prova si prospetta molto più veloce. Invariata la seconda speciale, Bacu Abis (9,42 km, ore 15.55 e 19.05), che comincia ad avere un carattere a livello di setup molto complesso: sarà la prima sfida nella prima sfida, non solo per l’equipaggio ma anche per i team.
Al termine del primo giro, ci sarà il nuovo riordino di Portoscuso.
«Anche qui auspichiamo di creare una bella cartolina del nostro territorio, seguito dal ritorno al parco assistenza di Iglesias. Il secondo giro è come sempre quello un po’ più tendente alle ore crepuscolari, dunque un’evoluzione della temperatura dell’asfalto e della sede stradale, soprattutto sulla prova di Is Arruastas, dove la componente non ancora asfaltata probabilmente darà via a un’evoluzione del grip soprattutto per gli ultimi equipaggi in gara. Chiusura della prima tappa alle 19.45 con il parco chiuso al campo Monteponi dopo aver compiuto però un un passaggio in pedana per dar modo agli equipaggi di condividere quel pubblico le impressioni a caldo su quanto vissuto nella giornata del sabato» anticipa il responsabile del percorso.
La giornata della domenica inizierà alle 7.50 con l’uscita delle auto dal riordino del Monteponi per far rotta verso il parco assistenza di Carbonia prima di affrontare il primo dei due passaggi sulle tre prove di giornata. Si comincerà con la Santadi-Nuxis (7,49 km, ore 9.45 e 13.35), che quest’anno verrà percorsa in senso contrario rispetto alle edizioni precedenti della gara e, alla luce dell’andamento collinare del tracciato, cambia completamente la propria natura diventando di fatto un’inedita. «Poi la new entry Villaperuccio-
Piscinas (8,01 km, ore 10.10 e 14.00), che permetterà di entrare nella comunità e far sì che il rally venga respirato a pieni polmoni da chi utilizza tutti i giorni quelle strade. Sono tre differenti tipologie di strada messe assieme, un andamento molto complesso da interpretare, che darà rilievi cronometrici interessanti.»
A seguire il controllo a timbro a Giba, a cui sarà abbinata la zona di assistenza remota per le vetture storiche, e poi la speciale Perdaxius (6.33 km, ore 11 e 14.50) diventata, negli anni, un grande classico grazie all’apprezzatissima inversione su sterrato nei pressi del campo sportivo e che stavolta è proposta in una versione allungata di 900 metri nel settore finale. «Un tratto molto complesso che richiede un’altezza vettura e una regolazione della componente idraulica completamente differente: questo fa sì che l’intero giro di prove venga un po’ stravolto e si venga data grande importanza anche ai preparatori delle vetture, altri attori fondamentali.»
Dopo il primo passaggio sulle prove della domenica, previsti il riordino a San Giovanni Suergiu (dalle 11.30), definito da Edoardo Di Lauro uno dei migliori in Sardegna per la grande e calorosa accoglienza riservata agli equipaggi, e l’ingresso in parco assistenza a Carbonia, a partire dalle 12.15. Un parco dentro la città, una sfida che consente alla gente di conoscere ancora meglio la realtà dei rally. Anche nel secondo giro i concorrenti dovranno effettuare un controllo a timbro a Giba dopo la Villaperuccio-Piscinas. Ci sarà un’evoluzione del grip anche in base al cambiamento delle temperature e la scelta delle mescole sarà determinante. Arrivo e cerimonia di premiazione ospitati come da tradizione, in Piazza Sella, a Iglesias, dalle 16.00.
Il Rally Sulcis Iglesiente sarà il 1o round della Coppa Rally di Zona 10 e del Campionato Regionale Delegazione Sardegna Aci Sport e sarà valido anche per la Gr Yaris Rally Cup, il Michelin Trofeo Italia National, il Trofeo Pirelli Accademia Crz e assegnerà il Trofeo Cammino Minerario di Santa Barbara (1o equipaggio “due ruote motrici”)e il Memorial Tommy Rossi (ultimo in classifica). Il 4o Rally Sulcis Iglesiente è organizzato dalla Mistral Racing col supporto della Regione Sardegna, della Provincia del Sulcis Iglesiente, della Delegazione Sardegna Aci Sport, dell’Aci Cagliari, della Fondazione di Sardegna, della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e di dodici comuni: Iglesias, Carbonia, Giba, Gonnesa, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, San Giovanni Suergiu, Santadi, Tratalias e Villaperuccio.
Tutte le informazioni sul sito ufficiale wwww.rallysulcisiglesiente.com e sui profili Facebook e Instagram della manifestazione.


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Il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu, è stato eletto all’unanimità presidente del Consorzio Industriale Provinciale Sulcis Iglesiente (SICIP). L’Assemblea, riunita stamane nella sede del Consorzio, a Portoscuso, ha inoltre proceduto all’elezione, anch’essa all’unanimità, del Consiglio di amministrazione, composto da:
I nuovi componenti del Consiglio di amministrazione subentrano a Elvira Usai, sindaca di San Giovanni Suergiu ed Emanuele Pes, sindaco di Tratalias.
«L’elezione unanime della presidenza e del Consiglio di amministrazione rappresenta un importante momento di convergenza istituzionale attorno al ruolo strategico del Consorzio per lo sviluppo economico del territorio – si legge in una nota -. Il SICIP opera, infatti, per promuovere e sostenere l’insediamento e la crescita delle attività produttive nell’area industriale del Sulcis-Iglesiente, mettendo a disposizione infrastrutture, servizi e opportunità per le imprese.»
«L’Assemblea ha espresso piena fiducia nel dott. Pietro Morittu, sindaco di Carbonia, riconoscendone l’impegno istituzionale e la conoscenza delle dinamiche economiche e sociali del territorio. La sua guida sarà orientata a rafforzare il ruolo del Consorzio come motore di sviluppo industriale, innovazione e attrazione di investimenti nel Sulcis.
Nel ringraziare i componenti dell’Assemblea per il clima di collaborazione che ha accompagnato la votazione, la nuova governance del Consorzio ribadisce la volontà di continuare a lavorare in stretta sinergia con gli enti locali, le imprese e le istituzioni regionali per sostenere il rilancio produttivo e occupazionale dell’area.»


