Navigantes 2026 fa tappa a Sant’Antioco
“Navigantes – La carovana dell’identità”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Maria Carta che porta i suoni, i canti, le musiche, i balli e i colori degli abiti tradizionali della Sardegna nelle comunità sorelle, per il 2026 farà tappa a Sant’Antioco, domenica 4 ottobre. Si tratterà della quarta edizione dopo quelle già organizzate a Barcellona nel 2023, a Bonifacio in Corsica nel 2024 e a Carloforte nel 2025. Una formula che sarà riproposta anche stavolta, con un’altra “invasione pacifica” di centinaia di sardi che attraverseranno in sfilata il centro di Sant’Antioco. Parteciperanno gruppi in abito tradizionale dei diversi territori della Sardegna, le maschere dei Mamuthones e Issohadores della Pro loco di Mamoiada, i suonatori degli strumenti della tradizione, come le launeddas e gli organetti diatonici, i canti a tenore e le voci femminili, insieme ai Tamburini di Oristano. Non mancheranno i gruppi antiochensi.
Questa mattina (giovedì 6 agosto) l’edizione del 2026 di “Navigantes” è stata presentata ai media nella sala consiliare del Comune di Sant’Antioco. Sono intervenuti il sindaco Ignazio Locci, Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, e Luca Mereu, assessore comunale della Cultura. Hanno partecipato le associazioni locali che hanno garantito la massima disponibilità per la buona riuscita dell’evento.
«Il nostro viaggio continua: riproponiamo “Navigantes” con rinnovato entusiasmo per il quarto anno – dichiara Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta -. Anche in questa occasione vogliamo rafforzare il legame tra due isole che condividono condizioni storiche e culturali. Ci sono elementi caratteristici come la musica, gli scambi turistici e, come ho già detto in occasione delle scorse edizioni, anche i rapporti tra i giovani che costituiscono quel ponte in grado di generare nuove e stabili relazioni. Tutto questo in un contesto sempre più europeo.»
Stavolta i legami sono davvero stretti, anche da un punto di vista linguistico. E non bisogna dimenticare che il patrono della nostra regione è proprio Sant’Antioco.
«Insomma, andiamo su un’altra isola ma rimaniamo in Sardegna. Con l’auspicio che il prossimo anno si possa portare Navigantes a La Maddalena – prosegue Leonardo Marras -. Sin dalla prima edizione di Navigantes, quale simbolo di viaggio dei sardi, abbiamo utilizzato l’immagine di una navicella nuragica, rinvenuta nel territorio di Bultei nel 1949 ed esposta al Museo Archeologico di Cagliari.»
Viaggiare, questo il messaggio dell’iniziativa, ha adesso un significato particolare. I nostri nonni e bisnonni raggiungevano luoghi lontani, in cerca di lavoro e fortuna. La Fondazione Maria Carta, oggi, porta più semplicemente la cultura popolare, le tradizioni della Sardegna, per un confronto con l’altro, che mai va inteso come un ostacolo. La diversità, anzi, significa arricchimento.
«Il progetto “Navigantes” incarna la visione del viaggio che non è soltanto geografico, ma soprattutto culturale e umano, nel quale costumi, musiche, canti, danze e tradizioni diventano strumenti di incontro, conoscenza reciproca e valorizzazione dell’identità collettiva – commenta il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci -. La nostra è una terra di antiche civiltà e di secolari tradizioni, crocevia di popoli e culture nel cuore del Mediterraneo e quindi non possiamo che condividere pienamente questi valori. Per tale motivo, riteniamo che ospitare “Navigantes 2026” rappresenti un’importante occasione di crescita culturale e di promozione del nostro territorio, oltre che un momento di grande partecipazione per tutta la comunità.»
«Ogni paese, ogni territorio della Sardegna ha una storia diversa da raccontare, un costume, una musica, una lingua, un’identità che lo rende unico. E la cosa più bella è che questa diversità non ci divide: ci rende più ricchi – aggiunge Gianluca Mereu, assessore comunale della Cultura -. Navigantes nasce proprio per questo: per farci incontrare e riscoprire attraverso i tanti gruppi che sfileranno. Ognuno porterà un pezzo della propria terra e, tutti insieme, ci ricorderanno che la Sardegna è una sola, ma ha mille anime. E siamo davvero felici che il prossimo appuntamento di questo viaggio sia proprio a Sant’Antioco, il 4 ottobre, dove avremo l’onore di accogliere tutte queste straordinarie espressioni della nostra identità.»
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