Presentato a Perdaxius il libro “Fernando o della melanconia dell’irreversibile”
Fernando o della melanconia dell’irreversibile è un romanzo che lascia il segno perché ogni pagina è verace. L’autore Andrea Serra delinea la situazione senza speranza del Sulcis-Iglesiente che ha avuto un grandioso passato minerario sostituito poi dall’industria dell’alluminio.
Il protagonista muore, metafora di un’epoca ormai finita. Andrea Serra ha scritto un capolavoro perché nella sua opera c’è tutto quello che tocca l’anima nel profondo: riflessioni sull’esistenza, sentimenti di affetto spesso inespressi, la dura quotidianità di chi vive il dramma della precarietà lavorativa.
Ho conosciuto questo libro grazie alla presentazione tenutasi il 3 agosto 2026 nell’ameno parco di San Leonardo, a Perdaxius, dove nell’ambito del festival culturale LiberEvento Claudio Moica ha dialogato con l’autore, del quale si apprezzano subito la solida cultura, la profondità di pensiero e l’umiltà.
Fernando o della melanconia dell’irreversibile è un romanzo che ogni Sardo dovrebbe leggere perché è il ritratto dei nostri tempi e della nostra Isola.
Andrea Serra, docente di Storia del Pensiero Politico presso l’Università di Cagliari, ha delineato il presente, ma quale futuro invece prospettare per il nostro territorio nell’epoca della globalizzazione, dell’intelligenza artificiale generativa, della robotica? Mentre la Cina annulla migliaia di corsi di studio ormai obsoleti, che cosa si può fare in Sardegna oltre a impiantare pale eoliche e pannelli fotovoltaici? Possono il turismo, l’artigianato, la cultura, i servizi, la telematica creare opportunità di lavoro che compensino i posti vuoti dell’agroalimentare e dell’industria?
Attendo la prossima opera, utopistica o realistica, ma che sarà sicuramente gradevole leggere visto il talento narrativo del giovane professore carboniense.
Simona Pirosu

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