Continuano in Sardegna le selezioni per il concorso Nazionale Miss Reginetta d’Italia in previsione della Finale Nazionale che si terrà entro il mese di settembre.
Il 7 febbraio avrà luogo la terza selezione presso la boutique Carla Fashion Moda a Carbonia. Le miss vincitrici della selezione parteciperanno di diritto alla Finale Regionale ad agosto.
Durante la selezione si svolgerà anche un casting per le aspiranti miss che vogliono avvicinarsi a questo mondo.
Per iscriversi è necessario avere dai 14 ai 60 anni e un’altezza minima di 160 cm, le miss partecipano divise per categorie in base all’età.
Sulle pagine social del concorso è possibile reperire tutte le informazioni necessarie e i contatti della referente sarda del concorso Lucia Manca.
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Il percorso parte da un’analisi lucida e realistica dello stato attuale: una realtà che presenta criticità organizzative e strutturali, ma anche e, soprattutto, significativi margini di miglioramento e numerose opportunità di sviluppo. Proprio questa condizione consente oggi di intervenire su più livelli in modo sistematico, rafforzando la capacità di programmazione senza perdere di vista la gestione delle emergenze.
La direzione strategica individua con chiarezza l’obiettivo principale: definire una visione condivisa del futuro dell’Azienda, rafforzando l’offerta sanitaria sul territorio e potenziando, in parallelo, i servizi ospedalieri. L’innalzamento dell’età media della popolazione rende, infatti, imprescindibile un deciso orientamento verso il rafforzamento dell’assistenza territoriale, con la capacità di presidiare sulla attività prevenzione (screening, promozione della salute in generale) anche attraverso una stretta collaborazione con i Comuni.
In questo contesto si colloca anche il forte impulso allo sviluppo della telemedicina e del telemonitoraggio, strumenti chiave per intercettare precocemente i cittadini in condizioni di apparente benessere e prevenire l’aggravarsi delle patologie croniche, come nel caso dello scompenso cardiaco.
Sul fronte ospedaliero, una forte integrazione tra le équipe dei due presidi e la mappatura dei percorsi clinici, orientate alla crescita professionale e al raggiungimento dell’eccellenza assistenziale, dovranno favorire lo sviluppo strutturato dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA), con particolare attenzione ai PDTA oncologici dedicati ai tumori della mammella, del colon e della prostata, nonché ai principali PDTA clinici, quali quelli relativi alla frattura di femore, all’ictus e ad altre condizioni ad alta complessità.
Indispensabili in questa fase sono il potenziamento delle Centrali Operative Territoriali (COT), con una cabina di regia tecnologica di monitoraggio che potrebbe trovare collocazione a Iglesias, insieme allo sviluppo dei percorsi di pre ospedalizzazione e del Centro Accoglienza Servizi (CAS) per i pazienti oncologici.
Tra le priorità operative figura, infine, la progressiva riapertura delle strutture oggi solo parzialmente operative a causa della carenza di personale. Un obiettivo che passa dal recupero dell’attrattività dell’Azienda, attraverso una chiara graduazione delle funzioni, il conferimento di incarichi di alta professionalità, l’utilizzo mirato di risorse come le RAR e il coinvolgimento degli specializzandi.
Un insieme di azioni che mira a costruire un sistema sanitario più solido, moderno e vicino ai bisogni della comunità, capace di trasformare le difficoltà attuali in un’occasione concreta di crescita e innovazione.

Prenderanno il via a breve, a Sant’Antioco, le attività del progetto MuseoDiffuso.exe, che da anni si svolgono negli spazi comunali dell’ex Monte Granatico, in piazzetta Padre Bruno Orrù, a Sant’Antioco. Ma da quest’anno il progetto si innova e si amplia, grazie alla buona riuscita della partecipazione al bando “Ecosistemi Culturali al Sud Italia 2024″ promosso da Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e Fondazione Con Il Sud. Il progetto, che impegna ben 425mila euro su quattro annualità ed è stato ribattezzato “MuseoDiffuso.exe – Granaio di comunità”, è il risultato della collaborazione tra Ottovolante Sulcis APS (ente capofila) e il comune di Sant’Antioco (ente co-finanziatore), con il co-finanziamento della Fondazione di Sardegna e la partecipazione di Cooperativa Archeotur SRL, Le Api Cooperativa Sociale e Cooperativa Sociale Millepiedi Onlus.
“MuseoDiffuso.exe – Granaio di comunità” è un progetto finalizzato alla valorizzazione dell’immobile ex Monte Granatico, nel centro storico di Sant’Antioco, ora sede del progetto sperimentale per la creazione di un centro esperienziale di interpretazione, valorizzazione e promozione innovativa del territorio. Attraverso la coprogettazione dei partner, si intende creare un ecosistema culturale che metta a sistema la valorizzazione dell’immobile storico, il patrimonio culturale materiale e immateriale e i soggetti che partecipano alla vita comunitaria, per favorire il rafforzamento del legame tra identità culturale e comunità territoriale e generare processi di sviluppo locale.
Il programma prevede l’ampliamento e il miglioramento delle attività già avviate, puntando su uno spazio polifunzionale, contenitore di eventi e generatore di contenuti, creato da e per i giovani. Per disporre di spazi più ampi e attrezzati accessibili a chiunque, sono inoltre previsti interventi sulla struttura al secondo piano e sulla copertura.
Prima minatore, poi dirigente minerario e infine consigliere regionale, Giampiero Pinna è stato soprattutto questo: un uomo profondamente innamorato della Sardegna e della sua gente. Così, quando cessarono le estra zioni e centinaia di lavoratori rischiarono di cadere in miseria insieme alle loro famiglie, compì un gesto che nessuno si sarebbe aspettato: scese sottoterra e per un anno visse nella Sala Argani di Pozzo Sella, nella miniera di Monteponi. Fu la più lunga occupazione nella storia dell’isola.
Giampiero Pinna voleva che il Parlamento, dopo troppi rinvii, approvasse il progetto del Parco geominerario, essenziale per creare indotto turistico e avviare la
bonifica ambientale del territorio. Intraprese così una lotta dura ed eroica, raccontata in prima persona tra le pagine di questo libro, completato poco prima che venisse a mancare.
Mentre questo ex minatore tra il 2000 e il 2001 viveva nelle viscere della terra, la gente si mobilitava per sostenere la sua battaglia e provare così a dare un futuro al territorio e ai propri figli. Senza contare i tanti che, come Rita Borsellino o gli Inti-Illimani, vennero da fuori a portargli la loro solidarietà.
Su due piani paralleli, dal buio di Pozzo Sella alla luce del Sulcis Iglesiente, ecco l’epopea profondamente umana del mondo minerario che andava a morire e la lotta di un’intera comunità.
Gli autori
Andrea Mattei (Roma, 1964), giornalista, è caporedattore alla «Gazzetta dello Sport» dove cura – tra l’altro – una pagina web dedicata all’Arte di Camminare. Con Ediciclo ha pubblicato L’arte di fare lo zaino (2018), La Via dei Sassi. Da Bari a Matera lungo il Cammino materano (2018) e In cammino per la libertà. Passi di resistenza umanitaria in Abruzzo (2024).
Daniela Palumbo (Roma, 1965) è scrittrice e giornalista a «Scarp de’ Tenis» di Caritas Ambrosiana. I suoi libri sono pubblicati, fra gli altri, da Giunti, Piemme, Mondadori, Einaudi Ragazzi, La Nuova Frontiera Junior, Sinnos,
Il Castoro. Vincitrice di diversi premi letterari (tra cui il Battello a Vapore-Piemme 2010), nel marzo 2024 ha vinto il Premio Campiello Junior con il libro La notte più bella (Piemme).