23 February, 2026
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Con la trasmissione del progetto operativo di bonifica, messa in sicurezza e mitigazione del rischio ambientale dell’area mineraria dismessa di Montevecchio Ponente, inizia il percorso di risanamento del Sito di Interesse Nazionale del Sulcis Iglesiente Guspinese. Il costo complessivo dell’intervento è stimato in circa 40 milioni di euro. Attualmente sono disponibili 26,8 milioni di euro nell’ambito dell’Accordo per la Coesione, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027. A tali risorse si aggiungono stanziamenti regionali pari a 1,2 milioni di euro, destinati alle prove di pompaggio necessarie alla definizione delle soluzioni per la gestione della fuoriuscita a giorno in località Casargiu.

«Il risanamento delle aree minerariesottolinea l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconinon è soltanto un adempimento tecnico, ma una scelta di responsabilità verso le comunità locali e verso il futuro del territorio. La bonifica di Montevecchio Ponente rappresenta un intervento strategico, sia per la riduzione dei fattori di rischio ambientale, sia per la possibilità di restituire valore a un’area di straordinaria importanza storica e paesaggistica.»

L’intervento, predisposto da IGEA S.p.A., riguarda in particolare la matrice suolo e ha come obiettivo prioritario la riduzione e l’eliminazione dei rischi per la salute e per la qualità dell’ambiente, attraverso azioni mirate sui principali centri di pericolo individuati dall’analisi di rischio: scavi minerari a cielo aperto, discariche minerarie e abbancamenti fini.

«La trasmissione del progetto operativo costituisce il risultato concreto di un lavoro interassessoriale che conferma la capacità della Regione di operare in modo unitario sui dossier strategici – dichiara l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani -. Risanamento ambientale e rilancio industriale sono parti di una medesima visione: garantire sicurezza, certezza amministrativa e nuove prospettive di sviluppo a un territorio che ha contribuito in modo determinante alla storia produttiva della Sardegna. L’intervento su Montevecchio Ponente si inserisce in una strategia più ampia di riqualificazione delle aree minerarie dismesse, orientata a coniugare tutela dell’ambiente, attrattività per gli investimenti e valorizzazione delle competenze locali».

 

Un Carnevale all’insegna del divertimento, dei colori e della partecipazione, ma anche della consapevolezza ambientale. In occasione dell’evento in programma a Vallermosa domenica 22 febbraio, dalle ore 17.00, in piazza San Lucifero, il neo referente locale di Plastic Free, Alberto Garau, rivolge un appello alla cittadinanza affinché la festa si svolga nel segno del rispetto degli spazi pubblici e della natura.

L’iniziativa, che richiamerà famiglie, bambini e visitatori, rappresenta uno dei momenti più attesi del calendario degli eventi locali. Proprio per questo, secondo Garau, è importante che il clima di allegria e condivisione non si traduca in comportamenti dannosi per l’ambiente.

«Festeggiamo, divertiamoci, coloriamo le nostre strade, ma evitiamo di disperdere coriandoli nell’ambienteinvita -. Per quanto possano sembrare innocui, i coriandoli, soprattutto quelli in plastica o metallizzati, rappresentano una forma di micro-rifiuto difficile da raccogliere e da smaltire. Una volta dispersi, restano a lungo sul suolo o vengono trascinati via dal vento e dalla pioggia.»

«Il problemaspieganon riguarda soltanto il decoro urbano ma anche l’impatto sugli ecosistemi. «Molti coriandoli finiscono nei tombini e quindi nei corsi d’acqua, contribuendo all’inquinamento e mettendo a rischio animali e habitat naturali. È un effetto che spesso non vediamo, ma che esiste ed è concreto.»

Un aspetto poco considerato riguarda anche i coriandoli tradizionali in carta.

L’appello è rivolto in particolare ai più piccoli e alle famiglie, protagonisti della manifestazione: «Educare al rispetto dell’ambiente anche nei momenti di festa è fondamentale. I bambini imparano dall’esempio degli adulti: rendere il Carnevale più sostenibile significa trasmettere valori importanti».

L’Iglesias alle 14.30 sul campo “Don Orione” di via Della Camilluccia, a Roma, tenta l’impresa per ribaltare l’1 a 2 dell’andata con la Boreale e andare avanti in Coppa Italia. A 48 ore dalle dimissioni del tecnico Giampaolo Murru, la squadra sarà guidata in panchina da Maurizio Pistincu, tecnico del settore giovanile, perché il presidente Giorgio Ciccu ha deciso di prendere tempo per la scelta del nuovo allenatore, dando priorità alla partita di Coppa Italia.

Priva degli squalificati Stefano Crivellaro, Lorenzo Mechetti (anche senza la squalifica, il difensore non sarebbe stato della partita, perché la società lo ha “tagliato” per la seconda volta e non farà più parte dell’organico nel finale di stagione) e Mirko Fidanza, dell’infortunato Riccardo Daga I e con Fabricio Alvarenga inizialmente in panchina perché ancora non al meglio dopo due infortuni, la squadra rossoblù scenderà in campo con la seguente formazione: Slavica, Piga, Arzu, Leroux-Batte, Di Stefano, Erbini, Cancilieri, Frau, Salvi Costa, Piras Edoardo, Capellino. A disposizione: Abbruzzi, Alvarenga, Piras Alberto, Mancini, Corrias, Daga Riccardo II, Manca.

Questa la formazione annunciata dal tecnico della Boreale Pierluigi Palma: Semprini, Buccioni, Cupperi, Casavecchia, Celli, Francucci, Manzari, Massimiani, Ruggiero, Stornelli, Perroni. A disposizione: Bertollini, Maccauro, Merico, Baduluescu, Rendine, Ottaviani, Tondi, Petrini, De Vincenzi.

Dirige Matteo Pastori di Busto Arsizio.

Per superare il turno, l’Iglesias è chiamata a vincere con due goal di scarto. In caso di successo rossoblù con un goal di scarto, sono previsti tempi supplementari e, eventualmente, i calci di rigore. Un pareggio o una vittoria della Boreale, porterebbe al turno successivo la squadra romana.

Giampaolo Cirronis

“Donne sarde di ieri e di oggi”, torna la storica rassegna organizzata dalle Acli di San Giovanni Suergiu, giunta alla XIXesima edizione. Con il patrocinio del Comune e il contributo della Fondazione di Sardegna, domenica 22 febbraio 2026, dalle ore 17.30, nell’aula consiliare di via Roma, il gruppo delle Acli locale guidato da Cristina Dessì ha organizzato una serata-concerto dal titolo “La voce delle donne”, per riflettere su attivismo femminile, disparità e diritto a raggiungere la propria realizzazione.
Presentate dalla giornalista Sara Vigorita, si esibiranno come ospiti la band pop rock femminile “Le Kanusie” e il gruppo corale di musica leggera “Coro Silver Voices”, fondato e diretto dal maestro Rossano Urru.
Il titolo della serata “La voce delle donne” riprende il nome del progetto della band di Arborea “Le Kanusie”, composto da quattro professioniste sarde impegnate in prima linea nel sociale e che attraverso il forte potere della musica e testi capaci di emozionare, intendono diffondere la cultura della non discriminazione, lotta alla violenza verbale, fisica e psicologica e sensibilizzare l’opionione pubblica sulle tematiche relative alle diversità.
Repertorio ad hoc, con canzoni d’autore di ieri e di oggi alla scoperta dell’universo femminile, anche per il gruppo corale di Carbonia “Silver Voices”, da oltre vent’anni sulla scena locale per promuovere messaggi importanti attraverso la voce, la passione e il talento delle sue componenti che coinvolgeranno il pubblico nelle loro esibizioni.
«La serata del 22 febbraio insieme a quella conclusiva prevista a marzo – ha spiegato la presidente Cristina Dessì chiude un ciclo incentrato sulla cura di sé e sull’ascolto interiore che abbiamo sviluppato con laboratori di scrittura terapeutica e di caviardage di Tina Festa, un metodo utilizzato per superare il dolore e trasformarlo in una narrazione di speranza.»
«Considerato il periodo storico che stiamo vivendo, contrassegnato non solo da femminicidi che non si arrestano, ma da una ricerca continua sulla parità dei diritti nei vari ambiti della vita, c’è ancora tanto da dire e da fare per le donne e non solo l’8 marzo: come Acli cerchiamo di fare la nostra parte, anche attraverso la promozione sociale e culturale», ha concluso Cristina Dessì.
L’evento è aperto a chiunque voglia partecipare e ha ingresso libero.

E sanatoria sia: la commissaria ad acta rilascia l’autorizzazione ambientale ex post alla fabbrica di esplosivi e bombe RWM La Commissaria ad acta nominata dal TAR Sardegna per pronunciarsi sul provvedimento richiesto dalla RWM, relativo alla VIA postuma dell’ampliamento dello stabilimento di Domusnovas-Iglesias-Musei, ha rilasciato l’autorizzazione ambientale.
L’intervento del TAR si è reso necessario a causa del silenzio-inadempimento della Regione Sardegna, che non si è pronunciata in attesa di un’istruttoria tecnica integrativa, sollecitata dalle numerose segnalazioni relative ad anomalie e incompatibilità tecniche della procedura, presentate da Italia Nostra Sardegna e da altri portatori di interesse.
Non abbiamo ancora potuto esaminare il provvedimento in quanto non ancora pubblicato, ma questa autorizzazione ambientale appare a tutti gli effetti come una decisione politica, più volte sollecitata dal Governo italiano, che – nel rilancio dell’industria degli armamenti e nel renderla funzionale alle politiche di riarmo europeo – sembra voler sostituire il tessuto produttivo del Sulcis Iglesiente, una delle aree più povere d’Europa, con l’industria bellica. Non è un caso che la notizia sia stata diffusa dal MIMIT ancor prima della pubblicazione ufficiale del documento sui siti istituzionali competenti.
Un provvedimento politico agevolato dal comportamento della Regione Sardegna che, pur disponendo del tempo necessario e di adeguate informazioni tecniche per esprimere un parere negativo, ha scelto di non decidere. Anche di fronte alla forzatura imposta dal TAR, la Regione avrebbe potuto adottare un provvedimento di diniego, motivandolo con numerosi elementi tecnici o, quantomeno, facendo ricorso al principio di precauzione, considerato che la stessa Regione aveva dichiarato l’istruttoria ancora in corso.
Eppure, i vizi già accertati dal Consiglio di Stato in ben due sentenze permangono integralmente, così come permangono i danni ambientali e paesaggistici causati dall’“anomalo” ampliamento dello stabilimento, avvenuto in assenza di pianificazione urbanistica, in prossimità di aree protette, in violazione del Piano di Assetto Idrogeologico e della normativa urbanistica, paesaggistica e ambientale regionale, nazionale ed europea.
Esamineremo con attenzione il provvedimento adottato e non escludiamo ulteriori impugnazioni davanti al tribunale amministrativo. Come Italia Nostra Sardegna, restiamo fermamente convinti della fondatezza delle nostre tesi, ulteriormente rafforzate dalle precedenti sentenze del Consiglio di Stato che le hanno pienamente accolte.

Graziano Bullegas

Segretario Italia Nostra Sardegna

«Grazie all’inserimento di una specifica norma correttiva nel Decreto Milleproroghe, è stato sanato il vuoto normativo derivante dalla recente Legge di Bilancio che aveva determinato l’interruzione del sussidio.»
L’esito positivo della vicenda è stato accolto con soddisfazione dall’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, che fin dall’insorgere della criticità si era fatta promotrice delle istanze dei lavoratori, agendo in sinergia con le sigle sindacali.
«È un risultato fondamentale che restituisce certezze a oltre 300 nuclei familiari nell’Isola – ha dichiarato l’assessora del Lavoro -. La precedente manovra finanziaria nazionale conteneva una grave lacuna che abbiamo denunciato con fermezza. Privare questi lavoratori di una risorsa vitale in una fase di estrema fragilità economica rappresentava una distorsione sociale che non potevamo accettare.»
L’assessorato regionale del Lavoro aveva sollecitato un intervento d’urgenza per individuare una soluzione normativa efficace.
«Il recepimento del nostro appelloha concluso l’assessora Desirè Mancadimostra l’efficacia di un’azione regionale basata su basi tecniche solide e su una chiara determinazione politica. Abbiamo agito tempestivamente per correggere un errore che avrebbe gravato esclusivamente sulle spalle dei sardi ed evitare un impatto sociale che sarebbe stato drammatico per i territori coinvolti.»

«L’emendamento al Milleproroghe sulla mobilità in deroga conferma l’attenzione dell’Esecutivo nazionale verso i territori più fragili. Auspichiamo che altrettanta tempestività arrivi dalla Giunta regionale, finora assente sui veri problemi della nostra comunità.»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu esprime piena soddisfazione per il deposito dell’emendamento al decreto Milleproroghe che reintroduce la mobilità in deroga per le aree di crisi industriale complessa.

«L’iniziativa assunta dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, rappresenta un atto di grande responsabilità e vicinanza alle realtà produttive in difficoltà – aggiunge Gianluigi Rubiu -. In un’area come la nostra, da troppo tempo alle prese con una crisi industriale che non accenna a risolversi, questo provvedimento offre una tutela concreta ai lavoratori e alle loro famiglie, in attesa che si creino le condizioni per un autentico rilancio occupazionale. L’emendamento governativo va nella direzione di garantire un presidio di dignità e coesione sociale, esattamente nei territori più esposti alle crisi produttive, come ha sottolineato il ministro Marina Calderone.»

«Prendiamo atto con favore che il Governo nazionale mantiene fede agli impegni assunti, dimostrando coerenza e sensibilità verso le istanze del nostro territoriorimarca Gianluigi Rubiu -. Non possiamo, tuttavia, non rilevare il preoccupante silenzio della Giunta regionale su queste stesse tematiche. Mentre l’Esecutivo nazionale interviene con provvedimenti concreti, dalla Regione Sardegna assistiamo a una prolungata assenza di iniziative mirate per il Sulcis Iglesiente.»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, infine, lancia un appello alla politica regionale: «La mobilità in deroga è uno strumento fondamentale, ma da sola non basta a risolvere decenni di crisi industriale. Servono progetti strutturali, visione strategica e capacità di spesa. Alla Giunta regionale chiediamo di abbandonare definitivamente la logica degli annunci e di mettere in campo, con urgenza, misure all’altezza della gravità del momento. I lavoratori del Sulcis Iglesiente meritano risposte immediate, non proclami. Il Governo nazionale ha fatto la sua parte: ora la Regione dimostri di essere all’altezza della sfida».

Il 2 marzo l’Unione dei Comuni del Sulcis presenterà nel corso di una conferenza stampa convocata nell’aula consiliare del comune di Santadi il progetto “Sboccia un fiore nel Sulcis”, finalizzato alla valorizzazione territoriale. L’iniziativa nasce nell’ambito del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT) finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie per il tramite della Regione Autonoma della Sardegna, con l’obiettivo di costruire una rete stabile tra i Comuni di Santadi, Nuxis, Tratalias, Villaperuccio e Perdaxius. Un percorso condiviso che punta a mettere in relazione manifestazioni, feste tradizionali, eventi e territorio, rafforzandone visibilità, organizzazione e identità.
“Sboccia un fiore nel Sulcis” è l’immagine scelta per raccontare la nascita di questa rete: un simbolo che richiama il territorio, le sue radici e la volontà di far crescere una collaborazione concreta tra Comuni montani uniti da una visione comune di promozione e sviluppo.
Nel corso della conferenza stampa verranno illustrati:
* il logo ufficiale del progetto e il suo significato simbolico
* gli obiettivi strategici dell’iniziativa
* il calendario degli eventi previsti nei diversi Comuni
* le azioni di comunicazione e promozione territoriale che accompagneranno il progetto
L’incontro rappresenterà un momento di condivisione e confronto, volto a presentare non soltanto un programma di appuntamenti, ma una nuova modalità di collaborazione istituzionale, pensata per valorizzare in modo coordinato il patrimonio culturale, identitario e paesaggistico del Sulcis interno.
La presenza della stampa, degli operatori culturali, delle associazioni e di tutti i cittadini interessati sarà particolarmente significativa per dare avvio a questo percorso con uno spirito di partecipazione e comunità.
L’Unione dei Comuni del Sulcis invita pertanto a prendere parte alla conferenza stampa del 2 marzo, per conoscere da vicino il progetto, le sue finalità e le opportunità che offrirà al territorio nei prossimi mesi.

«E’ stato presentato oggi l’emendamento al Milleproproghe da noi richiesto per ottenere il ripristino della mobilità, segnale evidente che la mobilitazione paga.»

Lo scrivono, in una nota, le segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM e CUB.

«Tuttavia noi dobbiamo assolutamente rivendicare quanto dichiarato l’altro giorno ai cancelli davanti alla fabbricaaggiungono le segreterie sindacali -. Oltre a essere ripristinato immediatamente lo strumento della mobilità in deroga per le aree di crisi complessa, chiediamo l’immediato pagamento dell’integrativo da parte della Regione. Allo stesso tempo, deve emergere che i lavoratori non vogliono vivere una condizione di precarietà permanente per cui si chiede con forza che ci sia la convocazione al MIMIT, per andare in discontinuità con l’attuale proprietà. Per queste ragioni ribadiamo che è fondamentale partecipare all’iniziativa di domani che partirà dalle 9.00 da Villamassargia, con direzione Cagliari, viale Trento, presidenza della Regione dove alle 10.00 saremo ricevuti dalla presidente, dalla assessore dell’industria, dall’assessore del Lavoro, dall’assessore all’ambiente – concludono le segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM e CUB -. Ci raccomandiamo la massima partecipazione.»

Oggi è stato depositato un emendamento al Milleproroghe riguardante il ripristino della mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa. «Una misura molto attesa dai lavoratori, in particolar modo nelle aree svantaggiate o colpite da crisi industrialisottolinea il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderoneche conferma l’attenzione di questo ministero nel sostenere il mondo del lavoro, mettendo al centro persone e territori.» L’emendamento autorizza, per il 2026, la mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa, in coerenza con quanto già previsto nella relazione tecnica della legge di bilancio per il 2026. L’approvazione della nuova formulazione del comma 165, articolo 1, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 assicura un quadro di tutele completo per i lavoratori e le imprese, offrendo un supporto adeguato alle realtà produttive coinvolte nei processi di riorganizzazione o crisi. «Siamo consapevoli delle difficoltà che accompagnano queste fasi di transizione e rinnoviamo l’impegno a non lasciare indietro nessuno, rafforzando gli strumenti di tutela, accompagnamento e ricollocazione. La mobilità in deroga non è solo un sostegno economico, ma un presidio di dignità e coesione sociale nei territori più esposti alle crisi produttive, che ci obbliga a sostenere le opportunità di rilancio industriale e occupazionale, nella convinzione che la ripartenza dei territori passi dalla valorizzazione delle competenze e dal rispetto del lavoro», conclude Marina Calderone.