22 March, 2026
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La Regione Sardegna, ancora una volta “sceglie di non decidere”. La presidente Alessandra Todde, inerte, delega il governo Meloni a decidere per la Sardegna sulla produzione bellica dell’Rwm a Domusnovas. Il ministero dell’Ambiente attraverso il commissario ad acta approva la valutazione d’impatto ambientale e dà il via all’ampliamento della fabbrica delle bombe nell’area più povera d’Europa, più inquinata, esposta a nuovi rischi per la sicurezza e con un equilibrio idrogeologico del territorio già fragile.

Un atto di irresponsabilità politica, etica e morale nello stesso stile con cui la presidente Todde ha gestito la questione della speculazione energetica da fonti rinnovabili, attraverso due leggi regionali di dubbia efficacia e che la Corte Costituzionale avrebbe certamente bocciato. Tutto al fine di consentire che il governo Meloni varasse la tremenda L4/2026 sulle aree idonee. Legge che a tutt’oggi la presidente Todde non ha impugnato, delegittimando politicamente la Regione Autonoma. E’ così che per la speculazione sugli impianti eolici, lo Stato vincola 370mila ettari di territorio sardo, chiudendo, ancor più in bellezza, il cerchio del famigerato DM 199/2021, il decreto Draghi che apriva le porte della Sardegna alla speculazione. Oggi a potenziare quel disegno ci pensa il governo Meloni. Tutto torna. Il DM 199/2021 ebbe l’avallo dell’allora viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, divenuta poi presidente della Sardegna, con il giustificato plauso delle alte sfere della politica romana.

La recita da gran teatro, dell’opposizione della presidente Todde alla presidente del Consiglio Meloni, entrambe ispirate al modello dell’economista, banchiere e politico italiano, Mario Draghi, si chiude con un bilancio legislativo fallimentare per la nostra regione Autonoma.

E’ una grande vittoria dello Stato e una pesante sconfitta per la Sardegna e non solo in campo energetico.

Claudia Zuncheddu

Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica

Domani, giovedì 26 febbraio, a Bruxelles, alle 14.00, nella sede del Comitato europeo delle Regioni, nell’ambito del seminario “Insularità e cittadinanza europea”, organizzato dal Consiglio delle Autonomie locali (Cal), si terrà un convegno sulla figura di Mario Melis, presidente della Giunta regionale negli anni ’80, affrontando i temi delle autonomie locali, della sussidiarietà e della dimensione federale europea.

“Non sarà soltanto un ricordo di Mario Melis e del suo impegno politico sui temi dell’Europa delle Regioni, ma anche un momento di confronto importante per le Autonomie locali che vivono una situazione molto difficile nell’attuale quadro europeo, che progressivamente ha concentrato poteri e competenzeha sottolineato Ignazio Locci, presidente del Cal -. Sarà uno spazio di riflessione approfondita sulla cultura dell’Autonomismo e del Regionalismo, sempre più compressi e sacrificati da un europeismo centralista. Una dinamica che incide anche sull’azione del Governo nazionale, chiamato a confrontarsi con l’incidenza crescente del diritto comunitario, elemento che contribuisce ad alimentare tensioni e conflitti istituzionali.»

«L’iniziativa rappresenta un’occasione qualificata per consentire alle Autonomie locali sarde di confrontarsi, nella sede appropriata, con studiosi ed esperti, e per rilanciare il dibattito sulle riforme. Ciò assume un rilievo particolare perché la Regione Sardegna è impegnata in un percorso di revisione e rafforzamento del proprio statuto di Autonomia, dibattito che non può essere rinviato né ridimensionato e deve tornare al centro dell’agenda politica», ha aggiunto Ignazio Locci.

Oltre all’intervento del presidente del Cal, è previsto quello di Alessandra Todde, presidente della Giunta regionale; Salvatore Corrias, presidente della Prima Commissione del Consiglio regionale; Antonio Moro, presidente del Partito sardo d’azione; dello studioso Carlo Pala.

Il seminario, dopo gli incontri dei giorni scorsi con alcuni eurodeputati, coi dirigenti italiani dei servizi della Commissione europea e con i responsabili del Comitato europeo delle Regioni (CdR) e del Comitato economico e sociale europeo (Cese), si concluderà venerdì 27 nella sede di “Focus Europe” con alcuni incontri su protezione civile, affari sociali e agricoltura.

«La vertenza industriale del Sulcis non può restare confinata ai tavoli tecnici o alle interlocuzioni formali: deve salire di livello e approdare con urgenza a Palazzo Chigi.»
È la posizione della UIL Sardegna e della UIL metalmeccanici dopo l’incontro di oggi con la presidente della Regione Alessandra Todde e le organizzazioni sindacali per fare il punto su una crisi che continua a pesare su lavoratrici, lavoratori e sull’intero territorio.
«Il recupero delle risorse per la mobilità in deroga rappresenta un risultato importante, frutto anche della mobilitazione sindacaleevidenziano Uil Sardegna e Uilmma non può essere scambiato per una soluzione strutturale. Gli ammortizzatori sociali sono un argine, non una strategia industriale. Il Sulcis ha potenzialità straordinarie: competenze, infrastrutture, storia produttiva e una collocazione strategica nel Mediterraneo. Per trasformare queste potenzialità in sviluppo reale occorrono però scelte chiare, tempi certi e il rispetto degli impegni assunti, a partire da quelli del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.»
Per Uil Sardegna e Uilm la «situazione dell’ex polo dell’alluminio, oggi legata alla vertenza Sider Alloys, resta emblematica. I lavoratori continuano a vivere nell’incertezza, mentre i tavoli ministeriali non hanno prodotto i risultati attesi. La UIL ritiene che non sia più accettabile proseguire in una fase interlocutoria priva di sbocchi concreti. Se l’attuale assetto proprietario non è in grado di garantire un piano industriale credibile e sostenibile, occorre aprire con determinazione a soluzioni alternative, valutando con serietà ogni proposta che possa assicurare continuità produttiva e occupazionale». E il sindacato chiede per questo «l’attivazione di una cabina di regia nazionale permanente sulle aree di crisi industriale complessa della Sardegna, che coinvolga Governo, Regione e parti sociali. Non bastano riunioni periodiche: serve un coordinamento operativo capace di assumere decisioni e monitorarne l’attuazione. La vertenza del Sulcis non è un caso isolato. Le difficoltà che attraversano i poli industriali di Portovesme, Porto Torres, Ottana e altre realtà dell’Isola dimostrano che siamo di fronte a una questione industriale sarda di carattere sistemico. È necessario un confronto regionale ampio, che costruisca una piattaforma condivisa da portare ai livelli istituzionali nazionali con forza e unità».
La Uil Sardegna ribadisce che «non può esserci contrapposizione tra transizione ecologica e lavoro: la riconversione industriale deve tradursi in nuova occupazione stabile, innovazione e produzioni strategiche. Il Sulcis può tornare a essere un punto di eccellenza, ma solo se si passa dalle dichiarazioni agli atti concreti. Le lavoratrici e i lavoratori non possono più attendere. Ora è il tempo delle decisioni».

«Questa mattina, come Provincia del Sulcis Iglesiente, abbiamo partecipato alla riunione convocata dalla Regione Sardegna e dalla presidente Alessandra Todde sul tema del polo industriale e sullo sblocco della mobilità in deroga, che coinvolge numerosi lavoratori ancora in attesa di rientrare al lavoro.»

Lo scrive in una nota Romeo Ghilleri, consigliere delegato della provincia del Sulcis Iglesiente.

«È stato un confronto importante, chiaro e costruttivo, alla presenza delle organizzazioni sindacali, dell’assessore dell’Industria Emanuele Cani, dell’assessora del Lavoro Desirè Manca e dei consiglieri regionali Luca Pizzuto, Alessandro Pilurzu e Gianluigi Rubiuaggiunge Romeo Ghilleri -. È emersa una linea condivisa e determinata: chiedere al Governo risposte serie e concrete per il rilancio del polo industriale e dell’intero territorio. Come Provincia abbiamo ribadito alla Presidente e alla sua Giunta la nostra piena vicinanza ai lavoratori e alle sigle sindacali, confermando al tempo stesso la disponibilità a collaborare con la Regione in modo costante e responsabile per individuare soluzioni efficaci per il rilancio del comparto industriale – conclude Romeo Ghilleri -. Abbiamo inoltre dichiarato la nostra disponibilità a partecipare a ogni iniziativa e a tutti i tavoli di confronto, con proposte progettuali e una programmazione seria e strutturata, nell’interesse del territorio e della comunità.»

«Una cabina di regia sulle politiche industriali coinvolgendo tutti gli attori per una presa di responsabilità collettiva sul futuro dell’Isola.»La buona notizia di ieri dell’emendamento al decreto Milleproroghe che ripristinerà i fondi per la Mobilità in deroga, garantendo i 320 lavoratori ex Alcoa di Sider Alloys, è stata il prodromo per una discussione approfondita delle vertenze del Sulcis Iglesiente.Il tavolo convocato dalla presidente Alessandra Todde nella sala della Presidenza ha visto la presenza e gli interventi dei sindacati e dei consiglieri regionali del territorio.

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di fare pressioni sul Governo nazionale per poter ipotizzare una ripartenza reale e non paventata e con interlocutori che abbiano credibilità. Cgil e Uil hanno poi chiesto che tutte le vertenze del Sulcis Iglesiente – oltre a Sider Alloys, EuroAllumina e Portovesme Srl senza dimenticare la centrale Enel di Portoscuso – siano trasferite a palazzo Chigi.

L’analisi della situazione delle varie vertenze è stata riassunta dall’assessore dell’Industria Emanuele Cani che ha invitato «tutti a fare fronte comune condividendo la posizione da tenere ai tavoli del Mimit», ricordando «i successi sulla continuità di Eurallumina e sul Dcpm Energia che abbiamo ottenuto grazie all’unità di tutti».

L’assessora del Lavoro e della Formazione Desirè Manca, dopo aver ricordato «l’integrazione all’assegno di mobilità in deroga che la Regione ha erogato in questi anni e erogherà il prima possibile anche quest’anno», ha riassunto gli interventi fatti per la «riqualificazione del personale come i 30 milioni del Just Transition Fund usati per aggiornare le loro competenze, un Avviso che puntiamo a riaprire» ricordando l’eredità trovata «con una situazione della formazione professionale assolutamente inadeguata» e rinnovando l’invito ai sindacati per «una fattiva collaborazione per incrociare la formazione con la reale domanda di lavoro».

La sintesi delle quasi tre ore di incontro è stata fatta dalla presidente Alessandra Todde. «Penso sia giunto il momento di essere propositivi, potendo partecipare per esempio anche a livello di Unione Europea con il commissario Fitto a definire come Sardegna le politiche per la competitività delle isole per il rilancio delle infrastrutture in rapporto alle multinazionali il cui impegno è necessario per un polo dell’alluminio. Per questoha concluso Alessandra Todde penso che, oltre all’ottimo lavoro degli assessorati dell’Industria e del Lavoro, si possa pensare a un tavolo interistituzionale che metta assieme anche l’assessorato dell’Ambiente e dell’Innovazione tecnologica per discutere con tutti gli attori coinvolti, sindacati e consiglieri regionali del territorio, di politiche industriali per tutta la Sardegna, non solo del Sulcis».

La Regione Sardegna rafforza l’impegno nei confronti dei lavoratori con uno stanziamento strutturale di cinque milioni di euro all’anno per il Patto di Buggerru, previsto nella manovra finanziaria recentemente approvata. «La sicurezza sul lavoro è una priorità per la Regionedichiara la presidente Alessandra Todde -. Con questa manovra finanziaria abbiamo voluto dare un segnale concreto, investendo in modo stabile sulla prevenzione e sulla tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori.»

Il Patto di Buggerru è stato sottoscritto il 4 settembre 2024 a Buggerru, in occasione della commemorazione dell’eccidio del 1904, una delle pagine più significative della storia del movimento dei lavoratori.

«Con questo accordo abbiamo scelto di dotarci di una cornice stabile di collaborazione tra la Regione e le organizzazioni sindacali, orientata al rafforzamento delle politiche di prevenzione e alla diffusione della cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro», sottolinea la presidente della Regione.

«Lo stanziamento previstoconclude Alessandra Todderende il Patto di Buggerru pienamente operativo e consente di dare attuazione concreta agli impegni assunti.»

Le risorse contribuiranno a rafforzare le politiche regionali in materia di sicurezza sul lavoro e a promuovere condizioni di lavoro più sicure e dignitose in tutta la Sardegna.

Si è svolta questo pomeriggio nella sala conferenze della provincia del Sulcis Iglesiente, in via Mazzini, a Carbonia, la prima conferenza sociosanitaria provinciale per la nuova Direzione generale della ASL Sulcis Iglesiente, presenti sindaci e assessori di quasi tutti i Comuni della Provincia, il consigliere regionale Alessandro Pilurzu e alcuni dirigenti della ASL Sulcis Iglesiente. I lavori sono stati aperti dal presidente della Conferenza sociosanitaria e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, che ha ringraziato la presidente della Regione e assessore della Sanità ad interim, Alessandra Todde, rappresentata dal Capo di Gabinetto Stefano Ferreli e da alcuni componenti dello staff, per l’attenzione riservata al territorio e per la forte volontà di accompagnare il processo di crescita del sistema sociosanitario del Sulcis Iglesiente.
Nel sottolineare l’importanza e la centralità di un rapporto strutturato e continuativo con la Conferenza sociosanitaria, orientato al raggiungimento di obiettivi comuni, il direttore generale della ASL, Paolo Cannas, ha evidenziato la necessità di rafforzare l’organizzazione aziendale, valorizzando le professionalità presenti e procedendo con l’attribuzione degli incarichi a tutti i livelli.
In vista di una futura riorganizzazione della rete ospedaliera, alla quale sarà comunque riservata la massima attenzione, la priorità strategica individuata è il potenziamento dei servizi territoriali. Particolare rilievo – ha rimarcato Paolo Cannas – sarà dato alla medicina di prossimità, alla prevenzione, alle Case di Comunità, alla telemedicina e allo sviluppo delle Centrali Operative Territoriali, strumenti fondamentali per garantire una presa in carico più efficace dei pazienti e una gestione appropriata dei percorsi di cura. Nel corso del confronto, i sindaci hanno richiamato l’attenzione sulle criticità legate alla medicina di base, sull’evoluzione dei bisogni sanitari connessi all’invecchiamento della popolazione e sulla necessità di rendere il sistema sanitario sempre più attrattivo, anche attraverso il rafforzamento delle collaborazioni con le università e del lavoro in rete tra le aziende sanitarie. È stata inoltre evidenziata l’esigenza di innovare le modalità di reclutamento del personale, promuovendo strumenti e procedure concorsuali più mirate e coerenti con le specifiche esigenze del territorio.
La conferenza si è conclusa con l’impegno a programmare incontri periodici – a cadenza di 45-60 giorni salvo urgenze determinate da particolari eventi -, finalizzati a seguire l’evoluzione del percorso avviato e a monitorare i risultati raggiunti.

Vediamo le interviste realizzate con il nuovo direttore generale Paolo Cannas, il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai e i sindaci di Carbonia Pietro Morittu e Carloforte Stefano Rombi.

La Giunta regionale, su proposta della presidente della Regione Alessandra Todde, di concerto con l’assessore degli Enti locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, ha proposto di intitolare a Michele Murenu la nuova sede dell’Ispettorato ripartimentale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Iglesias, in località Ceramica (ex Ostello della Gioventù). Michele Murenu, giovane agente del CFVA è deceduto nell’agosto del 2024, a soli 24 anni, per un incidente stradale mentre svolgeva il servizio nel tragitto dalla stazione di Santadi verso il luogo dove si era sviluppato un incendio boschivo.

«Dopo settimane di lavoro e di incontri per risolvere una situazione molto complessa, esprimo tutta la mia soddisfazione per le garanzie assicurate dal governo per la continuità aziendale dell’Eurallumina. Alla soluzione temporanea trovata con un finanziamento ponte dovrà seguire una via più strutturale che permetta di dare certezze alla produzione. Come Regione siamo sempre stati vicini agli operai di Portoscuso e continueremo a esserlo, lavorando ogni giorno assieme alle istituzioni e ai sindacati per risolvere una vertenza fondamentale per il futuro di tutto il Sulcis Iglesiente.»

Così la presidente Alessandra Todde ha commentato l’esito del tavolo di ieri al Mimit su Eurallumina in cui è stato annunciato che il ministero dell’Economia stanzierà 9,6 milioni di euro per garantire la continuità produttiva per sei mesi (da gennaio a giugno del 2026) di Eurallumina, l’azienda di proprietà russa che rischiava di chiudere a causa delle sanzioni per la guerra in Ucraina.

Il 20 novembre scorso a Roma la presidente della Regione Alessandra Todde aveva discusso della questione direttamente con il ministro Giancarlo Giorgetti.

Da una settimana quattro lavoratori dell’Eurallumina occupano un silo dello stabilimento Eurallumina di Portovesme per rivendicare lo sblocco delle procedure per il riavvio produttivo atteso da sedici anni. Oggi abbiamo intervistato uno dei quattro lavoratori in presidio, Simone Zucca.
«La nostra iniziativa è una conseguenza del fatto che la Rusal ha bloccato la gestione ordinaria e siamo in presenza di un rischio concreto che possa naufragare definitivamente rilancio della produzione con un investimento di 300 milioni di euro – spiega Simone Zucca -. La Rusal ha annunciato di non poter più garantire l’anticipazione delle risorse e quindi di fatto di non assicurare il riavvio della produzione, una somma oscillante tra i 2,2 e i 2,5 milioni di euro.»
«A livello ministeriale non è stata intrapresa un’iniziativa concreta per giungere ad una soluzione concretaaggiunge Simone Zucca -. Oggi la forza lavoro è ridotta, parliamo di 100 lavoratori in impianto e 90 in cassa integrazione. Sono 290 i lavoratori che hanno avuto la possibilità di andare in pensione nei sedici lunghi anni della vertenza. A questo punto il Ministero competente, come promesso, deve indurre la Rusal a tornare sui suoi passi e condurre la trattativa sui binari accettabili, finalizzando la ripresa produttiva che in pratica è ferma dal lontano 2009.»
«Le autorizzazioni che venivano richieste dall’azienda sono state a suo tempo concesse, per cui nulla osta ad una ripresa produttivasottolinea Simone Zucca -. Siamo fortemente preoccupati per una situazione che ancora non si sblocca, ma proseguiamo con l’occupazione e il messaggio che noi vogliamo inviare è rivolto anche alla Presidente della Regione Sardegna dottoressa Alessandra Todde e all’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani. La politica e le istituzioni sono chiamate ad un impegno fattivo, al fine di dare risposte certe ad un territorio che ha fame di lavoro.»
Armando Cusa